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ITALIA, FRANCIA E IL NUCLEARE

DI UGO BARDI
aspoitalia.blogspot.com

“La pensione a 60 anni” “Ma a noi avevano detto a 30!!” Il parco nucleare francese è ormai vecchio e la produzione di energia elettrica nucleare è in declino. Si cerca di rimediare tenendo in servizio più a lungo le vecchie centrali, ma il futuro del nucleare francese è molto incerto.

Ormai da molto tempo seguo una saggia regola che mi dice che non vale la pena guardare la televisione e leggere i giornali dato che tutte le notizie che vengono date sono o false, o esagerate, o irrilevanti (e spesso tutte e tre le cose insieme). Con questa regola, vivo tranquillo e mi risparmio le varie follie che periodicamente infestano gli schermi e le pagine dei giornali.


Tuttavia, ogni tanto mi capita di dovermi interessare per forza di qualcosa che appare sui giornali o in TV. Ultimamente mi è successo per la questione dell’accordo nucleare fra Italia e Francia. Avevo, in effetti, sentito parlare vagamente di questa faccenda e l’avevo automaticamente classificata fra le cose false, esagerate e irrilevanti. Ma mi è toccato approfondire un po’ perché mi hanno intervistato alla TV su questo argomento. La regola è stata confermata in pieno, ma vediamo di discuterne un attimo.

Allora, prima di presentarmi per l’intervista allo studio televisivo, mi sono letto il comunicato ENEL sull’accordo. Poi, mentre me stavo seduto impalato e incravattato davanti alla telecamera ad aspettare, mi è toccato sorbirmi tutto il notiziario del giorno, nel quale mi sono accorto con stupore (ma neanche poi tanto) che si dicevano cose del tutto diverse da quelle scritte nel comunicato. Si diceva che Francia e Italia hanno “firmato un’accordo per la costruzione di quattro centrali nucleari in Italia entro il 2020”. Ma è vero?

Bene, guardiamo un po’ il testo del comunicato stampa emesso da ENEL. Ve lo riporto per intero in fondo, ma qui concentriamoci sulle frasi significative.

Risulta dal comunicato che ENEL e EDF (electricité de France) hanno “siglato due memorandum of understanding (MoU)”. Cos’è questo oggetto che ha come nome un curioso mix di latino e inglese, e che viene abbreviato con la sigla di una caramella? In Italiano, si dovrebbe dire “protocollo d’intesa” oppure “lettera di intenti”. Già il fatto che nel comunicato stampa abbiano usato il nome più pomposo di “memorandum of understanding” la dice lunga sulla volontà di offuscazione di questo comunicato. Ma andiamo avanti.

Allora, un memorandum of understanding (o protocollo di intesa, o lettera d’intenti che dir si voglia) rappresenta l’equivalente un po’ più formale di una stretta di mano. Non che non possa avere valore legale; anche una stretta di mano lo può avere. Ma il fatto di usare questo termine e non quello di “contratto” indica che i partners dichiarano soltanto la loro buona volontà ma non prendono nessun impegno. Non abbiamo i testi dettagliati di queste due caramelle MoU, ma dal testo che abbiamo ci accorgiamo subito che, in effetti, non corrispondono a nessun impegno reale.

Ci sono due MoU fra Enel e EDF. Il primo “pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. ” Notate che “pone le premesse”, ovvero per ora non c’è nessun piano del genere.

Dice poi che “Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR”. Ovvero, l’unico impegno di questo MoU e che EDF e ENEL faranno insieme uno studio di fattibilità. Ma notate che qualcuno dovrà finanziarlo, e qui non si accenna nemmeno a uno stanziamento.

Leggiamo poi che “Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR”, Notate che “è prevista” la costituzione di una società ad hoc, ma questo è qualcosa che avverrà in un futuro non ben definito quando saranno prese “le necessarie decisioni di investimento”, ovvero qualcuno avrà trovato i soldi, se ci riuscirà. Ovviamente, non c’è nessun impegno legale a fare questa cosa.

