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PERCHE' COMBATTIAMO GUERRE

DI PAUL KRUGMAN

nytimes.com

E’ passato un secolo dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, che in molti a quell’epoca definirono come “la guerra che avrebbe posto termine a tutte le guerre”. Sfortunatamente, le guerre continuano puntualmente. E con i titoli dei giornali sull’Ucraina che fanno ogni giorno più paura, sembra il momento di chiedersi perché.

Un tempo le guerre si combattevano per il gusto di farlo e per profitto; quando Roma invase l’Asia Minore e la Spagna conquistò il Perù, l’obbiettivo era esclusivamente l’oro e l’argento. Un genere di ragioni che prosegue tuttora. Nella autorevole ricerca sponsorizzata dalla World Bank, l’economista di Oxford Paul Collier ha dimostrato che il miglior segnale premonitore delle guerre civili, tuttora assolutamente comuni nei paesi poveri, è la disponibilità di risorse da saccheggiare come i diamanti.

Qualsiasi altra ragione che i ribelli citano per le loro iniziative appaiono principalmente come argomenti successivi. Nel mondo preindustriale, la guerra è stata ed ancora è più simile ad un contesto di cosche, su chi ottiene il controllo del malaffare piuttosto che su uno scontro di principi.

In nazioni ricche e moderne, tuttavia, la guerra – persino una guerra facile e vittoriosa – non rende. E questo è vero da tanto tempo. Nel suo famoso libro del 2010, “La grande illusione”, il giornalista inglese Norman Angell sostenne che “il potere militare è socialmente ed economicamente futile”. Come mise in evidenza, in un mondo interdipendente (che già esisteva nell’epoca delle navi a vapore, delle ferrovie e del telegrafo), la guerra avrebbe necessariamente inflitto un grave danno economico anche al vincitore. Inoltre, è molto difficile ottenere uova d’oro da economie sofisticate, senza tirare il collo all’oca, strada facendo [1].

Potremmo aggiungere che la guerra moderna è davvero molto costosa. Ad esempio, secondo tutte le valutazioni, i costi finali della guerra in Iraq (inclusi aspetti come la assistenza ai veterani) finirà col superare ampiamente i mille miliardi di dollari, che sono molte volte l’intero PIL di quel paese.

Dunque, la tesi de “La grande illusione” era vera: le nazioni moderne certamente non si arricchiscono facendo le guerre. Tuttavia continuano a farle. Perché?

Una risposta è che i dirigenti potrebbero non comprendere la matematica. E’ frequente, per inciso, che ad Angell sia rivolta l’accusa infondata di aver previsto la fine delle guerre. In effetti, il proposito del suo libro era quello di sfatare i concetti atavici delle ricchezze ottenute con la conquista, che erano ancora generalizzati nella sua epoca. E ancora oggi esistono le illusioni di facili vittorie. E’ solo una impressione, ma sembra probabile che Vladimir Putin abbia pensato di poter rovesciare il Governo Ucraino, o almeno impadronirsi di una bella parte del suo territorio, con un costo modesto – un po’ di opinabile aiuto ai ribelli, e gli sarebbe cascato in grembo.

Per la stessa ragione, vi ricordate quando la Amministrazione Bush prevedeva che rovesciare Saddam e mettere al suo posto un nuovo Governo sarebbe costato soltanto 50 o 60 miliardi di dollari?

Il problema più generale, tuttavia, è che i Governi troppo spesso traggono vantaggi politici dalle guerre, anche se le guerre in questione non hanno nessun senso in termini di interessi nazionali.

Di recente Justin Fox della rivista Harvard Business ha suggerito che alle radici della crisi ucraina potrebbero esserci le traballanti prestazioni dell’economia russa. Come ella ha notato, la permanenza al potere di Putin in parte dipende da un lungo periodo di rapida crescita economica. Ma la crescita russa è stata incerta – e si potrebbe sostenere che il regime di Putin avesse bisogno di un diversivo.

Argomenti simili sono stati avanzati a proposito di altre guerre che altrimenti non avrebbero avuto senso, come l’invasione da parte dell’Argentina delle Isole Falkland nel 1982, che venne spesso attribuita al desiderio della Giunta allora al potere di offrire un diversivo all’opinione pubblica, rispetto al disastro dell’economia (ad esser giusti, alcuni studiosi sono fortemente critici con questa ipotesi).

