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DISFARSI DEL DENARO. SUBITO

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

A questo punto l’unico modo per tentare di preservare la propria ricchezza è quello di vivere in regime di clandestinità fiscale.

Dunque ragioniamo. Da una parte l’utilizzo del contante non solo è scoraggiato, ma sta diventando praticamente fuorilegge (già lo è, in parte, ad esempio per transazioni per importi superiori a 1000 euro). Dall’altro lato, l’unico modo per fare delle transazioni senza utilizzare del contante è quello di servirsi delle Banche. Queste, una volta che vi si versa denaro, ne dispongono come meglio credono, senza praticamente riconoscere alcun interesse al correntista. Non solo: al momento del bisogno, ora dovrebbe essere chiaro, utilizzano il denaro del correntista per tappare dei buchi di bilancio.

Dal punto di vista pratico dunque si verifica la situazione seguente: non siamo padroni neanche del nostro denaro. Ed esistono dei punti, dei momenti particolari, in cui volenti o nolenti non possiamo che passare sotto a questo ricatto.

Facciamo un esempio pratico: poniamo di aver ricevuto in eredità un appartamento, e che si voglia venderlo per acquistare un altro immobile. Al momento del rogito di vendita, l’appartamento ci viene pagato, ovviamente, con un assegno o con una transazione sul conto corrente. Un attimo prima eravamo in possesso di un bene, un attimo dopo abbiamo un credito sul nostro conto corrente del quale però non siamo sicuri di poter disporre. Poniamo che tra la vendita del primo e l’acquisto del secondo immobile passino alcune settimane, giusto il tempo di trovarne uno che ci aggrada e fissare un nuovo rogito – ed è la migliore delle ipotesi: ebbene, in quel lasso di tempo quella nostra ricchezza è a rischio. Se tra la vendita del primo e l’acquisto del secondo qualcosa alla Banca dove abbiamo il conto corrente va male, e magari dalle parti della Ue si decide per un prelievo forzoso, ci bloccano il conto e il bancomat e ci rubano parte del nostro denaro.

Non c’è modo di sottrarsi a questo rischio, visto che anche le leggi vanno verso la direzione di un monopolio bancario anche nei confronti delle piccole transazioni, come abbiamo visto.

Persino lo stipendio ci viene pagato con un assegno o con un bonifico che non può che transitare all’interno di un conto corrente. Dunque non c’è scampo. 

“Il denaro non è una merce”. Ezra Pound

Come scrisse Massimo Fini nel suo Denaro, sterco del demonio (qui http://www.ilribelle.com/biblioteca/2009/6/26/il-denaro-sterco-del-demonio-massimo-fini.html ) la cosa migliore da fare quando si ha denaro è liberarsene il prima possibile, lasciando gli altri con il classico “cerino in mano”. Ezra Pound, nel suo “ABC dell’economia” (qui http://www.ilribelle.com/biblioteca/2011/10/4/labc-delleconomia-ezra-pound-bollati-boringhieri.html ), rovesciava addirittura i termini della questione. Siccome il “denaro non è una merce”, scriveva, esso non deve essere accumulato. Anzi, ipotizzava di trovare un sistema, per esempio con delle marche riportanti una data da applicare a ogni banconota, attraverso il quale, se il denaro non veniva fatto circolare, cioè non veniva usato unicamente per ciò cui doveva essere preposto, perdeva valore giorno dopo giorno: doveva restare insomma nelle mani dei cittadini per il solo e semplice motivo di essere utilizzato per facilitare lo scambio di merci. Non per essere accumulato. Non per servirsene speculando. Siamo all’opposto di quanto avviene oggi. E visto dove siamo arrivati, si è evidentemente presa la strada sbagliata.

Ma ancora, visto che secondo Fini il denaro, di fatto, è una “promessa di futuro” che però come stiamo vedendo ci viene via via erosa, resta da capire ora come tentare di possedere ancora, in una certa misura, in un certo modo, questa promessa di futuro, facendo a meno del denaro.

