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GLI SCIENZIATI DICONO CHE LE SCIE CHIMICHE E I LANCI DEGLI SHUTTLE…

… STANNO METTENDO IN PERICOLO LA TERRA (PARTE I)

DI WILLIAM THOMAS

Uno scienziato atmosferico canadese avverte che le scie chimiche, gli aerei di linea e i lanci degli shuttle stanno indebolendo la stratosfera e distruggendo lo strato di ozono della Terra – minacciando tutta la vita sul pianeta.

Era uno di quei messaggi che i telefoni sono noti per consegnare – il tipo di chiamata che fa svanire il sonno e rende peggiori i sintomi dell’influenza. Ma questa volta l’intero pianeta era in gioco.

Un preoccupato scienziato canadese di nome Neil Finley era in linea per informarmi che il traffico dei jet ad elevata altitudine, i lanci degli shuttle e le scie chimiche stanno minacciando di distruggere non solo lo scudo terrestre che protegge dalle radiazioni – ma la stessa stratosfera.

A seguito, Gli USA accusati di controllare il clima per scopi bellici (Cristoforo Barbato; Il Mattino); Strategie di disinformazione (Zret; Scie Chimiche Blogspot)Questa non era esattamente una novità. Ken Caldeira – lo scienziato dei laboratori Lawrence Livermore che lavoravano sulla bomba atomica, quello che aveva diretto le simulazioni informatiche di Edward Teller per lo “schermo solare” atmosferico – mi aveva detto che un programma che coinvolgeva l’erogazione di milioni di tonnellate di agenti chimici in grado di riflettere la luce del sole in alto verso la stratosfera poteva “distruggere lo strato di ozono”.

La novità era uno scienziato atmosferico che esprimeva preoccupazione per le scie chimiche.

ARCHI CHIMICI

Come ha raccontato Finley, il 16 giugno 2006, mentre guidava nella Statale 1 vicino a Victoria (British Columbia), “Mi fermai per vedere una piatta nuvola bianca, incredibilmente bianca, incredibilmente ampia. Era sconvolgente da vedere”.

La luce solare riflessa da quella enorme nuvola innaturale attraverso la sua sfumata visiera solare “occultava” il sole, come ha detto lui, in strisce prismatiche: “tutto rosa, verde e viola”. Una tale “birifrangenza”, ha spiegato Finley, “non si verifica mai con il vapore acqueo, perché la separazione dei colori si ha solo in un sistema di rifrazione cristallino”.

Dillo di nuovo?

Tali interferenze prismatiche con lunghezze d’onda luminose avvengono solo con “materiale solido estremamente, estremamente fine”, ha spiegato di nuovo Finley. Queste fini particelle sospese “generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce”.

Finley ha detto che si stava riferendo specificamente agli agenti chimici rilasciati artificialmente nel cielo da “aviocisterne”.

Mentre il vapore acqueo che si solidifica in cristalli di ghiaccio ad elevate altitudini può predisporre dei “paraeli” (cerchi luminosi) attorno al Sole e un’occasionale aureola attorno alla luna, gli oleosi colori dell’arcobaleno visti molto più comunemente nelle scie dei jet e nelle nuvole artificiali sono firme chimiche, ha riferito.

LO STRATO DI OZONO DELLA TERRA SI STA ANCORA SFALDANDO

Questi agenti chimici al cloro che sono immessi direttamente nello strato di ozono da aerei di linea, cisterne chimiche e altri aerei militari che volano oltre i 13 kilometri – insieme a quasi continui lanci di razzi a propellente solido dalle basi dell’Aviazione di Cape Canaveral e Vandenberg si stanno masticando bene lo strato di ozono rimanente della Terra.

