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SUL SENSO DELLA POLITICA, LA POLITICA DEL SENSO E L’INFORMAZIONE MEDIATICA IN ITALIA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Liberi pensieri

Guardando le notizie della cronaca quotidiana spicciola c’è davvero da rabbrividire. In Usa, un dodicenne confessa alla polizia di aver ucciso a coltellate la sorellina di 6 anni. In compenso, a New Orleans, dal tetto di un edificio, due giovani ventenni sparano sulla folla che celebrava la festa della mamma e spedisce all’ospedale 14 persone, di cui quattro molto gravi in fin di vita. Non è che in Italia vada meglio, se è per questo. A Milano un uomo prende a picconate i passanti, ne uccide uno e ne ferisce gravemente altri tre. Interrogato dalla polizia, appare infastidito dalle domande, sostenendo che essere disoccupato e senza casa lo autorizzava a compiere tale gesto.

In Sicilia, su un treno, un passeggero, a un certo punto si è alzato in piedi, ha cominciato a urlare, ha estratto dalla sua borsa uno strumento di lavoro e ha cominciato a prendere a martellate gli altri viaggiatori nello scompartimento. Questa mattina, a Salerno, una giovane ventenne è stata ricoverata all’ospedale dove le è stata estratta la milza, spappolata dai calci del suo fidanzato che ha candidamente confessato “non voleva stare zitta”. E così via dicendo. L’elenco potrebbe proseguire a lungo, e sarebbe fin troppo facile sostenere con tristezza che “il mondo sta ormai impazzendo”. Non credo che sia così.

Non ho idea come fosse quarant’anni fa. O meglio, anagraficamente potrei saperlo, dato che c’ero, ero già maggiorenne e seguivo ciò che accadeva. Ma abitavo a Roma, e nessuno sapeva ciò che accadeva a Vicenza, a Cefalù, a Pisa, Macerata, Asti o Lignano Sabbiedoro. A meno che non fosse lì sul posto o seguisse la specifica cronaca locale dei quotidiani del posto. Se non fosse stato per Peter Jennings, i coraggiosi giornalisti di CBS e Oriana Fallaci, nessuno avrebbe mai neppure saputo che i marines americani, nel 1964, avevano compiuto un efferato massacro di contadini innocenti nel villaggio di My Lai, nel Vietnam. Forse, è accaduto in tanti altri posti, sia nel Vietnam che nel resto del mondo, ma non lo abbiamo mai saputo e non lo sapremo mai. Oggi, è diverso. Perché se accade qualcosa, basta che un passante sia informato sugli avvenimenti e dopo qualche minuto l’evento viene rubricato sui cinque continenti grazie a twitter, facebook e le immagini scattate dal proprio cellulare. Se io vi chiedessi qual è stato il più terribile terremoto negli ultimi cinque anni, è molto probabile che la stragrande maggioranza non sarebbe in grado di fornire la risposta giusta: è avvenuto nel 2008, in Birmania, dove ha causato 180.000 morti. Ma allora non esistevano gli attuali sistemi di comunicazione di massa, e l’evento non ottenne alcuna implicazione, tantomeno una diffusione. Le agenzie di stampa batterono la notizia che sfuggì all’attenzione e alla curiosità. Anche perché la Birmania non era Parigi, New York o Londra. Noi, oggi, protestiamo giustamente contro la violenza sulle donne perché la statistica ci informa che soltanto nel 2012 sono state assassinate in maniera violenta 125 donne e scopriamo che esiste una parte del mondo maschile popolata da animali brutali, bastardi, primitivi. Questo fatto ci provoca una reazione di sconcerto, rabbia, avvilimento e protesta, e pensiamo che si stia propagando una diffusione di brutalità maschile. Mia zia commenta con senile tristezza “ai miei tempi non era così”. Si sbaglia di grosso. Era peggio, molto ma molto peggio. Solo che nessuno lo sapeva. Dopo una attenta e lunga ricerca, insieme ad altri curiosi, abbiamo appurato che soltanto nella regione Veneto, nell’anno 1963 –cioè 50 anni fa- vennero assassinate ben 243 donne e alcune ricerche statistiche ci informano che 50 anni fa il numero delle donne assassinate in Italia era superiore del 460% a quello oggi ufficialmente archiviato. Nello stesso anno, soltanto nella cinta di Roma, vennero assassinate ben 192 prostitute. Basterebbe andarsi a leggere, in archivio, tutta la cronaca locale delle decine di migliaia di pubblicazioni di ogni singolo paesetto della repubblica per venire a scoprire che il mondo non è cambiato affatto, anzi. E’ molto più pacifico e civile.

