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DA COPENAGHEN AI BOND: BREVE STORIA DEI RISPARMIATORI, FESSI DI PROFESSIONE

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Il risparmiatore è il fesso istituzionale del sistema del denaro. Perché, avendone poco, lo presta, attraverso l’intermediazione delle banche, ai ricchi perché diventino sempre più ricchi. Se poi a costoro le cose van male scaricano i loro debiti, divenuti inesigibili, sulle banche che, a loro volta, li scaricano sui risparmiatori che, in varie forme (conti correnti, obbligazioni) vi han depositato i propri quattrini.

Il fatto è che esiste una regola generale, quella enunciata da Vittorio Mathieu nella sua pregevole Filosofia del denaro: “I debiti, alla lunga, non vengono pagati”. Per questo i grandi imprenditori e finanzieri, che sono quelli che hanno capito meglio il gioco, hanno più debiti che crediti. Basta leggere, con una certa attenzione, i loro bilanci. Per la verità la figura dell’imprenditore è radicalmente e antropologicamente cambiata dopo la Rivoluzione industriale. Un tempo il mercante utilizzava il proprio patrimonio e, conseguentemente, si accollava in prima persona tutti i rischi.

Se falliva erano affari suoi. Oggi l’imprenditore, soprattutto il grande imprenditore, rischia il denaro che gli viene prestato dalle banche che a loro volta, come si è detto, mettono a rischio quello che han loro prestato i risparmiatori. È l’intrapresa sulla pelle altrui. Ma il risparmiatore ha anche un altro grave handicap. Il denaro, poiché è un puro nulla e non ha un valore in sé, intrinseco, ma rappresenta solo una scommessa sul futuro, è estremamente volatile e si sposta in continuazione per andare a cercare la situazione dove è meglio remunerato, con una velocità che è diventata stratosferica da quando, dopo essere stato sganciato definitivamente dall’oro, si è fatto ancor più virtuale e grazie al computer può spostarsi, in quantità enormi, da un settore all’altro. Ma poiché qualsiasi investimento, prima o poi, più prima che poi, va in perdita, l’abilità del finanziere è di abbandonarlo un attimo prima lasciando il cerino acceso ad altri. Questo il piccolo risparmiatore, col suo modesto gruzzolo, non può farlo. È costretto a immobilizzare il suo capitale, pronto per essere impallinato come un tordo. Questa rapina può essere attuata in due modi. O lentamente, come in una tortura cinese, per esempio con l’inflazione per cui il valore nominale del nostro denaro non corrisponde più a quello reale. O con uno scippo improvviso. La storia è piena di crac non di banchette come Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, Cari Ferrara, ma di prestigiosi e anche statali Istituti di credito. Si cominciò con l’antica Banca di Copenaghen che fu costretta a sospendere i pagamenti nel 1745; rifondata nel 1791 collassò nuovamente nel 1831; la Banca di Vienna sospese i pagamenti nel 1797 e la Banca di Stoccolma, la prima Banca centrale comparsa nel mondo, nel 1762 pagava soltanto 1/96 dei suoi debiti originari. Poi ci sono i collassi, non di questa o quella banca, ma di un intero Paese: la grande inflazione che colpì gli Stati Uniti dopo la guerra di secessione (al Sud la moneta perse il 98,4 per cento del suo valore) e quella, ancor più devastante, di Weimar che in pochi mesi cancellò l’intero risparmio tedesco, fino al notissimo crollo di Wall Street del ’29. Si potrebbero anche ricordare i bond argentini, il collasso del Messico del 1996 e delle cosiddette ‘piccole tigri’ asiatiche nel ’96-’97.

Ma fermiamoci qui. Un’ulteriore beffa per il normal people contemporaneo è che da una parte gli si chiede imperiosamente di risparmiare per finanziare, attraverso le banche, la produzione e dall’altra, altrettanto imperiosamente, gli si intima di consumare, sempre per tenere in piedi la produzione (come ho già scritto altre volte non produciamo più per consumare, ma consumiamo per poter produrre, siamo i tubi digerenti, i lavandini, i water da cui deve passare il più rapidamente possibile ciò che altrettanto velocemente produciamo, degradati da esseri umani a consumatori). Una mission impossible. Anche se, fra le due scelte, il modo migliore per salvare il nostro denaro è spenderlo, dilapidarlo. Possibilmente a bagasce o al casinò. Infine si sarà anche vecchi e intorpiditi ma in un mercato in cui il denaro, per i comuni mortali, non dà alcun interesse o, se lo dà, è negativo, si dovrebbe perlomeno diffidare di chi propone guadagni che sfiorano il 10 per cento. Spiace dirlo ma i risparmiatori delle varie Banca Etruria sono stati particolarmente coglioni. E il risultato di questa coglionaggine è che, col ‘decreto umanitario’ varato dal governo, ricadrà sulla testa di tutti i contribuenti. La solita soluzione all’italiana.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

