Home / ComeDonChisciotte / LE FONTI DEL DIRITTO DI RENZI: P2 E J.P. MORGAN

LE FONTI DEL DIRITTO DI RENZI: P2 E J.P. MORGAN

DI GIORGIO CREMASCHI

blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it

Ogni carta costituzionale ha le sue fonti ispiratrici. Per la nostra Costituzione del 1948 secondo Piero Calamandrei si sarebbe dovuto salire sui monti dove erano morti i partigiani, andare nelle prigioni e nei campi di concentramento, perché in quei luoghi essa era nata.La costituzione renziana del 2016 ha ben più misere fonti, ma non per questo meno evidenti ed esplicite. La prima di esse è il “Piano di rinascita democratica” della loggia P2 di Licio Gelli, che fu scoperta dalla magistratura nel 1982. La lettura di quel documento è molto istruttiva, soprattutto per la sua attualità.

Il principio di fondo che ispira quel testo è che i problemi dell’Italia deriverebbero dalla troppa democrazia e dalla troppo poca concentrazione del potere in chi deve decidere. Per questo Licio Gelli chiedeva di restaurare autorità nella produzione, abolendo il contratto nazionale e l’articolo 18, e nel paese, affidando ad un capo non condizionato dal parlamento o da altri poteri democratici, il potere di decidere. Ai fautori delle riforme che finalmente sbloccherebbero il paese, consiglio attenta lettura di quel testo facilmente reperibile nella rete.

Allo stesso modo è facile trovare, ricorrendo ad Internet, il documento “Aggiustamenti nell’area Euro” reso pubblico il 28 maggio 2013 dalla Banca J. P. Morgan. Questa grande banca d’affari americana, sotto accusa per tutte le speculazioni finanziarie che hanno alimentato la grande crisi a partire dal 2007, ha sentito il bisogno di far conoscere la sua opinione sulle questioni istituzionali. Non inganni infatti il titolo sottotono, siamo qui di fronte ad un testo politico sull’Italia, che i banchieri presentano come frutto di una stringente necessità economica, come del resto fanno sempre quando rivendicano qualcosa.

Il documento Morgan parte dalla constatazione che le “riforme” economiche liberiste non hanno sortito particolari effetti positivi nei paesi ai quali sono state applicate. Si riferisce ai PIGS, acronimo che individua Portogallo, Italia, Grecia, Spagna. La Banca Morgan non può usare questo termine, che in inglese significa porci, e quindi usa la definizione: paesi periferici. Questi paesi hanno tutti reagito male alle “riforme”. La loro economia va sempre peggio, ma secondo la banca la causa non sta nelle riforme stesse, ma nei sistemi politici di quei paesi. Che, recita il documento, sono governati da costituzioni antifasciste, figlie della fine della seconda guerra mondiale e per questo condizionate dal peso eccessivo che allora avevano le forze di sinistra, socialiste e comuniste. Questo peso ha squilibrato le costituzioni a favore dei parlamenti e del pubblico, dei diritti del lavoro, degli enti locali e più in generale di ogni forza particolare o locale. Per questa ragione in questi paesi, conclude la banca, le riforme vengono respinte o attenuate al punto da non renderle efficaci. La riforma istituzionale e politica deve quindi precedere la riforma economica, se si vuole che questa abbia successo. Che queste conclusioni riguardino prima di tutto l’Italia è evidente. Per quanto sicuramente i banchieri speculativi americani non siano pozzi di cultura, non possono ignorare che il solo paese con una costituzione sociale promulgata dopo la guerra è l’Italia, mentre tutti gli altri paesi periferici sono usciti dal fascismo alla fine degli anni 70 del secolo scorso. Certo anche la Germania si è data una costituzione antifascista dopo il 1945, ma non credo proprio che la Banca J. P. Morgan si sia riferita a quel paese: è di noi che la banca parla quando chiede la revisione autoritaria della Costituzione. E per un singolare contatto della storia quella sua ricetta coincide perfettamente con quella di Licio Gelli di trenta anni prima.

