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IL TRIONFO DELL’IPOCRISIA E IL DIBATTITO CENSURATO

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI

Libero pensiero

“Dietro a tanta furbizia c’è poca intelligenza, un paese di furbi è anche un paese di ignoranti e cafoni, qualcuno potrebbe dire che secondo il principio democratico se loro sono la maggioranza hanno il diritto di continuare ad essere così e autodistruggersi trascinandoci con loro. Così sarebbe, dico io, se fossero consci delle conseguenze di certe scelte e correttamente informati.Insomma, ci tocca pure essere pazienti e gentili terapeuti di chi ci sta distruggendo “inconsciamente”, meno male che c’è il vino..”

commentatore dei forum di questo blog che ha scelto di firmarsi Alessandro.

“La mafia non esiste, è una invenzione dei giornalisti”.
Questo è ciò che sostenevano i mafiosi negli anni’50, ’60, ’70.
Poi, il paese è cresciuto, prima economicamente, di conseguenza anche socialmente, e inevitabilmente politicamente. Poteva contare allora su una solida opposizione (reale, vera, pungente ed efficace) e sulla partecipazione attiva di artisti, intellettuali, opinionisti, giornalisti, che oggi non esiste.
Se ne sente la mancanza, se ne avverte la latitanza.
A Bruxelles, ieri pomeriggio, il leader politico Beppe Grillo, in conferenza stampa, ha detto “Non date i fondi europei all’Italia, in Campania, Calabria, Sicilia, finiscono poi nelle mani della mafia”.

Non si trattava di uno scoop. Non era neppure una informazione o una notizia.
Era piuttosto la condivisione pubblica del cosiddetto segreto di Pulcinella, metaforica (nonchè immortale) maschera nostrana che il PD ha spostato e trasferito in un’altrettanto immortale maschera nostrana: Arlecchino servo di due padroni.
Apriti cielo!

A Bruxelles, ieri pomeriggio, il leader politico Beppe Grillo, in conferenza stampa, ha detto “Non date i fondi europei all’Italia, in Campania, Calabria, Sicilia, finiscono poi nelle mani della mafia”.
Non si trattava di uno scoop. Non era neppure una informazione o una notizia.
Era piuttosto la condivisione pubblica del cosiddetto segreto di Pulcinella, metaforica (nonchè immortale) maschera nostrana che il PD ha spostato e trasferito in un’altrettanto immortale maschera nostrana: Arlecchino servo di due padroni.
Apriti cielo!

