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E SE ATTACCASSERO PER NOIA O SOLTANTO PERCHE' ESCLUSI ?

DI GIANNI VATTIMO

ilfattoquotidiano.it

E se lo facessero semplicemente per noia? Pensiamo a un giovane musulmano della banlieue parigina, ma anche a un giovane piccolo borghese e, naturalmente, a un giovane disoccupato di qualche nostra periferia. Un po’ di sballo il sabato sera, o anche le altre sere, visto che non avendo un lavoro non c’è nessun bisogno di alzarsi presto. La cultura comune carica di (ricordi di) valori ogni giorno sbandierati, soprattutto in caso di attacchi terroristici, come ciò che dobbiamo difendere a tutti i costi. E le facce dei concittadini poco persuasi, ma anche dei politici e delle autorità, che compunti cantano la Marsigliese. E il parlamento, la legge di stabilità, la difesa del libero mercato e della produttività che ci permetta di competere con la Cina nel produrre auto, telefonini o scarpe. Nessuna sezione di partito dove andare la sera a discutere di politica; nemmeno l’oratorio, ormai (Celentano: Nemmeno un prete per chiaccherar…).

Insomma, il vuoto di una vita sociale sempre più limitata nei suoi orizzonti, non una visione “alternativa”in cui si possa credere. Tutto si svolge tra l’estremo della frustrazione – un sempre maggior numero di persone, per lo più giovani, che non lavorano e non studiano, semplicemente sopravvivono, (come molti adulti espulsi dal “mercato del lavoro”non cercano nemmeno più una ricollocazione professionale qualunque), e l’estremo della rabbia per l’ipocrisia generale: la democrazia diventata solo una scusa per imporre il dominio di una parte del mondo su ll ’altra (vi bombardiamo perché, avete il diritto a una costituzione democratica), la fantasmagoria del consumismo di cui non si può godere perché nel frattempo – statistiche lo provano – la povertà è diventata endemica, e così il degrado di città sempre più invivibili…

D’accordo, stiamo forse esagerando il quadro, ma i suoi tratti caratteristici sono questi: un’atmosfera di diffusa rassegnazione, a cui si rimedia con gli psicofarmaci o decisamente con la droga. E volete che un sedicenne che vive in questa cornice sappia davvero resistere alla “tentazione” dell ’alternativa violenta, che gli promette non tanto la vita eterna e le settantadue vergini riservate ai martiri della jihad, ma intanto gli offre l’appartenenza a una comunità di combattenti mossi da un ideale, sanguinario quanto si vuole, ma sempre meglio della sopravvivenza a cui è condannato dalla sua quotidianità . E a proposito di sopravvivenza: volete che si rifiuti all’idea della guerra santa e del martirio per amore o rispetto della vita, cioè di una vita che ha perso per lui ogni significato?

Nei giorni scorsi, cercando di immaginare se e come possa la nostra “civiltà” con i suoi “valori ” difendersi da questi attacchi devastanti, si è detto che i nostri nemici hanno dalla loro parte il fanatismo, la forza di una dedizione alla causa che li prepara ad affrontare la morte e dunque moltiplica la loro capacità di nuocerci. E’ vero, noi siamo più scettici e per ciò meno disposti a mettere in gioco la vita. Abbiamo eserciti fatti sempre più di droni; e tutto l’apparato militare somiglia sempre più a una macchina che si mette in moto secondo rigorosi algoritmi . La disumanizzazione dei conflitti non consiste tanto nelle decapitazioni, ma nel fatto che la macchina lavora sempre più in autonomia, escludendo l’umano.

Apprendiamo che l’addestramento si fa anche sempre più spesso con i videogiochi. Una sorta di passaggio diretto dal l’infanzia dei giochi all’adolescenza del kalashnikov. E a proposito di umanità: che vita personale avranno i convertiti alla jihad, gli adepti dell’Isis e dei suoi ideali di purificazione del mondo dall’empietà degli infedeli?

Durante il periodo del khomeinismo più repressivo in Iran, qualcuno (io ero tra quelli) aveva persino proposto di bombardare Tehran con videocassette porno e confezioni di profilattici. Tenendo conto che la secolarizzazione dell’Europa è avvenuta anche mediante una progressiva “corruzione” dei costumi, la ricerca della felicità come diritto umano riconosciuto è stata anche un ricerca del piacere.

E i giovani jihadisti che si sottopongono al duro addestramento che ne fa, secondo la nostra mitologia, dei guerrieri quasi invincibili, che piacere cercheranno, che felicità sperano che non sia solo la promessa delle settantadue vergini dopo il martirio?

