Home / ComeDonChisciotte / IL POPOLO SENZA PARTITO

IL POPOLO SENZA PARTITO

DI TRUMAN BURBANK
comedonchisciotte.org

Alcune note sulla manifestazione FIOM-CGIL del 16-10-2010

Ancora una manifestazione sindacale a Roma. Vado a dare un’occhiata, senza aspettarmi grandi cose, per cercare di capire come prosegue il disastro Italia.
La grande macchina organizzativa che fu del PCI si è mossa ed ha portato in piazza ancora una volta una folla imponente. Qualche elemento di novità c’è sicuramente.
I partiti sono praticamente assenti, a meno di considerare partiti le decine di gruppuscoli differenti che si autodefiniscono “comunisti” con le sigle più disparate.
Predomina il rosso, anche se a volte appaiono colori diversi.
Ascolto l’Internazionale, suonata da una banda di settuagenari, ma a volte si sente anche “bandiera rossa” o canzoni partigiane. Intravedo una rivista intitolata “Spartacus”, in mezzo a tante altre rivistine, distribuite da tanti gruppuscoli che sentono l’esigenza di emergere, ma anche di fare massa e fermare il degrado.
Facce tristi e stanche, un po’ da naufraghi.
Eppure la manifestazione è una fusione riuscita di molte anime. Ci sono i giovani che non troveranno mai un lavoro decente, ci sono gli anziani cassintegrati, in mobilità o licenziati. Ci sono quantità abbondanti di immigrati che si sforzano di sopravvivere nel nostro paese inospitale. Tutte le regioni sono rappresentate e portano testimonianza del disagio sociale diffuso, della voglia di riscatto da tante umiliazioni. E’ una miscela potenzialmente esplosiva.
Ma invano cercheranno un partito che li rappresenti. Sono un popolo senza partito.

Mi guardo intorno e noto poca polizia. I negozi sono aperti. Manifestazione tranquilla, anche perché dotata di un servizio d’ordine efficiente. La notizia nei telegiornali sarà proprio questa “si è svolta senza incidenti la manifestazione della Fiom-Cgil”. Ci ripenso e non mi piace.
Si muove il popolo dei metalmeccanici, inferociti da aggressioni inaudite ai diritti, al vivere civile, alla Costituzione, e non mettono paura a nessuno.
E mi rendo conto che la risposta di Epifani a Maroni, che paventava infiltrazioni di estremisti e sobillatori, è stata totalmente sbagliata. Invece di invitare il ministro ad individuare gli estremisti, bisognava rispondere “Qui ci sono milioni di metalmeccanici che non riescono più a sopravvivere e tu ti preoccupi di pochi infiltrati? Non è di infiltrati esterni che devi avere paura, ma di noi!”

Il sindacato virtualizza lo scontro di classe, sostituendo la lotta sindacale al conflitto reale tra classi diverse. La virtualizzazione dei conflitti porta vantaggi ad ambedue le parti in causa, almeno inizialmente. Nel caso si riuscisse a cancellare il conflitto virtuale riemergerebbe il conflitto reale.
Oggi la CGIL ancora trattiene energie disponibili per il conflitto reale, immobilizzandole nella recita sindacale. Essa, più di CISL e UIL, tiene chiuso il vaso di Pandora.
E’ cosciente la Cgil di ciò? Ha intenzione di continuare così?
E, indipendentemente dalle volontà della CGIL, se anch’essa venisse neutralizzata, come già fatto con CISL e UIL, quanto ci vorrà prima che la tensione sociale esploda incontrollabile?

Truman Burbank (http://trumanb.blogspot.com/)
Fonte: www.comedonchisciotte.org
17.10.2010

Pubblicato da Davide

  • Tao

    DI RITORNO DA ROMA

    La manifestazione FIOM e i “sepolcri arrossati” (riflessioni a caldo)

