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IL PROBLEMA DELLA GRECIA NON E' SOLTANTO UNA TRAGEDIA, MA UNA MENZOGNA

DI JOHN PILGER

counterpunch.org

In Grecia si è compiuto un tradimento storico. Incurante del volere dei propri elettori, il governo Syriza ha deliberatamente ignorato la valanga dei “no” della scorsa settimana ed ha segretamente concordato una serie di misure repressive e debilitanti in cambio di un “piano di salvataggio” che preannuncia un sinistro controllo straniero e serve da monito al mondo.

Il primo ministro Alexis Tsipras ha sollecitato in Parlamento una proposta per il taglio di almeno 13 miliardi di euro di denaro pubblico – 4 miliardi di euro in più rispetto alla cifra “austera” respinta in modo schiacciante dalla maggioranza della popolazione greca nel referendum del 5 luglio.

Pare che questi includano un aumento del 50 per cento del costo dell’assistenza sanitaria per i pensionati, di cui quasi il 40 per cento vive in povertà; forti tagli ai salari del settore pubblico; la completa privatizzazione dei servizi pubblici come aeroporti e porti; un aumento di imposta sul valore aggiunto al 23 per cento, ora applicato alle isole greche dove la gente lotta per sbarcare il lunario. E non finisce qui.

“Il partito anti-austerità dilaga verso una splendida vittoria”, titolava The Guardian il 25 gennaio scorso. Il giornale chiamava Tsipras e i suoi straordinariamente colti compagni “radicali di sinistra”. Indossavano camicie a collo aperto, e il ministro delle finanze cavalcava una moto ed era descritto come una “rock star dell’economia”. Era solo apparenza. Non erano radicali in nessun senso, né erano “anti-austerità”.

Per sei mesi Tsipras e il suo Ministro delle Finanze liquidato di recente, Yanis Varoufakis, hanno fatto la spola tra Atene e Bruxelles, Berlino e gli altri centri del potere monetario europeo. Invece della giustizia sociale per la Grecia, hanno ottenuto un nuovo indebitamento, un profondo impoverimento che semplicemente sostituisce un marciume sistemico basato sul furto del gettito fiscale da parte dei greci super-ricchi – secondo i valori “neo-liberali” europei – e prestiti a basso costo e ad alta redditività da parte di coloro che ora cercano lo scalpo della Grecia.

Il debito della Grecia, evidenzia una verifica del Parlamento greco, “è illegale, illegittimo e odioso”. In proporzione, è inferiore del 30 per cento al debito della Germania, il suo principale creditore. È pure inferiore al debito delle banche europee il cui “salvataggio” nel 2007-2008 era poco più che controverso e restò impunito.

Per un paese delle dimensioni della Grecia, l’euro è una moneta coloniale, legato ad un’ideologia capitalista così estrema che perfino il Papa definisce “intollerabile” e “lo sterco del diavolo”. L’euro è per la Grecia ciò che il dollaro USA è per i territori remoti del Pacifico, la cui povertà e sottomissiione sono garantite dalla sua dipendenza.

Nei loro viaggi alla corte dei potenti di Bruxelles e Berlino, Tsipras e Varoufakis non si sono presentati né come radicali né “di sinistra”, e neppure come onesti socialdemocratici, ma come due supplichevoli carrieristi con le loro preghiere e richieste. Senza sottovalutare l’ostilità che hanno dovuto affrontare, è però giusto dire che non hanno dimostrato alcun coraggio politico.

Più di una volta, il popolo greco ha scoperto i loro “piani segreti di austerità” nelle fughe di notizie mediatiche: come in una lettera del 30 giugno pubblicata sul Financial Times, in cui Tsipras prometteva ai capi della Ue, della Banca Centrale Europea e del FMI che avrebbe accettato le loro richieste più basilari e più feroci – ed è proprio quello che ha fatto.
Quando il 5 luglio scorso gli elettori greci dissero “no” proprio a questo tipo di accordo marcio, Tsipras annunciò: “Lunedi prossimo il governo greco, dopo questo referendum, porterà al tavolo dei negoziati condizioni migliori per il popolo greco”. Ma i greci non avevano votato per “condizioni migliori”. Avevano votato per la giustizia e per la sovranità, come avevano già fatto il 25 gennaio.

Il giorno dopo le elezioni di gennaio un vero governo democratico e, sì, radicale, avrebbe impedito ad ogni euro di lasciare il paese, avrebbe ripudiato il debito “illegale e odioso” – come a suo tempo fece con successo l’Argentina – e avrebbe approvato velocemente un piano per abbandonare la paralizzante eurozona. Ma non c’era alcun piano. C’era solo la volontà di essere “al tavolo” in cerca di “condizioni migliori”.

Raramente la vera natura di Syriza è stata esaminata e spiegata. Per i media stranieri non è che di “sinistra” o di “estrema sinistra” o che supporta una “linea dura” – le solite definizioni fuorvianti. Alcuni dei sostenitori internazionali di Syriza hanno raggiunto, in certi casi, i livelli di ottimismo che ricordano l’ascesa di Barack Obama. Pochi si sono chiesti: ma chi sono questi “radicali”? In che cosa credono?

