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LA MONSANTO ACQUISISCE UN'IMPRESA PER LA PRODUZIONE DI SEMENTI 'TERMINATOR'


DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Il Governo degli Stati Uniti ha finanziato la ricerca riguardante tecnologie di ingegneria genetica che, quando commercializzate, forniranno propriamente il potere di controllare le sementi per uso alimentare di intere nazioni o regioni. Il Governo, senza alcun contrasto, si è adoperato su questa tecnologia fin dal 1983. Ora, una compagnia poco conosciuta, la Delta & Pine Land, che ha già collaborato in questa ricerca genetica con il Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), sta per entrare a far parte del più importante fornitore al mondo di sementi geneticamente modificate protette da brevetto (GMO), la Monsanto Corporation di St. Louis, Missouri.

A seguito, A proposito di riso OGM (Curzio Bettio; Soccorso Popolare di Padova)Ad un esame critico più attento, i rapporti fra Monsanto, Delta & Pine Land e l’USDA rivelano il lato profondamente oscuro della tanto sbandierata rivoluzione genetica in agricoltura. Vengono comprovati i sospetti rispetto al fatto che la Rivoluzione dei Geni non sta risolvendo affatto “i problemi della fame nel mondo”, come tanto conclamato. Invece si sta consegnando il controllo delle sementi delle fonti alimentari di base per l’umanità —riso, mais, soia, frumento, frutta, vegetali e cotone— a private corporations. Visto che le sementi e il loro uso sono sottoposte a brevetto e controllate da una o più multinazionali private del settore agroindustriale, solo queste potranno decidere se e chi diventerà loro cliente particolare — prendiamo ad esempio, la Cina o il Brasile, l’India o il Giappone— se potranno ottenere le sementi brevettate da Monsanto, o da uno dei suoi partners autorizzati OGM, come Bayer Crop Sciences, Syngenta o DuPont’s Pioneer Hi-Bred International.

Molti di noi non si preoccupano di riflettere sulla provenienza del mais presente nella scatola del Kellogg’s Corn Flakes o del riso in una scatola di Uncle Ben’s Converted Rice, che noi abbiamo prelevato da uno scaffale del supermercato. Mais e riso, prodotti da sementi che possono essere utilizzate dal coltivatore prelevandole dalle sementi della passata stagione e piantate per produrre il successivo raccolto, o da sementi che possono essere vendute per ogni nuova stagione di raccolto da compagnie che vendono le loro sementi.

L’avvento nel commercio di sementi OGM nei primi anni Novanta del secolo scorso ha permesso a compagnie come Monsanto, DuPont o Dow Chemicals di passare dalle forniture agricole di erbicidi chimici come il Roundup, al brevettare sementi modificate geneticamente per raccolti di coltivazioni essenziali, come quelle del mais, riso, soia o frumento. Per almeno un quarto di secolo, dal 1983, il Governo degli Stati Uniti ha tranquillamente lavorato per perfezionare una tecnica di ingegneria genetica in modo da costringere i coltivatori a rinunciare alla loro scorta di sementi, fatta ad ogni raccolto per ottenere nuove sementi. Le sementi dovevano produrre solo un unico raccolto. Dopo questo, le sementi derivate da quel raccolto dovevano commettere “suicidio” e quindi diventare non più utilizzabili.

Vi sono stati allarmi e grida, anche in modo opportuno, che questo processo relativo al brevettare sementi “suicide”, ufficialmente definito GURT (Genetic Use Restriction Technologies-Tecnologie Genetiche per una Limitazione d’Uso), costituisce una minaccia ai coltivatori poveri dei paesi in via di sviluppo come India o Brasile, che per tradizione salvano le sementi di loro proprietà per piantarle successivamente. Inoltre, le sementi GURT, più popolarmente definite come “Terminator” per il modo brutale in cui annullano le possibilità di riproduzione della pianta, costituiscono una minaccia alla sicurezza degli alimenti nel Nord America, nell’Europa Occidentale, in Giappone e in ogni dove la Monsanto ed il fior fiore del suo cartello di partners dell’industria OGM agroalimentare penetrano i mercati.

La curiosa storia della Delta & Pine Land

Delta & Pine Land è una compagnia che, portando… il pino nel suo nome, ha radici profonde. Fondata nel 1888, ha il suo quartier generale a One Cotton Row in Scott, Mississippi, situato fra Goat Island e Choktaw Bar Island sul fiume Mississippi, vicino al confine con l’Arkansas. Comunque, le persone che gestiscono le cose alla Delta Pine sono tutto fuorché i tipici coltivatori di cotone del Mississippi, “brutti e neri”.

Nel 1983, la Delta & Pine Land (D&PL) si collegava con il Dipartimento di Agricoltura USA in un programma di produzione di sementi Terminator. Si trattava di uno dei primi progetti sperimentali con OGM e di un progetto a lungo termine. Il Governo degli Stati Uniti si è impegnato seriamente nella ricerca delle sementi Terminator già da vent’anni fa.

Nel marzo 1998 l’Ufficio Brevetti USA assicurava alla Delta & Pine Land il Brevetto No. 5,723,765 dal titolo, Control of Plant Gene _Expression. Il brevetto veniva assegnato congiuntamente, secondo l’archivio della Delta & Pine’s Security & Exchange Commission, “a D&PL e agli Stati Uniti d’America, rappresentati dal Ministero dell’Agricoltura.” Il brevetto ha una copertura globale. Per citare ulteriormente l’archivio ufficiale di D&PL SEC, “il brevetto essenzialmente copre tutte le specie di piante e sementi, sia transgeniche (GMO) che convenzionali, a favore di un sistema designato a consentire il controllo sulla capacità di sopravvivere della progenie delle sementi senza danneggiare i raccolti.”(sic).

Inoltre, in una maniera che fa ricordare il Grande Fratello del romanzo di George Orwell, 1984, la D&PL dichiarava: “Una applicazione della tecnologia può consistere nel controllo di seminati non autorizzati con sementi di varietà brevettate…mettendo in atto una procedura antieconomica, dato che le sementi conservate senza autorizzazione non germineranno, e quindi diventerà inutile ripiantarle.” La D&PL faceva riferimento alla tradizione millenaria delle sementi conservate dagli agricoltori con il termine peggiorativo di “borseggio nero”, come se questa conservazione fosse qualcosa di sudicio e corrotto.

