I virus esistono?

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Michael Palmer, MD e Sucharit Bhakdi, MD - Doctors for COVID Ethics.org – 18 maggio 2024

Nel contesto della "pandemia" COVID-19, molte persone sono arrivate a capire che le autorità politiche e scientifiche hanno sistematicamente mentito sull'origine dell'agente infettivo, nonché sulla necessità e sulla sicurezza delle contromisure obbligatorie, tra cui i lockdown, le mascherine e i vaccini. Alcuni scettici si sono spinti oltre e hanno iniziato a mettere in dubbio l'esistenza del virus responsabile della COVID-19, o addirittura di virus e germi patogeni in generale. Qui mettiamo queste domande in prospettiva.

Prima di entrare nello specifico di germi e virus, dobbiamo riconoscere che il pubblico ha abbondanti ragioni per diffidare non solo di politici, funzionari pubblici e media, ma anche della "comunità scientifica". Già prima della pandemia COVID-19, diversi membri di alto livello di questa comunità avevano richiamato l'attenzione sul deplorevole stato dell’integrità scientifica della ricerca medica. Particolarmente toccante è la citazione dell'ex caporedattore di una delle più importanti riviste mediche del mondo, Marcia Agnell [1]:

“Non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica pubblicata, né affidarsi al giudizio di medici fidati o a linee guida mediche autorevoli. Non mi fa piacere questa conclusione, alla quale sono giunta lentamente e con riluttanza nel corso dei due decenni in cui sono stata redattrice del New England Journal of Medicine.”

Alla valutazione della Agnell fanno eco il direttore di The Lancet Richard Horton [1], uno dei più famosi epidemiologi, John Ioannidis [2], e Bruce Charlton, ex direttore di Medical Hypotheses [3]. E, a dire il vero, questo stato già precario si è ulteriormente deteriorato con la "pandemia" COVID-19. Ecco alcune delle bugie riguardanti la COVID-19 che sono state raccontate sia dai politici che dai loro giullari scientifici in tutto il mondo:

  • il virus SARS-CoV-2 è di origine naturale ed è passato spontaneamente dai pipistrelli o dai pangolini all'uomo;
  • il test PCR su pazienti asintomatici è un mezzo appropriato per seguire la diffusione della COVID-19;
  • le prime ondate di COVID-19 hanno minacciato di sovraccaricare il sistema sanitario a tal punto da rendere necessaria la distruzione dell'economia per "appiattire la curva";
  • la vaccinazione di tutta la popolazione era necessaria per superare la pandemia;
  • anche se i vaccini erano "sicuri ed efficaci", le persone vaccinate erano ancora a rischio di essere infettate da individui non vaccinati (ma non da altri vaccinati).

Queste assurde e sfacciate bugie sono state trattate altrove, ad esempio dal cardiologo Thomas Binder [4]. Le citiamo qui solo per chiarire che, in linea di principio, condividiamo l'atteggiamento radicalmente scettico di gran parte del pubblico. Tuttavia, riteniamo che in alcuni casi questo scetticismo radicale sia stato portato troppo in là e che il proverbiale bambino sia stato buttato via insieme all'acqua sporca. A sostegno della nostra tesi, ripercorriamo la storia della "teoria dei germi" per quanto riguarda le malattie infettive.

  1. La nascita della teoria dei germi nel XIX secolo

L'idea che i microbi causino malattie trasmissibili era stata accettata alla fine del XIX secolo. Il suo più grande pioniere fu Robert Koch, un medico prussiano, che scoprì gli agenti batterici che causano l'antrace, il colera e la tubercolosi. Queste scoperte aprirono la strada alla prevenzione di queste malattie attraverso l'igiene e la sorvegliaza.

Ancor prima delle scoperte di Koch, il medico ungherese Ignaz Semmelweis aveva scoperto che i medici potevano evitare la trasmissione della sepsi puerperale dalle madri decedute a quelle viventi attraverso il lavaggio antisettico delle mani; ma, poiché la sua procedura empirica mancava di un fondamento teorico, alla fine fu abbandonata, nonostante il suo dimostrato successo. Semmelweis stesso fu internato in un ospedale psichiatrico, dove subì abusi fisici e morì poco dopo (1).

Il destino personale di Semmelweis dimostra che l'opinione pubblica e la comunità medica dell'epoca non erano certamente pronte per la "teoria dei germi", cioè per l'idea che le malattie fossero causate da germi reali che potevano essere trasmessi da una persona all'altra, ma che potevano anche essere identificati e combattuti. È quindi notevole che le scoperte di Koch siano state riconosciute e accettate in un periodo di tempo piuttosto breve. Ben presto, altri ricercatori si unirono alla caccia di altri batteri patogeni. Rapidamente furono riconosciuti altri tipi di agenti patogeni; ad esempio, nel 1898 il medico britannico Ronald Ross scoprì che il parassita che causa la malaria si moltiplica all'interno delle zanzare Anopheles e viene trasmesso da queste ultime.

Cosa aveva portato a questo rapido trionfo della teoria dei germi? Sembra corretto affermare che sia gli scienziati coinvolti che il loro pubblico lo avevano reso possibile. Robert Koch stesso era uno sperimentatore ingegnoso e meticoloso. Si era imposto uno standard esigente per dimostrare che una certa malattia infettiva era causata da un microbo specifico, i ben noti "postulati di Koch" [5]:

1) - L'organismo in questione deve essere regolarmente presente nei tessuti malati della persona o dell'animale infetto.

2) - Gli organismi devono poter essere coltivati in coltura pura in laboratorio.

3) - La coltura pura deve produrre la malattia quando viene somministrata ad animali da esperimento.

4) - Gli organismi devono essere trovati nella malattia prodotta sperimentalmente e devono poter essere recuperati in coltura pura.

Sebbene le prove complete di Koch fossero sicuramente convincenti, il suo rapido successo non sarebbe stato possibile senza il suo pubblico. Anche se inizialmente scettico, questo pubblico era anche ben istruito e aperto: non era ancora diventato stanco, cinico e disorientato a causa dell'attacco incessante di notizie false/falsate e scienza spazzatura.

I grandi scienziati del XIX secolo erano spesso hobbisti che assecondavano i propri capricci e le proprie passioni. Erano quindi indipendenti da interessi esterni, in particolare da quelli finanziari. Anche i ricercatori accademici erano più protetti da interessi esterni rispetto ai "pezzi grossi" della scienza istituzionalizzata di oggi. Nel corso del XX secolo, però, gli istituti di ricerca scientifica sono diventati sempre più dipendenti da finanziamenti esterni, spesso controllati da potenti interessi particolari. Ciò ha gravemente compromesso e minato l'integrità scientifica. Non possiamo non chiederci: cosa penserebbe Robert Koch dell'istituto di "salute pubblica" di Berlino che porta il suo nome e di personaggi come Christian Drosten e Tony Fauci?

  1. Applicazioni di successo della teoria dei germi

Se è possibile utilizzare una teoria con successo nella pratica, ciò suggerisce che è vera, o almeno una buona approssimazione della verità. La teoria dei germi ha molte applicazioni utili; in questa sede ci limiteremo a fornire alcuni primi esempi a titolo illustrativo.

Meno di un decennio dopo la scoperta del bacillo dell'antrace da parte di Koch, Friedrich Klein isolò lo Streptococcus pyogenes, il batterio che causa la febbre puerperale, la scarlattina e vari tipi di infezioni cutanee. Questa scoperta potrebbe spiegare il precedente successo delle procedure di disinfezione delle mani sviluppate empiricamente da Semmelweis per prevenire la febbre puerperale. L'igiene, la sorveglianza e il miglioramento dei servizi igienici permisero di prevenire le epidemie di malattie enteriche come il colera. La città di Amburgo, che inizialmente si era rifiutata di adottare tali precauzioni, nel 1882 fu prontamente colpita da un'epidemia di colera (*) che causò diverse migliaia di vittime [6]. Robert Koch stesso fu incaricato di supervisionare l'introduzione di contromisure igieniche, che portarono rapidamente l'epidemia sotto controllo.

È stato soprattutto grazie a queste misure preventive che le malattie infettive sono state sconfitte, anche prima che diventassero disponibili trattamenti specifici per le infezioni manifeste. Questo è illustrato per la tubercolosi nella Figura 1. Malcolm Watson, medico al servizio delle colonie dell'Impero Britannico, ideò metodi efficaci per controllare la malaria. Il suo lavoro, iniziato solo pochi anni dopo che Ross aveva scoperto che il parassita della malaria era diffuso dalle zanzare Anopheles, si basava principalmente sul drenaggio accurato e meticoloso delle zone umide e sulla regolazione di ruscelli e torrenti, mentre la profilassi con chinino e il trattamento delle infezioni svolgevano un ruolo secondario [7].

  1. La teoria dei germi vs. la "teoria del terreno" (si veda anche qui): una falsa dicotomia

Gli oppositori della teoria dei germi amano sottolineare il ruolo decisivo della salute generale del paziente nei riguardi della suscettibilità alle malattie infettive. Questo principio è di fatto accettato dalla medicina tradizionale. Per esempio, l'importanza dell'età e della salute generale nella prognosi della polmonite è stata riassunta dal famoso medico canadese William Osler come segue:

“Nei bambini e negli adulti sani le prospettive sono buone. Nei soggetti debilitati, negli ubriachi e negli anziani le probabilità di guarigione sono inferiori. In quest'ultima classe [la polmonite] è talmente fatale che è stata definita la fine naturale dell’anziano.”