E’ cambiata la percezione degli eventi.

Sono cambiate le reazioni.

Ma soprattutto è cambiata la velocità delle informazioni.

Oggi chiunque può sapere ciò che accade, basta che lo voglia.

Perché ciò che conta è “la reattività”.

Negli ultimi 26 mesi, nella Repubblica di Siria sono state uccise 81.500 persone come conseguenza della guerra civile. Soltanto negli ultimi otto mesi, sono stati barbaramente assassinati circa 2500 palestinesi nei campi profughi in territorio siriano, di cui 650 bambini innocenti, nella più totale indifferenza dell’Europa, soprattutto degli italiani. Ma se domani c’è uno scambio di pistolettate tra poliziotti israeliani e palestinesi a Gaza, compaiono subito migliaia di pagine su facebook e la gente marcia per le strade manifestando solidarietà per i palestinesi. La stessa identica etnia, lo stesso popolo, la stessa condizione di profughi, disagiati, poveri, imprigionati, non conta nulla perché stanno in Siria. Poiché l’Italia è coinvolta nel conflitto siriano a livello statale, essendo parte in causa attraverso la vendita di materiale bellico ad alta precisione e poichè i responsabili delle infrastrutture di sicurezza, intelligence e controllo siriano sono stati affidati ad aziende italiane, bisogna far “percepire” ai cittadini italiani che quell’evento è lontano da noi, non ci riguarda, e quindi non è necessario avere alcuna reazione. Nel solo 2012, nel continente africano, sono state barbaramente assassinate circa 100.000 persone, colpevoli soltanto del fatto di essere cattoliche. In Africa è in corso una vera ecatombe di cattolici innocenti, di gran lunga superiore alla quantità di martiri cristiani dei primi cinque secoli dell’era iniziata 2013 anni fa. Il tutto nella generale e totale indifferenza. Ma se domani, a Clermont Ferrand, a Gubbio o a Stoccarda tre cattolici vengono uccisi perché sono cattolici, la gente s’infiamma dallo sdegno, il papa ne parla alla tivvù e si riunisce il consiglio d’Europa in seduta d’emergenza. Forse si arriva anche all’Onu.

Perché cambia la percezione, quindi, cambia la modalità di introiettare l’informazione.

Le notizie non valgono nulla.

Non hanno alcun Senso. Nessun Valore. Nessun impatto. Niente.

Ciò che davvero conta, è la modalità di diffusione, e di amplificazione dei dati reali.

Il disagio socio-psicologico che tutti noi proviamo può essere intaccato, superato, abbattuto, se si lavora per restituire il Senso all’oggettività, abbattendo la “relatività legata all’uso e alla manipolazione ideologica del dato stesso”. Ritrovare il “Senso della Politica” vuol dire capire, comprendere, far propria, l’idea che esistono parametri di civiltà, di equità, di sorveglianza civica, di attenzione della cittadinanza, che vanno applicati e seguiti dovunque e comunque, perché appartengono alla sfera della “informazione” (che dovrebbe essere oggettiva) avulsa da una nostra idea pre-concetta, priva di proiezioni emotive, senza alcuna faziosità, senza pregiudizi, senza manipolazioni.

Tutto ciò per invitare i lettori a riflettere e costruirsi una propria idea personale, nata dalla libertà del proprio ragionamento, su ciò che sta accadendo oggi in Italia nella vita politica.

Se un eletto nelle file del M5s compie un atto, ciò che ha fatto non ha alcun valore di per sé; perché ciò che conta è la modalità attraverso la quale quella specifica azione viene presentata e data in pasto al pubblico a chi controlla la diffusione capillare della comunicazione politica alle masse. A questo servono i giornalisti tanto pagati. A fare in modo di fornire una percezione tale per cui il dato A possa addirittura trasformarsi nel dato B e al destinatario della comunicazione arriva una “notizia” che, paradossalmente, è esattamente opposta a quella partita dal mittente, fonte del dato oggettivo. A questo punto, di solito, sorge spontanea una reazione “lo sappiamo, grazie della lezione; ma come possiamo fare noi che non abbiamo strumenti di difesa? Come possiamo districarci?”.

