Democrazia di facciata

Gilad Atzmon
gilad.online

Nella giornata elettorale, su tutti i media mainstream innumerevoli commentatori, progressisti e liberali, erano stati così sciocchi da credere che la battaglia in corso non riguardasse esclusivamente “Trump o Biden,” ma la “Via Americana,” il futuro, per così dire, del dibattito politico e della vita stessa negli USA.

Progressisti e liberali erano abbastanza fiduciosi da credere che, con quasi 100 milioni di schede elettorali già consegnate prima della giornata elettorale vera e propria, gli Americani avessero già offerto un esempio senza precedenti di cosa volesse dire rifiutare tutto ciò che poteva anche solo leggermente somigliare ai “valori conservatori.” Erano convinti che l’America avesse già fatto la sua scelta. Per loro, devo presumere, l’elezione era solo un’ulteriore formalità. La battaglia era praticamente già stata vinta.

Ma poi, solo poche ore dopo, è diventato chiaro che i sondaggisti avevano completamente, e ancora una volta, sbagliato le previsioni I “Trumpiani” avevano rifiutato di dissolversi. Erano cresciuti in modo sostanziale e si erano persino espansi demograficamente in alcuni territori elettorali “inaspettati,” tradizionalmente legati alla politica democratica.

Il chiaro significato di queste elezioni è che l’America, come la maggior parte degli altri stati occidentali, è divisa a metà in due società antitetiche, che hanno ben poco in comune. Molto più preoccupante è il fatto, ormai evidente, che i due schieramenti non riescono a tollerarsi a vicenda.

Per quanto Sinistra, Progressisti e Liberali siano convinti dall’assoluta validità del loro modo di pensare, al punto che vorrebbero imporlo con misure autoritarie e tiranniche, almeno altrettante persone non accettano, non seguono o addirittura rifiutano la loro ideologia. Molti Americani non accettano lo spostamento verso la politica identitaria. Molti Americani non sono affatto convinti che l’orientamento sessuale non sia binario. Presumo che la cosa più deludente e preoccupante per il Congresso Nazionale Democratico sia il fatto che i membri di “diverse minoranze,” come le chiamano i Democratici, abbiano cambiato schieramento. Sono diventati ardenti sostenitori di Trump.

Guardate questa fusion band cubana cantare “Voterò per Donald Trump.

Una cosa del genere è molto facile da spiegare. Il Partito Democratico offre a neri, gay, latini e alle cosiddette “minoranze diverse” la possibilità di essere emarginati in eterno in un amalgama di “Altri Uniti.” Il Partito Repubblicano offre a queste stesse categorie un’integrazione immediata nella società americana, come persone comuni. Tutto quello che devono fare è procurarsi il tipico cappellino da baseball rosso con la scritta MAGA e unirsi alla prima manifestazione locale pro-Trump. Questa è l’unione esistenziale di base, un tempo così vivida nel discorso rivoluzionario della Sinistra, e che ora si è materializzata in uno tsunami populista di resistenza politica all’interno stesso della politica populista di destra.

Nel mondo sottosopra in cui viviamo, il Partito Repubblicano è diventato il partito della classe operaia americana, delle persone che si riconoscono per la loro adesione ai valori della famiglia, della chiesa, che lavorano duramente e che si considerano gli “Americani.” Il Partito Democratico, che un tempo affermava di essere la voce di quei lavoratori, si è gradualmente trasformato in un conglomerato urbano identitario. Un collettivo di persone “come“: esseri umani che insistono per essere identificati dalla loro biologia: “come donna,” “come gay,” “come trans,” “come nero,” “come Ebreo.”

Nel mondo sottosopra in cui viviamo, la Sinistra ha finito per adottare l’aspetto ideologico hitleriano più imbarazzante e problematico. A differenza del fascismo italiano, che perseguiva l’ideale del “socialismo del popolo italiano,” o quello del nazismo delle origini, che cercava “l’uguaglianza delle persone di lingua tedesca,” Hitler insisteva sul “socialismo per una razza.” Hitler credeva che la politica sociale fosse intrinseca alla biologia. In contrasto con il tradizionale pensiero inclusivo della vecchia Sinistra, orientato alla classe, la Sinistra contemporanea spinge le persone ad identificarsi politicamente in termini biologici: “come donna,” “come nero,” “come gay,” “come trans” ecc. Il Partito Rapubblicano, d’altra parte, si sta avvicinando sempre di più alla politica universale di classe.