Nel 2013, Yanis Varoufakis scrisse: “Dovremmo accogliere questa crisi del capitalismo europeo come un’opportunità per sostituirlo con un sistema migliore? Oppure dovremmo essere così preoccupati da intraprendere una campagna per la stabilizzazione del capitalismo? Per me la risposta è chiara. È molto meno probabile che la crisi europea dia vita ad una migliore alternativa al capitalismo…

“Sono d’accordo con chi mi critica per aver fatto una campagna su un ordine del giorno fondato sul presupposto che la sinistra era, e rimane, totalmente sconfitta… Sì, mi piacerebbe proporre [una] agenda radicale. Ma, no, io non sono disposto a commettere [l’errore del Partito Laburista Britannico dopo la vittoria della Thatcher]”

“Che cosa abbiamo ottenuto di buono in Gran Bretagna nei primi anni ’80 promuovendo un programma di cambiamento socialista che la società britannica disdegnava mentre cadeva a capofitto nel viaggio neoliberista della Thatcher? Proprio nulla. A che serve oggi chiedere lo smantellamento dell’eurozona, e della stessa Unione Europea…?”

Varoufakis omette ogni riferimento al Partito Socialdemocratico che dividendo il voto Labourista condusse il paese verso il Blairismo. Nel dire che la gente in Gran Bretagna “disdegnava un cambiamento socialista” – quando non aveva alcun modo di realizzare quel cambiamento – fa eco a Tony Blair.

In qualche modo i leader di Syriza sono rivoluzionari – ma la loro rivoluzione è la perversa appropriazione familiare dei movimenti sociali democratici e parlamentari da parte di liberali istruiti in modo da assecondare le idiozie neoliberiste e un’ingegneria sociale il cui vero volto è quello di Wolfgang Schauble, il ministro delle Finanze tedesco, uno sgherro dell’impero. Come il partito laburista in Gran Bretagna e suoi equivalenti fra gli ex partiti socialdemocratici, tipo il partito laburista australiano, che ancora si descrivono “liberali” o persino “di sinistra”, Syriza è il prodotto di un’affluente, altamente privilegiata e colta piccola borghesia, “istruita in postmodernismo”, come scrisse Alex Lantier.

Per loro, la classe è innominabile, non soltanto è una lunga lotta, a prescindere dalla realtà della vita della maggior parte degli esseri umani. I luminari di Syriza sono ben curati; essi non capeggiano la resistenza che la gente comune brama, come l’elettorato greco ha così coraggiosamente dimostrato, ma “condizioni migliori” di uno status quo venale che limita e punisce i poveri. Quando si fonde con la “politica dell’identità” e le sue distrazioni insidiose, la conseguenza non è resistenza, ma sottomissione. La convenzionale vita politica in Gran Bretagna lo simboleggia.

Tutto ciò non è inevitabile, una cosa fatta, se ci svegliamo dal lungo coma postmoderno e rifiutiamo i miti e gli inganni di coloro che affermano di rappresentarci, e iniziamo a combattere.

John Pilger

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2015/07/13/the-problem-of-greece-is-not-only-a-tragedy-it-is-a-lie/

13.07.2015

Tradotto per www.comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    Purtroppo il riformismo  e i partiti sedicenti sinisrtATI sono un vero e proprio veleno in seno al proletariato mondiale bisogna combatterli e denunciali per quello che sono SERVI DEL CAPITALE in tutte le sfumature e Syryza non è da meno, proletari greci preparate i fucili sotto il capitalismo i sacrifici non finiscono mai che cosa dobbiamo aspettare?

  • FlavioBosio

    Certo ci vuole talento per riuscire a farsi prendere a calci in culo da un paraplegico..

    Ma a quanto pare la lezione non vi è bastata, ed avete ancora una gran voglia di "combattere"…
    Comincio a credere si tratti di masochismo, daltra parte l’evoluzione darwiniana deve fare il suo corso in un modo o nell’altro.
    E così gli statalisti interventisti cominceranno a combattersi tra loro divisi in due fazioni, quelli in divisa ancora al soldo dello Stato e quelli che sono rimasti senza divisa e senza soldi.
    Ragazzi che spettacolo, serviranno tonnellate di pop corn e fiumi di birra.
    Che la guerra dei fessi abbia inizio!
  • FlavioBosio

    Dobbiamo aspettare i Pop Corn ovviamente!

    Lei il fucile ce l’ha giá carico o pensa di fare la rivoluzione dal salotto di casa sparando cazzate su internet?
    Armiamoci e partite compagni !
    Che la battaglia dei fessi abbia inizio!
  • BillyMartini

    Gli svolgimenti dei fatti purtroppo confermano la teoria: "Tsipras uomo di George Soros; gate keeper addetto a convogliare il malcontento di un intera nazione nel nulla".

    Ha fatto qualche mese di teatrino, facendo credere a (quasi) tutti che lottava contro i poteri extra nazionali che schiacciavano il suo popolo, per poi arrivare al referendum, probabilmente programmato colla certezza – dopo il terrorismo delle banche chiuse e delle minacce di miseria inaudita – che avrebbe vinto il si.

    Ma invece …. sorpresa! Ha vinto il no. Grande popolo Greco, purtroppo affidatosi nelle mani di un traditore come ‘sto burattino di Tsipras.

    Cosa fare ora? Niente di nuovo: andare avanti col piano iniziale, ovvero quello di sprofondare il paese ulteriormente nelle mani del potere finanziario coloniale "dei mercati".

    Cosa faranno adesso I Greci? Temo che non abbiano molte speranze.

    E poi parlano male di fascisti, comunisti, nazisti, fondamentalisti ….. Nessun ‘ismo nella storia dell umanita e’ stato mai cosi crudelmente devastante per il genere umano come l’ attuale pensiero unico neo-liberista.

    E aggiungo: chissa come mai Varufakis si e’ dimesso appena dopo ha vinto il no. Doveva essere il contrario. Forse che sapeva gia’ quale sarebbe stato il prossimo nefasto passo di Tsipras?

    Della serie: se ci son problemi e’ perche’ ci vuole piu Europa. RIP.

