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CHE COSA ?

DI JAMES HOWARD KUNSTLER
energybulletin.net

“Mel Gibson perde supporto all’estero” . Oddio, che delusione. E proprio quando avevamo bisogno di lui. L’interesse suscitato da questa urgente faccenda riflette probabilmente l’umore generale della nazione in queste torride giornate estive – ed effettivamente l’afa è insopportabile – per cui non sorprende che gli Stati Uniti abbiano perso la testa, come testimonia il fatto che la gente che dovrebbe sapere di più, nelle immortali parole di Jim Cramer, non sa niente. Un esempio: ieri ho visitato il podcast dello Slate Political Gabfest. Questo eccellente gruppo di gradevoli e colte persone ( David Plotz, Emily Bazelon e Daniel Gross, al posto di John Dickerson, in vacanza) discutevano sulle conseguenze della situazione economica per le prossime elezioni. Era abbastanza chiaro che non erano in grado di articolare la natura di questa situazione economica, “ …questa recessione o qualunque cosa sia…” nelle parole della signora Bazelon. Che senso ha inviare questa gente ai college di Ivi League se non sanno decifrare il mondo?


Chiamiamola contrazione da pressione deflazionistica, perché di questo si tratta, un veloce collasso sistemico di attività a causa di eccesso di investimenti nel sistema ultra – complesso( grazie Joseph Tainter). Si possono descrivere con una certa precisione alcune delle cose che stanno verificandosi nella nostra società. Abbiamo generato troppe pretese su una ricchezza che non c’è e ci sono poche speranze che possa essere generata. Ecco perché il debito risulta impagabile. Ed è così immenso che la Federal Reserve può continuare a “creare” nuovi dollari finché vuole, non ne saranno mai abbastanza per bilanciare la scomparsa del denaro virtuale sotto forma di prestiti non onorati. Quindi il denaro continuerà a sparire in modo indefinito dal sistema economico, le aziende chiuderanno e nessuna forma di governo avrà i fondi per espletare le funzioni per cui è stato eletto.

Questo collasso da pressione deflazionistica non è il crollo che ci siamo ciclicamente abituati a conoscere lungo i 200 anni di espansione industriale, quello causato dalle solite esalazioni dei mercati che cercano di regolare i flussi di domanda e offerta. Questa è l’implosione strutturale dei mercati che sono stati miratamente distrutti da frodi dilaganti e fanno uso dell’inganno in assenza di una reale attività produttiva.

La perdita dell’attività produttiva ha preceduto la frode e l’inganno agli inizi degli anni ’60, quando altre nazioni si ripresero dai traumi delle guerre mondiali e iniziarono a superare gli Stati Uniti nella produzione di beni. Personalmente, dubito che questo sia stato il risultato di alcuna cospirazione ma piuttosto un comprensibile processo storico che è andato a svantaggio dell’America. Niente di buono per noi. Il problema fondamentale è iniziato quando abbiamo cercato di compensare le perdite di creazione di valore con la trasformazione del settore finanziario in una orgia creditizia, in modo che ogni individuo, ogni impresa e governo potessero godere di crescenti livelli di ricchezza in un sistema che in realtà non ne produceva più alcuna.

Questo è stato realizzato nel settore finanziario “innovando” nuove garanzie da vendere basate sul concetto di avere qualcosa in cambio di niente. Ecco il senso delle malefatte di Wall Street e delle sue asservite operazioni. L’essenza della frode era la cartolarizzazione dei crediti perché la garanzia era insufficiente oppure del tutto mancante. Ecco come avere qualcosa in cambio di niente. L’inganno si verifica quando questi certificati privi di valore vengono dati in garanzia con nomi credibili come fondi pensionistici e altri investimenti.

Tragicamente, chi era nella posizione di sollevare obiezioni su queste menzogne non ha intravisto nessun pericolo nè ha suonato il campanello d’allarme e qui bisogna includere le autorità bancarie, governative( magistratura inclusa), accademiche e i mezzi di informazione. Ognuno ha preteso che quell’orgia di titoli ipotecari, garanzie di debito e obbligazioni per i prestiti, veicoli di investimento strutturati, obbligazioni di debito garantite e altre chimere del capitale corrispondesse a cose di valore reale.

Non c’è dubbio che gli editori e gli esperti dei media semplicemente non hanno capito le truffe di cui hanno parlato nelle cronache. Puoi scommettere che i giocatori a Wall Street hanno fatto ogni sforzo per mistificare i media con un linguaggio indecifrabile, e ci sono riusciti oltre i loro sogni più spinti. È difficile descrivere la miopia dei mezzi di informazione. Non credo lo facciano di proposito. Piuttosto deve esserci una relazione tra il loro basso stipendio e le loro ridotte capacità. Non bisogna scartare l’insieme di supposizioni e aspettative su come dovrebbero andare le cose nel mondo che può far perdere il senno anche ai più intelligenti.