Come abbiamo visto, il denaro oggi non è nostro già all’origine (in quanto è della Banca Centrale Europea e dei suoi azionisti), viene tassato pesantemente a ogni transazione (tassazione diretta e indiretta), e non ne abbiamo piena e certa disponibilità persino quando lo versiamo sul “nostro” conto corrente. Che “nostro”, come stiamo vedendo, non è, visto che non siamo sicuri di poterne disporre a piacimento. Già oggi ci sono limitazioni ai prelievi giornalieri sia mediante gli sportelli automatici sia attraverso quelli bancari. E da oggi tali limitazioni si estendono sino all’inverosimile, ovvero sino al punto in cui la Banca decide di serrare sportelli e bancomat a suo insindacabile giudizio.

Il caso Cipro è replicabile. Eccome

Il caso di Cipro è doppiamente emblematico, perché non solo si è operato un prelievo forzoso sui conti correnti, ma questo avviene, in un momento di crisi, per il risanamento dei buchi al quale né investitori, né azionisti, né grandi creditori delle Banche prendono parte. A contribuire alle perdite sono solo i risparmiatori. I depositanti che diventano azionisti a loro insaputa. Loro malgrado. Con decisione unilaterale della Banca.

Il punto è dunque, proprio dal punto di vista pratico, nel cercare di capire, immediatamente, cosa si possa fare per sottrarsi il più possibile a tale esproprio ulteriore di sovranità. Oltre a quella statale, operando ora sui conti correnti dei singoli cittadini, l’espropriazione di sovranità da parte dei banchieri diviene, di fatto, anche personale.

Come fare?

Il punto di arrivo è chiaro: non si deve avere denaro. Meno chiaro, anzi in larga parte oscuro, è come si possa vivere la quotidianità senza averne. Perché se, ammesso di avere un gruzzolo messo da parte, può non essere poi così difficile decidere di disfarsene per acquistare un bene, un terreno, ad esempio, sottraendo con questa azione alla Banca il proprio denaro, non è parimenti facile ipotizzare come vivere giorno per giorno facendo del tutto a meno di denaro.

Una tra le soluzioni, proprio dal punto di vista pratico, è quella di fare una analisi il più possibile veritiera di quanto realmente ci occorre per vivere mese per mese. Eliminando tutto il possibile tra ciò che siamo abituati ad acquistare e di cui invece magari possiamo fare a meno o produrre da soli, e al più tenere in banca una somma veramente minima per degli imprevisti. Tanto minima che potrebbe addirittura essere opportuno pensare di nasconderla fisicamente altrove. Per il resto, a questo punto, il messaggio dell’Unione Europea e della finanza internazionale che dobbiamo assolutamente cogliere è – o dovrebbe essere – piuttosto chiaro: chi ha denaro, se ne disfi il prima possibile.

In ultimissima analisi, certo, oggi siamo al punto in cui non solo il denaro ci può essere espropriato, ma anche un bene fisico, come un immobile. Ad esempio, abbiamo visto, con l’introduzione dell’Imu, applicata anche alla casa nella quale si abita e che implica alla lunga, ove si decidesse di non pagare, una ipoteca sul nostro immobile e infine la sua espropriazione. Imu che potrebbe – perché no? – aumentare anche a dismisura, soprattutto per noi italiani che, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, per quasi il 70% siamo proprietari della casa dove abitiamo. Ma per questo secondo caso, almeno per il momento, è necessario un passaggio parlamentare, cioè una legge. Nel primo caso invece, quello di un prelievo sui conti correnti, come abbiamo visto per Cipro, basta una decisione europea, senza ratifica del Parlamento del Paese oggetto della norma. A Cipro è successo che la prima imposizione della Ue non è passata al vaglio politico di Nicosia, quindi si è tornati in Europa, e questa ha preso una seconda decisione, in merito a prelievi sui conti correnti, che però, guarda caso, escludeva il passaggio politico di Cipro.