Traducendo in linguaggio più diretto, la D&PL dichiarava ufficialmente che l’obiettivo del suo Brevetto No. 5,723,765, Control of Plant Gene _Expression, era quello di ostacolare il “borseggio nero” da parte degli agricoltori e di impedire loro di essere liberi dal controllo di Monsanto e soci dei loro raccolti futuri; quindi i coltivatori sono costretti a cadere nella trappola dell’acquisto di sementi transgeniche o OGM di una compagnia come la Monsanto o Syngenta.

Come espone la D&PL, il brevetto consente “la prospettiva di aprire importanti mercati di sementi in tutto il mondo attraverso la vendita di tecnologia transgenica per raccolti di varietà distinte, dopo i quali le sementi del raccolto di solito vengono salvate ed usate nelle stagioni successive come sementi da reimpiantare.”

Per questo, l’agricoltore o la regione i cui agricoltori dipendono dalle sementi OGM di brevetto Monsanto dovranno pagare ogni anno a Monsanto una tassa di concessione per ottenere nuove sementi.

Terminator è la risposta al sogno dell’industria agroalimentare di controllare la produzione alimentare mondiale. Non si avrebbe avuto più la necessità di assumere costosi detectives per spiare se eventualmente agricoltori riusavano sementi OGM brevettate da Monsanto o da altre compagnie. Le sementi Terminator di mais o di soia o di cotone potevano essere geneticamente modificate in modo da “commettere suicidio” dopo una stagione di raccolto. Questo avrebbe automaticamente prevenuto i coltivatori dal salvare e riutilizzare le sementi per il raccolto successivo. La tecnologia avrebbe fornito il mezzo per imporre i diritti di brevetto su OGM della Monsanto o di altri, e avrebbe costretto gli agricoltori al pagamento di una tassa d’uso non solo nelle economie in via di sviluppo, dove i diritti di brevetto vengono, comprensibilmente, poco rispettati, ma anche nelle regioni industriali dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

Con i diritti di brevetto delle Terminator, paesi come l’Argentina, o il Brasile o l’Iraq o gli USA e il Canada aprivano le loro porte alla diffusione delle sementi brevettate OGM tra i loro agricoltori, e allora la loro sicurezza alimentare sarebbe diventata potenzialmente ostaggio delle compagnie multinazionali private, compagnie che, per qualsiasi ragione, specialmente dopo aver rafforzato i legami con il Governo degli Stati Uniti, potevano decidere di usare “il cibo come un’arma” per costringere quella certa nazione o gruppo di nazioni ad una politica favorevole agli USA.

Parole incredibili? Ritorniamo con la memoria a quello che ha fatto l’allora Segretario di Stato Henry Kissinger verso paesi come il Cile di Allende per costringerlo ad un cambio di regime, appoggiando la dittatura di Pinochet “favorevole agli USA”, ritirando l’USAID, l’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale che fornisce aiuti umanitari ai Paesi bisognosi, e bloccando le esportazioni private di alimenti verso il Cile. Kissinger qualificava questo “cibo come un’arma”. Terminator è propriamente il passaggio logico successivo nella tecnologia dell’arma alimentare.

Il ruolo del Governo Statunitense nel sostenere e nel finanziare per decenni la ricerca della Delta & Pine Land sulle Terminator è sempre più rilevante. Andando indietro agli anni Settanta, così si esprimeva Kissinger: “Controllate il petrolio e voi potrete controllare interi continenti. Controllate il cibo e voi potrete controllare la gente…”

In un’intervista del giugno 1998. il portavoce del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), Willard Phelps, delineava la politica del Governo USA rispetto alle sementi Terminator. Egli spiegava che l’USDA desiderava fortemente che questa tecnologia venisse “largamente autorizzata e rapidamente messa a disposizione delle principali compagnie di sementi.” Faceva riferimento ai giganti dell’industria agroalimentare come Monsanto, DuPont o Dow. L’ USDA era aperta alle loro ragioni: costoro agognavano introdurre le sementi Terminator nei paesi in via di sviluppo, dove la Fondazione Rockefeller aveva realizzato la proliferazione di raccolti geneticamente ingegnerizzati come cuore della sua strategia OGM già nel 1984, dando inizio al suo progetto sul genoma del riso.

Phelps dell’USDA affermava che l’obiettivo del Governo degli Stati Uniti nel favorire il più largamente possibile lo sviluppo della tecnologia Terminator era di “far aumentare il valore delle stesse sementi di proprietà delle compagnie USA e di aprire a queste nuovi mercati nei paesi del Secondo e Terzo Mondo.”

Stando alle regole del WTO riguardanti il libero commercio in agricoltura, si proibisce ai paesi di imporre le loro proprie restrizioni sanitarie nazionali sulle importazioni di OGM, se questo viene considerato essere una “disonesta barriera commerciale”. Si comincia a capire chiaramente perché siano stati il Governo e l’industria agroalimentare Statunitensi, durante gli ultimi anni Ottanta in concomitanza con l’ Uruguay Round del GATT, a spingere per la creazione del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, con i suoi arbitrari poteri sovranazionali sul commercio agricolo mondiale. Tutto questo si adatta bene ad un nitido panorama di sementi brevettate, imposte alle riluttanti nazioni membri del WTO, sotto la minaccia delle sanzioni del WTO, e ora di sementi Terminator o “suicide”.

Uno sguardo più specifico su chi amministra e su chi possiede la Delta & Pine Land è istruttivo.

Politica in Arkansas e D&PL

Il più grosso detentore di azioni della D&PL è lo Stephens Group di Little Rock, Arkansas. A questo riguardo ci sono questioni di sicuro interesse.

Il personaggio che è Presidente del Consiglio di Amministrazione di DP&L è Jon E.M. Jacoby, che è arrivato alla DP&L come rappresentante dello Stephens Group. Jacoby è un Direttore e vice Presidente dello Stephens Group LLC, la società finanziaria a capitale privato con sede sociale in Arkansas, di proprietà della famiglia Stephens.

Lo Stephens Group si vanta di essere la banca di investimenti più importante della nazione all’esterno di Wall Street, con sede nella piccola vecchia Little Rock, nel territorio montuoso dell’Arkansas, uno degli stati più poveri degli Stati Uniti. Infatti Stephens Inc. risulta essere uno dei più grossi detentori istituzionali di azioni di 30 grandi multinazionali, comprese le società finanziarie con sede in Arkansas di Tyson Food, il più grande operatore nel mondo dell’industria del pollo, e lo scellerato gigante dell’Arkansas, la Wal-Mart.

