Spiegazione dei numeri fasulli di decessi Covid

“Sui certificati di morte si dovrebbe riportare Covid-19 per tutti i deceduti in cui la malattia ha causato o si presume abbia causato o contribuito alla morte”

Dennis McGowan – American Thinker – 12 aprile 2021

 

Per molti di noi che hanno avuto a che fare con gli standard scientifici e le procedure legate alla registrazione dei decessi c’è stato un serio senso di dubbio sui numeri dei decessi della Covid 19 riportati dai media, per gentile concessione dei Centers for Disease Control and Prevention. I numeri sembrano posizionarsi da qualche parte tra il marginalmente sopravvalutato e il grossolanamente esagerato. Alla fine, questi istinti sono stati supportati da un documento scientifico sottoposto a revisione paritaria (peer-reviewed).

Il 12 ottobre dell’anno scorso, è stato pubblicato un documento di 25 pagine su Science, Public Health Policy and The Law (Scienza, Salute pubblica e Leggi) che spiegava, in dettaglio, la ragione fondamentale dei numeri di mortalità annunciati pubblicamente e il meccanismo con cui sono stati derivati. Questo documento, scritto da dieci membri della comunità scientifica, si intitola “Covid-19 Data Collection, Comorbility & Federal Law: A Historical Perspective” (Raccolta dati Covid-19, comorbilità e legge federale: una prospettiva storica). Il nocciolo della questione è il CDC e i suoi metodi di raccolta e segnalazione dei dati, un modello che è stato modificato radicalmente di fronte alla crisi attuale.

Nel 2003, il CDC aveva elaborato e pubblicato alcuni documenti guida usati dalla comunità forense intitolati “Medical Examiners’ and Coroners’ Handbook on Death Registration and Fetal Death Reporting” (Manuale degli esaminatori medici e dei coroner sulla registrazione della morte e sulla segnalazione della morte fetale) e “Physicians’ Handbook on Medical Certification of Death” (Manuale per i medici sulla certificazione medica della morte) . Questi testi sono stati lo standard per la certificazione delle morti, a livello nazionale, per diciassette anni. Tuttavia, nel marzo del 2020 le cose sono cambiate.

Il National Center for Health Statistics ha rilasciato il Covid-19 Alert No. 2, che ha cambiato il modo in cui le morti con collegamenti al Covid 19 sono state riportate e tabulate. La riga rivelatrice del documento è nell’ultimo paragrafo: “Sui certificati di morte si dovrebbe riportare Covid-19 per tutti i deceduti in cui la malattia ha causato o si presume abbia causato o contribuito alla morte” [evidenziato dall’autore]. Questo ha cambiato i parametri per l’inclusione delle morti da Covid, aumentando i numeri in modo sostanziale.

Una tabella nello studio di ottobre intitolata “Comparison of Total Covid-19 Fatalities Based Upon Different Reporting Guidelines” (Confronto dei decessi totali Covid-19 sulla base di diverse linee guida di segnalazione) ha dimostrato che le morti fino al 23 agosto del 2020 erano più alte di oltre 16 volte rispetto alla definizione tradizionale (evidenziato dal traduttore). Se la segnalazione di questi decessi avesse seguito la guida CDC del 2003, il numero di morti per il Covid sarebbe stato di 9.684. Tuttavia, utilizzando questo nuovo metodo di segnalazione e classificazione applicato esclusivamente alla Covid-19, il numero di morti è 161.392 (evidenziato dal traduttore).

Il documento si addentra in una varietà di altri argomenti, alcuni legali e alcuni statistici, che sono tutti intrinsecamente funzioni del cambiamento dei parametri di segnalazione delle morti iniziato dall’allarme di marzo 2020. Tuttavia, per molti di noi che hanno avuto dubbi assillanti sui numeri reali, sapere che il calcolo per la registrazione di queste morti era stato modificato è rassicurante. Avendo passato un anno a guardare i numeri delle morti di Covid e supponendo che il vero conteggio fosse più probabilmente la metà o un terzo di quello che veniva riportato, questo nuovo rapporto è sia soddisfacente che sorprendente. Nessuno di noi avrebbe immaginato che la disparità effettiva sarebbe stata che il numero di morti per Covid, secondo questo studio, è un po’ meno del 6% dei numeri riportati dai media (evidenziato dal traduttore).

 

Link: https://www.americanthinker.com/blog/2021/04/faulty_covid_death_numbers_explained.html

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

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giovanni
giovanni
14 Aprile 2021 4:35

Se ho ben compreso verrebbe annoverato tra i morti per covid il depresso che si suicida per paura di contrarre la malattia.
Ottimo!

Maurizio
Maurizio
14 Aprile 2021 9:45

Non mi stupirebbe se venissero usati gli stessi criteri per conteggiare i ricoverati nelle terapie intensive “al collasso”.

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