     

  • Eshin

    Nelle ore e nei giorni a venire, mi siederò in Parlamento per esaminare le normative del recente accordo del vertice europeo sulla Grecia. Sono anche ansioso di sentire dal vivo i miei compagni Alexis Tsipras e Euclides Tsakalotos, che ne hanno viste di tutti i colori in questi giorni. Fino ad allora, mi riservo il giudizio sulle normative future. Nel frattempo, ecco alcune riflessioni impressionistiche sollevate dall’accordo. 

    Un nuovo trattato di Versailles ossessiona l’Europa – ho usato questa espressione nella primavera del 2010 per descrivere il primo "salvataggio" che si stava preparando in quel momento. Se questa allegoria era pertinente allora, purtroppo, lo è ancora di più oggi. 
    Mai prima di allora l’UE aveva preso una decisione che minasse in una maniera così fondamentale il progetto di integrazione europea. I leader europei, trattando Alexis Tsipras e il nostro governo come hanno fatto, hanno inferto un colpo decisivo al progetto europeo. 

    Il progetto di integrazione europea è stato infatti, ferito mortalmente in questi giorni. E come dice giustamente Paul Krugman, qualunque cosa si pensi di Syriza, o della Grecia, non sono i Greci o Syriza che hanno ucciso il sogno di un’Europa democratica e unita. 

    Molto tempo fa, nel 1971, Nick Kaldor, il famoso economista di Cambridge, aveva avvertito che forgiare un’unione monetaria prima di un’unione politica non era possibile e avrebbe portato non solo al fallimento dell’unione monetaria, ma anche alla decostruzione del progetto politico europeo. Più tardi, nel 1999, il sociologo tedesco-britannico Ralf Dahrendorf ha anche avvertito che l’unione economica e monetaria avrebbe diviso piuttosto che unire l’Europa. In tutti questi anni ho sperato che si sbagliassero. Ora, i poteri in essere a Bruxelles, Berlino e Francoforte hanno cospirato per dare loro ragione. 

    La dichiarazione del Vertice europeo di ieri mattina, può essere letta come un documento che mette nero su bianco la resa incondizionata della Grecia. E’ stato concepito come una dichiarazione attestante che la Grecia accetta di diventare un vassallo dell’Eurogruppo. 

    La dichiarazione del Vertice europeo di ieri mattina non ha nulla a che fare con l’economia né con qualsiasi preoccupazione per il tipo di programma di riforme in grado di sollevare la Grecia dal suo pantano. Si tratta semplicemente di una manifestazione della politica di umiliazione in atto. Anche se si aborra il nostro governo, tutti devono rendersi conto che l’elenco dei requisiti dell’Eurogruppo è lontano anni luce dalla decenza e dalla ragione. 

    La dichiarazione del Vertice europeo di ieri mattina proclama un totale annullamento della sovranità nazionale, senza mettere al suo posto un corpo politico sovranazionale, pan-europeo, sovrano. Gli europei, e anche quelli che non si preoccupano della Grecia, dovrebbero stare attenti. 

    I media spendono molte energie sulla questione se il Parlamento greco adotterà l’accordo di capitolazione, e in particolare se i parlamentari, come me, righeranno dritto e voteranno in favore di queste misure. Io non credo che questa sia la questione più interessante. La questione cruciale è: l’economia greca ha qualche possibilità di recuperare in queste condizioni? Questa è la domanda che mi preoccuperà durante le sessioni parlamentari a venire nelle prossime ore e giorni. La più grande fonte di preoccupazione è che anche una resa totale da parte nostra determinerebbe un aggravamento di questa crisi senza fine. 

    Il recente Vertice europeo infatti non è altro che il culmine di un colpo di stato. Nel 1967, sono stati utilizzati i carri armati delle potenze straniere per porre fine alla democrazia greca. Nella mia intervista con Philip Adams, su Latenightlive di ABC Radio (Australia), ho affermato che nel 2015 c’è stato un altro colpo di stato, messo in scena da parte di potenze straniere che hanno utilizzano al posto dei carri armati, le banche della Grecia. Forse, la principale differenza economica è che mentre nel 1967 la proprietà pubblica della Grecia non è stata presa di mira, nel 2015 i poteri dietro il colpo di Stato hanno chiesto la consegna di tutti i rimanenti beni pubblici, in modo che possano essere utilizzati per pagare il nostro debito insostenibile, impossibile da pagare. 

    Yanis Varoufakis Γιάνης Βαρουφάκης 14/07/2015 
    http://yanisvaroufakis.eu/2015/07/14/on-the-euro-summits-statement-on-greece-first-thoughts/#more-9121 [yanisvaroufakis.eu] 

    Versione italiana:  http://vocidallastrada.blogspot.it/2015/07/grecia-prime-riflessioni-dopo-la.html [vocidallastrada.blogspot.it]

  • TizianoS

    Tutto giusto quello che si scrive.
    Però c’è un fatto grave in Grecia: mancano i soldi.
    Cosa fa un normale "buon padre di famiglia" quando mancano i soldi ?
    Riduce le spese, cerca un lavoro, emigra, vende dei beni, cerca dei prestiti, magari usa le grazie della moglie se è bellina, o anche le proprie grazie se ci è portato.
    Io non sono in grado di consigliare ai greci cosa devono fare, mi dispiace per loro, ma ho parenti più stretti a cui pensare, che si arrangino.

  • albsorio

    Purtroppo l’uomo è preda delle sue debolezze e paure.
    Fa quindi ciò che conviene piuttosto che quello che è giusto.
    Al popolo greco auguro tanta fortuna e il coraggio di essere liberi.

