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La guerra segreta di Trump contro chi governa davvero l’America

DI MARCELLO FOA

Il Cuore Del Mondo

E’ sempre più interessante questo momento politico negli Usa. Non solo per le polemiche politiche quanto, soprattutto, per la capacità di Trump di spiazzare l’establishment, di rompere le regole non scritte che hanno accomunato dagli anni Ottanta a oggi il partito democratico e quello repubblicano.

Ho già spiegato in altre occasioni come funziona la democrazia americana: la rivalità tra i due partiti sui temi che contano – difesa, politica estera, finanza, globalizzazione – è più apparente che reale. Il sistema presidenziale ha funzionato in modo tale da garantire che alla fine si affrontassero due candidati – uno di destra e uno di sinistra – che, a dispetto dell’apparente fortissima rivalità, in realtà condividevano le scelte di fondo e l’appartenenza al ristretto establishment  che governa davvero l’America e che funziona come una sorta di “Rotary”: che vincesse il candidato progressista o quello conservatore poco importava, entrambi erano membri dello stesso club.

Le elezioni del 2016, invece, hanno segnato una rottura con questo schema perché alle primarie sono emersi ben due candidati in grado di strappare la nomination: Sanders tra i democratici e Trump tra i repubblicani. Sanders sono riusciti a fermarlo con i brogli nel partito democratico, che hanno costretto alle dimissioni il presidente del Partito Debbie Wasserman Schultz; con Trump hanno fallito, sebbene abbiano tentato in ogni modo di fermarlo. Ed è significativo che molti leader repubblicani si fossero schierati con Hillary Clinton durante l’ultima fase della campagna, a cominciare dalla famiglia Bush. Di fronte al rischio di perdere la Casa Bianca, l’establishment ha fatto saltare le apparenze: anche i repubblicani “mainstream” erano per Hillary. Come tutte le celebrities di Hollywood. Come tutta la stampa.

Demonizzare Trump, distruggere la sua immagine, attaccare la persona prima ancora delle idee, screditarlo in ogni modo. Questo era lo schema, peraltro già usato in passato e non solo negli Stati Uniti. Ma non è bastato.

trump-obamaTrump ha vinto. E non sembra intenzionato a recedere dai propri propositi. E’ un uomo che spiazza sempre. Lo ha fatto esternando la sua ammirazione per Putin per non aver risposto all’espulsione dei 35 diplomatici; ha continuato a ritenere non credibili le accuse di ingerenza russe nella campagna elettorale, smontando le accuse provenienti dall’Amministrazione Obama e dalla Cia.

Nell’ambito di questa polemica ha dimostrato un’ottima conoscenza delle tecniche di spin dentro le istituzioni, che è la forma più insidiosa di manipolazione delle notizie; perché viola un concetto fondamentale in democrazia: quello dell’autorevolezza e dell’attendibilità delle fonti che provengono dall’istituzione stessa. O meglio: abusa di questa autorevolezza per diffondere notizie che hanno l’aura della veridicità, che appaiono comprovate, e che invece sono strumentali, parziali e talvolta totalmente inventate.

Quando scrive in un tweet:

“Chiederò ai capi delle commissioni di Camera e Senato di indagare sulle informazioni top secret condivise con l’Nbc”.

facendo riferimento al rapporto d’intelligence per il presidente Barack Obama sugli attacchi hacker russi, a cui Nbc News ha avuto accesso in anticipo, in plateale violazione del segreto di Stato; accende un faro su una tecnica di spin doctoring diffusa e molto insidiosa. Chi conosce come viene gestita la comunicazione alla Casa Bianca, sa che questi non sono scoop giornalistici ma fughe pilotate e concordate al massimo livello. A cui Trump dice basta, rompendo ancora una volta la tacita consuetudine bipartisan, che induceva i due partiti a non indagare mai su quelle che talvolta erano vere e proprie frodi, come le motivazioni della guerra in Iraq.

Rapporto d’intelligence che, peraltro, ha rinnegato pubblicamente, parlando di “caccia alle streghe” e rompendo un altro tabù: mai nella storia recente americana un presidente si era permesso di mettere in dubbio il lavoro dei vertici dei servizi segreti, di cui non si fida e che intende ridimensionare nei primissimi mesi della propria presidenza. Salteranno tante teste e la struttura dell’intelligence verrà completamente rivista.

images-21Un’operazione di un’audacia senza precedenti. E che spiega il grande nervosismo di Obama e della ristretta élite che ha governato fino ad oggi l’America e il mondo. Non è un caso che proprio quell’establishment abbia tentato nelle ultime settimane di imporre la censura sul web, lanciando una campagna coordinata in più Stati, inclusa l’Unione europea e Italia, sempre prontissime nel recepire i desiderata di Washington  o meglio della Washington che sta uscendo di scena.

Il web ha permesso a Trump (e prima di lui al britannico Farage) di scardinare un sistema che sembrava perfetto e intramontabile. Per questo l’establishment globalista tenta, con un colpo di  coda, di silenziare il web, usando qualunque pretesto: gli hacker russi, l’Isis, le fake news.

