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L'INFORMAZIONE SIAMO NOI

DI TRUMAN BURBANK
ComeDonChisciotte

L’informazione siamo noi. E ciò provoca il dovere morale di farlo al meglio, ma anche la necessità di capire il nuovo mezzo di cui disponiamo.

Una volta erano i giornalisti ad inseguire le notizie, adesso sono le notizie ad inseguire i giornalisti. Ma è un inseguimento vano. I giornalisti dei media ufficiali evitano le notizie come la peste. A loro interessa solo raccontare quello che vuole il padrone e confezionarlo nel modo più appetibile. L’informazione diventa informazione più intrattenimento, infotainment; a ciò si aggiunge poi il marketing, creando un mercato in cui il lettore / utente è consumatore e oggetto di compravendita allo stesso tempo.

Forse è il caso di dirlo fuori dai denti: per quelli che non si fidano più dei media ufficiali, che provano disgusto nel vedere il tiggì, quelli che vogliono andare alle radici di ciò che accade, i media siamo già noi. Noi che siamo ogni giorno di più.

Noi un po’ maniaci ed un po’ depressi. Noi paranoici. Noi che rubiamo il tempo al lavoro, alla famiglia, ai rapporti sociali, al sesso. Noi che passiamo notti insonni dietro al computer cercando una nuova notizia da inserire, commentando le informazioni di altri, verificando dati e legami tra le informazioni. Noi che poi siamo gli stessi che leggono le notizie, noi utenti / consumatori dell’informazione su internet.

E questo fatto dell’utente che partecipa al circuito di produzione dell’informazione è la nostra forza ed è il motivo per cui l’informazione internet è abbondantemente più affidabile di quella ufficiale. Ormai sono diverse volte che in TV chiamano persone abituate a fare informazione su internet, per commentare fatti nuovi (ricordo il direttore di Misteri d’Italia e quello di Misna.)

Allora tocca capire cosa stiamo facendo, come funziona questo nuovo mezzo di informazione e come conviene usarlo. Perché il vecchio giornale si basava su una struttura consolidata: una prima pagina con una sua struttura abbastanza regolare, l’editoriale, i rimandi alle pagine successive, i commenti, la cultura lo sport.

Su internet non è così. Il sito generalista funziona poco. Le notizie devono essere selezionate. In compenso possono essere più persistenti. Sulla carta stampata l’articolo viene bruciato in 24 ore, su internet può durare anche mesi. (Anzi il media ufficiale vive sulla continua ricostruzione della realtà, in un presente perpetuo, mentre il sito internet vuole mantenere la storia degli eventi.)

La home page ha molto meno spazio della prima pagina di un giornale, per cui si deve porre maggiore cura. Sembrerebbe che il sito internet debba curare di più la qualità delle informazioni, e porre più attenzione alla corretta archiviazione ed alla reperibilità anche a distanza di tempo. Insomma conta di meno il primo effetto e di più l’archivio.
Il data base è più importante dell’attualità.

A ciò si somma il fatto che i grandi nomi del mondo esterno non esistono, le persone leggono per quello che le informazioni valgono, per cui uno sconosciuto (se valido) è facilmente più apprezzato di un eventuale direttore di giornale che scrivesse in incognito. Forse perchè l’utente internet guarda rapidamente, vuole confrontare e passa rapidamente ad altre fonti. Ma se l’articolo è valido, per quanto pesante da leggere, esso troverà i suoi lettori.

Insomma i siti si devono specializzare, avere una propria missione editoriale (meglio se dichiarata esplicitamente), e si devono coalizzare tra loro in modo da raggiungere un impatto globale superiore. Servono concetti commerciali almeno quanto nella carta stampata. Bisogna anticipare le esigenze del lettore, indovinare i suoi bisogni reconditi, mai espressi, fidelizzare gli utenti.
Perché il lettore è abituato a saltare, a confrontare e lui è il nostro padrone, contrariamente che nella stampa convenzionale, i cui proprietari sono i gruppi d’interesse.

Su queste problematiche bisogna muoversi nel prossimo futuro se vogliamo arrivare ad un ulteriore salto di qualità nell’informazione internet.

