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DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO

DI GIULIA INNOCENZI E MADDALENA OLIVA
giuliainnocenzi.blogspot.it

Capisci di essere arrivata in Iran perché quelle stesse donne che, PRIMA, allo scalo di Istanbul, ti avevano stupito per gli abiti attillati su fisici scolpiti e scollature pronunciate, DOPO, sull’aereo appena atterrato a Teheran, indossano camicioni, a nascondere braccia e forme, e – con un moto sincronizzato – srotolano veli e foulard per coprire il capo.

Le due facce della stessa medaglia saranno il leitmotiv del viaggio: benvenuti in Iran.

“Benvenuti in Iran” è anche la frase che abbiamo sentito di più: nel primo taxi, preso all’aeroporto; nei saluti delle persone che ti fermano per strada anche solo per chiederti da dove vieni; dal fornaio, che ha cercato con un sorriso di rifilarci il pane per dieci volte il suo prezzo.
Un benvenuto dalle persone, prima di tutto. Ma anche dalla bellezza delle moschee e dai palazzi degli Scià che ci hanno accompagnato durante tutto il viaggio. Purtroppo, però, abbiamo scoperto presto, e sulla nostra pelle, che non proprio tutti sono benvenuti allo stesso modo.
Abbiamo viaggiato molto tutte e due, quasi sempre zaino in spalla, e una di noi ha visitato diversi paesi in Medio Oriente. Ma le esperienze che abbiamo vissuto in Iran hanno scioccato entrambe, e profondamente influenzato lo spirito della nostra vacanza. È per questo che abbiamo deciso di condividere, pubblicando questo post, l’esperienza di due donne che hanno viaggiato sole in Iran – dispiace dirlo, la Lonely Planet è stranamente molto carente su questo punto, e neanche su internet abbiamo trovato molto – così che saprete cosa potrebbe succedere, e decidere con coscienza se partire o no. O quantomeno: come evitare esperienze molto negative.
Palpate al sedere
I bazar sono molto affollati, diventano quindi il paradiso per chi ama palpare il fondoschiena, in particolare delle donne (ma non esclusivamente!). Un uomo comincia a seguirti e a un certo punto ti tocca il sedere, per poi disperdersi nella folla. Per la prima settimana ci è successo tutte le volte che abbiamo visitato un bazar. Non può essere quindi un caso.
Inseguimenti
È capitato a Teheran, la capitale. Sempre nel bazar. Prima, una mano che sfiora la schiena. Ti giri, e dietro di te c’è un uomo che ti guarda. Dopo venti minuti, in metropolitana, ce lo ritroviamo dietro. A gesti, non fa segreto dei suoi desiderata: vuole andare a letto con una di noi due. All’inizio diciamo no diverse volte, poi proviamo a ignorarlo. Non funziona. Arrivate ai tornelli, scopriamo purtroppo che neanche quelli riescono a fermarlo: li salta aspettando di capire su che treno saliremo. Non ci è restato che chiamare la sicurezza.
Uomini che fanno mostra del proprio pene
Ci trovavamo nella più grande moschea dell’Iran, a Isfahan. L’inserviente della moschea ci dà il benvenuto e ci chiede da dove veniamo. Finita la visita alla moschea, decidiamo di sederci all’ingresso per mangiare della frutta. Passa l’inserviente che ci vede sedute lì, torna indietro e… Voilà! Ci omaggia tirando il pene fuori dai pantaloni e passeggiando davanti a noi affinché possiamo vederlo. Incredibile. Il tutto a 5 metri dalla biglietteria.
Aggressione fisica – questa è la cosa peggiore che ci è successa
Eravamo appena arrivate a Kashan e volevamo visitare delle storiche case tradizionali. Era un venerdì, giorno di preghiera, e in giro c’erano solo pochissime persone (quasi tutti uomini). Erano le quattro del pomeriggio. Un ragazzo in motorino comincia a seguirci: a ogni incrocio era lì immobile a fissarci. Giriamo in una via secondaria, sempre seguendo il nostro itinerario. Il ragazzo col motorino accelera e ci supera, poi gira da qualche parte. Abbiamo difficoltà a trovare la nuova meta del nostro pellegrinaggio, un’altra dimora storica, così decidiamo di tornare sulla strada principale. A un tratto lui si palesa alle nostra spalle e dal motorino afferra per il sedere una di noi. Poi si ferma davanti a noi bloccando la via d’uscita, e comincia a masturbarsi. Una di noi due si mette a urlare contro parolacce in italiano, avanzando con fare minaccioso, ma lui come nulla fosse continua. Così ci si è buttati su un più internazionale: “Help! Help! Help!” a squarciagola. Fortunatamente, ha funzionato.
