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AMBIGUITA' E PERVERSIONI

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Da Il FQ:

Polemico per la decisione dell’Italia di non partecipare alla parata Silvio Berlusconi che in una lettera al Corriere della Sera ha detto: “L’assenza è la dimostrazione di una miopia dell’Occidente che lascia amareggiato chi, come me, da presidente del Consiglio ha operato incessantemente per riportare la Russia, dopo decenni di Guerra fredda, a far parte dell’Occidente”. E ha concluso: “La scelta di non essere presenti a Mosca è prima di tutto una mancanza di rispetto al contributo decisivo della Russia alla vittoria su Hitler nel 1945″.

Totalmente d’accordo con lui.

Sia sulla miopia dell’Occidente, sia sulla mancanza di rispetto nel mancare a Mosca in questa occasione in cui si ricorda il contributo alla vittoria sul nazismo della Russia.

E forse, in questa assenza di molti leaders europei, motivata a quel che leggo dalla crisi ucraina, c’é tutta l’ambiguità dell’Europa rispetto alla tolleranza di un nuovo nazi-fascismo che ci sta, silenziosamente ma sistematicamente, riavvolgendo nelle sue spire.

O meglio, mica tanto “ambiguità”.

Forse c’è anzi una limpidezza in queste scelte che dovrebbe dirci come stanno davvero le cose nella “democratica” Europa: se si sceglie di stare dalla parte dei nazisti ucraini e di disertare la parata moscovita in memoria della sconfitta del nazismo, a casa mia si tende a pensare che sia perché si apprezza il nazismo.

Poi ci si rende conto, sapendo questo, di quanto sembrino contestualmente surreali le parole dell’attuale Presidente quando rileva un “eccesso di austerità” in UE.

Un paese che avesse rispetto di sé, dei propri valori antifascisti e della propria storia partigiana, non chiederebbe all’oppressore clemenza dopo avergli già volontariamente ceduto tutto il cedibile, contribuendo quindi attivamente a quell’austerità eccessiva che oggi (un po’ tardi), lamenta.

Ma tant’é: a volte pare di vivere in un paese di infanti ingenuamente (?) innamorati della madre superiora, cui sanno dire sempre e solo sì, pur riconoscendo dietro le sue spalle che sì, puzza un po’ di tonaca e più che di amore divino pare nutrirsi di bachettate vendicative ai danni dei poverelli che le vengono affidati, ai quali fornisce sì minestre insipide, ma solo in cambio di una fede posticcia di cui vantarsi con il prevosto.

Fonte: http://rossland.blogspot.it

Link: http://rossland.blogspot.it/2015/05/ambiguita-e-perversioni.html

9.05.2015

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Io penso che sarebbe ora una buona volta di chiarirci le idee. Non mi stancherò mai di ripetere in questo Forum che non ho né ho mai avuto niente a che fare con nazismo o fascismo, non già perché mi reputi politicamente “corretto”, ma perché considero queste forme politiche definitivamente cessate con la disfatta bellica del 1945, da quando cioè TUTTA l’Europa si ritrovò distrutta, sconfitta, priva di sovranità, spartita dai vincitori che tanto ad Est quanto ad Ovest insediarono quei regimi fantoccio che ancora oggi continuano ad opprimerci e a mantenerci in una stato permanente di sudditanza e soggezione, anche contro i nostri interessi politici, economici, sociali, religiosi, culturali… Dal 1945 nessuno Stato del continente europeo può dirsi “sovrano” e neppure la coreografia di stati associati nella «Unione Europea».

    Quale fu la vera causa della prima guerra mondiale?
    L’unificazione tedesca ad opera di Bismarck nel 1870 e la progressiva crescita economica e politica della Germania: cosa che dispiaceva sommamente ai nostri cugini inglesi, o meglio ai loro governi. Bismarck lo aveva previsto e tutta la sua politica fu volta a scongiurare questo tragico esito. Alle sue dimissioni nel 1890 successe una classe politica tedesca che condusse la Germana alla catastrofe del 1914-18.
    A torto si parla di prima e seconda guerra mondiale: si trattò in realtà di una nuova moderna guerra dei Trentanni: 1914-1945.
    L’Europa non seppe e non volle o non gli fu consentito di raggiungere la sua unificazione politica continentale, secondo un processo di crescita che può essere considerato come una sorta di legge geopolitica: chi non cresce, non può difendersi e resta alla mercé del nemico di lui più potente. Se occorre, darò qualche brano tratto dalla dottrina geopolitica.

