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SCOPI E OBBIETTIVI DELLA RUSSIA E DELLA SUA POLITICA NEL PACIFICO-ASIATICO


DI ANDREI VOLODIN
Strategic Culture Foundation

Gli attuali parametri di base della politica estera della Russia sono obiettivamente dipendenti dal “corridoio delle potenzialità” formato da due mega-trend dello sviluppo del sistema globale.

Il primo è un fermo e saldo spostamento dei centri della crescita dell’economia globale in direzione opposta a quella della regione Nord Atlantica. Secondo le previsioni, dal 2020 sette delle maggiori economie saranno Asiatiche.

Osserviamo sullo sfondo della “fissa” crescita economica delle principali economie occidentali, che la Cina e l’India adesso si stanno trasformando nei maggiori generatori della domanda globale aggregata e nelle locomotive dell’economia globale. Assieme a ciò, il peso del vettore trans-Atlantico nelle strategie geo-economica e geopolitica perseguite dagli Stati Uniti, sta declinando laddove il vettore trans-Pacifico avanza come principale forza di movimento della crescita dell’economia USA. (Tale trend ha una larga estensione sulle altre dinamiche attive
dello sviluppo degli stati della costa occidentale degli USA).

Secondo: la continua rottura dell’ordine unipolare mondiale (molti esperti, soprattutto negli USA, negano totalmente che esista una tale costruzione).
La conseguenza del fallimento del progetto del mondo unipolare, sia adesso
la complicazione qualitativa dell’equazione geopolitica nel mondo intero
e sulla Regione Asia-Pacifico (APR) in particolare. Non è accidentale
che esperti si riferiscano alla nuova configurazione di forze come “enigma
Asiatico
”. Gli elementi basici della nuova costruzione includono:

a) la proiezione dell’accelerata crescita economica della Cina, sul piano
delle relazioni interstatali;
b) la crescita delle preoccupazioni dei paesi della regione (Giappone, India, Vietnam, stati del Sud-Est, ecc.)
sulle prospettive dell’“espansione” geopolitica della
Cina nella regione;
c) la crescita delle attività USA nella regione,
in particolare in risposta alla crescente influenza della “nuova
strategia geopolitica
” di Beijing, che Washington vede come
una potenziale minaccia a lungo termine agli interessi statunitensi;
d) il ruolo assolutamente insignificante della Russia nell’APR dovuta alla
debolezza della politica economica della Federazione Russa e gli incerti
termini delle sue priorità geopolitiche.

Appare che la strategia della Russia nella regione del Pacifico Asiatico
dovrebbe essere costituito da un numero di “unità
regionali che nel prossimo futuro dovrebbero essere capaci di formare
un modello completo di relazioni interstatali in tale parte del mondo.

1. Sud Asia. Gli interessi della Russia in tale sub-regione, in cui l’Iran
è logicamente il primo da affrontare, dovrebbe essere ridotto a:

a) assicurare delle favorevoli condizioni esterne per lo sviluppo di “nuovi
stati indipendenti
” nell’Asia Centrale;

b) la restrizione del
ruolo giocato dalle forze dell’Islam politico (impegnato in una fiera
lotta contro il radicalismo Sunnita per l’egemonia ideologica e politica
nel mondo Mussulmano) come in anche in Pakistan, le cui elite stanno iniziando
a comprendere la contro-produttività della teoria e della pratica
dell’estremismo religioso nel loro paese;

c) la restaurazione delle posizioni
storiche della Russia nel Sud Asia, che ha un attivo ritorno, sulla regione,
nel processo di diversificazione delle relazioni della “partnership
strategica
” con l’India, e l’inizio di un ampio dialogo con
il Pakistan, a cui Islamabad è vitalmente interessata;

d) Il respingere
delle potenziali minacce agli interessi strategici Russi sia in Sud Asia
che in Asia Centrale gestendo degli attivi progetti di sviluppo energetico,
ha un primario significato geopolitico per la Russia (per esempio, la
partecipazione di Gazprom nel gasdotto Iran-Pakistan-India, ecc.);

e) la neutralizzazione necessaria dell’impatto in Sud Asia delle forze
non-regionali, soprattutto USA e Cina*. La razionalità economica
del “ritorno” della Russia nell’Asia del Sud, dovrebbe
restaurare le relazioni bilaterali con i paesi della regione, simultaneamente
con il rafforzamento del ruolo dello stato Russo nelle attività
economiche nella regione.

