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LETTERA A MICHELE SANTORO

DI MARCO TRAVAGLIO
antefatto.ilcannocchiale.it

Caro Michele,

ho riflettuto su quanto è accaduto giovedì ad Annozero. E, siccome è accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell’altra sera: “Parliamo di fatti”. Il punto è proprio questo. Si può ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non è più (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d’altro.

La maledizione della par condicio, dovuta alla maledizione di Berlusconi, impone la presenza simmetrica di ospiti di destra e di sinistra. E, quando si tratta di politici, pazienza: la loro allergia ai fatti è talmente evidente che il loro gioco lo capiscono tutti.
Ma quando, come l’altra sera, ci si confronta fra giornalisti, anzi fra iscritti all’albo dei giornalisti, ogni simmetria è impossibile: quelli “di destra” parlano addosso agli altri e – quando non sanno più che dire – tirano fuori le mie condanne penali (inesistenti) o le mie vacanze con mafiosi o a spese di mafiosi (inesistenti). Da una parte ci sono giornalisti normali, come l’altra sera Gomez e Rangeri, che non fanno sconti né alla destra né alla sinistra; e dall’altra i trombettieri. Che non sono di destra: sono di Berlusconi. E non fanno i giornalisti: recitano un copione, frequentano corsi specialistici in cui s’impara a fare le faccine e a ripetere ossessivamente le stesse diffamazioni.

Invece di contestare i fatti che racconti, tentano di squalificarti come persona. Poi, a missione compiuta, passano alla cassa a ritirare la paghetta. E, se non si abbassano a sufficienza, vengono redarguiti o scaricati dal padrone. Non hanno una faccia e dunque non temono di perderla.
Partono avvantaggiati, possono permettersi qualunque cosa. Non hanno alcun obbligo di verità, serietà, coerenza, buonafede, deontologia. Non temono denunce perchè il padrone mette ogni anno a bilancio un fondo spese per risarcire i danni che i suoi sparafucile cagionano a tizio e caio dicendo e scrivendo cose che mai scriverebbero o direbbero se non avessero le spalle coperte. Come diceva Ricucci, che al loro confronto pare Lord Brummel, fanno i froci col culo degli altri.

Sguazzano nella merda e godono a trascinarvi le persone pulite per dimostrare che tutto è merda. E ci tocca pure chiamarli colleghi perchè il nostro Ordine non s’è mai accorto che fanno un altro mestiere.
Ci vorrebbe del tempo per spiegare ogni volta ai telespettatori chi sono questi signori, chi li manda, quali nefandezze perpetrano i loro “giornali”, perchè quando si parla di Bertolaso rispondono sulle mie ferie e soprattutto che cos’è davvero accaduto a proposito delle mie ferie: e cioè che ho documentato su voglioscendere.it di aver pagato il conto fino all’ultimo centesimo e di aver conosciuto un sottufficiale dell’Antimafia prima che fosse arrestato e condannato per favoreggiamento, interrompendo ogni rapporto appena emerse ciò che aveva fatto (i due trombettieri invece dirigono e vicedirigono i giornali di due editori – Giampaolo Angelucci e Paolo Berlusconi, già arrestati due volte ciascuno, il secondo pregiudicato – e non fanno una piega).

Ma in tv non c’è tempo per spiegare le cose con calma. E, siccome io una reputazione ce l’ho e vi sono affezionato, non posso più accettare che venga infangata ogni giovedì da simili gentiluomini.
Gli amici mi consigliano di infischiarmene, di rispondere con una risata o un’alzata di spalle. Nei primi tempi ci riuscivo. Ora non più: non sai la fatica che ho fatto giovedì a restarmene seduto lì fino alla fine. Forse la mia presenza, per il clima creato da questi signori, sta diventando ingombrante e dunque dannosa per Annozero. Che faccio? Mi appendo al collo le ricevute delle ferie e il casellario giudiziale? Esco dallo studio a fumare una sigaretta ogni volta che mi calunniano? O ti viene un’idea migliore?

Marco Travaglio
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it
Link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2010/02/20/lettera_a_michele_santoro.html

Da il Fatto Quotidiano del 20 febbraio

Pubblicato da Davide

  • Tao

    LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO

    DI PAOLO DE GREGORIO

    Nell’editoriale di oggi, 20 febbraio, sul Fatto quotidiano, Travaglio invia una dolente lettera aperta a Santoro, che in sintesi può essere definita una lettera di rinuncia a partecipare ulteriormente alla trasmissione Annozero, visto che gli sgherri della destra, giornalisti o politici, riescono a coprire della loro merda chiunque voglia spiegare, portare fatti con serietà e verità.
    Personalmente non riesco da tempo a sopportare questo immondo teatrino il cui copione è identico da anni, che è servito solo alle destre e alla casta dei soliti professionisti della politica e dei pennivendoli, che senza questa asfissiante presenza non sarebbero noti a nessuno e probabilmente senza stipendio.

    “Annozero” e “Ballarò” format quasi identici, pur ascritti in quota alla “sinistra sparita”, sono sceneggiate disgustose, che non informano, spesso creano mostri che, per la loro notorietà saranno eletti, anche se nel loro collegio elettorale non li conosce nessuno.
    Travaglio è l’unico giornalista italiano degno di questo nome, l’unico che può definirsi libero in quanto scrive per un giornale senza padroni, l’unico che rifiuta il finanziamento pubblico della editoria, a fronte di una massa di servi che scrivono solo ciò che può far comodo ai loro padroni, senza dignità, senza scrupoli, senza timore di essere perseguiti, con coperture politiche e legali che permettono a un “giornalista” come Minzolini di fare un comizio di beatificazione di Craxi sul TG1, in prima serata, usando un “pubblico servizio” per contestare le sentenze definitive dei tribunali della nostra Repubblica.

    Caro Travaglio, la madre di tutte le battaglie sul terreno della informazione è quella di delegittimare il potere dei partiti in RAI. Potere decisivo che è diventato opprimente, con Rai1 e Rai2 totalmente in mano a uomini di Berlusconi, creando così un monopolio da regime dittatoriale.
    Se è vero che in democrazia ogni potere deve avere un contrappeso, sul terreno mediatico siamo all’anno zero. E’ ora che ci si metta in testa che la RAI è dei cittadini. Viene tenuta in vita dai soldi del canone, e non può essere che venga usata contro i suoi finanziatori, a fini privati, e non come istituto indipendente, il cui direttore generale, con ogni potere, sia eletto dai cittadini, tra le molte personalità indipendenti dal potere economico e da quello politico e religioso.

    E’ una battaglia possibile, di indubitabile democrazia. La sospensione del pagamento del canone fino quando non ci saranno le elezioni di una personalità indipendente, che deve rendere conto solo ai cittadini, non rieleggibile dopo due mandati, è uno strumento potente e reale.
    Basterebbe buttare addosso al fortino dei partiti ed in particolare di Berlusconi, tutta la potenzialità di movimenti come quello di Grillo, del popolo viola, un po’ di dipietristi, e di quegli elettori che tengono alla legalità, sono contro i monopoli, e pensano semplicemente che un servizio pubblico deve essere senza pubblicità, gestito nell’interesse dei cittadini, e non un feroce circo dove i dirigenti si spartiscono tutto il lottizzabile, e ne hanno fatto l’ufficio di collocamento dei propri parenti e delle proprie amanti, oltre ad essere in quota a questo o quel partito.