Dopo anni di fuorvianti resoconti dei media che acclamano lo “strato dell’ozono in guarigione”, siamo ancora “sulla cuspide” del recupero dell’ozono, dice Elizabeth Weatherhead, ricercatrice atmosferica all’università del Colorado e principale autrice del più recente studio sull’ozono. [Nature, 4 maggio 2006; CBS/AP 1 luglio 2006]

La Associated Press e la CBS News ora confermano che lo schermo solare della Terra “è pronto” per il recupero di cui hanno parlato a lungo. Non fosse che, come avviene, il rapido riscaldamento da effetto serra continui ad alterare le temperature atmosferiche e gli schemi di circolazione, il rapido aumento del gas metano dovuto a miliardi di mucche e a megaton di permafrost in liquefazione, il notevole aumento nelle emissioni di ossido nitroso causato da oltre 5 milioni di voli annui di jet ad elevata altitudine, e una proiezione di 1468 lanci in orbita di razzi tra il 1998 e il 2010 aggiunti ai 3147 lanci già effettuati dal 1991 al 1997… “influenzano il risultato”. [CSIRO Telecommunications and Industrial Physics, Australia, 28 febbraio 2002]

Indovinate cosa?

Lo scorso inverno, lo strato protettivo di ozono sull’Artico è calato ai più bassi livelli che si registrino. Ad elevate altitudini, il 50 % dello strato protettivo è stato distrutto.

NUVOLE DI GHIACCIO

Mentre i crescenti gas serra nell’aria catturano più calore nell’atmosfera inferiore, la luce solare riflessa nello spazio dalle nuvole artificiali create da scie chimiche, gas di scarico e lanci di razzi a propellente solido sta causando un raffreddamento della stratosfera superiore (tra i 14 e i 26 km sopra la Terra).

Le nuvole di ghiaccio invernali sulla stratosfera intrappolano ampie quantità di agenti chimici che assorbono l’ozono – e stanno aumentando in dimensioni e frequenza. Dalla fine del novembre 2005 alla fine del febbraio 2006 ci sono state le nuvole di ghiaccio distruggi-ozono che soo durate per i periodi più lunghi mai registrati.

A fine marzo, quando la perdita di ozono era al suo massimo, le nuvole di ghiaccio si sono estese sopra il Regno Unito e l’Europa giungendo fino all’Italia settentrionale – friggendo forme di vita esposte sotto di loro.

Il 26 aprile 2005, gli scienziati hanno dichiarato ad un meeting a Vienna che “la vita atmosferica di questi componenti [che riducono l’ozono] è estremamente lunga e le concentrazioni rimarranno ad alti livelli di pericolosità per un altro mezzo secolo”.

Come spiega il professor John Pyle, “Pensavamo che le cose avrebbero iniziato ad andare meglio per via della graduale eliminazione dei CFC e di altri agenti chimici secondo il protocollo di Montreal, ma non è successo. I livelli di inquinamento si sono stabilizzati ma i cambiamenti nell’atmosfera hanno reso più semplice lo svolgimento delle reazioni chimiche che permettono agli inquinanti di distruggere l’ozono. Con questi cambiamenti, che è probabile continuino e peggiorino, mentre aumenta il riscaldamento globale, l’ozono sarà ulteriormente ridotto, anche se il livello di inquinamento sta calando”.

DANNI DA RADIAZIONE

Per ogni 1 % di diminuzione nei livelli di ozono, circa l’1 % in più di raggi ultra-violetti raggiunge la superficie della Terra [WMO, 2002]

Una riduzione del 1 % nell’ozono porta ad un aumento del 3 % in alcune forme di cancro non-melanoma della pelle [UNEP 1998].

Il programma ambientale delle Nazioni Unite stima che per ogni 1 % di riduzione dello strato di ozono c’è un aumento dal 2 % al 3 % nei cancri della pelle. Questo aumento può causare persino cataratte — anche se vengono portati occhiali da sole. Poiché alcune specie sono più vulnerabili di altre, un aumento nell’esposizione ai raggi UV ha il potenziale di causare un cambiamento nella composizione delle specie e ridurre la diversità negli ecosistemi. Un eccesso di radiazioni UV diminuisce la fotosintesi nelle piante e riduce la dimensione e la produzione del grano [winter wheat, quello che si pianta in autunno e raccoglie in primavera, ndt] e di altre colture.