Jackson Stephens, che aveva fondato il gruppo assieme a suo fratello Witt, è stato uno dei più fortunati banchieri e miliardari dell’ Arkansas. Ovviamente, Stephens ha costruito la sua carriera e fortuna essendo collegato alla gente “giusta”. Era stato compagno di classe all’Accademia Navale USA di Jimmy Carter e durante lo scandalo bancario della Georgia che vedeva coinvolto il capo dell’Ufficio Management & Budget del Presidente Carter, Bert Lance, era stato Jack Stephens che aveva tirato fuori dai pasticci Lance, sottraendolo ad una debacle finanziaria estremamente imbarazzante della vecchia banca di Lance, la National Bank di Georgia.

Come Stephens abbia aiutato il Georgiano compagno del cuore di Jimmy Carter, Lance, è cosa di estremo interesse. Stephens aveva introdotto Lance presso un uomo di affari Pachistano, Agha Hasan Abedi. Abedi era il fondatore di una singolare banca denominata BCCI, con sede a Londra, registrata in Lussemburgo.

Nel 1990, la BCCI veniva dichiarata colpevole di lavaggio di denaro sporco per conto dei Cartelli Colombiani di Cocaina di Miami. Nell’ottobre del 1992, la Commissione del Senato USA per le Relazioni Estere pubblicava un rapporto di 800 pagine sul tracollo finanziario della BCCI. Il rapporto definiva lo scandalo BCCI come “il caso più rilevante di crimine organizzato nella storia, che si estendeva sopra 72 nazioni”, aggiungendo che questo rappresentava un “crimine finanziario internazionale su scala massiva e globale”, e che la banca “sistematicamente corrompeva leaders mondiali e figure di primo piano della politica mondiale”. Il rapporto del Senato concludeva che fra le accuse comprovate contro la BCCI vi erano la criminalità della BCCI, compresa la truffa…per l’ammontare di miliardi di dollari; il riciclaggio di denaro sporco in Europa, Africa, Asia, ed in America; la corruzione di funzionari ufficiali in molti di questi paesi; l’appoggio al terrorismo, il traffico di armi e la vendita di tecnologie nucleari; il controllo della prostituzione; il mandato e la facilitazione all’evasione fiscale delle rendite da capitali; il contrabbando e la gestione illegale dell’immigrazione; le acquisizioni illegali di banche e di beni immobili; e una panoplia di crimini finanziari limitata solo dall’immaginazione dei suoi funzionari e dei suoi clienti”.
Jackson Stephens non era un amico di poco conto in affari con Agha Hasan Abedi della BCCI. In risposta alle relazioni rispetto al coinvolgimento di Jackson Stephens in BCCI, il Procuratore Generale dell’Ohio sottolineava in un suo rapporto del 1993 che “ il nome di Stephens era strettamente legato agli illeciti valutari su titoli, che presumibilmente erano avvenuti quando la Banca del Commercio e del Credito Internazionale (BCCI), una banca estera dominata dal finanziere Pachistano Agha Hasan Abedi, aveva acquisito il capitale sociale e il controllo della First American Bank, con sede a Washington”.

Nel 1991, Stephens collegava a BCCI l’ investitore Mochtar Riady, facendogli acquistare dai suoi liquidatori l’ex consociata della BCCI di Hong Kong. Lo Stephens Group era strettamente collegato ad un altro gruppo bancario con interessi in Asia, la famiglia di miliardari Indonesiani Riady, famiglia di Mochtar e di suo figlio James Riady, che deteneva la Lippo Bank in Indonesia. I Riady erano affaristi Cino-Indonesiani che, negli anni Settanta erano arrivati nell’ Arkansas, quantunque conducessero in Asia attività per miliardi di dollari. Stephens e Riady andarono subito d’accordo e presto Stephens e Riady acquistarono insieme una banca ad Hong Kong. Inoltre, Stephens invitava Riady ad investire a Little Rock, in una banca dell’ Arkansas denominata “Worthen”.

La BCCI e Jackson Stephens, presidente dello Stephens Group di Arkansas, si conoscevano bene l’un l’altro. Un membro del consiglio di amministrazione dello Stephens Group, Jon E.M. Jacoby, oggi Presidente della Delta & Pine Land, e Vice Direttore dello Stephens Group, era stato un membro anziano di tutta fiducia nell’ambito della cerchia di Stephens per più di 35 anni.

Lo Stephens Group di Jackson Stephens aveva finanziato Sam Walton, quando questo aveva dato inizio a Wal-Mart nel 1970. Stephens aveva finanziato anche Tyson Foods a diventare quel gigante globale dell’industria agroalimentare che è oggi. Era stato Jon Jacoby, come dirigente di alto livello dello Stephens Group, a predisporre l’operazione finanziaria per Wal-Mart nel 1970. Quindi, Jon E.M. Jacoby e Jackson Stephens erano vecchie conoscenze.

Jacoby era stato Vice Presidente di Stephens Inc. fin dai primi anni Novanta, poco dopo lo scandalo della BCCI e prima dell’arrivo alla Presidenza di un altro protégé di Jackson Stephens, l’ex Governatore dell’ Arkansas e recettore largo delle politiche dello Stephens, William Jefferson Clinton (Bill Clinton).
Quando un reporter dell’ Arkansas pose una domanda a Jacoby su accuse non comprovate relative alla supposta corruzione di Clinton come Governatore dell’ Arkansas, Jacoby rispose con la spiritosaggine: “Quando lei vede una bella ragazza camminare per la strada, lei può dire ‘Questa è una bella ragazza o sta passando una puttana’. Che diavolo, dove sta la differenza? In entrambi i casi si tratta di belle gambe!”

La politica dell’Arkansas è nota per le sue colorite metafore e per i suoi pittoreschi politici, del tipo William Jefferson Clinton. È bene fornire un po’ della freschezza di questa vivacità colorata dell’ Arkansas per dare un quadro migliore della Delta & Pine Land.

