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DI COSA HANNO PAURA

DI GIANLUCA FREDA
blogghete.altervista.org

“Molti europei guardano agli anni ’50 come ad un periodo felice. Le nostre case erano sicure, tanto che molte persone non si curavano nemmeno di chiudere la porta a chiave. Le scuole pubbliche erano in genere eccellenti e i loro unici problemi consistevano in cose come il chiacchiericcio in classe e le corse nei corridoi. Gli uomini trattavano le donne come signore e molte donne dedicavano il proprio tempo e i propri sforzi ad abbellire le case, allevare i bambini e aiutare le proprie comunità tramite il volontariato. I bambini crescevano in ambienti familiari con due genitori e la mamma andava incontro al bambino quando tornava da scuola. Gli spettacoli erano qualcosa che tutta la famiglia poteva godersi.

Che cosa è accaduto?Se un uomo degli anni ’50 venisse improvvisamente proiettato nell’Europa Occidentale degli anni 2000, farebbe fatica a riconoscere in essa lo stesso paese. Correrebbe subito il rischio di essere borseggiato, derubato della macchina o peggio, perché non avrebbe mai imparato a vivere nella paura perpetua. Non saprebbe che non deve recarsi in certe zone della città, che la sua macchina deve non solo essere chiusa a chiave, ma anche dotata di allarme, che la sera non deve azzardarsi ad andare a dormire senza aver prima chiuso le finestre, sprangato le porte e azionato i sistemi d’allarme.
Se l’uomo portasse con sé la sua famiglia, è probabile che lui e sua moglie lascerebbero tranquillamente i bambini nella più vicina scuola pubblica. E se i bambini, tornati a casa nel pomeriggio, raccontassero di essere dovuti passare attraverso un metal detector per entrare nell’edificio, di aver ricevuto da un altro bambino una strana polverina bianca e di aver appreso che l’omosessualità è una cosa bella e normale, i genitori non riuscirebbero a capire.
In ufficio, l’uomo potrebbe accendersi una sigaretta, lasciarsi andare a qualche complimento verso la “signorina” e proclamarsi felice di notare che l’azienda offre posti di responsabilità a persone di colore. Una qualunque di queste azioni gli costerebbe un immediato rimprovero e tutte insieme potrebbero anche portarlo al licenziamento.

La moglie, recandosi in città a far compere, indosserebbe un bel vestito, un cappellino e magari dei guanti. Non riuscirebbe a capire perché la gente la fissa, sogghignando.

E se dopo cena la famiglia si sedesse e accendesse la TV, nessuno capirebbe come abbia fatto la pornografia di un sudicio chiosco per soli adulti ad entrare nell’apparecchio televisivo.

Se potesse, la nostra famiglia degli anni ’50 se ne tornerebbe negli anni ’50 il più in fretta possibile, con un’agghiacciante storia dell’orrore da raccontare. La storia parlerebbe di una nazione decaduta e degeneratasi ad un ritmo inverosimile, passando in meno di mezzo secolo dal gruppo delle nazioni più grandi della Terra a quello delle nazioni del Terzo Mondo, sopraffatta dal crimine, dal rumore, dalle droghe e dalla sporcizia. La caduta di Roma sarebbe una bazzecola al confronto.

Perché è accaduto?

Nell’arco degli ultimi cinquant’anni, l’Europa Occidentale è stata conquistata dallo stesso potere che aveva in precedenza sopraffatto la Russia, la Cina, la Germania e l’Italia. Questo potere è l’ideologia. Qui, come altrove, l’ideologia ha inflitto enormi danni alla cultura tradizionale, che essa vuole ovunque dominare, infrangere e spazzare via per la maggior parte. Al suo posto sono arrivate la paura e la rovina. La Russia impiegherà una generazione o anche più per risollevarsi dal Comunismo, sempre che ci riesca.

L’ideologia che ha sopraffatto l’europa Occidentale è più conosciuta col nome di “Politically Correct”. Alcuni pensano che sia uno scherzo. Ma non lo è. E’ una cosa mortalmente seria. Essa ha lo scopo di alterare virtualmente tutte le regole, formali e informali, che presiedono ai rapporti tra persone ed istituzioni. Essa mira a modificare i comportamenti, i pensieri, perfino le parole che utilizziamo. In gran parte lo ha già fatto. Qualunque persona o apparato che controlli il linguaggio, controlla anche il pensiero. Chi oserebbe usare il termine “signorina” oggi?”  

Condividete le opinioni che avete letto qui sopra? Io, in linea di massima, sì. Se si esclude qualche sparata piuttosto gratuita sul comunismo e sui suoi effetti sulla società russa – forse dovuta a scarsa conoscenza del fenomeno da parte dell’autore o a una ricaduta nella stessa ideologia che egli si propone di contrastare – direi che, per la maggior parte, gli argomenti esposti sono sensati,  condivisibili, ispirati a comune e perfino elementare buon senso. Non lo credete anche voi? Molti hanno risposto di sì, vero?

Okay, le sentite le sirene? Stanno venendo a prenderci. Avete appena ammesso di condividere la folle ideologia di estrema destra di Andrew Berwick, alias Anders Behring Breivik, il cecchino paranoide che venerdì scorso ha massacrato un centinaio di ragazzi innocenti sull’isola di Utoya, in Norvegia. Se condividete la sua ideologia, è chiaro che anche voi, da un momento all’altro, potreste imbracciare una mitraglia e sterminare qualche decina di boyscout mentre intonano la “Canzone di Famiglia Felice” seduti intorno al fuoco. Le vostre idee sono pericolose e il pericolo che esse rappresentano va prevenuto. Pertanto, buon soggiorno nelle pubbliche strutture di prevenzione che il governo ha predisposto per voi. Se la prospettiva non vi piace, la soluzione è semplice: queste idee sono pericolose, contorte, partorite dalla mente di uno stragista psicotico. Evitate di condividerle e anche soltanto di prenderle come spunto di riflessione e tornerete ad essere dei sinceri democratici, pilastri del sentire comune. Tutto andrà per il meglio.

