FONTE: WASHINGTON’S BLOG
Così il Guardian ha scritto la scorsa settimana:
Meredith Whitney, l'analista di ricerca statunitense che ha correttamente previsto la crisi globale del credito, ha descritto la situazione di debiti locali e statali come il problema più grande per l'economia degli Stati Uniti, e che potrebbe scombussolare il suo recupero.
"Accanto a quella immobiliare è la questione più importante negli Stati Uniti e certamente la più grande minaccia per l'economia degli Stati Uniti", ha detto Whitney nel programma “60 minuti” della CBS nella notte di domenica.
"Non ho il minimo dubbio che si vedrà una raffica di inadempienze di obbligazioni municipali. Si vedranno da cinquanta a cento inadempienze consistenti - o più. Ciò equivale a centinaia di miliardi di dollari di default".
The Guardian continua:
Detroit sta tagliando sulla polizia, l'illuminazione, le riparazioni stradali e i servizi di pulizia .... La città, che ha subito un calo per quasi due decenni a causa del declino dell'industria automobilistica statunitense, non produce ricchezza sufficiente per mantenere i servizi per i suoi 900.000 abitanti.
Il vicino Stato dell'Illinois ha speso due volte i soldi che ha raccolto ed è indietro di circa sei mesi sul pagamento dei creditori. Solo l'Università dell’Illinois è indebitata per 400 milioni di dollari .... Lo Stato ha una probabilità di fallire del 21%, più di ogni altro, secondo CMA Datavision, un fornitore di informazioni sui derivati.
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In Italia, Moody's e S & P hanno minacciato di retrocedere Firenze, mentre Venezia è stata costretta negli ultimi mesi a mettere in vendita un po' dei palazzi lungo i suoi canali per finanziare il deficit.
"Le città sono abbandonate a se stesse. I governi non vengano loro in soccorso in quanto hanno problemi per conto loro", ha detto Andrés Rodriguez-Pose, docente di geografia economica presso la London School of Economics. "Le città dovranno pagare per i loro debiti, e in alcuni casi dovranno eseguire tagli drammatici, come Detroit".
Naturalmente, come ho sottolineato precocemente e di frequente, questo “colpisce proprio i governi centrali", perché hanno assunto i debiti tossici delle loro banche "troppo grandi per fallire". Per questo motivo "i governi non verrà in loro soccorso come hanno problemi per conto loro".
La Bank for International Settlements (BIS) è spesso chiamata "banca centrale delle banche centrali", perché coordina le operazioni tra le banche centrali.
BIS osserva in una nuova relazione che i pacchetti di salvataggio delle banche hanno trasferito i rischi significativi sul bilancio del governo, che si riflette nel corrispondente ampliamento degli scambi di crediti sovrani di default:
L'ambito e la portata dei pacchetti di salvataggio delle banche significa anche che i rischi significativi erano stati trasferiti sul bilancio del governo. Ciò era particolarmente evidente nel mercato dei CDS (Credit Default Swap) sovrani coinvolti sia nel salvataggio delle grandi banche individuali sia in pacchetti di ampio sostegno per il settore finanziario, compresi gli Stati Uniti. Mentre tali CDS sono stati scarsamente scambiati prima degli annunciati pacchetti di salvataggio, la loro diffusione si è ampliata improvvisamente con l’aumento della domanda di protezione del credito, mentre il corrispondente settore finanziario si rafforza.
In altre parole, assumendo enormi porzioni di rischio dalle banche trattanti derivati tossici, e spendendo migliaia di miliardi che non hanno, le banche centrali hanno messo i loro Paesi a rischio di default.
Uno studio su 124 crisi bancarie fatto dal Fondo Monetario Internazionale ha trovato che sostenere le banche che aspirano solo ad essere solventi non danneggia l'economia:
L’analisi di fondo fino ad oggi dimostra anche che le misure di politica accomodante (come il consistente supporto di liquidità, la garanzia governativa esplicita sulle passività delle istituzioni finanziarie e l’astensione da norme prudenziali) tendono ad essere fiscalmente costose e che queste politiche particolari non necessariamente accelerano la velocità di ripresa economica.
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Troppo spesso, le banche centrali privilegiano la stabilità rispetto ai costi nella foga della fase di contenimento: in tal caso, esse possono anche liberamente concedere prestiti a una banca senza liquidità che quasi certamente si dimostrerà in ogni caso insolvente. Inoltre, la chiusura di una banca non vitale è spesso ritardata per troppo tempo, anche quando non ci sono chiari segni di insolvenza (Lindgren, 2003). Dal momento che per chiudere delle banche si devono affrontare molti ostacoli, si tende a fare affidamento invece sulle garanzie della coperta governativa che, se la posizione fiscale e politica del governo le rende credibili, può funzionare anche se a costo di porre l'onere a bilancio, in genere tagliando sulle future prestazioni di necessari servizi pubblici.
Naturalmente, ci sono altre cause per i problemi di bilancio delle città oltre al salvataggio delle grandi banche da parte degli Stati.
Come “Business Insider” sottolinea:
In secondo luogo, le entrate della città stanno crollando e vanno sempre peggio. Le imposte sugli immobili non hanno rispecchiato il totale dei danni dalla crisi dei subprime. La disoccupazione molto alta taglia le entrate delle città, mentre aumenta i costi per i servizi.
Il prossimo default potrebbe essere una grande città come Detroit, o potrebbe essere una delle centinaia di piccole città che sono sull'orlo del fallimento.
Il fatto che gli immobili stanno entrando in una doppia recessione e che il governo sta aggravando il problema della disoccupazione (che ha ridotto la fiducia dei consumatori ) non fa ben sperare per le città.
Naturalmente, se le città e gli Stati avessero effettivamente finanziato le loro pensioni e altre obbligazioni durante i tempi buoni, o almeno fatto proiezioni di investimento più realistiche, non sarebbero in un tale grande buco ora. Vedere questo.
Fonte: http://georgewashington2.blogspot.com/
29.12.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EITORE MARIO BERNI
ostara 4 gennaio 2011
L'Ici è un'imposta tuttosommato relativamente recente,che ha sostituito l'Ilor
(di gran lunga inferiore);vero è che un tempo i comuni si sostenevano con l'imposta di famiglia che era meno discriminante perchè colpiva i redditi nella loro globalità e non selezionando solo chi possiede proprietà immobiliari.
Al momento l'Ici colpisce solo le seconde case (quelle libere o date in locazione) ma determina comunque un entrata ragguardevole,
L'abolizione sulla prima casa è stata di grande aiuto alle famiglie,specie per le giovani coppie che hanno anche un mutuo e riguarda solo le case di civile abitazione mentre permane per quelle di lusso.
E' in parte demagogico sostenere che la causa della crisi dei comuni sia dovuta allìabolizione dell'imposta quando gli sprechi delle amministrazioni sono noti a tutti (consulenze strapagate e di risibile utilità,ecc.Il comune di Torino è stato su tutti i giornali per aver estromesso un amministratore di Rifondazione perchè aveva bloccato una spesa miliardaria per macchinari legati alla nettezza urbana di assoluta e dimostrata inutilità)
D'altra parte anche il precedente governo l'aveva ridotta in modo ampio l