Lo Stephens Group, le Aziende Agricole Tyson e altre storie fantastiche dell’Arkansas

Una trama ingrovigliata di relazioni collega lo Stephens Group e la Delta & Pine Land di Scott, Mississippi con un altro satellite nell’orbita dell’industria agroalimentare di influenza dello Stephens Group. Infatti, lo Stephens Group è collegato intimamente con Tyson Foods, con sede in Arkansas, il più grosso trasformatore negli USA di carne di pollo nell’industria agroalimentare, e, come si può arguire, uno dei più malsani. Tyson Foods curiosamente è risultata come vincente, dopo l’allarme causato di recente dal virus H5N1 dell’Influenza aviaria, usando la menzogna che i loro polli di allevamento di massa in batteria erano più “igienici” dei polli Asiatici allevati in modo ruspante dai piccoli allevatori.

Le Amministrazioni a Washington, almeno dalla Presidenza di Bill Clinton, sono sembrate tutte avere interessi di un qualche tipo con Tyson Foods.

Si è cominciato quando Clinton aveva richiesto di nominare un suo amico intimo dell’Arkansas, Mike Espy, come Ministro dell’Agricoltura. Dopo che Clinton aveva proposto al Senato il nome di Espy per una sua conferma, comunque, Espy venne inviato in Arkansas per un incontro che doveva decidere se Espy aveva la stoffa necessaria. L’incontro doveva avvenire con Don Tyson, il capo di Tyson Foods.

Apparentemente, Tyson concluse che davvero Espy era adatto alla funzione, almeno per quanto concerneva la Tyson. Subito dopo essere stato nominato alla testa del Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti, Espy emanava misure che indebolivano in modo significativo gli standards Federali sui rifiuti di scarto e sull’inquinamento dovuto all’allevamento dei polli. Questo apriva i cancelli per l’espansione degli allevamenti di polli in batteria della Tyson Foods in una concentrazione senza limiti di rifiuti di allevamento e di corsi d’acqua strabocchevoli di polluzione tossica in Arkansas ed oltre.

Il Wall Street Journal,, il 28 maggio 2003, passava in rassegna i collegamenti e le relazioni che vedevano interessati l’allora Presidente Clinton e sua moglie, Hillary. Il giornale forniva dettagliatamente alcuni punti rilevanti a partire dai giorni di Clinton in Arkansas:

1977

Hillary Rodham Clinton diventa membro dello studio legale Rose. Jackson Stephens partecipa con l’ex direttore del bilancio dell’Amministrazione Carter, Bert Lance, e con un gruppo di investitori Mediorientali, più tardi identificati come figure chiave nella disonesta Banca Internazionale di Credito e del Commercio (BCCI),in un tentativo andato a vuoto per acquisire le Financial General Bankshares in Washington, D.C

1978

Ottobre: la signora Clinton, ora associata allo Studio Legale Rose, inizia una serie di affari commerciali su consiglio del dirigente di Tyson Foods, Jim Blair, realizzando profitti per circa 100.000$. Questi traffici non sono stati rivelati fino al marzo 1994.

Novembre: Bill Clinton viene eletto Governatore dell’ Arkansas.

Lo studio legale Rose era il rappresentante legale della Banca di investimenti Stephens Group di Jackson Stephens, a Little Rock. Essere lo studio legale societario dello Stephens Group non era un accadimento casuale. Implicava un profondo rapporto di fiducia e forse molto di più. Così a quel tempo si esprimeva un amico intimo di Jackson Stephens: “Jackson Stephens? È l’uomo che possiede l’ Arkansas.”

Il capo del prestigioso studio legale Rose, a Little Rock, in quei giorni era C. Joseph Giroir jr. Nel 1977 Giroir aveva assunto a lavorare per Rose una giovane avvocatessa di nome Hillary Clinton.

La cronaca del Wall Street Journal sugli anni di Clinton presentava il seguente passaggio relativo al 1987, quando Clinton era ancora Governatore dell’ Arkansas:

1987:

Funzionari del gigante degli investimenti Stephens Inc., compreso l’amico di lunga data di Clinton, David Edwards, avevano fatto i passi necessari per salvare la Harken Energy, una compagnia petrolifera del Texas con George W. Bush nel suo consiglio di amministrazione. Nei tre anni successivi, Mr. Edwards ha indotto investitori e consiglieri collegati alla BCCI a rapporti di affari con la Harken. Uno di questi, Abdullah Bakhsh, acquista 10 milioni di $ in azioni della Worthen Bank, controllata da Stephens.

La liberalità politica di Jackson Stephens era imparziale: i Democratici Jimmy Carter, Bill Clinton, e il Repubblicano George W. Bush, l’uomo che ora sta alla Casa Bianca mentre la Monsanto cerca l’approvazione per prendere il controllo della Delta & Pine Land dello Stephens Group.

Nel dicembre 1992, subito dopo che Clinton era stato eletto Presidente grazie ad una campagna finanziata in modo cruciale da Jackson Stephens ed amici, compresa la famiglia Indonesian-Americana Riady, Vince Foster, un amico dell’ Arkansas dei Clinton, e un avvocato partner dello studio legale Rose di Hillary incontrava James McDougal. Foster consigliava McDougal all’acquisto dei rimanenti titoli azionari dei Clinton nella Whitewater Development Co. Questa transazione diventava l’oggetto dell’inchiesta del Congresso sui Clinton. Allo scopo, McDougal aveva ricevuto il denaro in prestito dal consigliere legale di Tyson Foods Jim Blair, l’amico di lunga data e consigliere di affari di Clinton, che nel 1978 aveva fatto da “tutore” con successo ad Hillary nella sua fantastica speculazione finanziaria. Il prestito di Jim Blair della Tyson a McDougal non era stato mai più ripianato.

Non appena Bill e Hillary Clinton si erano insediati alla Casa Bianca, e Mike Espy aveva ricevuto l’approvazione dalla Tyson Foods per assumere l’incarico di Ministro per l’Agricoltura degli USA, l’ex associato legale di Hillary, Joseph Giroir, fondava una corporation, che veniva chiamata Arkansas International Development Corporation (AIDC). Di fatto, risulta che l’ AIDC era stata fondata per formare associazioni di compartecipazione con l’ Indonesian Lippo Group dei soci in affari di Jackson Stephens, Mokhtar e James Riady.

L’ Arkansas International Development Corporation mediava un affare tra il Lippo Group Indonesiano e la Tyson Foods dell’Arkansas che apriva l’Indonesia alle importazioni di polli allevati in batteria prodotti industrialmente in Arkansas dalla Tyson Foods. Un alimento che l’Indonesia non aveva certamente la necessità di importare erano i polli. Le importazioni a prezzi stracciati dall’Arkansas hanno distrutto la fragile economia dei piccoli allevatori di polli domestici Indonesiani.