Il brano riportato è tratto, naturalmente, dal “Memorandum” che – a sentire i giornali e la TV – lo sparacchiatore di Oslo avrebbe affidato al web prima di partire per Utoya con la mitraglia a tracolla. Trattasi di un malloppone di 1518 pagine, denominato “2083: una dichiarazione d’indipendenza europea”, alla cui stesura Berwick/Breivik avrebbe dedicato nove anni della sua vita e che contiene la “summa” del suo pensiero politico, oltre ad un’infinità di indicazioni su come strutturare una ribellione armata, come costruire autobombe utilizzando fertilizzanti, una cronistoria dettagliata degli ordini cavallereschi europei e cose così. Chi volesse leggerlo, lo trova facilmente su internet in versione integrale.
Il documento è ovviamente una patacca. Ma una patacca molto ben realizzata. Secondo i giornali, la sua pubblicazione risalirebbe al 2009, ma già nella prima pagina si nota la data “2011”, il che significa che, come al solito, i giornalisti non hanno minimamente controllato le informazioni che ricevono dall’alto, prendendole per buone, pubblicandole senza verifica e arricchendole di cataste di chiacchiere senza costrutto sull’”odio” e sulla “violenza”, che piacciono tanto al pubblico. Il documento, nelle prime pagine, fa perfino riferimento a due video presenti in rete, il primo dei quali è stato cancellato da Youtube, mentre il secondo (
QUESTO , ora anch’esso sparito, era ancora visibile su Veoh fino a stamattina. Il problema è che questo secondo video era stato postato… due giorni fa, cioè sabato 23 luglio, il giorno dopo la strage. Qui sotto vedete l’immagine della copia cache che sono riuscito a recuperare, con la data di caricamento evidenziata. Traete da soli le vostre conclusioni e ipotizzate in quale momento il documento sia stato realmente messo online. Il che pone però anche il problema del “chi” lo abbia messo online.

Il memorandum dello pseudo-Breivik è una silloge di tutti gli argomenti sulle meccaniche del potere e sulle strategie della propaganda che sono stati discussi nel corso degli anni su questo e altri blog. Si parla, a tratti in modo sensato, del ruolo svolto dal revisionismo storico nel fare luce sulla storia europea del dopoguerra, delle differenze tra revisionismo e “negazionismo”, delle teorie sul controllo delle masse messe a punto dalla Scuola di Francoforte, del controllo del pensiero attuato attraverso i curriculum scolastici, dello scempio della tradizione letteraria europea nato dal “politically correct”, del ruolo culturalmente devastante del femminismo, dell’ideologia multiculturalista d’accatto con cui s’impone all’Europa di privarsi delle proprie tradizioni e di molto altro ancora. Il punto è che tutti questi argomenti – che a mio avviso rappresentano la “punta di diamante” di una nuova linea di pensiero che è nata e si è diffusa soprattutto sul web – vengono disinvoltamente mescolate con deliri da crociato, xenofobia anti-islamica di bassa lega, appelli ad un’improbabile lotta armata, vagheggiamenti di un ritorno al cristianesimo combattente, sparate antimarxiste prive di ogni barlume di razionalità analitica ed infinite altre amenità di questo tenore. Il risultato è quello di screditare e rendere impraticabile ogni riflessione sul controllo delle menti attraverso la propaganda, sui meccanismi del potere, sulla falsificazione storica e devastazione culturale imposta all’Europa dai dominatori statunitensi. Una volta gettati questi argomenti nello stesso calderone in cui ribollono tonnellate di fuffa templare e di farneticazioni anticoraniche, essi risulteranno indigesti e inavvicinabili all’uomo della strada. Il quale, oltretutto, considererà che, se il prodotto politico di tali questioni è l’inutile e sanguinoso scempio di innocui campeggiatori perpetrato dal trattatista, evidentemente deve trattarsi di idee malate, malsane, degne di complottisti isolati dal mondo e spregiatori della civiltà.

Il che, immagino, è esattamente il risultato che l’anonimo think tank che ha stilato il documento, firmandolo col nome di Andrew Berwick, si proponeva di raggiungere.

Come scrivevo nell’articolo di un paio di giorni fa, una delle cose che più preoccupano gli americani è l’affermarsi in Europa di un pensiero “eurasiatico”, portato avanti trasversalmente tanto dai reduci della “destra” quanto della “sinistra” europea (quelli che i detrattori nostrani chiamano con disprezzo “rossobruni”). Tale linea di pensiero, che sta prendendo sempre più piede nelle ex nazioni europee, mira principalmente a creare una più stretta connessione politico/economico/strategica con la Russia, allo scopo di sbarazzarsi di 70 anni di asservimento militare e culturale agli USA e costruire quella naturale unità geostrategica tra Europa e Asia che rappresenterebbe il naturale portato tanto della complementarietà geografica tra i due continenti quanto della storica interdipendenza economica e culturale che ha caratterizzato le loro relazioni fino alle guerre mondiali. Uno degli scopi del malloppone partorito dallo pseudo-Breivik è di scongiurare tale eventualità, presentando le velleità di partenariato russo-europeo come deliri di pazzi criminali, vaneggiamenti da terroristi di estrema destra col proiettile in canna.

Ecco perché una parte consistente della dissertazione è dedicata alla denuncia dell’imperialismo americano e alla prospettiva di liberarsi di esso attraverso un asse eurasiatico. Leggiamo, ad esempio:

“La Federazione Europea del futuro non dovrà più essere connotata dalle forme sdolcinate e ingovernabili dell’attuale Unione Europea, che è una Medusa impotente, incapace di controllare i propri confini, dominata dalla smania per l’autodistruzione culturale e il libero commercio, assoggettata al dominio culturale americano. Dobbiamo immaginare una grande Europa monoculturale, fondata sulla cooperazione economica e culturale di nazioni indipendenti, che saranno, in larga parte, inseparabilmente legate alla Russia. Non avendo bisogno di essere aggressivo con i propri vicini, visto che sarebbe inattaccabile, un tale blocco diverrebbe la prima potenza mondiale (di un mondo partizionato in grandi blocchi), autoreferenziale, pan-nazionalista e avverso ai pericolosi dogmi oggi associati col globalismo/multiculturalismo. La nuova Federazione Europea sarà assai più isolazionista, con una politica di nazionalismo economico (protezionismo). Dovrà avere la capacità di praticare la “autarchia dei grandi spazi” (autosufficienza economica e indipendenza dai mercati esteri), i cui princìpi sono già stati elaborati dall’economista, vincitore di Premio Nobel, Maurice Allais. Il destino della penisola europea non può essere separato da quello della Russia continentale, sia per ragioni etnico-culturali che per ragioni geopolitiche. E’ assolutamente imperativo per la talassocrazia mercantile americana (supremazia navale, nel senso militare e commerciale della parola) impedire la nascita di una Federazione Europea culturalmente e ideologicamente sicura di sé.”

Parole mica tanto demenziali, vero?