    Sono anni che ripeto queste cose. Grillo mi dice che la TV non conta più niente, conta solo il Internet, ma io sono convinto che vi è una parte decisiva dell’elettorato, almeno un 30%, quella che non legge libri né giornali, che non va in Internet, che è raggiunta solo dalle 5 reti berlusconiane, senza contrappesi, e questo continuerà a fare vincere la destra e il suo padrone.
    Tre reti di un vero servizio pubblico indipendenti,sono un obiettivo indispensabile, che nessun vero democratico può considerare superfluo o differibile, visto che oggi abbiamo la prova provata che possedere questi strumenti, e anche molto denaro, porta al potere politico.
    La nostra Costituzione è buona, ma non aveva previsto il formarsi di un monopolio mediatico. Si dovrà pensare ad un articolo aggiuntivo che dichiari illegale ogni monopolio editoriale ed ineleggibile chiunque possieda un qualsiasi mezzo di informazione a carattere nazionale.
    La tirannide è venuta dall’etere, è quello è il vero terreno dello scontro, dove Berlusconi e la destra possono e devono essere indeboliti e battuti.

    Caro Marco, tu hai un giornale e puoi cominciare questa battaglia. Passerai alla storia se la vinceremo!

    Paolo De Gregorio
    20.20.2010

  • cloroalclero

    Ci ho messo quattro giorni per prepararmi, e due per riprendermi dal colpo. Nel giorno di massima attenzione verso noi Aquilani, quando abbiamo rialzato la testa e sfondato le barriere del centro storico, c’erano tutti quelli che da 11 mesi a questa parte avrebbero dovuto esserci,e mancando invece ogni volta l’appuntamento. Quel giorno, nella rappresentanza RAI c’era quello che per me rappresentava la luce in fondo al tunnel: la troupe di Annozero. Eravamo pittoreschi, coi nostri cartelloni appesi, tutti con le telecamere e macchinette digitali per riprenderci da soli, abituati come siamo a fare tutto nell’oscuramento mediatico che ci sta soffocando. Eravamo incazzati. I ragazzi di Annozero, ci hanno notati,ed hanno voluto parlare con noi. Abbiamo programmato e realizzato con loro interviste durate ore, c’è chi ha condotto visite non autorizzate in zona rossa a rischio suo e della propria fedina penale. Lo abbiamo fatto tutti perché la cosa più importante è L’Aquila, ed in questi mesi abbiamo saputo rivedere, inconsapevolmente, priorità ritenute prima di un anno fa imprescindibili.

    Ai ragazzi di Annozero, abbiamo raccontato i nostri fatti più privati, perché eravamo e siamo tutt’ora convinti che se non si vivono certe situazioni non le si può comprendere. Ma raccontarle nel più minimo dei dettagli può aiutare a farsi un’idea. Purtroppo, il risultato è stato sconsolante. La mannaia dell’opportunismo si è abbattuta su di noi, anche da chi non avrei mai creduto potesse farlo. L’Aquila, ad Annozero, si è ridotta ad un insulso collegamento dalla zona rossa, in un’area che per noi comuni mortali è inaccessibile, perché questo era il disegno previsto. Sfruttarla come scenografia, far immaginare un centro vuoto, disabitato, crollato. E proprio perché è davvero così, ci risulta incomprensibile la ragione che ha spinto ad escludere da questa rappresentazione pittorica, l’elemento più importante. NOI. Gli Aquilani. Gente che non ne può più di sentir dire cose sul conto della nostra città da chi non vi ha mai messo piede, né prima, né dopo il 6 Aprile.

    Per fare un esempio, quando ero in studio ad Annozero, e rigorosamente tra quelli del pubblico non parlante, non ho idea di cosa mi abbia trattenuto: Il direttore Belpietro, ha enunciato con la nettezza di chi ha appena parlato con uno dei responsabili della Ricostruzione, che

    “il centro dell’Aquila andrà abbattuto e ricostruito con criteri antisismici”

    Quella è stata la prima occasione in cui ho dimostrato a me stesso di essere una persona molto più civile di quanto credessi. Gli Aquilani, non vogliono più sentir paragonare le loro case, le Chiese, la città tutta ad un immenso paesaggio di cartone. Precario. Sia fatta una distinzione netta tra quello che precario era per speculazione edilizia, lucro personale e politico degli ultimi decenni, e tutto il resto della città. Non fare questa distinzione a quasi un anno dal terremoto è forse il segno più preoccupante di tutta la vicenda che ci riguarda. E dimostra che non c’è assolutamente nessuna volontà politica e giornalistica, tra quelle enunciate finora, di fare chiarezza e per una buona volta pulizia.

    Si rischia oggi, di vedere un centro storico abbandonato a se stesso che dovrà essere ricostruito con il nostro finanziamento, visto che da Luglio pagheremo le tasse. E nemmeno di questo, nessuno che si scandalizzi, nessuno che si adoperi a costo della propria carriera politica o professionale, per condurre un ‘operazione di verità. Gli Aquilani giovedì scorso hanno visto la loro città dalla televisione, esclusi ad ogni livello dalla partecipazione a quello che, vanamente, avevamo creduto fosse il momento del nostro riscatto.

    Per di più, ed è questa la nota più grave, una trasmissione di quasi tre ore si è limitata a dibattere delle intercettazioni già note dalla settimana prima, che noi tutti avevamo già letto dai giornali. Non una parola sulle ragioni vere che hanno spinto i magistrati ad iscrivere Guido Bertolaso nel registro degli indagati, ovvero l’ipotesi di corruzione. Più succoso, anche per Annozero, si è rivelato l’argomento dei presunti favori sessuali che coinvolgerebbero il capo della PC. Per argomenti di questa debolezza, abbiamo dovuto veder dedicate 3 ore di prima serata, con approfondimenti fino al più squallido dei dettagli.

    L’Aquila, nella vicenda, aveva da offrire altro che il suo corpo colpito a morte.Argomenti forti, forse troppo persino per Santoro. Ne cito solo alcuni, per i quali pretendiamo da mesi (inascoltati) attenzione. Ricostruzione mai partita, quasi un miliardo di Euro buttato per assistere solo il 20% della popolazione colpita, pregiudicando seriamente la disponibilità finanziaria da dedicare alla VERA ricostruzione, appalti a dir poco gelatinosi in ogni aspetto di quanto fatto fino ad oggi: ponteggi, Progetto CASE, persino le coperture dei tetti in centro storico pare abbiano dei segreti inconfessabili.

    E noi che speravamo si parlasse di questo, cose che abbiamo documentato alla troupe che è rimasta qui per tre giorni, sprecando il nostro tempo per fornire dati, suggerire storie degne di nota, cercare riscontri obiettivi a quanto raccontavamo loro…noi che sostanzialmente abbiamo fatto il loro lavoro, conducendo inchieste solitarie e sperando che volessero almeno raccontarne i risultati emersi, abbiamo fatto un’opera inutile.