Truman Burbank

Siti Italiani di Informazione Alternativa (lista stilata dai lettori di: www.beppegrillo.it, ricevuta da Vincent il Gelataio)

http://www.beppegrillo.it

http://italy.indymedia.org

http://www.indicius.it

http://www.arcoiris.tv

http://www.nessuno.tv

http://www.viralvideo.it/elenco.html

https://comedonchisciotte.org/controinformazione/index.php

http://www.disinformazione.it

http://www.sottovoce.it

http://www.informationguerrilla.org/index.html

http://www.archivio900.it

http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/giornale.php

http://www.luogocomune.net

http://www.almanaccodeimisteri.info/ultimissime.htm

http://www.zmag.org/Italy/

http://xiaodongpeople.blogspot.com

http://italy.peacelink.org/mediawatch/

http://www.peacereporter.net/

http://www.diario.it

http:[email protected]/index.html

http://www.report.rai.it

http://www.nwo.it/

http://www.warnews.it/

http://www.reporterassociati.org/

http://www.altrementi.org/

http://www.fenice.info/x-files/index.asp

http://www.megachip.info/

http://www.piccolopopolo.org

www.ciaoteheran.com

http://guide.supereva.it/satira

http://berlusconite.blog.excite.it

Pubblicato da Truman

  • eresiarca

    Perché, dopo un discorso che è più che condivisibile, riprodurre una lista di “siti d’informazione alternativa” che non cita importanti siti? E’ una lista come tante altre, che addirittura contiene un sito che ha tutta l’aria di essere gestito da “oppositori iraniani”, in palese contraddizione con quel che pubblica Comedonchisciotte sulle campagne di pressione degli Usa contro quel Paese.

  • Truman

    Qualunque lista dei siti di informazione alternativa sarebbe comunque incompleta e contradditoria.

    Sicuramente dentro Indymedia diverse persone giudicano Comedonchisciotte non attendibile. Altri valutano Indymedia piena di robaccia. A te non piace il sito sull’Iran raccomandato da Vincent.

    Eppure proprio dalla contradditorietà delle informazioni, che tutto sommato rispecchia la contradditorietà del mondo reale, chi vuole può farsi un’opinione ragionata.

    Poi ognuno si crea la sua lista, che cambia con il tempo. Ma rispetto all’informazione televisiva è comunque una rivoluzione.

  • Zret

    Quando l’informazione alternativa uscirà dal ghetto ( o torre d’avorio) della Rete? Serve un’emittente televisiva indipendente, altrimenti ai cittadini-sudditi i “giornalisti” televisivi e della carta stampata continueranno a divulgare frottole, manipolando così l’opinione pubblica.

  • zizzi

    L’articolo di Truman contiene una riflessione di grande rilievo che andrebbe approfondita e sviluppata

    Perché se da una parte ciò che ci viene fornito dai media ufficiali – appiattiti tutti sulle medesime posizioni e divenuti ormai solo puri e semplici riproduttori acritici di lanci d’agenzia – non permette ai cittadini di formarsi una adeguata e corretta opinione sulla realtà che lo circonda, dall’altra l’illimitata massa d’informazioni – non sempre soggette a verifica – contenute in rete rischia di produrre un effetto uguale e contrario nel senso che
    può ridurre paradossalmente gli spazi di libertà

    Infatti laddove l’informazione dilaga senza limiti, se non esistono criteri valutativi in grado di offrire a chi ne fruisce gli indispensabili strumenti di selezione per orientarsi con ragionevole sicurezza, le possibilità e le capacità di scelta ne risultano deformate

    Quindi la proposta di una sorta di collegamento e di interattività fra i numerosi siti di informazione alternativa, allo scopo di garantire a ciascuno di essi la reciproca credibilità, è un’esigenza ormai ineludibile la cui realizzazione andrebbe seriamente presa in considerazione nonostante i grandi ostacoli che indubbiamente essa presenta

    emanuela

  • Barruel

    L’editoriale di Truman è un momento di consapevolezza che attendevo da tempo. Da quanto mi sono reso conto che ormai, pur comperando due o tre volte alla settimana un quotidiano, e pur vedendo almeno un tiggì al giorno, mi sono reso conto che non considero più questi media “professionali” dell’informazione né affidabili né moralmente sani. E’ successo qualcosa, che non ha più a che fare con la semplice politica (destra/sinistra) ma con l’architettura stessa della nostra società. Per me ormai è necessario prendere le notizie su rense.come, prisonplanet.com o counterpunch.Com. Da anni leggevo Blum, Makow, Viallis o Israel Shahak.
    Comedonchisciotte ci voleva.