Ma l’uomo della strada leggerà queste affermazioni ricollegandole istintivamente – grazie anche alle immancabili banalizzazioni e distorsioni che i media sapranno effondere – alla bestialità di un terrorista solitario, ai capelli biondi imbrattati di sangue di una giovane campeggiatrice norvegese, ai mucchi di cadaveri di ragazzini ammassati sulla spiaggia di Utoya. E il gioco è fatto. L’anti-imperialismo e l’aspirazione a liberarsi della schiavitù statunitense stringendo legami con le potenze asiatiche saranno bollati come vaneggiamenti eversivi da criminali potenziali, fonte di discredito sociale e possibilmente cagione di affidamento a progetti rieducativi. Roba da “nazisti”, insomma, che è il termine preferito da ogni moccioso adulto per sostituire il “brutto e cattivo” del lessico puerile senza dover studiare troppo.   Il documento redatto dallo pseudo-Breivik è in realtà un corposo trattato sulle paure americane, un compendio dettagliato delle idee che Washington crede possano ostacolare i suoi progetti geostrategici. Idee che devono dunque essere infangate e screditate, imbrattate con svastiche e croci templari, ridicolizzate dall’impasto con materiali di infima intellettualità e di popolaresca cialtroneria. Non so se ci siano voluti davvero nove anni per scriverlo, ma di certo esso è un prodotto propagandisticamente molto elaborato, la cui stesura ha richiesto senz’altro molto tempo e l’impegno di un think tank preparato ed attento alle tendenze culturali, nonché ai germogli di pensiero politico in corso di definizione sul web. Questo ci dà un indizio di quanto sia importante, per chi lo ha scritto, ostacolare e rendere inutilizzabili le nuove idee che vanno diffondendosi nell’Europa della crisi e della perdita delle sovranità nazionali. E’ un testo da studiare con attenzione, particolarmente da parte di chi ha già un’idea dei meccanismi della propaganda; non certo per recepirne ciò che di farneticante e neppure ciò che di condivisibile contiene, ma per avere un’idea precisa di quali siano i fantasmi che suscitano maggior spavento nei nostri dominatori. Si sarà ben capito che sono esattamente quelli che dobbiamo evocare.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.altervista.org
Link: http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=846:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47#comments
25.07.2011

Pubblicato da Davide

  • amensa

    un ricercatore addestra una pulce a saltare a comando. Quando è sicuro che la pulce ubbidisca SEMPRE al comando di saltare inizia l’esperimento annotando:

    “dico -salta-, e la pulce salta” tolgo alla pulce una zampa.

    “dico -salta-, e la pulce salta” tolgo alla pulce una zampa.

    ………………….
    “dico -salta-, e la pulce salta” tolgo alla pulce l’ultima zampa.

    “dico -salta-, e la pulce NON salta” è dimostrato che senza zampe la pulce è sorda

    è una barzelletta ma dimostra bene come ogni attività, ogni pensiero, possa essere usato come prova per dimostrare una qualsiasi cosa.
    basta omettere la biunivocità anche di un soloi passaggio, ed il gioco è fatto.

    che chiunque abbia quei pensieri, debba diventare uno stragista, è tutto da dimostrare, perchè il fatto che ad uno sia accaduto, non significa affatto che debba accadere a chiunque.

  • Nauseato

    : ]
    Ottima e illuminante storiellina che peraltro conoscevo, quella della pulce “sorda” (e del ricercatore “cieco”) …

    Concordo poi pienamente sulle osservazioni conclusive. Ma andrei anche oltre in un certo senso: volendo infatti, basta convincersi fermamente di una cosa (di una qualsiasi cosa …) per essere iper-certi che quella cosa sia esattamente così. Del tutto indipendentemente da ciò che dovrebbe essere la realtà …

  • Nauseato

    Alle domanda se condivido le opinioni lette sopra rispondo no.

    O meglio, che il vivere quotidiano odierno rispetto ai primi decenni del dopoguerra si sia molto avvicinato ad un “inferno” è difficile negarlo. Come tutto lascia anche prevedere un’inarrestabile ulteriore deterioramento. Ma che la causa principale sia quella indicata lo trovo a dir poco bizzarro.

  • tortnoise

    Questo articolo (come gia` altri pubblicati recentemente sui 2 attentati in Norvegia) mi sembra pura dietrologia. Si tratta del gesto di un folle estremista e la paccottaglia da lui pubblicata sul web lo conferma.

  • skaah

    Condividi le opinioni lette sopra? No!

    Mi sembrano le opinioni di un neonazifacista che sta per uccidere 100 persone.
    Il mondo sta cambiando, e ogni cambiamento porta caos.
    E’ nella natura delle cose è sempre stato così. Quindi con uno sguardo distaccato direi ” benvenga il cambiamento, e impegnamoci in modo che sia per il meglio. ”
    Oltre al fatto che quella visione degli anni 50 mi sembra eccessivamente idilliaca, gli anni 50 sono stati un periodo un pò più calmo del normale perchè fisiologicamente dopo le due guerre peggiori che il mondo abbia mai visto non poteva essere altrimenti. Ma è stata anche un periodo di rigidezza culturale come non mai. Io negli anni 50 non ci vorrei tornare.

  • zufus

    Freda, scrivi delle cose troppo intelligenti e articolate per la media dei lettori di ComeDonChisciotte.

    Certi commenti, che si sono fermati agli anni ’50, stanno lì a dimostrarlo.
  • Tonguessy

    Insomma le cose sono chiare: la coalizione dei rossobruni ha il chiaro compito di allearsi a Putin (ex-KGB) e sparacchiare a giovani appartenenti ad altre coalizioni con l’intento di ostacolare l’alleanza atlantica.
    Ci sono almeno tre considerazioni da fare:
    la prima è che Breivik aveva rapporti solo con gente di destra (estrema e non) e quindi la coalizione non rientrava nei suoi piani.
    La seconda è che gli episodi delittuosi di questo tipo portano imprescindibilmente a stringersi attorno ai valori (anche troppo) tradizionali, vedi BR. Quindi strategia fallimentare.
    La terza è che Breivik non ha AVUTO LE PALLE di misurarsi con il potere, ma ha preferito ammazzare un centinaio di adolescenti indifesi. Non ci vuole molto.
    L’articolo è dietrologia in stile Freda.

  • maristaurru

    Si, per chi abbia appena appena cercato di informarsi sui metodi della manipolazione delle idee e abbia anche poco capito cosa in realtà bolle in pentola, l’articolo di Freda appare convincente. Giovani inermi massacrati, una spinta verso il conformismo , verso le idee che si accordano con i desideri di certo potere . E non è la prima volta che maltrattamenti ed uccisioni dei ragazzi vengono usati per dirigere la opinione pubblica. Questo assassino , opportunamente preparato, fotografato, costruito,è la marionetta ideale per una rappresentazione che però potrebbe essere dimostrazione di debolezza di certi poteri che si trovano nei fatti di fronte ad un fattore che nella loro folle alterigia ed arroganza non avevano considerato, sicuri che bastasse aver degradato ed indebolito la politica per suicidare le NAZIONI: l’Uomo. Si son trovati di fronte la reazione degli Uomini, che non bestie come quelle che loro fomentano armandole contro di noi, ma Persone , resistono e si ribellano sempre in maggior numero capiscono l’enorme crimine cui li si vuol sottomettere.. fatti salvi alcuni deliziosi commentatori che mi hanno preceduta.. or ora usciti dal Paese dei balocchi ove attendono forse che le monete d’oro seppellite nella terra lurida , figlino altre monete d’oro

  • mozart2006

    Dico solo una cosa. Se avesse letto tutto quel pippone ad alta voce, avrebbe steso il doppio della gente che ha fatto fuori con la carabina

  • skaah

    Che ci rimangano nella terra lurida le tue amate monete d’oro .. quello che sta accadendo è molto diverso da quello che dipingi nel tuo commento .. per fortuna le tue tanto amate monete d’oro non varranno più un becco e forse finalmente l’essere umano finirà di essere schiavo di se stesso e farsi manipolare da poteri di cui sinceramente non me ne frega una beaneamata ceppa.