Oltre metà di tutti i nuovi cancri sono cancri della pelle. Una persona muore di melanoma ogni ora. Oltre 1 milione di nuovi casi di cancro alla pelle sono stati diagnosticati negli Stati Uniti durante il 2004. L’incidenza del melanoma è più che triplicata tra i Caucasici tra il 1980 e il 2003 [Rachel’s, Jan 5/87].

NIENTE PLANCTON, NIENTE UMANI

Le microscopiche piante che sono il fondamento di tutta la vita negli oceani sono state fatte morire di fame mentre il riscaldamento globale blocca il rifornimento vitale di nutrimenti dal mare profondo.

Ora, il flusso in aumento di radiazioni solari mediante i buchi lasciati dai lanci di razzi e dai voli di linea sta friggendo il plancton oceanico che fornisce la maggior parte dell’ossigeno, mentre spinge enormi quantità di carbonio fuori dall’atmosfera. “Ridurre le popolazioni di fito-plancton del mondo influirebbe significativamente sul ciclo di carbonio del mondo”, avverte il Guardian, lasciando più carbonio nell’aria. [Independent, 19 gennaio 2006; Guardian, 27 aprile 2005].

Nel novembre 2005, la fame dalla mancanza di plancton ha portato, di conseguenza, ad un collasso catastrofico della vita di pesci e uccelli sulla costa litorale lungo il Pacifico nord-occidentale dell’America e nel Mare del Nord [Independent, 13 novembre 2005].

LE SCIE CHIMICHE MINACCIANO LA TERRA

La saga delle scie chimiche è iniziata nell’agosto 1997, quando l’anziano dottor Edward Teller presentò un documento preparato dall’Accademia Nazionale delle Scienze del governo statunitense nel 22esimo seminario internazionale sulle emergenze planetarie (Sicilia). Teller ha dichiarato che gli “aumenti nella temperatura media mondiale dell’ampiezza attualmente prevista potrebbero essere eliminati impedendo a circa l’1 % della radiazione solare in arrivo” di raggiungere la Terra. “Il costo totale di una tale operazione di miglioramento sarebbero probabilmente, al massimo, di 1 miliardo di dollari all’anno”.

Ma le scie chimiche stanno devastando l’atmosfera.

Le osservazioni radar riferite dai controllori del traffico aereo che monitorano le cisterne dell’aviazione statunitense e i perduranti pennacchi chimici su Edmont (Canada) e in ogni principale aeroporto degli Stati Uniti hanno riferito specificamente altitudini inusitate per questi agenti chimici sparsi a 37.000 piedi – proprio al principio della stratosfera, che fino a poco tempo fa iniziava a circa 13 kilometri sopra la superficie terrestre.

Le 7-10 tonnellate di ossido d’alluminio che Teller ha sollecitato siano aggiunte al carburante dei jet come “scudo solare” protettivo vengono rilasciate in uno strato di ozono che, se compresso al livello del mare, non sarebbe più spesso della punta di una valvola (approssimativamente 0.1 pollici). [www.ucsusa.org]

Esattamente come previsto dai modelli di Caldera, le scie chimiche stanno riflettendo abbastanza luce solare da questo pianeta verso l’atmosfera superiore per raffreddare la stratosfera e formare gigantesche nuvole di ghiaccio che concentrano megaton di agenti chimici a lunga durata in grado di distruggere l’ozono. Finley ha scoperto che ad un calo della temperatura di 3 gradi Fahrenheit ad un’altitudine di 40 km risulta in “un raffreddamento del 10 % circa nella stratosfera”.