    C’era altro da fare per Annozero.

    C’era da immaginare Bertolaso che si intratteneva in ambigui massaggi alla cervicale, c’era da immaginare mutandine brasiliane e preservativi, e calici di champagne.

    Santoro, perché?

    Santoro, lei avrebbe potuto far vedere cose davvero scandalose, che noi conosciamo,e lei ora,grazie a noi conosce. Ha preferito far immaginare cose infinitamente meno volgari di quelle che noi viviamo da un anno ormai a questa parte. Aspetto il risarcimento che mi ha promesso in studio, quando le ho detto la mia approfittando,a fine diretta, dell’ira dei ragazzi messinesi -venuti per parlare in trasmissione- e che non hanno trovato spazio per raccontare i loro scandali sulla PC. A L’Aquila ci sono molti, me compreso, desiderosi di confrontarsi alla pari (e non nei due minuti riservati al pubblico) con chi tra giornalisti, politici e prelati ha ancora voglia di difendere la facciata che nasconde gli scandali accaduti fino ad oggi a L’Aquila, sulla nostra pelle. Perché si inizi a dire la verità. Michele Santoro è disponibile a farlo?

    Finche ciò non avverrà resteremo, tutti quì a L’Aquila, della nostra idea.

    Continuando a domandarci alla sera, nelle nostre

    case,

    casette,

    M.A.P.,

    roulotte,

    camper,

    camere d’albergo

    e letti di caserma:

    in che mani siamo?

    FEDERICO D’ORAZIO

  • backtime

    Vede Travaglio, io ritengo che non sia degno neanche Lei di tirare la prima pietra, tanto meno fare la vittima per aver ricevuto la prima pietrata; come ben sa, ognuno è vittima di ciò che sceglie di essere e come gli altri hanno scelto di essere proni di Berlusconi, Lei sembra esserlo delle Banche e di Israele, per cui visti i nemici… preferisco tenerla in tasca la mia mano piuttosto che tendergliela, visto che quando c’è da essere falsi è capace quanto gli altri, ed a me ciò basta.

  • lucamartinelli

    è con grande tristezza che scrivo queste righe. chi ha avuto la cortesia di leggermi altre volte sa perche’: sono senza speranza! quello che è capitato a Travaglio fa parte di un cliche’ che conosciamo bene, tecniche volte a confondere le acque, a non far capire ai cittadini come stanno le cose. quello che è capitato agli Aquilani, a parte il terremoto, è la solita solfa di ruberie e sciacallaggio che impera tutte le volte che i politici ci mettono le mani, soprattutto quelli centro-fascisti-massoni. credo che il problema non sia piu’ quello di indignarsi ma di come reagire. e qui il sottoscritto perde la speranza. per una serie di concause il popolo bue quando va ad esercitare il suo finto ed inutile diritto al voto sceglie il peggio. Sia chiaro: anche la cosiddetta opposizione non ha certo fatto gli interessi dell’Italia quando è stato il suo turno. I danni che Prodi, maggiordomo di Goldman Sachs, ha fatto al nostro paese gridano vendetta. anzi, a casa mia si chiama tradimento e come tale andrebbe trattato. peccato che non sia in vigore il codice militare di guerra. in quanto a Bertolaso non so come esprimere il mio totale disprezzo per l’ennesimo puttaniere. ignorante, incompetente, spocchioso fino alla nausea. se non avesse migliaia di volontari che lavorano, la sua Protezione Civile non varrebbe una cicca. troppo comodo farsi grande col lavoro volontario degli altri. le sue scuse sono patetiche. dove è vissuto fino ad ora? arriva ai vertici dello stato e non sa da subito che trovera’ ladri, grassatori, sciacalli a non finire? ma per piacere….non ci prenda per le natiche…! quindi termino ribadendo la mia non speranza. l’amico che ha commentato prima di me invita Travaglio a iniziare una forma di battaglia col suo giornale. ottima idea, poi finira’ tutto li. dobbiamo trovare una diversa forma di organizzazione, che sia efficace, che ci permetta di contarci. Infatti se scopriamo che siamo solo noi lettori di questo sito tanto vale andare a funghi. non è semplice. Il sistema finto-democratico che ci hanno imposto ha fatto le cose molto bene: impedisce qualsiasi tentativo di vero cambiamento.

  • mendi

    Se ho ben capito c’è una se pur vaga possibilità che il famoso cabarettista non ci faccia più ridere ad Anno Zero.
    Peccato, ce ne faremo una ragione.

  • Mari

    Ottima analisi!
    …….
    Tempo fa c’era una famosa canzone della Caterina Caselli che faceva cosi:

    Il ballo in maschera
    finisce qui
    ma tu divertiti
    ancora un po’
    tanto e’ sempre carnevale
    per chi non ha
    le spine dentro al cuore
    il carnevale va va va
    finisce male va va va
    e questa maschera ormai
    non serve piuuu’

    ………………….

    Quello che vediamo/leggiamo in Tibbu’ e sui giornale e’ la classica “mascherata” … il problema e’: Ma l’avranno capito tutti gli italiani?

    ………………
    A che ora si svegliera’ sto “popolo”?

    I francesi lo fecero 😉 … ma quelli sono i cugini d’oltralpe, e’ altra pasta.

  • backtime

    se fartene una ragione è quello che ti serve, te la do io.

    “Quando le luci si spengono ed anche gli amici vanno via, non rimane nulla per gli altri, ma neanche a te è andata meglio, visto che presenziavano il tuo funerale.”

    ovviamente è solo una metafora e non sto certo parlando di te, ma sarebbe altresì utile per te, che comprendessi che quando non si incentiva il dialogo, vuole dire che ci si avvia ad un processo che porta all’assolutezza, meglio conosciuta col titolo di “dittatura”

    Come avrai notato, ho scritto anche io il mio commento che lo rimbrotta di non essere quel liberale al 100% che vuole far passare, ma felicitarmi perché questi diventi silente e non più una minaccia per il dittatore, sappi che uso il cranio per contenere il cervello, non certo per tenerci una friggitoria.

  • calliope

    ah aah aahhhhhhh…. ma mi facci il piacere…
    sai solo dare addosso al cainano…
    troppo facile EROE…
    peccato che la tua mira è fasulla.
    Cambia copione e vai al nocciolo per carità.

  • lucamartinelli

    ottima osservazione e anche ottimo insegnamento. buona domenica

  • ranxerox

    Oibò, cosa devo leggere! Il buon Travaglio che si straccia le vesti perche maltrattato da due iene di mestiere! Addirittura nel suo feudo! Giù dal pero, Travaglio, se sei duro e puro non lamentarti che ti hanno fatto la bua,lotta, lotta o sarai come minimo ridimensionato. Per me non sei il massimo della simpatia, ma comunque ciò che passa il convento. Se rompi bottiglie e cammini sui pezzi di vetro a piedi nudi (un De Gregori d’antan) sii degno del gesto. Un’ altra vaccata del genere e vengo lì ad annozzero e ti spezzo i braccini. Egregio!