La seconda caramella MoU è altrettanto insipida della prima: dice che “Enel ha espresso la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR”. Notate che Enel “ha espresso la volontà,” tutto qui! E notate anche che soltanto ENEL ha espresso questa volontà; secondo il comunicato stampa, EDF non ha detto niente. Di solito, quando si fa un contratto, bisognerebbe essere d’accordo in due!

Diciamo che questi MoU sono equivalenti a una situazione in cui io potrei andare, per esempio, dall’agente immobiliare che vende una bella villa sulla Costa Smeralda e firmare con lui un “memorandum of understanding” nel quale io mi dichiaro interessato a comprare la villa e lui si dichiara interessato a vendermela, ma non si menziona a che prezzo. Una cosa del genere non vale niente; ovviamente. Infatti, quando fai un contratto serio per comprare una casa paghi una caparra e sul contratto c’è scritto il prezzo, i termini e le condizioni. Ma qui, fra Francia e Italia non c’è proprio niente del genere, niente di serio sul nucleare.

Questo non vuol dire che Francia e Italia non siano interessate a collaborare sull’energia nucleare. Anzi, con il proprio nucleare ormai in netto declino, la Francia ha bisogno di partners per rilanciare e rifinanziare nuove centrali e probabilmente questa è la ragione che ha spinto Sarkozy a Roma. Ma questo cosiddetto “accordo” fra Italia e Francia è puro fumo e rumore; aria fritta, propaganda fatta secondo un copione ormai collaudato e, curiosamente, la gente continua a cascarci.

Eppure, per tutta la giornata del 24 Febbraio, giornali e televisione ci hanno bombardato con la notizia che Italia e Francia si sono messe daccordo per la realizzazione di quattro centrali nucleari, dando la cosa come certa e assodata. Tutta la vicenda conferma in pieno la saggia regola che continuerò ad applicare: tutto quello che ti raccontano in TV o sui giornali va ignorato in quanto o è falso, o è esagerato, o è irrilevante, o tutte e tre le cose insieme.

Ah…. nell’intervista, le cose che ho scritto qui, ovviamente, non le ho potute dire!

Ugo Bardi
Fonte: http://www.aspoitalia.blogspot.com/
Link http://aspoitalia.blogspot.com/2009_02_01_archive.html
25.02.2009

(comunicato stampa di Enel del 24 Febbraio 2009 – cortesia di Pierangela Magioncalda)

ACCORDO ENEL-EDF PER LO SVILUPPO DEL NUCLEARE IN ITALIA

Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, l’Ad di Enel Fulvio Conti e il Pdg di Edf Pierre Gadonneix hanno siglato due Memorandum of Understanding per studiare la fattibilità di almeno 4 unità di terza generazione avanzata del tipo EPR da costruire nel nostro Paese e per estendere la partecipazione di Enel al programma nucleare in Francia, a partire dal reattore di Penly recentemente autorizzato.

“Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un’esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale – ha commentato Conti –. Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell’energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati.”

Roma, 24 febbraio 2009 – Nel quadro del Protocollo di Intesa italo-francese per la cooperazione energetica, Fulvio Conti amministratore delegato e direttore generale di Enel e Pierre Gadonneix, presidente e direttore generale di Edf hanno firmato un primo Memorandum of Understanding (MoU) che pone le premesse per un programma di sviluppo congiunto dell’energia nucleare in Italia da parte delle due aziende. Quando sarà completato l’iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed EDF si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unità di generazione, avendo come riferimento la tecnologia EPR (European Pressurized water Reactor), il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia e che vede la partecipazione di Enel con una quota del 12,5%.

L’obiettivo è di rendere la prima unità italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020.

Con il MoU di oggi, Enel ed EDF si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR, caratterizzate da:

· partecipazione di maggioranza per Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro di energia;

· leadership di Enel nell’esercizio degli impianti;

· apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel e EDF della maggioranza dei veicoli societari.

L’accordo Enel-EDF entra in vigore il 24 febbraio 2009 e ha una durata di 5 anni dalla data della sua firma, con possibilità di estensione.