    Sulla esperienza greca mi sovviene una equazione che spero essere sbagliata…

    Tsipras:Grecia=Grillo:Italia

  • giannis

    Per i greci : o guerra civile e fuori dall Europa con la
    violenza o essere poverissimi

  • Veron

    Una volta tanto non sono molto d’accordo con il grande John.

    Dico che non è facile trovare razionalità e lucidità in quello che è avvenuto a Bruxelles e ad Atene nelle scorse settimane. Vediamo un po’:

    1) hanno deciso di prestare altri 80 miliardi a un paese in default dal 2010, che sicuramente non potrà restituire nemmeno questi ultimi

    2) hanno deciso di somministrare (e Tsipras ha accettato) altra austerità a un paese che ha già una disoccupazione del 28% e che ha perso un quarto del PIL negli ultimi 5 anni

    3) all’ultimo momento il FMI si è tirato indietro, dice che il debito della Grecia è impagabile e che è necessario un condono (finalmente l’hanno capito).

    Ergo: al più presto la Grecia abbandona l’euro e meglio sarà per lei. Saranno anni dolorosi ma almeno guadagneranno un po’ di sovranità monetaria. L’ERRORE DI FONDO E’ PENSARE DI RESTARE NELL’EURO E ALLEVIARE L’AUSTERITA’. Sono due cose impossibili da ottenere. Tsipras deve scegliere e, se ha già scelto, ha sbagliato.

    Altra cosa: fuori o dentro l’euro, la Germania divorerà la Grecia come ha già iniziato a fare. QUESTO E’ L’OBIETTIVO. Poi toccherà agli altri.

  • mago

    Questo ha un handicap fisico..poi la sua espressione la dice lunga del suo io interiore..e passi.. ma mi rivolgo a quelli che hanno deposto le armi e la voglia di combattere dopo essere presi a calci in culo e lo sono anche oggi da persone "  APPARENTEMENTE " NORMALI mi sembra con tutto rispetto che lei sia in nostra compagnia…..il prezzo del biglietto lo paga anche lei…

  • brumbrum

    bisogna capirli
    passano tutta la giornata a servire i padroni, poi in qualche modo devono scaricare le frustrazioni

  • FlavioBosio

    Attenzione al punto 3, l’FMI non ha alcuna intenzione di tagliare il proprio debito e su questo punto Christine Lagarde è stata chiarissima, secondo lei sono i paesi europei a doversi accollare il taglio del debito greco spalmando i costi sui cittadini europei.

  • IVANOE

    era tutto scritto già da gennaio. Era scritto e deciso che doveva andare Tispras era scritto e deciso che doveva essere preso per il culo il popolo greco con un referendum per far passare una linea di austerità ancora più pesante della prima.
    Perchè Tispras no  si è dimesso come ha fatto l’ex ministro delle finanze greco ?
    In questo modo avrebbe dimostrato la sua buona fede…e invece… è rimasto fino a questo momento quando era scontato anzi scontatissimo che il parlamento approvasse il provvedimento della troika… ma come non aveva vinto il NO ?
    E come fa un parlamento anche se di destra o sinidtra a trovare il coraggio di andare contro la decisione di un popolo che hanno fatto fesso domenica 5 luglio?
    Perchè ? Ve lo dico io… I GRECI SONO DEI COGLIONI PEGGIO DI NOI !!!!

  • IVANOE

    era tutto scritto già da gennaio. Era scritto e deciso che doveva andare Tispras era scritto e deciso che doveva essere preso per il culo il popolo greco con un referendum per far passare una linea di austerità ancora più pesante della prima.
    Perchè Tispras no  si è dimesso come ha fatto l’ex ministro delle finanze greco ?
    In questo modo avrebbe dimostrato la sua buona fede…e invece… è rimasto fino a questo momento quando era scontato anzi scontatissimo che il parlamento approvasse il provvedimento della troika… ma come non aveva vinto il NO ?
    E come fa un parlamento anche se di destra o sinidtra a trovare il coraggio di andare contro la decisione di un popolo che hanno fatto fesso domenica 5 luglio?
    Perchè ? Ve lo dico io… I GRECI SONO DEI COGLIONI PEGGIO DI NOI !!!!

  • brumbrum

    il popolo non esiste

  • temuchindallaCina

    Hai qualche problema con chi è paraplegico per caso?????

  • IVANOE

    Concordo in pieno !!

  • brumbrum

    aggiungo purtroppo

  • mago

    Se rivolto a me.. no nessun problema faccio anche volontariato…la frase va presa nel contesto opposto…

  • IVANOE

    hai ragione…
    Mi spiace fare sempre della semplice dietrologia, ma un potere così perverso e così tenace da descriverlo come uno di quei mostri tentacolari che vediamo spesso nei film di spielberg…che è il potere massonico-finanziario-atlantista, ma ti pare che lascia le cose al caso ? Così lascia che un sinistroide come Tsipras con idee comuniste prenda il potere ?
    La vera tragedia caro amico è che qui in questo mondo del c….zo non succede mai niente di vero e di straordinario mia niente di nuovo… purtroppo è tutto pilotato e quello che non può essere pilotato viene gestito da loro con tutti i mezzi affinchè prenda la strada omologata ai loro interessi che sono i privilegi eterni delle sole elites di potere…
    E purtroppo sarà sempre così…
    E anche se guardiamo ad oriente anche i capi cinesi, russi , arabi, isis ecc. ecc. lavorano tutti affinchè i loro privilegi non finiscano mai. Donne, barche, aerei, lusso, sfrenato, droghe, vacanze in posti paradisiaci e la certezza che le loro proli i loro nipoti abbiano gli stessi privilegi, ovviamente a scapito dei popoli e delle masse…
    Per questo ormai ogni notizia che passano i mass-media di regime io non li ascolto nemmeno, perchè è tutto già pianificato…

  • brumbrum

    hai ragione, la vedo anch’io così

  • temuchindallaCina

    No no era rivolto a chi ha scritto prima sui parapeglici!

