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MODESTA PROPOSTA: DICHIARARE LO STATO DI GUERRA. E CORTE MARZIALE

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Confesso che di Norberto Achille, il presidente delle Ferrovie Nord, non avevo mai sentito parlare. Evidentemente non ha mai dato notizia di sé per qualche bel successo nella gestione dell’ente (una SpA posseduta al 57% dalla Regione Lombardia), fino a qualche giorno fa. Quando si è saputo che: “ Norberto Achille avrebbe utilizzato impropriamente la cassa della società, con acquisti e spese per 600 mila euro. Fra queste spese brillano: “ abbonamento pay tv, pasti al ristorante, capi d’abbigliamento e scommesse sportive”, più “uso improprio di auto aziendali”; auto noleggiate dalle Nord a 220000 euro, che lui passava (secondo l’accusa) a moglie e figli. Ai quali – al cuor non si comanda – avrebbe anche ceduto “schede telefoniche intestate alla società”, utilizzate oltre i 100 mila euro, se ho ben capito.

Dal Fatto Quotidiano: “In un mese, la carta aziendale ha pagato 300 euro a un paio di siti di gioco on line, www.Bwin.it   e www.pokervenice.com . Inoltre risultano spese anomale per circa 10 mila euro tra abbigliamento, cinema e tv (Sky e altro), informatica e carburante. Spesa anomala perché per l’auto aziendale Achille dispone già della carta carburante. Ci sono nella lista i migliori ristoranti di Milano, da Chatulle a La Pobbia, da Bice a I 4 Mori. Frequenti i viaggi in Calabria (dove Achille aveva avuto un incarico dall’Anas per il collaudo della statale Ionica, finito nel mirino della Procura della Corte dei Conti); qualche strisciata a Mosca dove ha sede la banca Kmb nel cui board troviamo Achille. Abbondano le spese a Forte dei Marmi dove Achille ha una villa. C’è anche una puntata a Venezia. Harry’s Bar e Hotel Grand Canal”. Accollati alle Ferrovie anche: “due dipinti di scuola napoletana e una natività lombarda del 16mo secolo per 17 mila euro. Una puntatina in agosto nel “ famoso locale Twiga a Marina di Pietrasanta, proprietà di Flavio Briatore”: 900 euro. Altri 3.749 euro sono andati fra “film pornografici acquistati su Sky” e scommesse sportive online.
Ammirevole l’entità delle multe che L’Achille ha accollato all’azienda: fino a 74 mila euro, fra cui una in Svizzera di 1000 – mille euro – “per eccesso di velocità”: andava nella Confederazione ripetutamente sfrecciando davanti ai gendarmi? Lo faceva apposta?

Forse per entrare finalmente, da anonimo qual era, nel mito: il pié veloce Achille. Forse perché si annoiava.

Succede, quando la tua vita è una festa perpetua.

Ecco il problema che modestamente mi par di avere identificato nelle nostre categorie pubbliche: non si sono accorte che la festa, per gli altri, è finita da un pezzo. Che gli altri italiani, quelli che pagano loro gli stipendioni e i video-porno, le multe e le autoblù, vivono un’altra realtà, completamente diversa: se lorsignori vivono la festa, questi lo stato di guerra.

Lorsignori, non si sentono nella stessa barca dei loro concittadini che arrancano, sotto le raffiche della tassazione e si ingegnano a vivere con la disoccupazione al 13 per cento, che scendono in numero crescente sotto il livello di povertà: da 11 milioni del 2010, a 15 milioni oggi.

Lo dimostra con limpida, persino commovente chiarezza, l’appassionata difesa che Achille Occhetto, l’ex segretario del PCI, ha fatto del suo vitalizio da parlamentare: “Guardate il mio reddito. Non ho altre entrate. Se mi fosse tolto il vitalizio di cosa vivrei? E di cosa vivrebbe la mia famiglia? “Sono pronto a restituirli, ma – specifica Occhetto – vi assumete voi la responsabilità del fatto che finirei in povertà. Con questo mantengo anche i miei due figli che sono disoccupati, perché non ho mai approfittato del mio ruolo per trovare loro un posto”. Andando avanti, la differenza aumenterà. Dovrei morire così siete contenti”.

Viene un impulso di solidarietà verso il degno segretario; noi siamo fatti così, vogliamo salvarlo dalla mendicità. Però il vitalizio che a fatica mantiene l’Occhetto a un pelo dalla povertà, ammonta a 5860 euro mensili. Siccome lo prende dal 2006 quando ha lasciato il parlamento in cui ha accumulato emolumenti per un ventennio, noi comuni mortali pensiamo: ma almeno si sarà messo qualcosa da parte. Noi, infatti, facciamo così: se guadagnamo benino, risparmiamo per i tempi duri.

Occhetto no, non è fatto così. Non ha messo via niente. “La Costituzione – protesta mitemente il quasi-mendico – vieta di rendere retroattive le norme. Io adesso come farei? Se le regole fossero state diverse, avrei accantonato dei soldi e mi sarei fatto un’altra pensione”. Protesta giustissima, ci affrettiamo a commentare, che lo unisce spiritualmente agli esodati: anche loro vittime di regole cambiate di colpo sotto il loro sedere. Anche loro si sarebbero fatti un’altra pensione, se avessero saputo che nel loro futuro c’era la Fornero.

Una differenza tra loro ed Occhetto però resta: la moglie Aureliana Alberici, anche lei ex parlamentare, percepisce un vitalizio di 3791 euro mensili. In quella famiglia quasi indigente entrano ogni mese 9.651 di soldi pubblici, ossia da noi pagati. E non vi bastano, poverini? Occhetto risponde: In una famiglia ci sono tante spese e tante situazioni che non potete conoscere. Quei soldi mi servono per vivere e mantenere i miei familiari. È tutto secondo la legge… Dovrei morire così siete contenti”.