  • backtime

    Ringrazio.

    buona Domenica anche a te Luca

  • backtime

    Mari, Mari carissima

    sono sono decenni mica anni che il carnevale finisce male, eppure l’italiano continua a girare putroppo in maschera, perpretando un gioco che gioco non è, semmai è “giogo” e parafrasando anche io un vecchia canzone… putroppo questo Alice non lo sa’

    o forse sarebbe meglio dire: l’Italiano non vuole saperlo, infatti siamo dove siamo, grazie all’indifferenza di tutti avuta negli anni trascorsi ed in molti sono ancora oggi convinti che non c’è da pagare pegno, non comprendendo che quando neanche le ragioni hanno più valenza, perché antecedentemente rinunziate, neanche il monte di pietà le vuole.

    Ma perché bisogna sempre aspettare di vedere tramontare il sole, per comprendere quanto è importante la luce?

    Quel che più temo, è che gli Italiani sono talmente abituati a far bagarre da mane a sera, che quando scomparirà il sole, piuttosto che cercare una luce alternativa, faranno la fila davanti al Promoter per entrare in discoteca.

    Ho sempre pensato, che se avessimo noi la Bastiglia, ebbene questa sarebbe ancore degli eredi di quel di Francia. Questo non certo per essere negativo, ma certo di una scottante realtà.

  • tres

    http://www.paolobarnard.info/info_nbtravaglio.php

    “Da una parte ci sono giornalisti normali che non fanno sconti né alla destra né alla sinistra; e dall’altra i trombettieri.”

    Caro Travaglio,
    sei sicuro che a te la paghetta non la dia nessuno ?
    io credo che voi giornalisti sedicenti “normali” e, i “trombettieri” di cui tu scrivi, siate le due facce della stessa medaglia.

    cari lettori,
    vi invito a spegnere quell’infernale apparecchio esposto nei vostri salotti; solo così ci si potrà difendere dalla demagogia di questa o di quella parrocchia.

  • dotaste

    Sono convinto che Travaglio abbia ragione sul fatto che il programma di Santoro non dia sufficiente chiarezza di ciò che è veramente reale, in quanto consente a chiunque, anche alle persone più spudorate che esistano, tipo Belpietro, Porro, Ghedini etc., di creare confusione e di gettare discredito sugli antagonisti ( cioè tutti coloro che la pensano diversamente dal loro padrone ), facendo intendere al pubblico più beota di Anno zero che tutto è materia fecale. Santoro in questi casi pecca, a mio parere, di scarsa capacità di gestire il dibattito, e non tiene il punto sui fatti. Secondo me Travaglio farebbe bene, se vuole rimanere nell’orbita della trasmissione, a fare solo degli editoriali registrati, come del resto realizza da Grillo, perchè non mi pare in grado di saper gestire una disputa sui toni bassi usati dai cosiddetti giornalisti, come si è visto anche con quel voltagabbana di Capezzone. Mentre lui vibra di sdegno, a mio parere sincero, e di dolore per la conduzione malsana della politica, i suoi avversari partono avvantaggiati perchè pensano solo alla pecunia che, si sa, non olet, e alle prebende. Una domanda poi agli osteggiatori di Travaglio: mi sapreste portare le prove che dietro Travaglio ci siano le banche o i sionisti? io penso che Travaglio sia uno dei migliori giornalisti mai esistiti, ma posso sempre cambiare parere.

  • Mari

    … e’ amaro ammetterlo, e’ triste riconoscerlo, ma reale purtroppo … peccato pero’ 🙁

  • backtime

    e già… anche se un riscatto c’è

    ovvero

    quando non puoi fidarti degli altri, continua a fidarti almeno di te stesso/a :o)

  • osva

    Povero Travaglio!! Dai, chiedi asilo politico a Israele, che forse ti danno anche il permesso di soggiorno, con obbligo di residenza nella striscia di gaza, ormai liberata dai terribili terroristi dall’eroico esercito israeliano, che ha combattuto a mani nude per la libertà e la giustizia………….

  • vic

    C’e’ una TV in lingua italiana che non e’ ricca come la RAI. In compenso non deve niente a nessun politico italiano. Poiche’ le trasmissioni posssono poi essere viste anche dal web, qualunque italiano puo’ vedersele, gratis.

    Contatta i responsabili, non dovrebbero avere difficolta’ a fare un servizio “neutrale” dall’Aquila:

    http://la1.rsi.ch/falo/

  • ComeDonkeyKong

    Ce l’ho io un’idea migliore: vai a piedi scalzi da Paolo Barnard e chiedigli scusa.

  • cloroalclero

    Santoro, vabhe, è meglio che ce lo teniamo stretto, perchè è ancora una valvola di democrazia in un posto che altrimenti promuoverebbe minzolini come avanguardia informativa. Tuttavia trovo riprovevole che i cittadini, i protagonisti delle storie di cui santoro si fa onorevolmente latore, non possano parlare, che siano silenti in studio a bersi le manfrine dei vari porro e belpietro.Un programma che parla di sfighe nazionali, in cui i cittadini non possono parlare in trasmissione ma viene dato grande spazio all'”opinionista progressista” alba parietti non puo’ essere preso sul serio piu di tanto.

  • Andy86

    ricordo solo che nel 2006 il travaglio che ancora mi piaceva diceva:

    “in televisione è vietato tutto ciò che è libero, indipendente e autonomo, perché? Perché non si sa mai cosa può dire uno libero, che non risponde, non si sa mai cosa potrebbe fare, non si sa mai cosa potrebbe raccontare, non si sa mai cosa potrebbe andare a scavare un giornalista, un attore, un intellettuale che non sia asservito.
    Se uno è asservito, è controllabile, si conoscono le dimensioni del suo guinzaglio, e si sa anche chi lo tiene in mano – il guinzaglio. Chi non ha il guinzaglio in televisione, in questo momento non lavora, e chi ci lavora – in un modo o nell’altro – un suo guinzaglio ce l’ha. Si tratta a volte di scoprirlo, per quelli più furbi, che lo nascondono meglio, per altri si tratta di capire quanto è lungo, ma non c’è dubbio che chiunque lavori in televisione nei posti chiave che si occupano di informazione, di attualità o che si occupano di settori limitrofi, il guinzaglio c’è e lo tiene in mano qualcuno.
    Poi ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio e pure è bravo, non è mica escluso. È difficile, ma non è escluso. La regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile, ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui. Altrimenti, sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe, lì dentro non ci si entra”.

    ma questa ormai è storia vecchia, no?

  • osva

    @cloroalclero
    Valvola di che? Valvola di sfogo vorrrai dire! Gatekeeper vorrai dire!! Cane da guardia del gregge!! Altro che a piedi scalzi da Barnard, in ginocchio sui ceci!!!!!!

  • amensa

    basta leggere i commenti per rendersi conto che razza di gente popola l’Italia. E vota!.
    l’unica consolazione è che quando la merda ci sommergerà tutti, la mangeranno anche loro !

