Home / ComeDonChisciotte / FORSE CHE… I BANCHIERI-TESTIMONI DELLA ENRON VENGONO ASSASSINATI?

FORSE CHE… I BANCHIERI-TESTIMONI DELLA ENRON VENGONO ASSASSINATI?

DI STEVE WATSON
InfoWars

Con l’ ultima rivelazione secondo la quale il corpo scoperto nel Nord-est di Londra é di un banchiere intimamente connesso con il caso di frode della Enron, dobbiamo forse iniziare a chiederci perché ci sono così tante morti “inspiegabili” collegate alla vicenda?

La BBC rivela che la polizia di Londra sta definendo la morte di Neil Coulbeck, il quale ha lavorato per la Royal Bank of Scotland fino al 2004, come “inspiegabile”.

Coulbeck era stato sentito dall’FBI come potenziale testimone. Il caso di frode si incentra su una transazione della NatWest sotto la quale la stessa banca svendette parte delle sua partecipazione nella Enron.Altri tre banchieri della NatWest ricercati dagli Stati Uniti a seguito del coinvolgimento nella frode stanno affrontando l’ estradizione dal Regno Unito secondo le leggi per i casi di terrorismo approvate dopo l’11 settembre.

Sta forse diventando un caso in cui troppe “morti inspiegabili” formano un buon insabbiamento?

Nel 2002 il vice presidente J. Clifford Baxter fu trovato morto con un colpo di pistola alla testa sulla sua Mercedes Benz nelle prime ore del mattino di venerdì 25 gennaio, vicino alla propria casa a Sugar Land. La morte fu ufficialmente descritta come un suicidio, nonostante il giudice di pace locale, Jim Richard, inizialmente dichiarò che Baxter morì per una ferita d’ arma da fuoco che si era inflitto ma poi fece marcia indietro, citando l’ importante interesse pubblico che rivestiva la vicenda.

[J. Clifford Baxter]

C’erano molte circostanze sospette attorno a quella morte, incluso lo spostamento di prove e l’alterazione del corpo che precedeva l’ immediata indagine sulla scena.

La CBS ha riportato:

Gli esperti hanno trovato diverse cose molto insolite. Anzitutto lo strano proiettile: non un tipo normale ma qualcosa chiamato “rat-shot”. Il Rat-shot é un tipo di munizione di cui non si puo’ facilmente rintracciare l’ arma che l’ha sparato. E’usato per uccidere serpenti o piccoli animali e non é reperibile facilmente.

Inoltre, secondo il New York Times, un anonimo collega ha aggiunto che Baxter “stava dicendo di aver bisogno di una guardia del corpo“ proprio alcuni giorni prima del suo “suicidio”.

L’inchiesta rimase aperto per mesi dopo la morte.

Perché un uomo d’affari di successo avrebbe detto di aver bisogno di una guardia del corpo e poi il giorno avrebbe deciso di farla finita?

Il vice presidentessa della Enron, Sherron Watkins, il quale avvertì gli alti dirigenti dell’azienda che il gigante del commercio energetico sarebbe potuto “implodere in un’ondata di scandali contabili”, disse di temere per la propria vita durante le crisi che culminarono con l’archiviazione per bancarotta della Enron.

Poi naturalmente c’è la tempestiva morte per attacco cardiaco del fondatore della Enron Ken Lay all’inizio di questo mese. Lay stava scontando una lunga condanna in prigione per cospirazione e frode. La sua morte ha fatto scoppiare una tempesta di voci. Anche il quotidiano Miami Herald si sta interrogando se Lay abbia simulato la sua morte.

[Ken Lay]

Alcuni hanno lasciato intendere che la morte di Lay, che sia naturale, simulata o provocata, gli assicurerà la cancellazione delle condanne, lasciando alla famiglia un patrimonio incontaminato e legalmente inaccessibile.

Altri rappresentati e testimoni della Enron coinvolti nel caso hanno rivelato di essere “spaventati a morte” visto il loro coinvolgimento nella vicenda.

