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DEMOCRATICI E ALTRI FALSI AMICI

I crimini di Jimmy Carter

DI PAUL D’AMATO

Recentemente Noam Chomsky ha rilasciato un commento tagliente sulla singolare situazione politica in cui ci troviamo. Quando gli e’ stato chiesto da Geov Parrish di Alternet, “George Bush ha un problema politico?” Chomsky ha risposto:
“George Bush avrebbe seri problemi politici se ci fosse un serio partito di opposizione nel paese. Proprio ogni giorno, [i Democratici ndr] si tirano la zappa sui piedi. Il fatto evidente delle attuali politiche americane è che in pratica i democratici non stanno traendo alcun profitto da questo. L’unico vantaggio che riescono ad ottenere è che i Repubblicani stanno perdendo sostegno.

“Adesso, ancora una volta, l’opposizione dovrebbe cogliere l’opportunità, ma i Democratici sono così in sintonia con la politica dei Repubblicani che non possono fare niente. Se provano a dire qualcosa sull’Iraq, George Bush o Karl Rove si girano verso di loro per dire, “Come potete criticare? Tutti voi avete votato per l’intervento in Iraq’. E di fatto hanno ragione.”
Chomsky ha colto nel segno perche’ – nonostante un vortice di problemi che continuano ad ostacolare l’amministrazione Bush e il Partito Repubblicano, dall’Iraq alla moltitudine di scandali finanziari e politici di casa – i Repubblicani riescono ancora a resistere.

Questo non significa che non ci siano Democratici che criticano Bush. Ma i parametri delle discussioni sono estremamente limitati, e si reggono sul fatto che l’idea dell’occupazione dell’Iraq sia “gestita male”.

In realta’ questo atteggiamento di semi-opposizione dei Democratici verso Bush si fonda, come punto di partenza, su una comune intesa tra i due partiti secondo la quale gli USA dovrebbero poter dominare il mondo. E la vera preoccupazione e’ che Bush, nonostante la retorica, non stia facendo un buon lavoro.

L’ex Presidente Democratico Jimmy Carter rappresenta una di queste voci critiche. Egli ha scritto, a meta’ novembre scorso, un articolo dove esprime la sua crescente preoccupazione circa la “gran quantita’ di politiche radicali governative che adesso minacciano molti principi basilari adottati dalle precedenti amministrazioni, Democratiche e Repubblicane.”

Cio’ che davvero importa a Carter riguardo questa amministrazione e che “Indipendentemente dai costi, ci sono determinati sforzi da parte dei maggiori leaders Usa per esercitare il dominio imperialista americano intorno al mondo.”

Forse oggi Carter appare come un anziano colto liberale, ma queste dichiarazioni sono in netta contraddizione con cio’ che dichiaro’ durante il suo mandato come 39-esimo presidente dal 1977 al 1981. Quando gli fu chiesto se gli Stati Uniti avrebbero dovuto ricostruire il Vietnam, un paese che distrussero al costo di tre milioni di vite Vietnamite e 58.000 Americane, la sua disinvolta risposta fu, “Beh, la distruzione e’ stata reciproca”.

Il regime dello Shah’ Pahlevi, che salì al potere in Iran grazie ad un colpo di stato sponsorizzato dalla CIA nel 1953, fu noto per la brutalita’ assassina della sua polizia segreta. Carter visito’ lo Shah’ nel 1979 e lo elogio’ per la sua “amministrazione progressista” durante il periodo in cui l’esercito dello Shah’ uccideva migliaia di dimostranti disarmati.

In risposta alla caduta dello Shah’ nella rivoluzione del 1979, Carter, nel suo discorso allo Stato dell’Unione del 1980, decrisse la sua Dottrina Carter: “Chiariamo assolutamente la nostra posizione: Il tentativo da parte di qualsiasi forza straniera di prendere il controllo della regione del Golfo Persico sara’ considerato come un attacco agli interessi vitali degli Stati Uniti d’America, e in quanto attacco sara’ respinto con ogni mezzo necessario, inclusa la forza militare.”.

Paul D’Amato
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/damato01182006.html
18.01.06

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

Pubblicato da Davide

  • Zret

    Per favore scrivete democratici tra virgolette. Carter, Clinton ecc? Tutti esponenti della sinarchia, come i presidenti “repubblicani”.