E’ facile, semplice, elementare.

Oggi, il vantaggio rispetto alla fase precedente ai social networks, alla rete, e alla comunicazione di massa, consiste nel fatto che è possibile verificare alla fonte. Un tempo non era possibile. Si era ricettori passivi. Dipende da noi, quindi, sottrarci alla manipolazione, diventare pro-attivi. Capire e far nostro il principio per cui ci rifiutiamo di “reagire sulla base di una percezione” ma scegliamo di diventare inter-attivi, dato che abbiamo la possibilità di andare a controllare il dato. Se ci basiamo su ciò che ci dice la Repubblica, il Giornale o il tiggì o –ancora peggio- ciò che leggiamo su facebook da anonimi virtuali, a noi non verrà fornita nessuna notizia, bensì ci arriverà già (precotta) la percezione della notizia. Lo sanno molto bene i consulenti della comunicazione di Berlusconi e di Letta. E’ una modalità molto chiara. E’ facile sottrarsi, se ci sta a cuore sapere ciò che davvero accade. Veniamo a un esempio diretto su un fatto di cui negli ultimi giorni si è parlato, senza fornire i dati oggettivi, ma fornendo la percezione dei fatti: le diarie degli eletti M5s e il loro comportamento rispetto alle cifre percepite. Il livello di confusione è stato originato dalla cupola mediatica “per annacquare e svilire il Senso” innescando una spirale della percezione indotta in modo tale da inibire il dato alla fonte e far parlare la gente di qualcosa d’altro. C’è cascato perfino Grillo che ha tentato di arginare l’effetto “lavorando sulla percezione”, quindi commettendo l’errore di entrare nel gioco di chi voleva che si parlasse proprio di quello e non del dato oggettivo. Oggi, la maggior parte delle persone parla dell’argomento pensando di essere al corrente della situazione mentre invece non è così: le persone ignorano il dato oggettivo e hanno incorporato soltanto “una percezione del dato”. Adesso vi fornisco i dati oggettivi. Ai quali vi consiglio di non prenderli per principio perché lo scrivo io, ma di andare a controllarli alla fonte, essendo un vostro diritto legale. Lo potete fare. Ogni cittadino ha il diritto di telefonare alla camera dei deputati, farsi passare il centralino della presidenza e chiedere ragguagli su eventi formalmente rubricati a un numero verde 800 0129555 oppure allo 06/67601. Potete anche chiedere di farvi passare direttamente il gruppo del M5s e chiedere informazioni “ufficiali”, in modo tale da verificare le informazioni e quindi “costruirvi dentro una percezione legittima: la vostra” perché basata su un dato oggettivo. Ho telefonato alla camera e ho parlato con uno dei segretari responsabili della Boldrini che mi ha ufficialmente notificato il seguente fatto: “In data 8 maggio 2013, la IV Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha bocciato un emendamento presentato dal gruppo parlamentare del M5s che istituiva un fondo rotativo fnalizzato alla concessione di un finanziamento alle micro-imprese e alle piccole imprese che vantino crediti con la pubblica amministrazione. La dotazione del fondo stesso doveva essere finanziato con l’abrogazione delle erogazioni a titolo di cofinanziamento ed il rimborso per le spese elettorali sostenute da partiti e movimenti politici eletti”. In pratica, con tale emendamento il gruppo parlamentare del M5s proponeva di dar vita immediata a un fondo di pagamento dei debiti da parte della amministrazione pubblica nei confronti delle imprese creditrici. Il PDL, la lista Monti e il PD hanno votato contro e l’emendamento non è passato. Di conseguenza, il M5s si è trovato nella condizione di sapere che la restituzione dei loro fondi non sarebbe andata a coprire nessuna esigenza della cittadinanza, su scelta della maggioranza del governo. Hanno scelto, comunque, di rifiutare i 42 milioni di euro e di restituirli allo Stato, evento che si è verificato. Fine della notizia.

