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CORSI E RICORSI (CRIMINALI)

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Faceva caldo quel giorno, come lo ricordo, era Estate come lo è oggi. L’aula della Facoltà di Lettere di Palazzo Nuovo, a Torino, non era stracolma ma gente ce n’era. Lui era là, seduto alla cattedra un po’ stralunato: si vedeva che era abituato al pubblico, ma quella sede forse un po’ lo disorientava.

Poi, Pietro Valpreda si sciolse e terminò la sua conferenza quasi sdraiato sulla lunga cattedra: era intorno al 1975, se ben ricordo.

Nella foto: Alma Shalabayeva, moglie del dissidente politico del Kazakistan Mukhtar Ablyazov con la figliaAll’improvviso, pochi anni dopo, fulmine a ciel sereno: Enzo Tortora arrestato, condotto in carcere in catene e lì tenuto per molto tempo. Ancora oggi non si sa perché.

E poi che palle… – fa quasi noia ricordarlo – da Piazza Fontana ai “desparecidos” di casa nostra: Aldrovandi, Cucchi, Uva…sempre la solita traccia…o sono “mele marce” di polizie varie (ma quante ce ne sono in Italia?) oppure sempre loro, i servizi segreti. Un tempo la “triplice”, ossia “Miceli – Maletti – La Bruna”. And company.

Così, ci volete far credere che nessuno sapeva niente dell’espulsione della signora Alma Shalabayeva, moglie di un dissidente kazako, e della figlia? Adesso “annullano” il provvedimento! Ma avete chiesto se i kazaki ce la rendono? Ah no? Ma guarda…

Siamo peggio dell’Argentina di Videla, del Cile di Pinochet, di Pol Pot, di qualche dittatorello africano…ma vi rendete conto della figura internazionale? Con che faccia andrete all’estero a giustificarvi? All’estero tutti zitti, la combriccola al comleto, vero? Noi no!

Il governo – paradossale! – si smarca all’unisono! Nemmeno Alfano – ministro dell’interno – sapeva niente, meno che mai Letta, ancor meno la Bonino. Ma…ci siete o lo fate? Vi rendete conto che gli italiani capiscono, ragionano, connettono: siete tutti lì a reggere il moccolo a Berlusconi ed alle sue puttane e non capite che avete passato il segno? Portata via dall’Italia con un volo privato kazako?!?

Non sapete chi è stato? Ve lo dico io come si fa.

Si prende uno dei cinquanta (!) agenti che hanno arrestato i due “ostaggi” e si usa il “metodo Di Pietro” di un tempo. Ossia: lo si porta in un qualunque posto di polizia (se non si fa, vuol dire che sono tutti marci, la cassetta di mele al completo) e gli si dice – lampada puntata sul volto come si vede nei film – “chi te l’ha ordinato”? Se ce lo dici vai a casa, altrimenti ti sbattiamo in carcere e buttiamo via la chiave. Sai, sei un poliziotto (o carabiniere, finanziere, ecc) e quelli come te, in carcere…meglio non provare…

“E’ stato il Sovrintendente Minchioletti”. Bene, bravo, puoi andare.

Si chiama Minchioletti: chi te l’ha ordinato? “Il commissario Pallintesta”, bravo, puoi andare.

Pallintesta ci prova. “E’ arrivata una telefonata dal ministero, non so…”. Va bene, portatelo a Regina Coeli. “No, un attimo, mi sembra di ricordare…chiedetelo al questore Vattifotti, mi pare che la telefonata l’abbia ricevuta lui…”. Bene, bravo per il ravvedimento, stasera rivedi mogliettina.

Vattifotti sa di essere mezzo fottuto, ma non sa come cavarsela e allora tira in ballo il dott. Malicorno, dirigente di terzo livello del ministero degli esteri. Tutti e due in gabbia, poi si vedrà.

Il giorno dopo cantano come due fringuelli.

E si arriva al dirigente di primissimo livello, quasi vice direttore o direttore o roba del genere dott. Caristonzo, che è veramente nei guai perché deve chiarire: o Alfano (o la Bonino) o i servizi. E deve fare un nome.

