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SUL CESSATE IL FUOCO IN UCRAINA

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DI THE SAKER

Vineyard Saker

Vi sono così tante voci e opinioni sull’ultimo cessate il fuoco concordato tra i leader novorussi e i rappresentanti della junta che ho deciso di presentare una piccola indagine in formato domanda e risposta. Vorrei scrivere una vera e propria analisi, la prossima settimana. Sfrutterò questa opportunità per spiegarvi quale sia la mia posizione personale. Quindi ecco:

D: E’ favorevole o contrario all’ultimo piano di pace?
R: Ne’ favorevole ne’ contrario. In primo luogo, non ho ancora visto i 14 punti concordati e, cosa più importante, non credo che questo piano terrà.

D: Perché no?
R: Perché contrario ai seguenti gruppi: Stati Uniti, NATO, nazisti, la maggior parte dei comandanti novorussi e un ampio segmento dei nazionalisti russi. Inoltre, Poroshenko è così debole che probabilmente non può imporre la sua volontà agli altri. Infine, gli ucraini e i loro sostenitori occidentali hanno rinnegato ogni accordo firmato.

D: Quindi pensi che questo accordo sia irrilevante?
R: Per nulla. Per prima cosa, con perfetto tempismo indebolisce la banda antirussa al vertice della NATO che, dopo tutto, non ha prodotto che aria fritta e vuote minacce.

D: Stai dicendo che è una vittoria della Russia?
R: Difficilmente, ma è stato un modo efficace per disinnescare temporaneamente una situazione potenzialmente pericolosa. Inoltre, il fatto stesso che UE, NATO e Stati Uniti non fossero presenti a Minsk è un potente simbolo del fatto che la “nazione indispensabile” e i suoi strumenti di dominio coloniale non sono indispensabili, dopo tutto.

D: Ma questo cessate il fuoco non permette alla Forza di Repressione della Giunta (JRF) di riorganizzarsi?
R: Sì, ma non è così rilevante per via della profondità strategica; la junta può riorganizzarsi e raggrupparsi comunque. La maggior parte delle unità della JRF al fronte è così malconcia che “raggruppare” non aiuterà molto. Nella migliore delle ipotesi (“migliore” per le JRF ovviamente), questo cessate il fuoco si trasformerà in una ritirata più o meno organizzata, seguita da una pausa tanto necessaria. Ma la cosa fondamentale da ricordare sempre è questa: le guerre si vincono con forza di volontà, forza morale e spirito combattivo. A differenza dei russi, gli ucraini hanno uno spirito combattivo completamente spezzato dalle FAN. Si guardi l’immagine che circola su RuNet, postata qui. C’è un soldato russo ferito nella guerra contro la Georgia e un soldato ucraino catturato in Novorussia (reso celebre dai suoi video militaristi e neo-nazisti pubblicati sui social media ucraini). Questa immagine mostra qualcosa di fondamentale: basta confrontare l’espressione determinata e imbattuta del soldato russo gravemente ferito con l’espressione totalmente distrutta e terrorizzata del “paracadutista” ucraino. La differenza qui non è “russo” contro “ucraino” in senso etnico (non c’è nulla come “etnia russa” o “etnia ucraino”, sono tutti etnicamente frammisti), ma la differenza di spirito combattivo del soldato russo e di quello ucraino. E nessun aiuto USA/NATO può cambiarlo: a differenza degli ucraini, i russi sanno per cosa lottano e sono determinati.

D: Su Marjupol?
R: E allora? La città è ancora circondata e le Forze Armate della Novorussia (NAF) non si ritireranno. Tale cessate il fuoco non fa che “congelare” la situazione intorno alla città. Se non altro, gli ucraini ne approfitteranno per tagliere la corda.