Ora, forse non è così vicino il momento in cui ci si potrà liberare del tutto dei diktat dell’Europa dei banchieri, ma il Parlamento italiano invece lo abbiamo vicino casa, e forse qualche pressione in più, una volta che gli italiani riuscissero veramente a capire la situazione e ad arrabbiarsi di conseguenza, sarebbe più a portata.

È insomma più facile, probabile e a breve termine che una soluzione “alla Cipro” possa essere applicata anche al nostro Paese. Ed è con piccoli atti di dissidenza che dobbiamo muoverci per ora. Battaglia per battaglia, operazione per operazione: non penseremo mica che è possibile rovesciare con un unico scontro un sistema che ha impiegato sessanta anni almeno per portarci alla situazione attuale, vero?

Valerio Lo Monaco

www.ilribelle.com
27.03.2013

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Pubblicato da Davide

  • fabiopon

    “non penseremo mica che è possibile rovesciare con un unico scontro un sistema che ha impiegato sessanta anni almeno per portarci alla situazione attuale, vero?” Perche no? Mi sembra sia già successo numerose volte! E comunque prima di disfarsi del denaro bisognerebbe averlo! Perchè il problema non è “tenere in banca una somma veramente minima per degli imprevisti”, ma tenere fuori una somma sufficente per vivere!

  • ericvonmaan

    Il miglior modo per “disfarsi del danaro” è investire nell’autosufficienza energetica: pannelli fotovoltaici, acqua calda sanitaria riscaldata dal sole, pompe di calore, interventi di coibentazione… è facile risparmiare anche 3/4000 euro all’anno di Enel e Gas (dal quale ci si può perfino scollegare completamente se hai le pompe di calore), senza contare la tranquillità di rendersi invulnerabili ad aumenti e tagli delle forniture. Per chi ha gli spazi, un surlplus di potenza installata garantisce anche un piccolo reddito annuale (magari per pagare l’IMU).

  • clausneghe

    Ah, io non ho problemi a disfarmi del denaro anche subitissimo, dal momento che non ho il becco di un quattrino,come diceva Kit Carson.
    Ma la faccenda ha i suoi vantaggi, come insegna Bertoldo o Catalano o il Buddha non mi ricordo bene,: Chi nulla possiede nulla perde..
    Sono gli altri, le formichine che hanno messo via per tutta la vita che adesso devono temere. Almeno in questa faccenda un vantaggio nell’essere povero e disoccupato ce l’ho.. mi scappa da ridere..

  • fabiopon

    Già, i poveri hanno tutte le fortune. Come diceva il filosofo di cui mi sfugge il nome: se va tutto bene siamo rovinati!

  • fabiopon

    I poveri hanno tutte le fortune!

  • zingaro

    Credo che una buona ricetta (sempre perfettibile, come ho sempre sostenuto) è quella di trovare un posto di demanio (senza una proprietà fisica) con una fonte d’acqua (importantissima), oppure un luogo abbandonato. Rinunciare a tutti i documenti, barattare il denaro con beni non intestabili (un pc deve essere registrato a qualcunaltro, magari defunto) e vivere in autonomia alimentare ed energetica. Naturalmente non da soli ma essere una comunità.

  • orckrist

    Quando la merda verrà a valere, i poveri nasceranno senza culo. (Proverbio veneto)

  • Giancarlo54

    Verissimo quello che dici. Però adesso siamo al punto che la formichina, il sottoscritto, essendosi rotto i maroni di farsi rubare i soldi ha deciso di trasformarsi in una cicala. Ho deciso di spendere tutto, fino all’ultimo quattrino. Vogliono la guerra? L’avranno!