Le parole di Osler, scritte nel 1892, sono valide ancora oggi, a prescindere dal germe in questione. Non importa che la polmonite sia causata da pneumococchi, dal virus dell'influenza o dal SARS-CoV-2. In generale, la nozione di infezioni "opportunistiche" che colpiscono le persone in cattive condizioni di salute e in stato di immunosoppressione si trova nei libri di testo di medicina. Ma, d'altra parte, senza uno di questi patogeni opportunistici, anche gli individui suscettibili non contrarrebbero una malattia infettiva.

La Figura 1 mostra come, subito dopo la scoperta del bacillo tubercolare da parte di Koch, la mortalità dovuta alla tubercolosi abbia subito un forte e prolungato declino. Molto probabilmente, sia l'igiene che il miglioramento dell'alimentazione e della salute generale avevano contribuito a questo cambiamento positivo. Si noti, tuttavia, che non vi è alcuna inversione di tendenza rilevabile negli anni '30, cioè durante la Grande Depressione. In quell'epoca, molte persone furono improvvisamente gettate nella povertà, condizione che, molto probabilmente, aveva anche abbassato la qualità della loro alimentazione e la loro resistenza alla tubercolosi. Il continuo declino della mortalità per tubercolosi in quegli anni fu probabilmente dovuto alle continue misure di sorveglianza.

[caption id="attachment_209431" align="aligncenter" width="1200"]tbc_mortality Figura 1: Mortalità per tubercolosi negli Stati Uniti per anno (da [8]). La streptomicina è stato il primo antibiotico attivo contro la tubercolosi.[/caption]

  1. Non tutti i patogeni infettivi possono soddisfare i postulati di Koch

Di tanto in tanto si legge che qualche virus o altro microbo patogeno non soddisfa i postulati di Koch, il che viene interpretato come una prova che non causa la malattia per cui è noto. Questo è fallace. I postulati di Koch non costituiscono una sorta di assioma matematico; devono essere compresi nel loro contesto storico.

Koch aveva bisogno di convincere un pubblico che, all'inizio, era radicalmente scettico; quindi, più completa e rigorosa era la sua prova, più facile sarebbe stato il suo successo. Aveva quindi perfettamente senso che si concentrasse su agenti patogeni che potessero essere coltivati in coltura pura, cioè in assenza di altri esseri viventi, e che potessero poi essere inoculati in animali da esperimento e isolati tutte le volte che si voleva. Tuttavia, una volta che l'idea degli agenti patogeni infettivi ebbe preso piede in linea di principio, divenne presto evidente che non tutti [questi agenti] soddisfacevano ogni singolo postulato del canone. Ad esempio, Rickettsia prowazekii e Treponema pallidum, gli agenti batterici che causano rispettivamente il tifo e la sifilide, non possono essere coltivati in coltura pura e quindi non possono soddisfare il secondo, terzo e quarto postulato. Tuttavia, possono essere propagati in animali da esperimento e la Rickettsia prowazekii anche in coltura cellulare.

I virus, per loro natura, possono moltiplicarsi solo all'interno di cellule viventi, ma non in coltura pura. Pertanto, nessun virus può soddisfare i postulati di Koch. Se non sono soddisfatte, la questione della causalità della malattia deve essere risolta in altro modo.

  1. Cosa significa isolare un virus?

Diverse persone hanno espresso critiche molto ampie alla virologia come disciplina. Ad esempio, venti medici e ricercatori hanno recentemente pubblicato un memorandum intitolato "Settling the Virus Debate" [9] in cui si legge:

“Forse la prova principale che la teoria virale patogena è problematica è che nessun articolo scientifico pubblicato ha mai dimostrato che particelle che soddisfano la definizione di virus sono state direttamente isolate e purificate da tessuti o fluidi corporei di persone o animali malati. Usando la definizione comunemente accettata di "isolamento", cioè la separazione di una cosa da tutte le altre, c'è un accordo generale sul fatto che nella storia della virologia questo non è mai stato fatto. Le particelle che sono state isolate con successo attraverso la purificazione non hanno dimostrato di essere compatibili con la replicazione né di essere infettive e di causare malattie; non si può quindi dire che siano virus.”

Inoltre, gli autori chiariscono di non essere d'accordo con l'uso di colture cellulari come parte della procedura di isolamento. Secondo loro, le colture cellulari possono dare origine autonomamente a detriti che potrebbero essere scambiati per particelle virali, e insistono quindi sul fatto che un virus deve essere isolato direttamente da tessuti o fluidi corporei di esseri umani o animali infetti. A questa obiezione si può rispondere come segue:

  1. Le particelle di molti virus hanno forme molto caratteristiche che non è possibile confondere con le particelle prodotte dalle cellule viventi o con i detriti lasciati dalle cellule morte.
  2. Esistono molti metodi biochimici per caratterizzare le particelle virali e stabilire che esse contengono informazioni genetiche caratteristiche del virus piuttosto che della coltura cellulare ospite.
  3. Non tutti i virus possono essere facilmente coltivati in colture cellulari. Quelli che non possono essere coltivati in colture cellulari sono infatti propagati di routine negli animali da laboratorio e isolati direttamente da essi.

Un buon esempio di studio sugli animali era stato pubblicato da Theil et al. [10]. Si trattava dell'isolamento di un nuovo virus da maiali gnotobiotici, cioè altrimenti privi di germi. L'abstract dello studio recita come segue:

“Un virus simile al rotavirus (RVLV) è stato isolato da un maiale diarroico di un allevamento suino dell'Ohio. Questo virus ha infettato gli enterociti villosi in tutto l'intestino tenue di suini gnotobiotici e ha indotto una diarrea acuta e transitoria. Raramente sono stati osservati virioni completi [particelle virali] nel contenuto intestinale degli animali infetti... Il genoma del RVLV suino era composto da 11 segmenti discreti di RNA a doppio filamento...”

Lo studio mostra sia immagini al microscopio elettronico delle particelle virali, sia il risultato di un esperimento di elettroforesi che confronta il materiale genetico contenuto in queste particelle con quello di virus noti con morfologia simile (si veda Figura 2). Il nuovo virus poteva essere fatto passare in serie attraverso più suini senza essere "diluito" o perso del tutto; pertanto, si stava chiaramente replicando all'interno di quei suini. L'infezione era rilevabile nelle cellule intestinali dei suini e aveva causato diarrea. Non vediamo alcuna ragionevole obiezione alla conclusione degli autori di aver effettivamente stabilito l'esistenza di un nuovo virus che causa malattie intestinali nei suini.

[caption id="attachment_209430" align="aligncenter" width="1200"]Theil_et_al Figura 2: Figure 3 e 4 dello studio di Theil et al. [10], raffiguranti la caratterizzazione di un nuovo virus dal contenuto intestinale di animali da esperimento mediante microscopia elettronica (a sinistra) e mediante elettroforesi dell'RNA (a destra). Si veda il testo per i dettagli.[/caption]

Sebbene l'isolamento diretto sia spesso utilizzato per la caratterizzazione iniziale di un nuovo virus, l'uso di colture cellulari facilita notevolmente l'individuazione sensibile e rapida di routine di virus già noti. Non è realistico aspettarsi che i virologi praticanti rinuncino all'uso di questo espediente solo per accontentare gli scettici radicali da poltrona. Non è ragionevole biasimare i virologi per aver svolto il loro lavoro nel modo più efficiente.

  1. I virus sono diversi

Le particelle virali differiscono notevolmente per dimensioni e forma. Ciò è illustrato nella Figura 3. L'elettroferogramma mostrato nella Figura 2 ci mostra che anche i virus con morfologia simile possono essere distinti l'uno dall'altro con metodi biochimici. Oggi è diventato di uso comune determinare le sequenze nucleotidiche degli isolati virali, che consentono una differenziazione ancora più fine. È interessante notare che la natura artificiale del SARS-CoV-2 può essere dimostrata in modo convincente basandosi su niente altro che la sequenza nucleotidica del suo genoma [11].

[caption id="attachment_209429" align="aligncenter" width="1200"]various_viruses Figura 3: Particelle di virus di diverse famiglie al microscopio elettronico. Immagini tratte dal riferimento [12]. A: virus dell'influenza; B: poliovirus; C: adenovirus; D: virus del vaiolo; E: virus Nipah. Tutte le particelle virali sono state riprese con lo stesso ingrandimento, quindi le differenze apparenti di dimensioni sono reali. I pannelli A-C mostrano ciascuno più particelle virali. La particella del virus del vaiolo nel pannello D è lunga circa 250 nanometri.[/caption]

La prima immagine al microscopio elettronico di un virus - nel caso specifico, il virus del mosaico del tabacco, che infetta le piante di tabacco - fu acquisita nel 1939 da un gruppo di ricercatori che comprendeva Helmut Ruska, l'inventore del microscopio elettronico [13]. Ma già due anni prima, Thomas Rivers aveva tutte le ragioni per scrivere, nel suo saggio "Virus e postulati di Koch" [14]:

“Gli agenti infettivi del vaiolo, della vaccinia, della poliomielite, della febbre gialla, della peste aviaria e del mosaico del tabacco sono noti; possono essere riconosciuti o identificati in vari modi; possono essere separati l'uno dall'altro e da altri tipi di agenti infettivi; possono essere utilizzati per esperimenti approfonditi condotti in vivo o in vitro.”

Anche senza queste distinzioni strutturali e biochimiche, la diversità dei virus è già evidente dalle sole osservazioni cliniche. Nessun medico o infermiere confonderà la poliomielite con il vaiolo o la febbre gialla con il morbillo. Allo stesso modo, nessun virologo confonderà tra loro i virus responsabili di queste malattie. I virus hanno una pletora di proprietà ben definite che li distinguono inequivocabilmente l'uno dall'altro, così come da tutte le particelle rilasciate da cellule vive o morenti non infettate da virus.