Irrompe la contestazione dei furbetti, furboni, furbastri della sinistra (pro domo loro) che si indignano nel nome di una pulizia patriottica in salsa etica.
Falsa quanto ipocrita.
L’epopea del deputato piddino Fracantonio Genovese, finito in manette per essersi appropriato di svariati milioni dei fondi europei, la dice lunga in questa materia.
All’esistenza della mafia bisogna aggiungerci l’ignavia e la serena pigrizia cinica dei cittadini italiani, disinformati, avviliti, depressi, che pagano sulla propria pelle la loro scelta di non diventare cittadini attivi e di non impegnarsi. Lo dimostra il fatto che il 31 ottobre del 2013 ben 3,5 miliardi di euro messi a disposizione dai fondi europei per le quattro regioni meridionali italiane (la sezione che NON è finita nelle mani della mafia) è ritornata indietro a Bruxelles per mancanza di richieste, mancanza di progetti. I pochi presentati erano sbagliati, fuori norma, obsoleti.
Se li sono presi gli spagnoli il giorno dopo presentando domande formalmente impeccabili, che hanno consentito il varo di ben 8.560 nuove startup che hanno dato lavoro a ben 90.000 giovani disoccupati iberici (laureati con specifiche competenze tecniche) intervenendo in maniera pragmatica nella guerra contro i due grandi e veri nemici dell’Europa: mancanza di lavoro e insostenibile tasso di disoccupazione.
Degli svariati miliardi di euro messi a disposizione dai fondi europei, è stato calcolato che la gran parte dei fondi è finita nelle mani della dirigenza politica più abile (e furba) che compone i partiti verticali. Valga per tutti un esempio: la fondazione di Massimo D’Alema ha ottenuto nell’ultimo decennio ben 16,7 milioni di euro. Ai quali bisogna aggiungere quelli avuti dalla fondazione di Raffaele Fitto, di Renato Brunetta, di Sergio Chiamparino, di Roberto Formigoni, dei coniugi Finocchiaro, di Enrico Letta, dei fratelli Cosentino, di Galan, di Scoppelliti……devo continuare?
La lista è davvero molto lunga.
E’ lunga quanto lo stivale.
Perchè la mafia non è più il picciotto siculo con la scoppola in testa e la lupara al fianco, quello è l’aspetto folcloristico della deriva piattamente criminale. Esiste ancora, purtroppo, ma è facilmente identificabile.
La mafia è diventata un concetto mentale assorbito dai funzionari dei partiti italiani che hanno ormai fatto proprio il concetto di Cosa Nostra, ritenendo che tra bene pubblico e bene privato non vi sia alcuna differenza, ritenendosi quindi legittimati a spendere danaro pubblico (quelli eleganti) e ad appropriarsi (quelli ladri) di risorse finanziarie messe a disposizione della collettività, perchè su 100 euro, una percentuale va al partito, un’altra serve a pagare funzionari corrotti, un’altra mantiene e foraggia le clientele di votanti, e poi c’è la quota parte che (tra quelli abili e high tech) finisce sui conti estero su estero, molto ben blindati, oppure (tra quelli più volgari e beceri) vengono utilizzati per costruirsi una villa mega galattica, acquistare gioielli, ecc.
E’ piatta cronaca di tutti i giorni, che alimenta il livore, diffonde l’avvilimento, produce rabbia, disperazione e soprattutto depressione generalizzata, aggravando ulteriormente (dopo il danno c’è anche la beffa) il costo complessivo sociale di cui si dovranno fare carico le strutture sanitarie pubbliche, il welfare, le famiglie.
La mafia mentale impoverisce il territorio e aggrava la crisi.
Quando Debora Serracchiani, oberata da comprensibili e nobili impegni, ordina di farsi portare da Udine a Roma su un aereo militare di stato addebitando al pubblico la spesa complessiva di 22.000 euro, semplicemente per essere presente a Ballarò nel nome della sua vanità personale, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ignora di essere diventata una mafiosa mentale a sua insaputa. E non lo capirà mai. Ha fatto proprio il principio di “Cosa Nostra” perchè per lei è inconcepibile distinguere tra attività privata e funzione pubblica.
Come nel caso di Monica Maggioni, direttore di Rainews24 che per tre giorni va ospite del Bilderberg in Danimarca, ritorna a casa, riceve un importante premio giornalistico da una giuria presieduta da Gianni Letta (premiati come “i giornalisti dell’anno” lei e P.G. Battista) e batte il record europeo del 2014: rainews24 è l’unica emittente pubblica dell’intera Unione Europea che non ha neppure dato la notizia dell’evento.
Sarebbe interessante sapere se c’è andata pagata con i soldi pubblici.
E sapere perchè Rainews24 e tutta la Rai non ha neppure informato la cittadinanza.

Tutto ciò è mafia mentale.

Perchè così funziona questo paese di ipocriti doppiogiochisti e furbi.
Questo è il prodotto della trattativa stato-mafia del 1993: imbarcando “ufficialmente” i boss mafiosi dentro le istituzioni, dentro le banche, dentro le imprese, dentro Confindustria, hanno provocato un contagio che è diventata un’epidemia. Hanno partecipato all’abbuffata espoliando la nazione delle proprie risorse e vengono pure a fare la morale?