    Vi ringrazio.

  • zizzi

    D’accordo.I media ufficiali sono troppo controllati e quindi inattendibili

    All’opposto l’informazione in rete è del tutto fuori controllo e questo potrebbe far nascere un problema di non poco conto riguardo la credibilità di molte delle notizie che circolano nel web ( con tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero…)

    Penso quindi che l’articolo di Truman (almeno così io l’ho interpretato..) più che sottolineare l’importanza del ruolo informativo rappresentato dalla straordinaria crescita esponenziale dei siti di informazione alternativa, ne proporrebbe il loro coordinamento

    Questo è un tema che molti si stanno ponendo : la creazione di un network al quale aderissero tutti coloro che lo ritenessero opportuno costruito sulla base di un documento comune a salvaguardia -oltre che delle reciproche affidabilità – della sicurezza di coloro che ne fruiscono e che garantisca nello stesso tempo a ciascuno dei siti interessati il mantenimento della propria individualità delle proprie caratteristiche peculiari

    em.

  • eresiarca

    Un primo ostacolo d’ordine pratico sarebbero le “autocensure” o le “epurazioni” che soggetti con maggior forza contrattuale imporrebbero agli altri. Ad es. un sito come Indymedia, dove comandano gli “antifa”, imporrebbe ad un sito come questo – più variegato di quello (anche se talvolta qui si esagera con un anticlericalismo troppo caricato) – di non pubblicare più tutta una serie di autori, da De Benoist a Fini, da Blondet a Kleeves [vedo che c’è stato un problema con lui, comunque qui venivano pubblicati suoi articoli], tutti, ovviamente “fascisti”. Per non aprlare di un Israel Shamir, autore davvero illuminante, oggetto di campagne d’odio condotte da “ebrei per la pace” ed “amici della Palestina” che si arrogano la pretesa di detenere il monopolio della “questione”.
    Da censure del genere (ad es. Shamir è boicottato dalla stampa di tutta la sinistra, dal manifesto a Liberazione, eppure i suoi argomenti non fanno una piega) ne guadagnerebbe la lotta per una presa di coscienza che, come recita un famoso libro, “tutto quel che ci raccontano è falso”?
    Io credo che la “garanzia di reciproca credibilità” in pratica ciascuno se la guadagna sul terreno. Anche smascherando le ridicole campagne di certi “alternativi”. In poche parole, non esiste un mondo della “controinformazione” (MdC) compatto ed in grado di coordinarsi, semplicemente perché al suo interno (accetto, pur negandola, questa astrazione del MdC) albergano vizi, manie, scorrettezze, allucinazioni ecc. dello stesso mondo dei media “ufficiali”.
    E.

  • eresiarca

    Ma cosa significa “reciproca affidabilità”?
    Chi decide che cosa è “affidabile”?
    Allora Vialls, se fosse esistito un simile “coordinamento”, non avrebbe mai visto divulgato un suo articolo, accusato di complottismo, visionarismo ecc.! Lo stesso dicasi per Kleeves, ed idem per Blondet.
    Ma davvero crediamo che di fronte ad un mare di balle dei media “ufficiali” dobbiamo porci il problema della “affidabilità”?
    Ma è davvero curiosa questa trovata. Ci raccontano frottole in continuazione, le analisi “ufficiali” o sono buone per bambini di 5 anni o semplicemente non ci sono, avendo ormai sostituito delle filastrocche da mandare a memoria, e qui ci poniamo il problema della “affidabilità”.
    Come sapete, per Comedonchisciotte ho scritto un articolo sulla “religione dell’olocausto”, cercando di andare al fondo della cosa. Bene, un articolo “affidabile”, basato su dei ragionamenti documentati. Ma quanti, anche tra i “controinformatori”, l’hanno ripreso? Per quanto mi consta, nessuno. Quindi vuol dire che non l’hanno ritenuto “affidabile”. Ecco, in un ipotetico “coordinamento”, quell’articolo o sarebbe stato cassato, oppure, il sito che l’avesse pubblicato si sarebbe visto ostracizzato.
    No, molto meglio questa allegra “deregolamentazione”.
    E.

