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La Rivoluzione Tecnologica divora i propri figli

DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com

Sono passati quasi tre anni dalla pubblicazione del mio libro Shrinking the Technosphere [Ridimensionare la tecnosfera] e qualche astuto critico potrebbe osservare che le cose non sono andate come previsto, perché la tecnosfera non si è ridimensionata. È vero, il libro era stato inteso come manuale di istruzioni un tantino ironico, ma poi non si sa quante persone si siano preoccupate di leggerlo e di mettere in pratica ciò che predico. Ci sarebbe però da discutere sul fatto che la tecnosfera non si stia riducendo: ad esempio, negli Stati Uniti gli ordinativi di autocarri pesanti sono diminuiti dell’81% rispetto allo scorso anno. Questi camion di classe 8 trasportano la stragrande maggioranza delle merci negli Stati Uniti e questo crollo segnala un forte rallentamento di tutta l’economia.

Quindi, la tecnosfera potrebbe non essere poi così fiorente; ma non sembra nemmeno contrarsi particolarmente. Non ci mancano poi i tecno-ottimisti che parlano di nuove tecnologie, come la nanotecnologia, la biotecnologia, la tecnologia molecolare, cellulare e nucleare, la tecnologia delle cellule staminali, la biocoltivazione di tessuti ed organi, la nanobiotecnologia, la biomimetica, la nanobionica, la nanotronica, per non parlare della perennemente attesa tecno-utopia dell’intelligenza artificiale, le energie rinnovabili, le auto elettriche a guida autonoma e l’Internet delle cose. “Una nuova rivoluzione tecnologica è a portata di mano!“, esclamano. Bene, dico io, ma qual’è la nuova, sovrabbondante risorsa che renderà possibile questa nuova rivoluzione tecnologica?

Come nella fatidica frase di un noto film, “Se non riesci ad individuare il pollo nella tua prima mezz’ora al tavolo da gioco, allora il pollo sei tu” (dal film di John Dahl, Rounders [Il giocatore], del 1988). Un’altra citazione famosa, risalente alla Rivoluzione Francese, è “La rivoluzione, come Saturno, divora i propri figli” (detto da Danton al suo processo). Se non riuscite ad individuare la risorsa per la vostra prossima rivoluzione tecnologica, allora la risorsa siete voi. Guardate tutte le precedenti rivoluzioni tecnologiche. Ogni volta, una nuova tecnologia aveva reso possibile lo sfruttamento di una nuova, sovrabbondante risorsa: l’agricoltura – le  terre fertili; la filatura e la tessitura meccanica – l’energia idrica; il motore a vapore e la siderurgia – il carbone; il motore a combustione interna – il petrolio; la robonanobiotronica basata sull’intelligenza artificiale – ancora petrolio? Mi dispiace, anche con la più fervida immaginazione il petrolio non è più sovrabbondante. (Se avete detto “energie rinnovabili,” allora ripensaci: le turbine eoliche, i pannelli solari e i gruppi di accumulatori non possono essere costruiti o mantenuti in efficienza senza petrolio e gas naturale). Una tecnologia senza una risorsa sovrabbondante a cui poter attingere è utile come avere un cucchiaio con la ciotola vuota. La logica è semplice: individuate la risorsa; se non ci riuscite, probabilmente la risorsa siete voi.

Concentriamoci su quello che dovrebbe essere il principale pilastro della prossima rivoluzione tecnologica: la tecnologia dell’informazione. La maggior parte di noi ha uno smartphone, un laptop, archivia i propri dati nel cloud e fa uso di risorse informatiche abbondanti e gratuite: tutte le app gratuite che desiderate, i blog gratuiti, i video gratuiti di Youtube, ecc. Ma quale nuova risorsa ha aperto tutta questa tecnologia a voi, gli utenti? L’hardware costa denaro (un iPhone medio ora costa circa 800 dollari) e il tempo che passate a giocherellarci su viene sottratto ad altre attività potenzialmente utili e redditizie.

Potreste provare a sostenere che avere un iPhone vi rende più efficienti, perché avete a portata di mano tutte le tecnologie informatiche e di comunicazione di cui potreste aver bisogno. È difficile ribattere a questa argomentazione. Di recente, ho registrato un’intervista radiofonica per una stazione radio dello stato di New York mentre passeggiavo tra i fiori di patata del mio campo, nella regione russa di Novgorod, via Internet e con una connessione 4G resa possibile dal ripetitore del vicino villaggio. Questo è a dir poco miracoloso, ed è sicuramente efficiente (il mio smartphone ha 7 anni, è completamente ammortizzato da molto tempo ed è ancora come nuovo, dopo che ho sostituito ogni singolo componente meccanico, alcuni anche due volte). Ma è efficace?