Non ho alcun dubbio che le persone a Wall Street, a partire dai fedelissimi del mercato delle azioni fino ai potenti come John Thain, sapevano di star commerciando carta straccia. Molti di loro meritano di essere sbattuti in galera per anni e probabilmente questo non accadrà mai perché il presidente Barack Obama non ha avuto il coraggio di sguinzagliare la giustizia e ora è troppo tardi.

I più confusi di tutti sono gli economisti accademici, persi nella giungla dei loro modelli ed equazioni e nelle bizzarre aspettative su come devono andare le cose quando uno sa truccare le carte. Questa gente ha le convinzioni infantili che se qualcosa può essere misurato allora lo si potrà anche controllare. E saranno ricordati nella storia come il più grande raduno di clowns mai messo insieme e supererà tutti gli alchimisti, i preti e i visir impiegati per 1500 anni a partire dalla caduta di Roma.

È difficile dire se i governanti e i loro incaricati in posti chiave come la Securities and Exchange Commission e l’FBI sapevano del livello di scorrettezza presente nel settore finanziario, o se sono semplicemente comprati oppure se erano troppo stupidi per capire cosa avveniva intorno a loro. Il termine regulatory capture fornisce una valida spiegazione. Come ha potuto Christopher Cox del SEC non notare gli stupefacenti crolli dei titoli nella truffa delle cartolarizzazioni ipotecarie? Perché non è impiegato per 50 centesimi al giorno nella lavanderia del carcere federale di Allenwood? Come mai il ladro dei favori alla Countrywide Mortgage, Chris Dodd, si aggira ancora per la mensa del Senato? Potrei andare avanti per altre 200 pagine ma il senso è piuttosto chiaro.

Il fallimento collettivo di autorità – intenzionale o dovuto a errori di calcolo o incapacità mentale – fa tracimare. E ci lascia dove eravamo cioè in una contrazione da pressione deflazionistica ovvero la lunga emergenza. Non si tratta di una recessione ciclica. È la fine di una storia e l’inizio di un’altra, un’altra fase nella quale la gente dovrà imparare a vivere diversamente o soccombere. Sono certo che qualunque governante che dovrà essere cacciato lo sarà senz’altro, anche se magari sarà sostituito da una banda di sadici e deficienti che farà tutto peggio.

Ma in queste giornate di caldo intenso nessuno ci farà caso, anche se i mercati si capovolgono e vomitano, così come credo che avverrà da qui a Halloween se non la settimana prossima.

P.S. Non sono giunto ancora a conclusioni sulla fuoruscita di petrolio e le dichiarazioni di Matthew Simmons, anche se sono certo di aver ricevuto parecchia corrispondenza al riguardo, alcuna molto dettagliata. Il riversamento del petrolio è di nuovo sparito dalle notizie mentre aspettiamo il colpo definitivo ai pozzi di soccorso. Sappiamo di essere nell’occhio del ciclone e questo ci garantisce qualche emozione.

James Howard Kunstler
Fonte: www.energybulletin.net
Link: http://www.energybulletin.net/node/53585

27.07.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

Pubblicato da Davide

  • amensa

    ho già cercato di illustrare il processo degenerativo che ha portato a questa situazione, e ci riprovo un’altra volta.
    immaginiamo che su certi beni si sia cominciato a scambiarli non contro euro o dollari o quel che volete voi, ma contro PACCHI di euro, dollari o altro.
    come se per questi beni non si parlasse più di unità ma di decine, anzi di centinaia o migliaia.
    costruire una villetta, con buoni materiali, può costare tra materiali e mano d’opera dai 100 ai 150.000 euro. poi viene venduta a 500-700.000 euro.
    il mercato azionario è simile, e così altri beni di valore elevato.
    tutto il denaro immesso nel mercato, è stato così assorbito in questi scambi, facendo lievitare i prezzi di tali beni, ma ha avuto il vantaggio di non finire sul mercato dei beni di largo e comune consumo. e questo ha tenuto basso l’aumento dei prezzi e relativa svalutazione delle monete, mantenuto a tale livello a carico del disagio sociale rappresentato dalla disoccupazione e sottooccupazione. è come se si fosse accumulato sul tetto dei mercati, una valanga di denaro, pronta a riversarsi nei mercati nel momento in cui, quei beni che hanno avuto la funzione di collettori di denaro/ricchezza finanziaria, riporteranno i loro valori a rispecchiare i costi di produzione. solo in quel momento ci si accorgerà che esiste troppo denaro per troppo pochi beni.
    l’unica azione sensata, per evitare il collasso, sarebbe che i governi cominciassero a drenare ricchezza mediante forti tassazioni sia sui redditi alti ma soprattutto sui capitali. ma sperare in questo buon senso è pura illusione.
    pertanto prepariamoci a veder deprezzare il valore delle monete, ed andare a comprare il pane con una borsata di soldi.
    ma questa è storia già anche vista a Weimar e dintorni.

