Come e perché Stellantis rottamerà gli attuali concessionari

startmag.it

di Michelangelo Colombo e Giusy Caretto

Ecco il progetto di Stellantis per nuovi concessionari. Fatti, numeri, scenari e preoccupazione (degli attuali concessionari)

Stellantis dice addio ai vecchi concessionari.

La casa auto nata dalla fusione tra Psa ed Fca intende dare vita ad una nuova rete di vendita nel giro di due anni e a giugno invierà a tutti i concessionari in Europa la disdetta dei contratti.

L’azienda vuole concessionarie con dimensioni medio-grandi e un servizio post vendita adeguato. Due le parole d’ordine: digitale ed elettrico.

Tutti i dettagli.

Disdetta in arrivo per i concessionari

Secondo quanto annunciato dal Comitè des constructeurs francais d’automobiles, l’associazione che rappresenta i costruttori francesi di auto, citando l’imminente revisione del quadro normativo europeo per i contratti e gli standard di distribuzione (Block Exemption Regulation, Ber), Stellantis è pronta a snellire la propria rete di distribuzione.

In pratica, i titolari dei concessionari europei di Vauxhall, Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Alfa Romeo, Fiat e Jeep entro il mese di giugno riceveranno la disdetta dei contratti.

Il Pre-avviso

I dealer e le associazioni di categoria sarebbero comunque già stati avvisati dei cambiamenti in singole teleconferenze virtuali per ogni Paese europeo.

Verso un modello multimarca

L’obiettivo è quello di dare vita, entro i prossimi due anni, ad una nuova rete di distribuzione multimarca.

Stellantis, “per allinearsi ai cambiamenti normativi e alle evoluzioni dell’industria automobilistica, ha deciso di rafforzare il suo modello di distribuzione in Europa, promuovendo un modello sostenibile, dinamico, snello ed efficiente per tutti i suoi brand”, ha annunciato un portavoce della società.

“I rappresentanti dei concessionari europei saranno coinvolti attivamente nello sviluppo dei piani futuri e della strategia di distribuzione di Stellantis che, in linea con il quadro Ber effettivo da giugno 2023, aprira’ la strada a un nuovo schema di distribuzione”, ha aggiunto il portavoce.

Benefici anche per i clienti

I cambiamenti in atto “porteranno benefici ai clienti, alla rete di distribuzione e alla stessa Stellantis, creando un ecosistema più efficiente e sostenibile al passo con l’evoluzione del settore automobilistico”, dice il portavoce.

I numeri dei concessionari italiani

In Italia, riporta Repubblica, secondo gli ultimi dati Federauto, nel giugno 2020 il numero delle concessionarie era pari a 1.294, il 35% in meno rispetto al 2019. Il fatturato medio, nel 2019, è stato pari a 40 milioni di euro.

«L’iniziativa – sottolinea Carlo Alberto Jura, vice presidente di Federauto – genera un po’ di ansia specialmente per le aziende meno strutturate. In ogni caso si tratta di una evoluzione necessaria, fondamentale per razionalizzazione la rete e adeguarsi a una serie di nuove istanze. Le concessionarie restano un presidio territoriale importante destinato a cambiare il proprio business model, aprendosi sempre di più al tema della mobilità in generale e dei servizi».

L’analisi del Sole 24 Ore

“Si tratta – scrive il Sole 24 Ore commentando l’annuncio – di una diretta conseguenza del processo di fusione tra i due gruppi, con due reti di distribuzione completamente diverse che ora vanno uniformate sotto il cappello Stellantis. Allo stesso tempo, l’iniziativa che resetta completamente la rete dei dealer in Europa risponde a quella esigenza di fare economie di scala posta in primo piano da Carlos Tavares. Per arrivare a quota 5 miliardi come promesso dal ceo si deve lavorare su più fronti: quello industriale, a cominciare dalla rete produttiva, l’ambito finanziario fino alla rete di distribuzione dell’intera gamma Stellantis. Realtà che conta sul 40% del mercato in Italia – primo player – e su oltre il 20% in Europa – secondi dopo Volkswagen – stando agli ultimi dati sulle immatricolazioni nelle due aree”.

Le preoccupazioni dei concessionari

L’annuncio delle disdette crea tensioni nella rete di 400 concessionarie in Italia: «Si vuole ridurre il numero per abbassare i costi nella riorganizzazione in corso – sottolinea Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto -. C’è grande preoccupazione perché il numero scenderà in modo consistente con ripercussioni sui posti di lavoro».

0 0 voti
Valuta l'articolo
Sottoscrivi
Notifica di
1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
airperri
Member
23 Maggio 2021 , 8:41 8:41

In tutto ciò prima FCA ha ricevuto 6miliardi di aiuti dallo Stato dopo che ha spostato la produzione all’estero, la sede fiscale in UK e quella legale in Olanda. Davvero niente male; chissà la stecca ai politici per questa ennesima zozzata.

1
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x