Washington vende residuati bellici a prezzi astronomici

Vladimir Platov
journal-neo.org

Nel 2003, un sito web alternativo con sede in Belgio, Indy Media, aveva pubblicato un bell’articolo intitolato “Why America Needs War” [Perchè l’America ha bisogno della guerra], scritto da un famoso esperto di politica, Jacques R. Pauwels. Questo articolo è stato recentemente ripubblicato da un altro sito noto e rispettato, Global Research, richiamando l’attenzione sul tema delle guerre infinite di Washington.

Nell’articolo di cui sopra si affermava che le guerre sono un terribile spreco di vite e di risorse e che, per questo motivo, la maggior parte della gente si oppone, in linea di principio, alla guerra. Tuttavia, visto che gli Stati Uniti sono bloccati in uno stato di perenne conflitto con gli altri attori internazionali, è logico chiedersi: cosa c’è che non va nei politici americani? Soffrono tutti di qualche malattia mentale? Il motivo per cui si stanno effettivamente verificando gli eventi che stiamo osservando sul palcoscenico globale è dovuto al fatto che gli Stati Uniti si basano su quella che il Dr. Pauwels descrive come “l’economia di guerra,” su cui gli Stati Uniti hanno fatto affidamento per oltre un secolo.

Questo genere di economia consente alle aziende e ai singoli miliardari di trarre profitto dalla violenza e dagli spargimenti di sangue e questo li rende propensi a sostenere le guerre, invece di cercare una pacifica risoluzione dei conflitti. Tuttavia, l’articolo afferma che senza guerre, calde o fredde che siano, questo sistema non è in grado di produrre il risultato atteso: i profitti sempre crescenti che i ricchi e i potenti d’America considerano un loro diritto acquisito. È chiaro che gli Stati Uniti non avrebbero potuto sfuggire alla morsa della Grande Depressione senza entrare nella Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, come è riportato nell’articolo sopra citato:

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i ricchi proprietari e i top manager delle grandi aziende avevano imparato una lezione molto importante: durante una guerra si possono fare i soldi, molti soldi. In altre parole, l’arduo risultato della massimizzazione dei profitti, l’elemento chiave dell’economia capitalista americana, può essere raggiunto molto più efficacemente con la guerra che attraverso la pace; in ogni caso, è necessaria una benevola cooperazione da parte dello stato.

Tuttavia, la popolazione degli Stati Uniti non aveva notato questo cambiamento perché era stata ipnotizzata dai salari in rapida crescita e dalle società in continua espansione, che avevano bisogno di un numero sempre crescente di nuovi dipendenti. Questo è il motivo per cui non c’è mai stata una vera opposizione alla politica bellicista americana all’interno degli Stati Uniti e questo significa anche che Washington cercherà sempre nuovi nemici, anche se in raeltà non ne avrebbe. Il risultato è che stati come la Russia, la Cina, l’Iran, la Corea del Nord, Cuba e il Venezuela, che in un determitato momento storico erano disponibili a discutere le loro differenze con gli Stati Uniti, verranno antagonizzati e considerati una minaccia per gli Stati Uniti e la loro sicurezza nazionale.

Questo è il motivo per cui le spese militari negli Stati Uniti continuano ad andare alle stelle, con programmi di ricerca e sviluppo per le forze armate statunitensi che ottengono finanziamenti mai visti prima. Tuttavia, quella che viene presentata come una corsa verso una maggiore sicurezza è solo uno spudorato trasferimento dei soldi dei contribuenti americani nelle tasche dei principali appaltatori della difesa. Sarebbe solo giusto se il sistema giudiziario americano, invece di indagare sulle dubbie notizie della presunta intromissione della Russia nelle elezioni statunitensi, desse un’occhiata più da vicino al modo in cui questo denaro insanguinato sta plasmando il mondo della politica americana.

Ricordiamoci che il bilancio militare USA per il 2020 ha raggiunto per la prima volta la stupefacente cifra di 750 miliardi di dollari! Negli ultimi decenni, gli Stati Uniti hanno investito circa 30 miliardi di dollari in vari programmi di riarmo, che, in un modo o nell’altro, hanno tutti fatto cilecca, secondo The National Interest.

Non mancano i resoconti dei media che mostrano il completo fallimento delle moderne armi americane, che, nonostante le ingenti somme sprecate nel loro sviluppo, non sono in grado di proteggere né gli Stati Uniti né i loro alleati.

Ad esempio, The National Interest si è recentemente preso la briga di fare un confronto tra il caccia russo Su-35 e quattro suoi concorrenti americani: F-15, F-16, F-22 e F-35. La pubblicazione è giunta alla deludente conclusione che, nonostante la massiccia campagna pubblicitaria che ha accompagnato lo sviluppo dell’F-35, questo aereo non può reggere il confronto con la sua controparte russa. Lo sfortunato F-35 è stato incluso di recente nella lista delle peggiori armi mai prodotte dall’esercito americano a causa dei costi incredibilmente elevati e dei problemi di affidabilità, secondo Business Insider.