  • keypaxy

    grande backtime..quotissimo

  • backtime

    Non è che dietro Travaglio vi siano le banche o i sionisti. Seppur giovane Travaglio, viene dalla scuola di un grande del giornalismo Italiano Indro Montanelli, ed ogni giornalista che si rispetti ha sia degli obietivi nei quali scaricare tutta la sua verve e conosce obiettivi che se pestati ci rimette la carriera, ora, mentre potrai constatare, il suo obiettivo è Berlusconi e tutto il suo entourage contro i quali va a spron batturo, avendone fatto il suo cavallo di battaglia, mai si azzarda però ne si azzarderebbe a sollevare obiezioni sul malaffare delle banche o criticare minimamente Israele, invitato a farlo su quest’ultima ha avuto i stessi comportamenti recenti del premier, giustificandone addirittura l’aggessione a Gaza. Ora non ti spingo a credermi, potrai trovare il tutto in rete, tempo addietro anche Barnard gliene faceva avviso di come strumentalizza le notizie evitandone delle altre proprio in queste pagine e per le ragioni antecedentemente esposte.

  • vic

    Oggi siamo finiti nell’abitazione di Toto’. Assistiamo senza interferire, in quanto e’ troppo impegnato in una dettatura.

    Toto’ (in piedi): Sei pronto?
    Peppino (seduto, prepara con cura penna, calamaio e carta assorbente): Prontissimo!
    Toto’: Scrivi.
    P: Non posso!
    Toto’: Come non puoi?
    P: Non so cosa scrivere!
    Toto’: Scrivi: All’egregio, eminentissimo Santoro. Punto. A capo.
    P: All’egregio e minentissimo Sant’Oro Punto, al capo.
    Toto’: Con questa mia suddetta imprescindibile lettera manoscritta di getto. A capo.
    P: Con questa mia (intinge) suddetta imprescindibile lettera mano (reintinge) scritta dirimpetto al capo.
    Toto’: voglio esprimere, virgola, pur sapendo che, tuttavia purquando intuendo, annuendo e non potendo. Ce la fai?
    P (in affanno): .. e non potendo ce la fai.
    Toto’: Purchesicche’ qui e la’ vadan dicendosi cose indicibili
    P (suda): .. cose in dicibili
    Toto’: che a noi stessi medesimi di nostro fanno un gran male. A capo.
    P: .. di nostro fanno un gran male al capo.
    Toto’: allorsie’ che inciocche’ a malincuore, virgola, afflitti dobbiamo addivenire ad una
    P: .. virgola affitti dobbiamo addivenire (intinge) ad una
    Toto’: per noi stessi medesimi feral decisione
    P: .. medesima feralde cisione
    Toto’: allora per cui inquantoche’ imprescindibile. A capo.
    P: in prescindibile al capo
    Toto’: costernati la dobbiamo purtuttavia, virgola, non ce ne voglia
    P: con sternati la dobbiamo pur tutta (intinge) via virgola non c’e’ na foglia
    Toto’: esprimere a lei, virgola, nobilissimo ed elegantissimo collega Santoro
    P: .. a lei virgola Nobel Issimo ed elegantissimo coll’ega (intinge) Sant’Oro
    Toto’: bravo, scrivi con cura
    P: bravo scrivi con cura
    Toto’: questa ineluttabile imperciocche’ mia di me decisione
    P: .. in e luttabile imperciocche’ (intinge) mia di Medecisione
    Toto’: che non puo’ Lei a questo punto rifiutare. Punto, a capo.
    P: .. lei a questo. Rifutare punto al capo.
    Toto’: Suo devotissimo ed affezionatissimo. A capo.
    P (sbuffa): .. ed affezionatissimo al capo
    Toto’: Conte Toto’ Travaglio, duca di qua e di la’. Dammela da leggere.
    P: .. Dammela d’aleggere.

  • backtime

    e tu ti leccherai i baffi…

  • sheridan

    E gia’ caro mio. Alla gente di fuori le notizie non arrivano nemmeno, la rete e’ ormai infestata da orde di idioti che vogliono “distinguersi” mentre in realta’ fanno il solito compitino da scolaretti disciplinati (e idioti) a sparare caz.zate sul trattato di Lisbona, sul signoraggio, su israele, sul motore di schietti, sugli americani che non sono mai andati sulla luna e su Goldman Sachs. Non si capisce per quale motivo Travaglio dovrebbe parlare del signoraggio o del trattato di lisbona, non si puo’ mica occupare di tutto. Questa gente (gli idioti) gli han ridotto il paese a un mer.daio melmoso e nauseabondo e con chi se la prendono??? Con Travaglio! Certo che verra’ la catastrofe, forse solo la panza vuota riuscira’ a mettere in riga fiumi di gentaglia che si sono talmente assuefatti al marciume che ci sguazzano dentro senza nemmeno accorgersi che stanno per esserne travolti!

  • Wolosk

    Straquoto anche io. Si dovrebbe trovare il modo di farglielo leggere questo commento.

  • nautilus55

    Finalmente anche San Travaglio s’è accorto del duro travagliare televisivo, vocato al nulla. Ci rimane il Web: ce ne faremo una ragione.

  • nautilus55

    Grande vic!

  • kiara

    Al di sopra di chi è contro o pro Travaglio penso che ci sia la situazione de L’Aquila e degli aquilani che amano davvero la loro terra, le loro radici. E’ vero ed è gravissimo che impediscono loro di parlare. La loro voce è la voce di tutti quelli che vengono continuamente imbavagliati quando si parla dello scempio e della devastazione che questa classe politica sta perpetrando nel nostro Paese. Per questo vogliamo dicharare tutto il nostro sostegno agli aquilani. Anche a noi avrebbe fatto molto più piacere ascoltarli e conoscere le nefandezze che loro e la loro terra stanno sopportando.
    Quanto e cosa dobbiamo subire noi italiani prima di decidere di cambiare veramente?

  • vimana2

    Bene travaglio! Ora esponi le tue idee filosioniste e pro USA e anti ” complottiste” nel web così la tua carriera è chiusa per sempre!
    Sul web nn ti caga nessuno…..vediamo se impari a far marcia indietro e ad aiutare coloro che vengono ignorati da sempre!
    Hai trattato come cani chi parla di 11/9 e signoraggio e ora ti lamenti di essere trattato male nonostante i tuoi compensi da cenitania di miliaia di eurI!
    Vediamo che sai fare sul web….smettila di farti pagare dai giornali finanziati dallo stato e apriti un tuo sito….vediamo che fine fai!

  • dragan

    grazie al cielo, che bella notizia. annozero senza travaglio sarà meno irritante.

  • Rossa_primavera

    Si potrebbero invitare solo i giornalisti di sinistra o comunque solo quelli graditi a Marco Travaglio,cosi’ si avrebbe veramente un vero dibattito democratico:in fondo i giornalisti di destra o quelli comunque favorevoli al cavaliere e’ gia’ tanto che esistano,perche’ li si dovrebbe far parlare’?
    Caro Santoro,visto che sei un giornalista alle prime armi,impara da Travaglio come si conduce una trasmissione e che tipo di ospiti invitare.
    Al presidente dell’ordine dei giornalisti invece suggeriamo di radiare tutti i giornalisti di destra piu’ tutti quelli che scrivono sui giornali di Berlusconi,questa e’ vera democrazia,questa e’ vera par condicio.
    Solo il signor Travaglio ha il diritto alla calunnia,essendone il principe.