D: Le FAN beneficeranno del cessate il fuoco?
R: Sì. Ci sono diverse “sacche” nella retroguardia che infastidiscono le retrovie, e si spera siano eliminate con un mutuo accordo con cui le unità JRF se ne vanno lasciando le armi. Altrimenti si ricordi che le FAN controllano il confine russo-novorusso e che il “Voentorg” (l’invio coperto di armi e specialisti) continuerà senza sosta.

D: Stai dicendo che tutto va bene e dovremmo gioirne?
R: Per niente. In primo luogo ci sono chiari segni di lotte intestine in Novorussia. Non solo Strelkov era apparentemente ricattato ma ci sono state voci di un tentativo di colpo di Stato da parte di Antjufeev, ieri. I novorussi negano, altri dicono che il colpo di stato è fallito, ma non c’è dubbio che ci siano tensioni in Novorussia e che, mentre alcuni sostengono la strategia attuale dei negoziati (riferendosi a loro come “clan Zakharchenko”) altri si oppongono (il “clan Mozgovoj”). Allo stesso modo, in Russia vi è chi è a favore di questa strategia (la maggior parte del circolo “prossimo al Cremlino”) e coloro che vi si oppongono (Dugin, Colonel Cassad, al-Murid e molti altri blogger e attivisti in genere para-marxisti).

D: Quindi è d’accordo che sia un male per la Novorussia?
R: No, non l’ho detto. Penso che sia probabilmente una fase temporanea inevitabile e forse indispensabile del conflitto, con non è né un trionfo né un disastro ma conseguenza naturale della situazione sul terreno.

D: Che vuol dire?
R: Contrariamente alla maggior parte dei commentatori, non credo che le FAN siano state “fermate a tradimento in ciò che avrebbe potuto essere la loro marcia trionfale su Kiev”. I successi incredibili nel sud hanno totalmente oscurato la mente di molti sul fatto innegabile che le forze JRF a nord di Lugansk sono ancora grandi e potenti, e controllano il terreno, che gli ucraini hanno compiuto una (piccola e inutile) controffensiva nel regione di Dukuchaevsk e, contrariamente alle prime notizie, l’aeroporto di Donetsk non è ancora sotto il pieno controllo delle FAN. Coloro che avevano immaginato che le FAN sarebbero andate avanti fino a Odessa, Kharkov, Dnepropetrovsk o addirittura Kiev, semplicemente non capiscono la situazione militare. In questo momento, le FAN non possono nemmeno ritornare a Slavjansk, altro che riconquistare tutta la Novorussia.

D: Sull’idea che gli oligarchi russi e ucraini siano la vera forza dietro questo accordo?
R: Quali oligarchi? Akhmetov non solo ha perso il Donetsk per sempre, ma anche l’infrastruttura materiale è in rovina. Kolomojskij ha avuto il suo patrimonio in Crimea nazionalizzato ed ora è bloccato nella lotta contro Akhmetov e Poroshenko. Gli oligarchi russi non hanno nessuna esigenza nel Donbass e sono troppo intelligenti per investire in una regione pericolosa, instabile e in rovina. Almeno nel breve periodo, solo lo Stato russo fornirà aiuti per motivi politici, ma gli oligarchi russi hanno opzioni molto più sicure e redditizie rispetto al Donbass in rovina.

D: Va bene, allora che dire dell’accusa che piuttosto che permettere la creazione di una Novorussia vitale e indipendente, Putin voglia creare un’altra Transnistria?
R: E su cosa si basa tale tesi? Su un piano di 14 punti che nessuno ha visto e che presto sarà violato?

D: No, sul fatto che invece di combattere Poroshenko e i nazisti, i novorussi sono costretti a negoziarci.
R: Oh, andiamo! Quante volte dovrò spiegare che, a differenza degli occidentali, i russi non hanno alcun problema a parlare con i nemici? Studiate la storia delle invasioni tataro-mongole della Russia, quando i principi russi “negoziavano” sempre con i Khan dell’Orda d’Oro, ma senza impedirgli di sollevarsi e combattere regolarmente. I russi sono più asiatici che europei e in Asia parlare con il nemico è normale, parte integrante della guerra. Se in occidente si parla o negozia con il nemico è segno di debolezza, in Asia parlare o negoziare con il nemico non è segno di debolezza.