  1. Il virus SARS-CoV-2 è mai stato isolato?

Sì, è stato isolato numerose volte. Una panoramica di questi studi è stata fornita da Jefferson et al. [15]. Uno studio documentato che mette in relazione l'isolamento del virus, la PCR e i risultati clinici in una serie di pazienti COVID-19 ospedalizzati è stato pubblicato da Wölfel et al. [16]. È anche possibile acquistare campioni di virus purificato dalla American Type Culture Collection. Questi sono inattivati al calore, ma dovrebbero comunque consentire agli investigatori con le competenze e le attrezzature necessarie di confermare l'identità del virus.

La leggenda secondo cui il SARS-CoV-2 non sarebbe mai stato isolato si basa esclusivamente sulla rigida richiesta che tale isolamento sia realizzato senza l'uso di colture cellulari. Come già detto, è molto probabile che i virologi praticanti ignorino questa richiesta, cosa per cui non possiamo biasimarli.

  1. Ma la COVID-19 non è solo l'influenza ridenominata?

In effetti, è sorprendente che, in concomitanza con l'aumento dei casi di COVID-19, quelli di influenza siano scesi in picchiata. Ciò può essere compreso come segue:

  1. È abbastanza comune che le infezioni respiratorie siano causate da più di un virus. Se i test non sono completi, i test scelti falsano i risultati.
  2. L'isteria intorno alla COVID-19 ha indotto i medici ad eseguire test diagnostici selettivi per la COVID-19, escludendo altri patogeni respiratori.
  3. Per la diagnosi delle infezioni da COVID-19 sono stati utilizzati criteri estremamente vaghi. Avrete probabilmente sentito parlare dei numerosi problemi relativi ai test PCR falsi positivi.

Metodi di laboratorio imperfetti non potevano che portare a molte diagnosi errate di COVID-19. I pazienti così diagnosticati di solito non venivano sottoposti a ulteriori test per l'influenza, il che ha causato un calo del numero di casi di influenza diagnosticati. La mancata esecuzione di test per la ricerca di agenti patogeni batterici ha fatto sì che i pazienti affetti da polmonite batterica non venissero riconosciuti e non ricevessero il trattamento necessario con antibiotici. Questa è stata solo una delle tante forme di negligenza medica dell'era COVID-19, il vero motore dell'eccesso di mortalità [17,18].

Conclusione

Se da un lato abbiamo tutte le ragioni per diffidare e mettere sotto accusa l'odierno establishment medico e scientifico, dall'altro ciò non deve indurci a ignorare le prove scientifiche solide, laddove esistono. La teoria dei germi in generale e anche la virologia sono molto ricche di tali prove, nonostante le recenti distorsioni e gli abusi, che devono essere urgentemente identificati e corretti. Tuttavia, il rimedio non sta in uno scetticismo radicale che rasenta il nichilismo. Dobbiamo invece recuperare e riaccendere lo spirito di un dibattito rigoroso ma privo di pregiudizi, quello che un tempo aveva reso grande la scienza medica.

Dr. Michael Palmer, MD e Dr. Sucharit Bhakdi, MD

Link: https://doctors4covidethics.org/do-viruses-exist/#ref1

Segnalato dalla gentile lettrice Pfefferminz. Tradotto (IMC) da CptHook e revisionato da Markus per ComeDonChisciotte

(*) Nota del Traduttore: per inciso, parlando di colera è d'obbligo menzionare l'opera in questo campo di Rocco Rubini e di suo genero Tommaso Cigliano, forse i due più grandi omeopati italiani, che con la loro scienza contribuirono a combattere con estrema efficacia questa malattia a Napoli. Tommaso Cigliano, primo a tenere un corso di omeopatia all'Università di Napoli, durante l'epidemia di colera del 1884 a Napoli, con le sue cure omeopatiche riuscì a ridurre la mortalità al 6%, dal 70/80% delle precedenti epidemie.

Note

Oggi l'università di medicina di Budapest porta il nome di Semmelweis.

Riferimenti

Gyles, C. (2015) Scettici nei confronti dei rapporti scientifici medici? Can. Vet. J. 56:1011-2

Ioannidis, J.P.A. (2005) Perché la maggior parte dei risultati delle ricerche pubblicate sono falsi. PLoS Med. 2:e124

Charlton, B. (2012) Not Even Trying: the corruption of real science (University of Buckingham Press).

Binder, T. (2021) The Prevailing Corona Narrative Nonsense, Debunked in 10 or 26 Minutes.

Grange, J.M. e Bishop, P.J. (1982) "Tuberkulose". Un omaggio alla scoperta del bacillo tubercolare da parte di Robert Koch, nel 1882. Tubercle 63:3-17

Tárnok, A. (2020) Le epidemie di colera ad Amburgo e cosa imparare per il COVID-19 (SARS-CoV-2). Cytometry A 97:337-339

Watson, M. (1915) Rural sanitation in the tropics (John Murray).

Wikipedia (2024) Storia della tubercolosi.

Cowan, T. et al. (2022) Settling the virus debate.

Theil, K.W. et al. (1985) Porcine rotavirus-like virus (gruppo B rotavirus): caratterizzazione e patogenicità per i suini gnotobiotici. Journal of clinical microbiology 21:340-5

Yan, L. et al. (2020) Unusual Features of the SARS-CoV-2 Genome Suggesting Sophisticated Laboratory Modification Rather than Natural Evolution and Delineation of Its Probable Synthetic Route. Preprint DOI:10.5281/zenodo.4028830

Goldsmith, C.S. e Miller, S.E. (2009) Modern uses of electron microscopy for detection of viruses. Clin. Microbiol. Rev. 22:552-63

Kausche, G.A. et al. (1939) Die Sichtbarmachung von pflanzlichem Virus im Übermikroskop. Naturwissenschaften 27:292-299

Rivers, T.M. (1937) Virus e postulati di Koch. J. Bacteriol. 33:1-12

Jefferson, T. et al. (2020) Colture virali per la valutazione dell'infettività del COVID-19. Revisione sistematica. Clin. Infect. Dis. ciaa1764

Wölfel, R. et al. (2020) Valutazione virologica dei pazienti ospedalizzati con COVID-2019. Nature 581:465-469

Rancourt, D.G. et al. (2021) Nature of the COVID-era public health disaster in the USA, from all-cause mortality and socio-geo-economicand climatic data.

Rancourt, D.G. et al. (2022) Campagna di vaccinazione di massa del periodo COVID e disastro sanitario negli USA. ResearchGate DOI:10.13140/RG.2.2.12688.28164

Commenti (92)

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Mostra commenti 92 caricati
    1. Shamir 25 maggio 2024

      Nel 1966 il patologo Peyton Rous fu un insignito del premio Nobel per la medicina per i suoi studi condotti sul sarcoma infettivo dei polli e anche per le sue ricerche sui rapporti tra virus e tumori. Il metodo consisteva nel filtrare i prelievi di una animale malato e iniettarlo in un altro sano: Il liquido privato delle cellule cancerose tramite il filtraggio, aveva il potere di farlo ammalare in breve tempo (una settimana). Questa tecnica suggeriva che la trasmissione avvenisse tramite patogeni, retrovirus, o che qualche sostanza modificasse le cellule sane in malate. Poi la scienza in una altalena di opinioni affossò questa tematica, e solo sporadicamente alcuni ricercatori, trovarono negli anni fino ad oggi una concausa virus-tumori, ma senza alzare troppo la voce per non disturbare la solita narrazione predominante.

    1. Senna 25 maggio 2024

      COMEDONCHISCIOTTE

      Come avete pubblicato questa sorta di "non risposta/studio" di Bhakdi & Co, pubblicate e dedicate un intero articolo anche a NEXT LEVEL https://www.wissen-neu-gedacht.de/praeliminaere-resultate-der-kontrollversuche-2021 con il loro di studio, dato che sia Bhakdi, Wodarg e qualsiasi cosidetto "virologo" non si siano mai prestati ad un incontro e dimostrazione del loro "isolamento" di virus.

      Anche perchè poi sarebbero tutti disoccuppati!

    2. Pfefferminz 25 maggio 2024

      Sai qualcosa della biologa Dr. Ulrike Kämmerer che si sarebbe rivolta all'Isolate-Truth-Fund di Samuel Eckert per dimostrare che riesce ad isolare un coronavirus e quindi ritirare 1,5 milioni di euro?

    3. Senna 25 maggio 2024

      Leggo sia il canale Telegramm die Eckert, quando scrive perchè ormai scrive molto raramente e Corona Fakten https://t.me/Corona_Fakten che aggiorna sempre la questione dei continui rifiuti di un confronto in laboratorio, anche la Kämmerer, attraverso i suoi legali, non ha mai accettato un confronto, a parte dichiarazioni dei soliti "virologi".
      La Kämmerer non ha ritirato nulla, perchè non ha dimostrato nulla.

    1. Rama 25 maggio 2024

      Sono più di noi! Pero sono come gli alieni, non li vediamo!

    1. maghi 25 maggio 2024

      "Le parole di Osler, scritte nel 1892, sono valide ancora oggi, a prescindere dal germe in questione"
      Nel 1892 non c'erano ancora gli antibiotici. Il covid è stato l'influenza ridenominata, stile 1800. Senza antibiotici ovviamente. La reticenza che ho notato nei medici di famiglia a prescrivere anche attualmente antibiotici, va in questo senso. Salvare la vita del paziente ad ogni costo, come prescritto dal giuramento d'Ippocrate, ora dipende dal costo. Quella di un anziano ha un costo superiore e appena possono, non merita più sostenere questo costo. Certo che se in famiglia c'è un medico o un infermiere, questo limite sale.