    Contano i numeri? Certo che contano. La manifestazione indetta dalla FIOM è stato un successo grandioso, al di là, suppongo, delle aspettative dei suoi stessi dirigenti. Un simile successo si spiega facilmente: la FIOM ha raccolto una domanda che serpeggiava da tempo e con lo scoppio della crisi, sottotraccia, essa è cresciuta. Ha anzi debordato. Solo per questo occorre dire grazie alla FIOM.
    Una marea di lavoratori, dei diversi segmenti in cui è stato spezzettato il lavoro dipendente negli ultimi trent’anni. Una torrente in piena di militanti sindacali e politici, la maggioranza senza partito, divisi da idee diversissime ma accomunati da una medesima spinta, alla lotta, e da un comune aspettativa (sembra addirittura banale dirlo, ma non lo è affatto) anticapitalistica: “la crisi la paghino loro”. Da questa negazione non nasce come d’incanto un’alternativa, ma la manifestazione FIOM ha posto il problema, ha fatto a pezzi, qui possiamo dirlo, il teatrino di scimmie della casta. Ora l’agenda politica italiana cambierà, con le buone o con le cattive.

    Centinaia di migliaia di lavoratori, vecchie e nuove figure proletarie, hanno conquistato la scena e sarà difficile, siccome la crisi è destinata a peggiorare, che l’abbandonino. Come la FIOM e la CGIL vorranno utilizzare questa spinta enorme lo vedremo nelle prossime settimane. “Sciopero generale”, come in Francia, era il grido che saliva dalla strada. Landini l’ha evocato, Epifani non l’ha escluso. Romperà le trattative a perdere avviate il 4 ottobre?
    E’ probabile che la CGIL, dopo questa prova di forza, vorrà tenere i piedi su due staffe, nella speranza che passi la buriana. Un equilibrismo opportunista che sarà difficile da tenere. Il rischio è che nasca un movimento che esca del tutto fuori dal suo controllo. Di qui i timori delle burocrazie sindacali.

    Detto questo, mi perdonerà chi legge, il problema è come sempre politico. Io mi chiedo: ma chi, vista la pochezza della sinistra politica italiana, avrà la determinazione di dare una rappresentanza politica adeguata al poliverso che ha riempitole strade di Roma? Salta agli occhi la discrasia tra ciò che sta in basso e ciò che sta in alto. Vendoliani, rifondaroli, e cespugli extraparlamentari vari: da qui verrà fuori un nuovo grande soggetto anticapitalistico e socialista? La risposta è: sì, se essi potessero riuscire a farlo, ma non sapranno farlo, non ci riusciranno.

    Per due semplici ragioni. La prima è che non hanno uno straccio di linea politica complessiva o strategica, che non siano le cose che il sindacato già chiede e persegue a suo modo. Cose che di tutta evidenza sono insufficienti e minimalistiche rispetto alla gravità della crisi e alla posta in palio. Non si costruisce un soggetto che si limiti a fare il verso al sindacato. Nè è credibile pensare ad un soggetto che gli funga da sponda. Per sua stessa natura il sindacato non può spingersi oltre a se medesimo, non può cioè abbracciare un programa politico d’alternativa. E neanche glielo si può chiedere.
    La seconda ragione è palese: Prc, Idv, Sel, PdCI e compagnia cantando stanno elemosinando un posto alla tavola del post-berlusconismo, mendicando un po di scranni in parlamento, e pur di tirare a campare sono disposti a siglare un nuovo patto suicida col Pd. Un Pd che era il grande assente oggi.

    Io dubito quindi che da qui, da questo mondo di sepolcri arrossati, possa venire un nuovo soggetto. Da dove quindi? Dal basso? Dal basso viene l’energia, la domanda di nuova forza politica. C’è tuttavia sempre bisogno di un innesco, di un embrione dirigente, di raccogliere su un nuovo programma, quantomeno di fase, la spinta alla Resistenza, e quindi di un programma per un’Italia alternativa.

    Staremo a vedere. Nel 2008 siamo entrati in un nuovo periodo, contrassegnato dalla crisi sistemica. Oggi a Roma, dopo Pomigliano, abbiamo vissuto un tornante. Altri ancora ne verranno.

    Piemme
    Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
    Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/10/manifestazione-fiom.html#more
    17.10.2010

  • Tonguessy

    La nuda verità è che non conta quanti milioni di scioperanti ed incazzati si radunino per chiedere i propri diritti: nulla verà concesso nel terribile nome di “abbiamo un programma votato dai cittadini da portare a termine”, variante democratica di “Dio me l’ha dato (il Potere) e guai a chi me lo tocca”.

