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enton
enton
14 Giugno 2005 , 8:28 8:28

Inizio dicendo che sono disgustato nonchè offeso da quello che leggo in questi due articoli …( per non parlare della seconda parte che è una stronzata totale ) Lei signore ha una conoscenza davvero limitata dell’albania …, il suo articolo dimostra quanto lei è ignorante ( badi bene uso il termine ignorante alla franceswe , anche se nel suo caso potrebbe andare bene anche quello di uso comune ) in materia ed è mosso da sentimenti di odio , prepotenza e cattiveria nei confronti di un popolo che è piu’ antico di quello che lei crede ed è il discendente diretto degli antichi Illiri ( ma ovviamente lei non lo sa , come puo’ saperlo con tutta quella cattiveria che la distingue ) …. . Intanto vorrei portare degli esempi che dimostrano il contrario di quello che dice questo signore. Lei scrive : Un pericoloso complesso di inferiorità. Gli albanesi non sono degli europei, non sono degli “ slavi “ come spesso viene detto per fuorviare ; sono una etnia turca, una delle tante, questa arrivata nel XIV secolo con l’avanzata dell’Impero Ottomano. Io direi anzi che sono una delle peggiori, assieme ai ceceni. ( Questo per dimostrare quanto lei… Leggi tutto »

frankbach
frankbach
14 Giugno 2005 , 13:13 13:13

Volevo anch’io informare Kleeves che gli albanesi non sono slavi nè turchi, ma illirici, proprio come i pirati che 2000 e passa anni fa infestavano le coste dell’Adriatico.
Attualmente l’unico altro popolo illirico a metà è costituito dai Macedoni, differenti per il 50% dagli omonimi che 2300 anni fa conquistavano la Grecia e poi l’Asia.
Con le invasioni slave, l’unica enclave illirica rimase l’Albania, ed il Kosovo confinante, seppur albanese nella lingua e nei geni, seguì un diverso percorso etnico, venendo “assimilato” nella galassia panslava che ruotava intorno alla Serbia, almeno sino ai recenti eventi culminati nella guerra del 1999.
Per quanto riguarda gli Albanesi in Italia, purtroppo sono veramente pochi quelli sinceramente intenzionati ad integrarsi. Altri vengono abbagliati dai miraggi del consumismo e scelgono la scorciatoia dell’illegalità. La maggioranza oscilla tra le due posizioni, finchè riesce a trovare un qualche equilibrio.
Cordiali Saluti
FB

eresiarca
eresiarca
14 Giugno 2005 , 17:56 17:56

Mah, forse la questione è un po’ più complessa, considerata che l’Albania è stata turchizzata ed islamizzata (in parte).
Enton cita cose tutte molto interessanti (le nozioni sull’Illiria e gli Illiri), senonché commette lo stesso errore di chi considerasse gli abitanti dell’odierna Turchia diretti eredi della civiltà greca solo perché un tempo la penisola fu centro di cultura greca abitato da popolazioni greche e/o grecizzate; oppure la popolazione dell’odierna Toscana diretta discendente degli Etruschi, come se in Italia non fosse successo nulla, in seguito, in termini di apporti etnici… Gli Illiri dei libri che cita non sono gli albanesi di oggi, né etnicamente né, tanto meno, culturalmente.

Leonzo
Leonzo
15 Giugno 2005 , 4:41 4:41

Effettivamente sono rimasto anch’io un po’ deluso dall’analisi storico-sociale della questione, deluso naturalmente in quanto ammiratore di John Kleeves e della sua penna giustamente velenosa. Forse però più dai modi, dall’aggressività usata che dalla sostanza stessa dell’articolo. Voglio dire che, pur ammettendo che sia tutto vero quanto viene detto, si sa che alla violenza non si risponde con la violenza, altrimenti è la guerra, o almeno… sono coltellate. Non a caso la reazione immediata del nostro amico lettore albanese… Impensabile comunque che non ci sia un fondo di verità in tutto questo marciume, lo dico sempre rispettando la presenza e l’opinione di chi si è sentito attaccato senza vederne il motivo. Probabilmente sarà vero che Enton non ne veda il motivo, ma resta il fatto che noi sì, al contrario di lui. Chiedo solo dunque che si rispetti ora questo nostro stesso motivo messo in evidenza da Kleeves di avere paura degli albanesi – o insomma di alcuni di loro -, visto che questa in teoria rimane la nostra terra, anche se terra di idioti e asserviti al Potente. Come chiedo che si rispetti la storia di un popolo che certamente non ha meno dignità del nostro, non è più… Leggi tutto »

eresiarca
eresiarca
15 Giugno 2005 , 5:49 5:49

Ottima osservazione. Qui ormai a forza di dover “rispetattare”, nessuno rispetta più quelli che – fino a prova contraria – sono i “padroni di casa”, liberi quindi di “preoccuparsi”…
I toni dell’articolo di JK sono forti, ma la sostanza non è campata in aria, tutt’altro.