Era ora che il segreto di Pulcinella venisse diffuso e divulgato in tutta Europa.
Riviste settimanali, mensili, tivvù locali, cooperative teatrali, produzioni cinematografiche, centri culturali, case editrici, aziende di agriturismo, hanno dato lavoro a masse di disoccupati immeritevoli auto-eletti e auto-promossi al rango di scrittori, registi, giornalisti, operatori alberghieri, intellettuali, che hanno goduto di briciole comunitarie versate a pioggia nel territorio, attraverso la malleveria dei partiti gestiti in loco dai boss locali della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra nell’intero territorio nazionale.
E quelli portano voti: a questo servono i fondi europei
Perchè in Italia è la criminalità organizzata a dettare l’agenda politica.
E la Merkel lo sa benissimo.
E dal suo punto di vista ha ragione.
I tedeschi, dal loro punto di vista hanno ragione al 100%.
Ma come?
Finalmente c’è un leader italiano che ha il coraggio di andare in Europa e divulgare in tutto il continente il macabro segreto di Pulcinella “l’Italia è un paese di mafiosi” e protestano e insorgono quelli che su facebook, twitter, nei comizi, nei libri, alla tivvù, sui quotidiani, sostengono di voler combattere la mafia?
Oggi, la negano?
In questo paese ormai votato all’inefficienza e all’inefficacia, nel nome del rispetto delle logiche mafiose imprenditoriali, c’è addirittura chi osa protestare perchè si divulga il fatto notorio che siamo mafiosi?
Hanno distrutto perfino l’unica industria d’impresa che funzionava in Italia: il calcio.
Hanno fatto allenare la squadra a un ometto senza arte nè parte, un fallito di successo, noto per la sua caratterialità flebile, senza spina dorsale, prono soltanto alla salvaguardia degli interessi di Berlusconi e della Fiat, tutto qui.
Hanno dato al paese la mazzata definitiva (dopo la figuraccia ai mondiali) una settimana fa, quando la Lega Calcio non ha accettato il risultato legale di un’asta pubblica legale nella quale l’offerta proposta da Sky era superiore di 156 milioni di euro a quella fatta da Mediaset.
“Stai sereno Silvio, ci pen
so io” gli deve aver detto qualcuno.
E così, questa mattina, un delinquente pregiudicato che risulta essere -come soggetto politico- co-fondatore di un partito insieme a una persona che adesso sta in galera, condannato in via definitiva perchè identificato, processato e sentenziato come mafioso, incontra il nostro premier e il paese lo trova un evento normale?
Grazie alla truffa ai danni di Sky di cui nessuno parla, Mediaset -decotta e moribonda- ringrazia e va a chiudere con Renzi garantendo che l’accordo regge.
Lo credo bene che regge.
O meglio, regge ancora per un po’ la sua decotta attività.
Trascorrerà delle buone vacanze grazie ai soldi vostri che la Lega Calcio ha provveduto a elargire nel nome di principio illegale, anti-economico e sostanzialmente mafioso.
Il giorno in cui la Lega Calcio doveva decidere, sul corriere della sera compariva il Grande Pizzino con la truppa compiacente schierata in campo.
E oggi, finalmente, Mediaset celebra con un aumento notevole del proprio titolo in borsa.
Noi stiamo pagando oggi i guadagni in borsa di Berlusconi, che ringrazierà questa sera la coniuge di Dell’Utri, regalandole magari un volume raro del ‘500 di prezioso valore, da consegnare al marito in galera per meriti conquistati sul campo.

E io devo pure sorbirmi l’ipocrisia ipocrita di chi si indigna per la frase (che definirei tenue, moderata e -per i miei gusti personali- fin troppo calma) che certifica e firma il fallimento etico della nazione, la sua deriva morale e la propria incapacità collettiva di indignazione?
Un’occasione persa.
Davvero c’era la possibilità di scendere in campo sostenendo l’unico slogan post-ideologico che può aiutare l’Italia: fuori la mafia dallo Stato.

Perchè l’unica rivoluzione sostenibile, l’unica rivoluzione auspicabile, l’unica rivoluzione alla quale io mi sento di aderire è la rivoluzione della vocale: da COsa Nostra a CAsa Nostra.

E’ l’obiettivo minimo.
E’ la nostra bandiera.
E’ il nostro mantra.
E’ il primo mattone della Nuova Italia che verrà.
E’ l’unica possibilità di potersi far rispettare in Europa.

Fintantochè i soldi europei finiranno nelle mani delle fondazioni gestite e presiedute dalla inguardabile classe dirigente politica dei partiti verticali, in questo paese non cambierà nulla.
Ben venga il segreto di Pulcinella.

Che Frau Merkel chiuda pure i rubinetti.
Perchè noi, l’accesso ai fondi europei, è un lusso che non ci possiamo permettere.
Questa è la realtà lapalissiana, nuda e cruda.
Prendiamone atto e diventiamo un popolo maturo e adulto.
Perchè non parliamo, invece, dei miliardi di euro che le fondazioni partitiche hanno ottenuto negli ultimi 10 anni dai fondi europei?
Come mai non c’è dibattito su questo argomento?
Come mai non vengono rese pubbliche le cifre, le attribuzioni, le competenze, gli obiettivi?