La domanda ora è, ma come hanno fatto quei due filoni di pensiero a giungere fino a Renzi? Rispetto al piano della P2 bisogna parlare di un fiume carsico che ha percorso tutta la crisi della prima repubblica e la triste inutile storia della seconda. Il culto del capo che deve decidere e l’odio verso tutti quei freni democratici che gli impedirebbero di farlo, sono la sintesi periodicamente emersa negli ultimi trenta anni: lasciateli governare hanno gridato i fan di Craxi, quelli di Berlusconi e via scendendo fino a quelli di Renzi. Ma decisiva è stata la crisi per trasformare la paccottiglia reazionaria della P2 in pensiero costituente. E ancora più importante nella crisi il ruolo del sistema bancario e finanziario e dei poteri europei. Licio Gelli per sostenere i suoi piani poteva solo fare riferimento alle minacce dei vecchi poteri occulti ed eversivi degli apparati dello stato. È infinitamente più forte la minaccia attuale: o fate le riforme e siete fuori dall’euro. Grazie ad essa la Grecia ha rinunciato alla sua democrazia e si è posta sotto amministrazione controllata della Troika.

A Renzi la controriforma costituzionale auspicata dalla P2 è dunque arrivata attraverso via bancaria e non solo per ispirazione indiretta. Il consigliere politico della Banca Morgan, lautamente retribuito, è quel Tony Blair che ha trascorso per molti anni le vacanze in Toscana, quando Matteo Renzi era uno sconosciuto presidente di provincia e poi sindaco di Firenze. Credo che quel primo ministro britannico, che ha promosso le più disastrose guerre dell’Occidente le cui conseguenze ancora paghiamo, credo che Blair sia stato il talent scout internazionale del nostro attuale presidente del Consiglio. E che il documento della Banca Morgan del 2013, quando Renzi ancora non governava, non sia stato un riflessione politica astratta, ma il mandato con cui la finanza internazionale costruiva il suo governo nel nostro paese.

Nel referendum del prossimo ottobre il popolo italiano sarà alla fine chiamato a scegliere: volete la Costituzione di Piero Calamandrei o quella di Licio Gelli e della Banca J. P. Morgan? Nel passato non ci sarebbe stata partita, ma dopo trent’anni di regressione democratica e dieci di crisi economica questa alternativa viene formalmente proposta e il solo fatto che ciò sia possibile ci dice in che guaio siamo.

Giorgio Cremaschi

Fonte: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/

Link: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/14/giorgio-cremaschi-le-fonti-del-diritto-di-renzi-p2-e-j-p-morgan/?refresh_ce

14.04.2016

Pubblicato da Davide

  • venezia63jr

    Una costituzione quella italiana mai usata a favore degli italiani, se bossi si puliva il deretano con lo bandiera, con la carta costituzionale possiamo foderare i fondi dei cassetti, c’e’ ne cosi’ tanta specie di libri scritti che non bastano le case degli italiani, guerra fra bande.

  • annibale51

    Boh…a me sembra che i partigiani che combattevano sui monti la sera ascoltassero radio Londra. E in questi decenni, specie gli ultimi, s’ è visto che hanno ascoltato bene! IMHO, quindi, Cremaschi  non si deve preoccupare…la nuova costituzione non cambierà un pippio.