Come lo Stato utilizzerà quei fondi, non è dato saperlo.

In data 13 maggio 2013, i 7 consiglieri regionali M5s eletti nella Regione Lazio hanno stabilito di rinunciare ai rimborsi elettorali. Inoltre, hanno comunicato pubblicamente e “ufficialmente” di essersi decurtati lo stipendio da 18.500 a 4.500 euro. Tutti, nessuno escluso. Tale cifra è stata depositata presso gli sportelli di Banca Etica a Roma –dove si può andare a verificare su richiesta se sia vero o meno- sotto la dizione “fondo regionale di approvvigionamento” per dar vita al varo di un “fondo di sussistenza per una resa di emergenza” nei confronti delle realtà sociali maggiormente disagiate e deboli. E’ stato deciso di avviare subito un sondaggio in rete tra gli iscritti per identificare i soggetti destinatari di tale fondo. Tale scelta è stata operata perché il consiglio regionale del Lazio si è rifiutato –come la commissione bilancio della Camera- di far approvare una delibera che consentisse di usare i fondi del M5s per pagare le piccole e medie imprese creditrici. La stampa intera –quotidiano la Repubblica in testa insieme alla Lega Nord- ci ha fatto sapere dieci giorni fa che la Regione Lombardia ha “attuato una riduzione di 1.931 euro lordi dallo stipendio dei consiglieri”. La notizia è vera, rubricata in data 7 maggio. Non hanno detto, però, che in data 8 maggio è stato deliberato un aumento di 2.159 euro netti –come rimborso elettorale permanente per le “spese correnti di gestione”- a quegli stessi consiglieri regionali ai quali era stata detratta, il giorno prima, la cifra di 1.931 euro lordi. Quindi, la stampa intera ha presentato un “aumento” come se fosse una “riduzione”. Se vivete in Lombardia potete telefonare al consiglio regionale, ed è un vostro diritto costituzionale avere copia delle delibere firmate dal presidente Roberto Maroni. Sempre su repubblica si è letto che senatori e deputati del M5s erano in rivolta perché si volevano tenere la diaria, facendo anche i nomi della Taverna, di Di Battista e di altri. In data 12 maggio 2013 il deputato Alessandro Di Battista e la senatrice Paola Taverna, nel corso di una manifestazione pubblica che si è svolta a Piazza Rosolino Pilo, nel quartiere di Monteverde vecchio a Roma, alle ore 19, hanno comunicato “ufficialmente” l’esito del loro comportamento. Ha detto Paola Taverna. “Prima di essere eletta guadagnavo 1.100 euro al mese. Il mio stipendio ammonta a 19.460 euro, di cui io ho scelto di percepirne complessivamente 4.400 euro, restituendone 15.000 allo Stato. Non potendo contribuire alla costituzione di un fondo perché la commissione bilancio ha bocciato il nostro emendamento, ho deciso di accettare la restituzione allo Stato, nella speranza che li usino per i cittadini”. Il deputato Di Battista ha dichiarato “La cifra di mia competenza ammonta a 20.900 euro perché mi è stata attribuita anche la quota supplementaria relativa alla mia qualifica di vice-presidente della commissione esteri. Di questa cifra, ho restituito la cifra di 15.500 euro che sono ritornate allo stesso ufficio della ragioneria di Stato da cui erano partiti”. Nessun organo di stampa ha dato comunicazione di queste notizie.

Rimane, quindi, nella gente, la “percezione” che all’interno degli eletti del M5s ci sia un problema relativo alla restituzione degli stipendi percepiti.

Non è così, nella realtà.

E’ così nella “percezione” della gente.

Ma ciò che deve contare nel cittadino non è la percezione bensì il dato reale.

Evitiamo di cadere nella trappola percettiva.

E’ la stessa che fa credere a tante donne che l’onorevole Daniela Santanchè sia una paladina dei diritti civili delle donne.

Non fidiamoci di ciò che leggiamo su facebook o sulla stampa. Andiamo a controllare di persona o sulle pagine personali delle persone per le quali abbiamo votato, qualunque sia il partito di appartenenza, oppure telefonando alla Camera dei Deputati.

Bisogna abituarsi a ragionare sulla realtà dei dati e non sulla percezione.