No, no, compagno Occhetto, non commetta il gesto irreparabile. Come non esserle vicino? Però:

Ho un amico separato, malato di mieloma, disoccupato da tre anni, che deve pagare gli assegni a moglie e figlio (che abita nella ex casa sua con l’amante) e non riesce a vendere una sua proprietà immobiliare, che lo sta strangolando con le tasse. Ho un altro amico cui è stata tolta la pensione d’invalidità perché l’Inps lo ha giudicato guarito (da cancro del sangue..), ed a 51 anni gli hanno detto di cercarsi un lavoro. Ho un altro amico, separato anche lui con obbligo di mantenimento del figlio, che ha accettato un taglio dello stipendio del 15%, come tutti gli altri colleghi – e adesso paga persino lui il gasolio dell’auto aziendale (una Ford), che gli serve per cercare clienti – per scongiurare la chiusura della ditta.

Dunque sì: In una famiglia ci sono tante spese e tante situazioni che non potete conoscere”: gli amici di cui sopra possono ben sottoscrivere la sua frase, compagno Occhetto. Ma vivete in due Italie diverse. Se riaprisse ogni tanto il suo Marx, si ricorderebbe che il filosofo avvertì: “Il modo di esistenza crea la coscienza” di classe. Uno può spergiurare di essere “di sinistra” quanto vuole; ma quando prende quasi 10 mila euro mensili di soldi pubblici, non potrà fare a meno di imitare Maria Antonietta: “Niente più brioches? Volete ridurmi a mangiare pane?” Pane, orrore.

Gli italiani produttori , strangolati dall’euro, dalla torchia fiscale più rapace del mondo, dalla UE e dalla competizione globale, vivono in un panorama di macerie – il 25% del Pil è crollato, altrettante imprese produttive sono distrutte, come fossero bombardate, oppure sono saccheggiate dai finanzieri o conquistate dallo straniero – e lorsignori vedono l’Italia con gli edifici in piedi e i fumaioli fumanti, prospera e felice come negli anni del miracolo economico.

Noi, l’austerità; loro, vogliono i soldi di prima, anzi di più. Nel 2013, un tentativo di prelievo straordinario del 5-10% sulle pensioni da 9/150 mila euro, fu affondata come incostituzionale della Corte dei Conti, decisione costata 80 milioni di euro a noialtri. La Corte Costituzionale è potente, insuperabile muro di difesa dei “diritti acquisiti” da lorsignori, mentre si falcidiano i “diritti acquisiti” nostri. Ha protetto gli emolumenti enormi della magistratura costosa, settaria e inefficiente, dichiarando che ogni taglio di stipendio annullava la “autonomia” e offuscava la serenità dei giudicanti. Secondo molti, è per quel tentativo (del resto respinto) che la Corte ha il dente avvelenato con Renzi, e che per questo (dicono i maligni) avrebbe “interpretato” la legge Fornero, in modo da obbligare il governo Renzi gli arretrati tolti dalla Fornero, creandogli un immane problema. Se fosse vero, sarebbe sabotaggio e danno allo Stato (1).

Questo atteggiamento scende per li rami e inzuppa l’animo di tutti i lavoratori pubblici. Tutti, adesso, armati fino ai denti a difendere i loro privilegi, appena si prospetta di tagliarglieli un po’, di risparmiare sui loro vizi. E con molto successo. I vigili urbani di Roma si assentano all’80 per cento per Capodanno? Con falsi cerificati medici per giunta, in modo da rubare la paga? Ricordate con quanta arroganza hanno contrattaccato, preteso di aver ragione, strillato alla persecuzione, all’attentato alla libertà sindacale!

Gli italiani produttivi hanno accettato decurtazioni delle paghe per tenere aperte le aziende, e i pubblici dipendenti dei trasporti che cosa fanno? Scendono in sciopero perché vogliono l’aumento: “Il nostro contratto è fermo da sei anni”. Ma quello degli altri, cari, è non già fermo, ma in arretramento! E una quantità di italiani, non ha nesssun contratto, nessuno stipendio, ma solo la partita Iva.

E che dire della ripugnante canea inscenata dalla casta degli insegnanti, vera piaga e palla al piede dello sviluppo culturale del paese, che non vogliono essere giudicati e selezionati? E parliamo delle pensioni? Poco più di mille euro mensili quelle dei privati, 1770 quelli degli statali.

Due Italie. Una cosciente di essere nel mezzo di una guerra – la guerra dell’austerità, della deindustrializzazione, delle invasioni di bocche affamate Dal mare, a cui è stata esposta senza difesa – e l’altra: l’Italia che vuole gli aumenti indipendentemented agli introiti fiscali, che vuole gli emolumenti, che vuole i benefit come prima, e sgavazzare con le feste di sempre.

Che l’Italia impoverita abbia piena coscienza che “siamo in guerra”, l’ha suggerito un fatto ultimo: appunto l’imposizione al governo dalla Corte Costituzionale di restituire i soldi ai pensionati, che la Fornero gli aveva bloccato. Mentre tutti i partiti e partitanti – dalla Lega al 5 Stelle – hanno strillato che il governo deve restituire tutto, svenarsi con 18 e 20 miliardi, sono proprio i pensionati medii a scrivere ai giornali e sui blog: no, la mia pensione mi basta, qui soldi dateli ai pensionati minimi che non ce la fanno. Gente con 1300 euro mensili che dice: date quel che mi dovete chi ne ha 600, 700.

Questa è più che solidarietà civile. E’ l’oro alla patria delle mogli e delle mamme che , lontane dal fronte dove muoiono i figli, cambiano la loro vera per una di ferro. E’ la fraternità che nasce nelle trincee, sotto le bombe. Dove il ferito lieve sacrifica il suo pacchetto di pronto soccorso per bendare il camerata con le budella fuoriuscite, anche se non sa nemmeno come si chiama. Dove – siccome il rancio non arriva, le retrovie non rispondono – e allora si divide la razione di fichi secchi, di grappa, e si fa a metà dell’ultima sigaretta acciaccata e mezza vuota. Dove nella notte illuminata dalle esplosioni e dai bengala, anche Ungaretti si commosse alla voce che diceva: “Chi che reggimento siete, fratelli?”.