    Mia moglie lo è quindi vorrei sapere da quello che ha scritto (non lei) se ha qualche problema con chi lo è

  • Abrazov
    Soggetti non comparabili :

    Un buon padre di famiglia farà tutto ciò che tu dici.

    Uno Stato sovrano i soldi se li stampa e se li gestisce 
    con la SUA Banca Centrale.
  • TizianoS

    Certamente si tratta di ambiti diversi, ma anche uno stato con piena sovranità monetaria deve sottostare a certi impegni, diciamo economico/morali.

    Gli stati che nei tempi passati andarono in default erano tutti monetariamente sovrani:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Insolvenza_sovrana#cite_note-7

  • SanPap

    Ti sfugge un particolare: una nazione non è una famiglia

    Una famiglia non può battere moneta, una Nazione deve battere moneta, e consumare quello che riesce a produrre. E se non è capace di produrre tutto quello che le necessita ?  Gira che ti rigira è questo il problema: ogni nazione bene o male è in grado di provvedere a se stessa. Non sarà in grado di produrre oggetti "di prima scelta" (durante l’autarchia venivano denominati "prodotti di prima scelta" i prodotti che qualcuno produceva meglio di noi) ma qualcosa sicuramente la riesce a produrre e i cittadini sono liberi.

    Tutto ‘sto casino che stiamo vivendo è anche figlio della suddivisione del lavoro: ogni nazione si specializza nella produzione solo di alcune cose e le altre le deve acquistare, vendendo quelle che lei produce; e per vendere deve competere con altre nazioni che producono lo stesso bene; competizione che si traduce in minore qualità del prodotto e minore retribuzione dei lavoratori.

  • FlavioBosio

    Nessun problema, è una semplice constatazione, si sono fatti prendere a calci nel culo da un paraplegico tutto qui.

    Averne di Wolfgang Shaeuble in politica… fosse stato greco non sarebbero in queste condizioni ora.
  • FlavioBosio

    Fesserie, batter moneta significa certificare il peso e la purezza di una moneta d’oro o d’argento al fine di consentire il corretto svolgimento degli scambi tra individui, non significa stampare denaro come fossero figurine o soldi del monopoli per far mantenere eserciti di parassiti pubblici a chi produce ricchezza.

    Lei parla di libertá in un periodo fascista, è evidente che non le é chiaro il concetto di libertá, dovrebbe leggersi qualcosa di Frédéric Bastiat per comprendere il senso.
    In Svizzera producono Rolex, Petek Philippe ecc.. e non mi pare che riducano la qualitá dei loro prodotti per far concorrenza alla Casio o alla Seiko, n’è stampano Franchi Svizzeri ad cazzum per svalutare e rendere più competitivo un Vacheron Constantin da 400.000 euro.
    Eppure sono ancora lì e vendono i loro prodotti di alta qualitá in tutto il mondo nonostante il Franco.
    Forse sono le vostre teorie economiche a fare acqua…
  • FlavioBosio

    Ma quale parlamentare avrebbe votato per l’uscita dall’euro sapendo che i suoi 10.000 euro al mese sarebbero diventate 10.000 dracme e svalutate di un 70%.

    Esiste al mondo qualcuno che voterebbe a favore di una riduzione del 70% del proprio stipendio?
  • TizianoS

    @ SanPap

    Io sono nato nel 1938 e quindi mi ricordo benissimo dell’ "autarchia" di epoca fascista.

    Ti devo contraddire sulla dizione "di prima" che tu definisci come "scelta". Ho invece scoperto, facendo una ricerca per rispondere alla tua domanda, che "prima" non era inteso come contrazione dell’espressione "prima qualità", ma stava a significare "roba di prima delle sanzioni", come scritto qui:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Autarchia

    A parte questo divertente dettaglio, sono d’accordo su quanto dici sulle specializzazioni nazionali.

    La causa delle crisi va anche ricercata nelle teorie iper-liberiste subìte a mio parere troppo passivamente dalle nostre nazioni.

    Perché nessuno parla, per risolvere la crisi greca, che essa possa mettere dei freni alle importazioni di certi beni voluttuari, o altre manovre simili ?

  • FlavioBosio

    Potere massonico-finanziario-atlantista, ma guarda caso tre quarti del parlamento greco ha votato a favore per mantenere i propri stipendi in euro anziché svalutarli del 70% in dracme.

    Io lo chiamerei semplicemente paraculismo-finanziario.
  • SanPap

    O forse sarebbe il caso che te lo rileggessi tu Bastiat

    In Italia produciamo, che so, olio. Nel bacino mediterraneo olio ne viene prodotto a fiumi a minor costo, hai voglia a dire che il nostro olio è … mettici tutti gli attributi superlativi che vuoi, resta il fatto che gli altri ne producono fiumi a minor costo, e se vuoi protestare perché fa schifo ci sarà il TTIP a tapparti la bocca.

    E poi co’ ‘sto fascismo e basta, è diventato il dito dietro il quale nascondere qualsiasi discorso. 

    ps. a proposito di fascismo, tanto per dire come sono strane le prospettive, la prima volta che sei intervenuto in una delle tante sciocchezze che scrivo hai citato "300 – l’alba di un impero" e io ho pensato … diciamo che non riesco a vedere il nesso tra "l’alba di un nuovo impero" e Bastiat. Me lo spieghi, tra un turno e l’altro.