E’ la differenza tra il suddito e il cittadino. Tra chi è passivo e chi è attivo.

Se oggi non vi informate, la responsabilità è vostra.

Questo è il Senso della democrazia diretta.

Se rimanete sudditi, è perché lo avete scelto.

Come diceva Shakespeare:

Non è mai colpa delle stelle l’inganno della nostra miseria, ma è sempre nostra responsabilità”.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: www.liberi-pensieri.info
Link: http://www.liberi-pensieri.info/2013/05/come-i-media-e-i-partiti-hanno-sostituito-la-percezione-della-realta-alla-realta-oggettiva/
13.05.2013

Pubblicato da Davide

  • stef3

    Questa è una esortazione giusta a ricercare la verità , rivolta agli “addormentati onesti”, ma per quelli disonesti? non per niente il moto di CDC recita: Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. Per la disonestà non vedo al momento rimedi facili… forse l’esorcismo?

  • Ercole

    CARO MODIGLIANI dimentichi un particolare :la società è divisa in classi sociali ,è da stupidi ed astratto sostenere il concetto che noi siamo padroni del nostro futuro dal momento che vi e una classe che detiene il potere , i mezzi di produzione,e informazione (la borghesia)mentre l’altra è sottomessa, l’informazione e la conoscenza può essere un mezzo non il fine della nostra emancipazione se prima non si elimina il capitalismo.Non è la coscienza che determina l’essere sociale ma l’essere sociale che determina la coscienza (k. marx ) . Il concetto metafisico di Shakespeare non c’entra un fico secco.A noi materialisti sta a cuore LA SOSTANZA non il commento fumoso che propini e che non porta da nessuna parte ,il mondo non va interpretato: va cambiato. E’ importante l’arma della critica ma deve prevalere la critica delle armi.

  • jorge

    Cori Modigliani tratteggia bene il fenomeno: la creazione della “falsa realtà” da parte dei media. E’ un esempio calzante la descrizione della manipolazione del tema riguardante la riduzione degli stipendi propugnata dal M5S e il modo distorto con cui la questione è stata “percepita” dalla maggioranza -probabilmente- dei cittadini. La conclusione dell’articolo, però, è desolante: “se rimanete sudditi, è perché lo avete scelto”.
    Modigliani sembra ignorare cosa può succedere quando un “cittadino” viene in possesso di una “giusta percezione” perfettamente documentata dopo un paziente lavoro di ricerca in cui strappa il sipario che copre la “falsa realtà”, se la scoperta non può essere metabolizzata, assunta in tutte le sue implicazioni da altri appartenenti al corpo sociali che la supporteranno e la svilupperanno. Se ciò non avviene perché gli altri, cittadini o sudditi che siano -mossi dalla paura, dall’interesse o dal prevalente desiderio di “quieto vivere”- preferiscono non mettere in discussione la “falsa realtà”, allora, facilmente, la “verità” resterà comunque nascosta con grave rischio personale per colui che ha avuto l’ardire di svelarla. In parole povere: in una società “omertosa” il destino del cittadino informato, qualora volesse diffondere le notizie in suo possesso, è quello di vittima.
    Voltaire affermava, sinteticamente: “E’ pericoloso aver ragione quando l’ autorità costituita ha torto”
    Chiedere di diventare cittadino a chi per ragioni oggettive (di potere) è suddito, senza considerare la necessità di disporre di una rete protettiva in grado di accogliere e fare proprie le implicite accuse al “sistema” che ne potrebbero derivare e le ritorsioni che seguirebbero, è, quanto meno, ingenuo.

  • haward

    Tutto giusto e perfetto, direi scontato. Le versioni che ci vengono quotidianamente fornite dai media sono, nella migliore delle ipotesi, parziali, nella peggiore manipolate in modo tendenzioso o addirittura false. Questo principio, però, deve valere per tutto e tutti, per il presente, l’attualità, e per il passato, la Storia. Vale per il M5S e per Berlusconi, tanto per fare un esempio, tanto per citare due tra gli obiettivi abituali di Repubblica. Siamo pronti per essere noi, prima ancora dei giornalisti, aperti a rivere un’informazione obiettiva?