Fratelli.

Mettiamo a confronto gli esimi, strapagati giudici della Corte Costituzionale. Quelli da 30 mila euro al mese, che hanno decretato l’intoccabilità delle pensioni retributive anche se la collettività deve svenarsi per pagfarle. Come già sapete, questi giuristi altissimi, supremi, di routine “eleggono presidente il proprio membro più anziano, il più prossimo al pensionamento”, regalandogli così il “diritto” alla pensione presidenziale con i benefici connessi ed annessi, una differenza – mi par di ricordare – di 100 mila euro in più l’anno. A spese di quelli che si dividono la cicca in trincea, che stano svenandosi per pagare le tasse su immobili che non possono più permettersi, che accetatno riduzioni del salario per non far chiudere la ditta, bombardata dalla competizione globale…Così, “Flick è stato presidente per soli 3 mesi; Zagrebelsky 7 mesi; Onida 4 mesi; De Servio 4 mesi”, e sono andati in pensione da presidenti. Sicché l’anno scorso per erogare 31 pensioni (22 giudici emeriti e 9 vedove), la Consulta ci sono voluti oltre 5 milioni e mezzo: una media da 180 mila euro l’una”.

Ma quello che non sapevo nemmeno io è questo: che questa pratica continuamente messa in atto dai giudici supremi è “in contrasto con l’articolo 135 della costituzione, che recita: “La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica PER UN TRIENNIO, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice.”

Ora, come si può risanare un Paese dove i primi a violare – o a fregarsene – della Costituzione sono i Giudici Costituzionali? Chi può rettificarli, sottoporli a verifica? Eventualmente punirli? Non c’è istanza superiore a cui fareppello contro di loro.

A parte una cosa: la guerra. Da qui la mia modesta proposta: dichiarare lo stato di guerra. Del resto, è esattamente la situazione in cui siamo nella realtà, solo che non è instaurata come istituzione (quale la guerra è). Dichiarare che quello presente è lo stato di guerra, è essenziale per rendere tutti non solo coscienti del pericolo estremo che corre la repubblica, ma anche consapevoli che si esige da loro loro estremo sacrificio, fino alla vittoria finale. Che quello che i ricchi di stato prendono, è rubato a quelli che stanno nelle trincee sotto il fuoco della recessione e dell’austerità. Che fare feste e farsi pagare video-porno, passare carte di credito ai figlioli, accumulare pensioni milionarie, è sabotare lo sforzo dei combattenti di prima linea – quelli che producono, che esportano, che cercano di vincere la competizione globale nonostante tutti i pesi, quelli che subiscono l’austerità.

Il vantaggio dello stato diguerra è evidente, perché comporta la Legge Marziale. La magistraura ordinaria viene sovrastata da tribunali di guerra. I danni alle classi pubbliche per ripicca politica, divengono giudicabili come alto tradimento a livelli superiori; ai livelli medio-bassi, quello degli scioperanti scioperati pubblici, come disfattismo, diserzione, impedimento ed ostacolo alla difesa della nazione, fors’anche intelligenza col nemico. In guerra, pemnsare solo ai propri egoistici interessi individuali a danno degli altri, è un reato gravissimo e punibile con la morte; emolumenti e benefici varii, come “profitti di guerra”, verranno sequestrati. I reati pubblici più comuni, come corruzione e malversazione, peculato e truffa, saranno interpretabili come attività di sabotaggio dello sforzo bellico supremo, lesione dello Stato e della sua capacità di agire come soggetto sovrano, attentato alla sua integrità territoriale e alla sua indipendenza politica. I processi sarebbero spicci, la pena dei traditori la fucilazione (alla schiena), ai sabotatori in linea che sciopearano, ossia rifiutano di trasportare i lavoratori produttivi (fratelli combattenti), si può applicare la decimazione.

Sì, lo so bene, i tempi non sono maturi. Ma lasciatemi sognare. E’ solo una modesta proposta. Ma è anche la sola riforma che può raddrizzare le nostre sorti collettive.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/modesta-proposta-dichiarare-lo-stato-di-guerra-e-corte-marziale/

21.05.2015

Note

  • Come nota ormai anche Dagospia, “Il cuore della macchina statale è profondamente ostile” a Matteo Renzi per i suoi (vani) tentativi di ridurre gli sprechi e di metterli sotto controllo, “e appena può si mette di traverso per farlo inciampare. Magistrati, questori, ambasciatori, Banca Intesa eccetera sono tutti contro Renzi e lo aspettano al varco”. Esempio: “La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni, divulgata il 30 aprile senza che per un mese e venti giorni Renzi ne fosse informato, la dice lunga sull’isolamento del premier rispetto a certi poteri costituiti come le alte magistrature. Nemmeno Giuliano Amato, giudice costituzionale e mandarino di prima categoria [quello che riceve 45 mila euro mensili] , ha fatto un fiato con Palazzo Chigi. Così lo schiaffo è arrivato in piena faccia con tanti saluti al “tesoretto” e ai progetti di mance elettorali in vista delle Regionali. Gli ambasciatori [sono] ,piuttosto nervosi per i tagli alle indennità. Nell’avvocatura dello Stato, tra i consiglieri di Stato e in generale tra tutti i grand commis c’è una sorda avversione per il primo presidente del Consiglio che ha scelto di non avvalersi dei “professionisti delle leggi”, ma di privilegiare il Giglio magico”… I tre milioni di insegnanti esibisocono senza remore un v ero e proprio odio. Ora, ricordo, Renzi è un governante pessimo. Il punto è che tutti gli altri che aspirano al suo posto sono persino peggiori di lui.