  • Peppe

    Il ragionamento di Freda ci sta.
    Però,dalle dichiarazioni di Breivik fatte dal carcere,ho l’impressione che si tratti davvero di un tizio con la mente alienata da seri problemi psicologici.È vero che le premesse del suo,diciamo così, pensiero sono molto sensate e in parte condivisibili;ma il loro sviluppo è chiaramente paranoico.
    Non sono un complottista,ma neanche uno che nega a prescindere le teorie del complotto.Qui però mi pare che manchino gli elementi per costruirne uno.
    Di sicuro però,come dice Freda,chi di dovere farà in modo di sfruttare l’occasione per screditare e mettere all’indice tutti quelli che si muovono nel campo avverso agli interessi ed ai desiderata dei poteri forti transatlantici.

  • Nauseato

    😀 !!!

  • Emanuele_C

    Ho letto il post di Freda e, condivisibe o meno, penso che la questione vada un attimo esaminata e discussa. Oggi, sfogliando i giornali, l’unico messaggio di prima pagina che arriva è infatti questo: “Ho fatto tutto da solo!”. Ah, ok, fine della storia allora! Mi viene da ridere pensando che si possa dare retta ad uno che ha ammazzato 100 persone però, in effetti, ci siamo bevuti Berlusconi per vent’anni senza fare una piega, quindi di tonni col bollino di qualità in giro ce n’é tanti. L’episodio è assurdo tanto quanto quello dell’11 settembre: esplosioni in centro e due ore dopo mega strage ed in posto in cui il premier avrebbe dovuto recarsi il giorno dopo. Una strage in perfetta scioltezza, in tranquillità, diciamo. Ora, per ragioni lavorative, mi è capitato di andare a riprendere Berlusconi in occasione di alcuni eventi relativi al terremoto del 2009 ad Aquila. Ebbene, una settimana prima, in giro già c’erano gruppi di bonifica dell’area che si assicuravano della sicurezza del premier. Si dirà che in Norvegia è tutto così calmo … non fa mai niente nessuno … bla bla. Beh, a ME non sembra che la Norvegia non abbia problemi. Cellule terroristiche sono segnalate da tempo, quindi almeno dei MINIMI in termini di sicurezza ci dovrebbero essere no? E nessuno ha messo un agentino di sicurezza, manco un guardiano con la scaccia cani, su un’isola senza vie di fuga dove di lì a 24 ore doveva recarsi Stoltenberg? Ammazza, normale! Poi appaiono queste millecinquecento pagine di delirii vari, ovviamente raccolti in capitoli così è più facile leggerli: credibilissimo. Esaltato di destra estrema fa tutto da solo. Ok, diciamo che le cose sono andate così e facciamola finita. Io però preferisco passare per “paranoico” e pensare che molto più banalmente e per una mera questione di soldi alla Norvegia sia stato fatto arrivare il chiaro messaggio di non rompere troppo i coglioni.

  • AlbertoConti

    a skaah, ma sai leggere o ti sei fatto troppe canne?

  • AlbertoConti

    Effettivamente mi ricorda Piazza Fontana.

  • ilnatta

    mhà…. sono a dir poco perplesso… per quel poco che ho sentito dai grandi media mi sembra che invece di insinuare quello che vorrebbe Freda si sia molto parlato del fatto che fosse un massone ed anti-islamico.
    quindi la teoria di Freda non sta molto in piedi…

  • levred

    Di cosa hanno paura coloro che assistono alle stragi?
    Di cosa hanno paura gli stragisti?
    Secondo Freda, Brevnik o i Puppetmasters che tirano i fili dietro la sua figura vogliono evitare l’unione geopolitica e culturale di Russia ed Europa:
    “Uno degli scopi del malloppone partorito dallo pseudo-Breivik è di scongiurare tale eventualità, presentando le velleità di partenariato russo-europeo come deliri di pazzi criminali, vaneggiamenti da terroristi di estrema destra col proiettile in canna.”
    I nazi vecchia maniera (patria e tradizione) che vedono di cattivo occhio tutti i sincretismi religiosi, etnici e politici sono un ostacolo per le correnti rossobrune nostrane ed europee. Come si fa a spiegare ad una testa rasata nutrita al culto di Hesse e vissuta nel mito di Bariloce e della rinascita del III Reich che bisogna allearsi ai rossi, che il nazismo non è più un opzione percorribile e che bisogna dissimularsi in trozkisti evoliani, anarcofascisti, mussoliniani gramsciani, stalinisti libertari…
    E’ vero Freda ha colto della contraddizione negli scritti del Brevnik eppure la contraddizione è il marchio di fabbrica della sua genuinità… non la genuinità del folle sgabbiato ma la patologia metafisica di intere generazioni che stanno venendo su…
    Se la nevrosi aveva aperto il novecento, la schizofrenia lo ha chiuso e ne ha inaugurato in grande spolvero il secolo successivo… nemmeno Freda è esente dalla deriva schizofrenica che è parte della cultura postmodernista che si è imposta negli ultimi anni…
    La contiguità dei socialisti-nazionali o di altre realtà della destra estrema con i rosso bruni è più che documentata… basta fare un giretto sui loro siti per vedere con i propri occhi che le radici sono ben visibili anzichè essere occultate.
    Certo alcune frange (http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,775764-2,00.html) di neonazi tradizionalisti non hanno alcuna voglia di mescolarsi ai rossi che hanno lasciato la lotta continua travolti dalla deriva continua fino ad abbracciare gli odiati fasci con la formazione di gruppi di ibridi transgenici che non promettono nulla di buono. I punti in comune tra rossi in crisi di identità e neri?
    – Difesa dell’identità.
    – Lotta al mondialismo.
    – Lotta alle oligarchie finanziarie.
    – Unione dell’Europa e dell’Asia russo cinese come bilanciamento culturale-economico-militare agli odiati Usa e Israele.
    – Lotta al sionismo (in chiave essenzialmente antisemita)