Grazie per l’attenzione.

Qui di seguito vi propongo -dopo la frase ad impatto mediatico di ieri– un’argomentazione più elaborata e argomentata sui fondi europei. Pensateci, cercate di comprendere e dibattete.

Sostiene, infatti, Beppe Grillo:

“I Fondi strutturali rappresentano il principale strumento della politica di coesione dell`Unione europea e dovrebbero concorrere significativamente allo sviluppo socio economico delle regioni, in particolare quelle con le maggiori carenze. L’Italia per il periodo di programmazione 2007-2013 ha ricevuto dall’Europa 28,8 miliardi di Euro pari a circa l’8% del budget dell’Unione europea destinato alla politica di coesione, di cui 21.64 miliardi di Euro per le Regioni in obiettivo convergenza, ovvero alcune Regioni del sud (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata). E’ proprio in queste Regioni che si collocano le maggiori risorse ma (si registrano anche i più forti ritardi nella loro spesa. Questi ritardi pongono l’Italia tra gli stati che hanno speso meno: peggio di noi troviamo solo la Bulgaria, la Romania, Cipro e la Slovacchia, senza considerare la Croazia da poco nell’Unione europea. Con una percentuale di spesa ad oggi pari intorno al 54% (ad un anno e mezzo dalla ultima possibilità di spendere) rischiamo di dover restituire all’Europa circa 13 miliardi di Euro.

Cosa non funziona nel nostro sistema di gestione di queste importanti risorse?
I Fondi strutturali vengono nella quasi totalità amministrati dalle Regioni in attuazione di un Programma operativo concordato e in linea con quello nazionale. Ma la mancanza di chiare e strutturate politiche in molti ambiti prioritari dell´azione dei Fondi e di una credibile politica di lungo termine fanno sí che l´efficacia degli interventi venga frammentata e dispersa in mille azioni, spesso legate a logiche politiche locali e clientelari.
L´efficacia dei Fondi strutturali dipende anche da un altro fattore: la qualità dei governi locali. Le Regioni più ricche (quindi con meno risorse) sembrano essere le più virtuose nell’attuazione delle politiche strutturali. Al contrario le regioni del Sud Italia, che dispongono della maggiore dotazione di fondi comunitari, mostrano una bassa propensione alla spesa. Sono principalmente queste ultime che per evitare la mannaia del disimpegno automatico dei fondi ricorrono ai cosiddetti progetti “sponda”. Somme già stanziate (o spese) per interventi già avviati vengono inserite contabilmente nel PO (Programma Operativo) regionale per sostituire (o integrare) – a patto che siano coerenti – quegli interventi bloccati per irregolarità o scarsa capacità operativa. Queste somme sono presentate alla UE come “spesa certificata” per il rimborso del cofinanziamento europeo, come se fossero il risultato dell’attuazione di programmi finanziati con fondi europei. La Regione ottiene risorse ormai svincolate da qualsiasi obbligo di destinazione, da utilizzare per finanziare qualunque tipo di intervento (dalla manutenzione delle strade ai corsi di formazione per i dirigenti regionali)
Una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte dai Fondi comunitari potrebbe generare una maggiore pressione delle categorie interessate (ONG, Associazioni di categoria, associazioni ambientaliste), attraverso le parti sociali, nei confronti delle autorità di gestione dei fondi”. Fonte

Sergio Di Cori Modigliani

Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/07/il-trionfo-dellipocrisia-e-il-dibattito.html

3.07.2014

Pubblicato da Davide

  • Georgios

    Bene, bravo, bis.

    Cosi non siamo più solo noi il paese più schifoso nell’Europa delle nobili nazioni e dei nobili governi con quello tedesco nella prima fila dei nobili come la sua storia dimostra. Abbiamo compagnia. Benvenuti fratelli!

    Vorrei solo chiedere: Negli anni 50 e 60, non c’era la Mafia? Negli anni 70, 80, 90 non c’era la Mafia?

    Solo ora, dopo la de-industrializzazione fatta da mafiosi internazionali che oggi chiamiamo partners e amici che ci finanziano e dopo l’entrata nell’UE e nell’euro si e’ scoperta la mafia?