Pubblicato da Davide

  • ProjectCivilization

    Ricordo Blondet come persona colta ed attenta . Se ha scritto queste minchiate e’ malato . Spero che , semplicemente , le abbia scritte un altro .

  • Nieuport

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    Cosa sarebbe esattamente una minchiata? Ironizzare sul fatto
    che Occhetto prende 9.651 euro al mese e si lamenta pure? Criticare che i
    giudici si rimpallano la presidenza della Corte costituzionale per alzarsi la
    pensione? Sognare un processo per chi si arricchisce mentre il paese va in
    rovina?

  • MarioG

    Ottimo affresco, specialmente la ciliegina sulla nostra Corte Costituzionale, modello di virtu’ repubblicane. Ricordiamolo quando la Suprema Corte "eccepisce" su qualcosa (o viceversa quando "annuisce").

    Grazie anche per il piccolo momento catartico che ci dona nel paragrafo finale. 
  • PietroGE

    Se uno deve dichiarare lo stato di guerra lo dovrebbe fare eventualmente per l’invasione che subiamo da anni di clandestini. A quel punto  si dichiara guerra agli scafisti e li si passa per le armi.

    Dichiarare lo stato di guerra per la corruzione mi sembra una esagerazione. Dubito che anche in questo modo uno riuscirebbe a ripulire il Paese. Mafia e corruzione sono endemiche in Italia.

  • Ossimoro
    Al dirigente di ferrovie nord imputati acquisti   e spese indebiti per 600 mila euro… Poi gli accomuna i dipendenti pubblici e autisti di mezzi pubblici… Che per guadagnare 600.000 lavorano 36 anni…



    Poi parla di due classi di pensioni… Poco più di mille euro mensili quelle dei privati, 1770 quelli degli statali.

    Poi spuntano pensionati "Gente con 1300 euro mensili che dice: date quel che mi dovete chi ne ha 600, 700."

    E questi da 1300 euro a che "specie" appartengono?
    Il giornalista aveva iniziato anche bene…
    Anche se non credo che la corruzione sia fenomeno recente, tale da giustificare una crisi epocale… 
    Poi il faro si accende sempre sui corrotti (sfera pubblica ovviamente), mentre dei corruttori neanche una parola..
    Andando avanti i minuti d’odio accrescono il livore del lettore…
    Ottimo articolo in perfetto stile "divide et impera". Il finale poi è davvero tutto un programma… Anche se mi chiedo da chi sarebbero retti gli auspicati tribunali di guerra…
    Due Italie, una buona (privata) una cattiva (pubblica)…
    Da piccini ci dicevano "tra i due litiganti il terzo gode"… Cui prodest?
    Lo so, fa caldo, ma cinque minuti di riflessione prima di scrivere certe cose?
    Un minimo di senso di responsabilità no?
  • AlbertoConti

    Il problema non è solo italiano, è mondiale. Il guaio è che si tratta di una
    guerra a senso unico, dei ricchi verso i poveri. Questi ultimi non possono
    permettersi il lusso di fare guerra a chicchessia, figuriamoci ai ricchi e
    potenti, che sono pure pericolosi, soprattutto dopo la selezione darwiniana che
    ha premiato i peggiori.

    Però arriva sempre il punto di rottura, e il
    conto alla rovescia è già iniziato.

  • MarioG

    Cominciando dal finale, mi sembra che forse non ne ha colto il senso all’interno dell’articolo, sebbene l’autore lasciasse intendere che di sogno si trattasse. Sono altre le cose di cui l’articolo si occupa "concretamente".

    La corruzione non e’ senza dubbio fenomeno recente. Non so in che era sia iniziata.
    Quanto alla crisi epocale, che e’ sotto agli occhi, sicuramente si accompagna allo stato  di corruzione attuale e chi puo’ sceverare quanto ne sia causa e quanto ne sia effetto?
    Il problema dei corruttori qui non necessariamente c’entra. Anzi c’entra poco nel contesto di corruzione di cui si e’ occupato qui. Non e’ un assioma generale che per ogni corrotto esista sempre un corruttore diverso da se stesso. Secondo lei chi "corrompe" i giudici costituzionali inducendoli a espedienti da truffatori  per  andare in pensione col massimo?
  • bysantium

    Questo articolo di Blondet mi ha definitivamente levato il rimorso di non aver rinnovato l’abbonamento ad Effedieffe, tempo prima che lo stesso finisse di collaborarvi.
    Una sorta di intingolo in cui ribolliscono buoni ingredienti insieme ad altri pessimi.
    Sono convintissimo che l’attacco massiccio ai diritti acquisiti – una vera barbarie giuridica – come in ogni campagna che si rispetti, parta volutamente dai casi "pietosi"( pensioni d’oro ) per poi finire per convincere della necessità di abolirli tutti, e non solo riguardo alle pensioni.
    E, non a caso, si partiva da importi alquanto modesti.
    Renzi, poi, non sta facendo altro che applicare le ricette europee e ogni sassolino che si intromette nel suo ingranaggio non può che essere il benvenuto.
    Non dimentichiamo che la maggior critica alla sentenza della Corte costituzionale si basa sul fatto che non abbia tenuto conto del nuovo (sic) articolo costituzionale, art. 81 – pareggio di bilancio.
    Infine, per quanto concerne lo stato di guerra, siamo al delirio considerati i precedenti ed il livello degli alti ufficiali italiani, coloro che presiederebbero gli auspicati tribunali di guerra.
    Se poi si tratta di mero sfogo…..