    Qui però direi che occorre porre termine alla narrativa secondo cui tutta la partita si giocherebbe con la coppia oppositiva fascismo / antifascismo, oppure nazismo / antinazismo. Gli interessi in gioco sono più ampi e fascismo / nazismo diventano dopo il 1945 delle mere categorie ideologiche usate per debellare sul piano spirituale e intellettuale le popolazioni europee sconfitte, affinché non osassero mai più tentare di alzare la testa. Devono rassegnarsi con il Trattato Transatlantico ad essere “annesse” nel sistema degli “Stati Uniti d’America e d’Europa”, come recitava Marco Pannella, l’Amerikano…

    Solo dei ciechi non riescono a capire che il «nemico» non è la Russia, o l’unità geopolitica euroasiatica, ma gli Stati Uniti, quella “grande democratica” sorta sul genocidio degli indiani d’America e sulla schiavitù dei neri…

    Avendo purtroppo una classe politica, mai eletta dagli sventurati europei, ma sempre scelta, eletta e benedetta dall Okkupante americano, non vi è nessuna speranza che questa osi dire un sia pur timido “no” a ciò che le viene chiesto di fare…

    Se è vero, come temo che sia, noi stiamo per essere trascinati nuovamente in una guerra, ma grazie ad una stampa asservita totalmente e a una intossicazione della coscienza del cittadino medio che dura da 70 anni si stenta ad acquistarne consapevolezza…

    Quando io leggo parole come “fascismo” e "nazismo”, insieme al presupposto implicito, che da questa parte si trovi tutto il Male Cosmico, mentre dalla parte dei Bombaroli di Hiroshima e Nagasaki (tralasciando tutto il resto venuto dopo) vi sarebbe tutto il Bene Cosmico, allora mi accorgo che anche i migliori analisti, quelli di cui condivido oltre il 90 % delle analisi, in realtù neppure loro sono immuni dal germe del “politicamente corretto”.

    Beninteso, non si tratta qui di spezzare nessuna lancia a favore di fascismo o nazismo, ma di ribadire il concetto che se non ci si sbarazza di questa zavorra ideologico, prodotto stantivo di una “guerra ideologica” di un passato sempre più remota, non si riuscirà ad avanzare sulla via di un nuovo pensiero politico che possa essere da guida, da bussola, per una nuova prassi e azione politica…

  • melisva1

    Concordo totalmente…..

  • Hadrian

    Concordo pienamente !

  • Rosanna

    Nei momenti tragici e difficili della propria esistenza, individuale, privata e politica (sondaggi finiti nel sottosuolo dei consensi), il caimandrillo dice sempre la verità …

  • rebel69

    Esatto, un po come il programma Report della Gabbamelli che dice la verità quando questa lascia il tempo che trova, che scorre via come l’acqua su un incerata.

  • oriundo2006

    Quoto totalmente. Ma avrebbero mai potuto vincere dei paesi arenatisi sul mito, loro esclusivo, della razza o dell’impero ? Quando mai…Occorrevano altre mitologie ed altri cantastorie per unificare popoli così diversi come sono quelli europei, senza parlare del mondo intero. Questi aspetti ‘sovrastrutturali’ sono stati assai trascurati ( tranne dal cinema e dalla propaganda ) ma sono presenti, come desiderio di sognare e di essere nel giusto, sia nella vulgata comunista, ora solo più da nostalgici, che in quella americana, di quell’impero che ha fatto credere di essere la sintesi degli opposti per cinquant’anni ma che adesso ha scelto esplicitamente la deriva neonazista. Sul perchè di questa scelta ci si deve interrogare, anche sugli aspetti ‘esoterici’, in quanto è una scelta assolutamente perdente sotto il profilo di immagine: perchè lo hanno fatto ? Che ruolo giocano in questo i Jewish americani neo-con e quelli israeliani ? Quali prospettive infine per l’Unione Europea, che non partecipando alla sfilata russa dimostra al mondo intero di essere completamente allineata agli Usa ma che facendolo dimostra anche la sua interna contraddittorietà col suo mito fondativo di rigetto del nazifascismo ?

