Bambini al tempo del Covid: quei “maligni amplificatori biologici”

In questo clima di paura, i bambini sono diventati contemporaneamente soggetto e oggetto del terrore: da una parte vogliamo naturalmente tutelarli il più possibile, dall’altra la pandemia li ha trasformati un pericolosi elementi che amplificano gli effetti devastanti dei virus. Come terrorizzava su twitter il noto virologo Burioni, “I figli sono gioie, felicità etc. ma anche maligni amplificatori biologici che si infettano con virus per loro quasi innocui, li replicano potenziandoli logaritmicamente e infine li trasmettono con atroci conseguenze per l’organismo di un adulto.”

I dati stanno andando, con la lentezza che purtroppo richiede la ricerca scientifica, nella direzione opposta all’allarme che trasformava i figli in minaccia, fortunatamente. Per un’infezione virale respiratoria, i bambini e gli adolescenti sono molto più a basso rischio di contrarre la malattia coronavirus sintomatica 2019 (COVID-19) rispetto a qualsiasi altra fascia d’età. La ragione del minore carico di malattia sintomatica nei bambini non è ancora chiara.

Una minoranza di bambini soffre di una sindrome infiammatoria post-infettiva, la cui patologia e i cui esiti a lungo termine sono poco conosciuti. Tuttavia, rispetto al rischio di contrarre la malattia, i bambini e gli adolescenti sono stati colpiti in modo sproporzionato dalle misure di blocco e i sostenitori della salute dei bambini devono garantire che i diritti dei bambini all’assistenza sanitaria e sociale, al sostegno della salute mentale e all’istruzione siano protetti durante le successive ondate pandemiche.

Se quindi il rischio che corrono è minimo, enormi possono essere le conseguenze psicologiche del lockdown dal punto di vista psicologico, sebbene gli effetti riflettano le ansie dei genitori. Le paranoie dei genitori possono essere considerate perciò le responsabili dei danni. Questa può essere l’interpretazione della ricerca effettuata dal Gasliini di Genova. 6 bambini su 10 hanno manifestato problematiche comportamentali e sintomi di regressione.aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia, come inquietudine e ansia da separazione, la sensazione di mancanza d’aria, i disturbi del sonno, instabiità emotiva che sfocia spesso in irritabilità.

Il rischio per i bambini sembra perciò essere poco legato al virus di per sè, e non hanno neanche particolari responsabilità nel processo di contagio del virus, In compenso le scelte politiche applicate in reazione alla pandemia mettono a rischio la salute mentale dei bambini, e se alziamo l’analisi a livello globale, una quantità enorme di bambini pagherà, economicamente, le scelte di lockdown:  Secondo l’ultimo rapporto di Unicef e Save the Children, al mondo ci sono 150 milioni di bambini poveri in più a causa degli effetti della pandemia.

https://www.contagionlive.com/news/children-may-be-less-likely-than-adults-to-have-asymptomatic-sarscov2

https://www.today.it/attualita/coronavirus-bambini-sono-contagiosi.html

https://science.sciencemag.org/content/sci/early/2020/09/18/science.abd6165.full.pdf

Infanzia: Unicef e Save the Children, 150 milioni di bambini poveri in più a causa della pandemia