Un altro progetto di AIDC è stato quello di emettere obbligazioni per costruire un aeroporto in un posto isolato dell’ Arkansas al solo scopo di imbarcare polli delle Aziende Agricole Tyson verso l’ Indonesia. Ricordiamo che la moglie di Clinton aveva realizzato profitti tramite la consulenza commerciale di Tyson Foods dall’ottobre 1978, un mese prima che suo marito diventasse Governatore dell’Arkansas.

Sotto la Presidenza Clinton, il settore agroindustriale, in particolar modo quello collegato con gli interessi di Stephens, ha fatto enormi progressi.

Nell’ottobre 1994, il Ministro dell’Agricoltura Espy veniva costretto alle dimissioni e veniva messo sotto inchiesta con le accuse di accettare tangenti e bustarelle. Tra le accuse contro di lui risultava il falso in dichiarazioni, l’omissione di denuncia di aver ricevuto denaro da fonti proibite, donazioni illegali, registrazioni falsificate, trasferimento in altri stati di beni acquisiti con furto, riciclaggio di denaro sporco, diffusione illegale di sussidi del Ministero dell’Agricoltura USA. La compagnia più pesantemente coinvolta per la sua disonestà era la Tyson Foods. Tyson aveva illegalmente offerto a Espy 12.000 $ in viaggi in aeroplano, in biglietti per il football e in altri omaggi. Espy si dimetteva, dato che la legge dichiara più facilmente colpevole un corruttore che uno che si lascia corrompere. La Tyson pagava al Governo 6 milioni di $ per chiudere il suo caso.

La Tyson era stata per anni fra i più entusiasti sostenitori della famiglia Clinton. Nel 1994, Time riportava che un consigliere anziano di Tyson, Joe Henrickson, era stato torchiato per tre giorni dal Procuratore Indipendente sul caso Espy, Dan Smaltz, e da agenti FBI. Costoro avevano messo alle strette il consigliere della Tyson su precedenti trasferimenti di denaro contante presso la residenza del Governatore dell’Arkansas Bill Clinton. Secondo il Time, Henrickson aveva affermato di avere inviato in sei occasioni, in buste non affrancate, pacchi di biglietti da 100 $ dell’altezza di un quarto di pollice. Time magazine riportava che “ in un caso, così dichiarava Henrickson, un alto dirigente della Tyson gli aveva rimesso una busta di contante nell’ hangar dell’aeroporto della compagnia a Fayetteville e gli aveva detto: Questo è per il Governatore Clinton.”

L’Arkansas ha le sue tradizioni nella politica e le famiglie Stephens e Tyson sono evidentemente abili nel professare questa arte.

L’effettivo interesse nella Delta & Pine Land di Jacoby

Ed ora arriva la questione, cosa c’é di così tanto attraente intorno alla Delta & Pine Land dello Stephens Group, che la Monsanto faccia un’offerta reiterata per aggregarla al suo impero globale delle sementi geneticamente modificate?

Si tratta del brevetto che la Delta & Pine Land detiene, insieme con il Governo degli Stati Uniti, Brevetto No. 5,723,765, indicato come Control of Plant Gene _Expression. Il Ministero dell’Agricoltura USA, attraverso il suo Servizio Ricerche in Agricoltura (USDA-ARS) a Lubbock, Texas, come in precedenza sottolineato, aveva lavorato con la Delta & Pine Land fin dal 1983 per perfezionare la tecnologia OGM Terminator. Il Brevetto No. 5,723,765 è il brevetto per la tecnologia Terminator.

Un anno più tardi, all’inizio del 1999, la Monsanto, il più importante produttore di sementi OGM e relativi prodotti chimici per uso agricolo, annunciava di aver acquisito la Delta & Pine Land, compreso il brevetto della Delta sulle Terminator.

Comunque, nell’ottobre del 1999, in seguito all’infuriare mondiale di proteste contro le sementi Terminator, che minacciava davvero il futuro della “Rivoluzione dei Geni” della Fondazione Rockefeller, il Dr. Gordon Conway, Presidente della prestigiosa Fondazione Rockefeller, incontrava privatamente il Consiglio Direttivo della Monsanto. Conway convinceva la Monsanto che, per un futuro a lungo termine del loro Progetto OGM, era necessario pubblicamente indicare al mondo preoccupato che le Terminator non sarebbero state “commercializzate”. Lo sviluppo della rivoluzione genetica e l’ingegneria genetica come area di ricerca avevano costituito per decenni il progetto della Fondazione Rockefeller, tramite i ricercatori dell’Università della famiglia Rockefeller.

L’Anglo-Svizzera Syngenta si univa alla Monsanto nel dichiarare solennemente che anche loro non avrebbero commercializzato il loro lavoro sulle GURTS o la tecnologia sulle sementi suicide Terminator.

Queste dichiarazione del 1999 eliminarono l’enorme pressione su Monsanto e i giganti del settore OGM nell’agroindustria, permettendo a costoro di far aumentare la proliferazione delle loro sementi OGM con brevetto mondiale. Le Terminator potevano arrivare più tardi, quando gli agricoltori ed intere aree agricole nazionali come quelle del Nord America o dell’Argentina o dell’India erano state messe sotto controllo attraverso raccolti OGM. Allora, naturalmente, sarebbe stato troppo tardi.

La conferenza stampa del 1999 della Rockefeller-Monsanto 1999 era chiaramente l’applicazione della tattica del Bolscevico Lenin—Due passi avanti, un passo indietro…

Malgrado la dichiarazione della Monsanto di una moratoria sullo sviluppo delle Terminator, il Governo USA e l’ancora indipendente Delta & Pine Land si rifiutarono di lasciar cadere i loro
piani di sviluppo sulle Terminator.

