The Chosen: il successo planetario di una serie TV che parla di Gesù

Il fenomeno (inaspettato) della prima serie tv incentrata sulla vita di Gesù, vista da centinaia di milioni di persone e arrivata alla quarta stagione quest'anno.

The Chosen: il successo planetario di una serie TV che parla di Gesù

Quando ci si imbatte in questo genere di notizie ci si chiede che sia vero che nel mondo ci sia "fame di Gesù" o, se preferite, "desiderio di trascendente".

"The Chosen", la serie autoprodotta che parla di Gesù, continua a mietere uno straordinario successo. C'è da chiedersi come sia possibile, in quest'epoca in cui si fa di tutto per dimenticarlo, e minimizzare ciò che ha rappresentato per ognuno di noi, un exploit di questo genere, che ha davvero dell'incredibile.

Ebbene, io credo che nel voler ascoltare e vedere la Sua storia ci sia più semplicemente necessità di dare un senso alla propria vita, che vada al di là del quotidiano. Abbiamo bisogno di credere in qualcosa, perché ognuno di noi ha dentro un po' di quel qualcosa.

Non è una Storia qualsiasi, quella di Gesù. Ne percepiamo la bontà e anche la severità, l'immensità dell'insegnamento, in quest'uomo che è stato come noi ma eppure ora così più in alto di noi. Credo sia la vicinanza del senso del Bene, quello Supremo che ci aiuta ad affrontare il male del quotidiano. Spesso invecchiando si riscopre Dio, forse è perché si percepisce l'avvicinarsi del ritorno a casa, per chi ne sia stato degno. E il giudizio non spetta a noi, ma a Lui. E così qualcuno riscopre la preghiera, ed è un bene, perché ci libera dal male, e rinfranca l'anima.

Questa serie tv, che è nata quasi per sfida, parla di Gesù, e i suoi spettatori sono prevalentemente giovani. Ed è incredibile, in un certo senso: in un periodo in cui molti si affannano a cancellare il Cristianesimo, e i nostri ragazzi sono sottoposti a lavaggi del cervello quotidiani, ecco che improvvisamente irrompe, sulla scena dei media, qualcuno che la storia di Gesù la racconta, e lo fa in modo che possa piacere anche ai ragazzi, che, ebbene si, hanno bisogno forse più di noi di credere a qualcosa di importante.

La sceneggiatura è stata scritta basandosi sul Vangelo apocrifo di Nicodemo, che infatti è uno dei protagonisti principali di questo percorso di ricerca che vede Gesù scegliere i suoi apostoli. L'umanità che sprigiona dai protagonisti è commovente, e rende questo racconto coinvolgente, a tratti allegro, di quell'allegria che possiamo immaginare abbia circondato Gesù insieme ai suoi apostoli in qualche momento. Con "La passione di Cristo" di Mel Gibson abbiamo sofferto (confesso che non riesco a rivederlo), il tormento di Cristo sovrasta lo spettatore, specie chi sa che, analizzando la Sindone, le ferite inferte sono state proprio quelle, orribili, insopportabili.

Perché Cristo è Crocifisso, e poi Risorto, e da questo epilogo che ha fatto la nostra Storia da 2000 anni non si può prescindere.

Con "The Chosen" siamo ancora lontani da questo momento drammatico, raccontato molte volte dal cinema, il Cristo rappresentato in questa serie rasserena, è turbato ma ancora col sorriso, e abbiamo bisogno anche di questo noi, bombardati da negatività quotidiane: la serenità, la speranza, la bontà, il credere anche a ciò che non vediamo immediatamente, perché è bello anche il cielo blu sopra le nostre teste, dove ci sia Gesù che ci ascolta.

La serie fu ideata da Dallas Jenkins, un regista americano che voleva mostrare un Gesù meno divino e più umanizzato, che facesse parte di una narrazione in cui potersi identificare.

Per realizzare il suo progetto decise di raccogliere soldi online attraverso il crowdfunding, arrivando a 10 milioni di dollari per la prima stagione, superando i 100 milioni di spettatori, del tutto inaspettati, soprattutto perché la serie è stata trasmessa online.

Il suo successo è attribuito principalmente a due fattori: gli spettatori che la finanziano si sentono coinvolti personalmente e si considerano parte di una comunità che vuole continuare a sostenere questa produzione, mentre la narrazione artistica legata ai temi religiosi sembra piacere e coinvolgere molte persone, anche quelle non cristiane.

La sfida di chi ha ideato, realizzato e finanziato questo racconto in video è stata vinta: è arrivata alla quarta stagione, con una platea di pubblico sempre più allargata.

