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Le allucinazioni dei mass media

DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com

Per chiunque viva in Occidente (Stati Uniti, Unione Europea e le loro varie propaggini, come Australia, Nuova Zelanda) e voglia sapere cosa succede davvero nel mondo, l’ostacolo maggiore è il potente filtro alla realtà imposto dai mass media occidentali. [Questo filtro] utilizza due metodi per evitare che la realtà possa arrivare fino al pubblico, una attivo ed uno passivo.

Il metodo passivo usa l’omissione e l’insabbiamento: determinati fatti ed eventi non vengono semplicemente riportati. Alcuni sono deliberatamente soppressi, altri accuratamente messi in secondo piano, mentre altri ancora vengono presentati in un contesto appositamente studiato per mascherare il loro significato. Ad esempio, chiunque fosse stato abbastanza attento si sarebbe facilmente reso conto che Robert Mueller è senile e che non era assolutamente in grado di condurre alcun tipo di indagine o di scrivere un rapporto. Eppure questo aspetto saliente non è mai stato riportato [dai media]; si è trattato di una soppressione intenzionale.

Ma ora che Mueller ha parlato per sei ore davanti al Congresso, dando dimostrazione di questa sua evidente condizione a chiunque si fosse preso la briga di assistere alla sua testimonianza, la soppressione totale è diventata impossibile ed è entrata in gioco la sostituzione del contesto: tutti quelli che fanno notare l’ovvia senilità di Mueller vengono accusati di essere estremisti di destra. Ma come può un’evidenza di carattere medico facilmente osservabile essere liquidata come pregiudizio politico? Come avrebbe potuto [Mueller] non ricordare dettagli importanti di un rapporto che avrebbe dovuto aver scritto (o almeno letto) lui stesso? Intendiamoci, sto solo usando la figuraccia di Mueller come esempio pratico. Come ho spiegato molte volte, non importa chi è il presidente e tutta questa ridicola caccia alle streghe è solo il suono della lira mentre Roma brucia.

Il metodo attivo consiste nell’etichettare tutti coloro che cercano di aggirare il filtro come “teorici della cospirazione,” un termine dispregiativo facile da applicare, anche se poi è piuttosto complicato fare in modo che duri nel tempo. È facile cadere nella trappola se si continua ad insistere su una determinata versione degli eventi senza essere in possesso di prove fisiche specifiche. Ma è altrettanto facile comportarsi da collezionista indipendente e da conoscitore delle teorie della cospirazione (che sono popolari perché interessanti), nel qual caso i vostri accusatori [per confutarvi] dovrebbero essere alla pari con voi nella loro profonda conoscenza delle cospirazioni, oppure essere pronti a rinunciare alla loro posizione di esperti dello scibile cospirazionista.

Se nessuno dei principali organi di informazione occidentali riporta un certo fatto saliente, che viene invece prontamente messo in luce e attestato da più persone che, separatamente, hanno fatto le dovute ricerche, com’è possibile che queste persone stiano cospirando e come fa questa ad essere una teoria? Si può però sostenere che esiste davvero una cospirazione, però da parte dei principali organi di informazione occidentali, per sopprimere il medesimo fatto saliente. Questa sarebbe davvero una teoria, ma difficile da dimostrare, e allora perché qualcuno dovrebbe preoccuparsi di discutere l’argomento? Perché non lasciare che il fatto saliente parli da solo?

In breve, il trucco per evitare l’etichetta di “teorico della cospirazione” quando ci si riferisce ad un fatto non segnalato o sottostimato è quello di presentarlo sempre in forma di domanda: “ecco alcune prove di qualcosa di abbastanza importante, ma i media occidentali non ne hanno parlato; come mai?” e lasciare ai mass media occidentali l’onere della prova che LORO non hanno cospirato per sopprimere la notizia. Naturalmente, nessun organo di informazione accetterebbe mai una simile sfida. Le risposte alternative includono il silenzio tombale e, quando quella tattica inizia a sembrare ridicola, il ricorso agli attacchi ad hominem e all’ingiuria. Ma questo porta inevitabilmente a perdere la faccia perché ci si riduce automaticamente al gioco infantile di “so che lo sei, ma cosa sono io?” Come, per esempio, in “rifiutare l’evidente senilità di Mueller è un segno di estremismo politico?

La prevaricazione dei mass media occidentali non si ferma alla soppressione dei fatti; c’è anche la totale mancanza di qualsiasi tipo di analisi significativa, persino nella formulazione di congetture piuttosto ovvie, la cui validità potrebbe facilmente essere verificata. Per esempio, potrei anche fare l’ardita ipotesi che Robert Mueller sia stato scelto per fare la parte del tirapiedi senile, mentre, alle sue spalle, gli agenti politici di Hillary Clinton cospiravano per sconfiggere Donald Trump con una combinazione di prove falsificate ed estorte, istigazioni a delinquere e numerose altre forme di comportamento da codice penale.

Lo ribadisco, non ho interessi personali in questa corsa, perché credo che gli Stati Uniti stiano per sparire nello sciacquone della loro dorata toilette, a prescindere da chi sia il presidente. Non ho un particolare amore per “Donny, l’uomo di Putin a Washington” (è una battuta e i Russi la trovano divertente), ma mi piacciono gli elementi comici dello spettacolo di questo presidente dell’”arte dell’accordo,” che non riesce a concluderne neanche uno. In ogni caso, sono assolutamente disposto ad aspettare fino a quando non verrà fuori la verità sulla faccenda. Certo, forse era proprio un astuto piano di Putin per far passare agli Americani quattro anni a picchiarsi l’un l’altro per un buffone dai capelli arancione che, come gli era stato ordinato dallo stesso Putin, aveva lavorato instancabilmente per distruggere il rapporto esistente tra Stati Uniti e Cina e spingere la Cina ad un’alleanza con la Russia, mentre, allo stesso tempo, rovinava i rapporti tra Stati Uniti ed Europa, lasciando gli Stati Uniti indeboliti e vacillanti inchiodati, tutti soli, dalla parte sbagliata del pianeta; ma questa è solo una teoria della cospirazione, non è vero?