  • Ossimoro
    A quanto ammonta il costo pro-capite per le pensioni dei giudici costituzionali (diviso per 60 milioni di italiani), rispetto ad altre ragioni che stanno distruggendo la nostra economia? Con ciò badi bene, non avallo un simile  comportamento meschino, ma accomunare questo a tutti i dipendenti pubblici che in realtà, vedono i loro redditi crescere meno del settore privato è scorretto e fuorviante.
    Inneggiare a "sabotatori in linea che sciopearano, ossia rifiutano di trasportare i lavoratori produttivi (fratelli combattenti), si può applicare la decimazione." Non mi sembra rivolto ai vertici della "casta pubblica", ma a lavoratori cui viene negato un diritto riconosciuto dall’ordinamento.

    L’importo giornaliero speso dallo Stato è di 383 milioni di euro, per un ammontare annuo di circa 135 miliardi di euro, così divisi: 69% sanità, 25,3% Comuni, 21,3% amministrazione centrale, 8,6% Regioni e Province.
    A chi crede andranno questi importi? A ditte fornitrici e a dipendenti. Che a loro volta spenderanno il reddito percepito nel settore privato e parte in tasse…  E il ciclo ricomincia.
    A livello macroeconomico che io e lei prendiamo 500 euro a testa, o lei 900 e io 100 cambia ben poco (la valutazione etica è un’altra cosa).

    Per questo l’articolo, che fomenta verso falsi responsabili, è oltremodo dannoso.
  • adriano_53

    Nemmeno nell’indignazione -condivisa- mi trovo d’accordo con blondet.

  • Gil_Grissom

    A parte l’insignificante particolare che la pena di morte e’ stata abolita in Italia anche dal codice militare, per cui non esiste piu’ la fucilazione per tradimento, chi presiederebbe di grazia queste corti marziali? Magari dei generali a quattro stelle con stipendi ancora piu’ alti dei magistrati, cosi’ cadremmo dalla padella alla brace. O magari dei semplici cittadini, modello rivoluzione francese, del tutto sprovvisti della minima nozione giuridica. Anche se devo ammettere che il gusto di veder decapitare o fucilare certe toghe sarebbe impagabile.

  • albsorio
  • GioCo

    Gen.le dott. Blondet, la stimo e seguo da un pezzo, comprendendo che, come Barnas, tenta in estrema ratio di scuotere posizioni emotive di un micro-cosmo, quello italico, dove il phatos pare spento o unito solo in eventi fascisti, come quelli sportivi e (in ultima istanza) calcistici.

    Sa bene che scuotere le coscienze sopite dalla TV, dai facili consumismi, dal Cinema insegui-spara-e-ammazza con gli immacabili dramma-vocioni di commento e contorno che paiono provenire dal buco del culo e con percorso interno all’esofago, e tante altre piacevolezze del dogma della "superiore cultura aglofona", non è facile nemmeno con l’uso più estremo dell’evocazione emotiva, tanto quanto lo sprono dello spauracchio di una catastrofe in essere.
    So che colpisco duro, ma lei non parla a un pubblico capace di ragionare, ma ad uno convinto di saper ragionare, come Zombie convinti che il loro compito sia divorare cervelli.
    Questo non significa che ci sia una colpa distribuibile da qualche parte o una condizione di irrecuperabilità. Anche questo (credo) lei lo sa perfettamente.
    I tempi non sono maturi? Non so, non sono convinto. Credo invece siano "sempre maturi", e che ormai per alcuni o si mangia il frutto o lo si lascia marcire. Non possiamo saperci in colpa o caricarci come nel mito di Atlante il mondo in spalla. Il mondo farà il suo giro e ci farà ballare tutti sui carboni ardenti.
    Come ho scritto in tempi non sospetti a più riprese, Renzi è un pollo sciocco che è stato infilzato con lo spiedo e sta cuocendo a fuoco lento. Oramai comincia a diventare evidente anche a lui che la sua carne puzza di bruciato, ma come ho detto, è tardi per i rimpianti e quindi andrà fino in fondo. Si accorgerà poi che il prezzo non valeva la di certo il piatto della scommessa. I mercanti sono bravi a venderti fregature e lui ha fatto il botto. Cioè se preso la fregatura più grossa di tutte e pensando tra l’altro di farlo come "il più furbo".

    Però volevo anche dirle (se mi permette) un altra cosa. Le armi non sono mai per offesa o per difesa e non sono mai una proprietà esclusiva. Fabbrichi una spada e uccidi il tuo nemico, ma poi muori e suo figlio se ne appropria e ti uccide la discendenza, quindi la spada è un arma, non di qualcuno in particolare, nemmeno di chi la costruisce o la inventa. In più, se brandisci la spada e pensi di uccidere, un altro. lui può scavarti una trappola sotto i piedi il giorno prima e poi invitarti a sfidarlo e tu per causa della spada, caschi nel buco e muori. Non esiste un arma bradinta che sia solo di offesa o di difesa, essa ti seduce con i suoi vantaggi ma ti costringe ad un tempo ad assumerti l’onere amaro dei suoi svantaggi. Chi sa cogliere meglio questo delicato equilibrio di mezze fregature, ha la meglio.

    Gli svantaggi della cleptocrzia italica li conosciamo bene, ma sono gli anglofoni a ricordarcelo di continuo e non perché si guardano in casa, dove in verità abbonda una certa deficenza e bulleria nell’opera di furto pubblico, quella tipica dei Troll di caverna e dove tutto si risolve a clavate in testa. Chiaro che non possiamo risultare simpatici ai Troll quando li fottiamo nei loro sport preferiti, cioè furto e cattiveria, lasciandoli in mutande a grattarsi la nuca.
    L’Italia fa gola per troppi motivi e da secoli tutti i popoli da nord sono venuti qui a scagazzare i loro bisogni e farci sapere quanto siamo inadeguati al loro "superiore" cospetto. Spagnoli, Francesi, Inglesi, Tedeschi, Autriaci e prima ogni popolazione barbara dall’est, dalle steppe russe. Dal crollo dell’Impero Romano siamo una terra di conquista per qualunque pitocco scavalli le alpi e siamo chiamati a servirlo e leccargli grati le zampe mentre ci fotte qualsiasi cosa, dignità inclusa. In queste condizioni, impari ad essere furbo o marcisci nel fango.