A quanto pare, non sono vulnerabili alle lusinghe del mondo capitalista (che Marx chiamava anche prostituzione generalizzata). Forse non è casuale che uno degli obiettivi dell’attacco di venerdì 13 sia stata una sala di concerto dove si ballava. Possibile che siano così disumani anche nei confronti dei piaceri più elementari? Ma qui, forse, si incontra lo stesso paradosso che, su scala ben più vasta, è attestato dal fenomeno della migrazione che viene anche e specialmente dai paesi islamici verso l’Europa e la sua “diabolica ” cultura consumista. I terroristi attaccano una cultura estranea e intollerabile anche perché ne sono esclusi. Il vuoto di valori che essi percepiscono nel nostro modo di vita è certamente un aspetto della disuguaglianza e della povertà in cui molti di loro sono costretti a vivere. Su questo, più che sull’aumento dei controlli polizieschi, si dovrebbe provare a puntare.

Certo, l’Occidente com’è ora non ha molto da offrire per rendere attraenti i suoi “valori”. Sarebbe qualcosa se riuscisse a offrire agli “altri”una faccia un po’più accogliente e amichevole.

Gianni Vattimo

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
22.11.2015

Pubblicato da Davide

  • ROE
    Sì, tutto parte da una ingiusta distribuzione della ricchezza, quindi da una causa economica (le condizioni materiali). Da una parte consumismo, eccessi, spirito di illimitatezza e, dall’altra, insofferenza, impotenza, etc. Così, qualcuno reagisce alla rassegnazione. La violenza è come il cancro: una risposta sbagliata ad un problema esistente.

  • AlbertoConti

    Semplicemente illeggibile! (i suoi amici direbbero "irricevibile")

  • IVANOE

    Concordo.
    Sono almeno 200 anni che è questo il cancro sociale chi può ed ha tutto e chi invece non può ed ha niente, e non solo viene anche fatto oggetto di elemosina da chi ha tutto ed è ancora peggio.
    In sotanza la formula è sempre la stessa . sfruttamento dell’uomo su un’altro uomo e non solo chi sfrutta mette in moto tutte le slealtà e le scorrettezze possibili per mantenere il proprio benessere a scapito dell’altro.
    Si come nel commento sottostante, i falsi miti catto-borghesi del tipo si va bè ma cos’è la ricchezza se poi non hai la salute, oppure si vedi i ricchi hanno i soldi ma non la felicità… tutte cazzate !
    Tutto si regge sul benessere se si ha freddo si deve accedere al caldo, se si ha caldo si deve avere il fresco, se ho fame deo avere da mangiare, se ho bisogno di divertirmi devo accedere al divertimento…
    Qualcuno  obietterà bè ma devi andare a lavorare, devi meritartelo, devi sudare per avere il benessere…io q questi moralisti da quattro soldi li inviterei a roma per fargli vedere che razza di fogna è in merito raccomandazioni, escamotage per superare gli altri in liste di attesa, oppure approfittare del potere che si ha o che qualche parente possiede per intrallazzare e arricchirsi facilmente… senza poi chec nessuno controlli o venga punito…. ecco roma come in tante altre parti del mondo ancor più depresse gettano le basi per il germe della delinquenza a sfondo sociale ( la delinquenza comune è tutt’altra cosa e và combattuta come chi detiene immense richezze o ha comportamenti arroganti e prepotenti sia materiali che spirituali verso gli altri…).
    Questo è… poco importa ai benestanti  agl iagiati che vivono nelle loro case in zone risidenzilali di 200 mq se poi ogni tanto qualcuno da fuori di matto e compie stragi… che gl ifrega basta  che lui abbia acqua calda e i soldi per andare a cena lui e la famiglia 7 – 8 volte al mese che possa permettersi abiti firmati scuole prestigiose ai flgli ecc. ecc… poi cosa importa se la sua ricchezza la costruita con il crimine tanto a lui gli altri uguali a lui non faranno mai niente…

  • Gibilee

    I ‘disordini’ nelle banlieue francesi sono state un’altra risposta al disagio.

    Da noi ci si è limitati a qualche corteo con l’incendio di cassonetti della spazzatura o ai pestaggi liberatori al di fuori degli stadi.
    Per le menti più deboli i gadgets Apple e piccoli o grandi consumi contengono ancora la rassegnazione. 
    Offrire agli ‘altri’ una faccia un pò più accogliente e amichevole dipenderà molto
    dalla conservazione della quantità e qualità dei nostri consumi.
    Se la misura dell’uomo è unicamente quella economica, suppongo che ne sortirà
    nulla di nuovo e di meglio.
    Articolo di GV più che ‘accettabile’ anche se vagamente ecumenico.
  • Unaltrouniverso

    Quanta inutile dietrologia! A parte che l’ingiustizia sociale può essere la molla che fa scattare certi meccanismi, ma di questo non si vuole prendere atto, si continua sulla solita strada e quando qualcuno fa una strage ci si limita a condannare la reazione, lasciando che le ingiustizie continuino, con scarso pragmatismo. Ma secondo me il punto non è questo: io credo che quest’attentato sia stato confezionato dai poteri forti ad una Francia che fa il cagnolino ma non fino in fondo. Come il caso Volkswagen per la Germania del resto. E parecchi giornalisti-moralisti sanno molto più di quanto scrivono, anche su quel grandissimo bluff di giornale, fintamente imparziale, che è il Fatto Quotidiano.