  • ilcomplottista

    La storia dell’Italia l’ha sempre decisa e disegnata l’Inghilterra, è inutile che ci illudiamo – noi italiani – di essere stati gli artefici della nostra epopea.  Dall’Unità d’Italia voluta e pagata dagli inglesi e messa in mano ad un re capace di governare si e no un paesino di montagna e quindi docile, ai nostri "valorosi" partigiani foraggiati da denaro inglese, dai padri costituenti bravissimi nello scrivere una Costituzione letteralmente perfetta ma nel cui gruppo si celavano alcuni personaggi molto vicini alla massoneria di rito scozzese che diede origine al partito repubblicano, al primo capo-redattore dell’Unità di Milano che si dice proveniente dai servizi segreti inglesi e che fa comprendere che il ruolo del partito comunista non era quello di andare al potere ma di essere lo spauracchio per non finire in miseria come in Russia, e che quindi era meglio guardare verso occidente. E questo non perchè ci sono mancati uomini politici di valore, anzi ne abbiamo avuti di ottimi nella prima repubblica, ma il nostro ruolo è sempre stato di sudditanza verso la corona inglese.

    Ultima ciliegina sulla torta: siamo andati da "mamma Inghilterra" perchè interceda con l’Egitto per conoscere la vera verità sulla morte del povero Regeni….. e questo la dice lunga sul fatto che non contiamo nulla.
  • Nathan

    Purtroppo stiamo messi male. Pensiamo chi sta cambiando la costituzione, un parlamento di indagati e opportunisti con un governo al limite della delegittimazione che hanno l’ardire di cambiare i pilastri giuridici nazionali.

    Il tutto avviene nel silenzio degli innocenti, si la maggior parte di noi è innocente in quanto impegnata a sbarcare il lunario.
    Io non credevo che la situazione fosse così disperata ma domenica pomeriggio in chiesa ho visto la fila X un misero pacco viveri e questi parlano di " efticientare il paese" che poi ma che vuol dire?!
    Ripeto siamo messi male e l’unica magra consolazione è che gli altri non stanno troppo meglio.
    Infine purtroppo da sempre le trame dei servizi di informazione ( servizi segreti) cercano di indirizzare il futuro delle Nazioni e noi ne siamo un esempio lampante dal 45 in poi in modo particolare.
    Speriamo solo che non ci facciano troppo male!
  • ProjectCivilization

    Veda , signor casinista , in sostanza , sia Gelli che Rotschild ( proprietario della Morgan ) hanno ragione . Certo…non sono altruisti , ma e’ assurdo indignarsi se non lo sono…quando la massa e’ al 100% antidemocratica , e non vuole partecipare . E non sono questi due , che hanno creato quel fermento rivoluzionario che ha permesso , per la prima volta nella Repubblica , a un uomo di talento di fare il capo del governo . E’ stato un sentimento , lungamente covato , da tutta la parte piu’ Responsabile della massoneria , che ha finite per individuare , correttamente , il terribile impatto dello Statuto Albertino . Per non accorgersi che il principale problema Italiano e; la litigiosita’ , la ingovernabilita’…bisogna essere nel mondo dei sogni . I massoni stanno affrontando il problema . La massa no . E’ colpa dei massoni , cioe’ di quelli che stanno reagendo da esseri viventi e non da zombie ? Non si puo’ governare con una molteplicita; di partiti che traggono forza dal dissentire tra di loro….non si puo’ governare a maggioranze….Che questa fosse " democrazia "….e’ stata una presa in giro . Poter governare sarebbe un passo avanti . Un secondo passo avanti sarebbe che la massa divenisse democratica…e partecipasse…creando le condizioni per un benessere diffuso….per il rispetto dell’ambiente…per un economia…economica e non finanziaria….

  • annibale51

    Caro sig. ProjetCivilization, non prendertela con la massa 100% antidemocratica. Tale massa risulta lobotomizzata da decenni grazie a mass media controllati dai tuoi benefattori.

  • bstrnt

    Un ottimo esempio di persona ligia al pensiero unico e mentalmente condizionata.

    Il  riferimento al Principe di Machiavelli cercando di far passare un burino fiorentino come talentuoso capo di governo, la dice lunga sull’intorpidimento italico del pensiero critico, a meno che si tratti di provocazione  …. nel qual caso ha raggiunto lo scopo!