    Dal punto di vista Usa c’è da chiedersi anche se questa deriva è solo di facciata per la crisi ucraina OPPURE prelude ad una rivisitazione del nazismo anche in patria, recependone gli aspetti meno sanguinari e facendone una operazione di marketing riabilitativo ad uso di un controllo interno sempre più ferreo. Insomma, a che gioco giocano ? E’ inutile dire che la conclusione è che i tamburi di guerra stanno battendo sempre più forte: ma serve forse a diminuire la nostra angoscia… 
  • Aironeblu

    Bellissima riflessione, Cardisem, in cui mi ritrovo perfettamente. Purtroppo le etichette sono funzionali alla manipolazione informativa, e continueranno ad essere ampiamente usate, queste come molte altre… Qualcuno per fortuna ne è immune.

  • Aironeblu

    Ma proprio da Silvio Berlusconi ci tocca ascoltare qualcosa di sensato e corretto?!? 

  • patrocloo

    Esatto. Siamo messi proprio male 🙁

  • 1Al

    E si, questa volta il Berlusca ha ragione. Ormai fuori da tutto, può anche permettersi di queste uscite fuori dal coro delle sottomesse pecore atlantiste. In fondo come politico ha dimostrato sempre una sola capacità reale, in politica estera. E adesso affonderemo insieme alla nave americana.

  • furibondius

    ma secondo voi nazifascismo e nuovi imperialisti americani sono antitetici?

    sono invece in continuità con il mondo precedente, monarchie ecc., al fine reazionario di salvaguardare i soliti interessi oligarchici. Qui ha avuto gioco la grande capacità di questi ultimi di deviare le energie che ciclicamente vorrebbero  rivoltare il sistema, verso le pulsioni insane di autorita a discapito di quelle originarie  di libertá, e istaurare delle dittature di destra, conservatrici grazie a quella stessa energia.
    Vi è una grande ignoranza di questi meccanismi psicologici di massa, attraverso la cui conoscenza, opportunamente occultata dal potere, sarebbe molto facile capire che le due tipologie ideologiche classiche, comunista e fascista, sicuramente antitetiche è importante sottolinearlo, sono caratteri presenti in tutti, e sta nella salute psichica delle persone il prevalere dell’una invece che dell’altra.
    Guerre, crisi economiche, strategia della tensione ad ogni livello abbassano il tenore della salute psichica dell’uomo al punto da cambiarne radicalmente i comportamenti, deviandoli verso scelte autoritarie. 
    In ogni angolo del mondo, i grandi manipolatori nonchè grandi conoscitori della materia americani,
    hanno scatenato guerre totalmente antieconomiche anche per se stessi, favorito dittature, pur di mantenere alto il livello della paura, e quando queste non bastano se le inventano mediaticamente, per alimentare fascismi perpetui………
    La peste psichica di questi ultimi tempi, specchio di nuove energie che vorrebbero cambiare qualcosa immancabilmente deviate, alimenta se non la richiesta, sicuramente la sopportazione oltre ogni limite di autoritarismi di bassisima lega, e tornano a galla situazioni, comportamenti politici incredibili, e che sembravano definitivamente spariti. in realtá il pericolo stà proprio in quella possibilità che ci giochiamo in ogni istante della nostra esistenza, di comportarci ancor prima che essere, di avere coscienza emotiva prima che conoscienza razionale.
    Quindi attento Cardisem a chiamarci fuori dal problema fascismo antifascismo, il problema, che è il problema, è attualissimo, e che ci deve sempre vedere, senza paura, introspettivamente attenti……………
  • cardisem