  • giannis

    la societa’ occidentale fa troppo schifo

  • giannis

    l unica soluzione e’ la distruzione della guerra , non ne vedo altre

  • Cornelia

    Sono parecchio d’accordo.

    A me questi jihadisti della domenica europei ricordano tanto le gang giovanili americane: violenza e degrado solo per aver qualcosa da fare e per identificarsi in un gruppo. 
    In fin dei conti, sono occidentalizzati al midollo (canne, bar gay, videogiochi, social network) ed è naturale che nel degrado facciano la fine degli altri degradati occidentali.
  • IVANOE

    …purtroppo stà avvenendo… e parigi purtroppo è un’altro segnale…
    non sarà una guerra a distrugere tutto ma la salita in occidente delle ondate di popolazioni africane e conseguentemente della loro religione e non vinceranno perchè più forti ma perchè più determinati e resistenti di noi…le nostre vergognose società sono ormai in mano  a masse di fricchettoni che si preoccupano di cose frivole, di allevare meglio i cani dei bambini o di curare il proprio ego piuttosto che la loro anima… Quelli dell’ islam sono più forti e legati ai principi più di noi… e per questo vinceranno… ,ma non sarà una battaglia ma un cambiamento radicale del mondo occidentale da razze superiori alla nostra.
    Nell’america del nord sarà la razza meticcia a prevalere e diventare un’unico sangue in europa la razza araba, in russia la razza asiatica.
    Sono stato a parigi due anni fa e la cosa che mi ha sorpreso era la moltitudine e credo una vastissima parte della popolazione di parigi mulatta. Ossia parigini incorciati con gli arabi che avevano però tutte le caratteristiche dell’occidentale ma non gli aspetti somatici…
    Prevaranno queste razze  sulla nostra e non ci sarà più il bisogno di coesistere con loro perchè loro saremo noi fra non più di 30 anni, loro fanno più figli di noi, mentre noi ormai non facciamo più figli stretti tra la tenaglia delle condizioni economiche che non ce lo permettono ed il nostro ego gettato solo sull’aspetto sull’esteriore… loro hanno più grinta e più rabbia di noi, noi l’abbiamo persa, persi ormai nella flaccitudine della nostra girgia routine, noi la sera andiamo ai concerti a celebrare quattro coglioni che hanno fatto fortuna con le note musicali, loro la sera fino a tardi lavorano pesantemente per sopravvivere e poi si radunano per pregare….bella differenza non credi ?

  • orckrist

    AHAHAHAHAHAHAH, che articolo stupido.

    Come se qualcuno organizzasse otto attentati perfettamente studiati e coordinati nel pieno centro di una capitale europea come "divertissement" a un noioso sabato sera di canne.
    Il sesso e il rock’n roll si sono persi per strada, altrimenti conquistavano la Francia.

     

  • ohmygod

    di Vertis § Sement
    Vattimo, occhio per occhio, attimo per attimo.
    nun te movere, o vulimm cagnà e connotat ncopp a patente?
    1,2,3 = Stellar
    Stellar:- o vattimm, accussì pare nu sè mit pur isso e po dicimm ca so stat
    e terrestri.