  • Giancarlo54

    Ho paura che la longa manus dei ladroni di stato arriverà anche a te e alla tua comunità

  • lucamartinelli

    Per fortuna non tutti gli articoli vengono per nuocere!!!!!!. Questo mi sembra un articolo di fantascienza…..Fare a meno del danaro è ridicolo anche a livello singolo. Lo Monaco deve aver bevuto troppo ieri o ha cambiato spacciatore. Il problema non è liberarsi del danaro ma NON averlo in banca. Il sottoscritto, assolutamente inascoltato, 6 anni fa consigliava su questo sito di togliere i risparmi dalle banche…6 anni fa. Me ne dissero di tutti i colori, dandomi anche del visionario…..ma siamo ancora in tempo…coraggio…il prelievo forzoso da noi dovrebbe essere attuato a Maggio, quando l’Italia dovrà versare all’Europa della banda Bilderberg 40 miliardi come quota di non ricordo più che cosa.

  • Ercole

    A nessuno viene in mente di come di DISFARSI del capitalismo? Anzichè girare intorno al problema ,andrebbe preso di petto . Ma noto tante riflessioni inutili che non portano da nessuna parte e lasciano fare ( al di là delle forme ) nei fatti tutto ciò che la borghesia ritiene utile alla conservazione dei propri privilegi.SVEGLIATEVI un pò tutti potrebbe essere troppo tardi!!!!!!!

  • zingaro

    Vero! Però intanto si sopravvive e poi una scusa la dovranno trovare, e convincente anche.
    Tanto questo sistema porta tutti davanti al giudice, un conto è andarci da debitore in torto un conto è andarci da uomo libero in ragione.

  • sietetuttiparassiti

    “A questo punto l’unico modo per tentare di preservare la propria ricchezza è quello di vivere in regime di clandestinità fiscale.”
    …certo e poi, sulle spalle di chi alla comunità contribuisce, usa l’ospedale, le strade, manda tuo figlio a scuola e mi raccomando reclama con energia per ogni disservizio ai servizi che hai scroccato.
    Un suggerimento facile, facile per non farsi rubare i soldi dai poteri cattivi, regalateli ai bisognosi, agli ospedali, alle università, al mendicante sulla strada, facile no?

  • Jor-el

    Sottoscrivo. Aggiungo anche che non è vero che in Italia non sta succedendo nulla. Ci sono migliaia di piccole vertenze in corso. Operai che occupano le fabbriche fallite e fanno ripartire la produzione, vertenze per impedire la privatizzazione dell’acqua, cittadini che , in provincia, si uniscono per bloccare forme di espropriazione dei beni comuni. Nella mia città i facchini dell’interporto stanno portando avanti uno sciopero autonomo (fra loro ci sono anche, per la prima volta, molti immigrati) e la coop (rossa) ha chiamato la polizia per proteggere i crumiri. Non è un movimento unitario, sono tanti piccoli fuochi, ma qualcosa sta succedendo. Secondo me in questo paese la situazione è esplosiva

  • Arcadia

    ritieni opportuno che saranno intaccati risparmi oltre i 100.000 € come a Cipro oppure sarà adottata un’aliquota unica per tutti i correntisti, come è il solito costume della casta ladrona italiana che nn terrà minimamente conto anche dei c/c “pezzenti”?

  • lucamartinelli

    Difficile dirlo. Premesso che da anni leggo e studio quanto dicono quegli economisti che non compaiono in Tv, penso che occorra essere più prudenti possibili. Quindi pensare che verranno “castigati” tutti, senza eccezioni. Occorre anche considerare che gli italici sono abituati a tenere sul conto poco denaro perchè amano o sono consigliati ad investire in titoli di stato e altre forme truffaldine. Il tipo di quella banca tedesca che ha affermato che occorrerebbe prelevare il 15% dai conti nostri compresi i depositi titoli, dove appunto vengono parcheggiati gli investimenti, ha calcolato che col 15% si darebbe una buona ribassata al debito pubblico. Dipende da cosa vorranno fare. Infine per proteggere i risparmi, pochi o tanti che siano, si può pensare di acquistare valuta estera, franchi svizzeri o corone norvegesi. Altri consigliano oro fisico, che nei momenti difficili non ha mai tradito nessuno. E ancora, molti hanno aperto legalmente un conto all’estero, specie in Austria dove il segreto bancario è garantito dalla loro Costituzione. Ognuno puo’ informarsi ulteriormente e decidere secondo la sua convenienza.