A causa di questi episodi, non ci siamo sentite sicure per tutto il viaggio. Abbiamo deciso di non rivolgerci mai alla polizia perché non volevamo avere ulteriori problemi. Non sarebbe stato facile spiegare, in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi, tutto ciò che ci stava capitando. Lo abbiamo però detto a tutti gli iraniani che chiedevano le nostre impressioni sul paese. E “Succede anche a Roma o a Napoli, no?” è stata la reazione della maggioranza delle persone. Veramente no, non succede anche a Roma o a Napoli. Non succede così, almeno. Finalmente, in un’altra bellissima città dalle strade molto strette (= potenziale pericolo), decidiamo di prendere una guida, e chiediamo esplicitamente che sia donna. Cominciamo a raccontarle quello che ci stava succedendo, chiedendo se stessimo facendo qualcosa di sbagliato, o magari se, in quanto straniere, potessimo rappresentare un bersaglio particolare. All’inizio lei cambiava discorso. Dopo tante insistenze, alla fine risponde, eccome. Riempiendo i nostri cuori di dolore. E racconta del tentato stupro subito durante il liceo. Era mattina presto, e un vecchio che aveva il negozio in una di quelle stradine strette la prese di forza e si abbassò i pantaloni. Fortunatamente un altro uomo accorse e la salvò. Suo padre non poté fare altro che vendere casa per comprarne una nuova in un quartiere con vie più larghe. La guida ci ha confessato così la normalità della violenza e delle molestie verso le donne, quasi come fosse naturale. Potrebbe esserci successo diverse volte proprio perché una di noi sembra iraniana. Non c’è molto che si possa fare, aggiunge la guida, se non portare con sé lo spray al peperoncino, evitare vie strette e gli orari in cui in giro non c’è nessuno, anche se di giorno. Racconta di aver avuto anche diversi problemi mentre era in giro con turiste. Una volta era seduta con un gruppo davanti a un monumento. A un certo punto un gruppo di giovani in motorino cominciò a girare in cerchio intorno a loro, se non fosse intervenuto sul posto un uomo attirato da tutto quel frastuono sarebbe successo il peggio. Anche i bambini non sono immuni dalle molestie. Eravamo scioccate, ma finalmente avevamo trovato qualcuno che non provava a minimizzare i fatti, al contrario aveva condiviso con noi una sofferenza dolorosa e intima. Ed eravamo sorprese anche dal sentire il racconto di due turisti cinesi, ambedue palpati da uomini. Alla faccia dell’ex Presidente Ahmadinejad, che qualche tempo fa dichiarò che in Iran non c’erano omosessuali.
L’Iran ha ancora molta strada da fare. E non solo perché la Repubblica islamica vuole portare il flusso di turisti nel paese dai tre milioni l’anno ai venti milioni nei prossimi dieci anni. Ma soprattutto per le donne iraniane. Quelle che vivono nelle grandi città come Teheran o Shiraz piegano le regole del regime, spingendo il velo il più indietro possibile, trasformando i loro visi con un trucco pesantissimo e con una chirurgia estetica ai limiti del pacchiano (in Iran i ritocchini superano di sette volte quelli degli Stati Uniti) e accompagnandosi con uomini anche se non sono loro parenti o mariti. Ma la maggior parte delle donne che vive nei villaggi è costretta a una vita molto più repressa. Non appena arrivate nella casa della famiglia che ci avrebbe ospitato nei pressi del deserto, ci siamo sorprese: “Se siete lesbiche non preoccupatevi, potete anche unire i letti”. Non è certo quello che ti aspetteresti di sentire in un paese dove gli omosessuali rischiano la pena di morte! E il nostro ospite aggiunge anche che in casa avremmo potuto girare tranquillamente senza velo. Beh, nonostante vivano in mezzo al nulla, la convivenza con turisti da tutto il mondo li avrà portati a essere aperti di mente, abbiamo pensato. Sì, finché non è arrivata l’ora della cena. Ci chiedevamo perché la loro figlia quattordicenne non cenasse con noi. Non avrà fame, ci siamo dette. Poi, mentre sparecchiavamo, l’abbiamo trovata in cucina, seduta tutta sola dietro la porta, con indosso il velo. Con noi c’erano due turisti maschi, quindi lei non poteva sedere nella stessa stanza. Per restare intatta, preservata per il suo futuro matrimonio.
È stata una liberazione togliere il velo non appena abbiamo messo piede sull’aereo che ci avrebbe riportate a casa. Non si tratta solo di essere costrette a coprire il capo, piuttosto di una sensazione costante di valere meno e di essere vulnerabili a istinti primordiali. Tutto questo diventa soffocante. Soprattutto è la consapevolezza che tu sei stata lì solo per due settimane, in vacanza, mentre ci sono donne costrette a vivere così la loro intera esistenza. Non dimenticheremo mai una ragazza che abbiamo incontrato. Stava seduta di fronte a una moschea a Kashan, con un chador che però non copriva completamente la sua faccia sorridente, mentre studiava per l’esame per la patente di guida. Stava lì in attesa di qualche turista con cui poter parlare. Aveva diciotto anni e con il suo inglese fluente ci ha fatto molte domande dirette: se per noi fosse un problema indossare il velo, e quale fosse il nostro giudizio sull’islam. Era anche molto appassionata di geopolitica. “Cosa vorresti studiare all’università?”, le abbiamo chiesto. “Scienze politiche. Ma i miei genitori non vogliono, quindi studierò psicologia”. Ci siamo fatte un selfie insieme e l’abbiamo salutata. Abbiamo cominciato a pensare a quante cose avrebbe potuto fare nella vita una donna brillante e curiosa come lei. Se solo fosse stata libera. Se solo avesse avuto il diritto di essere se stessa.
L’ex Ambasciata americana, oggi chiamata Covo dello Spionaggio, con i suoi famosi murales.
Un bazar a Teheran in un pomeriggio deserto.
Donne in attesa di salire sulla metro nelle carrozze a loro destinate: molto utili per un viaggio a prova di palpata.