La mattina del 3 novembre, la stampa liberale era pronta ad annunciare la vittoria della filosofia del “come.” Ma, per come stanno le cose adesso, questa battaglia tra il popolo del “come” e gli “Americani” può degenerare in un vero e proprio conflitto violento, perchè non c’è più nessuno in America o altrove che sappia come far coesistere le persone usando il semplice concetto di comunità. Ancora una volta, questo non è certo un fenomeno unicamente americano. La stessa divisione e la stessa mancanza di una prospettiva politica unificante è ora evidente in ogni stato occidentale.

Giovedì, le quotazioni di Wall Street erano notevolmente aumentate. Naturalmente, molti commentatori credevano che i nostri oligarchi e i nostri magnati della finanza fossero entusiasti della possibilità di una vittoria di Biden alle elezioni presidenziali. Ma potrebbe anche essere che Wall Street fosse  entusiasta per la prospettiva di una possibile guerra civile. Quando le persone si combattono, il capitalismo, il mammonismo e l’usura si scatenano, senza pietà e senza limiti. Questo è esattamente ciò che Wall Street sta cercando.

Potrebbe anche essere possibile che, nell’universo globale in cui viviamo, un mondo in cui tutte le preoccupazioni esistenziali vengono reinterpretate come “minacce globali” da affrontare: riscaldamento globale, turbolenze finanziarie globali, pandemie mondiali ecc., l’orribile condizione di guerra civile sia esattamente quello che il capitalismo globale si augura per tutti noi. La democrazia e l’illusione della scelta politica, in quanto tali, sono solo un camuffamento. Esistono unicamente per farci credere che il caos attuale sia semplicemente una nostra scelta o una nostra colpa.

Per comprendere la politica identitaria e il suo disastroso impatto sulla società contemporanea, leggetevi “Being in Time.”

Gilad Atzmon

Fonte: gilad.online
Link: https://gilad.online/writings/2020/11/7/the-democratic-faade
07.11.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

2 Commenti
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PietroGE
PietroGE
11 Novembre 2020 18:49

Giusta solo in parte la critica ai dem americani : un partito di minoranze non può ovviamente essere un partito coeso e quindi non è necessariamente un partito vincente. La ragione? I dem insistono sulle identità ‘biologiche’, neri, gay, ebrei ecc. ecc. e queste non sono amalgamabili in un insieme capace di generare una politica sociale e forse neanche un programma comune. I repubblicani invece hanno un insieme di valori che trascende l’identità (più o meno biologica) : Dio, patria, famiglia. Il confronto con il nazional socialismo però non mi sembra corretto perché Hitler aveva un popolo omogeneo, etnicamente e culturalmente, i dem americani invece sono sempre stati per la società multietnica e multiculturale anche quando questa ha dichiarato fallimento come si è visto in questi ultimi decenni e proprio questa estate nelle città americane. Quello che hanno tentato di fare è stata la fuga in avanti : non solo multi etnici e multiculti ma anche gay, gender, LGBT ecc. e hanno solo addizionato al fallimento altri fallimenti. I dem americani oggi sono per la politica sociale quello che erano i bolscevichi per la politica economica. Già dagli anni ’60 era chiaro che il comunismo non avrebbe mai funzionato eppure… Leggi tutto »

wahrheit
wahrheit
Risposta al commento di  PietroGE
11 Novembre 2020 19:58

questa volta almeno nell’accostamento con il naz socialismo non ne esce in negativo per forza quest’ultimo, ma come hai scritto non è neanche paragonabile, i gay, neri, non hanno niente in comune e nelle loro rivendicazioni folli non ottengono niente ma peggiorano la loro situazione