Nel 2000, un anno dopo l’annuncio di moratoria sulle Terminator da parte di Monsanto, il Ministro dell’Agricoltura USA dell’Amministrazione Clinton, Dan Glickman, respingeva i reiterati tentativi da parte di varie organizzazioni di agricoltori e non governative ONG di far decadere l’appoggio del Governo alla ricerca sulle Terminator o alle GURT (Genetic Use Restriction Technologies-Tecnologie Genetiche per una Limitazione d’Uso). La scusa debole addotta dal suo Ministero per non lasciare decadere il sostegno alla collaborazione con Delta & Pine Land era che ciò avrebbe costretto il Governo USA all’acquisizione di D&PL mediante l’acquisto delle sue azioni, finanziato tramite emissione di debito garantito dalle azioni comperate (leverage), e questo per “proteggere il pubblico interesse”. Sei anni più tardi tutto è diventato più chiaro: il solo “leverage” che il Governo USA ha messo in atto rispetto ai tentativi di commercializzazione delle GURT da parte di D&PL è stato di far leva a che le tecniche Terminator entrassero nella realtà commerciale.

Il Vice Presidente della Delta, Harry Collins, dichiarava allora in un’intervista alla stampa nell’ Agra/Industrial Biotechnology Legal Letter: “Noi abbiamo continuato in modo opportuno il lavoro sul Sistema di Protezione Tecnologica (TPS o Terminator). Non abbiamo mai rallentato questa attività, e siamo sull’obiettivo, andando avanti verso la sua commercializzazione. Noi non abbiamo mai indietreggiato.”

E dopo il 1999, nemmeno il loro partner, il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), era mai indietreggiato nella ricerca sulle Terminator. Nel 2001 il sito web del Servizio Ricerche in Agricoltura (ARS) dell’USDA annunciava: “L’USDA non ha pianificato di introdurre il TPS in ogni protoplasma batterico…Il nostro coinvolgimento è stato quello di aiutare lo sviluppo della tecnologia, non quello di assistere le compagnie al suo uso.” Come se si dicesse: “Vedete, le nostre mani sono pulite!” Poi si procede affermando che l’USDA si era “impegnato per rendere la tecnologia Terminator disponibile nel modo più largo possibile, in modo che i suoi vantaggi si accumuleranno per tutti i segmenti della società (sic)…L’ARS intende fare ricerca su altre applicazioni di questa eccezionale scoperta sul controllo dei geni…Quando nuove applicazioni arriveranno ad uno stadio appropriato di sviluppo, allora questa tecnologia verrà trasferita al settore privato per l’applicazione commerciale.” Quindi, la tecnologia Terminator era ben viva all’interno della burocrazia di Washington.

Nel 2001, l’ USDA e la Delta & Pine mettevano in esecuzione un Accordo per la Commercializzazione delle Terminator, il loro scellerato Brevetto No. 5,723,765. Il Governo e la Delta & Pine Land non erano per nulla interessati alle proteste universali contro le Terminator.

Questo veniva annunciato due anni dopo che Monsanto aveva fatto cadere il suo progetto di presa di controllo di D&PL, con i relativi brevetti Terminator.

Il mondo veniva lasciato con la fuorviante impressione che le Terminator erano fuori uso. La realtà era che le Terminator erano tutto fuorché morte. Sette anni più tardi, quando era passata la bufera mondiale contro la tecnologia Terminator, la Monsanto rientrava in gioco e acquistava la Delta & Pine Land e i suoi brevetti Terminator.

La rete globale della Delta & Pine Land

Dal 1993, il membro chiave scientifico del consiglio della Delta & Pine Land board è stato il Dr. Nam-Hai Chua. Chua è anche a capo del Laboratorio di Biologia Molecolare delle Piante dell’Università Rockefeller a New York, e vi è stato per oltre 25 anni, laboratorio che costituisce il cuore del decennale sviluppo della Fondazione Rockefeller e l’aver speso più di 100 milioni di $ per le sue ricerche ha consentito di creare la loro Rivoluzione Genetica. Fino al 1995, Chua è stato anche consulente scientifico della Monsanto Corporation, come pure di DuPont’s Pioneer Hi-Bred International. Chua è alla testa della Rivoluzione Genetica di Rockefeller. E, chiaramente, la Delta & Pine Land e la sua ricerca sulle Terminator ha costituito il centro di questa attività.

Attualmente, la Delta & Pine Land è ben collocata globalmente nella produzione prolifica delle sue sementi suicide, con l’apporto della potenza societaria e finanziaria della gigantesca compagnia Monsanto. Già la Delta & Pine comprende società sussidiarie come D&PL Argentina, D&PL China, D&PL China PTE a Singapore, Deltapine Paraguay, Delta Pine de Mexico, Deltapine Australia, Hebei Ji Dai Cottonseed Technology Company in Cina, CDM Mandiyu in Argentina, Delta and Pine Land Hellas in Grecia, D&M Brazil Algodao of Brazil, D&PL India, D&PL Mauritius Ltd.

Questa vasta rete mondiale, in combinazione con la posizione dominante della Monsanto nel mercato delle sementi OGM e dei prodotti chimici per uso agricolo, insieme all’eccezionale Brevetto della DP&L No. 5,723,765, Control of Plant Gene _Expression, attualmente forniscono a Monsanto e ai suoi intimi amici di Washington un vantaggio enorme per i loro progetti di dominio sull’alimentazione mondiale e sull’uso delle sementi delle piante.

F. William Engdahl è collaboratore di Global Research ed autore del libro di prossima pubblicazione, Seeds of Destruction: theDark Side of Genetically-engineeredFood. Inoltre è autore del testo, ‘ A Century of War: Anglo-American Oil Politics, Pluto Press. Può essere contattato sul suo sito web, www.engdahl.oilgeopolitics.net.

F. William Engdahl
Fonte: www.globalresearch.ca
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27.08.06

Traduzione a cura di CURZIO BETTIO di Soccorso Popolare di Padova

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Elaborazione di Curzio Bettio, di Soccorso Popolare di Padova

    31 agosto 2006
    Ue scopre in Olanda carico di riso Ogm da Usa, non autorizzato

    BRUXELLES (Reuters) – Un carico di riso Ogm dagli Stati Uniti è giunto sabato nei Paesi Bassi, ha reso noto oggi la Commissione europea.
    "Abbiamo un presunto caso positivo a Rotterdam", ha detto il portavoce della Commissione Philip Tod nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che il riso non è stato posto sul mercato e che viene sottoposto a test dalle autorità olandesi.
    "C’è stato detto da fonti del settore di un altro presunto caso positivo a New Orleans, che però non ha lasciato gli Stati Uniti".
    La settimana scorsa, la Ue ha reso più severi i requisiti sulle importazioni di riso a grano lungo dagli Usa, dopo la scoperta da parte delle autorità statunitensi di una variante geneticamente modificata nota come LL Rice 601 commercializzata dalla tedesca Bayer e prodotta negli Usa.

    da Greenpeace, 11 Settembre 2006
    Riso illegale venduto in Germania

    Dopo quello cinese, ora anche il riso Ogm della Bayer dagli Usa viene venduto in Europa senza autorizzazione. E i consumatori continuano a fare da cavie.