Gli smartphone sono generalmente efficaci nel far spendere ai loro possessori soldi che potrebbero o  potrebbero non avere per cose di cui potrebbero o potrebbero non aver bisogno. Tutto l’accesso gratuito alle informazioni viene pagato raccogliendo dati sugli utenti (spionaggio, in sostanza) e utilizzandoli per creare annunci mirati, che inducono poi gli utenti a fare acquisti online. Tutto è altamente personalizzato: le donne guardano le immagini di scarpe; gli uomini quelle degli utensili elettrici. Sia le scarpe che gli utensili, una volta acquistati, verranno utilizzati al massimo solo poche volte l’anno, ma i soldi se ne sono andati per sempre. Il fattore limitante qui, ovviamente, è la risorsa, che siete voi: una volta che i vostri risparmi saranno esauriti e i debiti avranno superato il limite del rosso, verrete scacciati in una landa desolata, popolata da vari generi di trogloditi, quelli che sono già stati divorati dalla rivoluzione informatica e quelli che non erano mai stati sul menù.

La rivoluzione informatica fa un uso molto efficiente di voi, la sua risorsa principale. L’efficienza è la misura di quante poche risorse siano necessarie per ottenere il risultato richiesto (in questo caso, assicurarsi che “lo stupido e il suo denaro siano presto separati“). L’efficacia è la misura di quanto è efficace quel risultato. Tutto quello che gli Americani hanno fatto negli ultimi 70 anni è stato sempre più efficiente (basta guardare alla riduzione dei consumi delle auto!), ma sempre meno efficace. Il punteggio più alto di sempre nello standard del tenore di vita era stato raggiunto dagli Americani bianchi residenti in periferia degli anni ’50, quando il papà lavorava in fabbrica facendo buchi nei fogli di lamiera e guadagnava abbastanza soldi per mantenere una casa e due auto e nutrire tutta la famiglia, un cane e gatto, mentre il compito della mamma era far funzionare i vari elettrodomestici risparmia-lavoro, sfornare bambini e portarli a fare shopping. Da allora è stata tutta una discesa.

Quanto in basso? Ora molti meno bambini riescono a trovare solo lavori a tempo parziale e non possono permettersi di mettere su famiglia, una volta cresciuti. La maggior parte vive nelle soffitte e negli scantinati dei genitori. A molti di loro è stato fatto il lavaggio del cervello e sono stati indotti a credere di non aver bisogno, in ogni caso, di mettere su famiglia: vedete, il pianeta è già sovrappopolato e il cambiamento climatico antropogenico farà estinguere tutti nel prossimo decennio o giù di lì,  quindi, mettere al mondo altri bambini, sarebbe solo una crudeltà nei loro confronti. Sono stati anche condizionati a pensare di essere di un “genere” diverso da uno dei tre sessi biologici (maschio, femmina, rifiuto). Ciò rende inefficaci i tradizionali rituali di accoppiamento, compromettendo la formazione familiare.

Questo è sia bene che un male. È negativo, soprattutto dal punto di vista dei genitori, perché che senso ha allevare figli che poi non avranno figli propri? È positivo, perché se noi riteniamo che la prospettiva di evolversi in trogloditi nomadi non sia attraente e vogliamo rimanere “all’interno,” dove ci sarà sempre meno spazio, man mano che le risorse vengono consumate e si esauriscono, allora ciò che vogliamo è che ci siano meno persone. (Non sono sicuro di chi sarebbero i “noi,” in questo caso, dal momento che non è un club al quale desidero appartenere).

Ma non è necessariamente il destino di tutti!“, potreste esclamare. È vero, i giovani più talentuosi possono trasferirsi dove esistono ancora lavori buoni, in città come New York, Los Angeles e San Francisco, dove potranno spendere la maggior parte di quello che guadagnano in affitto per monolocali e letti a castello dove dormire e il resto in carabattole. Questo dà un significato completamente nuovo all’espressione “all’interno“: i monolocali con letti a castello da 1600 dollari/mese in cui abitano sono abbastanza simili a quelli che si trovano nelle carceri. Saranno in grado di farlo per il resto della loro vita o verrà loro un esaurimento nervoso, saranno buttati fuori e si uniranno alle fiorenti popolazioni dei senzatetto di queste città?

