LETTERE DAL TERREMOTO – HO VISTO L’AQUILA

FONTE: NAUTILUS.MAGAZINE.BLOGSPOT

A un mese e mezzo dal terremoto che ha devastato la provincia de L’Aquila, la situazione è tesa, drammatica e irrisolta.

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.

Voglio partire da qui per far luce su cosa sta accadendo in Abruzzo. Ho contattato volontari e abitanti affinchè ci fosse un supporto alle parole di Andrea o (magari) una smentita, perciò man mano che mi arriveranno altri riscontri aggiornerò questo blog.
Elisabetta Fiore


HO VISTO L’AQUILA – Lettera a mia moglie scritta ieri notte

Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.

Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.

Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.

Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini”.

Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

Fonte: http://nautilusmagazine.blogspot.com
Link: http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/05/prove-tecniche-di-regime.html
18.05.2009

11 Commenti
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Cornelia
Cornelia
19 Maggio 2009 7:30

Questa lettera è allucinante, l’avevo già letta stamattina. Mi auguro sia un’esagerazione.
Fatela girare, almeno forse sapremo se è vera…

Galileo
Galileo
19 Maggio 2009 8:34

Dovremmo stare là.

Questa volta dovremmo davvero alzare il culo dalla nostra sedia per il G8 e se volete portatevi pure dietro la tastiera, ma per tirargliela adosso a questi hijos de puta.

Tao
Tao
19 Maggio 2009 8:48

ABRUZZO: RISERVE DI INDIGENI NELLE “NEW TOWN” DI NICOLETTA FORCHERI mercatoliberotestimonianze.blogspot.com Al momento di pubblicare la notizia di Marco Cedolin sotto, apprendo dai TG che stanno effettuando gli espropri di terreni agricoli nelle periferie dei borghi terremotati di Abruzzo. Ogni qualvolta che sento la parola “esproprio”, trasecolo, un fremito mi percorre all’idea delle sofferenze di chi viene strappato dalla propria terra, dal suo orticello, dal suo pezzo di identità, come se gli strappassero un pezzo di sé, e non posso non pensare alla violenza inaudita inferta ai palestinesi, tutte le volte che si sradicano i loro ulivi, piante secolari essenziali per la loro identità culturale. I paesaggi e i borghi fanno parte della nostra identità, vengono introiettati nella nostra coscienza, e contengono riferimenti identitari, punti di ristoro, momenti di tregua, purtroppo anche disturbi laddove recano ferite aperte, ma più spesso ricordi, cui sono legate le nostre personali emozioni, o quando assurgono valori simbolici, i nostri sentimenti comuni di appartenenza di popolo, di paese, di tribù. I paesaggi e i territori, sui quali hanno sudato i nostri avi per renderli coltivabili, per arrestarne gli smottamenti con terrazze, per ricostruirli dopo i terremoti, trasudano di energia atavica che ci racconta e ci… Leggi tutto »

Biribissi
Biribissi
19 Maggio 2009 9:19

Non siete stanchi ancora di questo schifo..questi sono nostri fratelli..come lo sono i migranti rinchiusi nei ctp..come la gente che muore a lavoro..o in mare arrivando in questa schifezza che ci piace chiamare democrazia..perchè non siamo stanchi? perchè non ci alziamo dalle nostre seggiole e ci vediamo in strada in mezzo ai nostri fratelli..siamo stati troppo richiusi qui dentro davanti alle scatole parlanti..ci hanno rintronato..ribaltiamo questo mondo orribile!

Starway
Starway
19 Maggio 2009 9:50

Qualche giorno fa lessi un testo che circola in rete credo da meno di due settimane che diceva bene o male le stesse cose sconcertanti contenute in questa lettera. Il tono molto polemico e la mancanza di riscontri o testimonianze a favore mi avevano indotto a pensare che fosse una bufala o una montatura, ma mi devo ricredere… In particolare mi avevano colpito le notizie delle irruzioni notturne (tipo campo di concentramento nazista), del rifiuto della protezione civile di mettere un collegamento internet a disposizione della gente nelle tendopoli, il disagio degli anziani e, cosa sconcertante e che credevo impossibile… uomini e donne costretti a farsi la doccia in pubblico sotto gli occhi maliziosi dei militari perchè non ci sono docce al coperto… Se tutto questo fosse verificato viene da pensare ad una vera e propria strategia atta a debilitare moralmente e fisicamente i cittadini dell’Aquila, probabilmente per evitare che possano impegnare troppe energie in attività scomode come recuperare le loro abitazioni prima che vengano demolite, denunciare qualcuno, ribellarsi etc… E la cosa più incredibile sono i tg che danno un’immagine diametralmente opposta, grazie a montaggi ad oc e sovrapposizioni di domande/risposte parrebbe quasi che la gente sia felice di… Leggi tutto »