    Dai ragionamenti rossobruni emerge la convinzione della profonda crisi di un identità culturale con la fine del blocco est ovest e la certezza un'”ideologia multiculturalista d’accatto con cui s’impone all’Europa di privarsi delle proprie tradizioni” prende il sopravvento sugli europei accecati dall’ideologia (quale?)
    Ne son passati di anni dal convegno all’Istituto Pollio …
    La schizofrenia nel frattempo è divenuta una vera e propria strategia di lunga durata in sintonia con le correnti postmoderniste in atto e si declina nel travestitismo politico e nell’ambiguità traversale dispiegata come retorica.
    La Rinascita opposta all’altra Rinascita, l’Ordine Nuovo opposto all’ordine nuovo… chi potrà distinguere l’autentico dal fasullo … nel mondo realmente rovesciato, il vero può essere un momento del falso.
    http://www.estropico.org/index.php?option=com_content&view=article&id=171:tecnofascisti-di-sinistra&catid=46:varie&Itemid=85
    http://transumanisti.org/docs/LaRinascita27nov2008.pdf

  • lucamartinelli

    Certo che il tizio e’ un tantino disturbato. Proprio come sostiene il prof. Tarpley è di disturbati che i servizi hanno bisogno. Li chiama “zimbelli” o “ultimi anelli della catena”. Il cliche’ è sempre quello.

  • lucamartinelli

    come diceva un vecchio agente dei servizi: “piu’ grande è il botto, maggiore è il retroscena che sta dietro”.

  • IVANOE

    Freda, ma che film hai visto ?
    Dov’è che c’era negli anni 50 questo mondo paradisiaco.Forse per la tua classe il tuo ceto sociale benestante, ma per gli immigrati per gli operai e le loro donne il mondo era molto diverso molto precario molto scomodo…
    Capisco che per molti scrivere su Cdc è uno sfogo lo è anche per me, ma misuriamo ogni volta la nostra impotenza raccondando o commentando storie lontane non reali cioè le aggiustiamo secondo il nostro umore.
    E’ vera sempre la regola che contano più i fatti che le parole…

  • lucamartinelli

    caro Ivanoe, temo che Freda abbia ragione: è vero che non avevamo quello che i ragazzi hanno oggi ma avevamo la speranza e toccavamo con mano quello che i nostri genitori riuscivano a realizzare nel tempo.La casa si abbelliva e arrivavano uno alla volta gli ekettrodomestici. I figli si sono laureati e hanno trovato lavoro subito. P.S. mio padre era ferroviere.

  • DaniB

    Non mi sembra che l’articolista sostenga l’operato di Breivik, quindi mi sa che hai capito molto poco dell’articolo, e mi sa anche che ormai, pavlovianamente, quando leggi “Blogghete” sull’incipit dell’articolo cominci a non capire più un cazzo.

  • zufus

    ahahaha! Ti quoto in pieno, DaniB.

    Ormai Tonguessy apre bocca solo per riflesso condizionato.
  • DaniB

    E’ vero ragazzi, per fortuna che ci siete voi, la littizzetto e fazio che ci sostenete, alleggerendoci la vita e nutrendoci di quella cultura che rende il pensiero lucido, indipendente ed in grado di leggere dieci righe scritte senza percepirlo come un PIPPONE…

    senza ironia, non sapevo di essere finito sul blog di costantino della gherardesca, evidentemente è periodo di vacanze, anche per la neocorteccia celebrale dei lettori di CdC.

  • Pellegrino

    risposta perfetta!!

  • Tonguessy

    Puoi pensare come credi. Ma non stai dando alcuna controargomentazione. Ho espresso 3 punti di critica, casommai non te fossi accorto.

  • rick87

    spiega ciò da cui dissenti e motivalo.
    se non sei in grado, vai a imbrattare di beceri giudizi tout court il forum del ” “pacco” quotidiano “

  • rick87

    ma che succede qui? i commentatori del blog del grillo sparlante e del pacco quotidiano sono in trasferta libera? tornate dai vostri commedianti

  • tortnoise

    E tu chi cazzo sei per darmi degli ordini?
    L`imperativo usalo col tuo cane.

  • rick87

    la norvegia finanzia e appoggia la palestina . pure chavez, altro “terribile pericolo” per il mondo,

    la norvegia ha rifiutato di concedere appalti a ditte israeliane per trivellare nel mare del nord. quasi nessuno sfancula israele,

    la norvegia possiede banche di diritto pubblico. le banche private spadroneggiano quasi ovunque,

    la norvegia fa accordi con la russia per appalti sull’energia (polo nord e sud dell’iraq). la russia è il prossimo alleato dell’europa una volta caduti gli usa. starà all’ europa decidere se essere ancora suddita di un influenza straniera o no (una sfida).

    la norvegia è fuori dall’ europa (per scelta ovviamente) e non è un protettorato americano (per scelta). ciononostante non solo è un paese ricco, ma anche il primo per qualità della vita (altro che pil). un vero colmo per il liberista americanoide di turno.

    queste si chiamano prove politiche che spiegano l’accaduto a oslo.
    è stato il mossad e/o cia a compiere questo. è talmente ovvio. quale nazional fascista del menga? ancora balle in stile false flag pre confezionate per gli utili idi,ti del main stream.
    di che czzo abbiamo bisogno per convincercene? anche con prove certe la gente che non ne vuole sapere smentirà sempre tutto con scuse inventate. se siamo arrivati a credere che il falso sia vero, possiamo credere anche che il vero sia falso. la verità esiste solo in funzione di quanto siamo disposti ad accettarla. la verità in sè non conta più un fico secco. conta solo la fede, ciò che la gente crede sia vero.

    io credo che israele usa e ue siano impazziti in un delirio di onnipotenza e non accettino che altri popoli possano vivere bene senza la loro intromissione e prevaricazione. questa tragedia di oslo e isola è l’ennesimo colpo di avvertimento finalizzato a convincere i non-americani a cambiare registro politico e ad assoggettarsi a dei giganti ormai in via di estinzione.
    così come le vecchie e ammuffite eminenze grigie gerontocratiche non vogliono vedere i giovani, magari innovativi e indipendenti, nelle file del potere. ma prima o poi sti vecchi dovranno tirare le cuoia! prima o poi l’occidente americano dovrà terminare il suo propellente e lasciare spazio alle nuove giovani micro democrazie federali. speriamo

  • tortnoise

    Ripeto che questo articolo e`pura dietrologia, si tratta di un folle e niente di piu` ma neanche niente di meno.
    Tratto dall`Indipendent online di oggi (25 luglio)

    When special forces stormed Utoya island, Breivik gave up without a fight. But just in case he was killed, he left his manifesto and a slick YouTube video explaining his warped and violent ethos(…)Parts of the manifesto seemed to plagiarise the writings of Unabomber Ted Kaczynski, who terrified America for 17 years.

    The writings also provide a detailed – and terrifying – portrait of a meticulous and calculated planner who contrived to ensure maximum casualties and that he wouldn’t be caught.