    Scusa, quale sarebbe il “problema”? Un Forum è ahimé uno strumento inadeguato per affrontare seriamente un "problema"… Io comunque parto da una precisa modellistica: da Hobbes, ossia dalla relazione protezione/obbedienza quale criterio per discernere in tutto l’arco della storia umana la legittimità di ogni potere/autorità storicamente costituitasi… Quanto all’«antifascismo» diventa per me ogni giorno più chiaro che oggi si tratti solo di una impalcatura “ideologica” a sostegno della propaganda di una prassi che ha superato di gran lunga tutti gli orrori e i crimini che a “nazifascismo” si sono voluti imputare… Quanto poi a “fascismo” e “nazismo” per me vanno considerato solo ed unicamente dentro il loro contesto storico: 1918-1945. Fuori di questo arco temporale non hanno consistenza logica e storica o politica: sono appunto solo la continuazione di quella “guerra ideologica” che si è combattuto durante il Trentennio…

  • cardisem

    PS – Si continua ad usare l’espressione “nazifascismo”, che ritengo filogicamente del tutto scorretta: il fascismo è una cosa che nasce con Mussolini e nel suo nucleo ideologico intende comporre in unità (non fittizia, ma reale e solidale) capitale e lavoro, borghesia e proletaria; il "nazismo" è – secondo Nolte – essenzialmente “antibolscevismo”, percepito come “giudaico”. Ma non esiste una dottrina politica o un sistema politico che possa definirsi e chiamarsi “nazifascismo”. Sia il fascismo sia il nazismo furono ciascuno a loro modo una risposta ai problemi del dopoguerra, intendo al trattato di Versailles, che si vennero a creare rispettivamente in Italia (paese “vincitore”) e in Germania (paese “sconfitto”, vinto e umiliato, tenuto sempre sotto minaccia, a rischio di smembramento). L’imperialismo americano (dottrina Monroe) e quello britannico sono capitoli a parte che è meglio tenere distinti, filologicamente e storicamente, dal “nazifascismo”, categoria del tutto propagandistica creata da inglese ed americani con il concorso della Internazionale comunista… Se non acquisiamo l’abitudine a fare chiarezza sui concetti e sui termini della discussione, non ne usciamo… e la discussione diventa romanticamente una discussione infinita, dove non si giunge mai a un punto condiviso…

  • furibondius

    il "problema" sarebbe limitare al 1945 il nazifascismo, io vedo una continuità sotto veste "democratica" fino ad ora senza soluzione di continuità. Quello che tu chiami antifascismo probabilmente è solo l’evoluzione di un fenomeno mai cessato, è fascismo sotto mentite spoglie, solo perchè la dinamica paura – reazione autoritaria, molto simile a quella protezione ( da che? dall’essere liberi?) – obbedienza, di mafiosa memoria che tu citi, è lungi dall’essere compresa e metabolizzata dalle persone. Il fascismo ci appartiene, è dentro di noi, è un’arma che usiamo contro noi stessi, noi stiamo obbedendo a noi stessi, in assenza di dio, papi e dux supremi. Se non capiamo questo è inutile qualsiasi seppur precisa annotazione storiografica. Comunque grazie.

  • cardisem

    PS2 – Francamente, faccio fatica a capire la tua analisi “psicologica” di fatti “politici” (amico/nemico, dove il nmemico è hostis, non l’inimicus, il nemico privato cui si addicono le categorie psicologiche). Tu parli poi di “pulsioni”, ossia di concetti che possono riguardare l’individuo in quanto soggetto clinico, non politico. ”autorità” e “libertà” non sono “opposti” se collocati entro la relazione di protezione / obbedienza: se qualcuno mi aggredisce e attenta alla mia ”libertà” devono rivolgermi a una autorità perché salvaguardi la mia vita e la mia libertà da una ingiusta aggressione…  L’opposizione fra libertà ed autorità è tipica dello “stato borghese di diritto” che vuole il massimo per la sua libertà di profitto, di commercio, a tutela della proprietà privata, ed un minimo indispensabile di stato, di autorità, quanto basta per garantire la proprietà privata… A loro modo sia il fascismo sia il nazismo avevano inteso che questa era una visione del tutto angusta dell’«unità politica», che poteva essere salvaguardata e mantenuta se si realizzava il massimo di unità solidale possibile e per questa vi era necessità di una forte “autorità”… Oggi, con TTIP (trattato Transatlantico) gli Stati (l’Autorità) sono talmente spodestati nella loro “autorità” da poter far convenire i singoli stati davanti a collegi arbitrali che possono condannare a risarcimenti pesantissimi gli stati stessi che poi dovranno decurtare pensioni e stipendi per pagare le multinazionali (la “Libertà”). Tu dici “meccanismi psicologici di massa”: non è la sfera della ”politica”. Questa meccanismi possono riguardare i mercati, i consumatori, ma non la politica. Non è detto che ”comunismo” e ”fascismo” siano antitetici se per fascismo si intende una sintesi fra  “borghesia” (proprietari dei mezzi di produzione) e ”proletari” (mera forza lavoro) e se il ”comunismo” nel suo stadio finale (utopico) prevede una eguale sintesi… Insomma, qui il discorso sarebbe lungo. E non sviluppo oltre i concetti.