    1. Pfefferminz 24 maggio 2024

      Secondo il gruppo di studi "Next Level" (veder l'omonimo canale Telegram), il Prof. Bhakdi e il suo collega sarebbero stati invitati a compiere degli esperimenti di controllo in laboratorio insieme al Dr. Stefan Lanka. Bhakdi e Palmer avrebbero rifiutato.
      Gli esperimenti di controllo per dimostrare che i virus patogeni non esistono sarebbero stati fatti:
      "Risultati preliminari degli esperimenti di controllo"
      Fonte (in tedesco): https://www.wissen-neu-gedacht.de/praeliminaere-resultate-der-kontrollversuche-2021

    2. Senna 25 maggio 2024

      "il Prof. Bhakdi e il suo collega sarebbero stati invitati a compiere degli esperimenti di controllo in laboratorio"

      Tu scrivi "sarebbero", mentre sono stati e non solo Bhakdi & Co, ma Drosden, il "tele superstar virologo" dello stato svizzero, etc. e questo già dal 2020 e ricordati come'è stato trattato Lanka da Wodarg al corona Auschuss.

    3. Pfefferminz 25 maggio 2024

      "Tu scrivi “sarebbero”, mentre sono stati..."

      Nel discorso indiretto si usa il condizionale.

      "... ricordati come’è stato trattato Lanka da Wodarg al corona Auschuss."

      So per sentito dire che è stato un incontro movimentato, ma non ho visto la puntata. Se hai il link mi faresti una cortesia a metterlo. Grazie.

    4. Senna 25 maggio 2024

      Sitzung 90 discorso provocatorio ed arrogante di Wodarg nei confronti di Lanka che viene continuamente zittito sia da Wodarg che dalla Fischer, confronto ridicolo, solo Fullmich ne aveva parlato

      https://archive.org/details/der-volkslehrer-lanka-vs.-wodarg-im-corona-ausschuss-betrachtung

    1. robertocasiraghi 24 maggio 2024

      In questa discussione, molto critica nei confronti della medicina, è stato a volte usato il termine "scienziato", un termine che a mio modo di vedere connota una realtà inesistente ossia quella tradizionale e autocelebrativa di chi per il mero fatto di studiare determinate problematiche mediche merita di essere ritenuto una voce credibile per definizione, autorevole a prescindere e disinteressata in ogni cosa che scrive o proferisce. Eroica, insomma.
      Nel tempo, abbiamo giustamente ricondotto a più umane proporzioni re, regine, presidenti e altri professionisti della politica non più proiettati nelle alte sfere dei massimi valori di prestigio e credibilità ma visti invece come professionisti fin troppo grigi e detentori di imperdonabili difetti tra cui , in pole position, una irresistibile propensione a mentire, confondere, depistare o a farsi portavoce di istanze nate nelle grandi cerchie affaristiche mondiali o laddove si progetta, questa volta sì scientificamente, lo smantellamento di tutto ciò che è umano.
      Gli "scienziati", invece, continuano a godere di usurpata fama e a mantenere saldamente incollate quelle aspettative di credibilità e disinteresse che la tradizione regala loro (e che, a ben vedere, sono state costruite nel tempo con un'operazione di marketing dell'immagine ante litteram).
      Credo che sulla base di quello che ormai sappiamo dei nostri amici "scienziati" e dei processi che portano oggigiorno a guadagnarsi questa etichetta il massimo che si possa concedere alla loro vanità sia la qualifica di ricercatori, una qualifica onesta e aderente alla realtà: dopo tutto, il ricercatore ricerca e non necessariamente 'trova". E se poi "trova" qualcosa che sia di eccezionale valore e utilità per il genere umano, benissimo, che diventi pure ricercatore premiato con il Nobel ma senza troppa enfasi, senza eccessi retorici e senza il diritto di passare ipso facto ad una classe umana di superiore credibilità, quella degli "scienziati".

    1. Pfefferminz 24 maggio 2024

      C'è chi nega l'esistenza dei virus tout court.

      Già sentito parlare dell'"Isolate-Truth-Fund"? 1,5 milioni di euro spettano a chi dimostra di essere in grado di isolare il SARS-CoV-2 e di dimostrare ogni singolo passo della procedura alle condizioni prestabilite.
      Pare che non sia una facile impresa, perché finora nessuno ci è riuscito.

      Nel sito dell'Isolate-Truth-Fund si legge:
      1) Abbiamo notato
      "Tutti i virologi, non solo quelli nella foto, hanno ingannato se stessi e il pubblico quando affermano l’esistenza di virus patogeni come il SARS-CoV-2. I virologi uccidono involontariamente le cellule nelle provette e credono che questa sia la prova della presenza e dell'isolamento di un virus. I virologi costruiscono mentalmente solo una sequenza genetica da frammenti di cellule morenti e la spacciano per un fatto. Le procedure di test quindi non offrono alcun significato. Le strutture tipiche delle cellule morenti al microscopio elettronico vengono emesse come virus. Tali strutture non sono mai state rilevate o riconosciute in un essere umano!
      2) Il nostro obiettivo
      Questi sviluppi indesiderati hanno allontanato la medicina dalla realtà e dalla comprensione della vera salute. Vorremmo dare un contributo affinché tutti abbiano una comprensione completa della malattia e della salute.
      3) Noi garantiamo
      1,5 milioni di euro per un virologo che presenta prove scientifiche dell'esistenza di un coronavirus, compresi i tentativi di controllo documentati di tutte le misure adottate per fornire prove.

      Ottimo, la scommessa è valida!"

      Fonte (in tedesco e in inglese): https://samueleckert.net/isolate-truth-fund/

    2. afrances 25 maggio 2024

      Anche la molecola dell'acqua non è mai stata isolata. E qinidi sicuramente da qualche parte c'è chi nega l'esistenza dell'acqua tout court.

    1. me-stesso 24 maggio 2024

      Nella mia famiglia, numerosa, più volte quando qualcuno si è ammalato di una cosiddetta malattia virale (es. Influenza) a ruota tutti gli altri (o quasi tutti) quasi contemporaneamente si sono ammalati della stessa cosa. Questo mi fa pensare che non ci sia nessun problema a legittimare l' azione (e l'esistenza) di un microbo o virus

    2. Giudice Holden 27 maggio 2024

      Un tempo le mamme quando uno dei figli si ammalava di morbillo, lo mettevano assieme a tutti gli altri fratellini, così si faceva una botta e via. Il virus con effetto domino passava da uno all'altro. Naturalmente ci sarà chi nega l'esistenza o la virulenza del virus del morbillo.

    1. Pfefferminz 24 maggio 2024

      In quasi tutte le interviste passate veniva chiesto al Prof. Bhakdi che cosa ne pensasse della teoria del Dr. Stefan Lanka, secondo cui i virus non esistono. Bhakdi soleva rispondere: "Wir beteiligen uns nicht an der Diskussion" ("Non partecipiamo alla discussione"). Ora, finalmente, insieme al suo ex-allievo Dr. Palmer, il Prof. Bhakdi dà una risposta chiara ed esaustiva. Mirabile l'accenno al contesto storico, a come certe scoperte nel mondo reale necessitino di un humus sociale per poter venire accettate. La dimostrazione in sè e per sè pare non essere sufficiente (igiene delle mani nell'episodio Semmelweis). Fa riflettere e, ancora una volta, ci riporta all'attualità e ai sieri a mRNA, inspiegabilmente ancora sul mercato.

    2. Gino 24 maggio 2024

      Questa di Bhakdi è Interessante, ma Bhakdi cosa dice in concreto di Lanka?

      Ad esempio, cosa ne dice della dimostrazione di Lanka che gli esperimenti che tipicamente confermerebbero la teoria virale, mediante la constatazione della morte delle colture cellulari in vitro, sarebbero truffe?
      Secondo la ricerca pubblicata da Lanka, data la replica della stessa identica procedura lo stesso esito verrebbe sempre ottenuto, seppure omettendo l'introduzione di materiale virale...

      La sua ricerca Lanka la pubblicò. Pare però che i virologi ad essa abbiano risposto semplicemente ignorandola
      (l'assenza assoluta di qualsiasi reazione - dei virologi - sarebbe un fatto presunto, ma che a me risulterebbe niente affatto incredibile...)

    3. Pfefferminz 24 maggio 2024

      Il Prof. Bhakdi ha risposto con questo articolo. Non ci sono altre prese di posizione.

    1. ducadiGrumello 24 maggio 2024

      mah, di sicuro esistono i virologi. Veri (?) o autoproclamatisi tali, tipo la Capua che ricomincia a trapanare la quallera con la malattia X - se ne erano perse le tracce da un po', deve essere finita la tournee del suo gruppo, le Spike Girls

    2. sarah 24 maggio 2024

      Probabilmente si stanno riducendo le sue entrate, dopo il periodo d'oro. Sì cercano nuovi ingaggi. Che poi, senza impelagarmi in complesse disamine epistemologiche non sempre per forza efficaci e necessarie, è proprio questo il fatto: se la cd "comunità scientifica" si esprime attraverso simili portavoce, per forza subentra una crisi di credibilità. Comprensibile. Talmente comprensibile che ad essa non resta che opporre il fanatismo da stadio. Questo è lo stato dell'arte e non vale neppure troppo la pena di spendersi in complesse argomentazioni. La stessa definizione di "comunità" richiama, secondo il mio sentire, una realtà non aperta ma corporativa e clientelare, dunque un milieu che non favorisce certo il confronto e la necessaria confutazione delle tesi, ma l'adesione a dogmi.

    3. ducadiGrumello 24 maggio 2024

      perfetto e ottimamente scritto

    1. Seik Eloth 24 maggio 2024

      E se esistono, chi infetta loro?
      Scopritelo, su rieducational channel!

    1. Ghisa 24 maggio 2024

      Mi permetto di far notare che fino a qualche mese fa chi dubitava dell'esistenza della materia oscura e del big bang veniva assimilato ad un terrrapiattista. Invece adesso: ops ci siamo sbagliati e poi, tutto sommato, non eravamo poi cosi sicuri.