Sali sulle carrozze riservate alle donne e sei salva!
Il bellissimo parco Abo-o-Atash nella parte nord di Teheran. Perfetto per rilassarsi guardando gli iraniani che fanno i picnic e i bambini che giocano con l’acqua.
Il bellissimo palazzo Golestan a Teheran.
Un ottimo ristorante nella parte nord di Teheran: buon cibo, musica speciale. Peccato che non si possa ballare.
Ci spostavamo da una città all’altra sempre con i pullman: comodi, puntuali, MOLTO economici.
Per le vie di Kashan.
Il bazar di Kashan / 1
Il bazar di Kashan / 2
Il bazar di Kashan / 3

L’affascinante hammam di Kashan.
I tetti di Kashan.

A Kashan servirebbe qualche opera di ristrutturazione 😉
Gustando un ottimo dessert a base di riso e acqua di rose nella splendida piazza di Isfahan.

La piazza di Isfahan.
L’Iran ha il record mondiale di nasi rifatti, e ne vanno anche molto orgogliosi. Qui una ragazza che mette in mostra il cerotto frutto del suo ultimo ritocchino.
I bellissimi ponti di Isfahan.
Il famoso Abbasi hotel di Isfahan, molto in voga anche fra la gente del posto.
E se capitate all’Abbasi hotel, non dimenticate di provare la zuppa di tagliolini con fagioli. Un toccasana per i poveri vegetariani perseguitati dal kebab!

Nella moschea di Isfahan.

Camminando nel deserto fra Isfahan e Yazd.
Mangiare e dormire come loro – per terra.

L’immagine di Khomeini ovunque.
Questo uccellino che guarda la piscina dalla sua gabbia ci ha ricordato simbolicamente l’Iran.
Yazd.

Le notti poetiche di Yazd.

In bici per le strade di Yazd.
Il tempio zoroastriano di Yazd con la sua fiamma eterna, che brucerebbe da oltre 1500 anni.

Yazd.
Persepolis.
Lost in Persepolis.
E’ tutto in ristrutturazione in Iran, pronti per quando arriveranno le masse di turisti a scoprire questo bellissimo paese.
Le facce dei martiri della guerra Iran-Iraq sono ovunque nel paese.
La tomba di Hafez, il poeta nel cuore di tutti gli iraniani, a Shiraz.

Mai senza il selfie stick.
Questo tassista era molto orgoglioso della sua macchina inglese.

Finalmente libere dal velo sul nostro aereo verso casa!

Giulia Innocenzi e Maddalena Oliva

Fonte: http://giuliainnocenzi.blogspot.it

Link: http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html

24.08.2015

LEGGI ANCHE: UN COMMENTO SULLA SOCIETA’ IRANIANA (RISPOSTA A GIULIA INNOCENZI)

Pubblicato da Davide

  • Gil_Grissom

    Se non sapessi che il grande Gianluca Freda si e’ da tempo ritirato dall’attivita’ di commentatore talebano pro Islam contro le bugie dei media occidentali mi aspetterei una sua piccata quanto arguta risposta a queste due novelle Orianna Fallaci del 2015, ma ahime’ temo che restero’ deluso. Questo racconto che ritengo veritiero stigmatizza come quello che ci viene spesso proposto come un popolo di raffinati pensatori discendenti dagli antichi persiani si sia in realta’ trasformato in un popolo di misogeni palponi maschilisti ed esibizionisti. Quanto conta la religione in tutto questo? Parecchio, come diceva il buon vecchio Marx, la religione e’ un oppio che ottunde la mente. E non si riferiva solo a quella cristiana.

  • GioCo

    Che complicatissimo Post. Accidenti. Così qualunque cosa detta come critica alle due prodi italiane in viaggio in Iran, passi per un maschilista o peggio un filoislamico.
    Che palle.
    Ne l’uno ne l’altro: non amo il maschilismo tanto quanto non amo il femminismo, l’uno e l’altro sono movimenti di pensiero che trovo tossici e dalla genesi molto poco chiara. Non so se infatti sono nati per promuovere rispettivamente il bodybuilding e l’intelligenza alla schwarzy, il fumo o il mito della fabbrica e dell’esercito. Tutti sapientemente costruiti da una potentissima macchina mediatica fin dalla prima guerra mondiale.
    Per quanto poi riguarda la religione islamica … beh, non la vedo meglio di qualsiasi altra religione di massa. Va bene se sei un bravuomo, male se non lo sei. Ma può funzionare bene da catalizatore come per le reazioni chimiche, dando le giustifiche che cercavi per fare quello che non avresti avuto il coraggio di fare, nel bene e nel male. Per esempio giustificando l’atto di libidine maschile in una società prepotentemente maschilista? Si, ci sta.

    Tuttavia facciamo molta attenzione a non perdere di vista la questione centrale. Il problema non è l’Islam ma la ragione maschile (del forte) messa sopra quella femminile (più debole), a prescindere da dove e da chi propina questa idea. Non credo vada meglio in un ghetto suburbano della grande mela, di sicuro non va meglio nei circoli più gettonati cristiano-cattolici e di ferventi credenti tali (dove ho visto donne giustificare la vessazione entro le mura coniugali confessata da altre donne) ne tanto meno in moltissimi paesi dell’est europeo, tipo la Georgia, dove Zio Sam ha stabilito una base di recruitment per giovani pornodive e infestare il web con i loro corpi. Pare sfruttando una agenzia già ben avviata da precedente protettorato russo.
    Così si rischia di fare solo il Robinson Crusoe che apostrofa il mite tribale della sua arretratezza in quanto "essere bianco superiore civile" … Augh! Cioè di fare proseliti senza considerare la merda di casa propria, non annusata giusto giusto perché ci si è nati dentro. Spero le due non siano di Roma, perché altrimenti un pochetto mi verrebbe da arrossire per loro.
    Ma sono in sostanza d’accordo sulle ragioni del post (informative) e che se l’Iran vuole aumentare il flusso dei turisti, può e deve fare di meglio per tenere a bada i pruriti del suo popolo. Iniziando con l’ammettere che l’Iran in questo non è meglio di un altro posto è solo che esprime le stesse porcate in modo diverso. Ma non temo che i politici da quelle parti siano poi migliori dei nostri.
    Anche in quel caso, esprimono le porcate solo in modo un poco diverso. Il mondo è bello perché avariato, diceva spesso un mio amico.
    Magari non ha imparato a nasconderli ancora bene dietro i paraventi dei media.