Steve Watson
Fonte: http://infowars.net
Link: http://infowars.net/articles/july2006/130706Enron.htm
12.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

Pubblicato da God

  • Tao

    Dubbi sulla morte di Kenneth Lay. Molti segreti vanno con lui nella tomba

    La saga Enron non smette di riservare sorprese. L’altra notte Kenneth Lay, presidente della fallita società energetica è morto improvvisamente. Il bollettino medico parla di infarto, ma visto il ruolo e il peso dell’uomo i dubbi sono difficili da cancellare. C’è chi la considera una sconfitta dei giudici che l’hanno condannato e chi pensa che sia tutta una messa in scena, e chiede l’esame del Dna. Resta il fatto che la morte di Kenneth Lay, inventore della Enron e amico della Casa Bianca, ha colto tutti di sorpresa, dagli avvocati con cui stava preparando il ricorso alle autorità, fermamente decise a portare avanti la causa civile perché «la famiglia non può continuare a usufruire del ricavato delle sue truffe» come ha dichiarato al New York Times un funzionario che ha voluto restare anonimo. Una fortuna personale stimata intorno a 400 milioni di dollari che la giuria, riconoscendo Lay colpevole di 19 capi d’imputazione, ritiene siano stati accumulati con la frode e la cospirazione.

    Si è detto che i giudici sono stati influenzati dal furore dell’opinione pubblica. Sicuramente il giustizialismo non è mai un bello spettacolo ma c’è da dire che il fallimento della compagnia ha polverizzato dall’oggi al domani qualcosa come 68 miliardi di dollari. Per non parlare dei fondi pensione dei dipendenti pubblici (un altro miliardo) di alcuni municipi che si erano lasciati sedurre dai teorici della “distruzione creativa”, frase coniata dall’entourage del ragazzo della Enron – “Kenny Boy”, come lo chiamava il giovane Bush. Particolarmente odioso è stato il comportamento del padre-padrone nei confronti dei dipendenti Enron, incoraggiati a comprare le azioni della compagnia mentre lui, sottobanco, aveva già cominciato a venderle. Così migliaia di persone insieme al lavoro hanno perso anche i propri risparmi, facendo precipitare la fiducia dell’opinione pubblica nel capitalismo al punto più basso dopo la Grande Depressione.

    La parabola di Ken Lay potrebbe essere la sceneggiatura di un film sul sogno americano. Nato in una famiglia povera del Missouri, il giovane Ken è riuscito a risalire la scala sociale con le unghie e con i denti: lavorando, studiando e coltivando amicizie importanti una volta trasferitosi in Texas.

    Negli anni Settanta, dopo un breve passaggio al Dipartimento dell’Interno come consulente energetico, Lay si tuffa nel business appena in tempo per approfittare della deregulation reaganiana: la compagnia nata dalla fusione fra la Houston Natural Gas e l’Inter-North del Nebraska, è lo strumento perfetto per tentare la scalata al cielo.

    Perché Lay non vuole soltanto trasportare gas ma è più interessato alle transazioni di borsa tanto che, allo scoccare del 2000, quando Enron è ormai diventata la settima corporation statunitense e viene vezzeggiata dagli analisti economici di tutto il mondo, il suo business principale sono proprio gli scambi azionari di qualunque cosa, dall’acqua ai cavi elettrici passando, appunto, per l’energia.

    E’ proprio in occasione delle presidenziali del 2000 che Lay capisce di poter sfruttare appieno i vecchi rapporti con un giovane rampollo texano che non riesce a tenere in piedi le compagnie petrolifere finanziate dal papà presidente. Per i ragazzi di Houston è essenziale che la deregulation energetica non rallenti e, soprattutto, che non passino le nuove leggi proposte dall’amministrazione Clinton per contenere i movimenti speculativi sul mercato azionario. Non a caso Enron, principale finanziatrice elettorale della coppia Bush-Cheney, fu l’unica compagnia ad avere accesso alle riunioni del Dipartimento per l’Energia presiedute dal vice-presidente anche se era già oggetto di numerose inchieste relative alle sue responsabilità nei blackout californiani dell’estate del 2000.

    Il coinvolgimento della Casa Bianca con gli affari della compagnia di Houston è emerso nel corso delle inchieste che sono seguite al crollo della Enron ma sono state necessarie fortissime pressioni – ad esempio quella del General Accounting Office, l’organismo di controllo che opera per conto del Parlamento – per costringere l’amministrazione ad ammettere di avere incontrato Lay e soci parecchie volte, e l’ultima appena dieci giorni prima del tracollo. La Casa Bianca è riuscita però a segretare i verbali delle riunioni (nel corso delle quali non si sarebbe mai parlato della crisi finanziaria imminente, ha dichiarato Cheney) insieme alla maggior parte dei documenti relativi all’amicizia di lunga data fra Kenny Boy e la famiglia del presidente.