    Grillo dovrebbe pensare bene a quello che dice, e purtroppo ho paura che lo faccia.

    "Non ci dovrete dare soldi perché primo ce li rubate in modo proporzionale e secondo non abbiamo bisogni dei "vostri" soldi. Possiamo avere i propri soldi stampandoceli da soli. E se volete parlare di mafia guardatevi allo specchio. Quella nostrana sono c… nostri." Ecco quello che avrebbe dovuto dire. E andarsene sbattendo la porta.

  • Truman

    Mi ritorna in mete una frase di Enrico Mattioli (non so chi sia, ma sa fare sintesi)

    http://www.enricomattioli.com/vetrina/storie-di-qualunquisti-5.html

    Sarà che rappresento la figura del dannato qualunquista, ma io la vedo così: in Calabria c’è la
    ‘Ndrangheta, in Puglia la Sacra Corona, in Campania la Camorra e in Sicilia Cosa Nostra.
    Nel resto del paese c’è lo Stato.

    Il testo forse è stato scritto qualche anno fa e andrebbe aggiornato. Adesso al posto dello Stato adesso c’è l’Europa.

     

  • RosannaSpadini

    Scusa Georgios,

    però un problema non esclude l’altro, cioè l’uscita dall’euro, non esclude che noi dobbiamo fare finalmente piazza pulita anche della corruzione interna e delle organizzazioni mafiose che saccheggiano il nostro benessere democratico. E poi Grillo non ha detto solo questo, ha detto anche altro.

    Anche perché se una classe politica così corrotta decidesse di uscire dall’euro (cosa che non avverrà mai), come potrebbe affrontare i problemi di una ricostruzione morale, politica ed economica del Paese? Tu hai perfettamente ragione a dire:

    ""Non ci dovrete dare soldi perché primo ce li rubate in modo proporzionale e secondo non abbiamo bisogni dei "vostri" soldi. Possiamo avere i propri soldi stampandoceli da soli. E se volete parlare di mafia guardatevi allo specchio. Quella nostrana sono c… nostri." Ecco quello che avrebbe dovuto dire. E andarsene sbattendo la porta."

    Non è che ti sei lasciato troppo influenzare da eminenti economisti, quali Bagnai e Borghi, che hanno consigliato vivamente di votare la Lega Nord, solo perché Salvini si è dichiarato decisamente contro l’euro, ma non è stata forse una furbata di Salvini per recuperare la verginità dopo gli scandali vergognosi, mentre Calderoli a Roma sta collaborando con il PD alla svolta autoritaria, eliminando il senato elettivo e mantenendo l’immunità fino a data da destinarsi? Per tutti i pregiudicati che stanno in Parlamento?

    Allora come la mettiamo? Votiamo Lega e non votiamo 5S? A parte i massicci brogli elettorali firmati Soros?

  • Georgios

    Certamente che un problema non esclude l’altro, e’ pura logica. Io dico solo che voi (noi, tutti) non avete bisogno di protettori (per dirla in un modo educato) per farlo. Specie di quella stoffa di protettori.

    Il problema mafioso (che ormai e’ veramente europeo, scoppole a parte) va risolto dallo stato italiano non quello che con la mafia ha fatto patti e lavori ma da uno nuovo, che porterà il paese fuori dalla crisi il che equivale a dire fuori dall’euro.

    Questa classe politica cosi corrotta non uscirà mai dall’euro e non combatterà mai la mafia stai pur certa. Ma se vogliamo costruire questo nuovo partito "del popolo" bisogna che diamo coraggio e fierezza al popolo invece di demoralizzarlo apostrofandolo come incapace, ladro e cosi via che e’ un po il senso dell’articolo.

    Nessuna influenza da Bagnai anche se ho seguito con interesse il suo discorso economico (ma abbiamo anche qui degli economisti che la pensano allo stesso modo). La parte politica del suo pensiero e’ una cosa diversa. Se ha incitato a votare Lega vuol dire che come minimo ha un pessimo pensiero politico per non dire qualcosa di molto più negativo.

    Questo e’ il problema. La confusione che viene creata nella testa della gente quando uno ha la soluzione economica perfetta ma politicamente e’ (nel caso migliore perché viviamo in tempi molto sospetti) una frana, mentre l’altro segue una buona politica ma economicamente la dice in modo molto ambiguo.