E il fatto è che le nazioni quasi sempre si stringono attorno ai loro dirigenti in tempi di guerra, a prescindere da quanto siano stupide le guerre o terribili i propri leader. La Giunta Argentina divenne in poco tempo estremamente popolare durante la guerra delle Falkland. Per un certo periodo, la “guerra al terrore” portò il consenso al Presidente George W. Bush a vette vertiginose, e l’Iraq probabilmente gli fece vincere le elezioni del 2004. Come negli altri casi, gli indici di consenso di Putin sono saliti alle stelle dopo l’inizio della crisi ucraina.

Non c’è dubbio che sarebbe una semplificazione eccessiva asserire che lo scontro in Ucraina derivi tutto dal sostegno ad un regime autoritario che su altri fronti traballa. Ma in quella spiegazione c’è sicuramente una qualche verità, che solleva prospettive inquietanti sul futuro.

La più urgente di tutte: dobbiamo preoccuparci di una escalation in Ucraina. Una guerra totale sarebbe del tutto contraria agli interessi della Russia – ma Putin potrebbe percepire che lasciar fallire la ribellione sarebbe una perdita della faccia inaccettabile.

E se i regimi autoritari senza legittimazione autentica sono tentati di far tintinnare le sciabole quando non riescono più a fornire buone prestazioni, immaginatevi gli incentivi che i governanti cinesi si troveranno dinnanzi quando il miracolo economico di quella nazione sarà prossimo ad esaurirsi – cosa che molti economisti ritengono accadrà presto.

Dare inizio ad una guerra è una pessima idea. Eppure, in qualche modo continua a succedere.

Versione originale:

Paul Krugman

Fonte: www.nytimes.com

Link: http://www.nytimes.com/2014/08/18/opinion/paul-krugman-why-we-fight.html?_r=0

18.08.2014

Versione italiana:

Fonte: http://www.fataturchinaeconomics.com

Link: http://www.fataturchinaeconomics.com/2014/08/perche-combattiamo-guerre-di-paul-krugman-new-york-times-17-agosto-2014/

18.08.2014

Pubblicato da Davide

  • albsorio
    "Di recente Justin Fox della rivista Harvard Business ha suggerito che alle radici della crisi ucraina potrebbero esserci le traballanti prestazioni dell’economia russa. Come ella ha notato, la permanenza al potere di Putin in parte dipende da un lungo periodo di rapida crescita economica. Ma la crescita russa è stata incerta – e si potrebbe sostenere che il regime di Putin avesse bisogno di un diversivo"
    Capisco che nel mondo al rovescio dei mass media la bugia diventa verità ma la Russia ha subito la politica accerchiamento NATO e non ha destabilizzato un Governo legittimo come hanno fatto EU-USA.
  • DESERTBOY

    Krugman, ci sei o ci fai?
    La guerra è quel meccanismo per cui un privato, che vuole perseguire interessi personali, "convince" i governi a combattere per fargli raggiungere quegli interessi.
    Se ci aggiungi che ti obbliga a comprare le armi che produce "lui", ed il "materiale umano " ce lo metti tu, alla fine della fiera sei proprio sicuro che non ci guadagna nessuno?

  • marztala

    Paul Krugman dimentica di dire che la sua nazione si è sostenuta in questi ultimi 100 anni quasi esclusivamente con i bottini di guerra e che in questo momento le sarebbe estremamente necessaria una nuova "colossale rapina" alla Russia.  

  • aNOnymo

    Le guerre si fanno solo ed esclusivamente per soldi. Anche per il potere che a sua volta genera soldi. Kruman mi spiace ma perde chiaramente la bussola, sarà l’età!

    Ad ogni modo, perché gli stati fanno le guerre anche se poi ci pordono econicamente?
    Perchè gli unici soggetti che traggono guadagno dalle guerre sono le Corporations. È chiaro che i debiti della guerra sono lasciati allo stato,  mentre "l’oro" viene spArtito tra le varie lobbies che attraverso una manipolazione degli apparati statali hanno spinto per la guerra. Ma questo mi sembra troppo facile da capire
  • Fedeledellacroce

    Dall’affermazione seguente, si capisce che l’autore sta mentendo spudoratamente ignorando i fatti, la realtá.

    " E’ solo una impressione, ma sembra probabile che Vladimir Putin abbia
    pensato di poter rovesciare il Governo Ucraino
    , o almeno impadronirsi di
    una bella parte del suo territorio, con un costo modesto – un po’ di
    opinabile aiuto ai ribelli, e gli sarebbe cascato in grembo.
    "

    Eh no, caro giornalista di fama mondiale!!! Di fatto il legittimo governo Ucraino é stato destituito con un golpe armato, ma assolutamente non da Vladimir Putin, bensí dalla NATO di Washington e del Keniota.

    PURA PROPAGANDA PER GIUSTIFICARE LE GUERRE CHE CRITICA…..