  • marcoferro

    l’iran è un paese di malati sessuali a detta di queste due, forse la religione assurda che regna in ogni aspetto della vita di quel popolo li ha repressi sessualmente e quindi è meglio girare con le mutande di ferro, però cara innocenzi la prossima volta vattene come tutti a ibiza in vacanza o a riccione.

  • temuchindallaCina

    infatti è meglio girare in topless a New York vero?

  • ottavino

    Mi sembra un viaggio dove, in fondo, è andato tutto bene.

    Per giudicare il resto bisogna essere in grado di capire perché la religione islamica costringe i sessi a stare separati.
    Ma per quello serve grande intuizione. Su Wikipedia non c’è scritto.
  • Maxim

    La religione non c’ entra nulla purtroppo .
    Se fossero andate in India le 2 ragazze avrebbero vissuto esperienze simili o peggiori .
    Il problema è la cultura maschilista , una cultura che vede nelle donne semplici oggetti destinati a soddisfare impulsi sessuali .
    Un  semplice  " buco da riempire " , per usare un termine brutale .
    Anni fa avevo letto di donne messicane che non ne potevano piu’ di essere palpeggiate dai maschi del loro Paese ogni volta che salivano su un mezzo pubblico

  • fengtofu

    L’Italia della mia prima gioventù non era tanto meglio, da ragazzino timido guardavo le donne attraenti come dee inavvicinabili, e quasi mi rammaricavo di non avere l’audacia o tracotanza dei palpeggiatori, dei guardoni e dei playboy nati che si proponevano sfacciatamente. Oggi è diverso, ma non scordate che si stupra ancora e parecchio, magari più di nascosto. Comunque quella religione, come da noi la cattolica di qualche anno fa, è ancora una bella jattura, va là…molto più sereno l’approccio orientale, non importa la loro religione, al sesso…Per concludere direi che la svolta sessuofoba dei paesi islamici del fondamentalismo e relative violazioni da parte dei loro giovani ribelli a loro maniera,non sia altro che una risposta che a suo modo controbilancia i disgustosi culi nudi per strada dei gay pride, e le sfacciate tette e varie anatomie nel mercato della carne che le donne "liberate" occidentali si sentono in dovere  di esibire sul, ripeto, mercato (perché tale è, una vendita )della carne chiamato società moderna.

  • andriun

    Paese che vai usanze che trovi. Siamo noi italiani a non comportarci da maschi tanto più che nell’ignoranza più assoluta, c’è ancora chi crede che il maschilismo sia una ideologia e non una caratteristica genetica dell’uomo. Ma lasciamo stare questi discorsi, perchè i signori maschi effeminati arrivano a credere a tutto, anche al fatto che queste donne si lamentano del trattamento subito, certo pubblicamente lo fanno ci mancherebbe,  poi però quando arrivano a casa il solo pensiero le fa "bag..nare" come in una giornata di pioggia primaverile..,e ci tornerebbero volentieri, questa volta però cercando di essere importunate e di quello non aspettatevi un resoconto dettagliato. Per trovarlo dovreste andare su qualche sito vietato, quindi non visibile alla maggior parte del pubblico. 

    Quello che dovreste sapere è che questo atteggiamento falso ed ipocrita avviene con tutte le storie che non rientrano in una visione strettamente femminile. Le false denunce per stupro/violenza domestica che ci sono verificate in Italia, vengono si smentite, ma con una risonanza mediatica decisamente inferiore a quelle della denuncia(una signora a scoperto di aver ucciso il marito vivo e vegeto, per tentata violenza nei suoi confronti solo cercando per curiosità il proprio nome su internet). Così gli effeminati, che credono a tutto ci mancherebbe, sono portati a credere il falso e donne e le associazioni no-profit finanziate dallo Stato "gongolano". 
    Chissà quante storie di amore/sesso sono nate proprio da un primo approccio leggermente "forzato". Ovviamente c’è il rovescio della medaglia che qualcuna possa non godere del trattamento, ma certo rovescio per rovescio, loro si comportano più da UOMINI, questo è innegabile. 
    Ma a poi a chi la volete darla ad intendere? 
  • gix

    Per cominciare sarebbe interessante sapere per quale motivo le due signore hanno scelto come meta di vacanza un posto così particolare, di certo, a detta di loro stesse, al momento per nulla turistico. Poi chiaro che, viste da qui, le vicende che raccontano possono sembrare come minimo irritanti e testimoniano di un paese "arretrato" se non addirittura pericoloso. Ma quello che mi stupisce nel racconto è la totale assenza di dubbi su chi sia dalla parte della ragione. Si da per scontato che l’Iran sia come un uccello in gabbia, in attesa della libertà che noi, si più liberi e progrediti, potremmo portare loro, specialmente alle donne. Per carità, visto tutto con i nostri occhi è chiaro che si tratta di una società che quantomeno concepisce i rapporti tra uomo e donna in un certo modo, sicuramente diverso dal nostro. Ma la certezza delle due non viene scossa nemmeno per un attimo: abbiamo ragione noi occidentali, non c’è manco da discuterne. La pretesa superiorità, anche se non sfacciatamente esibita, è questo il problema: Mi sarei aspettato dalle due signore anche solo un semplice perché, ovvero perché la situazione delle donne (limitandoci a quella) è tale, cosa ha portato a quel tipo di rapporti e squilibri sociali, ma niente di tutto questo. Magari se approfondissero un po’ le loro riflessioni e viaggiassero in qualche altro posto potrebbero scoprire che in gran parte del mondo la situazione non è poi tanto diversa e che la presunta libertà di cui parlano sta solo nel circoletto di casa loro.  