D: Allora, cosa pensi voglia Putin da questa guerra?
R: Quello che ha sempre detto di volere: un’Ucraina unita, indipendente, neutrale, prospera e amichevole, in altre parole il “cambio di regime” a Kiev.

D: Quindi “vende” la Novorussia per raggiungere questo obiettivo?
R: A differenza di molti generali da poltrona dal chiaro di Luna da telepati e profeti, non riesco a leggere la mente di Putin o a predire il futuro. Ciò che posso dire è che finora non vedo alcun segno che Putin tradisca o “svenda” nessuno. In realtà, ci vuole un sorprendente grado di cecità o disonestà intellettuale nel non notare che la prima ed immediata conseguenza di ciò che molti ritengono un cambio ordinato dal Cremlino della leadership novorussa, sia stata l’enorme offensiva riuscita che ha schiacciato le JRF. Se Putin volesse “vendere” la Novorussia ai nazisti, avrebbe potuto facilmente farlo prima che la contro-offensiva venisse lanciata.

D: Quindi bisogna avere fiducia in Putin?
A: No, ma devo ammettere che ciò che ho visto fare a quest’uomo per la Russia e il mondo mi riempie di ammirazione sincera, spesso confinante con il timore reverenziale, e non vedo alcun segno di un suo cambio di rotta. Ciò che vedo è un leader i cui metodi e strategie sono semplicemente troppo sottili e complessi per essere compresi dalla maggior parte di “Capi di Stato da poltrona”. La stessa folla anti-Putin che ora urla istericamente al tradimento diceva esattamente le stesse cose riguardo la Siria, quando Putin fermò l’attacco degli Stati Uniti. E quando i russi hanno detto ai siriani di sbarazzarsi delle armi chimiche (pericolose e inutili), gli stessi detrattori di Putin gridavano con tutti i polmoni che questa era la prova definitiva della pugnalata alle spalle russa. Ora Assad se non ha vinto la guerra civile, è stato rieletto e l’occidente ora ingoia meditando su come aver aiuto da Assad in Iraq. Così, mentre io non sono “innamorato” di Putin, sono sicuro che i detrattori disprezzano Putin non solo per miopia e inesperienza, ma per una strabiliante disonestà intellettuale. Sono come un disco rotto che ripete costantemente “Putin ha tradito, Putin ha tradito, Putin ha tradito”. In Russia questo tipo di nazionalisti fanatici sono chiamati “patrioti del dolore”. Sono il tipo che non farà mai qualcosa di utile, sono i più rumorosi su ciò che dovrebbe essere fatto. Voglio chiarire che non mi riferisco a Strelkov, Mozgovoj o qualsiasi altro patriota autentico, che non sono d’accordo con Putin. Mi riferisco agli anti-Putin fini a se stessi a cui fondamentalmente non frega niente purché colpiscano l’uomo.

D: Ancora, la Novorussia vuole l’indipendenza, mentre Putin vuole un’Ucraina unita. Non ci vedi una contraddizione?
R: Certo, e quindi? Ciò non significa che un lato è “cattivo” e l’altro è “buono”, dimostra solo la verità degli Stati Uniti nel dire che “dove mi siedo è laddove mi trovo”. La vera domanda è come sarà risolta tale contraddizione. Finora non so e mi riservo il giudizio proprio perché, a differenza delle “furie professionali e a tempo pieno anti-Putin” mi piace basare le mie opinioni sulla realtà, non su telepatia o visioni profetiche.