15.12.2015

Pubblicato da Davide

  • IVANOE

    Si ok, ok l’importante è sapere che dentro c’era il padre della boschi…
    Cadrà il governo di questi teleguidati ?
    30 anni fa l’opinione pubblica ossia noi facevamo cadere i governi… adesso dobbiamo aspettare gli umori e le paturnie dei poteri forti che tirano i fili di questi politici figuranti, perchè solo i figuranti fanno… però di tanto in tanto si sistemano quache cavolo loro… un pò come fanno i servi che fanno la cresta sulla spesa ai loro padroni…
    che pena…che meschinità…

  • Ercole

    Il sistema capitalista è basato sul furto e legalizza le bande di briganti ( banche,assicurazioni ,commercio ,  le borse , industriali ,notai ,avvocati ,ecc..ecc.. )  questo rito oramai e  noto da secoli :spazziamolo via dalla storia .

  • Hamelin

    Ottimo Fini .

    In verità non sono i risparmiatori ad essere fessi ma tutti quanti a parte i banchieri centrali e l’Elitè che servono .

    Quanto potrà mai valere del denaro creato dal nulla ?

    Il prezzo che stabilisce chi lo crea .

    Il meccanismo è semplice i banchieri creano soldi dal nulla e se li distribuiscono alla bisogna percontrollare tutte le attività e i beni reali .

    Questo è il Vero Potere .
    Far si che le persone siano Controllate e Schiavizzate da un bisogno di un bene su cui si ha l’esclusiva della detenzione e della creazione e che fondamentalmente non esiste .

  • Vocenellanotte

    Nulla da eccepire. Semplicemente perfetto.

  • Chigi

    ma va a caga..re ed io che ti leggo…

  • mago

    Ciao Ercole bentornato…ci mancavano i tuoi post..

  • Holodoc

    Una soluzione ci sarebbe: ritirare contante.

    Peccato che tra poco non ce lo faranno più fare.

  • GioCo

    E’ un buon post per un giornalista che non nascondo ha scritto e detto diverse cose che mi fanno tanta simpatia.

    Ma strappare il pesante drappo che nasconde gli attori nella parte celata del palco non è una operazione piacevole per nessuno al Teatro Reale, nemmeno per gli spettatori, che in verità hanno pagato lo spettacolo solo per divertirsi e che invece ci trovano dietro l’Inferno, tipo gente che si sbudella a vicenda, che pulisce le frattaglie dei cadaveri, che divora la carne fresca … e non era parte di certo dello spettacolo in programma … che era una cosa tipo "arlecchino servo di due padroni".

    C’è poi un imprecisione che riguarda il denaro bancario (il prestito non è prelevato dal deposito, è denaro digitale, creato numericamente come per magia dal nulla) e un altra che riguarda l’Imprenditore.
    Non ha importanza da dove arriva il denaro, possiamo anche metterci d’accordo, tagliare via la banca centrale e produrre moneta comunale, non è vientato. Sennò il bit-coin o il biglietto del trasporto urbano sarebbe illegale. Ai miei tempi ricordo bene che spesso si usavano i biglietti dell’ATM al posto della moneta. Non era illegale, anche se poi non tutti gli esercenti la accettavano.

    Il denaro è un processo di acquisizione cognitiva, come il numero zero, che ha bisogno di un mediatore qualsiasi. Cosa allora rende "falso" il denaro? La speculazione. Se sono al tavolo da gioco con altri tre a farmi un Poker e abbiamo cambiato quantità di denaro equivalenti in fiches, poi alla fine del gioco ognuno ricoverte tutto con il denaro della cassetta e ci sarà qualcuno che ha perso e qualcuno che ha vinto. Ma nella cassetta poteva esserci altro denaro come oggetti, o proprietà. Non ha importanza quali sono le regole di cambio, solo capire che il meccanismo ha una sua propria utilità: quella di rendere più agevoli gli scambi di beni e servizi. Ma se poi qualcuno si porta da casa le sue fishes e le mescola al resto del tavolo, a questo punto le regole di cambio divengono vincoli che al momento giusto falsificano il risultato del gioco. Non vince chi ha vinto, non perde chi ha perso, vinche chi ha barato meglio. La speculazione è una modalità di raggiro estremamente raffinata e legale che però non ha niente a che fare con l’impenditoria o con la relazione tra l’impiego e il profitto industriale. Ma è ciò che senza ombra di dubbio domina l’economia capitalistica attuale che non è più di investimento ma esclusivamente speculativa.