    (…)he manifesto reveals how the six-foot bodybuilder spent eight years planning his attacks. Between 2002 and 2006, a period he described as phase one, Breivik raised the money he needed before moving on to phase two – planning his massacre.

    He moved out of his own apartment and in with his mother to save money and gradually distanced himself from his friends. Vain and body-conscious, he visited tanning salons and took steroids to bolster his physique. Mindful of the impact he wanted his writing to have, he also published them in English rather than his mother tongue.

    An entry from autumn 2009 reveals how Breivik bought the Asta farm as a perfect cover for buying fertiliser without raising suspicion. “Needless to say; this is an extremely vulnerable phase,” he wrote after purchasing his first order online from a supplier in Poland. “In fact, it is the most vulnerable phase of them all. If I get through this phase without trouble, I will be very close to finalising my operation.”

    By spring of this year Breivik had successfully bought his weapons, including a Ruger Mini-14 semi-automatic rifle and Glock pistol which he buried in the woods behind the farm. With no previous criminal convictions, it was easy for him to acquire weapons in a country where hunting is hugely popular. “On the application form I stated: ‘hunting deer’,” he wrote. “It would have been tempting to just write the truth; ‘executing category A and B cultural Marxists/multiculturalist traitors’ just to see their reaction :P.”

    And it was with these weapons that Breivik once again displayed a lethal meticulousness that made the Utoya island shootings the deadliest attack on record by a lone gunmen. After eight years of planning, Breivik was in no hurry. He calmly fired his weapons with precise single shots rather than spraying the area with bullets.

    But a fear of getting caught – or his elderly mother finding out what he was up to – permeates the manifesto. At one point, Breivik saw a man photographing his farm.

    “He, around 50 or 60, said he was a tourist wanting to take landscape pictures,” Breivik wrote. “His actions and body language indicated however that he was lying.” Breivik suspected that he might be a police officer investigating marijuana production. “This encounter was a concern for me for a few days, but I decided to just forget it as it wasn’t anything to do about it if he was to return. I’m just glad I gave him a good impression.”

    Now that Norwegians are beginning to understand Breivik’s sheer ruthlessness, the country’s profound belief in forgiveness and redemption will no doubt be sorely tested. No one can be sentenced to more than 21 years in prison for a criminal act, which raises the prospect that unless Anders Behring Breivik is declared insane, the man on the farm could be free to walk the streets of Oslo again in less than quarter of a century.

    Breivik’s blueprint

    In a 1,500-page online manifesto, published just hours before Friday’s rampage, Breivik described his preparations for the attacks.

    * Wednesday May 11, Day 10: The largest military base in the country is located just a few kilometres north-east of my farm. It would have saved me a lot of hassle if I could just “borrow” a cup of sugar and 3kg of C4 from my dear neighbour.

    * Monday July 18, Day 48: Exhausted!!! Good workout though. I’m drinking 4 x protein shakes per day to maximise muscle generation.

    * Saturday June 25, Day 55: Refined individuals like myself is (sic) a rare commodity here so I notice I do get a lot of attention. It’s the way I dress and look. There are mostly unrefined/un-cultivated people living here.

    * Friday July 22, Day 82: Initiate blasting sequences at pre-determined sites. Have enough material for at least 20 blasts. Time is running out.

    The old saying “if you want something done, then do it yourself” is as relevant now as it was then. I believe this is will be my last entry.

  • ilnatta

    “lasciateci lottare insieme ad Israele, con i nostri fratelli sionisti, contro tutti gli anti-sionisti, contro tutti i marxisti culturali/multiculturali” (il pazzo di Oslo)

    mi spieghi perchè se fosse stato un false flag non lo hanno fatto con un anti-sionista anti-massone? non chiedo le prove schiaccianti, che in questi casi non ci sono mai, ma almeno un po’ di coerenza!

  • Emanuele_C

    Scusami, dico e ripeto che NON si può dar credito ad uno che ammazza 100 persone, per di più definito nei commenti e dai giornali un pazzoide, un estremista fanatico e via dicendo! Per di più, stamane il Corriere on-line riportava un bel titolone “Ho fatto tutto da solo!”, adesso è stato modificato con un plausibile “Aiutato dsa due cellule”. Ma che davero? Gli accordi, i movimenti di soldi e potere della Norvegia sono fatti e a me, se fossi Israele o gli USA come pure qualsiasi altro attore della scena internazionale che ha da perderne e pesantemente, girerebbero semplicemente le palle e troverei il modo di fargliela pagare. Punto e fine. Di stragi di stato, di massacri pilotati, di episodi che ancora oggi sono avvolti nel mistero ne siamo pieni e questa non è la prima e manco l’ultima. Io non ci vedo nulla di eccezionale, sinceramente.

  • DaniB

    Me ne sono accorto, ma le tue 3 considerazioni partono tutte dal presupposto che Freda sostenga l’operato dello stragista: questo io non l’ho letto, anzi, mi sembra che Breivik venga preso per i fondelli in modo abbastanza evidente. L’oggetto delle dietrologie di Freda è il manuale pubblicato, e i nuclei argomentativi inscritti in esso, che rappresentano quello che l’articolista definisce “punta di diamante di una nuova linea di pensiero che è nata e si è diffusa soprattutto sul web”. E’ solo del manuale che lui si preoccupa, è quello che secondo lui è stato creato a tavolino, ma l’associazione del libro con la strage e il suo protagonista mi pare non emergano dall’articolo: non ha ipotizzato ne argomentato l’organizzazione di un FalseFlag (come invece mi pare abbiano fatto Blondet e Tarpley) e comunque sicuramente non ha definito una strage di innocenti come buon mezzo per ribaltare il nuovo ordine mondiale, quindi lo sparacchiare dei rossobruni, l’estrema destra, le BR ed il coraggio di sfidare il potere non centrano, perchè qui si è parlato delle strategie di propagnada e di un episodio utilizzato come espediente per annichilire una nuova linea di pensiero geopolitica e valoriale che sta prendendo forma in quelle menti ancora non assiderate dal politicamente-corretto.

  • rick87

    per ridurre a derisione l’avversione che a israele hanno le persone coscienti. basterà dimostrare che quel(cosiddetto) sionista amante di israele sia un delirante farneticante armato di piombo e fanatismo per ridurre a ridicolezza chiunque osi dire le stesse cose (vere) ma senza farneticare e senza fare stragi di innocenti. alla prima voce contraria a israele si dirà nei talk show “ah, ma sei un esaltato come il killer di oslo” o sciocchezze simili. insomma quello che ha scritto freda.
    o ignorano i dissidenti o li deridono. ma entrare nel merito delle questioni, non lo faranno. perchè perdono. è chiaro no?