IN SALITA

Dopo un anno o due, ha detto Finley, milioni di tonnellate di ossido di alluminio in scie chimiche e gas di scarico da razzi a propellente solido cadono verso il basso formando un nuovo strato di confine tra la troposfera e la sovrastante stratosfera. Secondo Finley, questi depositi di ossido di alluminio stanno permettendo alla troposfera dove viviamo, e dove si forma il clima, di spingersi più in alto verso una stratosfera indebolita.

Le nuvole da tempesta hanno delle sommità tipicamente piatte, come delle incudini, perché urtano la base della stratosfera. Mentre si indebolisce la stratosfera, le sommità si estendono e crescono. E mentre le correnti ascensionali praticano fori verso l’alto da 13 a 14 a 15 kilometri, altra umidità viene aspirata verso l’alto, dove, ha spiegato Finley, “la grandine dovuta a temperature incredibilmente basse diventa una cosa dalle dimensioni di palle da baseball in grado di uccidere” – proprio come la terribile grandine che ha martellato l’Arizona, rimuovendo la vernice dalle auto e causando inondazioni lampo verso la fine di luglio 2006.

Durante gli ultimi tre decenni, i ricercatori hanno misurato un raffreddamento nella stratosfera e un riscaldamento della troposfera inferiore. Questi cambiamenti potrebbero influenzare la quota della tropopausa, il confine tra la troposfera e la stratosfera. Un tale cambiamento potrebbe, di conseguenza, modificare la quota delle correnti entro la troposfera, come di quelle associate alle tempeste, e potenzialmente modificare l’intensità delle stesse. E’ possibile anche che alteri la posizione delle correnti a getto planetarie e dunque il moto dei sistemi climatici. [www.msc-smc.ec.gc.ca]

La troposfera, in estensione verso l’alto, è invasiva della stratosfera specialmente nei caldi tropici, ha aggiunto Finley, “dove si formano tifoni ed uragani”.

Comparando lo strato di ozono stracciato da scie chimiche e shuttle ad “un pneumatico che viene eroso fino al cerchio della ruota”, Finley ha messo in guardia che uno “scoppio” atmosferico potrebbe essere fatale alla vita sulla Terra.

SCIE CHIMICHE: UN DETONATORE DI DINAMITE

Il raffreddamento della stratosfera che risulta dalla luce solare riflessa non è la sola minaccia atmosferica posta dalle scie chimiche, le cui microscopiche particelle irritanti sono anche connesse a gravi influssi sulla salute umana a terra. Secondo il Centro per lo Spazio e i Sistemi Missilistici dell’Aviazione Usa al Commando Materiali, “In tutto il mondo l’uso dei CFC negli ultimi decenni è risultato nell’introduzione di circa 25 milioni di tonnellate di CFC nell’atmosfera”.

Ma mentre la radiazione ultra-violetta dalla luce solare spezza queste molecole di cloro, circa 300.000 tonnellate di atomi di cloro sono liberate nella stratosfera ogni anno.

Ora ecco il Comma 22 (1) della perdita di ozono: la distruzione dell’ozono atmosferico risulta in una non-perdita del cloro richiesto per causare la distruzione. Questo significa che le stesse molecole di cloro sono disponibili per ricominciare il ciclo di distruzione! [Space And Missile Systems Center Air Force Materiel Command, 1 novembre 1994].

“E l’insieme di oltre mezzo secolo di emissioni di cloro accumulate è enorme”, ha osservato Finley.

Questo allarmato scienziato atmosferico ha avvertito che riattivando questa riserva atmosferica di cloro che riduce l’ozono, l’ossido di alluminio trovato nei test di laboratorio sulla pioggia radioattiva delle scie chimiche sta agendo “come un detonatore di dinamite”.