    Un po’ come se per risolvere il problema di un villaggio che ha le messi (i raccolti) a rischio, avessero aperto una bisca gigangesca dove scommettere e così stabilire chi mangia e chi crepa nella stagione che sta per arrivare, con la scusa che possono provarci tutti, anche gli ultimi e avendo tutti la stessa possibilità di vincere, ma con una aggravante "extra" e "lasciata inespressa" tra le righe delle regole: guadagna più possibilità di vittoria chi distrugge i raccolti del vicino.

    Non si potrebbe poi pretendere di farci su una società guidata dall’affetto reciproco, no?

  • Apollonio

    I fessi non sono i risparmiatori che altro non sono, che raggirati..!

     piuttosto i fessi sono gli elettori  credendo che cedere  la Sovranità Monetaria sarebbe stata cosa buona e giusta.

     La Banca Centrale deve essere controllata dallo Stato, non dai Banchieri Privati, in questo modo i debiti verrebbero monetizzati.

  • Hito

    “Spiace dirlo ma i risparmiatori delle varie Banca Etruria sono stati particolarmente coglioni”

    Sono abbastanza sicuro del fatto che non gli sia spiaciuto più di tanto dirlo, comunque la realtà è molto più inquietante… i particolarmente coglioni purtroppo sono la maggioranza dei cittadini, e non solo in Italia, vedo che anche nella patria della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza (parlo della Francia perchè a me vicina) la gente è ormai anestetizzata e non reagisce più nemmeno di fronte alle follie di una UE che continua ad usare i popoli come cavie per esperimenti economici e sociali. (e bisognerebbe ricordare ad ogni pie’ sospinto che è la UE delle elites ad incoraggiare queste pratiche, in conflitto con le costituzioni nazionali più garantiste).
    Se non si reagisce adesso, quando ancora abbiamo la possibilità di farlo, una volta che verrà implementato il denaro elettronico il cerchio sarà chiuso e bentornata schiavitù.
    Una moneta per domarli, una moneta per trovarli,
    una moneta per ghermirli e nel buio incatenarli.
    Ciao ciao, see you

  • Vetter

    No non cadrà.

    Regge perchè l’opinione pubblica lo sostiene.
    Il pubblico percepisce Renzi come la giovane novità che ha il coraggio di fare quello che in Italia non è mai stato fatto, quello di cui si è sempre parlato e dibattuto ma che ha sempre soltanto ristagnato.
    Perchè lo percepisce così? Perche è così che questo governo si presenta al pubblico.
    Ogni parola declamata da questo "fine statista", racconta questa bellissima storia, e non c’è una che sia una, voce contraria, credibile e altrettanto ammaliante, che possa insinuare nel pubblico il dubbio che forse quello a cui sta assistendo è in realtà l’atto finale di una commedia iniziata 30 anni fà, commedia drammatica, che si concluderà con la morte di una nazione in cui si sarebbe potuto vivere bene. 
    Il populismo della destra, e la demagogia della sinistra, hanno lavorato di comune accordo, alternandosi e dandosi respiro a vicenda, riuscendo per anni a presentare al pubblico un alternanza di credibili possibili svolte che hanno inchiodato lo spettatore davanti la scena al punto tale che oramai è totalmente incapace di intendere e di volere…forse riprenderà conoscenza quando la realtà lo prenderà a schiaffi…ma ne dubito!!
    La credibilità e il modus operandi dell’autore di questa articolo, è degna della commedia sopra citata,e soltanto pochi articoli piu in basso potete trovare questa fine analisi http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15984&mode=&order=0&thold=0 ,  che esalta ulteriormente la professionalità da populista demagogo (o demagogo populista) di questa autorevole firma all’italiana.
  • Gtx1965

    ok… siamo tutti coglioni… lo si sapeva già… dov’è la novità…