    Per ciò non sia troppo duro con chi non solleva il capo di fronte all’ennesima ingiustizia, anche tra "fratelli". Si dice che cane non sbrana cane, ma se conosce le mute di cani famelici, inizia a non esserene convinto. Diciamo per limare che "cane non sbrana il cane" accettato dal branco, altrimenti si tratta di cibo tanto quanto il resto. A volte essere espulso dal tuo branco significa solo diventare un peso inutile, ma è chiaro che il branco cerca di assoggettare elementi utili ed espellere gli inutili.
    Siamo dentro una società che alimenta il culto della "vita da scarto" per citare Bauman. Sono decenni che la montagna di patume cresce e accellera la crescita senza sosta, chiaro che prima o poi il percolato sarà versato dentro la vita di tutti e in fiumi di repellente veleno.
    Il processo è iniziato con stille di piscio che schizzano dal sacco di contenimento sempre più gonfio ed è irreversibile.

    Ciò che vediamo nelle vite repellenti dei repellenti poteri che ci sovrastano, è la schiuma del processo, fetide ma minuscole e insignificanti bollicine.

    Renzi Vs Giudici? Ma per favore. Ognuno è il termine di cordate di interessi lunghe tanto da perdersi nell’abisso e che gioca una partita a scacchi radiocamandata. Noi siamo le pedine.
    Ma non per questo inutili o meno pericolosi dei "pezzi grossi".
    Per quanto appaia assurdo dirlo, la sua è una posione utopica e positiva. Quella di chi pensa, crede e spera, ci sia ancora spazio per tornare sui nostri passi e salvarci dall’inevitabile tracimazione dei nostri errori (ed orrori). Mi dispiace deluderla, il treno sociale è sparato verso il collasso, è un ultrarapido in piena corsa e non fa che cercare di accellerare la sua stessa fine, quasi voglia dirci che è stufo marcio di se stesso e vuole farla finita. Facile capire come andrà a finire.

  • lucamartinelli

    sono d’accordo con te, ma temo che le abbia scritte lui. Forse è la vecchiaia, non so, ma sta riemergendo la sua anima profondamente di destra per non dire fascista. Negli ultimi tempi è calato parecchio. Che senso ha attaccare Occhetto? E tutti gli altri? perchè non attaccare Fini? Semmai è la legge che va cambiata…..Sono finiti i tempi degli articoli superlativi di economia e geo-politica. Mi piacerebbe anche sapere perchè si è rotto il sodalizio con Effedieffe.

  • MarioG

    Innanzitutto e’  fuorviante, o meglio falso, dire che i redditi dei dipendenti pubblici crescono meno di quelli del settore privato, se intende i redditi dei dipendenti del settore privato, perche’ e’ esattamente il contrario.

    La Corte Costituzionale non viene additata in  virtu’ della rilevanza dei relativi sprechi in termini assoluti, ma come esempio assolutamente paradigmatico e anche estremo di marcescenza complessiva: La Costituzione prevede che il Presidente di Corte stia in carica 3 anni e costoro ne eleggono sistematicamente uno pochi mesi prima della pensione per un  meschino  interesse personale. Questo da parte del baluardo ultimo della costituzione. Che responsabilita’ ci si puo’ attendere da costoro quando prendono decisioni che hanno pure una rilevanza economica in termini assoluti?
    Riguardo ai diritti riconosciuti dall’ordinamento, e’ proprio questo il punto: questi cosiddetti diritti vanno appunto posti in discussione, visto che l’ordinamento stesso coi suoi illustri rappresentanti e tutori e’ posto in discussione. Altrimenti si accoda al signor Occhetto, che ragiona come se vivesse in una realta’ parallela staccata da quella attuale in cui vivono la maggioranza dei suoi concittadini. 
    Penso che l’articolo sia adeguatamente argomentato da provare che dopotutto tali responsabili sono tutto eccetto che falsi.
  • yago

    La penso esattamente come Blondet. Purtroppo nessuno sequestrerà mai i profitti di Guerra e tanto meno nessun politico o burocrate sarà mai processato per alto tradimento. Sognare comunque è gratis. 