  • Kiddo

    @Arcadia,

    Il limite dei 100k è un limite soltanto politico. Si è deciso a Cipro di fare così. Leggiti il post di mincuo nel forum. Da noi il risparmio è un po’ diverso, pochi conti di deposito e vari malloppi investiti. Credo piu’ probabile che se dovesse esserci un prelievo forzoso quì da noi , sarebbe esteso a tutti i cc di qualunque importo e non solo. Potrebbero colpire qualunque cosa, io temo per il risparmio postale, la vera ” cassa ” dei piccoli risparmiatori italiani. E’ un pezzo che la politica, tramite le fondazioni , vuole mettere le mani sulla CDP.

  • Kiddo

    Ottimo e condivisibile il commento di lucamartinelli che è arrivato un attimo prima del mio.

  • lucamartinelli

    Ercole, amico, è ovvio che hai ragione. Ma sai anche che sbarazzarsi del capitalismo comporta una serie di azioni che non hanno molte possibilità di successo: organizzazione, strategie, logistica e rivolta di massa. Li vedi gli italiani scendere in piazza, sparare e farsi sparare? Magari di domenica quando ci sono le partite? ecco perchè penso che in questo momento bisogna darsi da fare a livello individuale. Quello che possiamo fare è togliere a questi avvoltoi criminali che ci opprimono ciò che sta loro a cuore: il denaro. Saluti.

  • terzaposizione

    IN CANNABIS CARTINE E TABACCO

  • vetusordoseclorum

    Evvivaaaa, ora ho una buona motivazione per andare a Lugano e spendermi tutto a troie

  • ghnopiniball

    Leggo CDC da due anni e questo e’ il miglior commento che abbia mai letto: non lo dico per presa in giro. Per farti capire che la penso come te, ti invio il seguente piano economico (dei dodici che ho elaborato) che rig PRIMO PROGETTO O PIANO ECONOMICO (A NEW HOUSE)

    Il primo piano economico da attuare a breve riguarda la ristrutturazione del parco immobiliare. Primo passo concedere l’abolizione al pagamento dell’IMU prima e seconda casa a tutti i proprietari di immobili che si impegneranno a salire di una o due classi energetiche ogni cinque anni, cominciando dalla ristrutturazione della prima casa. Come il mio lettore certamente sa le nostre abitazioni sono classificabili in base ad una valutazione di dispendio energetico in sette classi o categorie. Ebbene il 95% delle nostre case e’ in classe G, cioe’ la piu’ bassa, e consumano piu’ di 250/ 350 kw al metro quadrato l’anno, mentre una in classe B consuma 60/70 kw pari ad un sesto settimo, mentre una in classe A consuma 20/40 kw, una in classe A+ guadagna soldi e non costa nulla in bollette energetiche elettriche e o di gas o gasolio o altro rispetto a una stessa abitazione di classe G. Nelle abitazioni a classe energetica piu’ bassa FGH, in inverno si pompa calore all’interno delle nostre abitazioni che si dissipa lentamente perche’ il freddo entra dall’esterno.Cosi come d’estate si pompa aria fredda all’interno, che anch’essa si dissipa attraverso gli infissi o una cattiva coimbentazione. E’ necessario intervenire urgentemente su questo, perche’ presto, ( dieci, quindici anni) anche secondo un rapporto della cia, ci saranno tensioni fortissime sul prezzo del petrolio, e quindi i combustibili fossili aumenteranno a dismisura. E noi dipendiamo completamente dai combustibili fossili, per cui se non si interviene potremmo, se non si scoprono nuove fonti di energia, vedi fusione nucleare, o PEC ( foto elettro chimica) dover pagare per riscaldare e raffreddare le nostre case, sempre di piu finanche forse sei sette otto/ diecimila euro l’anno a fronte dei due tre mila euro l’anno attuali. Con interventi di ristrutturazione, per esempio cambiando gli infissi vecchi con infissi nuovi a doppi o tripli vetri, cappotti termici, caldaie a condensazione, riscaldamento a pavimento o a parete, coimbentazione dei soffitti, applicazioni di pannelli solari,