    Infine, colgo l’occasione per informarti che ho commentato il tuo commento a "Ma che razza di lotta di classe e’?". Questa informazione ha soltanto un incentivo: la promozione della dialettica.

  • RosannaSpadini

    Sono d’accordo con te per Bagnai, che ho seguito per due anni con grande piacere, esperienza che mi ha dato molto intermini di informazione economica, visto che non ne sapevo assolutamente nulla. Poi però ho smesso di frequentare il blog quando ha cominciato a fare il tifo per la Lega.

    Ti sei mai chiesto perché l’economia non la insegnano nelle scuole, se non in casi rari, solo negli istituti tecnici, quando invece dovrebbero insegnarla in tutti gli indirizzi ?

    Davvero la Lega l’ha azzeccata per l’economia, ma non si è liberata di una politica corrotta e collaborazionista, invece il M5S fa un’ottima politica interna di opposizione, ma non è chiaro sull’euro. Però Grillo ha presentato un quadro molto veritiero dell’Europa di oggi.

    Per quanto riguarda la tua risposta l’avevo vista, ma aspettavo di risentirci per risponderti, anche perché implicitamente l’avevo fatto alla fine dell’ultimo mio post, quando cito il film "Quinto potere" di Sidney Lumet, citazione che condivido pienamente:

    "Lei è un vecchio che pensa in termini di "nazioni" e di "popoli"… Non vi sono nazioni, non vi sono popoli; non vi sono russi, non vi sono arabi; non vi sono Terzi Mondi, non c’è nessun Ovest. Esiste soltanto un Unico, un Solo Sistema di Sistemi: uno, vasto e immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale, dominio dei dollari: petroldollari, elettrodollari, multidollari, reichmark, sterline, rubli, franchi e schekel! È il Sistema Internazionale Valutario che determina la totalità della vita su questo pianeta. Questo è l’ordine naturale delle cose, oggi.

    Questa è l’atomica e sub–atomica e galattica struttura delle cose oggigiorno. E lei ha interferito con le primordiali forze della Natura! E lei dovrà espiare. Capisce quello che le dico signor Beale? Lei si mette sul suo piccolo teleschermo da 21 pollici e sbraita parlando d’"America" e di "democrazia"… Non esiste l’America, non esiste la democrazia! Esistono solo IBM, ITT, AT&T, Dupont, DOW, Union-Carbide ed Exxon. Sono queste le nazioni del mondo, oggi.

    Di cosa crede che parlino i russi nei loro consigli di Stato? Di Carlo Marx? Tirano fuori diagrammi di programmazione lineare, le teorie di decisione statistica, le probabili soluzioni, e computano i probabili prezzi e costi delle loro transazioni e dei loro investimenti: proprio come noi. Non viviamo più in un mondo di nazioni e di ideologie, signor Beale: il mondo è un insieme di corporazioni, inesorabilmente regolato dalle immutabili, spietate leggi del business. Il mondo è un business, signor Beale: lo è stato fin da quando l’uomo è uscito dal magma."

  • Whistleblower

    Quote:
    "Ti sei mai chiesto perché l’economia non la insegnano nelle scuole, se
    non in casi rari, solo negli istituti tecnici, quando invece dovrebbero
    insegnarla in tutti gli indirizzi?"

    Sono due anni che lo vado dicendo…
    E’ la base di tutto, senza quello non solo non avrai un popolo in grado di capire cosa sta succedendo ma non avrai l’argomento chiave per dimostrare all gente che pè stata ingannata, che il patto sociale è stato tradito. Solo questo farebbe nascere quella rabbia che genera il desiderio di informarsi, di partecipare e di ribellarsi.

    Questo e la mobilità sociale, i primi due punti chiave. E sai perché non gliene frega niente a nessuno? Perché tutti quelli che iniziano una lotta politica (vedi ade esempio il famoso economista matto) lo fanno, consapeolmente o no, per ritagliarsi uno spazio, per diventare anche loro "classe dirigente" mentre quello che servirebbe sarebbe un’inedita figura di leader capace di mettersi in secondo piano rispetto all’obiettivo principale che dovrebbe essere la nuova consapevolezza e capacità di decidere autonomamente dei cittadini.

  • Georgios

    Bene, me lo sono chiesto ed ho anche la risposta. La mia si intende, non quella universale.