  • sheridan

    Ecco, bravo! Alla telecom invece possiamo suggerire di tagliarti la connessione cosi’ la smetti di scrivere cagate. Caso mai le srivi con la matita (magari colorata) e poi te le rileggi!

  • sheridan

    Ma gli americani ci sono andati sulla luna o no????

  • sheridan

    Ecco bravo! Al suo posto ci mettiamo qualcuno che ci parla delle scie chimiche, dei banchieri cattivi e del cavliare che si e’ fatto l’attentato da solo!!! Cosi’ siete proprio contenti!

  • sheridan

    E no caro mio, quello poi gli dice che deve occuparsi del trattato di Lisbona e delle banche. Con tutta la m…. che abbiamo in casa quello (Barnard) vorrebbe andare a spalare quella degli altri!!!

  • sheridan

    E si. Al suo posto ci mettono emilio fede che ti racconta quanto sono brutti i Comunisti! Cosi’ sarai ben contento!

  • Rossa_primavera

    Scommetto che tu invece come connessione hai la vodafone di cui fa la pubblicita’ totti,la connessione per persone colte appunto.

  • dotaste

    travaglio ha realizzato un giornale senza fondi statali, vimana, capisco che ti possa essere antipatico, ma i fatti sono altri. Evidentemente sei stato contagiato da Feltri.

  • Nellibus1985

    Quello che Travaglio descrive nel suo struggente articolo corrisponde esattamente alla realtà. Peccato che questo signore replichi gli stessi, vergognosi atteggiamenti di coloro che definisce “trombettisti”, su ambiti diversi dal berlusconismo, come la questione mediorientale, che implica una messa in discussione di reputazione e carriera, a cui egli sostiene di essere affezionato, ben più rischiosa. Per quanto riguarda questo aspetto specifico, non certo secondario, in quanto intacca seriamente la cosiddetta “deontologia professionale” a cui si richiama per manifestare il suo rigetto nel definire “colleghi” giornalisti appartenenti a parrocchie diverse dalle sue, Marco Travaglio è tanto opportunista, viscido e, in definitiva, “arcitaliano” quanto Giuliano Ferrara, il che la dice lunga. Saluti.

  • ComeDonkeyKong

    Non mi riferisco tanto a questo, ma al fatto che anni fa Barnard scrisse a Travaglio che per una volta non voleva parlargli del fatto che di certi temi veramente importanti non si occupa mai e che certe sue solidarietà sospette (la Torino-Italia degli Agnelli, Israele, gli USA della moderazione di destra clinton-obamiana…) bastano ampiamente a screditarlo. Quella volta Barnard voleva far presente a Travaglio che, al di là di tutto ciò, e al di là del fatto che Travaglio stesso era ormai prigioniero della propria celebrità, la sua presenza settimanale in televisione lo rendeva ancor meno libero, e per molti motivi.
    Innanzitutto, lo poneva logicamente e tecnicamente al servizio dei poteri che gestiscono la televisione e la comunicazione di massa, nella fattispecie a quella loro emanazione che è lo studio di Santoro, abilissimo a far deviare sempre al momento giusto l’attenzione rispetto ai problemi che sono a monte di quelli affrontati, e a mantenere viva la discussione su banalità ed epifenomeni che non restituiscono l’effettiva dimensione delle questioni che meritano di essere trattate. Tutte le volte, ad esempio, che da Santoro si sono visti, negli ultimi tempi, operai in agitazione, oppure migranti maltrattati e schiavizzati, fino al qui ricordato caso de L’Aquila, non si è mai andati ad affrontare il cuore del problema, e cioè un sistema economico-finanziario che è nato corrotto e che trova nelle mafie i propri naturali interlocutori e nei politici i propri (spesso meramente formali) faccendieri. Non è neanche il caso di parlare delle convocazioni in studio di ospiti come Bersani, Bonino, Parietti, Sallusti, Ghedini, Belpietro etc. (e che dire del redivivo Taormina che si vendica della sua mancata candidatura sostenendo che B. fa fare al Parlamento delle leggi per tutelare i propri interessi personali?): più che essere inutili servono a mantenere in piedi il teatro della disinformazione e delle menzogne, servono a simulare lo stesso mondo di fantasia che la stampa ci vende tutti i giorni, e che fa sempre il gioco dei potenti, perché crea confusione e pianta una miriade di spaventapasseri nelle rappresentazioni politiche dei lettori o spettatori.
    Inoltre, il mezzo televisivo, come Pasolini acutamente notò anni fa, divora l’immaginario dello spettatore, e ambisce ad uniformare le aspirazioni e le personalità, o almeno i comportamenti. Tutto ciò che è filtrato dal mezzo televisivo viene automaticamente uniformato al suo linguaggio, e per ciò stesso incanalato nel discorso del potere, che, da chiunque sia incarnato, non è tanto interessato a diffondere ideologie nazionaliste o altre aberrazioni, quanto a sovrapporre ai valori condivisi dalla società delle immagini precostituite e completamente svuotate di qualsivoglia impulso vitale. Andando a imporre un’identificazione (qualcuno parlerebbe di “simmetrizzazione”) tra tali immagini e i valori condivisi, si ottiene un graduale spegnimento della vitalità, della voglia di partecipare delle persone, nonché, sul lungo periodo, un degrado culturale generalizzato. Gli esempi che caratterizzano questo sistema sono molti: dalle “veline” e dagli altri corpi privi di vita (gli psicologi direbbero forse “corpi privati di ogni traccia di godimento”) mostrati insistentemente, all’incapacità della televisione di mostrare la morte o la sessualità, se non in forme che ne recuperano soltanto le sembianze, escludendo del tutto il loro impatto reale, la loro capacità di dissolvere la forma. Del resto, è di pura forma che vive la televisione.
    Ebbene, quando, con maggior sintesi di me, ma con anche più efficacia, Barnard gli ricordò che lui non poteva considerarsi libero, finché fosse rimasto un ingranaggio fisso del sistema televisivo, Travaglio rispose con la stessa supponenza e con lo stesso malcelato disprezzo con il quale gli rispose, sembre indirettamente, in altre occasioni. Oggi di cosa si viene a lamentare Travaglio? Che la macchina infernale della televisione e il suo linguaggio lo stanno coinvolgendo in un gioco che a lui non piace più? E’ lo stesso gioco di prima, al quale lui ha giocato allegramente, a volte tenendo anche comportamenti non molto dissimili da quello di Belpietro di giovedì scorso. Si dirà che anche Barnard è stato in televisione. Direi che lo ha pagato abbastanza, e che quando ne parla mostrauna certa cognizione del problema.

    PS comunque, la merda del trattato di Lisbona, del signoraggio e del colonialismo americano e massonico piove in gran quantità in casa nostra, e ci schiaccia tutti i giorni, e soffoca ogni minimo spunto creativo e di partecipazione all’interno della nostra società.

