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L’Operazione Mockingbird è viva e vegeta in Asia Centrale

 

MARTIN BERGER
journal-neo.org

Le situazioni interne in quei paesi dove Washington ha sperimentato le sue tecniche delle “rivoluzione colorate” mostrano chiaramente che esiste una correlazione diretta tra il messaggio che i media locali potrebbero cercare di implementare e il livello di “predisposizione alla rivoluzione” che potrebbe, a sua volta, portare ad un colpo di stato, in gran parte dannoso per il paese preso di mira, ma vantaggioso per gli Stati Uniti. È chiaro che Washington è a conoscenza di questo fatto da molto tempo, ed è proprio per questo che il compito di manipolare i media è sempre stata una delle massime priorità della CIA.

Nel suo libro The Secret History of the CIA, Joseph J. Trento descrive in modo molto dettagliato come la Special Projects Division (SPD) della CIA abbia, fin dal 1948, sviluppato una particolare passione per la propaganda. È curioso che sia stata la stessa SPD ad essere in gran parte responsabile della pianificazione e della conduzione dell’Operazione Mockingbird [tordo].

L’obiettivo principale dell’Operazione Mockingbird era quello di influenzare i media americani e stranieri attraverso il reclutamento di giornalisti e l’utilizzo di regolari agenti della CIA, che avrebbero  dovuto infiltrarsi nei vari comitati di redazione di tutto il mondo. Dal 1953 in poi, la maggioranza assoluta dei giornali e delle agenzie di stampa americane erano sotto il controllo dell’Operazione Mockingbird, affollate di agenti della CIA impegnati a diffondere propaganda e disinformazione. Numerose pubblicazioni degli anni ’60 e ’70 avevano rivelato la vera portata dell’Operazione Mockingbird, facendo presente che organi di informazione come ABC, NBC, CBS, The Time, Newsweek, Associated Press, United Press International (UPI), Reuters, Hearst Newspapers, Scripps Howard erano stati toccati da questa operazione. Le menti dietro l’Operazione Mockingbird avrebbero dovuto influenzare i media stranieri e gli eventi politici all’estero, e sembra che siano pienamente riusciti nel loro intento.

Nel 1975, il senatore democratico Frank Church, che aveva presieduto il Comitato Ristretto del Senato degli Stati Uniti per lo Studio delle Operazioni Governative in Relazione alle Attività di Intelligence, in seguito soprannominato ‘Comitato Ecclesiastico,’ aveva reso pubblici alcuni dettagli dell’Operazione Mockingbird.

Tuttavia, non era riuscito a porre fine a questa operazione, il che significa che poco è cambiato nel modo in cui la CIA conduce le sue operazioni segrete volte ad ingannare la gente comune. È chiaro che l’Operazione Mockingbird è ancora viva e vegeta, dal momento che rappresenta uno strumento utile con cui Washington controlla sia la propria agenda nazionale che quella internazionale. E’ anche chiaro che un considerevole numero di personalità dei media americani ed europei continua a ricevere fondi considerevoli per ottemperare alle richieste di Washington con il proprio lavoro. Attraverso i media controllati dalla CIA [questi giornalisti] hanno sparso disinformazione su politici promettenti, portato avanti la propaganda e cancellato qualsiasi narrativa in grado di danneggiare gli interessi speciali occidentali.

Il fatto che le agenzie di intelligence americane manipolino i media ha di recente ricevuto molta attenzione in Europa, quando si è appreso che la CIA e il servizio di intelligence federale tedesco hanno la capacità di plasmare la narrativa dei media tedeschi attraverso la corruzione delle personalità al loro vertice e le minacce nei confronti di quelli che non vogliono accettare mazzette.

Alcuni anni fa, un noto giornalista tedesco, Udo Ulfkotte, aveva pubblicato un libro intitolato Giornalisti Comprati, che descriveva in modo molto dettagliato come la CIA fosse in grado di dare ordini alla maggior parte delle principali fonti di informazione tedesche.

I tentacoli velenosi di questa operazione sono evidenti se si dà uno sguardo più da vicino alla crisi ucraina, dove praticamente tutte le fonti europee e americane ignorano il punto di vista della Russia sull’argomento.

Ma la cosa peggiore di tutto questo è che l’Operazione Mockingbird viene tuttora portata avanti, come si può dedurre da due audizioni, tenutesi nel 2016, al Comitato per le Relazioni Estere del Senato. All’epoca, l’ambasciatrice statunitense, non ancora in carica, in Lituania, Ann Hall, e l’ambasciatrice statunitense designata in Ucraina, Marie Yovanovitch, avevano rivelato che alcuni giornalisti lituani ed ucraini stavano seguendo dei corsi di formazione per “contrastare la propaganda russa.” Nell’agosto 2015, il Corriere Lituano aveva scritto che il primo dei paesi dell’Europa orientale dove Washington avrebbe istituito corsi di formazione per i giornalisti sarebbe stata la Lituania. A quei tempi, l’ambasciata degli Stati Uniti in Lituania offriva un programma di formazione in giornalismo investigativo a giornalisti russofoni, con o senza esperienza. Questo programma, che veniva chiamato “Investigative Journalism Training in the Baltics” [corso di formazione in giornalismo investigativo nei Paesi Baltici], aveva ricevuto una ricca sovvenzione di 500 mila dollari da parte del governo degli Stati Uniti. Sebbene il programma fosse stato studiato per tutti e tre i Paesi Baltici e tutte e tre le ambasciate degli Stati Uniti avessero partecipato alla pianificazione e al coordinamento delle attività di formazione, l’allocazione dei fondi era stata supervisionata dall’ambasciata americana a Vilnius.

C’è un’altra conferma che l’Operazione Mockingbird è ancora viva e vegeta, ed è la conclusione positiva della ricerca per conduttori televisivi e media manager fedeli agli Stati Uniti, condotta dal Comando Centrale degli Stati Uniti in Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan. Quelli scelti dallo Zio Sam parteciperanno il mese prossimo ad un corso di formazione, direttamente negli Stati Uniti.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha già fatto partire gli appropriati inviti per [assicurare la partecipazione di] svariate personalità dei media di tutta l’Asia centrale, mentre le ambasciate degli Stati Uniti della regione devono fare in modo che tutto vada liscio. Non sorprende che il finanziamento di questo programma di “tirocinio” sia a carico del Comando Centrale degli Stati Uniti.

Ufficialmente, questo programma è studiato per istruire i giornalisti dell’Asia centrale su come lavorare con i nuovi formati multimediali e le moderne apparecchiature di trasmissione. Si prevede che quei media manager, accuratamente scelti uno ad uno in terre lontane, parteciperanno anche a riunioni con i rappresentanti delle principali aziende americane che si occupano di informazione a livello di massa. Queste reclute saranno poi intervistate da funzionari del Dipartimento di Stato e da esperti nel campo delle operazioni psicologiche. Durante questi incontri, lo Zio Sam cercherà di capire quanto leali agli Stati Uniti potranno essere queste [future] personalità dei media, prima di istruirle ulteriormente.

Questo è il vero prezzo che il mondo sta pagando alla democrazia in stile americano: la morte del vero giornalismo.

Martin Berger

Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2019/06/26/operation-mockingbird-is-alive-and-well-in-central-asia/
26.06.2019
Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.