    L’ho espressa qui (prima metà del commento)

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13574&mode=thread&order=0&thold=0

    (commento ore 21:50:48 BST)

    Per quel che riguarda il resto questo e’ un discorso pessimistico, anzi e’ la definizione del pessimismo. Non per ragioni etiche o ideologiche o non so che altro. Ma per ragioni storiche oggettive. Dal discorso manca uno dei protagonisti cioè la presenza popolare il che vuol dire o che il popolo non ha (scusami, "ha" o "e’"?) mai contato proprio niente (cosa che la storia non sembra confermare) o che il discorso e’ tendenzioso. Il secondo caso mi sembra quello veritiero data la società in cui viviamo e dove i film vengono girati.

    Ma poi, ragioniamo. Se il business la fa e l’ha sempre fatta da padrone, perché agitarsi? Perché tutte queste lotte ormai millenarie? Perché io ti sto scrivendo e tu mi stai scrivendo? Perché non ci rassegniamo tutti? E perché la società si e’ evoluta ed ha "scoperto" (cioè conquistato) certe cose come i diritti civili o i diritti sociali? Perché non siamo rimasti per sempre degli schiavi come ai tempi dei Faraoni?

    Non ti sembra un discorso onesto?

  • RosannaSpadini

    @ Whistleblower

    Credo che Bagnai sia un ottimo economista, e ci farei la firma se potesse diventare ministro dell’economia, poi purtroppo è anche molto scorbutico e tratta tutti a pesci in faccia e stracci bagnati sulle orecchie,

    credo anche che soffra veramente per il dramma, ma reagisce male, prendendosela con chi non c’entra nulla e facendo scelte politiche pietose (tipo la Lega).

    Ma il fatto che non si insegni economia nelle scuole la dice lunga, nessuno ne sa niente, nessuno ha capito un fico secco di quello che sta accadendo e se lo dici non ti credono, questo è il bello, ti guardano come se tu fossi una paranoica.

    Le persone purtroppo non ragionano secondo logica, ma secondo costruzioni mentali identitarie, rifiutano i fatti e scelgono le loro identità culturali.

  • Georgios

    L’economia e’ la scienza di classe per eccellenza perché non ha un campo sperimentale fisico da cui poter trarre delle leggi di carattere universale. Il suo campo di esperimento e’ la società stessa. Chi fa l’esperimento si trova a far parte dell’esperimento stesso, non può stare al di fuori di esso.
    Per cui e’ facilissimo imbrogliare specie se tiene le redini della società e può presentarsi al popolo, magari con i suoi titoli accademici, come "autorità scientifica".
    Ci mancherebbe che la insegnassero nelle scuole. Sarebbe un disastro per loro mettere in discussione i principi del loro potere.

  • RosannaSpadini

    Certo che il business non l’ha sempre fatta da padrone, ed è anche vero che il popolo in alcuni momenti della storia ha lottato e ottenuto benefici, ma quei momenti sono stati rari, in tempi in cui l’evoluzione del progresso tecnologico era molto più lenta, in cui non si facevano transazioni finanziarie alla stessa velocità della luce, in cui la globalizzazione non aveva ancora raggiunto le dimensioni attuali.

    Il popolo c’è stato certo, ma mentre nel passato le dinamiche sociali si realizzavano all’interno della nazione, e dunque c’era un rapporto più realistico tra conflitti di classe, media  e istituzioni, ora le dinamiche sono diventati talmente avulse dal contesto sociale, talmente sovranazionali, talmente globalizzate che stanno diventando assolutamente ingestibili.

    Più le istituzioni diventano sovranazionali e distanti, più il cittadino si sta trasformando in un suddito del prossimo (e presente) impero globale.

    Tu poi combatti il capitalismo in sé, io invece combatto la spoliticizzazione dell’economia, la finanziarizzazione della politica. Il capitalismo, se controllato dalla politica, così come è avvenuto per diversi anni in Italia, all’interno di un welfare state pubblico, non è un male. Pensa soltanto al fatto che nei paesi occidentali la lunghezza della vita ha raggiunto livelli record, e sta regredendo solo negli ultimi anni di crisi economica.  

