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GERMANWINGS FOR ALL

DI ROSSLAND

rossland.blogspot.it

A giudicare dalla fuffa che ci rifilano abbiamo (al solito?)

2 certezze:

1. i morti sono morti veri
2. sulle reali cause del disastro aereo non sapremo mai nulla

La sequenza di boiate riportate dalla stampa:

Condizioni dell’aereo

1. (nell’immediato): l’aereo è “quasi intatto“.
2. a distanza di poche ore: “…migliaia di frammenti dell’aereo e di parti di corpi umani sono sparpagliati sul fianco della montagna.”

Scatole nere

1. Ritrovata una scatola nera: “Serve un “lavoro di comprensione dei suoni, delle voci, degli allarmi”, ha insistito, parlando di un lavoro che prenderà diverse settimane se non dei mesi.
2. alcune ore dopo (news del 26.03.15): “…è stato il co-pilota” che ha chiuso fuori il pilota andato (presumibilmente) in bagno.
3. alcuni giorni dopo (oggi): decodificata la scatola nera (ma non era già stata decodificata?), le ultime parole del pilota: “Apri quella (quale?) maledetta porta”. (questa la sapevamo già…com’é che ce la ri-sparano come notizia nuova di zecca oggi?)
4. della seconda scatola nera non vi è (ancora) notizia e non mancheremo di darne conto, visto che “pare” sia fondamentale per comprendere il senso di quanto registrato (e decodificato alla velocità della luce) nella prima
5. (extra bonus): com’é che di questa scatola nera (singola) sappiamo già cosa ha registrato mentre nulla di nulla sappiamo su quelle del volo MH17 precipitato in Ucraina? Secretate, le cazzate su quei contenuti ci sono state risparmiate e abbondantemente compensate con quelle su chi (o cosa) ha tirato giù l’aereo malese

Il kamikaze

1. era depresso e ha stracciato il certificato medico per andare a lavorare
2. aveva superato tutti i test di idoneità al volo (news del 26.03.15)
2.bis: non aveva superato fase allenamento per stress (v. link sopra)
3. aveva detto alla morosa che di lui si sarebbe parlato
4. aveva in casa confezione di anti-depressivi (e chi non ne ha? secondo statistiche europee sono la 4a categoria di farmaci più prescritti in Europa con una media di 78,7 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti e si posizionano al quinto posto per spesa pubblica. Per dire…)
5. aveva il 30% di vista in meno (e chi l’aveva assunto ‘sto cecato? fosse vero, un secondo colpevole l’abbiamo per forza…)

L’uomo solo in cabina

1. dalle registrazioni della scatola nera (quella decodificata 3 giorni fa, non quella decodificata oggi) si sente il respiro tranquillo e regolare (stava facendosi un pisolo mattutino in cuffia?)
2. non voleva aprire la porta al pilota per portare a termine il suo spettacolare suicidio
3. amava molto le montagne che conosceva bene (un romanticone quindi: le ha scelte per il proprio suicidio nonché l’omicidio rituale collettivo?)

L’aereo (varie raccolte in rete):

1. il giorno prima era a terra per riparazioni
2. un anno prima un altro aereo della compagnia aveva rischiato per un probema simile
3. scendeva lentamente, tanto che “pare” l’allarme sia scattato solo quando era ormai evidente che non si trattava di…cosa? Un aquilone di carta che perde il vento e scivola verso terra planando?

La conversazione (da Corriere.it)

I 20 minuti iniziali di volo al contrario fanno registrare uno scambio assolutamente normale tra i due piloti, riferisce il giornale tedesco, precisando che il comandante spiega a Lubitz di non aver fatto in tempo ad andare in bagno al momento della partenza da Barcellona, preannunciando così la sua uscita dalla cabina. Poi alle 10.27 il pilota chiede al copilota di preparare l’atterraggio a Duesseldorf e Lubitz risponde con poche parole: «Spero», «Si vedrà».

Cioè, fatemi capire: il comandante va in bagno proprio al momento di preparare l’atterraggio?
Uno che la sa più lunga di me osservava ieri che le procedure di check-up per le manovre di decollo e atterraggio dell’aeronautica sono le più imitate al mondo in assoluto, in ogni settore, perché ritenute, proprio per la precisione con cui vengono applicate sistematicamente, la migliore garanzia di sicurezza in ambienti di rischio.
E questo va in bagno perché non c’era andato prima del decollo e in 20′ non ne ha trovato il tempo?
E l’altro, gli risponde laconico “Spero”, “Si vedrà”?
Dopodiché, come ci disinformano, uno va in bagno e l’altro (in cuffia, come pare succeda effettivamente secondo le procedure di atterraggio), ha “un respiro tranquillo e regolare” quando l’altro, tornato dalla pipì e rimasto chiuso fuori, gli minaccia mari e monti (oddio, magari monti no…) se quello (dal respiro rilassato e regolare) non gli apre la porta della cabina?
Ripeto ciò che ho scritto altre volte: ma chi li scrive ‘sti copioni?
Almeno affidarsi a un autore decente, no?
Quella proposta al video qui sotto è (forse) fantasiosa ma almeno ha una sua coerenza logica:

Fonte: http://rossland.blogspot.it
Link: http://rossland.blogspot.it/2015/03/germanwings-for-all.html
29.03.2015

Pubblicato da Davide