    Una volta i governi saltavano con manifestazioni di questo tipo. Oggi saltano solo i nervi di chi non ne può più e si rende conto che nessuna manifestazione oceanica sortisce alcun risultato.
    La domanda è: ma siamo sicuri che se ci fosse il partito di quel popolo (e non quelle frattaglie che a vario titolo si fregiano esserlo) le cose cambierebbero? Secondo me non cambierebbe alcunchè. Non importa quanto forte sia un’opposizione, la protervia di tenersi la poltrona è ben maggiore. Questo non fa altro che aumentare il livello dello scontro. In Francia è già iniziata la seconda fase.

  • AlbaKan
    “In Francia è già iniziata la seconda fase”.
    • Speriamo che inizi anche qui…parlo della prima…

    (…) la “testimonianza del disagio sociale diffuso, della voglia di riscatto da tante umiliazioni. E’ una miscela potenzialmente esplosiva”.

    • Io penso che non tarderanno molto i veri scontri, quelli che fanno veramente paura… perchè come sottolineava Truman, questa manifestazione pacifica, non ha spaventato nessuno, ma le cose possono cambiare. La gente chiede sempre più forte un cambiamento, la strada che stanno seguendo al potere è solo un vicolo cieco. Io ho sempre detto (e ne sono ancora convinta) che con la pancia piena non si fa la Rivoluzione, ma credo adesso stiamo per toccare il fondo. Con la cassaintegrazione non si può vivere degnamente, ma si tira avanti eppoi cosa succede?  Più il disagio sociale tarda a riscattarsi e più sarà grande il botto.
  • amlodi

    Purtroppo finchè si vedranno queste due parole nei commenti ad una manifestazione,nulla potrà cambiare.
    La folla dovrebbe fare paura a chi detiene il potere ,per questo vorrei vedere manifestazioni senza bandiere,sciarpe, volantini,famiglie a passeggio e musica.
    Le uniche volte che ho visto gente incazzata che voleva “riprendersi i diritti” e non chiederli con vocina sottile come ad ottenere un favore,
    sono quelle in cui a scendere in piazza sono stati gli immigrati schiavizzati(vedi Rosarno).
    Quelli si che facevano paura. Purtroppo erano in pochi.

  • alinaf

    In Francia tutte e 12 le raffinerie sono in sciopero da una settimana e continuerà, diritti al nocciolo della questione. E’ finito il tempo delle manifestazioni. Italiani eterni ultimi. Ciao

  • dana74

    veramente ottimo articolo di Piemme, lucidissimo.
    Infatti le richieste di Fiom sono più che giuste, MA il come manca, ovvero come difendere il posto di lavoro?
    Alla manifestazione qualcuno ha detto che il lavoro è un diritto, io condivido fino ad un certo punto, quello che è un diritto è un reddito, che si lavori o meno.
    Sta allo stato far in modo che la gente lavori per aver meno redditi minimi garantiti sulle spalle, come in Danimarca.
    Ma noi siamo al medioevo.

  • pantos

    io credo che il conflitto violento non farebbe altro che accelerare una deriva fascista di questo governo, che non aspetta altro che un altro solo uovo per mettere in atto contromisure degne del ventennio.

    la grecia insegna.
    papandreu è sordo ad ogni mega manifestazione di massa e 4 scioperi generali!

    il trucco, qui, è l’organizzazione del consenso, la diramazione del concetto di solidarietà, la contro-informazione, la divulgazione e movimentazione del popolo della rete, la solidarietà di chi ha il lavoro sicuro è fondamentale, anche se l’italiano ha una lungimiranza pari a 20 cm dal proprio orticello.
    altro che francesi!!

    se anche questo non cambierà nulla, e dal voto emergerà l’ennesima bufala post berlusconiana, si potrebbe passare alla fase 2:
    10-100-1000 scioperi generali.
    e se anche questo non servirà a nulla….si salvi chi può….dalla fame.