In un secondo MoU, Enel ha espresso la volontà di partecipare all’estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con EdF per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori EPR, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella località di Penly.

“Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un’esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale – ha commentato Conti –. Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell’energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati.”

Enel è oggi presente in Francia nel nucleare, con una partecipazione del 12,5% nell’impianto di terza generazione EPR a Flamanville (1.660 MW); nelle rinnovabili, tramite la controllata Erelis, con 8 MW eolici operativi a fine 2008 e una pipeline di circa 500 MW; nella commercializzazione di elettricità con oltre 1.000 GWh venduti nel 2008.

Ulteriori possibilità di sviluppo di Enel in Francia, riguardano la costruzione di un impianto a carbone pulito da 800 MW, la partecipazione in due unità a ciclo combinato alimentate a gas (CCGT) di Edf da 930 MW e la partecipazione al processo di gara per il rinnovo di concessioni per 25 centrali idroelettriche.

Pubblicato da Davide

  • castigo

    e in culo al referendum sul nucleare…. tanto è solo la volontà del “popolo sovrano” quella con la quale ci si pulisce il culo…..

  • Sgrufo

    Purtroppo era solo questione di tempo.
    Lo sapevamo già da 2001/02 quando lo stesso governo promise il trasporto aereo italiano(ALITALIA) in cambio di energia nucleare.
    Avete fatto caso che più o meno da quel periodo non è stato fatto altro che fare in modo che la compagnia di bandiera andasse sempre peggio?
    Di ALITALIA è stato detto il peggio possibile, guarda caso il prezzo delle azioni della compagnia dal 2001 è sceso inesorabilmente fino a non valere più niente dando colpa a fannulloni, sindacati e cercando sempre il colpevole di turno.
    Alla fine però, la manovra è riuscita benissimo anche se la Francia ha pagato poco e niente.
    La cosa più triste è che tutti i paesi del mondo stanno riducendo l’ uso di energia nucleare noi… invece…

  • eresiarca

    Giornali e tv vanno letti e guardate per sapere la “versione ufficiale”.
    Non è bene snobbarli.

  • albertgast

    E’ la solita “melina”…Basta ricordare quando si voleva far passare il lodo alfano. Per settimane si è discusso sul bloccare non so quante migliaia di processi, poi….creato l’allarme….si è addivenuti al più modesto lodo salvapremier, che è stato approvato, proprio come volevasi. Non cambiano nemmeno strategia più, tanto la gente si beve qualsiasi cosa….Ora creeranno l’allarme nucleare, tanto per far discutere un po’ di “esperti”, poi…..

  • sacrabolt

    La versione ufficiale dai titoli dei gierre mi massimo ascolto è che “l’italia dice sì al nucleare”. Con questa affermazione falsa dobbiamo prendere atto che il giornalismo italiano, compresa la “sinistra” di lucia annunziata, deve “formare le opinioni degli italiani” (parole della suddetta).

    L’idiozia parassitaria e prezzolata del giornalismo massmediatico è quindi il primo responsabile della regressione nucleare che andremo ad inaugurare. Berlusconi si fa solo i cazzi suoi e dei suoi parenti, visto che all’inizio lavori egli sarà probabilmente morto di vecchiaia.

    PS: non guardo la tivvù da anni, ma scommetto che tra i tanti “esperti” che impazzano in questi giorni sui media manca un certo carlo rubbia.
    Ex osannato nobel per la fisica, responsabile di un progetto pilota italiano realmente innovativo per lo stoccaggio energetico, lo hanno tolto persino dall “about us” del relativo sito internet dell’enel.

  • portoBF

    ATTO PRIMO. QUANTE?

    La commedia delle grandi opere si sviluppa in tre atti. Atto primo: ma quali sono le «grandi» opere? quante sono? e in che cosa si differenziano dalle opere «normali»? Atto secondo: ma ci sono i soldi per farle? Atto terzo, e gran finale: se si facessero, con il sistema finanziario e d’appalti che è stato appositamente messo a punto, che cosa succederebbe del bilancio dello Stato?