La seconda parte sarà pubblicata nei prossimi giorni

William Thomas
Fonte: http://www.willthomas.net/
Link: http://www.willthomas.net/Chemtrails/Articles/Earths_Ozone_Layer.htm
07.09.2006

Scelto da ZRET (http://zret.blogspot.com/) e tradotto da CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

Nota del traduttore:

Comma 22 (titolo originale: Catch 22) è il titolo di un libro di Joseph Heller. Il libro, edito nel 1961 rappresentò una feroce critica alla guerra narrando le disavventure di un gruppo di aviatori statunitensi appartenenti a uno stormo di bombardieri operante in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Il romanzo è considerato il punto di partenza, negli Stati Uniti, della letteratura postmoderna.
Fonte: Wikipedia

Pubblicato da God

  • marzian

    GLI USA ACCUSATI DI CONTROLLARE IL CLIMA PER SCOPI BELLICI

    Image Hosted by ImageShack.us [imageshack.us]DI CRISTOFORO BARBATO
    Il Mattino

    Introduzione di Scie Chimiche Blogspot

    Il 26 dicembre 2004 l’Indonesia ed altri paesi lambiti dall’Oceano Indiano furono devastati da un apocalittico maremoto che causò immani distruzioni ed un numero abnorme di vittime. Il totale delle vittime nella sciagura di Santo Stefano fu di 288.952 morti, cui vanno aggiunti 8.760 dispersi. Quattro anni prima il ricercatore indipendente Cristoforo Barbato, autore di documentate inchieste su temi quali il controllo climatico, il Segreto Omega e le armi elettromagnetiche, aveva scritto un articolo sinistramente profetico, soprattutto là dove cita l’operazione “Clava d’Acqua”. Fu un cataclisma naturale o qualcuno, come da anni si sospetta, ideò e perpetrò quell’atroce atto di distruzione?

    L’Aeronautica degli Stati Uniti sperimenta segretamente la guerra meteorologica, grazie ad una tecnologia che consente di controllare gli elementi climatici e di scatenare violente tempeste contro eventuali nemici? Lo sostiene l’autorevole quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, sulla scorta di sue analisi su uno studio dell’USAF.

    L’eco della notizia ha mobilitato, fra le testate nazionali tedesche, anche “Bild”, che ha ottenuto informazioni dal professor Atsumu Ohmura, direttore dell’Istituto di ricerca climatologica di Zurigo. Secondo Ohmura, quattro gli scenari che potrebbero delinearsi. Il primo, denominato “Operazione Inondazione”, consisterebbe nel diffondere con aerei una polvere infinitesimale di nitrato d’argento sulle nubi, causando precipitazioni torrenziali da dirigere contro un avversario.

    Il secondo, l’”Operazione Glaciazione”, prevede l’uso di un ordigno contenente biossido di metano e di carbonio che, deflagrato ad un’altezza di 17 Km, produrrebbe una coltre di particelle tale da oscurare il Sole ed indurre la morte per congelamento del nemico a terra. Il terzo è la “Tempesta di fuoco”, cioè l’impiego di armi laser indirizzate sul deserto surriscalderebbe l’aria che, sollevandosi dalla superficie provocherebbe devastanti tempeste. L’ultimo scenario, l’operazione “Clava d’acqua”, impiegherebbe una speciale miscela esplosiva sotto la superficie del mare, con una potenza detonatrice tale da riprodurre un maremoto. Onde alte 30 metri annienterebbero qualsiasi unità navale, porti e basi nemici, per centinaia di chilometri.

    A tale apocalittico arsenale si aggiunga un’arma a microonde che investendo sciami d’api, darebbe luogo ad un fittissimo pulviscolo, una cortina naturale che metterebbe fuori uso le apparecchiature radar o formerebbe densi agglomerati nubiformi per ostacolare le incursioni aeree.

    Articolo originale

    Cristoforo Barbato
    Fonte: http://ilmattino.caltanet.it
    10.11.2000

    Articolo su Scie Chimiche Blogspot

    Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/
    Link: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/2006/08/gli-usa-accusati-di-controllare-il.html
    25.06.2006