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TASSE GLOBALI PER FINANZIARE I BENI PUBBLICI MONDIALI

Di IVAN DU ROY

bastamag.net

Mentre il G20 è riunito a Londra il 2 aprile, l’associazione altermondialista Attac presenta una serie di proposte per regolamentare le speculazioni e i mercati e soprattutto per liberare risorse finanziarie a livello mondiale. Queste “tasse globali” devono permettere di lottare veramente contro la povertà, assicurare l’accesso ai diritti fondamentali, come il cibo, l’acqua, la salute o l’educazione, e proteggere l’ambiente, particolarmente con una tassa sulle scorie nucleari. Le proposte sono offerte al pubblico dibattito.

In un rapporto sul ruolo dei paradisi fiscali nella crisi finanziaria, pubblicato alla vigilia del G20 di Londra, l’associazione Attac propone numerose tasse globali e ecologiche da mettere in atto a livello internazionale. Queste tasse hanno per obiettivo la lotta contro le disuguaglianze che si sono scavate tra “la quasi totalità dell’umanità” da una parte, contadini e salariati, e “il vertice di una piramide globale delle rendite” dall’altra, quadri superiori e dirigenti che possono facilmente spostarsi senza gli impedimenti delle leggi sull’immigrazione e trasferire somme astronomiche tra le varie borse o succursali bancarie. Il denaro generato da questa fiscalità internazionale deve anche finanziare “beni pubblici mondiali”: l’alimentazione, l’accesso all’acqua, salute, educazione, protezione dell’ambiente, sviluppo di infrastrutture di trasporto in comune …

Le proposte accompagnano una serie di misure destinate a regolamentare i mercati finanziari, come la soppressione dei paradisi fiscali.

Concretamente, una tassa sulle transazioni finanziarie, sulla compravendita di valuta (3200 miliardi di dollari al giorno nel 2007!) e sugli scambi borsistici (1000 miliardi di dollari al giorno) potrebbero così fruttare 500 miliardi di dollari all’anno. Un’imposta specifica sui profitti delle multinazionali porterebbe una identica cifra. Secondo la Cnuced (Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo sviluppo), le prime cento imprese transnazionali cumulavano all’inizio del XXI secolo un volume d’affari di 4800 miliardi di dollari.

Attac suggerisce anche di tassare di un piccolo 1% gli “ultraricchi”: le 100.000 persone al mondo che posseggono una fortuna superiore a 30 milioni di dollari, ossia un patrimonio complessivo di 14.000 miliardi di dollari. 4.600 volte il budget del Programma alimentare mondiale che fatica a ridurre la mortalità dovuta alla fame e di cui sono vittime 25.000 persone al giorno!

Attac rileva che l’imposta sul patrimonio, in seno ai paesi dell’OCSE, è l’unica ad essere stata abbassata negli ultimi 40 anni. Durante questo periodo, i prelievi per usi sociali sui salari e le imposte al consumo, che riguardano la grande maggioranza della popolazione, sono aumentati.

L’associazione antiglobalizzazione insiste ugualmente sulla necessità di una fiscalità ecologica: una tassa sulle emissioni di carbone (idea condivisa dalla Fondazione Nicolas Hulot) e, più originale, una tassa sulla produzione di scorie nucleari con vita di lunga durata ed alta radioattività da imporre sulla produzione di plutonio. Infine, Attac propone di estendere la tassa sui biglietti aerei messa in atto da diversi paesi (tra cui la Francia sotto l’egida di Jacques Chirac).

L’insieme di queste nuove tasse, applicate ai più ricchi o ai grandi inquinatori, che siano le grandi imprese o le grandi fortune mondiali, potrebbe fruttare ogni anno più di 1.400 miliardi di dollari. Abbastanza per regolare un po’ meglio i mercati finanziari e, soprattutto, per liberare risorse per ridurre le disuguaglianze, proteggere l’ambiente e inventare “sistemi di produzione e di consumo che non ipotechino le condizioni di vita sul pianeta Terra”.

“I poveri non hanno il tempo di aspettare che le cose migliorino spontaneamente, perché non avverà nessun miglioramento miracoloso”, ribadiscono gli autori del rapporto, Aurélie Trouvé e Jean-Marie Harribey, co-presidenti di Attac, entrambi economisti, Gérard Gourguechon, già sindacalista del Sindacato nazionale unificato delle imposte (Snui) e Jacques Cossart, anch’egli economista e co-autore del rapporto Landau su “I nuovi contributi finanziari internazionali” commissionato da Chirac nel 2004. Tutti loro insistono su “l’urgenza delle decisioni da prendere” per evitare “la catastrofe irrimediabile”.