    Già sul numero delle «grandi opere» comincia il balletto delle cifre. Berlusconi, nella televendita da Vespa, ne indicava una manciata. Dopo la vittoria elettorale, nelle prime intenzioni del suo governo erano una decina, al massimo una dozzina di interventi strategici. Nella delibera Cipe del dicembre 2001 diventavano 220: un lunghissimo elenco di opere e operette messo insieme dopo il confronto tra il ministro incaricato della partita, il titolare delle Infrastrutture Pietro Lunardi, e i rappresentati delle Regioni che spingevano per allargare a dismisura la lista. Il Dpef (il documento di programmazione economica e finanziaria del governo) cercava poi di reintrodurre qualche criterio di priorità, indicando 21 opere «di serie A», che diventavano al massimo 36 considerando qualche intervento complesso. Le 21 (o 36) meraviglie d’Italia comprendevano l’Alta velocità ferroviaria, una serie di strade e autostrade (tra cui la Salerno-Reggio Calabria, l’asse viario Marche-Umbria, i nodi integrati di Roma, Genova, Napoli, Bari, Catania), il passante di Mestre, i valichi ferroviari del Frejus, del Sempione e del Brennero, il sistema Mose contro l’acqua alta a Venezia, interventi idrici al Sud e, naturalmente, il ponte sullo Stretto.

    Poche, in verità, le novità: l’elenco sembra ripreso più o meno dal Libro bianco sulle opere pubbliche di Lamberto Dini, stilato nel 1995. E anzi, l’ideazione del sistema finanziario dell’Alta velocità, piatto forte del banchetto delle grandi opere, è perfino precedente, risale ai bei tempi di ’O Ministro, ovvero il democristiano napoletano Paolo Cirino Pomicino. Già i governi dell’Ulivo si erano comunque impegnati (ma senza propaganda televisiva) a realizzare più o meno le stesse opere, con la vistosa eccezione del ponte sullo Stretto, e il «comunista» Nerio Nesi, ultimo ministro dei Lavori pubblici prima dell’era Berlusconi, si era già dato da fare per rassicurare costruttori e impresari che ci sarebbe stato lavoro per tutti.
    ATTO SECONDO. E I SOLDI?
    di Gianni Barbacetto dal sito web di “società civile” (http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/grandi_opere.html#su)

  • Paolone

    Non sono d’accordo con te: proprio perchè il popolo è sovrano, quel referendum non può essere eterno.

    Scusa ma io mica ho votato, ha la generazione dei nostri genitori, ormai sono passati 20 anni basta. Al massimo si rivota.

  • AlbaKan

    Non mi è mai piaciuto Sarkofagò…se poi lo vedo al fianco di Berlusconi, dico che non c’è mai fine al peggio.
    Si parla di “centrali di terza generazione” e di “terza generazione migliorata” con 2 iter di autorizzazioni per un super contesto normativo ancora da “stabilire”…
    Questo vuol dire che i criteri delle norme sono ancora da definire, ma ricordiamoci che al di là della sicurezza, che può venir meno di fronte ai grandi interessi economici, il grande problema delle centrali nucleari non è la sicurezza ma gli scarti: le scorie radioattive. oramai non si sa più dove metterle, a meno chè non trovi un posticino la criminalità organizzata, grande esperta del settore…
    Gli Stati Uniti hanno investito 8 miliardi di dollari in 18 anni per stoccare i residui all’interno delle montagne Yucca, lì dovrebbero essere al sicuro per 10 mila anni… ma hanno già cominciato a contaminare l’area.
    Inoltre gli studi dell’agenzia internazionale per l’energia atomica dicono che l’uranio comincerà a venir meno dal 2025-2035, come il petrolio, e i prezzi, quindi, andranno su. Si potrebbe usare il plutonio, peccato che si presti divinamente a farci le atomiche.
    Il nucleare ha bisogno di troppa acqua. Il il 40% dell’acqua potabile francese serve a raffreddare i reattori. 5 anni fa molti anziani morirono per il caldo, e scarseggiò l’acqua per raffreddare gli impianti, sicché fu ridotta l’erogazione di energia elettrica. E morirono ancora più anziani per mancanza di aria condizionata.