  • cardisem

    Ti ho risposto sopra: non ho altro da aggiungere e ritengo inadeguato per ulteriori approfondimenti questo strumento del Forum. Occorrerebbe precisare ogni singolo termine della discussione e gli autori di riferimento, la modellistica su cui ci si basa… Quando, ad esempio, tu per "protezione” intendi quella mafiosa e mostri di ignorare la fondamentale categoria hobbesiano, appunto di protezione/obbedienza, che Julien Freund assume come criterio storico per valutare la legittimità di ogni potere storicamente esistito, allora ci mancano i termini per una comune discussione… È come se ognuno desse ai termini usati dall’altro un significato del tutto diverso ed opposto: nessuna discussione è possibile ed è peggio che per la Torre di Babele… Non voglio comunque con queste mie precisazioni apparire presuntuoso, polemico o scortese… Saluti cordiali.

  • tamerlano

    Io temo invece che l’appoggio di B. a Putin sia pure quello un siluro contro Putin 😈

  • amaryllide

    sicuro sicuro? Se ordini i commenti sotto la sua lettera al Corriere mettendo per primi quelli che hanno avuto più consensi, sono equamente divisi tra berlusconiani che dicono che il loro idolo ha sempre ragione, e gente  che dice "io non l’ho votato e non lo voterò, ma stavolta ha ragione".
    Insomma, Berlusconi ha capito che la russofobia del regime Renzi non è maggioritaria del paese, e cavalca la tigre.

  • gimo

    COncordo con quanto scrivi.

    Ma a mio parere manca un pezzo.
    Cioè quello di cui si parla nell’articolo: La Russia degli Zar prima e il comunismo dopo con in mezzo appunto le due guerre mondiali o l’unica grande guerra come giustamente fai notare.
    Mi picerebbe capire cosa ne pensi
  • furibondius

    Strumento inadeguato? autori di riferimento? parlavo con le mie parole, in un contesto qualsiasi, riferendomi comunque in particolare a studi e ricerche, molto sperimentali e poco teoriche, che Reich fece, senza abbandonare il contatto con la realtà. Nel suo "psicologia di massa del fascismo" c’è molto per farsi un’idea priva di malintesi riguardo ai meccanismi anche biologici che stanno alla base dei comportamenti umani e dei suoi rapporti con l’ambiente, sociale, biochimico, orgonico, per dirlo con un termine ricavato dalla sua scienza. 

    Mi scuso per ignorare la fondamentale categoria hobbesiana, ognuno ha i suoi limiti, ma cerchiamo, possibilmente, di capirci ugualmente esplorando fuori dai recinti autoimposti delle categorie…..suvvia! 
  • cardisem

    Secondo la prospettiva con cui affronto il problema (Reich non mi aiuta per nulla a capire le questioni qui trattate) per me è importante una sola cosa: che la Russia sia essa sotto l’Impero degli Zar o sotto il regime bolscevico in entrambi i casi mantiene la sua indipendenza e sovranità. Un popolo “sovrano” può darsi di volta in volta le forme di stato e di governo che meglio gli aggradano o che meglio soddisfano alla fondamentale relazione hobbesiana di protezione / obbedienza.