    Pochi giorni dopo aver denunciato la presenza sul mercato europeo di riso cinese Ogm, Greenpeace rivela oggi che riso Ogm della Bayer, proveniente dagli Stati Uniti, è in vendita nei supermercati europei. Questo riso transgenico è illegale, non essendo stato approvato per il consumo umano o la coltivazione in alcun Paese.
    Il comitato europeo per la sicurezza alimentare si riunisce oggi per definire la risposta dell’Europa alla contaminazione con Ogm di riso e prodotti contenenti riso, Greenpeace chiede all’Ue di adottare misure forti per bloccare ulteriori contaminazioni.

    Analisi condotte presso laboratori accreditati hanno confermato la presenza di riso Liberty Link 601 nel riso parboiled a grana lunga di provenienza statunitense in vendita in Germania presso i supermercati "Aldi". "La negligenza della Bayer avrà pesanti conseguenze sull’industria del riso statunitense", afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. Questo test positivo potrebbe essere solo il primo di una lunga serie. Esportatori, grossisti e dettaglianti rischiano ora di fronteggiare pesanti costi per effettuare analisi e ritiri di prodotti, per non parlare di diminuzione delle vendite, riduzione dei prezzi, e diffidenza dei consumatori. Lo scandalo legato alla contaminazione con mais illegale StarLink, ha causato nel 2001 costi all’industria del riso, danni stimati dell’ordine di mezzo miliardo di dollari. L’attuale vasta contaminazione del riso fa presagire un impatto ancora più pesante sull’industria del riso.

    "La prima domanda che poniamo sia alle autorità europee sia americane è: quanto è vasta questa contaminazione nei prodotti già in vendita sugli scaffali? La seconda: cosa stanno facendo per proteggere i consumatori?", aggiunge Ferrario. Greenpeace chiede all’industria del riso analisi sui prodotti a base di riso destinati ai consumatori e all’Unione europea di ritirare immediatamente i prodotti contenenti riso statunitense contaminato.

    In meno di due settimane Bayer è stata oggetto di quattro azioni legali collettive, ma rischia di più. Già diverse navi cariche di riso statunitense sono state fermate e probabilmente le analisi risulteranno positive al riso Ogm della Bayer LL601. Unione europea e Giappone hanno imposto analisi obbligatorie e certificazioni per verificare che ogni importazione di riso non contenga varietà illegali.

    "È un chiaro messaggio per il comparto risicolo, se non sta alla larga dagli Ogm rischia danni enormi. Una volta che Ogm illegali sono entrati nella filiera alimentare, rimuoverli comporta molto lavoro ed esborso economico, è meglio prevenire la contaminazione a monte" commenta Ferrario.

    Pochi giorni fa, Greenpeace ha scoperto una contaminazione causata da un altro riso transgenico di provenienza cinese, trovata in prodotti alimentari in Francia, Germania e Gran Bretagna. Greenpeace ha informato le autorità competenti, nazionali e comunitarie, che questo riso illegale comporta seri rischi per la salute e si rende quindi necessario agire immediatamente per proteggere i consumatori. Questo riso cinese è stato modificato per resistere agli insetti e contiene una proteina, la Cry1Ac, che ha già prodotto reazioni allergiche nei topi. Alcuni scienziati indipendenti hanno rilasciato una dichiarazione confermando le preoccupazioni di Greenpeace sui rischi per la salute. Anche questa contaminazione ha avuto inizio con i campi sperimentali: il riso non era stato ancora approvato per la coltivazione commerciale proprio per le crescenti preoccupazioni sulla sua sicurezza.

    Il riso ogm della Bayer è già sulle nostre tavole

    ROMA. L´allarme lo lancia Simona Capogna, del consiglio nazionale Verdi Ambiente e Società (Vas): "Ormai è una certezza: il riso geneticamente modificato della Bayer (LLRICE 601) ha invaso i mercati europei, senza aver ottenuto l’approvazione nemmeno nel paese più aperto ai prodotti transgenici: gli Stati Uniti. Ha passato le frontiere senza presentare una regolare certificazione, ma come "clandestino", nascosto all’interno dei sacchi del riso lungo convenzionale".

    Il riso ogm resistente agli erbicidi doveva restare nei campi sperimentali dove era stato piantato nel 2001, ma ha invaso i campi vicini e non sono disponibili dati per capire da quanto tempo riso contaminato è in vendita anche in Europa.

    "L’unica cosa di cui possiamo esser certi al momento – dice Capogna – è che a pagare per una tecnologia che porta vantaggi solo alle multinazionali dell’agrochimica saranno ancora una volta, e come sempre, i cittadini. La contaminazione dell’ambiente e del cibo, la successiva decontaminazione, i controlli e i test saranno plausibilmente tutti a carico di chi si oppone all’introduzione di una tecnologia pericolosa e pervasiva".

    Infatti la Bayer ha promesso solo il sostegno tecnico-scientifico dove sarà necessario, "un po’ poco per un’azienda che fattura miliardi di dollari l’anno vendendo pacchetti di sementi geneticamente modificate e input chimici – dicono i Vas – Ci aspettiamo quindi, anche alla luce di questo ultimo episodio, che le azioni che nei prossimi mesi attendono la Commissione Europea, l’Autorità per la sicurezza alimentare e le istituzioni nazionali, siano guidate effettivamente dalla volontà di tutelare i cittadini e l’ambiente. Nessuna coesistenza, quindi per una tecnologica pericolosa e invasiva come quella biotecnologica e maggiore sostegno ad una ricerca agricola pubblica e indipendente".

    18 settembre 2006
    Lettera aperta alla European Food Safety Authority (EFSA) [Autorità Europea per la Sicurezza sul Cibo] a Parma

    Dalla Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer
    http://www.CBGnetwork.org (anche in italiano)
    [email protected]

    Oggetto: Importazione del riso LL62, resistente al glufosinato, prodotto dalla Bayer CropScience

    Gentili signore e signori,

    esprimiamo qui la nostra preoccupazione per la richiesta, inoltrata dalla Bayer, di approvazione all’introduzione sul mercato europeo del riso LL62 resistente al glufosinato.