D: Hai sempre parlato di “detrattori di Putin”, è offensivo per molti!
R: Indovinate un po? Non sono educato, sono diretto nel dire come la vedo e se ciò offende qualcuno, può abbracciarsi l’orsacchiotto e singhiozzare sul lettuccio. Il mio messaggio è crescete e ricordate che non vi devo niente. Questo è il mio blog e scrivo per gli adulti che apprezzano sincerità e onestà, e non affermazioni zuccherose.

D: Su Poroshenko, non ha avuto un grande pausa, se non la vittoria?
R: Ieri guardavo l’ultima puntata dell’inestimabile show propagandistico ucraino “Shuster Live” e vedevo un funerale. Il padrone di casa e gli ospiti erano cupi, tristi e depressi. Anche se non volevano ammettere la grandezza della botta che il loro “esercito ucraino invincibile” aveva preso, era maledettamente chiaro che la festa non era più all’ordine del giorno. Un funzionario ucraino ha anche detto “quando si parla di 30-40000 uomini armati si ‘deve’ parlare di “terroristi”, divertente davvero. Quindi no, Poroshenko è lungi dall’avere “vinto” qualcosa, invece è in serie difficoltà. Per cominciare, il suo primo ministro Jatsenjuk è assolutamente indignato per l’accordo e non ci spera. Idem per la Timoshenko. Non voglio nemmeno passare ai freaks nazisti. Il fatto è che la protezione di Poroshenko sarà ormai una delle maggiori preoccupazioni per la stazione CIA di Kiev: il ragazzo è in serie difficoltà e l’unica speranza è che alle prossime elezioni vada meno peggio degli altri. Ciò presume che tali elezioni si svolgano e che Jarosh e Tjagnibok non si limitino a prendere il potere e giustiziare Poroshenko per “alto tradimento o in quanto agente dell’FSB” (che non è, ma chissenefrega?!). Il regime è tanto sulla difesa che, anche se tutti sanno che il piano è davvero il piano di Putin, la junta s’è impegnata in uno sforzo di PR massicce per convincere il pubblico che è davvero il piano di Poroshenko. I russi, in genere, sorridono e sono contenti di dargli credito (ricordate, siamo in Asia, si applicano regole diverse).

D: Quindi cosa succederà dopo?
R: Come ho detto, non sono un profeta. Ma ciò che so è questo: Putin ha chiaramente il pieno controllo di Russia e Novorussia, ciò che dice accade, può farlo. Poroshenko non ha alcun controllo, nemmeno sulla “sua” coalizione di governo. Non vi è alcun reale potere nel Banderastan, nemmeno per la stazione CIA locale. Per tale semplice ragione non vedo come il cessate il fuoco possa continuare. Non vedo cambiamenti nell’equilibrio militare. Le FAN sono molto più capaci delle JRF, il cui unico vantaggio è nella grande profondità strategica del territorio. Le JRF avevano (in passato!) l’enorme vantaggio in materiali ed effettivi, ma anche questo è cambiato. In termini di materiali, la maggior parte di quello migliore è perso o nelle mani delle FAN. Sì, hanno ancora enormi riserve ma di attrezzature vecchie e in pessime condizioni. Sugli effettivi, la junta ha chiaramente sempre più difficoltà a trovare un numero sufficiente di uomini nel compensare le enormi perdite. Basta porsi una domanda fondamentale: se tu fossi ucraino, anche nazionalista, vorresti arruolarti nelle JRF e combattere le FAN. Sì, se la NATO ha promesso 15 milioni di dollari con cui acquistare per gli ucraini forse 10 vecchi e usati T-72 o 3 T-80? È uno scherzo, davvero. Ma anche se gli Stati Uniti inviano 150 milioni di aiuti segreti, non pregiudicherebbero l’equilibrio, non importa dir quanto. Le FAN, che operano bene e probabilmente avranno ancora più uomini e attrezzature moderne con il “Voentorg”, non andranno troppo lontano. Come un comandante delle FAN ha detto, “finora siamo stati i liberatori, ma non vogliamo diventare occupanti”. La regola è semplice: più ad ovest avanzano le FAN, meno sostegno avranno e più si esporranno alla guerriglia insurrezionale locale, una strategia molto più intelligente è tenere duro e guardare gli ucraini spararsi tra loro.