Se non vi piace la prospettiva che voi e i vostri figli possiate essere divorati dalla rivoluzione tecnologica, ci sono alcune cose che potete fare per evitare un simile destino. Ci sono modi per mungere la tecnosfera di tutto ciò che vale, rendendovi al contempo incommestibili. Il metodo è spiegato nel mio libro.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2019/08/the-technological-revolution-eats-its.html#more
06.08.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

11 Commenti

  1. Una sola domanda: ma come si fa a conoscere Orlov?

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    La tecnologia, come la forza, senza controllo è nulla, specialmente se creata per lucro e non per necessità (il 99% della tecnologia non è necessaria se non ad arricchire i pochi criminali ba###rdi dell’Olimpo della finanza)! In questo modo genera solo aberrazioni e devastazione mentale, sociale e soprattutto ambientale….
    Ritornando alla mitologia accennata nell’articolo, alla fine i figli di “Kronos”, a sua volta figlio di Urano (il Cielo) e di Gaia (la Terra), salvati dalla loro madre Rea, si rivoltarono contro di lui, lo sconfissero e lo detronizzarono nella “Titanomachia” relegandolo nel Tartaro. Questa oltre ad una “morale” vuole essere anche un auspicio …. all’ imminente, spero, controrivoluzione tecnologica (e non solo).

  3. “La rivoluzione, come Saturno, divora i propri figli” (detto da Danton al suo processo).
    Orlov spazia fra talmente tante cose, tutte approfondite e descritte da Dio, che ogni sua riga meriterebbe un commento. Questa di Danton la estrapolo perchè sia di monito ai “rivoluzionari” illusi.
    Poi parla di medicina, di presunti grandi progressi della tecnica e, tanto per saperlo, se non son tutte balle questi presunti progressi, poco ci manca. Basti sapere che per le grosse e più note patologie, i medicinali o almeno il principio attivo, sempre quello è da cinquant’anni. Magari cambiano nome e confezione (nonchè il prezzo), ma null’altro.
    Campiamo di più perchè mangiamo di più. Si, forse sono un po’ prosaica stasera , ed è meglio lasciar perdere

  4. “il punteggio più alto di sempre nello standard del tenore di vita era stato raggiunto dagli Americani bianchi residenti in periferia degli anni ’50, quando il papà lavorava in fabbrica facendo buchi nei fogli di lamiera e guadagnava abbastanza soldi per mantenere una casa e due auto e nutrire tutta la famiglia, un cane e gatto, mentre il compito della mamma era far funzionare i vari elettrodomestici risparmia-lavoro, sfornare bambini e portarli a fare shopping. Da allora è stata tutta una discesa.

    Quanto in basso? Ora molti meno bambini riescono a trovare solo lavori a tempo parziale e non possono permettersi di mettere su famiglia, una volta cresciuti. La maggior parte vive nelle soffitte e negli scantinati dei genitori”

    Sostituite Italiani ad americani e anni 70 con anni 50 e avrete lo stato delle cose qui nell’ultimo mezzo secolo.
    Grazie Orlov che quando lo dico io non mi crede nessuno.

  5. https://www.lowtechmagazine.com/2011/07/solar-powered-factories.html
    In questo articolo, (in inglese ma facilmente traducibile con un qualunque translator) Kris De Decker creatore e autore del “low tech magazine” scrive:

    “La gran parte di quello che si dice riguardo all’energia rinnovabile è riferita alla produzione di elettricità. Tuttavia la gran parte dell’energia di cui abbiamo bisogno è costituita dal calore, che i pannelli solari e le turbine eoliche non possono produrre in modo efficiente. Per alimentare processi industriali come la chimica, la fusione dei metalli o la produzione di microchips, abbiamo bisogno di una fonte rinnovabile di energia termica. L’uso diretto dell’energia solare può essere la soluzione, inoltre crea la possibilità di produrre impianti di energia rinnovabile usando gli stessi impianti rinnovabili, aprendo la strada per una vera civiltà industriale sostenibile”.

    Più avanti aggiunge che in questo modo la produzione industriale non potrebbe tenere il passo con quella attuale (principalmente perchè il sole non è sempre disponibile, e su questo conviene leggere bene l’articolo), ma se si pensa che il problema che attualmente affligge il pianeta è l’eccesso di produzione, allora il progetto assume una sua logica.