  • Cippala

    Una manifestazione di un giorno, non serve a nulla.Lo sciopero deve essere irreversibile,bisogna cessare di fornire il lavoro al capitale.bisogna bloccare strade,chiudere conti correnti..bisogna ritrovare il coraggio che è stato anestetizzato dai media,dai partiti,dai sindacati.
    Prima del lavoro bisogna pretendere il reddito di cittadinanza,con o senza euro.

  • fm

    Infatti. Qui in francia iniziano ad esserci distributori senza benzina…

  • IVANOE

    Il conteggio che bisogna fare è un’altro. Quanti sono i militanti sindacali e della cosidetta sinistra radicale che hanno partecipato e partecipano a comando alle manifestazioni ?
    Almeno un buon 80%. E questo vuol dire che le manifestazioni no sono genuine ma pilotate, guidate in ssotazna sono il copione di una rappresentanzione teatrale.
    Semmai biosgnerebbe chiederci quanti sono quello veramente incazzati che non si fanno pillotare ( o meglio prendere per i fondelli ) e rimangono a casa perchè sanno perfettamente dell’inutilità di queste manifestazioni di quelle passate e quelle future ?
    Sono la maggioranza.
    Quando usciranno allo scoperto ?
    Quando saranno veramente stanchi e tutti avranno preso piena coscienza che la perenne presa per i fondelli non è altro che la loro lenta agonia.

  • Tao

    Importante e bella, la manifestazione di sabato della Fiom. Importante e brutta, invece, la dichiarazione del ministro Sacconi al riguardo[1] . Dice Sacconi: “Ma come si possono incoraggiare gli accordi partendo dal presupposto che Bonanni e Angeletti siano ‘servi dei padroni e del governo’?”. Perché, non è vero che Bonanni e Angeletti sono servi, se non del governo, quanto meno dei padroni? Ma Sacconi non era un socialista? E allora, che fine ha fatto il socialismo di Sacconi?

    Tutto ciò dimostra quanto siano condivisibili le considerazioni del prof. La Grassa non solo sull’inadeguatezza dell’attuale ceto governativo ma sulla prospettiva disastrosa che minaccia l’Italia[2] . A quello che dice La Grassa, sul crollo verticale dell’etica nella classe dirigente italiana, va semmai aggiunto che tale crollo riguarda non solo i governanti ma anche, purtroppo, i governati, a cominciare dal fatto che costoro sempre più spesso accettano di svendere per un tozzo di pane la propria dignità e i propri diritti. Ormai, per soldi, si accetta di fare qualunque porcheria, non solo contro gli altri ma anche contro sé stessi.

    Per questo la manifestazione della Fiom è stata importante e bella: perché rappresenta la protesta di quei lavoratori, e di quegli italiani, che non sono ancora disposti a svendersi. In particolare, la manifestazione di sabato rappresenta la più grande protesta finora espressa contro la dequalificazione del lavoro e la famigerata flessibilità. Il fatto che dei sindacalisti all’acqua di rose come Landini passino presso gran parte dei media come dei pericolosi bolscevichi dimostra quanto l’Italia in questi decenni sia scivolata a destra.

    Comunque, che il precariato sia una iattura e che rifiutarlo non c’entri niente con l’estremismo, e tanto meno col bolscevismo, lo si dimostra, anche, ricordando la seguente considerazione dell’ing. Antonio Venier – autore all’inizio del decennio dell’aureo libretto Il disastro di una nazione[3] – uno studioso che non è certo un bolscevico:

    “Risulta davvero difficile scoprire qualche aspetto positivo nella flessibilità del lavoro. Si tratta di un processo di dequalificazione della forza-lavoro del tutto incompatibile con lo sviluppo dell’industria verso produzioni di qualità e d alta tecnologia. Inoltre la flessibilità è associata necessariamente ai bassi livelli salariali ed alla riduzione della protezione sociale, ed è quindi un potente fattore di recessione e degradazione del livello di vita”[4].

    Contro tutto ciò intendevano dimostrare i dimostranti di sabato: il fatto che, con dichiarazioni come quelle suddette, gli esponenti del governo regalino i lavoratori a demagoghi come Di Pietro, costituisce un marchiano errore politico.

    A proposito di Di Pietro, ho letto ieri due notizie interessanti a suo riguardo: non sono una novità ma ne sono venuto a conoscenza solo ieri e come tali le segnalo (porti pazienza chi le conosceva già).