  • Georgios

    Concordo sulle difficoltà odierne comportate dalla globalizzazione, anche se ogni popolo in tutti i frangenti della storia si e’ trovato davanti a delle difficoltà insormontabili, cosi almeno le giudicava e sinceramente non potrei dargli torto.

    Ma per cortesia non accusarmi di "combattere il capitalismo in sé". Ci sono altri che mi accusano esattamente del contrario. E’ una storia un po complicata sulla quale e’ inutile insistere ora, ma ti assicuro che per il momento, prendendo come "condizioni di lotta minime" quelle che tu poni, sono assolutamente d’accordo con te nel formare un fronte popolare comune con l’obbiettivo l’indipendenza e l’autodeterminazione dei nostri paesi a moneta nazionale.

    Dopo, possiamo anche darcele di santa ragione (dialetticamente s’intende) sulla questione del capitalismo.

  • RosannaSpadini

    Ok, sono d’accordo,
    scusa ti avevo giudicato un marxista convinto, dittatura del proletariato e via di seguito, stile Diego Fusaro, anche se rispetto il grande Marx e il bravo Fusaro.

    Comunque ti ringrazio per la interessante conversazione, dai greci c’è sempre da imparare, fin dai tempi dei padri fondatori della civiltà occidentale. Alla futura prossima ventura e che la forza sia con te.

  • Georgios

    Eppure, io SONO un marxista convinto!

  • RosannaSpadini

    Allora se sei un marxista convinto, non è stato Marx a dire che il capitalismo si sarebbe trasformato in una dittatura e saremmo diventati tutti proletari ?

    Beh, se è stato lui, ci ha indovinato in pieno …

  • Georgios

    Appunto.

    Il problema e’ scegliere il tipo di lotta e le alleanze di classe adatte, stavolta per NON indietreggiare socialmente.

    Ecco perché la salvezza e’ l’alleanza delle ex classi diverse. Perché Marx ha anche detto che e’ l’essere sociale a determinare la coscienza. Da questo punto di vista siamo, nella nostra infelicità, avvantaggiati. Almeno speriamo.

    Spero di essere capito correttamente perché sulla questione della famosa dittatura del proletariato mi avevi frainteso.

    Ti ringrazio anch’io per il bello scambio di idee.

  • pietroancona

    Sarebbe stato più corretto se avesse detto che i soldi finiscono alla mafia senza citare Sicilia, Calabria e Campania. La mafia è oramai un fenomeno nazionale ed ha messo radici nel nord a com inciare dal Piemonte (TAV) e Lombardia (Expo ed altro).

    Come fanno i soldi dalla Unione Europea a finire nelle mani della mafia? C’è in mezzo la intermediazione dei partiti politici e delle regioni che sono diventate luoghi infetti di corruzione e di sperpero del pubblico denaro.

    L’acquisizione dei finanziamenti viene fatta dalle regioni e dallo Stato attraverso progetti e strutture che per poi finire nelle mani dei mafiosi debbono certo essere stati concordati con loro.

    Ma questo problema si risolve sospendendo i finanziamenti?

  • lucamartinelli

    Anche Modigliani, pur bravo, arriva sul’uscio ma non lo oltrepassa. Se non chiariamo per bene che Mafia e politica sono un tutt’uno non capiremo mai le dinamiche e i perchè dei fatti che succedono. Il tutt’uno è rappresentato dalla massoneria: mafiosi e politici frequentano le stesse logge. Ciò è molto imprtante e valido soprattutto per il nostro disgraziato paese che fu unificato 150 anni fa da una azione risorgimentale organizzata e gestita dalla massoneria inglese. L’inno nazionale è un inno massonico. I "fratelli d’Italia" non sono i cittadini italiani ma i fratelli massoni e via cantando. Infine cmq, la mafia è un fenomeno culturale. Buon week-end a tutti.

  • Simec

    Grillo ha tradito Auriti, non parla + di signoraggio ne di sovranità monetaria.
    Basterebbe il programma minimo di qualunque leader nazionalista della decolonizzazione del dopoguerra, per questo paese di merda.
    E invece siamo qui a dover sentire queste cazzate da questi buffoni.
    E milioni lo votano! Poveri noi!
    E’ con la lotta che si abbattono le dittature, non con le sparate.

  • Whistleblower

    Mah, se ascolti una conferenza di Brancaccio e una di Bagnai ti sembrano il professore e lo studente.