hansolo
hansolo
19 Maggio 2009 15:57

Beh guardate, io sono aquilano e, anche se vivo e lavoro da molti anni a Roma, all’Aquila ho tutti i familiari, amici a parenti a Paganica, San Gregorio, San Pio delle Camere. Ho amici medici che lavorano nelle tendopoli. Ecco cosa mi ha riferito uno di loro (assolutamente non sospettabile di essere “allineato” col governo): Beh… insomma… l’articolo mi sembra un po’ troppo truculento. Sotto le tende bene non si sta, ma non sono nemmeno campi di concentramento, e di sicuro non ci sono droghe e psicofarmaci tollerati per tenere buona la popolazione… Ma l’articolista dov’è andato, in una tendopoli di hippies? Alcuni parenti da me invitati a casa mia a Roma per toglierli dalle tende hanno preferito rimanere… Se fosse così terribile non avrebbero esitato ad accettare il mio invito. Però gli aquilani sono di indole scontrosa e solitaria, quindi i disagi anche gravi nel vivere da più di un mese ammassati sotto le tende sfociano spesso litigi, quando non addirittura vere e proprie aggressioni. Qualche giorno fa un marito ha spaccato il naso alla moglie, poi è stato inseguito per mezzo accampamento, in un altro caso in una rissa fra rumeni c’è scappato un accoltellamento ed i carabinieri… Leggi tutto »

Delet
Delet
20 Maggio 2009 12:13

Studiavo, e studio a L’Aquila…i due anni passati ho vissuto nella Casa dello studente…Basta questo per capire cosa si può provare di fronte ad uno scenario insolito come quello di una città post-terremoto, città in cui si è vissuti. E posso dire, essendo stata a L’Aquila, che la descrizione fatta è un pò esagerata. Non dico che TUTTI stanno vivendo alla stessa maniera e con le stesse risorse..dico anche che c’è discriminazione, ma qui l’esagerazione è davvero troppa…quasi da film.

dannati
dannati
20 Maggio 2009 13:29

SonoAbruzzese diversi amici di famiglia aquilani hanno a noi riferito che la situazione non è bellissima nessuno ha parlato di maltrattamenti o torture ma pidocchi sfuriate spaccio molta gente ha abbandonato le tende perchè non è umano restar 3 mesi in certe condizioni -caldo ,pochi bagni non puliti , e anche il cibo ha causato qualche problema ,per il resto io non posso che provare tanta tristezza e rabbia a nessuno sembra interessare nulla di questa regione se non a sporchi e corrotti politici .

Kiddo
Kiddo
20 Maggio 2009 16:29

Sono un Vigile del Fuoco e sono tornato ora da l’Aquila. Non posso dire cosa succeda nei campi, ne ho visto solo uno e mi sembrava gestito e organizzato abbastanza bene dalla Prot.Civ. della regione Lombardia. Ma un solo campo non fa testo. Ho lavorato per 8 giorni nella zona rossa e quello che posso dire con certezza è che il 98% delle risorse, umane ed economiche, sta andando alla chiesa cattolica. Agli altri , solo le briciole…. Al Duomo a alla chiesa di S.Bernardino operano 4 gru da 80-100 metri di altezza che mi dicono costino 2000 euro al giorno di noleggio, piu’ gli extra.
Molte persone avrebbero la casa agibile se solo qualche tecnico la dichiarasse tale, ma i tecnici sono tutti troppo impegnati a leccare c.li ecclesiastici, a tentare di puntellare chiese che sanno benissimo di non poter salvare. I volontari che a vario titolo operano nella zona rossa, sono li’ per recuperare quadri, statue e oggetti dalle varie chiese e chiesette. Non per fare dell’anticlericalismo spicciolo, ma vi assicuro che i soldi per i preti arriveranno eccome, tanti, e direttamente dalle nostre tasche.

alex_the_big
alex_the_big
20 Maggio 2009 17:56

dal blog di David (https://marronaldo.maciste.it) Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi .Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nel mio negozio, perché è quasi un bunker, anche se non c’è il gas né una doccia. Ho mangiato bruschette con pomodori: vengono bene con il fornelletto elettrico. I ristoranti, comunque, sono aperti e in questo periodo fanno anche discreti affari. Sembra un paradosso ma è così; si riempiono verso le undici, quando la città dorme, animati da vigili, volontari di tutti i generi, politici. A ora di pranzo invece vanno forte gli ambulanti che fanno panini. Per gli aquilani ospitati negli alberghi ma che ogni giorno vengono qui a lavorare sono l’ideale, per velocità e prezzi. Ho parlato con amici, conoscenti e anche persone di cui prima ignoravo l’esistenza. Ho parlato con chi è in albergo fuori l’Aquila, con chi è in tenda, con chi, come noi, ha cercato una soluzione diversa. Ti sembrerà strano, ma spesso ho la sensazione che gli anziani siano ringiovaniti. E’ successo a mia nonna per esempio. Quando sono andato nella… Leggi tutto »

dannati
dannati
22 Maggio 2009 13:04

io invito tutti gli abruzzesi a dire basta a scendere in piazza a dire basta alla volgarita’ dei nostri politici invece di star dietro a pseudo alternativi dell’informazione ! ma forse questo terremoto non ha insegnato nulla non sta insegnado nulla Cialente fatti sentire il signor Chiodi sembra scomparso…. e presto fuggiranno tutti con il bottino