      Per venire al tema: ci sono problemi epistemologici di fondo.

      Osservare non è uguale a comprendere e quando si usano strumenti di indagine occorrerebbe sempre pensare che qualcosa sfugge alle misure che utilizziamo per costruire modelli.

      Esistono veramente i virus? Qualcosa esiste, perché lo osserviamo, ma sappiamo veramente di che si tratti e di come funzioni?

      Non mi pare ci siano spiegazioni convincenti del quadro generale utilizzando questa fissazione riduzionista.

    2. LuxIgnis 24 maggio 2024

      La spiegazione convincente è questa: chi è disposto a farsi mordere da un animale con la rabbia (trasmessa con un virus) e vedere se ne esce indenne?

      Dici bene che molte cose che si riescono a osservare non si possono sempre comprendere e altre non si possono facilmente osservare.
      La materia oscura e l'energia oscura non sono osservabili, altrimenti non si chiamerebbero così, ma questa teoria spiega una serie di anomalie altrimenti inspiegabili.
      Materia oscura può essere un artifizio ma l'anomalia rimane. Il virus può essere un artifizio ma la rabbia si diffonde tra gli animali e gli umani morsi.

    3. Gino 24 maggio 2024

      esistono gli esosomi?
      sono virus o sono esosomi?
      è vero che o sono virus o sono esosomi (aut aut: tertium non datur)?

    4. Ghisa 24 maggio 2024

      Sono d'accordo.
      La domanda di fondo rimane.
      La dinamica con cui agiscono i virus non è osservabile, come chiaramente espresso nell'articolo.

      Quindi esistono veramente i virus, come li intende la scienza, o fanno parte di uno scenario più complesso che non rileviamo?

      Famoso è il caso di quel medico che si iniettava endovena il sangue di sieropositvi per dimostrare che la sindrome da immunodeficienza acquisita non era causata da un virus.

      E se i virus fossero la conseguenza di qualcosa, invece che la causa?

      Ci sono state epoche in cui l'isteria si curava con le fumigazioni.
      Oggi come stiamo messi?

    5. Giudice Holden 24 maggio 2024

      Non lo sapevo, chi era questo medico? Che fine ha fatto?

    6. Gino 24 maggio 2024

      differenza tra virus ed esosomi (l'ABC):.
      - se sono virus sono patogeni e sono parassiti
      - se sono esosomi normalmente non sono patogeni (così come il nostro cibo normalmente non è patogeno)
      - se sono esosomi certamente non sono parassiti (vengono sempre e solamente prodotti dalle cellule eucariote, e specialmente quando iniziano a preparare la propria apoptosi)

      le cellule eucariote soprattutto si nutrono di esosomi
      le cellule procariote sopratutto si nutrono di macrofagi (per le procariote sono l'equivalente degli esosomi per le eucariote)

      p.s.
      correzione:
      ho scritto "macrofagi" invece di "fagi"

      "macrofagi"
      cellule eucariote appartenenti all'insieme dei fagociti, a loro volta un sottoinsieme delle cellule del sistema immunitario degli organismi multicellulari

      "fagi"
      nella caverna di Platone altrimenti chiamati "batteriofagi"

      poiché alla morte dei batteri sempre segue l'osservazione di grandi quantità di strutture ancor più elementari, dette o "fagi" o "batteriofagi", si ritenne che quest'ultime fossero strutture biologiche più elementari determinate dall'azione di uno o più parassiti ("batteriofagi") aggressori introdottisi nelle cellule procariote ai fini della riproduzione dei parassiti aggressori

    7. Pfefferminz 24 maggio 2024

      "Famoso è il caso di quel medico che si iniettava endovena il sangue di sieropositvi per dimostrare che la sindrome da immunodeficienza acquisita non era causata da un virus."

      Questo medico non asseriva necessariamente che i virus non esistono, ma che quella specifica malattia non era causata da un virus. È diverso.

      Ci sono buone ragioni per credere che l'immunodeficienza acquisita non abbia nessuna relazione con i virus. Anche i test che si facevano a quel tempo per rilevare la malattia vengono oggi messi in discussione. Oggi ci sono medici che sostengono che i decessi furono causati dalle terapie e questo ricorda tristemente le "vaccinazioni" anti-Covid.

    8. Ghisa 24 maggio 2024

      queste definizioni le ha scritte qualcuno sulla base di osservazioni empiriche.
      Le osservazioni certamente saranno corrette.
      I dubbi sono circa il modello che ci hanno costruito sopra: sarà una veritiera rappresentazione della realtà?

    9. Gino 24 maggio 2024

      in estrema sintesi:

      la ricerca scientifica non consiste in ricerca di verità, bensì in costruzione di teorie predittive
      (se sono predittive sono verificabili meccanicamente)

      l'oggetto della teoria scientifica è la materia
      è materia tutto ciò che esclusivamente consista di processi esclusivamente meccanici

      il campo dell'indagine scientifica è quello sintattico (a parte le definizioni, la matematica è pressoché pura sintassi; a parte l'interfaccia uomo/macchina, gli algoritmi informatici consistono di pura sintassi)

      il campo dei linguaggi umani è soprattutto semantico
      il campo semantico sempre anche deve includere il campo sintattico

      solamente ciò che è puramente sintattico è perfettamente predicibile

      l'analisi attiene direttamente ed esclusivamente al campo sintattico

      la sintesi attiene prioritariamente al campo semantico e indirettamente alla sintassi relativa alla semantica utilizzata

    10. Pfefferminz 24 maggio 2024

      "... sarà una veritiera rappresentazione della realtà?"

      Sì passa da un'approssimazione alla realtà ad un'altra. Difficile dire se si giungerà mai ad una "rappresentazione veritiera", essendo i nostri organi di senso limitati e gli strumenti usati forse imperfetti, senza contare la problematica del ruolo dell'osservatore (lo scienziato che indaga).
      L'importante è che il modello raggiunto e sul quale vi è un ampio consenso serva a spiegare sufficientemente bene i fenomeni e nel migliore dei casi a fare previsioni.

    11. Ghisa 24 maggio 2024

      Ottima osservazione.
      C'era un ampio consenso nel credere diverse cose nel passato, e non è che gli studiosi ed i medici di prima fossero piu stupidi di quelli che abbiamo ora.

      Siccome si è acclarato che questa conoscenza (co-noscenza: proprio scienza condivisa), è un fenomeno umano, vogliamo tenere in conto questo benedetto fattore umano?

      Che significa esattamente "ampio consenso"?

      La scienza medica puo fare veramente previsioni esatte?

    12. Ghisa 24 maggio 2024

      La medicina, come pure la biologia, non è una scienza esatta.
      E le persone, tanto per chiarire il concetto, non sono cyborg

    13. Gino 24 maggio 2024

      perfettamente d'accordo

    14. Pfefferminz 24 maggio 2024

      "Che significa esattamente “ampio consenso”?"

      Capita che diversi scienziati si trovino d'accordo su qualcosa. Ognuno di loro ha compiuto degli esperimenti e tutti sono giunti agli stessi risultati.

      Nella pratica medica solo il 4% di interventi e terapie è stato confermato in modo oggettivo (Cochrane Institut). Quindi immagino che su quel 4% vi sia "ampio consenso".

    15. LuxIgnis 24 maggio 2024

      Beh, hai citato due malattie che non esistono. L'isteria non esiste ed era un'invenzione del bigottismo ottocentesco che negava il piacere alla donna. E la cura non erano le fumigazioni ma la masturbazione. L'invenzione del vibratore avviene da un medico stanco di "trattare" le pazienti. La scienza medica spesso si rende ridicola.

      Per l'AIDS è molto probabile che anch'essa non esista e che comunque non è causata da un virus, ma è probabilmente un insieme di cose che manda a ramengo il sistema immunitario. Poi i farmaci che sono stati usati hanno fatto il resto.

      Ma è certo che lo scenario è molto più complesso di quello che vediamo, o meglio di quello che vogliamo vedere. Se si prendono diverse medicine tradizionali, antiche, vediamo che l'approccio alla malattia è molto ma molto diverso eppure funzionano e in alcune situazioni anche meglio della medicina moderna.
      Quello che è certo in tutto questo è che per prima cosa non ci capiamo nulla ancora, e per seconda cosa vi sono talmente tanti interessi economici e di prestigio personale che si evita di guardare oltre.
      È più comodo e più redditizio semplificare che osservare la complessità globalmente.
      In altre parole ci si accontenta di alcune risposte che come tutte le risposte possono anche essere valide, ma fino a un certo punto (a volte sono mostruosamente sbagliate e la storia della medicina moderna ne è piena), e si smette di fare ulteriori domande.

    16. Ghisa 24 maggio 2024

      il punto è che proprio in tema medico "oggettivo" non vuol dire niente perché l'uomo, con il stato di salute non è un oggetto.

      Detto questo, che nel 96% dei casi non ci sia consenso fra i luminari medici, mi pare "illuminate": no?

      Al netto di tutto, comunque io sempre consiglio di osservare il processo di studio biologico. Oggi il medico non studia nulla. Applica protocolli.

      La co-noscienza medica si è trasferita nei laboratori dove si fanno analisi.
      Poi torna negli ospedali sotto forma di trials.

      Ecco allora che vedere dei biologi in azione, rende lapalissiamo perché chi elabora delle cure non sappia niente dei malati.

      Quando va bene è esperto di statistica e del suo ambito iperspecializzato.

    17. Pfefferminz 24 maggio 2024

      "La co-noscienza medica si è trasferita nei laboratori dove si fanno analisi."