Che dica un qualsiasi dott. Mettinrulo dell’ufficio IV, V, o VI dei servizi non ce ne frega niente, oppure un sottosegretario qualsiasi nemmeno: per correttezza si domanda cosa è successo al COPASIR, ma solo per prassi.

Poi, caro Letta, dimissioni del governo immediate: è l’unico atto che vi rimane da compiere quando un governo mostra di non “sapere” e combina un simile casino in politica estera. Non ci sono scusanti: è imperdonabile.

A casa, non vi rimane altro da fare.

PS: i nomi citati sono di pura fantasia, le minuscole no.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2013/07/corsi-e-ricorsi-criminali_12.html
12.7.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    È una storia sinistra da cui comincia bene un film, ma finisce male la legalità e rispettabilità di un Paese, nel nostro caso l’Italia. Una notte di fine maggio, ai nostri giorni, con questo governo, di cui si può pensar male ma non fino a questo punto, una bambina di sei anni e la madre, provenienti dal Kazakistan e domiciliate a Roma, sono state l’obiettivo di una grande operazione di cattura e rapimento.

    Cinquanta uomini della polizia di Stato hanno circondato la casa, arrestato mamma e bambina, le hanno trattenute tre giorni. E appena si è presentato a Ciampino un aereo privato del Kazakistan, hanno forzato mamma e bambina a imbarcarsi, dunque consegnate da polizia a polizia con la negazione di ogni diritto e la mancanza di ogni dovuta formalità internazionale.

    Tutto ciò è stato tenuto nascosto al ministro degli Esteri Emma Bonino, fingendo di ignorare le sue prerogative di ministro degli Esteri. Hanno creato un problema gravissimo nel governo perché il responsabile della polizia è il ministro dell’Interno, Alfano che è anche il vicepresidente del Consiglio ed è anche l’’uomo più vicino a Silvio Berlusconi, caro amico del dispotico presidente del Kazakistan. Alfano non poteva non sapere che le due prede della polizia italiana sono la moglie e la figlia di Mukhtar Ablyazov, dissidente kazako in fuga. Finora, salvo alcune voci fra cui quella del deputato Fiano (Pd) alla Commissione Affari Costituzionali, e la conferenza stampa di Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti umani del Senato, ci sono state poche notizie e molto silenzio. E così adesso il presidente dittatore del ricco paese petrolifero, che ha gli amici giusti in Italia e che voleva ostaggi da giocare contro il suo principale avversario, li ha ottenuti e intende servirsene.
    Ma come può il Parlamento italiano, stravolto da ridicole manifestazioni per negare i reati di Berlusconi, non esigere la verità immediata su questa torbida storia?
    Chi spiegherà a nome e su ordine di chi si consegnano ostaggi, e soprattutto si arresta e si scambia una bambina?
    Non c’è un ambasciatore italiano, nella capitale del Kazakistan, che possa verificare e riferire?
    Non partirà d’urgenza una delegazione delle commissioni Esteri del Parlamento, per sapere subito dove sono e come vivono e quali rischi corrono le due prigioniere?

    Per Letta il percorso è doveroso e chiaro: bloccare all’istante ogni rapporto con il Kazakistan. Pretendere subito nomi, passato e prevista carriera dei “bravi” che in Italia arrestano mamme e bambini.

    Furio Colombo
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    12.07.2013

  • Tao


    Giannini (Digos) e Improta (Immigrazione), questori un mese dopo il prelievo forzato

    Il concorso per diventare dirigenti. In pratica questori. La futura classe dirigente della polizia. Nei corridoi della Questura di Roma non si parla d’altro. Non è una novità che le graduatorie, con i salti in avanti e indietro, siano accolte a denti stretti dagli esclusi, ma stavolta c’è qualcosa in più. Tra i promossi ci sono due nomi di spicco qui a Roma: Lamberto Giannini, responsabile della Digos, e Maurizio Improta, dirigente dell’ufficio immigrazione. “Proprio i due uffici che avrebbero avuto un ruolo chiave nel rimpatrio forzato di Alma Shalabayeva e della figlia Alua. Niente di illegale in questa promozione, fino a prova contraria, niente che provi un legame tra le due cose”, mettono le mani avanti gli stessi colleghi dei due neo-primi dirigenti. E provano a mettere in ordine i fatti.