D: Pensi che accadrà?
R: Non importa quanto tutto questo sia ancora vero: l’Ucraina è sempre stato un Paese artificiale, il Banderastan è anche peggio. Non vi è alcun reale potere, e la junta ha solo “un pò” di potere. Il Paese è economicamente morto. La crisi economica è solo al suo primo stadio, e da ora in poi peggiorerà. Socialmente, le persone sono sempre più isteriche, disilluse e tradite, allo stesso tempo hanno sempre meno paura di parlare. I nazisti sono di gran lunga il gruppo più unito e meglio armato del Paese, ad eccezione di un teorico “esercito ucraino” che finora non ha un leader e di conseguenza non è unito (ciò potrebbe cambiare in futuro? Forse). Fondamentalmente, ogni laureato in scienze sociali vi dirà che gli ucraini si scanneranno, e a Dio piacendo, solo con parole e idee, ma la violenza è sempre più probabile. Per le FAN è molto meglio aspettare che Zaporozhe, Dnepropetrovsk, Kharkov o addirittura Odessa diventino città senza legge che nessuno controlla davvero che cercare di prenderle con la forza. Vi è anche la reale possibilità che le FAN siano viste come liberatrici di queste città dal caos a livelli da “Mad Max”.

D: Cosa succede se la NATO invia forze in sostegno della junta?
R: Fantastico! In primo luogo vorrei caldamente consigliare i nostri “partner” anglo-sionisti (come si dice in Russia) di consultarsi prima con i loro colleghi tedeschi, francesi e polacchi per vedere se questi ultimi hanno piacevoli ricordi sull’Ucraina. In secondo luogo, vorrei ricordare ai nostri partner anglo-sionisti che la loro mossa in Iraq e in Afghanistan doveva essere una festa di amore autogratificante. In terzo luogo, vorrei anche suggerirgli che se non gradiscono un Maliqi, potrebbe non piacergli neanche uno Jarosh. Naturalmente, l’invio di una forza simbolica per certe manovre con tutto ciò che resta dei militari ucraini è una buona idea, si chiama “mostrare bandiera”, ma per fare qualcosa di significativo, cercando di utilizzare le forze militari della NATO in Ucraina, sarebbe molto, molto, pericoloso anche se la Russia non facesse nulla per peggiorare le cose.

D: E l’UE?
R: Penso che abbia perso forza di volontà (non che ne abbia mai avuto tanta!). Uno spettacolo ridicolo schiaccia Hollande: si scopre che la sua forte dichiarazione era un’”opinione individuale” senza alcun valore. Ora, naturalmente, l’asilo dell’UE (Polonia, Lituania, ecc) continuerà a essere quello che è, un asilo di cui gli adulti (Germania, Francia, ecc), mostrano esserne stufi. Non mi aspetto che facciano una svolta in una notte, no, ma mi aspetto che smettano di peggiorare le cose. Uno dei possibili segnali potrebbe essere la riduzione del ruolo dell’UE e un aumento del ruolo dell’OSCE.

D: E riguardo lo Zio Sam?
R: E’ totalmente bloccato nel suo ciclo: richieste, minacce, condanna, richieste, minacce, condanna, ecc ecc ecc. Normalmente l’”aggressione” fa parte del mantra, tranne che né Stati Uniti né NATO hanno ciò che serve per attaccare militarmente la Russia. Riguardo lo ‘Stato profondo’ anglo-sionista, continuerà a cercare di sovvertire e paralizzare economicamente la Russia, ma fino a quando Putin è al Cremlino non vedo come tale strategia abbia successo.