      Infatti, i medici non guardano neanche più il paziente, ma tengono gli occhi fissi sugli esami di laboratorio ed emettono sentenze sulla base di questi ultimi. Ma si tratta di una degenerazione di quella che dovrebbe essere la medicina. Io ho contattato recentemente un medico il cui nominativo si trovava in un elenco di medici orientati alla nuova disciplina "ortomolecolare" (attenta alle microsostanze nutritive). Mi rispose che il primo appuntamento sarebbe durato due ore e che avrebbe indagato sulla mia biografia fino nei minimi particolari. Ogni successivo appuntamento sarebbe durato minimo mezz'ora fino ad un'ora, in quanto il suo trattamento sarebbe stato incentrato su tutta la persona e non solo su eventuali sintomi. Questo per dire che stanno prendendo piede modi di praticare la medicina più attenti alla persona, ma per lo più nel settore privato e quindi suscettibili di essere un modo come un altro per arricchirsi. Non so perché, ma non mi ha ispirato fiducia.

    18. sarah 24 maggio 2024

      È vero, @Ghisa.

    19. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Credo che tutto dipenda dal fraintendimento tra leggi e fenomeni. Non esiste la legge di gravità, esiste un fenomeno in natura che noi cerchiamo di codificare (con inevitabile approssimazione) con un linguaggio logico che è la matematica. E che nel tempo riusciamo ad affinare sempre più, passando da Newton ad Einstein, e domani sicuramente con qualcosa di acora migliore.

    20. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Però vorrei capire una cosa, conosco una persona, oggi cinquantenne in buona salute, che circa una trentina d'anni fa era in AIDS conclamato, e stava davvero male. Praticamente condannato a morte. E' stato uno dei primi in Italia a ricevere il trattamento antivirale Haart, e nonostante fosse ancora piuttosto rudimentale, ha funzionato alla grande. In un paio d'anni si è rimesso in salute, ed oggi fa una vita normale, i valori delle particelle virali rilevate sono praticamente azzerati ed i globuli bianchi perfetti. Se la causa del crollo del sistema immunitario non fosse un virus, questo (ed i tanti casi di malati nelle sue condizioni) come si spiegherebbe?

    21. Pfefferminz 26 maggio 2024

      C'è un'ampia letteratura sull'argomento. Anch'io ho creduto per lungo tempo all'esistenza del virus dell'AIDS, fino a quando qualcuno ha fatto notare che all'epoca erano coinvolte nell'affaire HIV le stesse persone che nel frattempo conosciamo bene, come ad esempio Anthony Fauci. La versione attuale della storia recita che chi si ammalava di AIDS a metà degli anni Ottanta conduceva una vita dissoluta che affossava il sistema immunitario. Le medicine hanno fatto il resto. Senza quelle medicine molti ex malati di HIV sarebbero ancora in vita. Volendo, si può trovare una certa analogia con il Covid: grande campagna mediatica e medicine potenzialmente letali con il corollario di test discutibili. Può darsi che il tuo conoscente sia guarito malgrado le medicine. Le malattie in genere sono indissolubilmente legate alla psiche, non bisogna farsi troppe domande. L'organismo umano di per sé tende alla guarigione, se sul fronte psichico regna la positività. Tutto spiegato nell'ottimo libro "Tu sei il placebo".

    22. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Se fosse un caso ti darei ragione. Ma se vai su qualunque forum di malati AIDS, ti accorgerai che tutti hanno trovato enorme giovamento dalla terapia Haart. I nuovo farmaci oltretutto danno pochissimi effetti collaterali e le pillole in tanti casi si sono ridotte ad una al giorno. Non si tratta di placebo, perchè i linfociti cd4 non risalgono per suggestione. Ho diversi amici medici, un paio dei quali non si sono vaccinati e ritengono il covid nient'altro che un'influenza, ma tutti mi confermano che la terapia antivirale è fondamentale e nessuno, come del resto i malati, mette in dubbio che l'HIV distrugga il sistema immunitario. E resto convinto che tanti negazionisti, se incappasero in quel virus lì, prenderebbero al volo la tarapia salvavita.

    23. Pfefferminz 26 maggio 2024

      Non conosco la terapia Haart che citi e mi fa piacere che essa sia efficace con pochissimi effetti collaterali. Non metto in dubbio quello che asseriscono i medici di tua conoscenza e il benessere che ne traggono i pazienti. Quello che ti ho scritto sull'AIDS l'ho sentito in rete da un medico, ma forse lui non è ben informato. Non si può sapere tutto. Inoltre, come si dice abitualmente ? Chi guarisce ha ragione.

    24. Giudice Holden 26 maggio 2024

      È costituita da un insieme di nuovi farmaci antivirali, ognuno di essi colpisce una parte od un comportamento del virus. È uscita nel 1997, ovviamente all'inizio i primi farmaci avevano effetti collaterali anche pesanti, ma hanno comunque contribuito a salvare da morte certa tantissimi Aids terminali. Prima della Haart esisteva solo l'Azt, micidiale. Oggi ce ne sono nuovi, molto più tollerabili e soprattutto più facilmente gestibili.

    25. Gino 27 maggio 2024

      Quale significato attribuisci a "conclamato"?
      Sintomi o positività al test?

      La mia esperienza è differente:
      nel '96 vidi morire mio fratello. Tossicodipendente in buona salute, risultò positivo al test AIDS, venne terminato mediante AZT.

      Per quanto io ne sappia, su HIV e AIDS l'unico italiano esperto di livello mondiale è Fabio Franchi.

      La censura su HIV e AIDS sul web è sempre stata molto efficace. Mediante i motori di ricerca i contributi migliori con il trascorrere del tempo diventano pressoché inaccessibili.

      Due pubblicazioni senz'altro valide sono:
      1. AIDS: la grande truffa, Luigi De Marchi, Fabio Franchi
      2. Ballando nudi nel campo della mente
      autobiografia di Kary Mullis

      questo come si spiegherebbe?

      secondo Peter Duesberg:
      >
      vedi http://acidoascorbico.altervista.org/prova30/Immagini/virushivnonesiste.pdf

    26. Giudice Holden 27 maggio 2024

      Nel 96 la Haart non esisteva ancora purtoppo. L'Azt era un veleno. Con Aids conclamato si parla di un crollo delle difese immunitarie, con linfociti cd4 quasi azzerati. Oggi con le nuove terapie a questo stadio non si arriva più, a meno che una persona decida di non sottoporsi alla terapia. Ed anche in quel caso , chi arriva in Aids conclamato allultimo stadio è quasi sempre recuperabile ad una vita normale. Ripeto, in rete si trovano diversi forum con discussioni di sieropositivi e/o malati Aids, e tutti dicono la stessa cosa sulla Haart.
      Duesberg lo conosco e l'ho letto, e non mi ha convinto.

    27. Gino 27 maggio 2024

      ulteriore mia personale esperienza:
      due persone, uno maschio uno femmina, fine anni 90 età tra i 30 e i 40, non tossicodipendenti, non omosessuali, positivi al test se ne fregarono, nessuna cura, rimasero sani, tuttora vivi e in buona salute.
      (nonostante portassero come un marchio d'infamia - probabilmente in conseguenza di una miserabile truffa)

      la tesi di Mullis fu che il test rilevasse una caratteristica di nessuna rilevanza, probabilmente mitocondriale (ereditata dalla madre).

      I mitocondri sono batteri simbionti, ospiti dell'ovulo materno fecondato (come nel caso di ogni altro battere, ciascuno sempre e soltanto consiste di un'unica cellula procariota)

    28. Giudice Holden 27 maggio 2024

      In tutte le malattie infettive, sia batteriche che virali, ci sono persone che vengono a contatto con l'agente infettante e non si ammalano. La sieropositività indicata dal test segnala soltanto che si sono prodotti anticorpi per quel particolare agente infettante, non che la persona sia ammalata. E' documentato da tutte le ricerche sull'HIV che ci sono alcune persone sieropositive che non si sono ammalate mai. Sarebbe semmai sorprendente il contrario, e cioè che chiunque venga a contatto con un virus manifesti i sintomi.

    29. Teopratico 27 maggio 2024

      Non si considera il fatto che sempre, appena ci viene diagnosticata una grave, gravissima malattia, smettiamo di colpo, all' istante, di procedere nelle nostre routine, alcune spesso insalubri, sia fisicamente che spiritualmente, questi repentini cambiamenti, se non associati ad ansia e paura estrema, possono essere salvifici, nonostante le cure che si apprestano, o magari in sinergia positiva con esse. È solo il mio parere, niente di scientifico o documentabile.

    30. Gino 27 maggio 2024

      In tutte le malattie infettive, sia batteriche che virali, ci sono persone che vengono a contatto con l’agente infettante e non si ammalano.

      contraddicendo i postulati di Koch...

    31. Giudice Holden 28 maggio 2024

      Koch se ne farà una ragione... per qualunque agente patogeno ci sono persone che pur venendone a contatto e sviluppando i relativi anticorpi ai suoi antigeni, restano asintomatiche.

    1. Gino 24 maggio 2024

      Impostazione ridicola e disonesta. La stessa operazione di chi al riguardo degli scettici fa di tutte le erbe un fascio. Probabilmente all'origine dell'obbrobio vi è un miscuglio di pregiudizi ignoranza incompetenza e vizi (ad esempio, il vizietto di giocare con le parole, confondendo tesi avverse e significati, annullando la possibilità di contraddittorio).

      Fare di tutte le erbe un fascio, ad esempio assimilando scetticismo circa la realtà dei virus allo scetticismo circa la realtà dei batteri.

      Con chiunque preferisca un tal genere di giochetti neanche val la pena di discutere.