  • TizianoS

    Come oggi Hillary Clinton ammette: "l’Isis e’ roba nostra ma ci e’ sfuggita di mano"

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=74348

    Così probabilmente gli americani dovranno ammettere la stessa cosa per l’Ucraina.

    Credo anche che, da quanto leggo in questo pessimo articolo, Paul Krugman non accetterà mai una simile spiegazione. Mentre devo dare atto alla Clinton di una imprevista onestà intellettuale (a meno che la sua sia una dichiarazione di comodo fatta per altri scopi).

  • babuskin

    Il libro "La grande illusione" è stato scritto nel 1910 (non nel 2010).

    Da Sir Norman Angell, economista ed intellettuale britanico.
    Il signor Krugman sente che è arrivato il momento di riciclarsi con i ben pensanti idealisti…
  • Teopratico

    Se"l’economia russa traballa" quella statunitense invece balla il twist. E poi, "ma Putin potrebbe percepire che lasciar fallire la ribellione sarebbe una perdita della faccia inaccettabile." ah si? Sta a pensa’ alla faccia adesso Putin? E’ la Russia che si trova ai margini di un ciclone tra Ucraina e Siria, Iraq, Iran etc. non saranno mica gli Yankee dall’altra parte di due oceani a scolarsi una lattina di bud mentre come al solito il vecchio continente e il medio-oriente viene inondato di benzina e fiammiferi? E fa pure la voce del pacifista? Ma pacifista pragmatico, eh?

  • Servus

    "Dare inizio ad una guerra è una pessima idea. Eppure, in qualche modo continua a succedere."


    Che strano, Paul Krugman non si è accorto che tutte (ma proprio tutte) le guerre degli ultimi sessanta anni sono state provocate direttamente e/o indirettamente dagli Stati Uniti?

    Ed è davvero convinto che è stato Putin a portare la guerra in Ukraina?

    Ma ci sei o ci fai? (l’idiota) ? O ci prendi a noi per idioti?


  • Georgios

    Difficilmente si leggono in uno spazio ristretto tante idiozie mischiate ad avvenimenti cosi ovvi (Falkland) da non richiedere nessuno studio per capirli. Anche se naturalmente "ad essere giusti, alcuni studiosi sono fortemente critici con questa ipotesi". D’altronde quello dell’idiota e’ un mestiere ben pagato oggi. E si vincono pure i Nobel.

    Caro il mio professore, cosi le guerre si facevano (non si fanno più, suppongo perché ormai siamo civilizzati) anche per il gusto di farle, eh? E magari se capitava proprio per caso anche per il profitto.
    Che ingenuo io che credevo che la guerra di Troia fu fatta per i bei occhi di una certa Elena e lo scontro all’interno dell’Impero Romano a causa del bel sedere di Cleopatra.

  • Georgios

    C’è qualcuno che gentilmente potrebbe aiutarmi?

    Si può dire anche "Che ingenuo io che credevo che la guerra di Troia fu fatta" o si deve dire "Che ingenuo io che credevo che la guerra di Troia fosse fatta"?

  • Teopratico

    Secondo me puoi usare sia l’indicativo ( fu fatta, ti riferisci a qualcosa di reale, che è accaduto nella realtà) che congiuntivo (fosse fatta. Poichè "credevi", quindi la proposizione seguente potrebbe essere solo una ipotesi, quindi non reale). Essendo un’ironia però la frase su Troia dovresti usare il congiuntivo. Insomma l’Indicativo è il tempo del reale, il Congiuntivo dell’ipotesi, della fantasia e dll’irrealtà.

  • Georgios

    Ti ringrazio. Molto analitico.

  • Vocenellanotte
    E sul NYT leggono ‘sta robaccia? Ci credo adesso se gli Usa sono al tracollo . . .

  • Ercole

    Le guerre sono funzionali al sistema capitalista per il controllo di aree strategiche e per la rapina di materie prime :proletari non regaliamo il nostro sangue per i loro interessi impariamo a fraternizzare e spariamo chi ci arma.

  • Hadrian

    Krugman personaggio cui fu assegnato un Premio Nobel del tutto immeritato come quello della Pace ( sic ! ) assegnato al sig. Guerriero Presidente degli Stati Uniti d’ America Barak Houssein Obama.

    Non mi meraviglio che la nobile testa-ta ( di c… ) chiamata NYT ne pubblichi questi spudorati articoli.
    Ringrazio Come Don Chisciotte che ci fa conoscere a quali aberrazioni arrivino questi ( immeritati ) premi Nobel.
  • Zret

    Pessimo.