    Il prelievo forzato della donna e della bambina e l’espulsione avvengono tra il 29 e il 31 maggio scorsi. Un blitz cui partecipa la Digos. Nelle ore successive l’ufficio immigrazione sarebbe stato decisivo per stabilire se, e in che modo, espellere le due donne.

    Passano le settimane. L’operazione passa nel silenzio. Venerdì 28 giugno, un mese dopo, si riunisce il consiglio di amministrazione della polizia. Un appuntamento atteso da migliaia di funzionari che in quell’incontro vedono decise le loro carriere. Stavolta, oltre ai vertici della polizia, avrebbe partecipato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Non è una circostanza eccezionale. Sul tavolo, appunto, le graduatorie per promuovere i dirigenti superiori (in pratica i futuri questori) e primi dirigenti. È una selezione durissima: i posti di questore quest’anno sono 20 (più 6 ripescati che dopo il su-percorso di un anno otterranno la qualifica). I candidati sono 556, passa uno su dodici. Poi c’è la graduatoria per primi dirigenti, appena un gradino sotto, l’anticamera del questore: 74 posti su 1.624 funzionari in corsa.
    Il consiglio di amministrazione redige le graduatorie definitive. Ed ecco le sorprese, come ogni anno. Chi sale e chi scende. Anche di decine di posti. Sempre con strascichi polemici. E qualcuno punta il dito sulla promozione di Giannini, che nella graduatoria del 2012 era 65° e quest’anno è arrivato 20°. Più quarantacinque. Sì, proprio l’ultimo strapuntino disponibile per diventare questore. Maurizio Improta, invece, nel 2012 era 73° e in un anno ha compiuto un balzo di cinquantadue posizioni: 21°. Può quindi rientrare tra i sei che frequenteranno il corso. In pochi mesi sarà questore.

    Insomma, i due dirigenti hanno ottenuto una valutazione molto positiva del loro operato negli ultimi dodici mesi. Che cosa li ha distinti rispetto ad altri colleghi? “Adesso chiederemo l’accesso agli atti per capire”, promette Filippo Bertolami, dirigente sindacale nonché presidente del Comitato Funzionari Anip-Italia Sicura, da sempre impegnato per la trasparenza nei concorsi in polizia.

    Ma ci sono altri casi su cui i colleghi vorrebbero chiarimenti: per esempio il salto di centosessanta posti di Pietro Ostuni, capo di Gabinetto della Questura di Milano, passato dal 259° posto al 99°. Come dire, dalle retrovie alla pole position per diventare questore l’anno prossimo. A rispolverare la cronaca recente i maligni ricordano che proprio Ostuni era il funzionario di turno a Milano la famosa notte in cui in via Fatebenefratelli approdò Ruby. L’uomo che ricevette le telefonate dalla scorta del Premier e dallo stesso Berlusconi. Il poliziotto è stato uno dei testimoni nell’indagine e nel processo contro il premier. Sentito dai pm disse: “Non ricordo che mi sia stato detto che Ruby aveva negato di essere parente di Mubarak, mi fu detto che era marocchina e che il padre faceva l’agricoltore in Sicilia”. Una risposta che portò i pm a incalzarlo: “Ammesso che sia credibile quello che lei sta dicendo… le è sembrato potesse essere vera la notizia fornita da Berlusconi? ”. E Ostuni: “Certamente no”. Un episodio scomodo, che non ha impedito a Ostuni un bel balzo in avanti.