    1. IlContadino 24 maggio 2024

      Credo sia in "Guerra e pace", comunque son sicuro sia Tolstoj: uno dei personaggi del romanzo si ammala, lui dice, più o meno, riferendosi al personaggio: "Nonostante fosse assistito dai migliori dottori, che applicarono le più moderne cure mediche, il malato ritrovò la salute"

    1. ignorans 24 maggio 2024

      Gli scienziati sono la nostra rovina e la nostra tomba. Con la scusa di salvarci ci uccidono

    1. pieros 24 maggio 2024

      Riunione oms, ovviamente.

    1. pieros 24 maggio 2024

      Dimenticavo:a fine giugno mega riunione os per far passare il nuovo trattato pandemico. Il grande fratello alle porte.

    1. Arthur 24 maggio 2024

      Interessante.

      E gli atomi? Esistono gli atomi?
      Se la questione vi incuriosisce, provate a fare qualche ricerca...

    2. Gino 24 maggio 2024

      E le linee? Esistono le linee?

      p.s.
      - le linee sono astrazioni
      - nella quantistica gli atomi sono astrazioni
      - nella quantistica i protoni non sono astrazioni
      - in biologia i batteri non sono astrazioni (sono osservabili, esiste un criterio scientifico per valutarne la patogenicità)
      - in biologia i virus sono astrazioni (non sono osservabili, non esiste un criterio scientifico per valutarne la patogenicità)
      - le linee esistono (la loro esistenza è meccanicamente verificabile)
      - gli atomi esistono (la loro esistenza è meccanicamente verificabile)
      - i protoni esistono (la loro esistenza è meccanicamente verificabile)
      - i batteri esistono (la loro esistenza è meccanicamente verificabilre)
      - i virus non esistono (la loro esistenza non è meccanicamente verificabile)

    3. Giudice Holden 24 maggio 2024

      Ad Hiroshima dev'essersi scisso il sakè.

    4. Arthur 24 maggio 2024

      Sugli atomi ci sono dubbi e complessità molto ma molto più di quanto si possa credere.
      Non banalizziamo la questione.

      Gli scienziati da un secolo "sparano" sulla materia (e fanno svariate altre cose).
      Subito dopo verificano la presenza di particelle (chiamate sub-atomiche) e radiazioni o energia, che sono in tutta evidenza il risultato di una interazione tra diverse strutture o sistemi (materia, radiazioni, onde, etc.), una interazione indotta dagli scienziati mediante esperimenti.
      Gli scienziati, analizzando queste particelle ed energia rilasciata, hanno ipotizzato che esistano strutture chiamate atomi, che però nessuno ha mai visto o fotografato.
      La scienza al momento non dispone di strumenti in grado di "vedere" gli atomi.

      Sugli elettroni in origine si pensava ad orbite, poi ai salti per "quanti", poi si è capito che non ci sono orbite, ma "nubi".
      Non mi dilungo perché purtroppo non ho tempo e non è il mio campo di studi.
      Chi è interessato può cercare.
      Troverà qualcosa di sicuro, poiché sono cose arcinote.

      PS.
      Mi scuso se ho usato una terminologia a tratti imprecisa, ma non sono un fisico.
      Però quando parlo o scrivo lo faccio sempre con cognizione di causa.

    5. Arthur 24 maggio 2024

      E aggiungo che molte cose presentate come certe sono in realtà ipotesi.

      Sono ipotesi:
      1) l'atomo,
      2) gli elettroni,
      3) i quanti,
      4) il big bang,
      5) i buchi neri,
      6) i quasar,
      7) la materia oscura,
      8) l'antimateria,
      9) l'entropia,
      10) la teoria delle stringhe,
      etc., etc., etc. ...

      E lo stesso dicasi per il neo-darwinismo, teoria secondo la quale ci sarebbe una sorta di casualità ineluttabile che reggerebbe l'evoluzione di tutti gli organismi viventi.
      Secondo tale amena teoria tutti i fenomeni evolutivi sarebbero derminati, ab origine, da mutazioni casuali del DNA.
      Poi la selezione naturale provvederebbe a fare il resto.
      Tale teoria considera la casualità come un dogma che non può essere messo in discussione.

      La verità, semplicissima, è che la scienzah ufficiale non ha ancora capito cosa determina le mutazioni, e poiché i suoi sacerdoti non ne hanno la più pallida idea, allora si proclama che avviene per caso.
      Un atteggiamento infantile simile a quello degli uomini vissuti in passato che, non sapendo cosa causasse i fulmini, si inventarono la storiella di Zeus.
      Prima c'erano gli Dèi, adesso invece c'è il divino caso.

    6. Arthur 24 maggio 2024

      Anche sull'origine della materia "viva" non si sa praticamente nulla.
      Come si è passati dalla materia inerte a quella viva?
      Come si è passati dagli agglomerati di atomi (atomi?) di carbonio inerte a molecole di carbonio "viventi"?
      Bella domanda.
      Qualcuno ha ipotizzato il ruolo del vento solare.
      Per fortuna la scienzah ufficiale, almeno su questo, ci ha risparmiato teorie strampalate.
      Ce ne sono già a bizzeffe che bastano e avanzano.

      PS.
      Un po' di anni fa (un po'...), da ragazzo, sono stato astronomo dilettante.
      Dilettante, molto dilettante, ma molto serio.
      E mi interessavo anche di geologia, climatologia e paleontologia.
      Ogni tanto vado a spulciare qua e là.

    7. Pfefferminz 24 maggio 2024

      Sempre che sia stata sganciata veramente una bomba atomica, cosa non del tutto certa, secondo recenti studi.

    8. Arthur 24 maggio 2024

      Volevo scriverlo io, ma ho preferito soprassedere.
      E aggiungo:
      sempre ammesso che esistano le bombe atomiche...

    9. Giudice Holden 25 maggio 2024

      Mi indichi una fonte attendibile? Mai sentita questa cosa. Il test di Trinity nel New Mexico nel luglio 45, non solo è ben documentato e testimoniato, ma i suoi effetti purtroppo sono stati scontati dalle popolazioni locali per anni.

    10. Giudice Holden 25 maggio 2024

      Ma per favore...

    11. Pfefferminz 25 maggio 2024

      Io mi riferisco unicamente a Hiroshima e Nagasaki. Il medico tedesco Dr. Michael Palmer, più tardi professore universitario in Canada, licenziato per aver rifiutato la vaccinazione anti-Covid, (e coautore dell'articolo "I virus esistono?") ha compiuto delle ricerche nel 2018 sui bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, mettendo in dubbio che si sia trattato di bombe atomiche. Qui un'intervista al Dr. Michael Palmer presso il Corona-Ausschuss (Comitato Corona) in tedesco:
      https://youtu.be/hGxq0yg0s3s?si=QmUWAaRfw1rttjMs

    12. afrances 25 maggio 2024

      Gli atomi si possono osservare con il micrscopio elettronico, come del resto i virus

    13. Arthur 25 maggio 2024

      Non mi risulta.
      In realtà il microscopio elettronico fa uso di fasci di elettroni che vengono indirizzati verso l'oggetto che si vuole studiare.
      In sostanza l'oggetto viene bombardato da elettroni che gli vengono sparati addosso.
      Questo innesca una reazione.
      E il microscopio riesce ad osservare questa reazione, che avviene in punti precisi.
      Unendo questi punti si ottiene un tracciato che però non costituisce l'atomo, come alcuni vogliono far credere, ma l'area energetica o radioattiva generatasi in seguito alla reazione indotta dai fasci di elettroni.
      Quello che è dunque "visibile" non è il presunto atomo con i suoi contorni delimitati e caratteristici, bensì un reticolo energetico preciso creatosi in seguito ad una reazione indotta tramite fasci di elettroni.
      Poi ognuno può credere a quello che gli pare.

    14. Arthur 25 maggio 2024

      Hiroshima e Nagasaki furono ricostruite subito negli anni immediatamente successivi al 1945.
      E rammento che una esplosione atomica è una reazione nucleare nota come "fissione".
      È la stessa cosa che avviene in una centrale nucleare, ma in una proporzione gigantesca spaventosa e apocalittica, e, soprattutto, avviene all'aperto, e non in un ambiente isolato come invece accade in un reattore nucleare.
      Cosa diamine significa una roba del genere?
      Significa che in una zona dove esplode una bomba atomica il livello di radiazioni emesse dal suolo nei decenni (e secoli) successivi è talmente spropositata da causare tumori paurosamente aggressivi in chiunque viva in quel posto.
      Devono passare come minimo alcune migliaia di anni perché il livello di radiazioni scenda al di sotto di una certa soglia, tornando ad un livello compatibile con la vita biologica caratterizzata da DNA complesso come quello umano.
      Quello che è accaduto a Cernobyl, rispetto a quello che sarebbe successo a Hiroshima e Nagasaki, è paragonabile al botto di un petardo rispetto ad una esplosione causata da una tonnellata di tritolo.

    15. afrances 25 maggio 2024

      Beh certo, come del resto lei non vede un tavolo, ma un fascio di fotoni riflessi dal tavolo

    16. Arthur 25 maggio 2024

      Ci sono affinità, ma non non è assolutamente la stessa cosa.
      I livelli atomico e sub-atomico costituiscono il micro-cosmo.
      E nel micro-cosmo le cose non sono scontate e conclamate come nel macro-cosmo, e i fisici lo sanno benissimo come sanno che il micro-cosmo è retto da meccanismi largamente ignoti alla attuale ricerca scientifica.

    17. Arthur 25 maggio 2024

      C'è qualcuno che vive a Cernobyl?
      No, e nessuno ci mette piede, da oltre 40 anni, lì dove è "esploso il petardo" ...

      Però in Giappone, dove hanno fatto deflagrare una roba spaventosa, sono tornati a vivere dopo pochi anni ...

      Quante cose si beve l'umanità ...