    Prima notizia: la visita di Di Pietro a Washington nel 1995, evocata dai suoi detrattori per insinuare una regia della Cia dietro Mani Pulite. In effetti, da quello che leggiamo nell’archivio del Corriere della Sera, qualche motivo di preoccupazione ci sarebbe: Di Pietro all’epoca incontrò Edward Luttwak e Michael Ledeen, due vecchie conoscenze, per chi si occupa delle interferenze americane nella politica italiana.[5]
    Sentiamo cosa dice Luttwak: “Di Pietro veniva a Washington per incontrare i funzionari, io l’ho invitato”. Quali funzionari? “Del governo. Non l’ho trasportato io dall’Italia. Era a Washington”.

    Seconda notizia: il “colore viola”, quello adottato “spontaneamente” dalla manifestazione del “No Berlusconi Day”, nata “spontaneamente dalla rete”, quel colore che molti credevano e credono associato alla nascita dell’omonimo gruppo “No B. Day” avvenuta il 9 Ottobre 2009, compariva già sul frontespizio del blog di Di Pietro cinque mesi prima, il 30 Aprile del 2009, con il relativo invito a manifestare “in tutte le piazze d’Italia”[6] .

    Non mi addentro nelle dietrologie ma ribadisco: regalare a un Di Pietro il consenso dei migliori lavoratori d’Italia, è peggio di un crimine. È un errore

    Andrea Carancini
    Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com
    Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2010/10/chi-disprezza-la-fiom-spiana-la-strada.html
    18.10.2010

    [1] http://www.apcom.net/newspolitica/20101017_104501_44bd0b5_100300.html
    [2] http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=35143
    [3] Edizioni di Ar, 2000.
    [4] Ivi, p. 99.
    [5] http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/19/Ledeen_Pietro_ceno_Luttwak_mio_co_9_100119021.shtml
    [6] http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2009/11/il-no-berlusconi-day-nato-dalla-rete-vediamo.html

  • backtime

    ma che film hai visto?

    Una volta i governi saltavano con manifestazioni di questo tipo.

    Non esiste nell’intera storia italiana un governo che sia caduto per una sola manifestazione, se il sindacato fosse una forma vincente, pensi che, chi ha manifestato sabato non lo avrebbe voluto al fianco? non è un caso caro mio se la gente si è riversata in piazza senza l’ombra di una bandiera, per quanto si contraddistingua per ignoranza l’italica gente, quaesta volta ha ben compreso che darsi a un rappresentante che ti tradisce, è meglio muoversi senza rappresentanti traditori.

    Forse questa è una delle poche volte che, chi ha partecipato ad una manifestazione non si è vergognato di quello che accadrà in futuro, sapendo che non ci saranno falsi amici a tradirlo.

  • backtime

    Fagli mancare anche a loro il pane a tavola e poi vedi se lo capiscono! certo che se le proteste le fai con le carrozzine, a chi vuoi mettere paura se non non agli infanti? ma presentati in 100.000 a scuotere un portone e ti assicuro che vedrai affacciarsi la [email protected] di chi ci annaspa in casa.

  • Tonguessy

    Guarda un po’ questo film:
    7 luglio 1960. Manifestazione con scontri
    19 luglio 1960. Il governo Tambroni rassegna le dimissioni

    E rileggiti un poco tutta la storia del 1960 e dei violentissimi scioperi che misero in ginocchio governo, polizia e destra (MSI in particolare) prima di scrivere idiozie.

  • andyconti

    La questione del rapporto di Di Pietro con le proteste dei lavoratori andrebbe analizzata piu’ a fondo, per chiarire se effettivamente si tratti solo di un demagogo o se continuamente dobbiamo leggere di contestazioni incrociate fra i sostenitori di sinistra, di Grillo, di Di Pietro, di qualsiasi parte.
    In quanto al presunto ruolo della Cia in Mani Pulite, mi chiedo se sia cosi’ rilevante sospettare di questo ruolo e se cambierebbe il giudizio sull’utilita’ di quell’inchiesta per iniziare a fare pulizia nella politica. Chiaramente puo’ esserci stato un complotto e sicuramente non e’ stata fatta totale pulizia, ma perlomeno Dc e Psi sono stati abbattuti. Li rimpiangete?

