Dietrofront OMS: male l’Europa, imparate della Svezia!

Inaspettato cambiamento di linea da parte dell’OMS, proprio sul tema politicamente più discusso: le misure per il contenimento della pandemia.

Dopo mesi di critiche da parte della maggior parte di esperti e autorità al morbido approccio svedese, mosca bianca in un continente di lockdown forzati, ecco che la massima autorità mondiale boccia tutti, visti anche i numeri di casi positivi in crescita in tutto il continente europeo, e loda le scelte dei svedesi.

Questa l’ultima indicazione da parte dell’Oms tramite le parole della responsabile emergenze per l’Europa Catherine Smallwood che ha dichiarato che ci sono delle lezioni da imparare dalla Svezia, poichè è riuscita a contenere i contagi senza adoperare misure drastiche:

Bisogna riconoscere che la Svezia ha evitato l’incremento di casi che si sta verificando in altri Stati, in particolare in Europa occidentale, e penso che ci siano lezioni da imparare dall’approccio svedese, in particolare sulla sostenibilità e il coinvolgimento dei cittadini”.

A fine giugno, proprio l’Oms inserì la Svezia nella lista dei paesi più a rischio, senza sicuramente sprecare alcun elogio alla strategia intrapresa. Ma non è la prima volta che l’Organizzazione mondiale della sanità si contraddice.

L’elogio alla strategia svedese si inserisce in un quadro, descritto dall’OMS, ben più critico, che riguarda tutti gli altri paesi occidenatli, in cui i casi sono in aumento soprattutto in Stati Uniti, India e Brasile, che contano da soli la metà dei quasi 30 milioni di casi confermati nel mondo.

In Europa i numeri dei contagi sono in aumento un po’ ovunque, fattore che dipende anche dal maggior numero di tamponi effettuati. La Spagna è il paese più colpito, la Francia ieri ha chiuso 81 scuole, in Germania dove si è tornato a superare i 2 mila casi in 24 ore, cifra che non si raggiungeva dallo scorso 21 agosto.

Riguardo alla questione quarantena, viste le iniziative di Francia e Germania che hanno accorciato il periodo di isolamento dei positivi rispettivamente a 7 e 10 giorni, la Smallwood ha chiarito pubblicamente la posizione dell’Oms:  “la nostra posizione sulla quarantena di 14 giorni resta tale” per tutti i “pazienti che sono stati esposti al coronavirus“. Questo protocollo si basa sui dati disponibili riguardanti “il periodo di incubazione e di trasmissione della malattia” e la cambieremmo “solo nel caso in cui le cose dovessero cambiare dal punto di vista scientifico, cosa che finora non è successa”.