    sonde geotermiche, arriveremmo a consumare solo il dieci, venti per cento di cio’ che consumiamo attualmente fino ad arrivare addirittura a produrre energia in sovrappiu’, nelle case a classe energetica A+. Se cio’ fosse reso obbligatorio, e chi non volesse ottemperare fosse obbligato a pagare un tassa per il maggior inquinamento e il maggior dispendio di risorse, si arriverebbe al momento critico che ci sara’ nel 2025 2030, preparati al cambiamento energetico. E’ proprio la gestione della conversione energetica il fulcro del problema. Aumentare la classe energetica delle nostre abitazioni oltre a consentire un risparmio notevole, consentira’ allo stato di attuare una politica energetica di risparmio e di attesa, aspettando di sapere quali saranno le fonti energetiche alternative piu convenienti per le caratteristiche della nostra nazione. Si genererebbero cosi oltre un milione di posti di lavoro, e anche se lo stato riconoscesse un ‘incentivo alla ristrutturazione,e lo stesso avrebbe entrate come fiscalita’ e contributi inps e inail tali da compensare gli incentivi e le mancate entrate dell’imu , anzi considerando anche un misero 20% di incentivo lo stato incasserebbe lo stesso qualcosa come 5/8 miliardi l’anno in entrate fiscali e contributivi, in piu’. Questo piano di ristrutturazione vale almeno 5 punti di PIL, valendo piu’ di 80 mld l’ANNO di prodotto interno lordo e durerebbe per almeno venti venticinque anni, considerando di far salire le nostre abitazioni anche di una/due sole classi energetiche ogni cinque anni . E con questo piano e gli altri da me proposti eviteremo anche di ricorrere a manovre e manovrine per chiudere buchi. I contribuenti dovrannno si mettere mano al portafoglio, ma si ritroveranno a spendere meno per il futuro in consumi energetici e si ritroveranno con un valore immobiliare piu ‘ elevato. Facciamo un esempio di intervento standard. Portare un immobile di cento/centoventi metri quadri dalla classe g alla classe A/B, costa circa tra i 40.000 e i cinquanta mila euro. Dividiamo questo costo per trenta anni e consideriamo di pagare ratealmente appunto in 30 anni, e di risalire subito dalla classe G alla classe energetica A o A+ . Per semplificare consideriamo interessi pari al capitale che ci viene prestato come il doppio della cifra necessaria alla ristrutturazione, quindi in trenta anni pagheremo una rata di tremila euro l’anno, cioe’ piu o meno quello che ci costa attualmente riscaldare e raffreddare una casa di queste dimensioni per un anno in classe energetica G. Se consideriamo che le spese energetiche per una casa in classe A sono pari al 10 / 20 per cento di una casa in classe G e che una casa in classe A+ addirittura rende un piccolo capitale, rispetto ad una in classe G la nostra spesa nei