In Italia è possibile vederla su Netflix, dove la prima stagione è doppiata in italiano, oppure gratuitamente sul sito italiano di The Chosen.

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Commenti (7)

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Mostra commenti 7 caricati
    1. pippo123 2 febbraio 2024

      ieri sera ho visto la prima puntata, ho spento dopo 7 minuti...peggio della corazzata Potemkin...strani gli americani

    1. JHON 1 febbraio 2024

      IL lavoro cinematografico che mi è piaciuto maggiormente è Gesù di Nazareth, con la regia di Franco Zeffirelli. Tante volte mi sono chiesto il perchè, quando si è trattato di girare film sulla vita di Gesù, si siano scelti Attori inglesi e americani. Roma pur essendo il centro della Cristianità Mondiale, non è mai riuscita ad allestire lavori cinematografici, degni di rappresentare l'immagine della Sua Sacralità. I successi legati ai film sulla vita di Cristo, sono tutto merito di attori stranieri, nel caso di Zeffirelli, l'attore che interpreta Gesù è inglese. Anche Hollywood ha pescato a piene mani nei racconti cinematografici della vita di Gesù, quante volte è stato trasmesso sulla tv di Stato Ben-Hur o La Tunica? In questo senso mi sento un pò "tradito" quando si parla di sacro, come questa serie televisiva ancora una volta raccontata da coloro che dovrebbero solamente vergognarsi di pronunciare il nome di Gesù! E ancora una volta, come in questo caso, raccontandola a modo loro, ricostruita sul racconto di un Vangelo Apocrifo di Nicodemo. I Vangeli Canonici, sono inenarrabili? Ma si dai, insomma a vedere cosa sta succedendo in quella Terra dove è nato il Salvatore del mondo, ci può anche stare ai giorni nostri che un attore ingloamerico, raccolga intorno a sè i bambini e dica la famosa frase: Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come Loro, infatti, appartiene il Regno dei cieli."

    2. pippo123 2 febbraio 2024

      a questa domanda zeffirelli ha risposto; perchè la lingua inglese è conosciuta da tutti e non necessita traduzioni

    3. JHON 2 febbraio 2024

      Una risposta da vassallo! Tipico Italiano.

    1. LuxIgnis 1 febbraio 2024

      Era bella ma molto bella la serie Tv del 2020 Messiah.
      Qui si immaginava una specie di Cristo venuto nei nostri giorni che si confronta con la realtà odierna.
      Braccato come truffatore e inseguito dal Mossad (c'è molto anche del conflitto attuale israelo palestinese). E da un'altra parte spinto a essere invischiato nelle dinamiche di una setta religiosa che ne vuole fare una guida religiosa.
      Nonostante abbia comunque avuto una buona accoglienza di pubblico la serie è stata cancellata dopo la prima stagione.
      Ma era ottima e faceva riflettere.
      Forse per questo è stata cancellata. Quanto più di vicino si possa immaginare un ipotetico Cristo ai giorni nostri.
      Se vi capita di trovarla (non dovrebbe essere difficile in qualche sito) vedetela.
      https://www.imdb.com/title/tt7671598/

    1. clausneghe 1 febbraio 2024

      E Babbo Natale?
      Quand'è che dedicheranno una serie a Babbo Volante Tossico?
      Credere a Gesù come ce l'hanno raccontato equivale a credere a babbo Natale.
      Non è esistito un uomo così in Palestina altrimenti gli scriba Romani lo avrebbero notato come si noterebbe un uomo che fa risorgere i morti e cammina sulle acque, ma non c'è traccia storica, è solo un mito ripreso da altri miti.
      E Dio è tutto meno quello che dicono i preti..
      Poi, per il resto, va bene, meglio che si ispirino a Gesù che a Stoltenberg (che è in lizza per il Nobel per la Pace, non è uno scherzo) per dire..

    1. IlContadino 1 febbraio 2024

      Gesù me lo immagino con un eterno sorrisino stampato in faccia.
      Tutte le gioie o i turbamenti ai quali siamo abituati per Gesù-sorrisino sono laggiù sul fondo, lontani lontani, abbandonati a se stessi, tipo relitto del Titanic.
      Allora mi immagino lui seduto, in silenzio, col suo sorrisino, io accanto, in silenzio a mia volta, pian piano quel sorrisino viene anche a me, come da ragazzini, in cerchio..ahaha, ma senza fattanza.
      Ecco, quando penso a Gesù mi viene il sorriso, e lo ringrazio:-))

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