  • oriundo2006

    Mi sono fatto un’idea controcorrente: che i divieti islamici proteggano il ‘potere tradizionale’ femminile, insidiato dalla modernità sfacciata e commerciale. Fateci caso: difendono il matrimonio, nota istituzione a difesa dalla prostituzione generalizzata, proteggono i figli nati da questo dando una sicurezza certa alla madre, rendono tabù le donne ‘altrui’ dagli assalti dei maschi. Insomma, sono il residuo di stadi matriarcali oramai defunti nel mondo ( ma non ad esempio in Brasile ). Quello che conta non sono come le donne vengano considerate ma il potere eccessivo e la deliberata impunità che godono i maschi alla ricerca di avventure su ‘prede’ considerate disponibili solo perchè donne ed in più occidentali, considerate tutte  ‘p.’. E’ lì che il regime dovrebbe intervenire ma non lo fa, preferendo la via comoda della sottomissione femminile e della loro ( presunta ) ‘inferiorità’. Errore capitale. Saranno le donne a rovesciare questo regime, come lo sono state in altri casi della storia anche recente, se questi non si emenderà costringendo gli uomini al rispetto.

  • andriun

    Come si dice: in amore/sesso ogni lasciata è persa. Bisogna chiedersi poi se questi "maneggiatori" di professione e sottolineo di professione, di cui parla nella prima parte del suo intervento, non erano poi quelli che avevano capito molto più di altri, come alla donna, salvo eccezioni che non potevano che confermare la regola, certi approcci non dispiacessero del tutto. 

    Poi si sa che il mondo visto della razionalità non si addice minimamente a quello della sessualità/sensualità. 
    Solo chi è cieco non vede in questo "lamento" della donna moderna un rimpianto di quei tempi. Il numero sempre crescente di siti internet dedicati al sesso, come le mail pubblicitarie inviate/ricevute che li pubblicizzano in questa società ipocrita e decadente, d’altro canto lo confermano. 
    Purtroppo essa è stata costretta a recitare una parte che va contro la sua stessa natura e allora ripiega(razionalmente parlando), nella critica più aspra. Ma si tratta per lo più di invidia/desiderio insoddisfatto. 
    A buon intenditor poche parole. 
  • sweetwater

    Che dire… Se un blog pubblica articoli-spazzatura, allora è meglio non fumarlo più: gente che ti fa la mano morta se ne trova anche da me, a Bologna! 

  • Vocenellanotte

    Vuoi mettere un viaggetto in Danimarca? Sai che palle!

  • cardisem

    Per capire il senso della “notizia” è bene guardare all’uso strumentale che ne viene fatto da parte sionista e parasionista: qui [www.informazionecorretta.it]. Ha fatto bene CDC ha riprendere il testo perché solo in questo Forum è possibile un libero commento, tanto libero da consentire perfino la presenza di troll sionista a libro paga del Mossad o per vocazione e affinità elettive…

    Quanto al giornalismo di questa individua non l’ho mai potuto soffrire… Mi risparmi e rispiarmo a chi legge un’analisi delle forme comunicative… Talmente antipatica che neppure se me la fossi trovata nuda davanti mi sarei minimamente scombussolato…

    Un problema serio su cui non si rifletterà mai abbastanza è l’intermediazione comunicativa di simili personaggi… È stata data poche settimane fa la notizia dell’assassinio di una giornalista televisiva americana con il suo cameramen… Per carità, atto criminale da condannare senza ambiguità, se non si vuol finire ad essere oggetto di una campagna di stampa diffamatoria per non esserci associati all’universale condanna…

    Lo stesso giornalismo mediatico ha però sorvolato nel dare una qualche spiegazione dell’insano gesto… So è detto che era opera di un folle… E sia pure un folle, ma vi è una qualche lucidità nella follia se risponde a verità che l’insano gesto è una reazione a commenti, razzisti, della vittima…

    La riflessione vuole essere la seguente: quante infinite volte la gente comune, interi popoli (Iran), vengono fatti oggetto di “commenti” giornalistici dove non esiste nessuna possibilità di replica…

    Ti affibbiano una immagine e questa dovrebbe restare secula saecolorum: scripta manent…

    Conclusione: il problema non è la libertà di stampa o la libertà dei giornalisti, ma il diritto che ognuno dispone di poter controbattere e replicare a ciò che personaggi spesso di nessuna consistenza intellettuale e cullturale, o di scarsa onestà e moralità, diffondono attraverso i “media”…

    Devo fare degli esempi?
    Credo non ve ne sia bisogno e che chiunque qui legga (congiuntivi) possa farne a iosa…

  • tersite
    Anche secondo mela Innocenzi racconta esperienze reali. E sto pure dalla parte di chi sostiene che la religione sia responsabile di questa inciviltà.

    Detto questo, voglio far notare come un’occidentale benestante(nata), personaggio pubblico ecc…, si trovi sempre in grossa difficoltà quando esce dal suo ambiente. Sempre! Ripeto, il problema in Iran esiste, ma l’ incapacità dei ‘ricchi’ di sapersi muovere nella vita reale è altrettanto evidente.

  • Maxim

    Da me c’ è anche di peggio , gente che  ti tocca le chiappe non per trarne  piacere sessuale ma per fregarti il portafoglio

  • MarioG

    "L’Iran ha ancora molta strada da fare" per stare al passo con la Innocenzi.