  • neroscuro2014

    Dato che Effedieffe è stato reso a pagamento non ho avuto modo di osservare l’evoluzione del pensiero di Blondet nei confronti degli insegnanti e di scoprire così che questi per lui sono diventati una "casta". Una casta di addirittura 3milioni di persone. Evidentemente il problema della carenza degli insegnanti di matematica è storico, visto che i dati parlano di circa 1,5 milioni di insegnanti tra infanzia e scuole superiori.
    Ammetto che i numeri della media del rapporto alunni/insegnanti sono comunque alti e riflettono una geografia particolare dove si ritrovano insieme nello stesso piatto della bilancia una scuola di montagna con una scuola di città. A questo punto o si vogliono i diritti per tutti oppure si dice a chi si trova disperso tra campagne, montagne e altre zone isolate di trasferirsi in città o di restare ignorante.
    Blondet sostiene che gli insegnanti non si vogliono far valutare. Interessante che un giornalista di lungo corso come Blondet non approfondisca e sposi la lettura data dal governo Renzi alla questione. Provo a spiegarla io, che mi fregio d’essere un precario di questa "casta": gli insegnanti non sono contro la valutazione di per sé, ma quando un governo cambia idea, non so più quante volte, e nella valutazione ci infila commissioni composte da genitori e figli o un dirigente scolastico plenipotenziario forse un poco in conflitto di interessi (quis custodiet custodes?), i sudori freddi arrivano e nasce l’opposizione a qualsiasi idea di valutazione possa partorire questo governo. Non voglio qui snocciolare i problemi che potreste incontrare in una classe di scuola, voglio essere sintetico: ragazzini che non hanno voglia di studiare e genitori avvocati dei figli (la norma); ragazzi con problemi di immigrazione, economici e famigliari enormi (abusi, alcool, prostituzione, droga); alunni che dovrebbero essere certificati disabili, ma non lo sono perché i genitori rifiutano la certificazione o l’ASL non la dà per risparmiare; bullismo diffuso e aggressioni agli insegnanti. Tutto questo accade nella Scuola e ricade sui docenti. Da un lato il ruolo della Scuola è di fare ormai da ammortizzatore sociale e da Grande Mamma, dall’altro si vogliono risultati che devono essere giudicati da chi potrebbe non averne le capacità o essere in conflitto di interesse. È una cosa accettabile o auspicabile? Per gli insegnanti sarebbe come essersi preparati alla corsa tutta la vita e trovarsi a partecipare ad una partita di rugby, dove la squadra avversaria non è l’ignoranza, ma un pezzo di società, e dove gli spettatori si attendono di vedere un balletto. Un nonsenso totale che sarebbe da ridere in altri casi.
    Concludo ricordando al buon Blondet che tra le tre categorie di chi non vuole lavorare e prendere soldi a sbafo gli insegnanti sono solo terzi: primi ovviamente sono i politici e secondi, ahilei, i giornalisti, che in Italia campano di sovvenzioni e di piaggerie. Mi si perdoni la battuta qualunquista, ma di fronte ad un articolo tanto qualunquista quanto greve, mi è proprio scappata.

  • Toussaint

    Ci mancava giusto l’ennesimo e arrogante cazzaro. I problemi italiani? Il vitalizio di Occhetto, of course. E tutto il resto? Quisquilie.

    I vitalizi per i parlamentari furono istituiti, a suo tempo, per consentire di svolgere il ruolo anche a persone non in grado di sostenerne le spese. Se poi ci sono stati degli eccessi (e ci sono stati, senza alcun dubbio), allora li si corregge. Ma non si butta il bambino insieme all’acqua sporca. Oppure preferiamo che gli "stipendi", ai parlamentari, glieli facciano la Confindustria?
  • ilsanto

    Giustissimo, noi siamo in guerra e prima lo capiamo e meglio è, dietro alla facciata di civile convivenza e buonismo di rassicurazioni e speranze in una ripresa sempre posticipata, di leggi internazionali e nazionali di istituzioni onnipresenti per ogni aspetto della vita e incontri al vertice, di elezioni democratiche, e partite di calcio, è in corso da tempo la guerra. Una guerra che vede per lo più ignari i cittadini, che si vuole che restino ignari, e che loro stessi non vogliono considerare, troppo ingombrante e dolorosa. Dal 1973 ( i limiti dello sviluppo ) sappiamo che non ci sono risorse per 7 miliardi di abitanti, ma cresciamo ancora di 80 milioni l’anno ( come tutta la Germania ) siamo come su un’isola mentre l’acqua sale e continuiamo a fare figli come conigli. Come se non bastasse mentre cresce l’automazione e l’informatica così che aumenta la disoccupazione c’è sempre qualche co….ne che con aria ispirata dice crescete e moltiplicatevi o che servono braccia per le nostre industrie ( come al tempo di Mussolini che ambiva a milioni di baionette ) e per versare contributi per le pensioni d’oro. In un’isola se uno stato cresce qualcuno ci rimette è matematico, così come se uno si arricchisce molti si impoveriranno ma nessuno dice che così non và no perchè chi dice e chi legifera è parte in causa, sanno benissimo che o stai con chi vince e ruba o sei tra gli emarginati i poveri fessi che aspettano il messia o che un eletto dal popolo aggiusti tutto mentre la democrazia è morta e sepolta da tempo. Peggio ancora la religione dominante è l’individualismo ossia si salvi chi può e il nostro Dio non è un Dio di misericordia ma il Dio danaro. Chi ha capito spende enormi risorse per dominare mari, cielo, spazio, terra riempie l’isola di basi militari, segretamente spia, uccide o boicotta gli avversari, e rivendica il controllo delle risorse energetiche, minerarie, tecnologiche, alimentari, finanziarie, strategiche, geopolitiche, metereologiche, intellettuali. Perchè sà che non c’è posto per tutti e lui un posto al sole se lo vuole garantire, lui. Così che quando l’acqua sale lui è sulla montagna mentre gli altri resteranno sulla battigia.

  • ilsanto

    Di endemico c’è solo la stupidità, se si vuole le cose si possono sistemare. Io come lui penso che se uno pagato dallo stato ruba è un atto di estrema gravità che distrugge la nazione e la civile convivenza ed il senso di giustizia e la morale e la dignità mia e spero si tutti e ci ruba la speranza, la voglia di fare. Per me la pena senza ombra di dubbio è la fucilazione alla schiena, e senza appello e cassazione. Per contro chi soffre, chi è disoccupato, ma onesto merita tutto il supporto dello stato e dei suoi fratelli. Stai tranquillo che dopo un pò la situazione migliora e come.

  • lanzo

    @ilsanto

    Concordo al 100% o forse 99 tranne  che – "continuiamo a fare figli come conigli" ma chi ? Non certo in Europa. In Italia siamo a natalita’ zero o quasi – quindi "continuano" ed infatti ce li ritroviamo in casa. 
  • MarioG

    Ha citato quanti insegnanti ci sono, 1.5 milioni. Perche’ non dice anche quanti studenti ci sono?

  • MarioG

    sottozero.

    Lo zero corrisponde a 2.1 figli per donna. Siamo a 1.4, a ogni generazione sparisce un 30% di popolazione
  • neroscuro2014

    Non c’è nulla da nascondere, sono dati disponibili a tutti, per esempio qui [www.flcgil.it].
    E le faccio cortesemente notare, che non sono io ad aver scritto cose inesatte e quindi a doverle giustificare alcunché.

