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CONSUMISMO, LA PROFEZIA DI SAN FRANCESCO

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Mentre tutto il mondo piange lacrime, virtuali, per Steve Jobs, morto di cancro a 56 anni (sic transit gloria mundi), io preferisco ricordare l’onomastico di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, di cui qualche giorno fa, il 4 ottobre, ricorreva l’onomastico, snobbato da quasi tutti i media italiani.

Quei pochi che ne hanno parlato lo hanno legato all’Unità d’Italia, con cui il fraticello di Assisi non ha nulla a che fare perché nato prima che questa sciagura si compisse, o ne hanno sottolineato la vocazione alla tolleranza e alla pace. Che ci sono sicuramente in Francesco. Ma nella sua predicazione ci sono cose molto più attuali e non a caso sottaciute.

L’amore per la natura (frate Sole, sora Aqua). Era un ambientalista con qualche secolo d’anticipo non potendo conoscere gli scempi dell’industrializzazione a cui nemmeno i suoi santi occhi avrebbero potuto reggere. La predicazione della povertà. Qui Francesco è veramente scandaloso. Scandaloso e attualissimo. Figlio di un mercante aveva capito o intuito, poiché era un genio oltre che un santo, dove ci avrebbe portato la logica del mercato. Modernamente, poiché noi non siamo santi, il termine povertà può essere tradotto con sobrietà, che è meno radicale.

Noi non abbiamo bisogno di ingurgitare, come cavie all’ingrasso, degradati da uomini a consumatori, ancora nuovi prodotti, nuove tecno, iPad, iPhone già arrivato, nel giro di un paio d’anni, alla quinta generazione, affascinanti quanto devastanti, o sciocchezze come le “linee di beauty per cani” (che vanno trattati da cani), gadget demenziali e insomma tutte le infinite inutilità da cui siamo circondati e soffocati. Abbiamo bisogno, al contrario, di smagrire e di molto. Abbiamo bisogno di una vita più semplice, più umana, senza essere ossessionati ogni giorno dai Ftse Mib, dall’indice Dax, dagli spread, dai downgrading.

C’è una possibilità realistica di arrivarci? Sì,volendolo e con alcune necessarie mediazioni. La parola chiave è autarchia, squalificata anche perché di mussoliniana memoria. Ovviamente oggi nessun Paese, da solo, potrebbe essere autarchico. Retrocederebbe a condizioni di sottosviluppo che non siamo più in grado di sopportare. Ma l’Europa potrebbe essere autarchica. Ha popolazione, e quindi mercato, risorse, know how sufficienti per fare da sé.

Naturalmente l’autarchia ridurrebbe la ricchezza complessiva delle nazioni europee, ma “La Ricchezza delle Nazioni” non corrisponde affatto alla qualità della vita e nemmeno alla ricchezza dei singoli (negli Stati Uniti, il Paese più ricco e potente del mondo, ci sono 46 milioni di poveri, o per essere più precisi di miserabili che è un concetto diverso, quasi un quarto della popolazione). Si tratterebbe semmai, in questa ipotesi, di distribuire in modo più equo la ricchezza che rimarrebbe.

Ma un’autarchia europea ci porterebbe perlomeno al riparo dagli effetti più devastanti di quella globalizzazione che secondo le leadership politiche, gli economisti, gli intellettuali avrebbe fornito straordinarie chance e che invece si sta rivelando un massacro per i popoli del Terzo e ora anche del Primo mondo, sacrificati sull’altare di uno dei tanti “idola” moderni: il lavoro. Se continueremo a inseguire il mito della crescita, un giorno questo sistema, fattosi planetario, imploderà su se stesso, di colpo, e ci troveremo a vagare come fantasmi fra le rovine fumanti e i materiali accartocciati di un mondo che fu.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/08/consumismo-la-profezia-di-san-francesco/162865/
8.10.2011

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    preferisco ricordare l’onomastico di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia
    Io invece preferisco ricordare l’onomastice di San Bostik, patrono degli adesivi.
    E ricordo anche che l’inquisizione fu affidata, oltre che ai domenicani, ai francescani. Certo, i francescani forse possono essere considerati un’aberrazione rispetto ai precetti di san Francesco. Evidentemente San Francesco sapeva parlare agli animali ma aveva difficoltà a convincere i suoi seguaci.
    Resta il fatto che domenicani e francescani usarono l’inquisizione per arricchirsi, con ricatti ed estorsioni, o per confiscare le terre altrui a favore dei i nobili o della chiesa. Povertà come valore, diceva Fini?

  • stonehenge

    “Certo, i francescani forse possono essere considerati un’aberrazione rispetto ai precetti di san Francesco. Evidentemente San Francesco sapeva parlare agli animali ma aveva difficoltà a convincere i suoi seguaci”…
    Forse perchè non aveva ne e-mail ne i-pod?
    Tutto va contestualizzato nell’epoca in cui ci si trova…
    sta di fatto che tra il messaggio di Stefano Lavori e quello di San Francesco, io scelgo il secondo…Fini voleva dire questo, credo, sommessamente.

  • RicBo

    Di sicuro Francesco, come Cristo, è stato un rivoluzionario (non a caso sono le figure più stimate da quel ‘comunista’ di Dario Fo) ma come sempre accade chi ne raccoglie l’eredità ne stravolge i precetti.
    Inoltre, quel supermaschilista di Fini si è scordato di Chiara: sveglia Fini, esistono anche le donne nella Storia!