    Come nel caso odierno degli Stati europei, quando si è persa ogni sovranità (senza neppure costruirne una che sia superiore a ognuno degli Stati singoli, ma a tutti comune perché "solidale") si è perso ogni cosa e non si può propriamente parlare di "esistenza politica", ma ci si lascia vivere ed amministrare: in questi casi la "psicologia sociale” o delle "masse” (che non sono né "popolo" né "cittadini") può fornire strumenti di analisi sia per capire i comportamenti quanto soprattutto per condizionarli e dirigerli.

    Quanto a Hobbes, da me citato, non è una questione di gusti personali (Hobbes piuttosto che Reich o Bruno Vespa), ma di modellistica atta a spiegare le cose di cui parliamo… Se vi è qualche altro modello che si vuol proporre, posso ben assumerne i presupposti e ragionare di conseguenza, per vedere se il modello è più efficace di quello da me proposto… Francamente, che si possa spiegare la politica (intesa come contrapposizione di amico/nemico, cioè al modo di Carl Schmitt) con la psicologia (Freud, Jung, Reich o chiunque altro) non mi sembra porti lontano e faccia capire di più… Capisco anche che ognuno sia attaccato alle proprie visioni, ma appunto si tratta di una questione di psicologia personale, non di questione “scientifica” sulla quale ci si possa non dico confrontare o misurare, ma semplicemente incontrarsi per capire le cose che incombono su tutti noi… e che sono gravi!

  • cardisem

    Non ti deve scusare perché qui nessuno manca di rispetto a nessuno… Se mai dovrei scusarmi io per non essere un grande conoscitore di Reich… A suo tempo avevo letto tutti i volumi usciti dell’opera completa di Freud, poi avevo anche fatto un ciclo di letture di psicologi, ho pure una Enciclopedia della Psicologia, ma questo tipo di letture non mi aiutano per nulla nella problematica da me affrontata… Possono servire per capire la psiche individuale, i comportamenti dei consumatori, la pubblicità commerciale e simili, ma a me non servono per capire ad esempio i concetti di costituzione, di sovranità, di unità politica, di Stato e come questi concetti ruotino insieme… Certo, noi qui ragioniamo ognuno con quel poco di testa che abbiamo… E se cito qualche Autore sommo non è per appellarmi alla loro autorità, ma perché penso che possano servirmi all’interno del mio proprio ragionamento, di cui mi assumo la responsabilità senza addossarlo a nessun Autore.

  • cardisem

    Mi spiego ancora meglio, o ci provo:
    se in regime di coscrizione obbligatoria ricevo l’ordine di recarmi al fronte per morirci, e sono passibile di renitenza e fucilazione se mi sottraggo al supremo dovere di servire la patria anche con il sacrificio della vita, non riesco a capire quanto mi possa servire la “psicologia di massa” davanti alla cartolina…

  • cardisem

    PS- Forse per capirsi meglio dobbiamo risalire a tuo invito all’«attenzione», presupponendo evidentemente che io “attento” non sia… E perché dovrei essere attento? Perché non dovrei allontanarmi dalla categoria del “nazifascismo”, che io invece ho rigettato completamente come “non scientifica” e "ideologica”… Gli Autori possiamo poi lasciarli tranquillamente nei loro scaffali, ma io mi sono proprio rotto a sentir parlare dalla sera alla mattina, per tutto l’anno, anzi per tutta la vita, di questi concetti, usati dai politici di turno, che mi lasciano assolutamente insoddisfatto se proprio per davvero devo cercare di capirci qualcosa e con la mia testa… Ma tu dici che io devo essere "attento”? Ma a cosa?…

  • 1Al

    Possibile. Ma infatti non mi sono assolutamente chiesto il perché di questa lettera e del suo contenuto. Riamane comunque un’analisi perfetta della situazione internazionale.

  • polidoro

    Era così perfetta (la lettera) che mi son chiesto se davvero l’abbia scritta lui … ma non importa, comunque l’ha firmata.

  • sickboy

    Ovviamente no!

  • Gracco

    scusa, ma, senza offesa, mi sembri un po’ paranoico. 