  • lanzo

    Blondet pensa che i militari italiani siano una specie aliena proveniente dal pianeta degli onesti, sono marci come tutto il resto,  stanno buoni perche’ sono ben nutriti e vanno in pensione presto pur avendo passato la vita in ufficio a grattarsi le palle. Qualora si verificasse uno scenario da legge marziale ti verrebbero a depredare col fucile spianato.

    Le dittature militari non e’ che siano famose per la loro onesta’ , vedi Myanmar.
  • MarioG

    Il senso del discorso (non certo nascosto) e’ che si e’ una divaricazione: mentre una parte immiserisce, l’altra fa finta che tutto proceda come prima e sventola "diritti acquisiti"  che non sono ormai altro che privilegi acquisiti. 

    Tra parentesi, il vitalizio non c’entra nulla con la possibilita’ di svolgere la funzione parlamentare. Il vitalizio e’ quella cosa che viene dopo. Anche dopo mezza legislatura.
    Riguardo a tutto il resto: aspetti il prossimo articolo. 
  • MarioG
    Io non le ho chiesto di giustificare nulla. 
    Mi sembrava appropriato parlare del numero di studenti quando si parla del numero di insegnanti. Tra l’altro non ricordo bene dove si citi nell’articolo il numero di professori che lei riporta. 
    Lei giustamente  si lamenta di studenti a cui non importa nulla di studiare e della scuola come ammortizzatore sociale.
    Non era forse il caso di pensarci prima di innalzare l’obbligo scolastico? 
    Una misura, evidentemente, di tutela dei posti di lavoro degli insegnanti a fronte del calo degli studenti. A suo modo una forma di ammortizzamento sociale, ma di  indirizzo diverso.
    Le chiedo (perche’ no lo so, non e’ una domanda retorica) lei come ha preso la decisione di innalzamento dell’eta’ dell’obbligo? 
    Non prenda la domanda come un’intimazione a rispondere, mi raccomando! 
  • neroscuro2014

    Ok, ho capito di avere a che fare con un troll che non ha nemmeno voglia di usare la funzione "cerca nella pagina":

    Nelle note:
    […]I tre milioni di insegnanti esibisocono senza remore un v ero e proprio
    odio. Ora, ricordo, Renzi è un governante pessimo. Il punto è che tutti
    gli altri che aspirano al suo posto sono persino peggiori di lui

    L’obbligo scolastico è stato alzato molte volte, per quanto mi riguarda potevano fermarsi alla 3^ elementare, così avremmo avuto un numero inferiore di commentatori che producono fastidiosi attacchi ad ominem ritenendosi probabilmente molto ficcanti e intelligenti. Non se la prenda, eh.

  • MarioG

    Perche’ usare la funzione "cerca nel testo", se lei stesso la svolge benissimo financo nelle note?

    Comunque sono contento che la casta (ancorche’ un po’ stracciona, ma non e’ una contraddizione in termini) sia ridotta a sole 1,5 milioni di unita’ anziche’ 3. C’e’ da rallegrarsene.
    Concordo con  l’obbligo fino alla terza elementare, cosi’ potrebbe dedicarsi ad attivita’ piu’ proficue per lei e per la comunita’.
    Di nuovo tende a sentirsi leso da attacchi ad ‘ominem’ (all’augurio?) totalmente inesistenti, come ognuno puo’ leggere: deve essere un suo disturbo narcisistico, in altro modo non si spiega.
    Absit iniuria verbis
    E non si disturbi oltre.
  • neroscuro2014

    Lo vede che è  una maestrina mancata ed un po’ occhiuta?  Con tutti gli errori che c’erano sparsi dappertutto  proprio il mio ominem è andata a correggere.  Brava. Per il resto le manca tutto:educazione compresa.
    Non è  lei che taglia i commenti quando le pare, soprattutto dopo aver iniziato con le provocazioni. Evidentemente la scuola fascista da cui proviene o cui aspira le ha insegnato questo, inoltre lei si avvantaggia del sapere cosa faccio per mestiere per attaccare  me è la mia "casta". A parte deludere le sue aspettative, vorrei tanto saper cosa fa lei per vivere così da poter sfruttare uno dei tanti luoghi comuni esistenti su qualsiasi professione per renderle le sue cortesie. Add

  • MarioG

    Mi spiace che si sia cosi’ risentito!

    Guardo gli errori?
    No, di solito non guardo gli errori di battitura in un blog: l’errore di battitura e’ l’ ultima ratio del disperato. Ho fatto uno strappo questa volta solo perche’ me lo ha messo in corsivo in bella vista. 
    Quanto alla professione, e’ una sua scelta quella di presentarsi nelle sue vesti professionali.
    E la cosa non mi interessa piu’ di tanto. Ripeto, e’ un problema di ipersensibilita’ suo.
    Vuole sapere la mia? Mi sembrava che l’avesse indovinata per conto suo, no?
    E’ quella del fascista a tempo pieno e servizio permanente, come da scuola di provenienza.
    Cosa ha da chiedere ancora?
  • neroscuro2014

    Chiederei, se potessi ottenere risposte pertinenti, ma visto che l’ambiguità è il suo modo di fare e si  appaia con la provocazione e con l’insinuazione , non ho motivo di continuare. Alla prossima

  • MarioG

    Non si renda ridicolo!

    Avvia lei stesso le risposte im-pertinenti e le insinuazioni 
    (di neroscuro2014 il Domenica, 14 giugno @ 20:03:49 BST, 
    di neroscuro2014 il Lunedì, 15 giugno @ 14:16:52 BST,  in particolare. 

     Piu’ altre sparse qual e la’ …)
    e poi mi fa la vittima?
    Un po’ di dignita’!