    La mia considerazione è questa: ma dove ci stanno portando con questa energia rinnovabile praticamente quasi inutile, costosa e prodotta coi combustibili fossili (spesso i peggiori) con ingenti emissioni di gas serra e spreco di materiali reperiti dalle più impervie miniere di mezzo mondo, che dopo 20 anni al massimo 30 non funziona più e diventa un rifiuto non smaltibile? (in genere riciclare i materiali è molto più complesso di quanto si creda. Per chi sa leggere in francese consiglio l’illuminante libro di Philippe Bihouix “L’age des low tech”)

  6. Si sono fatti risucchiare, i bisogni delle nuove generazioni sono diversi dai bisogni del vecchio mondo, la tecnologia è e sarà sempre una grande rivoluzione utile all’umanità, chi usa cosa e perché, i lavaggi del cervello o manipolazioni mentali sono della criminalità organizzata che ha l’intento di livellare il mondo intero o quasi a sua immagine e somiglianza perché temono le rivoluzioni utili ed efficienti cioè che raggiungono il loro obiettivo che è percepito come un problema-minaccia infatti le fobie sono aumentate perché sanno che la tecnologia è potente esattamente come l’educazione finanziaria, è reale anche la torbida questione dei falsi bisogni o bisogni indotti da un contesto cd tossico ovvero pieno di false informazioni sociali generate dalla pericolosa igegneria sociale negativa cioè distruttiva.
    Complimenti al sig. Orlov

  7. Devo dire che l’articolo di Orlov riguardante la tecnosfera di qualche anno fa era molto più intrigante e coinvolgente di questo. Da buon imbonitore senza dubbio ci sa fare.
    L’articolo non l’ho più trovato ma ricordo che trattava la tecnosfera in modo distopico come un organismo perfettamente integrato e del quale il genere umano ne è il nutrimento, mentre oggi sembra deridere quelle posizioni.

  8. Si sta parlando soprattutto della tecnologia destinata al consumo delle masse, a quanto pare, perché la tecnologia che veramente è utile e determinante per lo sviluppo del genere umano, la maneggiano in pochi e non è certo oggetto di consumo. Per capire fino a che punto la tecnologia è buona o cattiva, quella destinata al consumo, forse sarebbe opportuno riflettere sulla relazione che intercorre tra i bisogni che la alimentano, lo scorrere del tempo, ovvero il mutare delle abitudini e delle necessità, e la creazione di bisogni indotti che non sono collegati a tutto questo. In fondo è semplice; quando ci accorgiamo che i bisogni indotti non corrispondono ai nostri bisogni reali del momento, allora forse siamo sulla buona strada per non essere più trattati come pecore, o meglio come risorse da sfruttare.

  9. Ssseeee smartphone, internet ed altre pizzagaglie varie che si bloccano in un secondo…in un’ipotetica guerra, invasione di zombi o qualche altra catastrofe vedi come si rispolvera il vecchio Morse o gli antiquati (non per tutti, quelli furbi li usano sempre) cb, i famosi ‘baracchini’. La vecchia scuola salva il deretano

  10. Un giorno una astronave aliena scese sulla terra e regalò a tutti gli uomini un Oggetto portentoso:emetteva tutta l’energia che volevi; guariva da ogni malattia; chiedevi una automobile e questa si materializzava all’istante. Ma gli uomini cominciarono a litigare
    perché ognuno voleva l’Oggetto Magico migliore e tutto finì in una grande rissa.
    Un’altra astronave scese su di un pianeta gemello della terra; si può dire che ne
    fosse la copia. Un gruppo di alieni si mise a cercare un posto super segreto; alla fine
    lo trovò. In una stanza sotterranea c’era una strano oggetto con un interruttore che
    attivava la voce “Competitivo”; spostarono l’interruttore sulla voce “Collaborativo” e se
    ne andarono. Come per magia gli uomini cominciarono a costruire insieme le cose
    più utili. Ognuno cercava di risolvere i suoi problemi e quelli del prossimo, dato che
    non vedevano differenza tra il proprio utile e il bene comune. Nessuna guerra, nessuna
    lite e quel fortunato pianeta conobbe un progresso ed un benessere che non si era
    mai visto fino allora. Morale: cerchiamo quell’interruttore nascosto. In fondo è semplice.

  11. La certezza del diritto è sempre stata la molla per cui si sono mossi i popoli. Sembrerebbe che oggi essi sia pienamente compiuta, questo ferma e stordisce tutto quello che una sana comunità potrebbe fare per tutelarsi. Peccato si tratti sempre del solito diritto in stile jus primae noctis. Un diritto estorto segreto venduto e lottizzato,un diritto che lavora contro l’umanità e la manipola rendendola direttamente incredula per le atrocità che avvalla. Peggio, molto peggio che nel medio evo.

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