  • FlavioBosio

    Perché è esattamente il contrario, è la mancanza di vero liberismo, dovuto all’interventismo statalista che ha creato debiti pubblici monster.

    Pensare di frenare le importazioni di beni "voluttuari", e chi lo decide cos’è un  bene voluttuario?
    Le BMW? Le banane? Il caffé?
    E poi vorremmo vendere le Ferrari, le Ducati o il Brunello di Montalcino?
    Non è rimettendo in piedi un sistema di dazi doganali che si risolve il problema anzi, il problema é eliminare la capacitá di spesa dello stato con misure di vera austerity sui bilanci pubblici tagliando i costi assurdi della difesa, della PA e di tutte quelle aziende semi pubbliche che fungono da stipendifici per i trombati della politica e relativi parenti ed amici.
    L’alternativa è il default dell’intero paese.
  • FlavioBosio

    I francesi coltivano la vigna, la vendemmiano, la selezionano, vinificano e vendono lo Champagne.. Cristal, Dom Pérignon, Crug ecc..  a 100€ e più la bottiglia in tutto il mondo.

    Gli italiani coltivano la vigna, la vendemmiano, la selezionano, vinificano e vendono il tavernello nel cartone a 1,50€.
    E quindI che significa? 
    Non significa nulla, loro fanno le Peugeot e noi le Ferrari, non serve alcun intervento correttivo, se l’olio italiano non è competitivo sulle quantitá si dovrá puntare sulla qualitá come fanno i francesi con lo Champagne, se i nostri produttori sono un branco di fessi ignoranti che falliscano! Di certo ci sará qualcuno che acquisterá i loro uliveti all’asta e saprá come renderli produttivi, non è un affare di stato occuparsi della produzione di olio o vino o automobili.
    Laissez-faire significa proprio questo, il protezionismo é ciò che ha mantenuto i nostri imprenditori in questo stato, un pò di sana concorrenza metterá loro il pepe sotto la coda, basterá ridurre le tasse e lasciare che il mercato faccia ciò che sa fare meglio, eliminare gli incapaci e premiare i migliori.
  • TizianoS

    @ FlavioBosio

    Sono d’accordo che esiste in Grecia un settore pubblico ipertrofico, una potente lobby (armatori), una grande corruzione, una grande propensione all’evasione fiscale. Tutto il contrario di quanto avviene nei paesi "nordici".

    Allora come far convivere due realtà economiche opposte ?

    Ma devono obbligatoriamente convivere ?

  • SanPap

    Ti auguro buona fortuna nella vita e buona lettura, sono sicuro che ti piacerà, ammesso che non lo conosca

    (prima di lasciarti alla lettura, spero piacevole: il rapporto del costo dell’energia elettrica tra Israele ed Italia è 1:10; in Israele le centrali le ha costruite lo stato; che facciamo, vogliamo indire una colletta ? Io 10 euro ce li metto)