Pertanto, non sorprende che, oltre al presidente della Turchia Tayyip Erdogan, che aveva annunciato la sua intenzione di acquistare i caccia russi Su-35 e Su-57 invece di schierarsi con gli Stati Uniti, anche la Germania abbia reso noto che non ha alcuna intenzione di acquistare questa costosissima catastrofe aviatoria. Per aggiungere la beffa al danno, secondo il portale americano We Are The Mighty, nella classifica mondiale dei jet più veloci nella storia dell’aviazione militare, tre dei primi cinque posti sono occupati da caccia russi.

In mare, la situazione non è migliore. Nel caso di un ipotetico conflitto militare tra Stati Uniti e Russia, anche nel Mar Nero, i gruppi delle portaerei americane verrebbero rapidamente eliminati dai sottomarini diesel russi, dai sistemi missilistici mobili terrestri e dai piccoli ma insidiosi battelli lanciamissili. Questo ancora prima che le unità dell’aviazione terrestre, armate con missili anti-nave ipersonici Dagger, abbiano modo di intervenire, afferma The National Interest.

Un’altra pubblicazione sottolinea come le corvette lanciamissili russe, del costo di 30 milioni di dollari cadauna, dispongano di missili con raggio d’azione quattro volte superiore a quello degli ultimi cacciatorpediniere e incrociatori statunitensi, ognuno dei quali ha un prezzo di 2 miliardi di dollari.

Ma sono i sistemi di difesa missilistici americani, in particolare il Patriot, che si sono recentemente coperti di vergogna in modo scandaloso. Un anno fa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che una delle priorità del Pentagono era la vendita ai propri alleati dei sistemi di difesa antimissile degli Stati Uniti. Per raggiungere questo obiettivo, Washington aveva cercato di forzare quegli stati che avevano optato per soluzioni molto più efficaci (gli S-300 e gli S-400 russi) affinché ritornassero sulla loro decisione. Questi tentativi avevano portato Washington ad introdurre sanzioni nei confronti di alcuni dei suoi più stretti alleati, come la Turchia, l’India e il Marocco.

Nel frattempo, The National Interest ammette che il nuovo S-500 russo è di gran lunga il sistema di difesa aerea più efficace esistente al mondo, mentre The Hill riconosce che le armi ipersoniche della Russia hanno vanificato i sistemi di difesa missilistica statunitensi, come il Patriot e il THAAD.

Un anno fa, gli Stati Uniti avevano annunciato che una rete di intercettori missilistici terrestri, radar e linee di comunicazione, il tutto ad un costo di 180 miliardi di dollari, avrebbe potuto proteggere il paese da un attacco limitato lanciato dalla Corea del Nord o dall’Iran. Tuttavia, poco dopo il rilascio di questa dichiarazione, i sistemi di difesa aerea prodotti dagli Stati Uniti non erano riusciti a respingere un improvviso attacco di droni contro una raffineria di petrolio saudita, dimostrando così la loro bassa efficienza. Allo stesso tempo, non sarà fuori luogo ricordare che ci sono, in totale,  88 batterie di Patriot a guardia del confine settentrionale dell’Arabia Saudita, con almeno tre cacciatorpediniere della Marina Americana armate con il sistema Aegis dislocate al largo della stessa zona geografica. Nessuno di questi sistemi aveva risposto all’attacco.

Di nuovo, durante uno attacco di rappresaglia lanciato dall’Iran, i sistemi di difesa aerea americani non erano stati in grado di abbattere neanche uno dei missili lanciati contro due basi statunitensi in Iraq.

Ecco perché alcuni clienti militari occidentali hanno di recente iniziato ad acquisire le alternative russe. Questo è il risultato dei gravi difetti presenti nei sistemi di difesa aerea prodotti dagli Stati Uniti, come il Patriot, i cui ripetuti fallimenti sono apparsi evidenti in Israele, Arabia Saudita e Iraq. L’ultimo arrivato di questi clienti è la Corea del Sud, che, già da tempo, aveva mostrato un forte interesse per i jet militari e i sistemi di difesa aerea russi, anche se non era stata in grado di acquistarli a causa delle pressioni esercitate da Washington.

Questi fatti dimostrano che i veicoli militari e gli aerei pubblicizzati dai media occidentali sono buoni solo come rottami metallici. In realtà, questo era diventato chiaro a tutti quando Washington, l’anno scorso, aveva deciso di mostrare i suoi blindati arrugginiti alla parata della Festa dell’Indipendenza.

Vladimir Platov

Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2020/01/15/washington-sells-scrap-metal-at-a-premium-price-tag/
15.01.2020