  • zizzi

    Io ho parlato di NOTIZIE non di OPINIONI nè tantomeno di ANALISI
    Mi sono espressa in modo sintetico perchè sono convinta che i lettori di Comedonchisciotte posseggono una capacità capacità interpretativa molto sviluppata
    em.

  • Truman

    In matematica la verità è qualcosa di univoco, che può essere dimostrato con un ragionamento rigoroso a partire da assiomi iniziali. (Chiaramente un assioma sbagliato invalida il ragionamento).

    In ambiente giuridico si ha un concetto di verità molto più adatto al mondo reale, che è quello di verità tramite un procedimento in cui più parti in causa esprimono il loro punto di vista, portando le proprie prove e deduzioni, è insomma un procedimento basato sul contraddittorio.

    Il mondo dell’informazione internet tende ad assomigliare al contraddittorio giuridico, visto che solitamente le varie opinioni hanno tutte cittadinanza e possono portare le proprie prove ed esprimere le proprie valutazioni. Il lettore può agire come un giudice, che valuta le varie posizioni e decide, oppure decide che è necessario un supplemento di indagini (quindi esegue ulteriori ricerche). Il metodo appare adeguato a capire, almeno in parte, il mondo reale. Non si potrà avere forse una visione generale ed unitaria del mondo, ma si avrà probabilmente una buona comprensione degli avvenimenti studiati.

    Il mondo dell’informazione ufficiale assomiglia molto di più al primo metodo, quello con il quale si costruiscono teoremi (spesso teoremi accusatori) su cui basare campagne politiche o propagandistiche in genere. A qualcuno appare un mondo più coerente, ma si tratta solo della coerenza interna dei sistemi formali, quei sistemi che Kurt Godel demolì circa un secolo fa.

    In definitiva ripeto che un certo livello di confusione nell’informazione internet è necessario, ma è opportuno che tra i vari siti internet si stabilisca qualche forma di coordinamento, non allo scopo di stabilire una verità concordata, ma per avere un effetto più incisivo sugli utenti, sia nel senso di informarli meglio che nel senso di recepire le informazioni da loro provenienti.

    Ma questo è un discorso tutto da sviluppare, su cui occorrerebbe lavorare insieme.

  • zizzi

    Truman il paragone dell’informazione in rete con il mondo giuridico non mi sembra appropriato perchè in quest’ultimo viene applicato un rigoroso codice regolamentare in assenza del quale il sistema giuridico stesso sarebbe improduttivo

    “ Un tribunale, per raggiungere il suo obbiettivo che è la sentenza, deve limitare l’informazione, cioè non ammettere i sentito dire, le opinioni personali, le interpretazioni, le supposizioni, e accogliere solo le prove effettuali. Anche nel più semplice dei processi, migliaia di eventi potrebbero avere la loro importanza, ma se tutti fossero ammessi, non si arriverebbe mai ad una sentenza.
    Questa limitazione dell’ informazione è ciò che rende un tribunale arbitro ultimo di controversie che, se discusse ricorrendo a tutte le informazioni e sulla controversia filosofia, psicologia, sociologia e ideologia potrebbero fornire, non si giungerebbe mai ad una soluzione.”

    Giusto dunque difendere e riconoscere il grande valore della libertà di pensiero prodotta da internet semprechè questa non si trasformi però in pensieri in libertà ….

  • Truman

    Mi sembra che tu operi uno strano capovolgimento dei fatti: sia nell’informazione che in un processo il primo passo è raccogliere informazioni (e/o prove); il problema di limitare gli eccessi si pone solo dopo che si è deciso di dover raccogliere dati e che tali dati devono essere tali da ricostruire la realtà.

    Il problema che tu mi sembri porre, ripeto, può esistere solo in quanto prima si è deciso che ci deve essere un contraddittorio, cioè una raccolta di informazioni da fonti diverse, anzi preferibilmente opposte.

    Se ci si pone per primo il problema di limitare le idee per evitare di confondere le idee al pubblico (o al consumatore, o al target della propaganda) si ottiene l’informazione ufficiale, uguale su tutti i canali e giornali, utile solo a chi la fa.

    A oggi il mio primo problema è quello di esporre in modo ragionevole l’informazione alternativa che viene prodotta, non di togliere la parola a qualcuno.