Interferenti endocrini in gravidanza e problemi neurologici dei bambini

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L’esposizione a determinate sostanze chimiche in gravidanza interferisce con il sistema endocrino aumentando il rischio di problemi neurologici nei bambini poi nati, con un influsso negativo in particolare sul linguaggio. Lo evidenzia uno studio appena pubblicato su Science.

I ricercatori hanno esaminato i dati relativi all’esposizione chimica in un’ampia coorte di coppie umane madre-bambino e hanno identificato una serie di sostanze comuni – ovvero ftalati, bisfenolo A (BPA) e composti perfluorurati (PFAS) – che interferiscono con il sistema endocrino alterandolo e provocando un aumento delle probabilità di ritardo del linguaggio nella prole fino al 54%..

Gli interferenti endocrini possiedono una struttura simile a quella degli ormoni e possono accendere, spegnere o modificare il normale segnale ormonale, con effetti subdoli perché si manifestano a distanza di anni e non nell’immediato.
Purtroppo queste sostanze sono ubiquitarie: le troviamo nei giocattoli per i bambini, nella carta termica degli scontrini fiscali, nelle tende della doccia, nei profumi, nelle creme che applichiamo sul corpo e in tanti, purtroppo troppi, altri prodotti, ad esempio le pentole antiaderenti o il the e il caffè preso nei distributori automatici.

Un numero sempre più crescente di prove, oramai, indica che l’esposizione precoce della vita a queste miscele può indurre cambiamenti tali nell’organismo umano da determinare una maggiore suscettibilità alle malattie durante l’arco dell’esistenza, compresi gli iniziali disturbi dello sviluppo neurologico. La regolamentazione chimica è, tuttavia, interamente basata sulla valutazione del rischio dei singoli composti, lasciando l’impatto nella vita reale della somma di queste sostanze non esaminato e non regolamentato. 

I bambini sono particolarmente sensibili al danno, poiché le loro cellule in rapido accrescimento sono più vulnerabili; inoltre hanno minor capacità di detossificare, quindi di eliminare queste sostanze chimiche dal corpo. Oltre al ritardo nello sviluppo del linguaggio, l’esposizione a queste sostanze si associa a ridotta capacità di apprendimento, disturbi del comportamento, deficit dell’attenzione e ridotto quoziente intellettivo.

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VB

 

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