    Berlusconi (antifascista tiepido!) ha detto una cosa molto saggia: i nostri rappresentanti non avrebbero dovuto disertare le celebrazioni di Mosca perché non si può misconoscere il ruolo sovietico, determinante  per la sconfitta di Hitler. 
    Su questa dichiarazione imbastisci un discorso "anti-antifascista" il cui fine mi pare solo quello  di cancellare l’antifascismo semplicemente  perché il fascismo è morto settanta anni fa e tu sei stufo di sentirne parlare. E’ un tuo problema. Per me e per moltissimi altri (studiosi, intellettuali o semplici persone pensanti) il fascismo non si identifica con la biografia di Mussolini (nato a Milano in piazza san sepolcro nel 1919 e morto a milano in piazzale loreto nel 1945). Secondo me e secondo tanti altri era già vivo per esempio quando nel 1915 una piazza facinorosa "obbligò" un re molto comprensivo a dichiarare la guerra contro la volontà del parlamento. Era un’anteprima della marcia su Roma senza Mussolini. Addirittura tracce di fascismo ci sono nel Risorgimento e nell’Italia post unitaria (fascismo come "rivelazione" era la tesi di Giustino Fortunato) e comunque, internazionalmente inteso, esso costituisce una realtà immanente ai rapporti sociali capitalistici, che può riaffacciarsi ovunque, specie nei momenti di crisi acuta della borghesia. Se mi consenti di essere comunista, allora non hai argomenti per impedirmi di essere antifascista, anche dopo il 1945, a meno che il tuo bersaglio primario sia non l’antifascismo ma proprio il comunismo, in tal caso dovresti dirlo esplicitamente. E tornando all’inizio (la dichiarazione di Berlusconi) ai russi ex sovietici o post sovietici cosa racconti, che non devono essere più antifascisti, che non devono più celebrare la data del 9 Maggio e che devono svuotare la loro memoria? 
    Accetta piuttosto che altri abbiano sentimenti diversi dai tuoi e non insultarli come fossero pupazzi eterodiretti e strumentalizzati da occulte cupole di potere.. 
  • Vetter
    In molti, nei commenti che mi precedono, si stupiscono per le dichiarazioni di Berlusconi, eppure proprio la sua politica estera è stata la causa della fine della sua vita politica. 
    Non tanto i suoi teatrini al parlamento europeo (in cui dava sfoggio della sua accurata conoscenza storica nonchè cinematografica), o le poco fortunate battute verso i suoi colleghi regnanti (di colore o in sovrappeso), 
    ma piuttosto i suoi accordi con Russia e Libia per un piu oculato e vantaggioso approvvigionamento energetico, che non furono graditi dalla cricca geopolitica occidentale.
    C’era qualcosa di piu nella sua scarsa sudditanza psicologica nei confronti dei nostri colonizzatori, non penso fosse semplice mitomania, probabilmente si sentiva le spalle coperte, e chi ha orchestrato la sua destituzione, ha ottenuto due risultati. 
    Prima di tutto ha ovviamente impedito, a chi dava sicurezza al cavaliere, di prendere il controllo su questa tanto ricercata striscia di terra a forma di stivale nel centro del mediterraneo (le + di 140 basi militari Nato e Usa in questa penisola sono la prova della sua importanza, quantomeno in termini di strategia militare), che da sempre nella storia è stato oggetto di contesa. 
    Secondo poi ha definitivamente allargato il concetto di "atto dovuto". Abbiamo tutti metabolizzato finalmente che la finanza globale ha più autorità della politica interna di un paese,  che la già scarsa sovranità di popolo che ci era rimasta, può essere accettabilmente ceduta, l’importante e che lo spread non salga.
    In tanti quella sera brindando sotto montecitorio, non si sono resi conto che stavano brindando alla nascita di un nuovo regime, fascismo o nazismo nemmeno osarono tanto, da quella sera i regimi nascono anche senza la più o meno controllata e condizionata partecipazione politica del popolo, da quella sera il popolo al pari della finanza, si può considerare virtuale.
    PS: prima di risvegliare l’indignazione di qualche residuo di popolo viola, vorrei precisare che a me del cavaliere non me ne po frega de meno!!
  • rossland