    Io, la matita di L.E. Read

    Sono una matita di grafite – la comune matita di legno familiare a tutti i ragazzi e ragazze ed adulti che leggono e scrivono.
    Scrivere è sia la mia vocazione che la mia occupazione; questo è tutto quel che faccio.
    Potreste domandarvi perché dovrei scrivere una genealogia. Beh, tanto per cominciare, la mia storia è interessante. E, poi, io sono un mistero – più grande di un albero o di un tramonto o anche di un lampo. Ma, sfortunatamente, sono accettata come un dato da chi mi usa, come se fossi un semplice episodio senza antecedenti. Questo atteggiamento superficiale mi relega al livello del banale. Questo è un esempio del grave errore in cui l’umanità non può più a lungo persistere senza pericolo. Poiché, osservò il saggio G.K. Chesterton, “periamo per mancanza di stupore, non a causa di stupori”.
    Io, matita, per quanto sembri semplice, merito il vostro stupore e rispetto, una rivendicazione che cercherò di provare. Difatti, se potete comprendermi – no, è chiedervi troppo – se poteste divenir coscienti del carattere miracoloso che io simbolizzo, aiutereste a salvare quella libertà che l’umanità sta infelicemente smarrendo. Ho una profonda lezione da impartirvi. E posso darvela meglio di un auto o di un aereo o di una lavastoviglie perché – beh, perché sono apparentemente tanto semplice.
    Semplice? Eppure non una singola persona sulla faccia della terra sa come fabbricarmi. Questo pare inverosimile, no? Specialmente quando ci si rende conto che ci sono circa un miliardo e mezzo di miei simili prodotti ogni anno negli USA.
    Prendetemi ed osservatemi. Cosa vedete? Non molto – c’è del legno, della lacca, la marca stampata, della grafite, un poco di metallo e una gomma.
    Innumerevoli antecedenti
    Proprio come voi non potete risalire troppo all’indietro col vostro albero genealogico, così mi è impossibile nominare e spiegare tutti i miei antecedenti. Ma vorrei suggerirne abbastanza perché su di voi si imprima la ricchezza e complessità dello sfondo.
    Il mio albero genealogico comincia con quel che è proprio un albero, un cedro di quelli dritti che crescono nella California del Nord e in Oregon. Adesso pensate a tutte le seghe, ai camion, alle corde e agli innumerevoli altri attrezzi usati per raccogliere e trasportare i ceppi di cedro verso i binari della ferrovia. Pensate a tutte le persone e alle svariate competenze occorse alla loro fabbricazione: l’estrazione del minerale, la fabbricazione dell’acciaio e la sua trasformazione in seghe, asce, motori; la coltivazione della canapa e i vari stadi fino ad ottenere una corda pesante e forte; gli accampamenti nel bosco con i letti e le mense, la cucina e la preparazione delle vivande. Diamine, migliaia di persone hanno avuto un ruolo in ogni tazza di caffè bevuta dai taglialegna!
    I ceppi vengono spediti allo stabilimento di San Leandro, California. Riuscite ad immaginare gli individui che hanno prodotto i carri e i binari e i locomotori ed hanno costruito ed installato i sistemi di comunicazione che essi presuppongono? Queste legioni sono tra i miei antecedenti.
    Considerate il lavoro a San Leandro. I ceppi di cedro sono tagliati in asticelle piccole, lunghe quanto una matita, meno di un quarto di pollice di spessore. Queste sono asciugate in un forno e poi tinte per lo stesso motivo per cui le donne si mettono il rossetto. La gente vuole che io sembri carina, non pallidamente bianca. Le aste sono incerate e di nuovo asciugate. Quante sono le competenze che concorrono alla tinta e all’asciugatura, alla fornitura del calore, della luce e dell’energia, delle cinghie, dei motori e di tutte le altre cose richieste da una fabbrica? Spazzini dello stabilimento tra i miei antenati? Sì, e vi sono inclusi gli uomini che versarono il calcestruzzo per la diga di una centrale Pacific Gas & Electric Company che fornisce l’energia agli impianti!
    Non scordate gli avi vicini e lontani che hanno aiutato a trasportare sessanta carichi di aste attraverso il paese.
    Una volta nella fabbrica – 4 milioni di dollari di attrezzature e costruzioni, tutto capitale accumulato da progenitori economi e avveduti- a ogni assicella sono date otto scanalature con una complessa macchina, dopo di che un’altra macchina sistema grafite in un’asta su due, applica colla e pone sopra un’altra asta – un sandwich alla grafite, per così dire. Io e sette fratelli siamo meccanicamente ritagliati da questo sandwich di legno.
    La grafite stessa è complicata. Viene estratta a Ceylon. Pensate ai minatori e a chi fa i loro tanti utensili e i sacchi di carta in cui si trasporta la grafite e a chi produce le corde che legano i sacchi e a quelli che li portano sulle navi e che quelle navi costruiscono. Anche il guardiano del faro lungo la rotta ha assistito alla mia nascita – e il pilota del porto.
    La grafite è mischiata con argilla del Mississippi di cui viene usato l’idrossido d’ammonio nel processo di rifinitura. Poi sono aggiunti agenti inumidenti come il sego solfonato – grassi animali che hanno reagito chimicamente con acido solforico. Dopo il passaggio attraverso svariate macchine, la mistura si presenta infine come una lunga estrusione – come per una macchina da salsicce – tagliata su misura, seccata e cotta per molte ore a 1850 gradi Fahrenheit. Per aumentarne la forza e la levigatezza la grafite e poi trattata con una mistura calda che comprende cera del Messico, paraffina e grassi naturali idrogenati.
    Il mio cedro riceve sei strati di lacca. Conoscete gli ingredienti della lacca? Chi penserebbe che coltivatori di semi di ricino e raffinatori di olio di ricino ne facciano parte? E’ proprio così. Ebbene, anche i processi attraverso cui la lacca assume un bel color giallo richiedono l’abilità di più persone di quanto se ne possa enumerare!
    Osservate la marca. E’ una pellicola ottenuta scaldando nerofumo misto a resine. Com’è che ricavate le resine e, ditemi, cos’è il nerofumo?
    Il mio pezzo di metallo – la ghiera – è d’ottone. Pensate alle persone che estraggono zinco e rame e a quelle che sanno ricavare lucidi fogli d’ottone da questi prodotti della natura. Quegli anelli scuri sulla ghiera sono nickel nero. Cos’è il nickel nero e come viene applicato ? Ci vorrebbero pagine per spiegare solo perché il centro della ghiera non è ricoperto di nickel nero.
    Infine c’è il mio supremo motivo di gloria, cui nel commercio con poca eleganza ci si riferisce come al “tampone”, la parte che si usa per cancellare gli errori che si fanno con me. Un ingrediente chiamato “lactic” è quel che cancella. E’ un prodotto simile a caucciù prodotto dalla reazione di olio di ravizzone delle indie olandesi e di cloruro di zolfo. Il caucciù, contrariamente a quanto si crede, serve solo a scopo di coesione. Poi ci sono ancora numerosi agenti di vulcanizzazione e accelerazione. La pietra pomice arriva dall’Italia; e il pigmento che dà il suo colore alla “gomma” è solfuro di cadmio.
