La regina del sistema immunitario

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Comincia la bella stagione, è il momento di passare più tempo possibile all’aria aperta perché la luce solare è la fonte principale di approvvigionamento della vitamina D che, non solo aiuta a costruire ossa forti, ma svolge anche altri compiti importanti per tutto l’organismo. Si potrebbe, infatti, definire la vitamina D come la regina del sistema immunitario dal momento che numerosi studi hanno evidenziato che è efficace per prevenire e contrastare: influenza e malattie infettive ricorrenti; malattie reumatiche, infiammatorie intestinali, cardiovascolari e autoimmuni; patologie metaboliche come il diabete; problematiche della pelle (ad esempio psoriasi, dermatite atopica, vitiligine); sintomi depressivi; tumori (in particolare al polmone, alla mammella, al colon retto e alla prostata).

Oggi come oggi sono molte le persone che hanno livelli di vitamina D nel sangue tanto bassi da non essere protettivi per la salute. Le ragioni di questa carenza sono da ricercare nel fatto che molti di noi sono costretti a vivere e lavorare in locali chiusi per la maggior parte del tempo. Spesso poi siamo troppo vestiti anche nelle giornate più miti di primavera e, più copriamo il corpo e più diminuiamo il contatto diretto della pelle con il sole, minore è la produzione di vitamina D. D’estate, invece, siamo più scoperti sì, ma c’è un altro problema: ci cospargiamo di creme solari. Queste creano uno schermo che impedisce l’assorbimento dei raggi solari e pertanto la formazione della vitamina D di oltre il 90%.

In realtà PER EVITARE IL RISCHIO DI CARENZA DELLA VIT. D basterebbero 20 minuti al giorno di esposizione fra le 10 e le 15 quando il sole è allo Zenit e i suoi raggi sono più corti (invece al mattino presto e il pomeriggio tardi l’intensità dei raggi UV è molto minore è così pure la produzione di vitamina D). Meglio cominciare però con tempi ridotti, anche 5 minuti, e aumentare gradualmente tenendo presente che è necessario esporsi regolarmente, cioè tutti i giorni, al fine di garantire una adeguata sintesi di vitamina D.
Oltre alla luce solare – che è appunto la nostra principale fonte di approvvigionamento della vitamina D – vanno considerati alcuni alimenti che sono in grado di apportarla, ad esempio olio di fegato di merluzzo, salmone, sgombro, tonno, aringhe, sardine, tuorlo d’uovo (specialmente quello di galline allevate a terra), yogurt, burro. Sono soprattutto fonti di origine animale.
L’importante è scegliere prodotti di alta qualità provenienti da agricoltura biologica o animali allevati al pascolo. Ed è importante anche prediligere cotture delicate come il vapore e il forno a basse temperature perché il calore elevato riduce il contenuto di vitamina D.

In caso di limitata esposizione al sole, scelte alimentari troppo restrittive o determinate patologie, è consigliabile ricorrere ad un integratore per colmare la carenza di questa importante vitamina e raggiungere il fabbisogno individuale raccomandato.
Altri fattori che possono causare un deficit di vitamina D sono il fumo e l’abuso di alcolici. Infine anche alcuni farmaci come gli antiacidi, le statine o i lassativi possono limitare l’assorbimento di vitamina D da parte dell’organismo. Si tratta di ulteriori casi in cui potrebbe essere necessario ricorrere ad un integratore.

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VB

 

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