    Nemmeno io ho mai tifato Berlusconi, anzi…
    Eppure, quella sera non ho brindato, nonostante avessi messo allo scopo una bottiglia in frigo da tempo. La ragione allora non mi era così chiara, solo che un minuto dopo l’annuncio delle dimissioni e mentre a Roma impazzava la folla, improvvisamente mi pareva non ci fosse nulla da festeggiare.
    Forse mi risuonarono in testa le parole profetiche dell’ex signora Berlusconi, quando disse che lui era malato ma che dopo di lui sarebbe iniziato il fascismo, quello vero.
    E già il giorno dopo mi risuonarono i campanelli in testa per alcune frasi sibilline di Hillary Clinton, quando manifestava apertamente la contrarietà per i rapporti fra Berlusconi e Putin, che indubbiamente avevano a che fare con i timori che il Southstream avrebbe proseguito la sua corsa.
    Poi ci fu il Gheddafi a Roma con il circo intorno e non sapevo se mi facevo più orore lui con la sua corte o la coda degli ossequiosi politici e industriali italiani a baciargli la mano, quelli che solo un paio d’anni più tardi non alzarono un dito e anzi, tutti a dichiararsi d’accordo nel farlo fuori mentre banche e industrie avevano in pancia i soldi dei fondi libici, subito congelati e chissà che giro hanno fatto poi…
    A confonderci le idee purtroppo era lui, Berlusconi, che avrebbe potuto dire ciò che sicuramente sapeva sulle intenzioni politiche americane. Invece zitto e a fare il pagliaccio, chissà, forse per quel dover nascondere la voglia di parlare per salvare le sue aziende e i suoi capitali.
    Alcune cose purtroppo sono più chiare ora di quanto lo fossero allora, e la focalizzazione sulle corna e i cuccù, nonché sui suoi festini privati, ci ha fatto così vergognare da non riuscire a perdonargli nulla.
    Subito dopo Monti, che non era lì per farsi amare, mollò chilate di concessioni petrolifere a cani e porci, senza alcun pudore ci insegnava che le crisi sono uliti e perfino necessarie per ingoiare rospi indigeribili e le lacrime della ministra fecero da lubrificante alle peggiori leggi sul welfare che mai a lui avremmo perdonato (nemmeno a lei, però quella le fece e se ne andò, ora sono lì e i pensionati sono a pietire da un pagliaccio i due euri di compensazione per il furto subito).
    Per la serie, al peggio non c’è mai fine.
    Mai.
    E nel peggio, visto da oggi, Berlusconi si riesce a capirlo meglio anche se mai a giustificarlo.
    Perché, cazzate a parte, sapeva e poteva parlare.
    Non l’ha fatto.
    E questo pesa più che qualsiais minorenne che comunque zoccola era e zoccola è rimasta, al di là delle ingenue ridicole difese d’ufficio.
    Orrore…

  • Vetter

    Berlusconi sapeva, Renzi sa, la Merkel sapeva e sà, Draghi sapeva e sà, Trichet sapeva e sà, Obama sapeva e sà, Cameron sà…possiamo andare avanti con la lista, possiamo nominarle tutte le marionette che sapevano e sanno quello che gli è concesso sapere, ma in quanto marionette non hanno il controllo su nulla, sanno e possono dire quello che gli è concesso, hanno di fatto il valore e l’utilità di uno straccio colorato sotto il quale nascondere la mano. Quando quel colore è passato di moda si lascia cadere a terra inanimato, e una nuova pezza prende il suo posto nel teatrino, e lo show go on!

    L’ultimo esponente politico che forse, nonostante il pelo sullo stomaco, tra un ulcera e l’altra, svolgeva le sue pubbliche funzioni con coscienza fu Berlinguer, ma come denunciava con la famosa questione morale, ormai era già troppo tardi, la politica era persa già allora. Siamo andati avanti per anni fregandocene dei fatti, abbiamo assistito inermi al depauperamento del patrimonio pubblico, alla distruzione del tessuto industriale, e ora anche di quello sociale, fatti palesi che valgono piu di mille parole.
    Abbiamo quello che meritiamo, per questo mi stupisco di chi si stupisce.