Non può riuscirci, non deve riuscirci.

 

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/01/07/trump-america/

7.01.2017

Pubblicato da Davide

  • nicolass

    la guerra di Trump è la guerra di tutti.. se perde lui perdiamo tutti noi.

  • Enrico S.

    Mah. Credo che si stiano riponendo in Trump più aspettative di quanto sarebbe lecito, dato il soggetto e, soprattutto, il contesto in cui si trova ad operare: contesto che sono, non dimentichiamolo, gli USA, di cui T. è a tutti gli effetti esponente di spicco, per quanto anomalo e indipendente data la sua dimensione di tycoon.
    Il suo merito, non so se e quanto dipendente da lui stesso: aver eliminato la Clinton dalla stanza dei bottoni. Il suo limite: Trump.
    Ricordo il plauso di tanti, all’epoca della discesa in campo di Berlusconi, in nome della ‘rottura degli schemi’; ha rotto gli schemi, e ha rotto il paese. Le conseguenze le stiamo vedendo ora.
    Le conseguenze di una eventuale presidenza avventuristica di Trump mi auguro di non vederle.

  • A proposito di chi comanda negli Stati Uniti, ecco un piccolo esempio appena pubblicato sul forum: https://comedonchisciotte.org/forum-cdc/#/discussion/96272/il-pentagono-colpi-i-siriani-per-sabotare-obama?new=1

  • Ronte

    Rispetto a un sistema capitalistico criminale, si apre una finestra ‘populistica reazionaria’. Vedi i Trump, i Farage, i Podemos, lo stesso Tsipras, e i nostri Salvini -Grillo. Una finestra tremendamente abbacinante che, se dovesse continuare anche per un breve periodo, ci troveremo tutti sfracassati per le terre.

  • Toussaint

    Ho spesso la sensazione che tutta la controinformazione (tranne Veterans Today, ad esempio, oggi, qui: http://www.veteranstoday.com/2017/01/05/henry-don/ ) abbia appoggiato in modo eccessivo, quasi acriticamente, Trump. Poi mi chiedo, ma cos’altro si poteva fare, anche partendo da posizioni di sinistra (quella vera)? Vista la situazione, a mio parere nient’altro. Certo è che il dibattito che si è aperto in Europa, in Medio ed Estremo Oriente, senza Trump non avrebbe nemmeno avuto inizio. Ed allora speriamo, ma senza standing ovations. Per quelle aspettiamo ancora un po’ … E poi, per concludere, difendiamo il web, costi quel che costi. E’ la nostra ultima battaglia, quella che non possiamo perdere. Ha ragione Foa, senza il web, Farage e Trump non avrebbero avuto successo. Non ci sarebbe più speranza per niente e per nessuno.

    • Gino

      “senza il web, Farage e Trump non avrebbero avuto successo”
      già! C’è da riflettere su questa cosa!
      Non tanto sull’efficacial del web quanto su Farage e Trump.
      La politica vive di consensi e il bravo politico intercetta i consensi. Che Farage e Trump (ma anche Grillo e a suo tempo la Lega) siano bravi a intercettare i consensi non significa che siano a disposti a rischiare per il bene di chi rappresentano. Anzi forse imbrigliano quei consensi non intercettabili con la “politica normale” e la disarmano.

      • Cataldo

        Si, il discorso è sensato, ricordiamoci però che queste dinamiche non nascono con il web, la storia è piena di esponenti politici “alternativi” che in realtà sono integrati al sistema, e che agiscono, in vario modo, “imbrigliando” le possibili opposizioni vitali.
        Quello che dobbiamo tener presente è che, nel contesto attuale, ci sono potenti forze che agiscono all’assorbimento tout court del pensiero critico, togliendo proprio l’ossigeno alla opposizione al “sistema”; nel momento in cui vediamo forze che vanno in senso contrario al mainstream si potrebbe generare qualche refolo che smuova il velo di Maya .

  • Bassanio

    Di ritrovarmi a riporre seppur timide speranze in un personaggio come trump, lungi dall’averlo mai percepito prima in tal guisa, è cosa che mi sorprende. Ma dopo aver visto di cosa è stato capace il fighetto bello e colto, addirittura insignito del nobel prize for peace, benvenga pure lui, che quantomeno è già riuscito a provocare le convulsioni al mainstream news del “globalistan”, e forse non solo ad esso. Magari un giorno ci ritroveremo a plaudire all’avvento in politica di Biatore?!

  • Bill

    Ho letto l’articolo e non oso immaginare come questo giornalista abbia precedentemente spiegato come funziona la democrazia in america . Mi fa pensare che appartenga allo stesso establishment che Trump vuole abbattere.

  • Primadellesabbie

    “…ha continuato a ritenere non credibili le accuse di ingerenza russe nella campagna elettorale…”

    Ed é fuori strada, perché senza la decisione dei russi di intervenire in Siria (e che intervento !) avrebbe perso.