  • mendi

    Sono d’accordo con Freda. Il documento è talmente raffinato, ben fatto e ben scritto che pare poco credibile sia stato scritto da un sanguinario assassino. Però, con i tempi che corrono, tutto è possibile.

  • Tonguessy

    qui si è parlato delle strategie di propagnada e di un episodio utilizzato come espediente per annichilire una nuova linea di pensiero geopolitica e valoriale che sta prendendo forma in quelle menti ancora non assiderate dal politicamente-corretto.

    Rileggo:
    L’anti-imperialismo e l’aspirazione a liberarsi della schiavitù statunitense stringendo legami con le potenze asiatiche saranno bollati come vaneggiamenti eversivi da criminali potenziali, fonte di discredito sociale e possibilmente cagione di affidamento a progetti rieducativi. Roba da “nazisti”, insomma, che è il termine preferito da ogni moccioso adulto per sostituire il “brutto e cattivo” del lessico puerile senza dover studiare troppo.

    Insomma: la “roba da nazisti” non è poi così cattiva. Sei d’accordo anche tu con Pellegrino?

  • cloroalclero

    x tortnoise : rick87 è uno qualsiasi degli umani che pensano che un giudizio così radicale andrebbe motivato. Ad esserne capaci, ovvio. “l’imperativo usalo col tuo cane” è un maleducato derapage con cui ovviare alla richiesta, umanamente legittima. Che sei un sionista che preferisce che l’umano sia postposto a “israeliano”?

  • cloroalclero

    Se Freda ha ragione (e darei questa possibilità al 60%) questo risvolto era già previsto dal complotto ed ogni complotto “serio” (cioè efficace a portare conseguenze su un largo numero di persone) è di lunga data.

    Ma io al contrario di Freda non sono di destra. Non “preferirei” agli USA la Russia di Putin. Fanculo: è un continente a se, con mafia e via cosi. Io penso ad una centralità europea in nome del passato che ci unisce. Quindi parlo di quello culturale, non di quello storico. Essendo anarchica, sono per un’economia di indipendenza individuale da cui FAR DIPENDERE le relazioni collettive. In un’ottica di democrazia un riformismo potrebbe consistere nel “massimo di votazioni” in ogni campo. Come i finlandesi, che votano gli articoli della costituzione con l’I LIKE facebook-mode.

    Alla fine è vero che la democrazia è imperfetta perchè il collettivo è una dimensione che scontenta tutti, ma è un equo compormesso. Perchè se la legge pende per i singoli o le singole categorie (es. sionisti) le leggi sono inique. Io sono di sinistra, ma la lucidità di Freda merita il mio “tanto di cappello”, anche perchè è complottista come me e lui ci studia sopra di brutto.

    Quindi chi lo denigra dovrebbe, almeno, fare il piacere di argomentare il disaccordo.

  • DaniB

    “L’anti-imperialismo e l’aspirazione a liberarsi della schiavitù statunitense stringendo legami con le potenze asiatiche…” queste non sono cose da nazisti. Il nazismo, per come viene inteso da chi usa questa parola per offendere, è stato ben altro. Quindi ripeto, stai fraintendendo le mie posizioni e quelle di Freda, qui nessuno (lo spero) pensa che il pazzoide di Oslo abbia fatto bene a fare quello che ha fatto, e neanche che bisogna invadere la Polonia. Ma sono d’accordo che che la propaganda ha la capacità, raffinata nei secoli, di distorcere la percezione dei suoi sudditi rendendo cattivo ciò che è buono, rendendo brutto ciò che è bello, o insipido ciò che è saporito, e viceversa. Ci sono dei contenuti condivisibili negli stralci del manuale riportati nell’articolo, che potrebbero essere veramente le pietre angolari di una nuova filosofia politica, che con questo trick (l’associazione con un pazzo omicida ed il suo fanatismo delirante) vengono completamente “annichilite” (Berger e Luckmann, 1966). Questo è quello che fa la propaganda, ringrazio Freda per avermelo ricordato.

  • totalrec

    “Ma io al contrario di Freda non sono di destra”.

    EH???
    Così anche tu sei convinta che io sia “di destra” ora?
    Ma Gesù, cos’è che ho fatto di male…

    (GF)

  • tania

    Che triste vedere la china che ha preso ComeDonChisciotte . L’Impero non è identificabile geograficamente … L’Impero è invisibile e transazionale e viaggia alla velocità della luce da un capo all’altro del Pianeta e per tutto il Pianeta . L’Impero e i miserabili sfruttati dall’Impero si trovano contemporaneamente a New York , Berlino , Mosca , Dubai , Johannesburg , Pechino e Cesenatico . L’unica dialettica è tra sfruttatore vs sfruttato..ed è una dialettica internazionale come lo è l’Impero … Comunque : “..Condividi le opinioni lette sopra?..” NO! ma nemmeno una lettera.. è una tragicomica propaganda neonazifacista . Ancora : “..L’anti-imperialismo e l’aspirazione a liberarsi della schiavitù statunitense.. saranno bollati come vaneggiamenti eversivi da criminali potenziali.. Roba da nazisti, insomma, che è il termine preferito da ogni moccioso adulto per sostituire il brutto e cattivo del lessico puerile senza dover studiare troppo..” Si Freda , ma chi non studia sei tu , perché la “Roba da nazisti” non era “l’anti-imperialismo” , ma se mai l’imperialismo.. un altro imperialismo rispetto a quello USA , ma sempre imperialismo. Insomma , anche se questa dietrologia di Freda avesse qualche fondamenta , è proprio l’impostazione e le tesi di Freda che rifiuto . Freda tramuta la dialettica sfruttatore vs sfruttato in Stato sfruttatore vs Stato sfruttato… come se l’Impero avesse il volto USA degli anni ’50 . In realtà non è più così se mai lo è stato . Gli USA sono il soldato armato dell’Impero ma L’Impero non è identificabile geograficamente … L’Impero e i miserabili sfruttati dall’Impero si trovano contemporaneamente a New York , Berlino , Mosca , Dubai , Johannesburg , Pechino e Cesenatico . L’unica dialettica è tra sfruttatore vs sfruttato..ed una dialettica internazionale come lo è l’Impero . Freda ignora o mistifica il discorso .

  • DaniB

    “Che triste vedere la china che ha preso ComeDonChisciotte…” Scusaci se non ci facciamo tutti le seghe leggendo Das Kapital nella versione originale.

  • tania

    vi perdono … questa volta . Scherzo , ciao

  • IlConoscitore

    Il testo di Freda sostiene una tesi possibile anzi probabile, anche se
    ovviamente tutt’altro che certa.L’ipotesi più credibile a nostro parere
    è che l’attentatore ed i suoi testi, proprio per alcuni tratti schizoidi o comunque non perfettamente coerenti, contraddittori, siano genuini.
    Può più verosimilmente essersi verificato che tesi assassine o più semplicemente terroristiche – tipiche di certi settori dell’opposizione estrema – siano state assecondate insieme ai comportamenti conseguenti da ambigui settori (deviati?) di chissà quali Servizi. Probabilmente esterni più che nazionali.