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2019/07/mass-media-delusions.html
30.07.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

9 Commenti

  1. Sempre meraviglioso Orlov!
    Dunque Mueller è rintronato? E qua si figuri che propongono un’autistica per “educarci”!
    Però, caro Dimitri, se il “pagliaccio biondo” non riesce a concludere un accordo di pace, NON riesce ( non vuole), grazie a Dio, a iniziare nemmeno nessuna guerra. E scusi se è poco! Finchè ci sono lui e Putin possiamo dormire, poi……

  2. La cosa più sconsolante è che il metodo attivo descritto da Orlov viene usato anche da gente comune (in Italia solitamente sono aficionados di area PD), persone apparentemente in buonafede (apparentemente…) ed a volte anche di discreta cultura ma incapaci di collegare puri e semplici fatti (es. come possono essere credibili mass media controllati da banche, assicurazioni, fondi d’investimento? E gli azionisti dei grandi quotidiani li si trova anche su wikipedia, non c’è bisogno di chissà quale ricerca per oscuri siti)…di solito, messi davanti a dati inoppugnabili che dovrebbero quantomeno portare ad una discussione, questi “istituzionalisti” e “ufficialisti” – li definisco così perché spesso strenui difensori delle istituzioni e delle versioni ufficiali, purché di marca PD/accademici progressisti/opinionisti progressisti e così via – la buttano sul classico: prendi una teoria valida, ci dai una spruzzata di rettiliani, terrapiattisti, insomma il complottismo più facilmente derisibile di cui parla Orlov, un tocco di sarcasmo stantio ed il gioco è fatto. Questa gente a mio parere è irrimediabilmente perduta, lobotomizzata, farli anche solo dubitare di qualcosa è un’impresa al di là delle possibilità umane.

  3. C’è anche una terza variante dell’arte mediatica ad uso del popolazzo infame: rendere la comprensione delle cose nel loro accadere ‘oggettivo’ talmente complicata e difficile, intorbidata verrebbe da dire, da defatigare chiunque volesse capirci davvero qualcosa da costringerlo alla rissa perenne o alla resa perpetua. Gli esempi non mancano di certo, da quest’ultimo in cronaca del carabiniere a Roma alla questione LegaRussia, alla comprensione esatta del ruolo del soggetto Soros e dei suoi ‘amici’ navigatori, ecc. ecc. Un diluvio di parole, testimonianze, insulti, selfies, prove e controprove, buonismi e sofismi ‘anima e core’, conditi da particolari assurdi o contraddittori da rendere impossibile il coagularsi di una opinione certa ed inoppugnabile sull’accaduto: il che è la base per costruire un consenso politico ‘forte’ sulle cose stesse. Quest’ultimo è il vero obiettivo, rendere impossibile capire davvero cosa succede e come e perchè per poter agire direttamente noi stessi.

  4. Credo che in verità buona parte delle persone non voglia proprio fare la fatica di avere la propria opinione, perché costa fatica, e trova comodo accasarsi lá dove crede di essere accettata dal gruppo. Insomma il comportamento del gregge.
    La domanda perciò è di tipo antropologico più che culturale.

  5. Confermo che Orlov ha avuto la mia stessa impressione. Demenza senile abbastanza avanzata.
    Ripeto, impressione, poi mi chiedo ma chi ha messo in piedi tutta sta roba almeno selezionare un procuratore preparato e reattivo no. L`ho visto tutto senza traduzioni ed è stato penoso veramente per un vecchietto malridotto che farfugliava con “.. non so…. non posso rispondere…” veramente mi ha fatto pena.
    In sostenza mi sembra di vedere la stessa cosa che succede in Italia cioè mettere Salvini in una situazione win-win, ovviamente non per meriti suoi ma per demeriti altrui.
    Trump vincerà ancora e con un scarto ancora maggiore se sarà Biden altro personaggio senile.

  6. Orlov non la dice tutta, esiste una parte di americani enormemente incazzati di aver regalato i loro posti di lavoro ai cinesi, di aver pagato la difesa ai tedeschi che si concentravano sulle esportazioni, peraltro di prodotti maturi per cui adesso gli finiranno le esportazioni e gli americani li lasceranno senza difesa e in bancarotta, di aver speso tre trilioni di dollari in guerre inutili per proteggere uno staterello indifendibile ed economicamente parassitario.
    Questa gente ha votato Trump, senza rendersi conto che non avrebbe mai disatteso almeno il terzo costosissimo punto.
    A noi europei comunque va benissimo che via dazi e brexit riduca la Germania in polvere.

  7. Definirla allucinazione è un eufemismo, in ogni caso, attenzione, i terminator negrieri stermineranno tutti gli anti globalistinegrierieuromafiosi

    Secondo la CNN, che Trump chiama Fake News Network, i robot bianchi sono sintomo di razzismo
    Un fantasma si aggira per il mondo occidentale: il razzismo verso i robot di colore. I ricercatori di un laboratorio neozelandese lanciano l’allarme: “l’eccesso di robot bianchi è potenzialmente dannoso per la percezione delle altre razze. Non sono solo macchine”

  8. I filtri malfunzionanti generano delle allucinazioni ed etichette, i malfunzionamenti fanno nascere caos, conflittualità e complotti, le analisi accurate di dati portano a galla la verita’, concordo, ancora una volta, con il sig. Orlov, bellissimo articolo