    18. Giudice Holden 25 maggio 2024

      Assolutamente no. Le radiazioni rilasciate nel tempo da tonnellate di materiale fissile da un incidente di un reattore non sono lontanamente paragonabili a quelle di qualche chilo di uranio di Hiroshima. Quella zona di Ucraina resterà inabitabile per tantissimi anni. Oltretutto la bomba è esplosa a centinaia di metri di quota, contaminando ben poco il terreno, evitando una ricaduta massiva di polvere contaminata . Dopo pochi anni ad Hiroshima la contaminazione radioattiva era di fatto non più pericolosa per la salute. Per fare del sano complottismo serve comunque qualche nozione di fisica. Poi sei libero di non credere alle bombe a fissione, naturalmente.

    19. Arthur 25 maggio 2024

      Giudice Holden, ne deduco che saresti disponibile ad andare a vivere, dopo 5-10 anni o 20 anni, in un posto dove è esplosa una testata nucleare uccidendo sul colpo 100.000 persone e polverizzando tutto.
      Onestamente, ci andresti a vivere?
      Rispondi, se vuoi, ma sinceramente.
      E ti fideresti della scienza "ufficiale" che ti dice che non c'è pericolo?

    20. gianB 26 maggio 2024

      La scienza è scienza (quella vera) proprio in quanto "falsificabile". (In realtà sarebbe da parlare di metodo scientifico piuttosto che di scienza)
      Diversamente si chiamerebbe fede.
      Detto ciò, non si butta via anche "il bambino con l'acqua sporca".

    21. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Quando non si hanno più argomenti, si scade vedo. Comunque, caro Arthur, ad Hiroshima dopo 10 anni sarei andato a vivere tranquillamente. Nei dintorni di Cernobyl non andrei mai nemmeno ora che ne son passati 40. E ti ho spiegato il perchè. Ripeto, se non vuoi credere all'esistenza delle bombe a fissione, non dovresti credere nemmeno a quelle all'idrogeno. Sai perchè? L'unico innesco possibile per generare la pressione necessaria alla fusione è l'esplosione di una piccola atomica. Senza una bomba A non potrebbe esistere la bomba H. Ma immagino che tu, per coerenza, a questo punto necessariamente non crederai nemmeno alle bombe all'idrogeno. Le ha sciaguratamente create la scienza ufficiale. Quella che ti permette di usare il pc, grazie alle ricadute della fisica dell'atomo e della meccanica quantistica. Quella che Hitler stupidamente chiamava "scienza giudea". Amen.

    22. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Evidentemente i sopravvissutti delle due città, che concordano tutti nel raccontare un'unica terribile ed accecante esplosione, fanno tutti parte del complotto.
      Chiunque neghi l'esistenza dei virus, dovrebbe per coerenza alle proprie idee, farsi iniettare il virus Ebola. Se restasse sano, invece che morire dopo qualche giorno di atroci dolori buttando sangue da qualunque buco del corpo, dimostrerebbe al mondo intero la sua ipotesi, e chissà, potrebbe vincere pure un Nobel.

    23. Pfefferminz 26 maggio 2024

      "La scienza è scienza (quella vera) proprio in quanto “falsificabile”."

      Questo è il punto cruciale anche per quanto riguarda la diatriba sull'esistenza dei virus patogeni fra Stefan Lanka e Wolfgang Wodarg. Wolfgang Wodarg fa presente che gli scritti di Stefan Lanka non vengono accettati dalle riviste scientifiche, in quanto non vengono rispettati i criteri richiesti, primo fra tutti quello della falsicabilità.

    24. Pfefferminz 26 maggio 2024

      "Evidentemente i sopravvissutti delle due città, che concordano tutti nel raccontare un’unica terribile ed accecante esplosione, fanno tutti parte del complotto."

      Giudice Holden, l'"unica terribile ed accecante esplosione" può essere probabilmente spiegata anche in un altro modo. Il Dr. Michael Palmer ha scritto un libro sul caso Hiroshima esaminandolo dal punto di vista scientifico. Inoltre ha fatto revisionare i risultati delle sue ricerche da altri esperti di diverse discipline. Se ho capito bene, sul suo sito puoi leggere il libro in inglese. Il fallout radioattivo c'è stato, ma non nella misura corrispondente alla dimensione della bomba che si dice sia stata sganciata. Qui non si tratta di complottismo, ma di asserzioni, le quali ovviamente possono essere confutate dal punto di vista scientifico. Palmer afferma, ad esempio, che una bomba atomica come quella che si dice sia stata usata, non poteva essere costruita nel 1945. È un'affermazione che può essere confutata. Nessuno vuole fare del complottismo.

      Chiunque dubiti dell’esistenza dei virus, dovrebbe per coerenza alle proprie idee, farsi iniettare il virus ebola."

      Perfettamente d'accordo.

    25. Arthur 26 maggio 2024

      Ma io non butto nulla.
      Sono convinto che gli atomi esistano al 99.99%, ma che assai verosimilmente la loro struttura sia diversa da come la immaginiamo e in futuro potremmo avere sorprese eclatanti.
      In sostanza, non dogmatizzare le ipotesi e le teorie scientifiche, altrimenti la scienza diventa fede, che è quello che hanno fatto e fanno alcuni.
      Perché, se ci si beve di tutto, si resta fregati.
      E mi riferisco in primis ai pluridosati che si sono fidati della scienzah ufficiale.
      Tutto qui.
      Ma evidentemente c'è chi non recepisce.

    26. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Beh potrebbe essere stato quello che i fisici che progettano queste schifezze chiamano un "fiasco". Magari solo una piccola parte dell'U235 ha realmente innescato la fissione nucleare. C'è da tener conto che nemmeno i progettisti dei primi ordigni sapevano quanti kilotoni potevano sviluppare realmente. Però a luglio del '45 Trinity ha avuto tantissimi testimoni oculari, comprese persone che abitavano in quella zona e che non furono criminalmente avvisate, perchè ritenute troppo distanti. Quindi che non si potesse costruire una bomba A nel '45 lo ritengo non vero. Potevano non avere la resa aspettata, o potevano addirittura superarla.
      Immaginare poi che addirittura oggi non esistano ordigni nucleari, lo ritengo folle. Forse ho capito male io, ma mi sembra che sia la posizione di qualcuno.

    27. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Già scrivere "scienzah" mi fa capire il tuo rigetto per questo dominio del sapere umano. L'entropia un'ipotesi? Il pirncipio di indeterminazione te lo sei dimenticato. Mi dirai che anche questo è fuffa. Peccato che ci siano esperimenti ben documentati sui suoi effetti.

    28. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Su questo concordo, anche se la meccanica quantistica da ottimi risultati predittivi. Che sia una teoria incompleta è certo, d'altronde ancora non c'è una teoria completa e verificabile che la inglobi nella relatività.

    29. Pfefferminz 26 maggio 2024

      https://www.lulu.com/de/shop/michael-palmer-and-franklin-stahl/hiroshima-revisited/paperback/product-6p2kr5.html

      A questo link trovi una breve descrizione del libro di Michael Palmer "Hiroshima revisited". Nella descrizione c'è il link per accedere al sito di M. Palmer per poter leggere il libro in inglese gratuitamente.

      "Quindi che non si potesse costruire una bomba A nel ’45 lo ritengo non vero."

      Infatti non ho negato che si potesse costruire una bomba atomica nel 1945, ma quel tipo di bomba atomica "che si dice sia stata usata". Questo ha a che vedere con le conoscenze e la lavorazione dei materiali radioattivi in quel periodo storico. Comunque io non difendo un dogma, ma mi limito a segnalare le ricerche del Dr. Michael Palmer, niente di più.

      "Immaginare poi che addirittura oggi non esistano ordigni nucleari, lo ritengo folle."

      La questione è oggetto di dibattito.

    30. Giudice Holden 26 maggio 2024

      Ti ringrazio per la segnalazione. Da alcune fonti che stavo cercando stamattina, mi sembra di capire che viene negata l'effettiva potenza della detonazione di Hiroshima ma non quella di Nagasaki (lì è stato usato il plutonio). E che ad Hiroshima l'effetto distruttivo della fissione sia stata potenziato con altre sostanze chimiche. Tutto può essere, certamente il governo americano è tutto tranne che affidabile. La mancanza del cratere comunque sarebbe spiegabile con l'elevata altezza della detonazione. Certo, anche una minore potenza di quella ufficialmente riportata, avrebbe contribuito alla sua assenza.

    31. Pfefferminz 26 maggio 2024

      https://youtu.be/UkT4QN-ouuM?si=MVUdeR-iTFExlc6E

      Questo è un video di cinque mesi fa (in tedesco) dal titolo "Caddero veramente bombe atomiche in Giappone?". Il giornalista indipendente Gerhard Wisnewski presenta il suo nuovo libro in cui un capitolo è dedicato all'argomento. Racconta di un testimone oculare, Alexander De Severski*, il quale si recò sul posto e notò che c'erano edifici che erano rimasti intatti. Le case a Hiroshima e Nagasaki non sarebbero state come quelle europee di pietra, ma di legno. Tanti interrogativi insomma.

      p.s.: Alexander De Severski era un ufficiale dell'aviazione statunitense di origine russa, esperto di bombardamenti su cui scrisse anche un libro.

    32. gianB 26 maggio 2024

      Questo è già più comprensibile.
      Poi la consapevolezza anche che per chi ha bisogno di sicurezze, e per il gregge è così, è dura buttare via le "verità" acquisite. (Per fortuna ci sono anche i "cospirazionisti" che aiutano il "ripulisti").

    1. oldhunter 24 maggio 2024

      Bravo, bravissimo CptHook... e coraggioso.
      Finalmente la voce discordante da quelle mortifere e fasulle del Sistema!
      Un grido si leva: "IL RE È NUDO"

    2. pieros 24 maggio 2024

      Ecco,la prossima malattia,vera e seria,curala solo ed esclusivamente con l'omeopatia.

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