  • maristaurru

    Mettono tristezza ormai queste Manifestazioni. Sono decenni che vediamo sfilare in piazza operai e lavoratori costretti a chiedere , pagando di tasca loro il costo dello sciopero, per ottenere, dopo lunga trattativa dei rappresentanti sindacali… meno della metà di quello che sarebbe il loro diritto.
    Mette tristezza che uomini e donne che fanno un lavoro necessario, siano stati ingabbiati in questo Paese cialtrone e furbastro , in una specie di maledetto gioco di ruolo che comporta la necessità di sfilare in piazza per vedere riconosciuti i propri diritti, dopo la regolare sfilata in piazza, e la regolare laboriosa trattativa che dà un senso alla esistenza del sindacato, senso perso per strada da tempo in realtà, vedranno riconusciuto meno della metà del loro diritto, ma il sindacato si è conquistato un po’ di potere in più, portnado in piazza tante gente lancia due messaggi: uno agli imprenditori:
    1) cari imprenditori, questi te li possiamo mettere contro quando vogliamo.. t’è capì?
    2) cari politici: questi sono voti che noi guidiamo, occhio!

    Quindi temo che da simile bella ed ordinata manifestazione agli operai verrà dopo trattative e richiesta di altre prove di forza.. molto poco, ma come sempre la parte del leone la farano le guardie del re, inteso come potere economico.
    Non per cattiveria, ma perchè l’Economia è fatta da numeri e costa meno pagare i guardiani che gli schiavi, specie se i guardiani verranno pagati.. dallo Stato, cioè da tutti noi affidando ai loro uffici qualche nuova ben remunerata funzione.

    E quelli senza sindacato che li rappresenti? Beh, quelli almeno si risparmiano cortei faticosi per restare poveri.

    Italiani, quando vi sveglierete?

  • maristaurru

    Che domanda! Ognuno vede come stano bene tutti senza dc e psi. ognuno vede come si sono arricchiti… chi? Quelli che a detta di uno di loro erano con le pezze al culo e dopo pochi mesi di governo si arricchirono? E gli operai, ed i giovani? e gli artigiani? stanno bene ora, molto bene: si beano dei completini alla moda dei nuovi ricchi, della sfilata in tv di politici sinistri in abiti di raffinata sartoria, e vuoi mettere un operaio rappresentato da uno sciattone in grigio o da un dandy con barbetta curata, abiti di sartoria, partecipazioni di qua e di là.
    Certo come operai si fa la fame più di prima.. ma ci si rifà gli occhi.

    Un po’ come se ad un affamato gli fai sentir il profumo dell’arrosto che ti mangi e poi gli dici: “io prima ero come voi , mo’ me magno l’arrosto, vi dò la mano, guardate come me so fatto bello, vi abbraccio pure e poi smammate che devo annà in crociera e vedemme co n’industriale così jela famo vede ai berlusconiani quanto semo bbravi noi a sinistra”

    Chi si contenta gode, proverbio ancora attuale sembra

  • lanzo

    “ma perlomeno Dc e Psi sono stati abbattuti. Li rimpiangete? ”

    Mmm… oggi come oggi, si !

  • Truman

    Segnalo a posteriori un interessante commento correlato di Pietro Ancona nei forum:
    Il patriottismo di meno diritti e bassi salari.

    In particolare:

    Il 16 ottobre è stato soltanto una manifestazione, un grande comizio convocato a Roma, un momento bello e magnifico di mobilitazione democratica ma niente di più…
    il 16 ottobre era un sabato.
    Sembra esserci un accordo per non scioperare in Italia tranne che per le situazioni che esplodono spontaneamente…

    Negli ultimi due anni ci sono stati tre scioperi generali della CGIL. Tutti sul fisco. Nessuno sintonizzato su quanto stava realmente accadendo nel Paese.

    Anche il prossimo sciopero generale accettato a denti stretti da Epifani al comizio dei metalmeccanici … sarà finto. Una cannonata a salve. Non basta fare lo sciopero generale se non si mettono in discussione le scelte del padronato e del governo.