    trent’anni risultera’ essere di soli 600 euro l’anno. Quindi riepilogando 3000 euro di spesa energetica che non ci sono piu’ e tremila euro di esborso della rata che si pareggiano, esborso al massimo 600 euro l’anno di spesa energetica in classe A , addirittura guadagno in classe A+. Aderendo al piano di ristrutturazione poi non si pagherebbe piu’ l’imu. Pari.
    Ma se lo stato ci incentivasse anche con un misero venti per cento sulla deducibilita’ fiscale, i nostri costi di ristrutturazione saranno pagati e arriveremo alla fine del progetto guadagnandoci. Ma cosa succede se verosimilmente il prezzo dei combustibili fossili dovesse aumentare, come sicuramente aumentera’? Se il prezzo del petrolio e del gas dovessero aumentare, come sicuramente aumenteranno alla fine dei trent’anni ci troveremmo ad aver risparmiato una somma di denaro esorbitante. Supponiamo di non fare nessun intervento e supponiamo anche che il prezzo del petrolio e dei combustibili fossili raddoppi o triplichi nel corso dei trenta anni. Facciamo una media considerando un prezzo per difetto pari solo al doppio dell’attuale, stima molto benevola specialmente se la confrontiamo con quella degli ultimi trenta anni passati. La nostra spesa per il riscaldamento in trenta anni sara’ pari a circa 180.000 euro circa. Pari a circa 6000 euro l’anno.
    Con la ristrutturazione ne spendiamo 90.000, piu il costo per il riscaldamento pari al venti per cento rispetto ad una casa non ristrutturata. Cioe’ 600 euro l’anno che per trenta anni sono 18.000 euro. Sommati ai novantamila euro spesi per la ristrutturazione sono 108.000 euro. Il nostro risparmio sara cosi’ di 72.000 euro pari a 2400 euro l’anno. Senza considerare nessun incentivo fiscale. Se consideriamo poi che lo stato non ci fara’ piu’ pagare l’ici o l’imu, il nostro riparmio sara’ pari a circa 3000/3500 euro l’anno. In piu’ ci troveremmo proprietari di un immobile che varra’ sicuramente di piu’ del valore rispetto allo stesso immobile non ristrutturato. Quindi il nostro appartamento che vale per esempio 200.000 varra’ cosi 250.000 euro o piu’ dandoci quindi un plus valore di 50.000 euro.
    Risultato finale , immobile rivalutato risparmio sulle spese energetiche e benefici anche oltre i trent’anni del periodo in esame. Sulla intenzione dell’utente a ristrutturare la propria abitazione di almeno una classe energetica ogni cinque anni, lo stato non dovrebbe far pagare l’imu come abbiamo detto, mentre dovrebbe istituire una tassa sulle case non ristrutturate pari al doppio/ triplo dell’ attuale imu. Oltre tutto l’aspetto esteriore delle case e dei palazzi dovrebbe trarne

    giovamento perche’ uno degli interventi di ristrutturazione prevede l’aggiunta di uno strato esterno di rivestimento detto cappotto termico, che consente di risparmiare energia ma anche di dare un aspetto esteriore rinnovato anche di nuovo colore e nuovi colori, riqualificando le citta’. Siccome questa spesa puo gravare pesantemente sui proprietari meno abbienti, e non essendoci un’ urgenza effettiva, ma solo un’urgenza ad avviare il progetto economico nazionale, si dovrebbe cominciare con un invito ad intervenire per primi ai proprietari piu’ abbienti, e con le grandi entrate conseguenti all’applicazione del piano , si puo’ costituire un fondo di solidarieta’ che aiuti i proprietari di case, piu’ in difficolta’, ad affrontare parte della spesa. Anche mediante l’applicazione di tassi bassi, oltre che prevedere un contributo col fondo, alle spese di ristrutturazione.Vedi ripartizione delle entrate. Questo piano vale dai 90 mld ai cento mld l’anno di pil, per venti trent’anni, e dovrebbe portare l’intero patrimonio immobiliare privato, ad avere una classe energetica A+, A, o al peggio B. Inoltre tale patrimonio, si rivalutera’, facendoci diventare piu’ ricchi. E poi si potra’ estendere la rivalutazione energetica anche agli immobili pubblici, ed anche questo ci fara’ piu’ ricchi, perche genera altri posti di lavoro e domanda aggregata.