    Non basta certo questo per gridare al complotto ma di sicuro l’ex braccio destro di Lay, Jeff Skilling, non deve sentirsi molto tranquillo in qualità di ultimo sopravvissuto di quel pugno di “angeli”, altro soprannome coniato all’epoca da giornalisti entusiasti, capaci di pensare “fuori dagli schemi”. Sì perché Lay non è l’unico dirigente Enron ad avere lasciato questo mondo anzitempo. La prima morte eccellente risale al 2002 quando il cadavere dell’ex presidente della compagnia, Clifford Baxter, viene ritrovato in una Mercedes parcheggiata in una strada di Sugar Land, cittadina residenziale vicina a Houston. Ufficialmente si trattò di suicidio, visto che accanto a lui viene rinvenuta una calibro 38 e un biglietto indirizzato alla moglie nel quale chiedeva scusa per il suo gesto.

    suicidiario.bitacoras.com/cliff.jpg

    Ma perché Baxter avrebbe dovuto uccidersi? Era l’unico dirigente Enron a non essere sotto processo e si era dimesso in tempi non sospetti proprio perché in disaccordo con la gestione “creativa” dell’accoppiata Lay-Skilling. Un disaccordo importante e messo agli atti, tanto che Baxter stava per essere chiamato a testimoniare davanti alla Commissione d’inchiesta del Senato istituita per fare luce sull’Erongate. «Avremmo voluto interrogarlo» dichiarò il presidente della Commissione James Greenwood dopo il presunto suicidio, «ci sembrava qualcuno che aveva capito ciò che non andava; era un personaggio ben posizionato all’interno della compagnia». Un testimone chiave insomma, che non risultava affetto da crisi depressive o da tendenze suicidali. Al contrario, pare invece che fosse spaventato e in procinto di assumere una guardia del corpo, come ha raccontato al New York Times un misterioso ex-socio.

    Se è improbabile che un uomo ricco, con una famiglia felice e la coscienza a posto si svegli nel cuore della notte per andarsi a suicidare in un posteggio, può sembrare ancora più incredibile che l’abbia fatto sparandosi da una certa distanza con un fucile da caccia. David Martin, il giornalista che ha avuto modo di visionare il rapporto dell’autopsia, è rimasto colpito dalla forma della ferita, una lesione che sembra prodotta da una raffica di pallini da caccia: «Chi vorrebbe, o potrebbe, spararsi alla tempia in questo modo?». Del resto anche Lay sembrava in ottima salute quando, qualche settimana fa, aveva annunciato un cambiamento di strategia per il ricorso autunnale. Qualcuno aveva sperato che, pur di evitare l’ergastolo, finalmente avrebbe cominciato a parlare.

    Sabina Morandi
    Fonte: http://www.liberazione.it
    7.06.07

  • noctara

    Mi sembra tutto MOOOLTO strano, effettivamente guardando film polizieschi o di fantapolitica con cospirazioni prodotti da Hollywood tutto quello che sta succedendo ha un senso, ma nel mondo reale i procuratori distrettuali non sono sempre brave persone non ricoprendo la carica per meriti quanto per elezioni molto simili alle campagne elettorali presidenziali, i giornalisti non sono dei senza macchia che lavorano per scoprire la verità e controllare, in quanto quarto potere, il potere politico, anzi, di solito sono i lacchè degli inserzionisti.
    La cosa che mi fa sembrare tutta la faccenda molto strana è che se si prende l’esempio nostrano del Banco Ambrosiano si nota che di morti davvero eccellenti non ce ne sono state poi così tante, si, c’è stata la morte di Calvi e qualche tempo dopo quella di Soisson, ma non hanno cominciato a cadere tutte le teste dei banchieri coinvolti, di solito si predilige un lavoro alla Parmalat ad uno così pieno di omicidi/suicidi, per Parmalat ci sono state date così tante informazioni, così tanto frazionate e inflazionate che anche chi aveva tutti gli interessi di questo mondo a riprendersi i soldi (i piccoli investitori abbagliati dalle obbligazioni) e a volere la testa di qualcuno su un piatto d’argento adesso sta pensando decisamente ad altro, non gli interessa sapere più se è stato Tanzi piuttosto che Tonna, lo Ior o l’Opus Dei.
    Quando i media non parlano o parlano fin troppo riescono a raggiungere lo stesso obbiettivo: la gente preferisce non sentirne più parlare.
    In questo caso gli omicidi sono dilazionati nel tempo, e stanno diventando davvero tanti…non saprei, non voglio dire che sia assurda l’ipotesi che ci possa essere un collegamento tra tutte questi omicidi, è solo che non sono i metodi dell’alta finanza e della politica, al limite sembrano i metodi della mafia anche se di solito gli omicidi sono concentrati in un tempo molto più breve, anche se ritengo più plausibile quest’ipotesi a quella in cui ci sono una serie di morti casuali è improbabili.