2. Asia del Sud-Est. Nei passati 5/7 anni la regione è divenuta
uno spazio per l’esibizione di interessi delle maggiori potenze mondiali,
incluse USA e Cina. La trasformazione dell’ASEAN in una sorte di “nucleo
di una potenziale zona di libero commercio in Asia, la cui capacità
interna è, perlomeno, non più piccola di quella dell’Unione
Europea, è causa della crescita di interesse sia per i leader tradizionali,
sia nuovi, dell’economia globale.

A sua volta, gli stati Sud Asiatici che riconoscono lo status appena acquisito,
iniziano a essere maggiormente interessati ai problemi non-economici,
in particolare il mantenimento della loro sovranità politica. La
logica delle attività dei paesi del Sud Asia, argina la necessità
di complicare massimamente “l’equazione” delle forze
esterne alla regione; e da questo punto di vista la Russia dovrebbe avere
un ruolo attivo da giocare assieme alla Cina, al Giappone e agli USA.

Tuttavia, al momento tale paese è evidentemente privo di risorse
geo-economiche per una efficiente penetrazione nell’Asia del Sud-Est.
Sostenendo le attività economiche estere della Russia, si potrebbe
scorgere il solo modo per farsi sentire in Asia del Sud Est. A sua volta,
la distruzione dei superati meccanismi della gestione delle attività
economiche estere (in assenza di una nuova) è il maggiore ostacolo
alle attività Russia qui. Il peso insignificante della cooperazione
militare e tecnica con la Malaysia e l’Indonesia, la progettata cooperazione
nell’area per la costruzione di infrastrutture navali in Tailandia (così
lontana che non ha una preso linea chiara) e le Filippine, è troppo
piccola per poter iniziare a competere con USA, Giappone e Cina, su un
piede di parità. Inoltre, l’elite dominante Russa, non ha chiaramente
compreso il ruolo dell’Asia del Sud Est nella gerarchia dei “centri
del potere
” nel mondo contemporaneo e nella struttura degli
interessi della Russia.

3. L’Estremo Oriente. L’importanza dell’Estremo Oriente nella politica
estera della Russia è obiettivamente cresciuta in vista dei compiti
dello sviluppo accelerato e della creazione di un maggiore comfort nelle
regioni orientali della Russia. Tale linea non ha alternative politiche.
Contemporaneamente, le attività economiche estere della Russia
in Estremo Oriente, stanno divenendo una parte organica della nostra politica
interna, dove le relazioni con il Giappone e la Corea del Sud diventano
un fattore determinante (il “triangolo” Russia-Giappone-Sud
Corea completano le sue principali dinamiche delle mutue relazioni).

I due maggiori trend dovrebbero essere estrapolati dall’interno del “triangolo”,
potendo ognuno determinare gli obiettivi della politica estera della Russia.
Primo: lo sviluppo delle relazioni Russo-Giapponesi nella loro attuale
forma (il continuo processo di negoziazione dei problemi della “divisione
territoriale
”) è privo di prospettive storiche dell’attuale
allineamento delle forze sociali e politiche in Giappone riguardo ai “territori
settentrionali
” che è abbastanza salda, mentre la Costituzione
Russa non permette alcun mutamento territoriale senza tenere un referendum
nazionale, il cui risultato sarebbe facilmente conoscibile.

Secondo: la Corea del Sud ha esaurito le sue risorse interne nella strategia
orientata all’export, e la continuazione del progresso dello sviluppo
che questo stato, dopo tutto dice e fa, dipende dall’efficiente ricerca
da parte dell’elite dominante il paese, dal meccanismo compensatorio per
la restaurazione di una crescita economica accelerata (del rateo annuale
del 7/8% comparato all’attuale 4%). Vi sono solo due tipi di tali meccanismi.
Sono la partecipazione nella modernizzazione e sviluppo dell’Estremo Oriente
della Russia, e la creazione di fondamenta materiali e tecnologiche per
l’unificazione dei due stati Coreani.

*L’intenzione dei circoli dominanti dell’India di vedere
la Russia come un attivo partecipante delle relazioni internazionali
in Sud Asia argina direttamente la loro incertezza sulla capacità
degli USA di limitare l’influenza Cinese nella regione.

Versione originale:

Andrei Volodin
Fonte: http://en.fondsk.ru/
Link: http://en.fondsk.ru/article.php?id=918
24.08.2007

Versione italiana:

Fonte: http://sitoaurora.altervista.org/
Link: http://sitoaurora.altervista.org/Eurasia/Russia7.htm
Traduzione di Alessandro Lattanzio

Pubblicato da God