    L’associazione facile di determinate idee e posizioni politiche
    – teoricamente anche legaliste, democratiche o non violente – con la violenza armata dell’atto terroristico (peraltro analogo all’azione bellica concepita contro l’imperialismo armato e non inoffensivo) può avere l’effetto di screditare chi compie l’azione delittuosa -addirittura una strage di innocenti (come per es. gli effetti di un ordigno esplosivo)- associandola a tesi politiche o dottrine (meglio se non ideologiche) che si intendono assolutamente screditare agli occhi della grossa opinione pubblica sensibile all’azione dei Media.

    Quindi non un vero complotto preordinato, tesi che può essere un tantino “dietrologica”, ma probabilmente un mix tra azione genuina e “spontanea” del soggetto disposto all’azione criminosa
    e che ne subisce le conseguenze penali (seppure troppo blande per una strage terroristica) con connivenze, aiuti ed incoraggiamenti vari ma sotterranei degli “avversari” che possono averne avuto qualche interesse.

  • cloroalclero

    Che il tizio sia “solamente” un folle isolato è una tesi che sta cercando di passare presso i media. Vi sono molte circostanze collaterali però che dicono che non è così. O meglio: il tipo è folle di sicuro. Ma alle spalle ha sicuramente qualche appoggio che ha approfittato della sua follia incanalandola in un ehm “ideale superiore”. Questo articolo non fa altro che sottolineare gli aspetti che direbbero di lui che è un folle isolato. QUando quest’operazione non è di certo opera di una follia contingente.

  • cloroalclero

    😀 bhe, te coi “compagni”, le “riforme”, il “progresso”, la “storia del PCI”, i “compagni”, la “festa dell’unita'” non ci hai molto a che fare…
    sbaglio?
    Te dirai ma è questo “essere di sinistra”? Mah penso di sì….

    e se non sei di sinistra sei a destra della sinistra. Quindi a destra

    😀

  • cloroalclero

    Non mi pare una “tragicomica campagna nazifascista” quanto riportato da Freda sugi scritti di Anders. Piuttosto un “nostalglismo” di un mondo, decantato da Hollywood che però lo stragista non puo’ aver conosciuto direttamente per la giovane età. Quando, nei primi anni della guerra fredda negli USA esisteva un proletariato benestante, dove un operaio poteva far crescere due figli, avere la casetta indipendente e la moglie casalinga. E’ il mondo che Michael Moore in “capitalism a love story” rimpiange, lui sì avendolo vissuto, perchè americano, figlio di operaio della GM e agèe.

    Il fatto che si prospetti un complotto (come secondo me è senza grossi dubbi) non esclude affatto che la natura dei rapporti sociali sia “lotta di classe”

  • cloroalclero

    Io invece penso che il complotto sia stato preordinato. E il tipo, probabilmente invasato di carattere, curato, avvicinato, inglobato da organizazioni piu’ grosse di lui che gli han dato motivazioni per far uscire la sua indole assassina. O se le operazioni di MK ultra han dato esiti scientifici, semplicemente di applicarli al caso specifico.

  • totalrec

    Oddio… è vero!!

    Sono secoli che non vado più alla festa dell’Unità!!

    E mi stanno spuntando i baffetti!!

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

    (GF)

  • alvise

    Il mondo non è mai stato paradisiaco, però nel dopoguerra, la mia famiglia, pur non essendo una immigrata, eravamo quello che è definito “povera”. Ricordo mia madre quando andava al banco dei pegni ad impegnare lenzuola nuove, ecc, e lavoro poco, però ti sembrerà assurdo, in quella povertà si viveva meglio, non c’era nell’aria quel senso di oppressione che si sente da almeno 6/7 anni.Negli anni 50′ c’era ancora tangibile il senso della speranza, oggi nessuno, entro certi ceti sociali, la speranza non esiste, come non esiste, o è scarsa, la fiducia in se stessi.Forse nel dopoguerra, eravamo più ingenui, le informazioni non erano quelle di oggi, ed ad ogni articolo di giornale, economia o politica, ci credevamo, e questa ingenuità forse è quella che dava la spinta alla speranza, perchè non conoscevamo la realtà, può darsi, non so, oggi siamo bersagliati da informazioni, specialmente sul web, e conosciamo molti retroscena che una volta erano sconosciuti alla massa, con queste premesse, date dalla conoscenza, siamo diventati degli zombi, inermi contro i molti poteri politici-economici.Mi chiedo se “sapere”, avvilisce o rinforza. Quindi, gli anni del dopoguerra erano meglio di adesso, pur con tutte le contraddizioni che non conoscevamo,Se ti vesti con una tuta, e tutti vestono con una tuta, magari pensi a come sia bella la tua tuta, poi vedi un tizio con un vestito elegante e ricevi una scossa, lo vuoi anche tu.Beh, si può vivere anche andando vestiti con una tuta. Abbiamo voluto tutti il vestito bello? e ci hanno dato il vestito bello, peccato che a voler il vestito bello, ecco a che cosa ci ha portato. Meglio gli anni 50′

  • Kaos

    Interessante articolo, tanto che ho deciso di dire la mia anche se in realtà leggo il sito da un pò.

    Secondo il mio modesto parere la questione va presa come possibilità.

    Nel senso, a che serve stabilire se si tratti di un semplice pazzo o c’è la regia che l’autore dell’articolo indica?

    L’importante è tenersi più opzioni aperte, e se bene io ritenga molto probabile la teoria dell’articolo non scarto dal mio cervello l’ipotesi del pazzo scatenato o qualsiasi altra mi si presenti.

    Dispiace leggere sterili discussioni di chi vorrebbe avere certezze. Io non mettere la mano sul fuoco su nessuna ipotesi, chi potrebbe, quindi offese fra utenti non fanno che sminuire il valore delle riflessioni stesse. E’ ciò è un male. Essere critici, scettici é giusto e auspicabile sempre ma senza screditare gli altrui pareri pure se appaiono utopistici, fantasiosi o complottistici. Meglio pensar male che essere fatti fessi. Domani potrete dire io quella ipotesi l’avevo ventilata.

    Le certezze non esistono, tanto vale vivere considerando ogni possibilità e indagando sempre su cosa accade e perché.

    Tanto mi basta, non ignorare gli eventi ne diventare un fondamentalista di questa e quella tesi. Semplicemente sapere e poter dire a me stesso:

    E’ successo fatto X, 50% causa A, 40% causa B, 10% causa C, ecc.

    Per farla breve mi autocito live, “non ho la pretesa di cambiare il mondo ma quella di non farmi prendere per il qulo si”. Bella, mi piace.