    Negli Stati Uniti un tipo di riso geneticamente modificato simile, denominato LL601, è stato ritrovato in campioni di forniture destinate al consumo umano. La Bayer ha condotto esperimenti in pieno campo della varietà LL601 tra il 1998 e il 2001, ma non è chiaro come sia avvenuta l’attuale contaminazione. Come la varietà LL62, questo riso è resistente al
    diserbante Liberty Link prodotto dalla Bayer. La varietà LL601 non è mai stata sottoposta ad esami per accertarne la sicurezza nei confronti del consumo umano, che non è dunque mai stato autorizzato da parte delle autorità preposte.

    Ciononostante il riso LL601 è ora entrato nel settore degli alimenti venduti al dettaglio nell’Unione Europea ed è apparso sugli scaffali di alcuni supermercati della catena tedesca “Aldi”. Quindi dopo oltre 10 anni di esperimenti l’industria delle biotecnologie ancora non riesce a garantire la coesistenza degli alimenti geneticamente modificati con quelli non geneticamente modificati. Questo incidente dimostra che il rischio collegato con gli alimenti geneticamente modificati non è controllabile nel lungo periodo. La valutazione di rischio ambientale e i piani di controllo della Bayer per il riso LL62, non danno sufficiente importanza alla possibilità che questi organismi geneticamente modificati vengano accidentalmente sparsi nel Sud dell’Europa dove questo riso potrebbe dunque crescere e contaminare raccolti non geneticamente modificati.

    Un’eventuale autorizzazione non sarebbe soltanto una minaccia per i consumatori europei, ma anche per gli agricoltori e per l’ambiente dei paesi in via di sviluppo. Il riso è l’alimento base della dieta di più di metà della popolazione mondiale e la decisione presa dall’Unione Europea in relazione a questo riso geneticamente modificato avrà una forte influenza nei paesi dotati di risorse troppo limitate per poter adottare politiche regolatorie proprie.

    L’approvazione da parte europea del riso geneticamente modificato consentirebbe alla Bayer di promuoverne la coltivazione nei paesi in via di sviluppo, in particolar modo in Asia. Ciò potrebbe portare alla contaminazione delle coltivazioni di riso esistenti nei centri di origine e mettere a rischio la biodiversità e con essa la principale fonte di cibo nei paesi in via di sviluppo. L’impatto negativo ricadrebbe in modo particolarmente pesante proprio sulle fasce di popolazione più vulnerabili: i poveri delle aree rurali.

    La direttiva numero 2001/18/EC del Parlamento Europeo stabilisce che i paesi membri della Unione Europea devono "assicurarsi che vengano prese tutte le misure necessarie ad evitare effetti dannosi per la salute umana e per l’ambiente, che possano derivare dal rilascio volontario o dall’arrivo sul mercato di Organismi Geneticamente Modificati." Chiediamo perciò l’applicazione rigorosa del principio di precauzione nei confronti del riso geneticamente modificato, chiedendovi di non approvare l’importazione nei paesi dell’Unione Europea del riso LL62 in quanto non ci sono prove sufficienti che tale riso non causi danni alla salute umana o all’ambiente.

    Cordiali saluti
    Philipp Mimkes
    Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer

    4 ottobre 2006
    Ultime notizie: la Bayer vuole venderci il suo riso biotech

    Gli emissari della multinazionale biotecnologica BayerCropScience, responsabile di avere inquinato i raccolti di riso di mezzo mondo con il riso ogm LLRICE601, sono arrivati a Roma per convincere i nostri responsabili di governo che questo riso è particolarmente buono. L’inquinamento è sì avvenuto, i coltivatori americani hanno chiesto sì risarcimenti per centinaia di milioni di dollari, le esportazioni sono sì crollate, ma il prodotto è decisamente valido! Ieri mattina, 3 ottobre 2006, è stato consegnato un messaggio di questo tono alle nostre autorità presso il Ministero della Salute, ricevuto dal sottosegretario con delega alla sicurezza alimentare, Gian Paolo Patta. Il motivo dell’incontro, “acquisire ulteriori informazioni”. La BayerCropScience è venuta a rassicurare che la sperimentazione di questo riso è cessata dal 2001, che comunque questo riso non è pericoloso per la salute e per l’ambiente, come certificato dalla Food & Drug Administration degli USA. Ed allora, questi inquinatori stanno premendo sul Governo italiano, come stanno facendo a livello di Unione Europea, per avere autorizzazioni alla sua legalizzazione.
    Questo riso era già stato importato dalla Euricom spa di Vercelli, era stato sbarcato, ma, dalle informazioni desunte dai rapporti dei Nas, mai commercializzato in Italia, quindi non è mai arrivato sulle nostre tavole. La Euricom spa se ne è vista mettere sotto sequestro la …modica quantità di 6700 tonnellate, ma un bel tonnellaggio era stato venduto ad Austria, Norvegia, Polonia, Germania ed Irlanda. Le nostre industrie del riso nulla sapevano? O forse sono speranzose che la UE autorizzi qualche nuovo tipo di riso ogm?
    Il sottosegretario Patta ha assicurato i consumatori che tutto è sotto controllo, ma ha fatto anche osservare che proprio tre giorni fa il WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) ha consegnato un voluminoso dossier per ammonire l’Europa, che si ostina a porre resistenza all’invasione OGM sponsorizzata da Washington, invitando i dirigenti Europei a cambiare la loro politica “protezionistica”. Stando alle regole del WTO riguardanti il libero commercio in agricoltura, si proibisce ai paesi di imporre le loro proprie restrizioni sanitarie nazionali sulle importazioni di OGM, in quanto questo viene considerato essere una “disonesta barriera commerciale”.
    Ma sono i consumatori ad avversare gli ogm, e sotto la spinta di associazioni di consumatori, di coltivatori, e per la salvaguardia dell’ambiente, la Ebro Puleva, una delle più importanti aziende importatrici di riso in Europa, con un controllo del 30% del mercato Europeo, ha bloccato tutte le importazioni di riso americano. Viene da concludere che gli Statunitensi faranno fatica a spuntarla, a convincere l’Europa a chiudere gli occhi sul riso ogm. Per il momento, glielo stanno propinando a man bassa agli Iracheni. Speriamo che non trovino il modo di introdurlo anche nei nostri risotti