D: Sembri ottimista.
R: Se è così, sono solo molto cauto. Non vedo un grande dramma, tanto meno un disastro, in quello che è appena successo, penso che la Russia abbia tutte le carte buone del gioco, e non vedo alcun pericolo per il popolo di Novorussia. Per chi vuole cavalcare un carro armato fino a Majdan posso solo dire che, anche se condivido le loro speranze e sogni, la politica è l’arte del possibile e che la politica intelligente è spesso lenta e richiede tempo. Il massimalismo è buono per gli adolescenti, non per i Capi di stato la cui decisione influenza la vita di milioni di persone. Quindi, la mia conclusione temporanea e provvisoria è questa: finora, tutto bene, le cose sono meglio di quel che sembravano essere solo due mesi fa, e non vedo alcuna ragione di aspettarsi un cambiamento importante nel prossimo futuro.

D: Quale consideri essere il maggior pericolo per la Novorussia in questo momento?
R: Le lotte politiche. Non so se sia possibile in questo momento, ma mi piacerebbe vedere la nascita di un leader indiscusso novorusso che avrebbe l’appoggio ufficiale e pieno di Strelkov, Zakharchenko, Borodaj, Mozgovoj, Kononov, Khodakovski, Tsarjov, Bolotov, Gubarjov e tutti gli altri leader politici e militari. Dovrebbe essere un leader davvero novorusso, non solo un “proconsole di Putin”, una persona in grado di negoziare con Putin per gli interessi del popolo della Novorussia. Non intendo suggerire che questi negoziati non possano essere amichevoli, se non altro perché non può essistere una Novorussia contraria alla Russia, ma questo leader deve rappresentare gli interessi del popolo novorusso, e non del popolo russo i cui interessi sono (molto bene) rappresentati da Putin stesso. In questo momento, il motivo principale per cui Putin ha così tanto potere in Novorussia è, in primo luogo, perché non vi è ancora alcuna reale leadership politica. C’è una leadership militare, che probabilmente ha a che fare più o meno con ciò che gli dice l’esercito russo. Lungi dall’essere indebolita dalla nascita di un leader veramente indipendente novorusso, penso che l’alleanza russa-novorussa ne sarebbe notevolmente rafforzata. La Novorussia non deve, e non può, essere microgestita dal Cremlino. In altre parole, quello che spero è un “Nasrallah della Novorussia”, un alleato leale e fedele, ma sovrano e indipendente da Putin (come Nasrallah lo è dall’Ayatollah Ali Khamenei), non un barboncino come Blair o Hollande. La Novorussia ha bisogno di un portavoce e negoziatore che possa davvero avere il mandato per parlare a nome del popolo di Novorussia. Finché ciò non accadrà, sarò sempre preoccupato dal futuro del popolo di Novorussia.

Questo è tutto per ora. Spero che con questa serie di domande-risposte in proprio risponda a molte, se non alla maggior parte, domande, commenti ed e-mail cui non ho semplicemente avuto il tempo di rispondere. Spero anche di aver chiarito i miei punti di vista, costantemente e sistematicamente malamente illustrate da persone disoneste o semplicemente stupide. Se sono riuscito a offendere e scoraggiare gli anti-Putin, bene. Sono stanco di trattare i loro sproloqui da analfabeti. Idem per gli anti-Saker (ho detto: non sono un tipo educato), a cui aggiungerò questo messaggio personale: smettetela di dirmi cosa dovrei fare, dire, pensare o scrivere. Questo blog è come un supermercato: “prendi quello che ti piace e lascia il resto”. Ma non aspettatevi che cambi o cambi le mie opinioni, a meno che non si possa dimostrare con fatti e logica che ho torto (nel qual caso sarò riconoscente per l’opportunità di correggere il mio errore). Gli insulti m’infastidiscono, soprattutto quelli razzisti, ma non non diverrò un vostro clone. Scusate se ho dimenticato molte domande o punti e non esitate a postare commenti o domande; cercherò di rispondere a quelle che a) non travisano le mie opinioni (non più spaventapasseri) o b), cui ho già risposto ad nauseam altrove. Per quelli di voi che hanno correttamente rilevato la mia irritazione e/o frustrazione su alcuni commenti mi limito a dire “colpevole” (ho detto: non sono un tipo educato). Non voglio nemmeno giustificarmi, non riesco a immaginare quanto sia frustrante per me affrontare, diciamo, certi “tipi di personalità”. Ma in ogni caso non c’è niente che potrei aggiungere. Per i molti solidali, rispettosi, generosi, educati, saggi, interessanti, divertenti, sofisticati, compassionevoli, intelligenti, di principio, onesti, onorevoli e altrimenti meravigliosi membri della nostra comunità, voglio esprimere la mia gratitudine più sentita e sincera: semplicemente non so come avrei potuto trascorrere questi mesi terribili e tragici senza il vostro aiuto, sostegno e gentilezza.