  • AlbaKan

    Non mi è mai piaciuto Sarkofagò…se poi lo vedo al fianco di Berlusconi, dico che non c’è mai fine al peggio. Si parla di “centrali di terza generazione” e di “terza generazione migliorata” con 2 iter di autorizzazioni per un super contesto normativo ancora da “stabilire”… Questo vuol dire che i criteri delle norme sono ancora da definire, ma ricordiamoci che al di là della sicurezza, che può venir meno di fronte ai grandi interessi economici, il grande problema delle centrali nucleari non è la sicurezza ma gli scarti: le scorie radioattive. oramai non si sa più dove metterle, a meno chè non trovi un posticino la criminalità organizzata, grande esperta del settore… Gli Stati Uniti hanno investito 8 miliardi di dollari in 18 anni per stoccare i residui all’interno delle montagne Yucca, lì dovrebbero essere al sicuro per 10 mila anni… ma hanno già cominciato a contaminare l’area. Inoltre gli studi dell’agenzia internazionale per l’energia atomica dicono che l’uranio comincerà a venir meno dal 2025-2035, come il petrolio, e i prezzi, quindi, andranno su. Si potrebbe usare il plutonio, peccato che si presti divinamente a farci le atomiche. Il nucleare ha bisogno di troppa acqua. Il il 40% dell’acqua potabile francese serve a raffreddare i reattori. 5 anni fa molti anziani morirono per il caldo, e scarseggiò l’acqua per raffreddare gli impianti, sicché fu ridotta l’erogazione di energia elettrica. E morirono ancora più anziani per mancanza di aria condizionata.

  • castigo

    Paolone:

    Non sono d’accordo con te: proprio perchè il popolo è sovrano,

    LOL…. beato te che ci credi ancora.

    quel referendum non può essere eterno. Scusa ma io mica ho votato, ha la generazione dei nostri genitori, ormai sono passati 20 anni basta. Al massimo si rivota.

    RI-LOL…. come siamo generosi…. al massimo…..
    e allora votiamo ancora.
    ma qui pare proprio che a questi “signori” non passi nemmeno per l’anticamera del cervello di chiedere il parere al “popolo sovrano”.

    P.S. quella del “popolo sovrano”, casomai non si fosse capito, era velata ironia…. speravo bastassero le virgolette per farlo capire, la prossima volta ci metto anche una faccina che ammicca, chissà che non risulti più chiaro….

  • Eli

    BASTA SOLO ATTENDERE: quando la crisi economica globale entrerà pesantemente nelle tasche degli italiani, e verranno giù quelle banche che secondo il “sinistro burattino” di Arcore godono ottima salute (Capitalia, Monte dei Paschi, Unicredit…), voglio proprio vedere dove troverà i soldi per il nucleare, per la TAV ed il ponte sullo stretto. Incredibilmente, sarà la crisi a salvarci. Col nucleare girano mazzettoni di denaro, per questo spingono tanto, e per questo Craxi aveva autorizzato la centrale di Montalto di Castro, poi riconvertita.

  • Paolone

    No, io non ci credo al “popolo sovrano” anzi non credo proprio nella democrazia.

    Non capisco perchè ti attacchi alla parole (vedi “al massimo”) quello che ti volevo dire è che quello che hai scritto nel 1° post è una cagata: rivedere la questione del nucleare non è necessariamente andare contro il “popolo sovrano”, dato che quello sovrano oggi non è lo stesso di 20 anni fa.

  • gebs74

    direi un po colorito ma molto chiaro.
    IO dico NO al NUCLEARE.
    Sicurezza, costi oltre chesemplice pagliativo che posticipa di alcuni decenni il problema fabbisogno energetico italiano e comunque mondiale.
    Il problema siamo NOI con i nostri consumi via via crescenti. Invece dovremmo cominciare a conumare meno molto meno in maniera irrisoria rispetto ad oggi, preservando ambiente incentivando solidarità distruggendo tutto quello che porta al profitto personale di ogni singolo. Saluti verdi a tutti.