  • IVANOE

    Niente paura orso…
    In Italia non succederà mai niente come e’ sempre stato.
    Troppo divisi, troppo individualisti, troppo diversi uno dall’altro nelle idee che non sono mai sate uniforme, spezzattati come siamo stati perché ci conveniva in tante categorie quelle effimere dalla macchina piu grande della tua, alla gara ( fanfaronesca) di quante donne abbiamo avuto, oppure quanto alzi di panca in palestra.
    Oltre alle divisioni economiche e al vanto di non pagare le tasse e fregare il prossimo, cattivi discorsi fatti davanti ai figli o ai giovanissimi.
    Ecco in questo brodo culturale fascista che non e’ mai morto in Italia, ma a quale rivoluzione si aspira ? Semmai a una guerra civile tra fazioni ( sperando ce non sia tra palestra ti e sedentari… ) sempre che gli USA vogliano farcela fare essendo loro i padroni militari dell’Italia…
    No non con gli italiani si avranno sussulti di orgoglio, l’italiano deve affidarsi al machiavellismo, ossia entrare nell’organismo come un batterio buono e cambiarlo aum aum senza farsi accorgere dal nemico e poi dopo 7-10 anni se saremo ancora vivi, scoprire le carte al mondo intero avendo occupato tutti i posti di controllo amministrativo dello stato…
    Purtroppo io vedo l Italia piu portata alla storia dei paesi suddamericani dove gli USA per controllarli ha esaltato le differenze sociali tra i benestanti e i poveracci in una eterna condizione sociale, l’italiano può solo sperare che gli USA lo tengano agganciato a quella parte di popolazione benestante ( posto di lavoro sicuri, benefit ecc. ecc ) tutte quelle cose per molti fortunose che lo sganceranno definitivamente dalla futura povertà per molti… In sostanza si salveranno solo i soliti leccaculo.

  • jorge

    Stai plagiando te stesso. E’ lo stesso commento di ieri all’articolo di Eugenio Orso.

  • mincuo

    Se io vi chiedessi qual è stato il più terribile terremoto negli ultimi cinque anni, è molto probabile che la stragrande maggioranza non sarebbe in grado di fornire la risposta giusta: è avvenuto nel 2008, in Birmania, dove ha causato 180.000 morti. Ma allora non esistevano gli attuali sistemi di comunicazione di massa, e l’evento non ottenne alcuna implicazione, tantomeno una diffusione.
    Dire che nel 2008 l’evento non ebbe risonanza perchè “non esistevano gli attuali mezzi di comunicazione di massa”…..vuol dire, per me, che si può dire tranquillamente al lettore medio anche cose del genere senza nessun problema.

  • albsorio

    “Oggi, il vantaggio rispetto alla fase precedente ai social networks, alla rete, e alla comunicazione di massa, consiste nel fatto che è possibile verificare alla fonte.” —- non è sempre così semplice, chi è andato a Catin per vedere i resti dell’aereo caduto col Governo Polacco? Io no e lei? Come fa a sapere che cosa è realmente successo? —- la verità è ciò che si crede essere vero. —- Oppure, ripeti una bugia (inTV) finche non diventa verità…

  • Kiddo

    confesso che ho cessato di leggere dopo quella affermazione.