    NEL 2012 al concorso per primi dirigenti tra i vincitori figuravano un funzionario condannato per aver dato il porto d’armi al-l’autore di una strage (in un anno guadagnò 686 posizioni). Poi un vicequestore di punta che nel 2011, stando agli atti acquisiti per il ricorso, si era posizionato 299° per poi ritrovarsi 47° l’anno successivo; appena passata la selezione fu indagato dalla Procura di Roma per calunnia e falso ideologico. Parliamo del tifoso pestaggio di Stefano Gugliotta.
    Ma ecco, ancora una volta, l’ombra del G8: tra i dirigenti selezionati due funzionari che erano a Genova e hanno avuto a che fare con le famose molotov. Un clamoroso falso per incastrare i dimostranti. Hanno fatto balzi di 314 e 407 posti.

    Ma come sono possibili questi salti? Dal Viminale, come l’anno scorso, una risposta ufficiosa: “Le regole dello scrutinio sono pubbliche. Cambiano i governi, i vertici della polizia, le priorità della loro azione, e anche le caratteristiche richieste ai candidati”.

    Bertolami assicura: “Faremo chiarezza anche quest’anno. Non è più accettabile un sistema che, tra colleghi oggettivamente meritevoli, premia frettolosamente anche funzionari i cui uffici sono protagonisti di fatti di cronaca non ancora chiariti”.

    Ferruccio Sansa
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    12.09.2013

  • GRATIS

    ogni volta in cui c’è bisogno di peracottari disponibili per una figura di merda internazionale ci si rivolge all’italia. Ormai la nostra reputazione ce la siamo fatta. Questa storia è grottesca ed i suoi contorni ridicoli più o meno quanto la gestione dei marò con l’india

  • albsorio

    TITOLO : ” L’esplusione di Alma Shalabayeva: un patto politico per chiudere l’affaire Eni?” LINK:—-> http://www.agoravox.it/L-esplusione-di-Alma-Shalabayeva.html

  • Tonguessy

    Si prende uno dei cinquanta (!) agenti che hanno arrestato i due “ostaggi” e si usa il “metodo Di Pietro” di un tempo.

    Il waterboarding funziona meglio. E qui da noi, il Paese dell’Inciucio, non esiste la tortura (come crimine, non come prassi). Ma chi sarebbero poi gli agenti incaricati di usare il “metodo Di Pietro” (o qualsiasi alternativa ad esso)? Quali sarebbero i superiori che interrogano i loro pari? Nel nome di cosa?

  • Tao

    Roma, 12 lug. (Adnkronos) – Alma Shalabayeva potra’ rientrare in Italia. Lo si legge in un comunicato che riferisce le concluzioni di un vertice che si e’ svolto a Palazzo Chigi, a seguito dell’espulsione della citadina kazaka, al quale hanno preso parte anche i ministri dell’Interno e degli Esteri, Alfano e Bonino. “Il presidente del consiglio, Enrico Letta, il 5 luglio scorso ha annunciato un’indagine sulla vicenda -si legge nel comunicato di palazzo Chigi- che ha interessato l’espulsione della signora di nazionalita’ kazaka, Alma Shalabayeva, confermando tale impegno al question time che si e’ svolto alla Camera dei Deputati mercoledi’ 9 luglio”.

    Fonte: http://www.adnkronos.com
    12.07.2013

  • gianni72

    L o scandalo era che questi tre si trovavano da mesi in una villa a roma e nessun media diceva niente, appena è finita la pacchia fatta di pavidità politica e istituzionale e si è deciso di rimpatriarle, allora si sono accesi i fari prima dei media anglosassoni, poi a ruota dei nostri servi giornalisti, che hanno visto sfumare la copertura offerta. Si prende a casus belli questo argomento per seguire il solito canovaccio degli inglesi e degli americani che trasformano in dittatori i leader politici che non vanno a genio (putin, ahmadinejhad, ecc..) e utilizzano una qualsiasi vicenda soprattutto che riguarda le donne (Perche utilizzare le donne e i bambini fa più “audience) per trasformarle in casi di diritti umani negati e spingere l’opinione pubblica contro quei leader “dittatori”, tipico reductio ad hitlerum. Qualcuno ricorda la vicenda Sakineh? una che aveva ucciso il marito e che si trovava in prigione, trasformata in una paladina dei diritti umani negati in iran dal “dittatore ahmadinejhad”.
    http://www.oggi.it/attualita/cronaca/2010/08/31/salviamo-sakineh-la-donna-iraniana-condannata-alla-lapidazione-per-adulterio/