frankbach
frankbach
15 Giugno 2005 , 7:01 7:01

Ok, è vero ciò che dici: difatti Albanesi e Kosovari non sono la stessa cosa, visto che i secondi si ritengono in qualche modo diversi dai primi.
Gli stessi Macedoni, ai tempi di Filippo ed Alessandro Magno si ritenevano ben diversi dagli altri popoli illirici, in quanto “loro si erano abbeverati alla fonte della cultura greca”. Ora come ora, come segnalavo prima, i Macedoni sono per metà slavi e per metà illirici, avendo costumi “ibridi”.
Saluti
FB

FrancescaFiorentino
FrancescaFiorentino
15 Giugno 2005 , 9:46 9:46

….il come e il perché conosciamo stabilisce il cosa conosciamo…. (Salvini A.) Già, forse la questione è davvero più complessa… perché la realtà in cui siamo immersi è costituzionalmente complessa, e non risponde alla logica causalistica lineare (causa-effetto, per intenderci) antico retaggio di un positivismo oramai obsoleto e superato, persino in quegli ambiti della scienza considerati da sempre come “esatti” …. L’errore che scorgo alla base dell’analisi del nostro esimio professor Kleeves e seguaci, non sta (solo ed unicamente) nella citazione di dati aleatori desunti da non si sa bene quale fonte, piuttosto che nell’assunzione di se stesso quale unico referente scientifico . L’errore del nostro è l’errore del cosiddetto “uomo della strada”, di colui cioè che si fa ingannare dai ragionamenti di senso comune, dalle scorciatoie della ragione, per arrivare in perfetto stile antipopperiano, alla conferma dei propri assunti. Egli si trova così, schiavo incatenato di pregiudizi e stereotipi, a privilegiare un punto di vista (il suo), un interesse, che è palesemente contenuto nel linguaggio attribuzionale di cui si avvale, connotato altresì da giudizi di valore (e dunque non scientifici) assurti erroneamente a dogmi esplicativi. Ancora. L’errore che sta alla base del ragionamento del Prof. Kleeves, e di molti… Leggi tutto »

FrancescaFiorentino
FrancescaFiorentino
15 Giugno 2005 , 10:23 10:23

Scusandomi per gli errori e i refusi all’interno del commento postato colgo l’occasione per aggiungere alcune note che sono rimaste inavvertitamente escluse .

Note
– E noto che quando si fa ricerca la citazione delle fonti , teoriche e statistiche, è di fondamentale importanza per dare credibilità scientifica all’articolo.

– L’Epistemologia è una branca della filosofia che studia i processi di conoscenza e fornisce criteri circa le caratteristiche che una teoria dovrebbe avere per essere un’asserzione scientifica a tutti gli effetti.

– Si veda,per approfondire la legge in materia di immigrazione: L. 39/90 “Legge Martelli”; L. 286/98 “Legge Turco-Napolitano”; L. 40/98 “Disciplina sull’immigrazione e norme sulla condizione di straniero”; e la Legge Bossi-Fini, che introduce il controllo militarizzato delle frontiere.

– Si veda, in tema di minori stranieri e immigrazione clandestina, l’interessantissimo testo dal titolo “Il male minore”, di G. Petti, Ed. Ombre Corte

F.F.

Leonzo
Leonzo
18 Giugno 2005 , 3:18 3:18

Sarebbe forse il caso che l’esimia professoressa Francesca Fiorentino tenga e continui a tenere le sue impeccabili geometrie social-antropologico-accademico-culturali in una bella e fresca blablaula universitaria. Quantomeno sarebbe forse il caso che JK si dia una mossa per risponderle per le dovute rime (è un augurio). Non lo faccio io stesso solo perché non spetta a me, non perché non ne sia in grado, alles klar?
Aggiungo solo una cosa: chi ha detto, chi? che l’uomo della strada sia necessariamente solo un pagliaccio? Se non è razzismo anche questo, sono io un pagliaccio, anzi dirò di più: io sono John Kleeves.

Leonzo
Leonzo
18 Giugno 2005 , 17:31 17:31

Oh, caspiterina, mi ero sbagliato, esiste già un commento di JK al felicissimo intervento di Francesca Fiorentino. Per tutti quelli che come me non sono stati così fortunati da scoprirlo: andate a dare un’occhiata su ‘archivio articoli’ di giugno, e divertitevi un po’.