“L’insieme di queste proposte è sottoposto al pubblico dibattito – precisano – Sono il frutto di riflessioni collettive condotte in seno al movimento antiglobalizzazione, particolarmente nei forum sociali sia europei che mondiali”. Resta da vedere se farà seguito la volontà politica di condurre il dibattito.

Per accedere sul sito di Attac Francia al rapporto completo in formato pdf (in francese, 34 pagine)

Titolo originale: “Des taxes globales pour financier “les biens publiques mondiaux”
Fonte : www.bastamag.net
Link: http://www.bastamag.net/spip.php?article509&id_mot=2
26.03.2009

Scelto e tradotto per Come donchisciotte.org da MATTEO BOVIS

Pubblicato da

  • nosocheneso

    le tasse servono solo ai richi, che sempre sanno come NON pagarli

  • sandro_bs

    quando si scopre la percentuale di tasse che finisce al servizio del debito, ai banchieri, e la parte ridicola spesa in servizi per noi, passa la voglia di pagarle, e ogni disprezzo per chi evade.

    con buona pace degli “esperi” che in TV cercano di renderci come gli americani, di farci credere che gli evasori sono dei criminali da incarcerare, mentre chi paga tante imposte deve vantarsi pubblicaente di farlo.

    nei Paesi anglosassoni l’evasione sarà punita duramente e i controll isaranno molto severi sugli evasori. Ma esiste un dibattito civile sull’uso delle tasse e il controllo dei cittadini su chi incassa le tase è fote come quello della politica su chi evade.

    no taxation without rapresentation…le tasse finiscono n servizi, mentre il debito può diventare pure astronomico che se lo pagano gli altri.

    tasse minime=stato ociale assente, vedi USA, ma quanto si incassa è destinato a opere di pubblica utilità, non a ingrassare i banchieri col signoraggio

  • myone

    Tassare su cio’ che inquina, gas, nucleare, e altro, e’ un modo per far pagare dazio usando la demagogia del “chi pecca o sbaglia paga”, ma la macchina fabbrica-prende soldi, si usa di ogni ideologia, pur di continuare nell’ illegalita’ legalizzata. Alla fine l risultato e’ la frode uguale, perche’ dove ogni intento con questo sistema, di voler porre un modo per risolvere, non e’ altro che un modo per creare un altro manipolare del denaro e della ricchezza dei pochi, nonche’ di potere.

    Tutti i buchi finanziari, dovrebbero farli risalire no solo allì’ origine, ma a tutte le vie che sono traslocati, e reperire sostanza in pari valore, confiscando in ogni modo soldi, azioni, e immobili, e carcerando tutti coloro che ne hanno progettato e usufruito.

    Ora come ora, quanto mai e’ sintetico il motto di chi l’ ha usato per specularci, ma che ora e’ una verita’ sacrosanta: Togliete ai (ricchi) e dategli alle vittime di queste frodi; mutuati, licenziati, e resto,………… e fate una frode giusta una volta per tutte, a poveri, sidoccupati, senza cibo, sfruttati, e altro, e fateli fraudolenti alla grande, nei vostri confronti, o nei confronti di tutti quelli che ci galleggiano con il potere e i soldi e i beni, e sappiate almeno una volta prenderlo in quel posto, almeno una, per tutte le volte che lo avete messo agli altri.

  • Duffy

    le tasse mondiali serviranno a finanziare il NWO ….

  • baquara

    chi controlla le borse controlla l economia e i governi e videntemente controlla anche chi controlla come spendere i soldi delle tasse nuove e vecchie.
    l unica cosa che puo cambiare le cose è globalizzare le persone e non le imprese, costringere i propietari delle risorse di suolo e sottosuolo a sviluppare l economia di chi abita sul posto.
    distribuire la ricchezza sul territorio insieme ai propietari della ricchezza e privilegiare la produzione di beni reali e non i capitali virtuali.
    sono gia stati stanziati piu di 15 trigliardi di dollari dai vari governi mondiali quando la crisi dei mutui era di circa 4 trigliardi e secondo la FAO con 700 migliardi si eliminerebbe la fame nel mondo fino al 2015.
    I numeri non fanno senso perche i soldi probabilmente non esistono, quindi bisognerebbe trovare alternative reali che abbiano a che vendere con le persone e non con il mondo economico origine del disastro.