    Vedrete che anche stavolta inizieranno le manifestazioni, gli striscioni, le gigantografie, che chiederanno la “liberazione” dal dittatore. Non ho dubbi, e voi come boccaloni ci cascate con tutto i piedi. Stranamente questi “incidenti diplomatici” succedono sempre con paesi dove eni ha dei contratti sostanziosi. Non succedono Mai, che ne so, col madagascar o con le isole fiji. A proposito, che fine hanno fatto i contratti di eni con l’iran?

  • Giancarlo54

    L’idiozia e la malafede degli italioti non hanno evidentemente limiti. L’ENI aveva scoperto un gigantesco giacimento di gas in Kazakhstan? L’Italia è in buoni rapporti con il Kazakhstan? Bene. Creiamo due nuovi “martiri” (tra cui una bambina) e mandiamo affankulo l’approvvigionamento di gas all’Italia.
    Bertani, Colombo, Sansa ma vedete di andare una buona volta affankulo!

  • Giancarlo54

    Karachaganak è un giacimento giant che produce petrolio, condensati e gas naturale con riserve recuperabili stimate in 5 miliardi di boe. La produzione di Karachaganak nell’anno è stata di 239 mila barili/giorno di liquidi (64 mila in quota Eni) e 24 milioni di metri cubi/giorno di gas naturale (circa 7 milioni in quota Eni).
    San Donato Milanese (Milano), 28 giugno 2012 – Eni informa che l’accordo firmato ad Astana lo scorso 14 dicembre tra le società del consorzio Karachaganak Petroleum Operating (KPO) e la Repubblica del Kazakhstan è divenuto oggi effettivo.
    Tale accordo sancisce la chiusura di tutti i contenziosi in corso tra le parti, l’ingresso nel consorzio della compagnia di stato kazaka KazMunaiGaz (KMG) con una partecipazione del 10% rilasciata pro quota dagli attuali partner e la messa a disposizione, da parte di KMG, di una capacità di trasporto fino a 2 milioni di tonnellate all’anno nell’oleodotto CPC. I termini economici e finanziari che regolano l’accordo sono gli stessi già precedentemente annunciati.
    L’ingresso di KazMunaiGaz rappresenta un importante passo in avanti per il rafforzamento della cooperazione tra le parti che nel frattempo hanno già avviato le attività propedeutiche allo sviluppo futuro del campo da cui è atteso un sostanziale incremento della produzione di liquidi e di gas.
    Karachaganak è un giacimento giant che produce petrolio, condensati e gas naturale con riserve recuperabili stimate in 5 miliardi di boe. La produzione di Karachaganak nell’anno è stata di 239 mila barili/giorno di liquidi (64 mila in quota Eni) e 24 milioni di metri cubi/giorno di gas naturale (circa 7 milioni in quota Eni).

    Contatti societari:
    Ufficio Stampa: Tel. +39.0252031875 – +39.0659822030
    Numero verde azionisti (dall’Italia): 800940924
    Numero verde azionisti (dall’estero): +39.800 11 22 34 56
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    ufficio.stampa@eni.com
    segreteriasocietaria.azionisti@eni.com
    investor.relations@eni.com
    Sito internet: http://www.eni.com

  • vraie

    Abbiamo consegnato la famiglia di un pluriricercato (compresa la “democratica” Gran Bretagna) ?
    PER UNA VOLTA ABBIAMO FATTO I NOSTRI INTERESSI ?
    Alfano meriterebbe un premio

  • Nauseato

    Ma che significa pluriricercato (compresa la “democratica” Gran Bretagna) ? A me risulta che il signor Ablyazov viva a Londra dove gode di asilo politico.
    Questo non toglie che la vicenda è sotto tutti i punti di vista a dir poco penosa per questo paese sempre più di merda.

  • vraie

    ha truffato lo stato inglese per numerosi milioni di sterline sottratti pro domo suo usando il titolo di banchiere