    Speriamo tuttavia che resti relativamente indietro rispetto alla valletta santoriana. Mi e’ bastato ascoltarla qualche anno fa perorare l’intervento in Libia, con l’ampiezza di vedute di un ciclope cieco da un occhio.
  • totalrec

    Il Grande Gianluca Freda prende atto che, con ogni probabilità, in Iran la propaganda femminista non ha mai fatto breccia; e che dunque le cose, laggiù, funzionano ancora come funzionavano in Italia fino a una cinquantina d’anni fa. Soprattutto quando due turiste non troppo sveglie pretendono di girare per la periferia di città straniere come girerebbero per il centro di Firenze. Quindi?

    Aneddoto: all’inizio degli anni ’80, nella città dove vivo (Piacenza), l’esibizione dei genitali alle fanciulle da parte d’individui di varia risma era già abbastanza frequente. Capitò in un paio di casi a una delle mie sorelline. Questo prima dell’invasione extracomunitaria; e non solo nelle periferie cittadine, ma anche nei grandi magazzini della città, come la UPIM di allora. Autore della bravata era un commesso (sì, un commesso) del grande magazzino in questione, che proseguì in tale atteggiamento verso l’utenza femminile per molti anni, fino a quando qualcuno (non la mia famiglia) si decise a sporgere denuncia. Solo allora lo allontanarono (ma non lo licenziarono). Dico questo per dire che la valenza di un gesto assume connotati diversi a seconda dei modi di vedere il mondo, delle culture e delle epoche storiche. In quell’epoca ormai remota, la cosa non ci sembrava poi così grave: noi ci limitammo ad avvertire la mia sorellina di non frequentare la UPIM. Ma di sporgere denuncia non ci passava neppure per la testa. Il pretendere che il mondo intero si adegui, magari con modalità retroattive, alla weltanschauung di una giornalista TV dell’italiaccia odierna non è che un altro, terribile segno della stupidità dei tempi. 
    (GF)
  • Frigo

    Dove si è formata e per chi ha lavorato la signorina:

    "

    Giulia Innocenzi [giuliainnocenzi.blogspot.it]

    21 settembre 2008

    Bio [giuliainnocenzi.blogspot.it]

    Sono nata a Rimini il 13 febbraio 1984, da madre inglese e padre umbro.
    Durante il liceo scientifico ho partecipato al programma di scambio
    culturale e sono finita per un anno a Las Vegas, USA. Durante il liceo
    ho trascorso alcune delle mie estati come commessa spolverando ventagli
    sul lungomare riminese o come ragazza alla pari in Francia. Mi sono
    trasferita a Roma per studiare Scienze Politiche alla LUISS. Dopo
    l’Erasmus a Sciences-po a Parigi ho cominciato a lavorare
    all’Associazione Luca Coscioni, e non l’ho più abbandonata. Durante
    l’estate 2007 ho lavorato al Parlamento europeo a Bruxelles, presso gli
    uffici di Cappato e Pannella. Mi sono laureata alla triennale con una
    tesi sulle quote rosa e alla specialistica in Amministrazione Pubblica,
    sempre alla LUISS, con una tesi sulla partitocrazia. Durante gli anni
    dell’università sono stata rappresentante al consiglio di facoltà di
    Scienze Politiche, responsabile dell’informazione di Radio Luiss e
    caporedattrice del giornale universitario. Nel 2008 mi sono candidata a
    Segretario dei Giovani Democratici: una campagna elettorale che ha visto
    battermi per la certezza delle regole e la democrazia interna, a quel
    tempo assenti nella sezione giovanile del partito. Mi sono piazzata
    seconda, ma aspetto ancora i dati ufficiali, che non sono mai arrivati
    🙂 Sono stata membro di giunta di Radicali Italiani e Presidente degli
    Studenti Luca Coscioni. Dal dicembre 2008 al giugno 2009 ho condotto
    “Punto G” su Red tv, per poi passare alla conduzione di Generazione
    Zero, lo spazio di Annozero dedicato ai giovani. Avevo cominciato il PhD
    alla Luiss in Political theory, ma l’ho dovuto abbandonare a causa dei
    troppi impegni. Sono stata la responsabile italiana di Avaaz [www.avaaz.org],
    una delle comunità di mobilitazione on-line più grandi al mondo. In
    Italia abbiamo portato avanti battaglie per la libertà di informazione e
    della rete, contro la corruzione e per introdurre la legge sulla
    tortura. Ho partecipato alla nascita di Servizio Pubblico sulla
    multipiattaforma, esperimento unico in Europa di un programma senza
    rete. Poi il passaggio a La7. Dal 2014 ho condotto Announo, primo talk
    show di informazione che ha messo al centro dello studio i giovani."

  • Gil_Grissom

    Queste femmine che "Pretendono" di girare per le periferie delle citta’ sono davvero srontate.

  • totalrec

    Sfrontate non so, cretine di certo. Se andassi a visitare le "case tradizionali" della periferia di Kashan, io stesso terrei gli occhi bene aperti e possibilmente non andrei in giro da solo. Queste che si aspettavano di trovare? Il mondo mentale sessualmente asettico con cui tentano di rimbecillire via etere i loro telespettatori?