    Nessuno sa
    Qualcuno vuol mettere in dubbio la mia precedente affermazione secondo cui nessun singolo sulla faccia della terra saprebbe come costruirmi?
    Effettivamente, milioni di esseri hanno partecipato alla mia creazione, nessuno dei qual
    i sa degli altri se non poche cose. Bene, potrete dire che vado troppo lontano collegando la mia creazione al raccoglitore di caffè nel lontano Brasile e ai coltivatori di cibo di altre parti, che questa è una posizione estremista. Devo ribadire quanto sostenuto. Non c’è una singola persona tra questi milioni, incluso il presidente della fabbrica di matite, che contribuisca per più di una piccola, infinitesima parte di competenza. Dal punto di vista del saper fare la sola differenza tra il minatore di grafite di Ceylon e il boscaiolo dell’Oregon è nel tipo di abilità tecnica. Non ci si può dispensare né del minatore né del boscaiolo, non più che del chimico di fabbrica o dell’operaio nel campo di petrolio- essendo la paraffina un derivato del petrolio,
    Ecco un fatto sbalorditivo: né il lavoratore petrolifero né il chimico né l’estrattore di grafite né chi equipaggia o costruisce le navi o i treni o i camion né chi manovra la macchina che rifinisce il mio pezzo di metallo né il presidente della compagnia assolve il suo singolare compito perché mi voglia. Ciascuno mi vuole meno, forse, di un bambino nei primi giorni di scuola. In effetti, ci sono molti, in questa vasta moltitudine, che non hanno mai visto una matita né saprebbero come usarla. La loro motivazione è altra da me. Forse è qualcosa del tipo: ognuno di questi milioni vede che così può scambiare il suo piccolo saper fare con beni e servizi di cui abbisogna o che desidera. Io posso rientrare o no tra questi.
    Nessuna mente pianificatrice
    C’è un fatto ancor più sorprendente: è l’assenza di una mente superiore, di qualcuno che detta o con forza dirige quelle numerose azioni che mi portano ad esistere. Non si può trovare nessuna traccia di una tale persona. Invece, troviamo al lavoro la Mano Invisibile. Questo è il mistero a cui mi riferivo prima.
    E’ stato detto che “solo Dio può creare un albero.” Perché concordiamo su questo ? Non è perché capiamo che noi stessi non potremmo farlo? In effetti, possiamo anche solo descrivere un albero ? Non possiamo, eccetto in termini superficiali. Possiamo dire, per esempio, che una certa configurazione molecolare si presenta come albero. Ma quale mente umana potrebbe registrare, non parliamo di dirigere, i continui mutamenti molecolari che avvengono nel corso della vita di un albero ? Una tale evenienza è assolutamente impensabile!
    Io, matita, sono una complessa combinazione di miracoli: albero, zinco, rame, grafite e così via. Ma a questi miracoli che si manifestano in Natura s’aggiunge un miracolo anche più straordinario: la configurazione delle energie umane creatrici – milioni di piccoli saper fare che ingranano naturalmente e spontaneamente in risposta al desiderio e alla necessità umani e in assenza di ogni pianificazione umana! Poiché solo Dio può creare un albero, insisto nel dire che solo Dio potrebbe farmi. L’uomo non può dirigere quei milioni di abilità per darmi vita più di quanto possa riunire molecole per creare un albero.
    Questo è quanto intendevo quando scrivevo: “se poteste divenire coscienti del carattere miracoloso che io simbolizzo, potreste aiutare a salvare quella libertà che l’umanità sta infelicemente perdendo.” Perché se ci si rende conto che queste abilità si organizzeranno naturalmente, sì, automaticamente, in modelli creativi e produttivi come risposta al desiderio e alla necessità umani – vale a dire, in assenza di qualsiasi dirigismo governativo o coercitivo – allora si possiederà un ingrediente assolutamente essenziale per la libertà: una fede nelle persone libere. La libertà è impossibile senza questa fede.
    Una volta che un governo abbia avuto il monopolio di un’attività creatrice come, per esempio, la consegna della posta, la maggior parte degli individui crederà che la posta non possa essere efficacemente distribuita da uomini che agiscono liberamente. E questo è il motivo: ognuno riconosce di non sapere tutte le cose che concorrono alla consegna postale. Egli ammette pure che nessun altro individuo potrebbe saperlo. Tali supposizioni sono corrette. Nessun singolo possiede abbastanza conoscenze per effettuare la distribuzione nazionale della posta più di quanto possegga abbastanza sapere per produrre una matita. Ora, senza la fede nelle persone libere – nell’inconsapevolezza che milioni di piccole abilità si formerebbero e coopererebbero, in modo naturale e miracoloso, alla soddisfazione di questa necessità – l’individuo non può impedirsi di giungere all’errata conclusione che la posta può essere consegnata solo da uno “pianificazione” governativa.
    Testimonianze a profusione
    Se io, matita, fossi l’unico articolo a poter dare testimonianza di quel che donne e uomini possono fare quando siano liberi di provare, allora gli scettici avrebbero un giusto motivo. C’è però abbondanza di testimonianze; sono dovunque intorno a noi. La distribuzione della posta è estremamente semplice se paragonata, per esempio, alla produzione di un’auto o di una calcolatrice o di una mietitrebbia o di una fresatrice o a decine di migliaia di altre cose. Distribuzione? Bene, nel campo in cui gli uomini sono stati lasciati liberi di tentare, essi diffondono la voce umana intorno al mondo in meno di un secondo; distribuiscono un avvenimento visivamente e in movimento in ogni casa mentre si sta verificando; trasportano 150 passeggeri da Seattle a Baltimora in meno di quattro ore; forniscono gas dal Texas al fornello o alla caldaia di New York a tariffe incredibilmente basse e senza sovvenzioni; forniscono ciascuno quattro libbre di petrolio del golfo persico alla nostra costa orientale – metà del giro del mondo – per meno soldi di quelli chiesti dal governo per consegnare una lettera di un’oncia dall’altro lato della strada!
    La lezione che voglio darvi è questa: lasciate fluire liberamente tutte le energie creative. Organizzate solo la società perché agisca in armonia con questa lezione. Fate che l’apparato legale della società rimuova ogni ostacolo meglio che può. Permettete a questi saperi creativi di scorrere liberamente. Abbiate fiducia nell’obbedienza di donne e uomini liberi alla Mano Invisibile. Questa fiducia sarà confermata. Io, matita, per quanto semplice appaia, offro il miracolo della mia creazione come testimonianza di questa fede pratica, pratica come il sole, la pioggia, un cedro, la buona terra.