  • DindonDario

    Ora anche le Berluscorie, che Berluschifo.

  • castigo

    Paolone:

    No, io non ci credo al “popolo sovrano” anzi non credo proprio nella democrazia.

    si era vagamente intuito.

    Non capisco perchè ti attacchi alla parole (vedi “al massimo”)

    mi ci attacco perché sono importanti.

    quello che ti volevo dire è che quello che hai scritto nel 1° post è una cagata: rivedere la questione del nucleare non è necessariamente andare contro il “popolo sovrano”, dato che quello sovrano oggi non è lo stesso di 20 anni fa.

    vero, il popolo non è lo stesso, e si vede, eccome se si vede.
    quel che resta lo stesso è la cagata nucleare….

  • rosacroce

    vanno letti” solo” da gente adulta e preparata oltre che informata ,per gli altri il danno può essere mortale.

  • pietro200

    per quanto riguarda il sito per le scorie radioattive, ci sarebbe una immensa villa con mausoleo annesso ad arcore, mausoleo non ancora occupato da nessuno, che io sappia, magari si potrebbe iniziare con lo stoccaggio proprio da li, se proprio si devono fare queste centrali.

  • RobertoG

    Hai ragione. Già che ci siamo perchè non rifare anche il referendum per monarchia o repubblica dato che i protagonisti di allora sono quasi tutti morti?

  • myone

    Si puo’ dire che tutto viaggia nell’ ottica degli affari, con le motivazioni logiche del risparmio e del progresso e del bla bla bla bla bla.

    Vedo che in giro a come viviamo, di energia ne consumiamo o iosa. Tutto e’ acceso.

    Che una centrale nucleare si paga da se’ dopo non so’ quanti anni, che se entreranno in funzione lo saranno se non ho sentito male, entro il 2020 0 2030. Che le miniere di uranio sono quasi in estinzione, e che la stessa francia le va a cercare altrove. Che il problema delle scorie rimane serio, e oltre modo, ancora pericoloso, se non per ora, per chi ci sara’ nei secoli a venire. Che spesso, nell’ occultamento di stati spazzini, come la russia, vengono messe li a casaccio nella siberia, tanto i fusti non saranno deperibili nel tempo in cui noi vivamo.

  • Paolone

    Eh, hai un pò estremizzato, comunque se la democrazia fosse democrazia (magari partecipata) la decisione sul nucleare andrebbe rivista.

  • antonp

    Anch’io da un pò seguo la regola per cui “…non vale la pena guardare la televisione e leggere i giornali dato che tutte le notizie che vengono date sono o false, o esagerate, o irrilevanti…” riuscendo così a vivere tranquillo senza lasciarmi coinvolgere dal caos programmato causato da queste notizie bomba, che forse sarebbe meglio chiamare notizie “miccetta”… Ma devo dire che l’annuncio (a cui ho assistito in diretta su sky) del ministro Frattini, che rispondeva al giornalista che gli chiedeva se stesse decretando il ritorno al nucleare dell’Italia, mi ha turbato e innervosito allo stesso tempo. Un annuncio di questo genere non può passare inosservato. Alla luce di quanto riportato in questo articolo sugli accordi tra Italia e Francia viene da chiedersi di cosa hanno parlato i giornali e tg, i politici, e tutto il teatrino dei programmi televisivi che fa da eco nel corso della giornata alle notizie di questo tipo, suppongo, per raggiungere anche quel target immune all’informazione o disinteressato? Come si fa a riempire questi spazi con niente?

  • Eli

    antonp, ti dico io di cosa hanno parlato: di Sanremo e del Grande Fratello!

  • Eli

    Bella la foto che accompagna l’articolo: due teste di minchia a confronto. In due hanno quattro neuroni, anche poco vitali.