Ora avremo una buona sessione di brainstorming su ogni argomento di cui sopra.

Cordiali saluti, The Saker

Versione originale:

Fonte: http://vineyardsaker.blogspot.fi

Link: http://vineyardsaker.blogspot.fi/2014/09/ukrainian-ceasefire-q-and-rfc.html

6.09.2014

Versione italiana:

Fonte: SitoAurora

7.09.2014

Traduzione a cura di ALESSANDRO LATTANZIO

Pubblicato da Davide

  • Georgios

    Ho letto questa "intervista" sul sito originale di The Saker (infatti me l’aspettavo anche su CDC) e come sempre il giudizio dell’autore si dimostra equilibrato e obbiettivo tenendo presente che la situazione in Ucraina e’ molto incerta e fluida.

    Da segnalare soltanto che secondo me l’immagine globale risulterebbe più integrata se questa lettura fosse accompagnata dall’ottima analisi di Giulietto Chiesa apparsa qualche giorno fa anche qui

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13859

  • albsorio

    Chissà se l’euro che sprofonda al posto del dollaro può indicare un cambiamento di visione europeo in seno alla NATO

  • nato

    Seguo sempre the saker con interesse e apprezzo la mole di notizie e le analisi che ne viene fatta. In relazione a questo articolo constato la ricchezza di particolari e soprattutto l’approfondimento di tante "micro – questioni " legate ai rapporti kiev – mosca , a quelli interni alle "correnti" della junta, ai dissidi in novorussia , a certe espressioni di politica succube -ma non sempre- da parte della ue e i contrasti interni tra germania e paesi baltici e gb ecc..ecc..Va bene. Però vorrei porre a Saker una questione: perchè è scoppiata la crisi in ucraina , perchè maidan , perchè il distacco della crimea ha incentivato i furiosi proclami bellici da parte degli anglo-sassoni americani e dei loro stipendiati europei?La questione è che la posta è importantissima per questa amministrazione Obama che vede la assoluta necessità di "ridimensionare " gli sforzi della germania di trainare possibilmente con simile sucesso il carrozzone europeo e di tarpare in via definitiva le ali ad una crescita economica ed ad un "occidentalizzazione" in russia.Mi sbaglierò ma credo che a Washington abbia detto più o meno "ora o mai più" se si vuole rimanere in gioco come superpotenza mondiale dobbiamo evitare che si creino o si rafforzino alcuni "assi" come quello Berlino – Mosca ed anche per estensione Pechino, e visto che in un futuro competere con un simile blocco sarebbe improponibile tanto vale cominciare fin da subito con attaccare quello che può sembrare più debole.Con un atttacco economico (sanzioni) si indebolisce l’ europa che conta e … se necessario potrebbe starci sfuggendo di mano la situazione un tentativo bellico contro la russia.Paradossalmente gli usa di oggi potrebbero trovarsi nella situazione del III reich di ieri.

  • madelmo

    Come sempre una bellissima analisi della situazione. Mi meraviglia solo che un cosi grande analista perda tempo con i detrattori . Un the shaker un po più umano