  • Xyz

    Francesco d’Assisi non fu certamente quel poverello semplice e pacifico che il folklore italiano e la consueta falsificazione cattolica tramandano da secoli.

    Francesco d’Assisi, di famiglia molto ricca e importante, padre umbro e matre francese, amministrò sempre un ragguardevole patrimonio, la povertà da buon cattolico la predicava agli altri.

    Non fu per niente pacifico: partecipò da giovane alla guerra contro perugia in cui fu fatto prigioniero e riscattato solo da una cospicua somma di denaro pagata dal padre.

    Quindi, incapace di fare il commerciante come il padre e di fare il soldato come aspirava, il francesco si risolse a fare l’unica cosa che sapeva: il parolaio, e quindi diventò religioso e futuro santo ( i ricchi a quei tempi mica si univano da veri monachelli agli altri, se entravano nei monasteri era sempre in una posizione gerarchica elevata e nei casi di maggiore importanza e ricchezza se lo fondavano loro un monastero, come fece il Francesco).

    Nonostante la “conversione” religiosa continuò sempre a sostenere le crociate a cui cercò più volte di unirsi. Riuscendo a partecipare credo alla V crociata ebbe con il suo correligionario frate Illuminato un colloquio con il sultano al Kamil. Il resoconto di quel colloquio di frate Illuminato racconta come Francesco rispose alle domande del sultano:

    – “II Sultano sottopose a Francesco un’altra questione:
    “II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuoi togliervi la tonaca” Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre!”
    . Rispose il beato Francesco: “Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: “Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da tè. E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terre e vi combattono, perchè voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi!”. –

    Non è dato sapere se queste furono le esatte parole, probabilmente il Franceschiello fu molto più leccapiedi, ma questo è quello che fu tramandato, ovvero fu quello che Franceschiello volle far credere per darsi un ‘aura di coraggioso predicatore, ed in piena coerenza con il suo sostegno alle crociate, cosa che gli portava favori politici in patria.

    Adesso poi fanno la marcia della pace ad Assisi, ma sono tutte balle di un paese falso e immafiato dalla chiesa romana. Comunque non è purtroppo niente di strano: ho visto anche partecipare alle manifestazione pacifiste ragazzi con la magliettina del Che Guevara.

    Che i francescani divennero i persecutori dell’inquisizione non deve meravigliare dato che lo stesso “mite” francesco prescriveva il carcere per quei frati che si fossero allontanati dall’ortodossia (decisa dal francesco), infatti scriveva nel proprio testamento:

    ” E tutti gli altri frati siano tenuti a obbedire così ai loro guardiani e a recitare l’ufficio secondo la Regola. E se si trovassero dei frati che non recitassero l’ufficio secondo la Regola, e volessero comunque variarlo, o non fossero cattolici, tutti i frati, ovunque sono, siano tenuti, per obbedienza, ovunque trovassero uno di essi, a consegnarlo al custode più vicino al luogo ove l’avranno trovato. E il custode sia fermamente tenuto, per obbedienza, a custodirlo severamente, come un uomo in prigione, giorno e notte, così che non possa essergli tolto di mano, finché non lo consegni di persona nelle mani del suo ministro. E il ministro sia fermamente tenuto, per obbedienza, a farlo scortare per mezzo di tali frati che lo custodiscano giorno e notte come un prigioniero, finché non lo consegnino al signore di Ostia, che è signore, protettore e correttore di tutta la fraternità. ”
    http://www.scribd.com/fullscreen/13085453 (punto 126)

    Inoltre ricordiamo che Francesco ebbe le “stimmate” come Muccioli e padre Pio…. E che creò quel teatrino per l’ideologicizzazione delle masse che ancora oggi chiamiamo “presepio”. Il cantico delle creature fu probabilmente redatto insieme a qualche ghost writer, infatti stranamente non si ricordano altre eccelse composizioni poetiche del Francesco.

    Insomma la vita di Francesco di Assisi è molto diversa dall’agiografia ufficiale, d’altra parte che cosa ci si potrebbe aspettare da chi è stato fatto patrono d’Italia?

  • Tonguessy

    Beh, interssante a dire poco. Conoscevo la versione di Dario Fo, che però non si spingeva così tanto.
    Sarebbe quindi un’icona alla Steve Jobs? Precursore dei tempi e paraculo eterno?

  • Xyz

    Bo’, chi e che cosa fosse non sono in grado di dirlo, non sono certamente un esperto, l’ipotesi icona mi sembra indovinata.

    E’ facile dire che cosa non sia stato: non è stato un umile poverello che predicava e praticava la pace, la povertà e la tolleranza. Tant’è che fu uno dei casi di “santo subito”, fu santificato a meno di due anni dalla morte, e ipso facto fu decisa l’edificazione della splendida Basilica gotica di San Francesco in Assisi, quindi i danèe non mancavano e non erano dati in beneficienza. Meraviglioso luogo di culto e di venerazione del “santo”, arricchito dagli affreschi del Giotto, richiamò da subito un notevole pellegrinaggio e un fiorente business che perdura nei secoli fino ad oggi.

    (Non ne conosco bene la vita ma mi sembra che padre Pio, cappuccino francescano, abbia avuto un decorso simile, ne è venuta fuori una brutta copia: giace ora in una cripta coperta d’oro in qualche splendida chiesa.)