    E comunque, qual è il punto di questa discussione da massaie al mercato? 
    Due squinzie sono andate in visita in Iran ed è stato loro palpato il culo. 
    Quindi? 
    Dovremmo trarne delle valutazioni politiche e geostrategiche sul ruolo internazionale dell’Iran?
    O magari una panoramica dettagliata sulla società e sui costumi del Medio Oriente?
    Magari possiamo ricavarne addirittura una valutazione etica e storica sull’Islam e sulla sua cultura?
    Io sono stato ragazzo negli anni ’70 e ricordo bene un tempo in cui, se a una fanciulla in vacanza venivano palpate le chiappe, si trattava di una questione da affrontare in famiglia; al massimo ci scappava una scazzottata tra palpatore e fidanzato. Non era una notizia di cui si occupava tutta la stampa televisiva e cartacea della nazione. A nessuno sarebbe venuto in mente di elaborare su tale avvenimento saggi di cultura internazionale. Direi che il reportage delle due squinzie è un’esemplificazione perfetta di cosa intendano oggi per giornalismo i giornalisti come queste due: un miscuglio di diapositive delle vacanze, discorsi da fiera del paese e scampoli di politically correct, che piace sempre a tutti. Se una tizia così mi si avvicina a più di due metri brandendo questa broda ideologica, giuro che la denuncio per stalking.  
    (GF)
  • Gil_Grissom

    Vedo che ha  centrato perfettamente il cuore della questione: se la societa’ iraniana e’ messa ora nelle stesse condizioni oscurantiste e medioevali in cui versava la societa’ italiana degli anni sessanta e settanta significa che e’ una societa’ retrogada e se lo e’ , lo e’ probabilmente a causa di una religione ottusa e vetusta, come del resto quasi tutte le religioni.

  • Gil_Grissom

    Se lei rilegge con piu’ attenzione l’articolo, o anche solo guardando le diapositive, notera’ che le ragazze non erano affatto in topless o in abiti succinti.

  • totalrec

    Non so se la cosa è per lei sconvolgente, ma personalmente ho sempre considerato il livello di cosiddetta "emancipazione della donna" un dato del tutto irrilevante, sciocco e fuorviante per valutare il grado di evoluzione politica, civile e sociale di una nazione. Molti italiani darebbero un occhio per poter tornare al "medioevo" degli anni Sessanta e Settanta. Molti di questi italiani sono donne. 

    (GF)
  • Gil_Grissom

    Una speranza non puo’ mai essere sconvolgente, resta pero’ una speranza frutto di un’opinione che puo’ essere condivisa o meno. L’ emancipazione della donna puo’ essere uno dei parametri, certamente non il solo, attraverso il quale misurare il grado di sviluppo di una societa’. Non mi auguro certamente un mondo popolato di Amazzoni ma una civilta’ che ha cittadini di serie a e serie b non incontra certo le mie simpatie, sia che essi siano discriminati per sesso,religione, colore della pelle , appartenenza etnica od orientamento sessuale.

  • EnolaGay

    Altre due Simone pagate dalle ong e dai circoli della massoneria globale per gettare fango e menzogna su un paese inviso al potere patriarcale delle multinazionali e delle banche (per inciso il femminismo è quel movimento maschile che ha liberato le donne dalla loro sessualità e le ha fatte diventare oggetti sessuali del maschio padrone facendole credere che questo è ciò che vogliono e desiderano, che ridere hanno ragione le due Simone altro che velate, nude le vogliamo (a new york sono già alle poppe al vento quindi immagino che presto vedremo orde di donne nude insomma il paradiso in terra forza femminismo pensaci te, lo dico onestamente prima di morire spero di vederlo questo spettacolo e spero anche di avere la forza intellettuale di trattenermi la tentazione sarà grande), donne libere dal vestito maschilista che le reprime e reprime la loro libera sessualità, chissà poi perchè le donne femministe non si domandano come mai l’unico obiettivo raggiunto dal femminismo è farle diventare zoccole e felici di esserlo. Di sicuro le famiglie che comandano il mondo come i Rothschild (è un articolo de Il giornale, carta straccia come del resto tutti i giornali di destra e sinistra, ma è socialmente istruttivo e conferma che nelle alte sfere la donna conta niente e il potere è maschile al cento per cento http://www.ilgiornale.it/news/capolinea-femminismo-signore-park-avenue-1153238.html) sono fermamente partriarcali e la donna conta un due di picche).
    Due Simone vorrei chiedervi ma quindi cosa suggerite di fare una nuova guerra turbonucleare anche in Iran commissionata dal premio nobel per la pace, l’abbronzato che è schifato anche dai suoi fratelli africani (http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11816496/Barack-Obama–il-fratello-lo.html), per liberare le donne dal velo come in Afghanistan dove il velo è rimasto e ora però ci sono solo macerie e la coltivazione dell’oppio ha ripreso in grande stile?
    Le due Simone dicono quello che non dicono gli uomini?!!?? Sveglia sono anni che gli uomini maschilisti e guerrafondai cercano di portare la guerra in Iran, per levare il velo alle povere donne (ma le donne hanno bisogno della badante sempre in tutto il mondo che gli cambi i pannolini sporchi?) e liberarle sessualmente non per altro sia chiaro, con rivoluzioni colorate ma che state a dire la missione non è vostra è del maschilismo capitalista. Sveglia troppe bambole da bambine poi crescono più grulle e stupide delle oche.

  • cardisem

    È stata una liberazione togliere il velo non appena abbiamo messo piede sull’aereo che ci avrebbe riportate a casa.
    —–
    Ho detto di aver appena saltato con gli occhi il testo delle due signorine…
    Mi si potrebbe (condizionale) obiettare che non è (sarebbe?) filologicamente corretto, volendo parlare di un testo…

    Ebbene, basta la frase sopra riportata per dimostrare la stupidità delle due “giornaliste” (!)…

    Non sono un grande viaggiatore, ma quando decido di interessarmi ad un paese intendo capirlo, non sottometterlo ai miei pregiudizi, non vado a colonizzarlo…

    Di certi paesi, o meglio dei loro governi, ne ho già un giudizio così negativo che non mi sogno certo di andarlo a visitare… Ad esempio, in Israele/Palestina proprio non ci andrei a fare del turismo… e quello che ne so mi basta ed avanza…