  • illupodeicieli

    Penso che ci siano due cose da fare nella propria vita, e sono entrambe di estrema importanza: la prima,che mi insegnò la mia insegnante di filosofia al liceo, è che “devi ragionare con la tua testa” e ,se del caso, “criticarmi se secondo te ho torto” (frase e pensiero che il buon Paolo di Tarso espresse chiaramente a Pietro quando costui voleva far circoncidere tutti e lui, per “mia fortuna”, “gli resistette in faccia perchè aveva torto); la seconda cosa è che non basta “la prima” perché,come ha espresso bene l’articolista, come ha fatto capire, tu puoi anche ragionare bene e con la tua testa, ma lavori con gli elementi che hai. Se prendiamo che so, la Gabanelli che domenica scorsa sosteneva che non possiamo battere moneta perché non c’è ancora l’unione politica in Europa, penso, ma io Seb, che non sia quello il motivo. Ecco che occorre verificare,come dice lui, le fonti, e come diceva anche Buddha, non prendete per vero per oro colato ciò che vi dico io (perchè mi reputate autorevole) ma fate come l’orafo che filtra l’oro di continuo. O come più modestamente disse Bud Spencer in un film (Bomber) : impara a cercartela da solo la verità ,invece di dare retta a certa gentaglia. A conferma di quanto detto sempre dall’articolista il suo pensiero, e cioè che le notizie viaggiavano diversamente da oggi, ci sono stati sia Asimov che il tanto vituperato Piero Angela che hanno sostenuto la stessa tesi, e tuttavia riferendosi ai tempi passati, dato che i loro assunti (quasi una scoperta dell’acqua calda) sono stati scritti e pronunciati intorno agli anni 80, quando il web in pratica non c’era. Non viene però mi pare sottolineato o almeno richiamato il tempo che occorre per informarsi e poi l’uso che uno fa di ciò che apprende.Ad esempio il sottoscritto non è per niente convinto del femminicidio e il discorso mi porterebbe ad avanzare altre considerazioni che non voglio,per ora , esternare: e dopo che , dati alla mano, so che ciò che passa in tv e nei media non è vero o non lo è del tutto, che cosa succede ? Può cambiare qualcosa? In che modo e perchè? Ci sarebbero dei vantaggi? Se pensiamo che informazioni false sui possibili attentati aerei ci obbligano,ancora oggi, a portare shampoo o bagno schiuma o profumi ,in confezioni ridotte e visibili a tutti, o che quando passi il controllo in aeroporto devono vedere se ce l’hai grande o piccola , possiamo anche convincerci che sapere la verità o esserci vicino, non dà automaticamente benefici di sorta.

  • rossland

    Se io vi chiedessi qual è stato il più terribile terremoto negli ultimi cinque anni, è molto probabile che la stragrande maggioranza non sarebbe in grado di fornire la risposta giusta: è avvenuto nel 2008, in Birmania, dove ha causato 180.000 morti.
    Non lo sapevo infatti, così ho seguito gli ottimi consigli di Di Cori e ho consultato l’eccellente wikipedia.
    Nell’elenco terremoti del 2008 non segnala alcun terremoto in Birmania
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_terremoti_del_XXI_secolo#2008
    Ma, per stare alla domanda, ricorda invece che il più terribile terremoto degli ultimi cinque anni è stato quello del 2010 a Port-au-Prince, Haiti, con 250.000/300.000 morti.
    Pare che in Birmania, nel 2008, vi sia stato invece un ciclone (che sempre terribile disastro è, ma non terremoto), e che i morti per questo evento siano stati 140.000.
    Qui sotto la mia fonte
    http://www.overland.org/blog/82-news-e-curiosita-dal-mondo/1040-terremoto-in-myanmar-ancora-da-accertare-i-danni.html
    Mai fidarsi, sempre fare verifiche su ciò che si legge…

  • rossland

    Ciclone Nargis, in Birmania, nel 2008, sempre dalla fedele wikipedia
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclone_Nargis

  • rossland

    Ma allora non esistevano gli attuali sistemi di comunicazione di massa, e l’evento non ottenne alcuna implicazione, tantomeno una diffusione. Le agenzie di stampa batterono la notizia che sfuggì all’attenzione e alla curiosità. Anche perché la Birmania non era Parigi, New York o Londra.

    Forse il discorso regge finché cita esempi relativi ad avvenimenti degli anni ’50. Ma se parla del 2008, esistevano già più o meno tutti gli attuali “sistemi di comunicazione di massa”.

    Twitter nasce nel 2006 e Facebook nel 2004, per dire.
    Le agenzie di stampa erano presenti in internet fin da molti anni prima, e per alcuni aspetti l’informazione era allora perfino migliore di oggi, vista l’abbondanza attuale di fuffa.

    Insomma, oggi è solo triplicata la fatica per separare le notizie dalla fuffa.
    Tocca attrezzarsi di pazienza e spulciare quintali di roba per salvarne a malapena un mezzo etto.

  • MrStewie

    Come al solito, Di Cori Modigliani dice 1 cosa giusta e 3 sbagliate. E’ in-credibile. Le sue argomentazioni sono in ritardo di 20 anni. Mi chiedo quale sia la funzione pedagogica che porta CDC a metterlo in prima pagina, forse far notare come si possa andare fuori dal seminato pur con buone intenzioni