    • Cataldo

      Non ho ben compreso il tuo commento, non credo volesse significare che l’intervento russo in Siria è una ingerenza nella campagna elettorale USA ….
      A mio avviso c’è in USA una consapevolezza popolare profonda, molto sottovalutata, che ritiene inutilmente pericoloso fomentare lo scontro con i russi, su basi poi abbastanza improbabili, tipo l’invasione della Crimea, questo elemento ha favorito Trump, che si presenta come uomo del dialogo a livello globale.

      • Primadellesabbie

        No, infatti non ci penso ad un’ingerenza di questa portata. Ma in balia all’idea di una supremazia incontenibile, diffusa a piene mani, scoprire che qualcuno si mette efficacemente di traverso, e non puoi impedirlo, fa un certo effetto, e non solo sul popolino.

        La consapevolezza della quale parli la sospetti o hai qualche informazione diretta? In ogni caso é una nota degna di attenzione, naturalmente.

  • Bill

    consiglio la visione di atto di forza su rete 4 questa sera

  • mau

    Condivido tutto dell’articolo punto per punto ma sottolineo che in ogni caso l’italia è perduta. La percentuale di coglioni da noi è ormai troppo elevata e non basta, nè basterà un Trump, per poterla salvare..

  • Gino

    Personalmente invece mi meraviglio dell’ingenuità di Foa che leggo sempre e che da sempre spunti interessanti. Qui si limita a ripetere ciò che ormai è ripetuto alla nausea senza riflettere sopra.
    Le beghe Obama – Trump le vedo scenette politiche interne ognuno per tenersi i propri elettori. Chiaro che se i democratici non facessero una strenua opposizione a Trump si perderebbero milioni di voti.
    In Italia successe con Berlusca. Il PD (o come si chiamava allora, forse DS o Ulivo ma poco importa) faceva una opposizione straordinaria, ricordo il milione in piazza per difendere l’articolo 18!
    Poi però sulle questioni fondamentali come Europa, Banche etc si stringevano la mano mentre continuavano a lottare per spartirsi il potere interno sullle banche,appalti etc e beccarsi le briciole che il potere internazionale concede.
    Parlò Violante (se qualcuno non sa a cosa mi riferisco si informi) è il teatrino si svelò anche a chi non voleva vedere. (certo c’è ancora qualcuno non s’è tolto il prosciutto).

    Quindi le beghe interne negli USA le vedo spartizioni di poteri, poltrone, appalti, governi locali etc.
    Non bisogna pensare che il fatto che esista una Elite che fa il banco, i giocatori al tavolo non si debbano scannare! ANzi! piu si scannano, piu giocano piu le Elite hanno vantaggi!

    Trump andrà giudicato senza pietà e tifo (come sempre) da cio che farà e da chi ne avrà convenienza. Se ne avrà il popolo o le Elite.
    Non mi sembra affatto plausibile (ma tutto è possibile) che Trump non faccia ciò che deve fare per garantire ciò che deve garantire.
    Trump è il candidato ideale per fare le guerre e dire che è lui che è pazzo mentre gli USA “buoni” non vogliono.
    Trump è il candidato perfetto per fare cose ancora peggio di Obama senza bisogno di mentire o nascondere niente al popolo ma potendo ostendare le sue”pazzie” .

    Come dicevo alla fine si deve tirare la somma e vedere chi ha perso e chi ha vinto.
    (lo ricopio pari pari sul blog di Foa, hai visto mai mi risponda)

  • sotis

    Il bello di queste elucubrazioni è che si sta parlando di Trump senza conoscerlo mentre purtroppo abbiamo conosciuto e bene fa famiglia Clinton ……

    • Gino

      come se le sorti degli USA e del mondo dipendessero personalmente dai Clinton o da Trump! Da come si svegliano la mattina e decidono.
      sicuro?

  • Luigi za

    Sig. Marcello Foa Lei ha potuto vedere l’arredamento delle case del Trump e le donne (in n. di 3) che negli anni si é messo al fianco?
    Se sì che impressioni ha tratto sull’uomo Donald Trump?

    Glielo chiedo perchè sognare non costa niente, il problema però é il risveglio.

    Una piccola anteprima del risveglio che attendono gli USA la da questo articolo del Craig Roberts: Can Trump Fix the Economy In 2017?
    E’ lunghetto ma vale davvero la pena di leggerlo perchè il Roberts ragiona a tutto spettro.

  • Bill

    ​DONALD J. TRUMP’S FIVE-POINT

    First: I am going to re-institute a 5-year ban on all executive branch officials lobbying the government for 5 years after they leave government service. I am going to ask Congress to pass this ban into law so that it cannot be lifted by executive order.

    Second: I am going to ask Congress to institute its own 5-year ban on lobbying by former members of Congress and their staffs.

    Third: I am going to expand the definition of lobbyist so we close all the loopholes that former government officials use by labeling themselves consultants and advisors when we all know they are lobbyists.

    Fourth: I am going to issue a lifetime ban against senior executive branch officials lobbying on behalf of a foreign government.

    Fifth: I am going to ask Congress to pass a campaign finance reform that prevents registered foreign lobbyists from raising money in American elections.

    https://www.donaldjtrump.com/press-releases/donald-j.-trumps-five-point-plan-for-ethics-reform