  • nautilus55

    Hai veramente centrato il problema. Ciao

  • mat612000

    Bene! Tutti a dare addosso a Travaglio, Iraele, USA e bla bla bla: tenetevi Belpietro, Sallusti, Feltri e Signorini!

  • francesco67

    ma quanta gente vede ancora la televisione?
    … a giudicare dai commenti anche troppa

  • GRATIS

    Le considerazioni di MT sulle performances televisive di certi suoi colleghi volgarmente prezzolati sono abbastanza ovvie, specialmente per coloro che seguono la trasmissione di Santoro (abbastanza scafati e capaci di interpetrare il senso di “dibattiti” fuorvianti). D’altro canto non è necessario essere
    campioni di poker per leggerne sulle facce la pochezza recitativa di un misero bluff. Ma anche la suscettibilità di MT è un dato di fatto abbastanza risaputo, e magari quelli che lo conoscono solo come la star di Annozero non saranno d’accordo, ma chi ha avuto la possibilità di documentarsi sui blog e su YouTube in merito alle prese di posizioni di MT su certi tabù (banche Israele e relativi servizi segreti 11settembre ) o nel suo modo di condurre polemica con P. Barnard avrà notato come egli sia incapace di contenere il suo Ego, “affezionato” (io direi assuefatto) com’è alla reputazione mediatica fin qui conseguita.
    Montanelli, che Travaglio dichiara essere stato il suo maestro, non avrebbe assunto l’aria stizzita e paonazza che egli ha mostrato, non avrebbe portato con sè nessun certificato, e nessun copione (che fastidio quell’agenda, manco fosse quella rossa di Borsellino). Montanelli, a pensarci bene, ad una trasmissione da commedia dell’arte o da scazzo condominiale perenne non ci avrebbe proprio partecipato. Il grande giornalista, come del resto Biagi, avrebbe avuto la forza e lo spessore per imporre la gestione autonoma di un proprio spazio televisivo di informazione e di approfondimento, magari su questioni che i TG non trattano neanche di striscio, altrimenti: ciccia!
    La gazzarra provocata dal lecchino del Giornale è stata alimentata anche da MT, il quale è caduto a piè pari nella trappola. Ma cosa crede? Di avere a che fare con interlocutori talmente leali da farsi massacrare senza nemmeno divincolarsi un pochino, semplicemente perchè i fatti esposti sono inoppugnabili. E poi la cazziata di Santoro in trasmissione, pur se bonaria, deve avergli dato parecchio fastidio, quasi sentire il vuoto sotto i piedi, come si sente l’alunno prediletto rimproverato dalla maestra. Ma insomma ci voleva questa provocazione, quest’atto di lesa maestà, per far capire a MT che il dibattito in studio non è serio? Ma perchè lui si crede serio? A me sembra che ormai sia sempre più diviso fra l’impegno giornalistico e la redazione, sceneggiatura e recitazione del copione, il pezzo forte del giovedi sera che va in onda subito dopo la pubblicità. Ma allora perchè non fa come l’altro comico, quello di Ballarò: spara le sue battute, cazzeggia un pò con quello e un pò con quell’altro, e poi si dilegua. Immaginate invece se Crozza rimanesse in studio e partecipasse anche lui al dibattito: tutti gli altri partecipanti, soprattutto se portatori di posizioni indifendibili, pur di menare il cane per l’aia, non perderebbero occasione per coinvolgerlo, concedendosi lazzi e battute e lui stesso, tirato in ballo a sproposito, anche se avesse qualcosa di serio da dire, sarebbe ascoltato con la stessa condiscendenza e gli verrebbe accordata la stessa credibilità che compete al guitto.
    Perciò se MT ci tiene alla sua reputazione faticosamente conquistata a colpi di succose rivelazioni e difesa a botta di precisazioni assoluzioni controquerele certificati e quant’altro, stia tranquillo: AnnoZero è una valvola di sfogo intoccabile, (anche se Santoro ogni tanto si immedesima nella fiction di una trasmissione di guerriglia) e Travaglio, come Bertolaso, non si tocca. Travaglio per la RAI è un utile idiota, nel suo ruolo di icona per gli spettatori che hanno bisogno del suo pistolotto settimanale per appagare il bisogno di indignazione condivisa che tanto ne corrobora le coscienze altrimenti impotenti. E quanto più spesso capitano queste chiassate in diretta – stile processo di Biscardi – tanto più l’audience sale e tanto più si riempie lo spazio lasciato libero dalla semplice cancellazione di certi argomenti (per esempio quelli su cui MT non sente mai nessun bisogno di dire nulla, anzi di cui non vuole proprio sentir parlare, o che addirittura ritiene invenzione di menti distorte, come dicevano in Sicilia a proposito della Mafia.) Altro che ferie sospette o frequentazioni poco limpide. Queste fregnacce ti fanno guadagnare punti, tranquillizzati. La tua reputazione ne esce consolidata!

    Per quanto riguarda il commento di De Gregorio … beh mi sembra un tantino ingenuo e teledipendente. Vuole che il popolo elegga il DG della RAI? Ho capito bene? Si? Azz! questa sì che è una garanzia di democrazia (anche perchè si tratterebbe di scegliere “tra le molte personalità indipendenti dal potere economico e da quello politico e religioso.”) Insomma non bastano le periodiche farse elettorali, se ne dovrebbe inscenare un’altra ancora più fumosa. Perchè non eleggiamo pure il CT della Nazionale, magari col televoto via SMS? Ma da dove digita De Gregorio, dalla Nunziatella?
    E come vincere questa battaglia di democrazia televisiva? Presto detto: “Basterebbe buttare addosso al fortino dei partiti ed in particolare di Berlusconi, tutta la potenzialità di movimenti come quello di Grillo, del popolo viola, un po’ di dipietristi, e di quegli elettori che tengono alla legalità, sono contro i monopoli ….”
    Ma, scusi De Gregorio, perchè non attuare la stessa tattica per prendere in mano i destini del Paese, invece che mirare al semplice controllo della tivvù?
    Perchè la tirannide è venuta dall’etere – dice – e lì deve essere battuta.
    La tirannide della TV è un fatto individuale, privato. Essa ci raggiunge fin dentro al tinello, dove più ci sentiamo al sicuro. Un poco come l’eroina. La cosa migliore sarebbe quindi quella di liberarsene individualmente, decidendo semplicemente di smettere. Mica aspettando una legge che renda l’eroina non dannosa o che la sottragga al controllo della mafia. Chi decidesse di non pagare più il canone dovrebbe implicitamente affermare di aver vinto la propria teledipendenza. Purtroppo l’atteggiamento dei tossici è sempre quello: si lamentano che i trafficanti si arricchiscono alle loro spalle e che la roba è pure tagliata uno schifo e così dicendo pestano i piedi in terra in attesa dello spacciatore. Perchè sperare, come De Gregorio fa, che avvenga la miracolosa catalizzazione delle energie più libere e consapevoli, quando basterebbe evitare di sottoporre il cervello alla deriva della disinformazione
    semplicemente lasciando che la TV esca dalla nostra vita quotidiana.
    La TV non informa: suggestiona, è nella sua natura; così come la natura di un’automobile è quella di portarti in giro consumando carburante, non quella di farti ballare al ritmo del cha-cha.
    Chi ama la suggestione ama la televisione e continuerà a guardarla, ammirando nel contempo Travaglio e la Ventura, il Grande Fratello e il Mago Zurlì. Chi preferisce farsi una propria idea sui fatti è molto meglio che usi il Web. Il potere non a caso è molto più preoccupato di controllare la Rete piuttosto che il collaudato elettrodomestico a flusso unidirezionale.
    Non guardare TV, non votare, non prendere soldi in prestito dalle banche, non consumare come dementi e diffidare anche di sè stessi: queste le mie proposte. Se il popolo dovesse mai decidersi a metterle in pratica ci passerò io alla storia.