    POSTI DI LAVORO generati col progretto n.1
    800.000 muratori, piastrellisti,carpentieri,posatori di infissi,idraulici, tecnici
    montatori di pannelli solari, elettricisti. Prog 1
    100.000 operai tecnici e impiegati per la produzione di piastrelle, infissi, pan
    nelli coibentanti per cappotti termici, tubi, pannelli solari, sonde
    geotermiche e altro Prog 1
    30.000 certificatori preposti a certificare la classe energetica Prog 1

    ENTRATE FISCALI E CONTRIBUTIVE generate col progretto n.1

    6 MLD come tassa incassata dai proprietari di case che non procedono alla
    ristrutturazione (5 milioni di contributi a 1200 euro di tassa) Prog 1
    8 MLD provenienti dall’iva per la fatturazione di merci e lavoro (piastrelle,
    cemento, materiale edile vario, infissi, pannelli coibentanti per
    cappotti termici, tubi pannelli solari, sonde geotermiche, macchinari
    materiale vario di consumo), calcolo eseguito considerando
    come base 40 MLD di fatturato in piu’ sulle merci .
    8 MLD entrate fiscali da lavoro dipendente Prog 1

    8 MLD di entrate per inps ed inail Prog 1
    2 MLD dalla tassazione dei nuovi assunti che producono i beni neces
    sari per le ristrutturazioni. PROG. 1
    3 MLD dalla tassazione degli utili delle aziende che fatturano cemento.
    Materiale edile in genere, infissi, vernici, tubi pannelli coimbentatori
    pannelli fotovoltaici,ecc. PROG. 1
    3 MLD dalla tassazione degli utili delle aziende che effettuano i lavori.

    TOTALE 930.000 NUOVI POSTI DI LAVORO E + 40.000.000.000 DI ENTRATE. VALORE DEL PIL + 5% ANNO. VALORE DEL PIANO 80 MLD L’ANNO PER VENTI ANNI

    uarda la ristrutturazione del parco immobiliare italiano

  • hobie

    UN GIORNO CAPIREMO CHE VOTARE, OGGI, NON SERVE A UN BENEAMATO CAZZO DI NIENTE! IL NEMICO SONO LE BANCHE E I RICCHI. BISOGNA BOICOTTARE LE BANCHE, TOGLIENDO I SOLDI E POI ABBATTERE LO STATO PER RICOSTRUIRE UN ALTRO MODELLO SOCIALE. STATO NAZIONE E SIGNORAGGIO, DOPO SECOLI, SONO FINITI PER SEMPRE. PRIMA LO CAPIREMO MEGLIO SARA’.

  • gripepuerca

    ciao. trovo questo discorso estremamente interessante e vorrei approfondirlo. da dove hai preso queste informazioni? puoi fornirmi biblio/linkografia? grazie.

  • Behemot

    Bravissimo !!!!!! Complimenti da Behemot !!!
    Rovesciare si può, altroché !!!! Se non con le buone, è successo con le meno buone …. addirittura sono rotolate giù le capoccie …..

  • Behemot

    Sto crepando dalle risate !!!! Complimenti da Behemot !!!

  • Behemot

    Mandiamo sto Lo Monaco in clausura !!!!! Così non potrà più scrivere simili idiozie !!!! E se lo stesso ci si mette a scrivere, lo farà solo a proprio uso e consumo !!!!!!

  • Behemot

    Ma dove lo vuoi mettere, se lo hai ???

  • Behemot

    In passato è successo, può succedere ancora …. anzi …. pare, che sta per succedere ….

  • Behemot

    Ci credo …. dopo aver letto sto articolaccio …..

  • Behemot

    Sto articolo è una cretinata, perchè, il problema non è avere i propri risparmi. Il problema sta nel liberarsi dal consorzio mondiale delle banche ladre. Allora bisogna pensare come abbattere i banchieri- ladroni- massoni, non che fare con i soldi risparmiati.