  • amensa

    io sono convinto che, dato che economisti, premi nobel, e compagnia cantante, non sono tutti scemi, come questa cosa l’ho capita io , l’hanno capita pure loro. Ma sono le conseguenze da trarre che non piacciono loro, ed ai loro “padroni” e soprattutto li renderebbero invisi proprio a coloro che li supportano per raccontarci le belle favole.
    quindi non stupirsi se fanno finta di cadere dal pero, è l’unica alternativa che hanno.

  • AlbertoConti

    ………………. Il problema fondamentale è iniziato quando abbiamo cercato di compensare le perdite di creazione di valore con la trasformazione del settore finanziario in una orgia creditizia ………….. Autodiagnosi sbagliata, confonde la fine col principio. Il principio è stato nel 1944 a Bretton Woods, quando il dollaro si è imposto, truffaldinamente, come moneta di riserva globale, convertibile in oro. 1971 fine dell’inganno primario e inizio di quello secondario, o “finanziario”, una pandemia alimentata da Reagan, famoso “economista” di chiara fama. Poveri americani, interpreti occasionali di una tragedia dell’ego alle prese con la sbornia tecnologica, il canto del cigno dell’ipocrisia, tara ereditaria dell’umanità. Mors tua vita mea, con 7 miliardi di umani su un solo pianeta non può funzionare a lungo, nell’età della tecnologia. Non basta la CIA, il Pentagono, il Mossad e compagnia cantante, i nodi sono finalmente venuti al pettine, la filosofia del privilegio è nuda (e cruda, come sempre).

  • amensa

    concordo ma devi aggiungere un particolare. Se il denaro creato e dato a prestito si fosse sempre (almeno ciclicamente) riversato sui consumi primari, o almeno ANCHE sui consumi primari, quelli di largo e comune consumo, si sarebbe creata ciclicamente la sensazione dell’inflazione, con conseguenti svalutazioni.
    questa volta, il denaro creato si è concentrato solo su alcuni beni, non primari, ed in mano ad una ristretta classe di individui, togliendo quella salutare sensazione di inflazione che fino ad allora aveva imposto un ridimensionamento del ciclo. credito a non finire, bassi tassi per periodi sproporzionati, capacità delle classi più agiate di rastrellare la liquidità (vedi aliquote marginali ridicole) e quindi di impegnarle in moltiplicatori finanziari.
    ora questa massa enorme di denaro è in circolazione, possibilità di investimenti praticamente nulli, e quindi prima o poi finiranno sulle commodities, sulle materie prime, sui futures del grano e del mais, ecc… ed a quel punto scoppierà l’inflazione, ma come un fulmine a ciel sereno, e di nuovo, i grandi pirla faranno finta di cadere dal pero.

  • AlbertoConti

    Già, i consumi primari sono l’ultima linea di resistenza del Piave, oltre la quale le masse soccombono; fine della spremibilità. E’ il confine sul quale si gioca la deflazione economica, in funzione antiinflattiva, o anche anti-iperinflattiva come ora: le masse in qualche modo sopravvivono e il capitale accumulato mantiene il suo valore. La rottura di questo precario equilibrio dinamico non piace a nessuno, peccato però che più lo si mantiene forzosamente, più l’equilibrio diventa instabile, e la sua inevitabile rottura più disastrosa, ma anche più chiarificatrice dell’autotruffa sociale, che ha diviso la società stessa in ladri e derubati (o parassiti e parassitati, o schiavisti e schiavi). Ma questo difetto grave nel controllo della moneta ha origini chiare e precise nei luoghi e nei tempi, con nomi e cognomi ben identificabili. Diverso il discorso per i vantaggi/svantaggi e relative responsabilità diffuse, condivise a “strati” orizzontali e trasversali, di quote non più numericamente trascurabili di “traviati” dal sistema.

  • amensa

    quoto ! vedo che sono riuscito a farmi capire.

  • alvit

    “una pandemia alimentata da Reagan, famoso “economista” di chiara fama. Poveri americani”

    Perche’? Veramente credi che sia stato Reagan? allora, senza offesa, mi sa che hai capito pochino di come funziona il business 🙂
    Possibile che Nessuno o quasi si rende conto dell’altissima percentuale di “chosen people” nelle varie amministrazioni americane? E’ purtroppo il caso di dire: Se non e’ zuppa e’ pan bagnato.
    Se c’e’ stato chi, presidente o meno abbia voluto fare di testa sua per il bene della nazzione e’ stato semplicemente eliminato 🙁

  • AlbertoConti

    Era in senso ironico. Ti pare che un mediocre attore di western possa cambiare l’economia del pianeta? Eppure nei libri di “storia” (sempre ironico) si parla di “reaganomics”.