    Non andrei neppure in paesi arabi, musulmani, forse neppure in Iran, a meno di essere ufficialmente invitato dal governo iraniano o da un cittadino iraniano…

    Attenzione! Non ci vado perché ho ben presente tutto il male che abbiamo fatto loro e non mi stupirei se venissi fatto oggetto di ostilità o di insolenze in quanto cittadino italiano o europeo o occidentale… Ricordo il caso di un mio compaesano, che era andato a fare il militare americano, e si trovò accoltellato in una cabina telefonica mentre da lì telefonava a casa…

    Era andato a cercare fortuna in America e tornò cadavere al paese… L”«informazione» non è stata prodiga di notizie al riguardo – molto più importante come notizia il sedere della Innocenzi –, ma la storia umana di questo mio sfortunato compaesano mi ritorna sempre alla mente, seppure per grandi linee e in assenza di particolari che avrei voluto avere… Ma il sedere della Innocenzi, quello sì che è importante!

  • lopinot

    Questa Innocenzi se non sbaglio conduce un talk show a livello nazionale ed è braccio destro di Santoro

    Allucinante il livello del reportage, che potrebbe essere passabile in una chiacchierata fra amici al ritorno dalle vacanze.
    La storia delle islamiche che si cambiano sugli aerei è nota da decenni, il fatto di essere palpate successe alla mia ragazza a Istanbul nell’ottanta due,  la ragazza che che sogna California o alla meglio Milano succede in ogni luogo del terzo mondo
    Davvero non capisco il senso

  • totalrec

    I cittadini di serie B si creano laddove strati sociali più o meno ampi si ritrovano privi di ruoli sociali forti o definiti. L’ideologia della "liberazione femminile" in occidente ha fatto appunto questo: ha privato le donne del ruolo sociale familiare fortissimo e strutturato che avevano sempre avuto nel corso dei secoli, rendendole monadi autoreferenziali, lasciandole sole a contemplare il proprio utero "liberato" e sterile. Questo non accade nell’Islam, dove le donne – palpeggiate oppure no – hanno ancora un ruolo sociale di primissimo piano, riconosciuto con tanto di garanzie legislative, tanto nell’ambito della famiglia quanto in quello dei rapporti con i vari referenti istituzionali. Da questo punto di vista è corretto affermare che le donne sono cittadini di serie B più nell’occidente che nei paesi islamici, nei quali per avere un peso una donna non ha nessun bisogno di diventare altro da sé.

    (GF) 
  • TizianoS

    Secondo me, la signorina Innocenzi non ha chiarito se le sia mai capitato di sentirsi palpare il culo o di vedere un uomo con l’uccello in mano di fronte a lei, per strada, in altre parti del mondo.
    Non voglio fare dietrologie, ma un articolo del genere sembra soprattutto calzare "a pennello" a favore di coloro che vogliono screditare in qualunque modo l’Iran. Cioè è un articolo qualunquista.

  • Gil_Grissom

    Quello che lei dice e’ successo in occidente anche grazie o per colpa(a seconda delle posizioni) delle pseudo teorie gender che oggi imperversano ovunque nella societa’ italiana e che contraddire e’ praticamente impossibile perche’ i media insorgerebbero tacciando gli apostati di omofobia e fascismo.

  • Farkas

    Cosa aspettarsi da una Pdidiota  iscritta ai Radicali (Usisrael) , ad Avaaz(rivoluzioni colorate). Una "marchetta " di propaganda antiraniana per i suoi "padrini " . Quinta essenza della boldriniana aristocrazia "radical-chic":supponenza, ignoranza , ego e etnocentrismo culturale espanso , arroganza di" preziosa ridicola".

    Giornalista? Mah! Grande raccomandata 

    Autrice di reportage ?  Ma stiamo scherzando! Ma mi faccia il piacere!!!Al massimo pr nelle discoteche della  Riviera Romagnola.

    Un vero reportage sull Iran : Kapuscinski :Shah-in Shah Feltrinelli

  • cardisem

    Mi ero una volta soffermato a osservare persone che facevano il gioco delle tre carte… Alla fine scoprii che erano tutti compari che facevano finta di giocare, per indurre il passante (io) a partecipare al gioco e cadere nella trappola…
    Succede qualcosa di simile anche in questo Forum…

    Me ne accorgo mettendo insieme riscontri e contraddizioni…

    Un esempio: ti si insulta in quanto presunto ”omofobo”, ma poi ci si atteggia come se si stesse dall’altra parte e si trovasse strana in sé l’accusa di ”omofobia”…

    La tecnica dei troll sionisti (a pagamento o in conto proprio) è quella di indurre il passante a commettere errori, magari facendo affermazioni forti che poi vengono riprese da un altro ”compare” e messe in un più vasto circuito mediatico, perfino con ricadute parlamentari, legislative, giudiziare…

    Attenzione! La Tizia dispone di un canale televisivo ed è già stata importata da Repubblica…

    Sento odore di zolfo…

  • cardisem

    PS – Faccio fatica a leggere l’insulso articolo…
    È però possibile un’interpretazione assai semplice…

    Si sa che simpatia / antipatia sono cose irrazionali, emotive, difficili da spiegare…

    A me la Innocenzi, che ho visto e sentito nelle trasmissioni di Santoro (mai seguite per intero), e sempre mi ha ispirato una grande insofferenza…
    Il massimo che faccio è girare il telecomando dopo poche battute…

    Può darsi che in Iran abbia ispirato in altri la stessa o meglio una diversa insofferenza che si è espressa nel modo raccontato dalla protagonista…

    Fatti simili però non hanno espressione geografica: la signora o signorina può riuscire antipatica anche in India, Giappone, in Africa… L’Iran è un’altra cosa!