  • wld

    Concordo pienamente e quoto … (anche se Lei non ne ha bisogno ormai solo dei “drogati” possono intendere diversamente); da molto tempo ho messo in atto i consigli che accennava, forse sono una mosca bianca come altre nel web, spero vivamente che altri seguano l’esempio e forse dico forse … si potrà sperare in una coscienza civica più ampia. In attesa (utopia) che Lei passi alla storia … cordialmente saluto.

  • albertgast

    Perchè Belpietro, Porro, Sallusti, Minzolini, Feltri & Co. sono giornalisti?????

  • sentinella

    La Rai è un ente pubblico finanziato dal canone (di chi lo paga).
    E quindi le sue trasmissioni informative dovrebbero essere varie, proprio per rappesentare la pluralità di opinioni dei suoi cittadini che non hanno solo doveri, secondo la nostra costituzione, ma anche diritti. Dato che nessun programma informativo può essere veramente imparziale sarebbe la presenza di più programmi di diversa ispirazione politica a garantire il rispetto di tutte le opinioni degli italiani.
    Ma invece anche ad Anno zero, Ballarò ecc. devono essere perpetuamente presenti per legge i soliti ministri o lecchini della destra (che poi non è neanche destra ma si fa per semplificare) o della lega. Che sono sempre più arroganti ed invasivi man mano che la situazione giudiziaria del loro capo peggiora, man mano che si aprono quegli armadi zeppi di cadaveri in putrefazione che sono i loro candidati e il loro partito politico e i loro interessi economici e gli interessi dei loro “amici”.
    Il fatto è che non possono permettere che arrivi al grande pubblico televisivo l’eco dei loro misfatti e lo svelamento della loro vera faccia. Per cui ricorrono sempre più alle menzogne e alle calunnie cercando di disturbare al massimo la trasmissione per impedire che gli altri parlino. Ripetono con costante monotonia la loro formula, non siamo noi che siamo dei delinquenti è tutto un complotto E’ UNA PERSECUZIONE.
    Viene da chiedersi se non sia una patologia psichiatrica, ma a quel punto il dubbio si è insinuato nelle menti dei più semplici e dei meno informati.
    Poi c’è il problema che il Capo del Governo possiede ben tre televisioni e una grossa parte della stampa italiana tra cui anche un osceno telegiornale diretto da un oscena brutta copia di un giornalista tale Emilio Fede.
    Ne avete mai sentito parlare, animucce belle che denigrate giornalisti come Travaglio in nome della purezza delle vostre supposte ideologie filo non si sa cosa (lapsus freudiano queste “supposte” che mi fa somigliare le vostre idee a quei cilindretti ogivali che inseriti in appositi luoghi aiutano a volte anche ad andar di corpo).
    Dico questo perchè dovete finirla di mandare dei commenti che non sono nemmeno intelligenti e sono molto simili a degli insulti gratuiti.
    Fate quacosa voi per migliorare questo povero paese che sta andando veramente sempre più a fondo invece di mettervi a scavare per andare ancora più giù.

  • Longoni

    Mi sono liberato già 15 anni fa dal tubo catodico e sinceramente non riesco a capire come mai uno come Travaglio continui a frequentarlo. Se si entra nella fogna è inevitabile sporcarsi e non si può pretendere di far ragionare i rati. Anche certi commenti su questo sito lo confermano. La capacità di capire di che cosa stiamo parlando e di discernimento non è esattamente il loro pezzo forte. Se Travaglio riesce a sopravvivere senza la paghetta di Annozero, è chiaro che non può continuare a cercare di dare credibilità a una trasmissione pensata per il tubo catodico.

  • albertgast

    Quoto al 100%

  • Fabriizio

    beh … se tu credi che Santoro e Travaglio lavorino per l’interesse tuo o degli aquilani ….

  • Fabriizio

    concordo parola x parola. Travaglio è amico delle banche e della Nato. Supporta Israele e vive di anti-berlusconismo. Pessimo. Un Robespierre nano.

  • Fabriizio

    ERRORE. Non prende soldi statali QUEST’ANNO. Ma dall’anno prossimo li prendera’ in funzione del numero di copie distribuite. Rileggiti la legge sull’editoria.

  • Fabriizio

    per me possiamo mandarli tutti INSIEME a fare in culo.

  • Rossa_primavera

    In effetti almeno tre di questi cinque da te citati non lo sono,tuttavia,come ricorda anche il motto che troviamo appena entrati in questo sito,hanno diritto ad esprimere le loro non opinioni.

  • ostix

    Continuate a farvi le se*e con i massimi sistemi, intanto l’idraulico vi sta tromb*ndo la moglie…

  • nicus

    non c’è sintesi migliore.

  • ventosa

    …e di essere criticati. Sei talmente sbilanciato, che neanche i meccanici della Ferrari riuscirebbere a farti la convergenza. Auguri…

  • ventosa

    Quoto. Però riconosco a Travaglio, negli anni, almeno il merito di aver costruito dei Bignami mediante i quali, la massa televisiva, ha avuto la possibilità di cominciare a capire come funziona il giochino.
    Saluti

  • Oreste

    Ottimo commento

  • totonno

    Travaglino Travaglino tu mi sembri un pò sciocchino ma che pensavi di essere immune? o forse pensavi di essere intoccabile? a no ci sono tu pensavi di essere Dio e in quanto tale inattaccabile , pulito , puro, esattamente come i tuoi amici giudei. bhè caro Travaglino è arrivato anche per te il momento di scendere dal piedistallo e di renderti conto che non sei intoccabile , è arrivato anche per te il momento di toglierti quella tua maschera da finto pretino , finto comunista , finto pulito. I tuoi amichetti ti stanno abbandonando quindi se vuoi un consiglio sparisci per un pò di tempo smettila di pontificare , ritirati in buon ordine che come avrai notato non sei amato , e nemmeno simpatico alla maggior parte della gente , e nemmeno a chi ti comanda . ciao Travaglino non sentiremo la tua mancanza.

  • ostix

    guarda che ti sta colano materia grigia dalle orecchie… forse dovresti uscire un pò all’aria aperta e riappropriati dei tuoi sensi…

  • Rossa_primavera

    Detto da te suona veramente ironico,caro compagno