  • fobia1984

    La noia e l’esclusione sociale hanno le loro origini nella mancata rivendicazione della propria autentica natura. La noia che attanaglia e affligge i giovani delle periferie francesi (e di altri paesi europei) può essere ricanalizzata e riconvertita in qualcosa di più utile. Si dice che volere è potere, se si intenzionati veramente a uscire dallo stato di cose attuali, il destino verrà sempre in aiuto. Il sufismo islamico per l’appunto (una delle branchie dell’islam ancora sana, violentemente osteggiata in particolati dagli oscurantisti wahabiti), è un ottimo mezzo per indagare su se stessi e destrutturare la propria falsa personalità. L’aver disconosciuto a livello collettivo la propria natura energetico-sottile ha creato una sorta di vuoto esistenziale, la cui origine è molto più profonda e radicata rispetto a quanto si possa comunemente credere. Questi disagi esistenziali in qualunque forma di manifestino vengono a generarsi quando l’alone energetico che circonda il corpo fisico (l’aura con tutte le sue sfumature cromatiche annesse) può assumere delle macchie di opacità, come se fossero dei "buchi eterici" fino a giungere a delle vere e proprie lacerazioni; queste zone opache vengono percepite sotto forma di sensazioni di disagio. Se questo vuoto eterico che non è altro che un campanello d’allarme, non viene compreso può portare a degli scompensi che possono palesarsi anche sotto forma di comportamenti anti sociali, nonostante si cerchi di colmarlo nelle più svariate maniere (dall’utilizzo di sostanze che alterano la chimica corporea, al vandalismo e alla devastazione, alla repulsione nei confronti degli abitanti autoctoni, fino all’arruolamento in organizzazioni terroristiche). Un’applicazione senza distorsioni personali della dottrina sufi può essere un valido aiuto se interiorizzato come si deve, al punto tale da riuscire a ridimensionare questi disagi esistenziali rendendoli innocui.  Qualsiasi angolo del pianeta ha qualcosa da offrire se si osserva la realtà con occhi non offuscati, anche il kali yuga a modo suo può offrire dei validi insegnamenti in grado di resistere indenni alle prove del tempo.

    http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/misticaislamica/uccellibianchi.htm [www.gianfrancobertagni.it]

    http://www.misticasufi.org/mistica-sufi.html [www.misticasufi.org]

    http://www.riflessioni.it/sufismo/sufismo.htm [www.riflessioni.it]

  • giannis

    Sono d’accordo , ma poi basta vedere gli 8 terroristi di Parigi , uno di loro ammazza 50 di noi senza problemi , loro sono abituati alla guerre e alla morte , noi no da 70 anni e da 50 sguazziamo nel falso benessere economico……la legge del piu’ forte

  • guido

    I filosofi cercano la verità ma forse non sanno che la prima cosa da fare consiste nel togliersi i paraocchi…

     

  • falkenberg1

    Il post di Gianni Vattimo non è poi così peregrino come alcuni commentano.
    Le tipologie, le categorie umane sono varie e spesso indecifrabili come insegna Teofrasto! Le megalopoli, poi, sono luoghi e strutture, agglomerati che non dovrebbero neppure esistere, in pianeta civile ed evoluto. Sono luoghi di spersonalizzazione profonda ed umiliante che possono scatenare patologie e sconvolgimenti di natura amplissima e varia; sono luoghi di  malessere ed invivibili! Un esempio: lo zio di un mio amico, in quel di Napoli, vicino alla pensione, inizia a intristire e lamentarsi in vista della pensione! Ripeteva, e adesso io cosa faccio? Come passo i miei giorni ed il tempo? Per farla breve, dopo due o tre settimane dopo il pensionamento il povero cristo si è suicidato! Non poteva tollerare la noia e la mancanza di attività! Riposi in pace ovunque si trovi! Le megalopoli andrebbero smantellate per una serie di buoni motivi:
    sono invivibili e generano patologia varie
    sono incontrollabili e l’ordine pubblico è semplicemente ridicolo e risibile
    rappresentano la negazione di una vita degna di questo nome, terreno fertile per pulsioni varie e spesso pericolosissime! Certi ”formicai” non sono adatti per il genere umano!
     

  • Unaltrouniverso

    Nulla da aggiungere al tuo commento sensibile e profondo. Nulla se non il fatto che le branchie ce l’hanno i pesci (e taluni anfibi).

  • fobia1984

    Pardon! c’è stato un errore di battitura qui: (in qualunque forma "di" manifestino), invece di "si", però devo ammettere che a volte le carenze etimologiche incombono su di me, ero indeciso se si dicesse branche o branchie, la ringrazio per avermelo fatto notare. 

  • cardisem

    Per noia non mi sembra credibile la cosa…
    Ma se si pensa a quanti suicidi ci siano e di cui noi non sappiamo nulla e mai nulla sapremo…

    Basta convertire il proprio suicidio in un omicidio-suicidio… se poi trovi perfino un’organizzazione che ti offro il prodotto…

    Ovviamente, non auspico questi scenari, ma potrebbero e dovrebbero farci riflettere sul grado di alienazione a cui è giunta la nostra…. “civiltà”… già, la chiamano cosi, i “nostri valori”, cioè quelli di non accorgerti di chi ti sta intorno e soffre, di fottertene altamente…

  • geopardy
    Ho visto i video di propaganda per il reclutamento all’Isis e più e più volte affermano in essi, che l’arruolamento per la "causa islamica" (almeno come la intendono loro) è un efficace palliativo alla depressione di questa nostra società. 
    In certa qual maniera, quando si rivolgono a noi, sembra che GV abbia in buona parte colto nel segno.