I giovani leader mondiali di Leslie Wexner

In questo articolo, Whitney Webb esamina le origini della Fondazione Wexner e i legami della filantropia di Leslie Wexner e Jeffrey Epstein con Harvard, nonché l'ormai famigerato programma Young Global Leaders del World Economic Forum

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Whitney Webb
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Le origini della Fondazione Wexner

È difficile sapere con esattezza quando era stata creata la Fondazione Wexner. In una sua sezione, il sito web ufficiale della fondazione afferma chiaramente che la Wexner Foundation era stata creata nel 1983 insieme alla Wexner Heritage Foundation. Tuttavia, il necrologio del 2001 della madre di Wexner, Bella, affermava che lei e il figlio avevano dato vita insieme alla fondazione nel 1973. Indipendentemente dall’anno esatto, la madre di Wexner, Bella, era diventata la segretaria della fondazione (proprio come aveva fatto con la sua società The Limited), che Wexner voleva fosse definita come “filantropia collettiva.”

Sul sito web della fondazione si legge che lo scopo originario della Wexner Foundation era quello di assistere “leader ebrei professionisti emergenti in Nord America e funzionari pubblici a metà carriera in Israele.” Secondo il sito web, le principali iniziative filantropiche di Wexner erano iniziate dopo che Wexner “era giunto alla conclusione che ciò di cui il popolo ebraico aveva più bisogno in quel momento era una leadership più forte.” Di conseguenza, Wexner aveva cercato di concentrare l’attenzione della sua fondazione principalmente sullo “sviluppo dei leader.” Da allora, i programmi di Wexner hanno plasmato le menti e le opinioni di importanti leader ebrei nordamericani e israeliani che hanno poi lavorato ai massimi livelli della finanza, del governo e persino dei servizi segreti.

Uno dei primi consulenti della Fondazione Wexner, e forse uno dei più importanti, era stato Robert Hiller, che in precedenza aveva ricoperto la carica di vicepresidente esecutivo del Council of Jewish Federations and Welfare Funds. Robert I. Hiller era stato descritto in un articolo del Baltimore Sun come un “leader non profit che ha contribuito a sviluppare strategie di raccolta fondi per la comunità e che è stato attivo nel movimento dell’ebraismo sovietico.”

Oltre ad essere noto come leader dello sviluppo comunitario, Hiller, nel 1948, era stato anche dirigente della Community Chest of Metropolitan Detroit. In questa posizione, Hiller aveva contribuito a riunire aziende come la General Motors per creare “gruppi di servizio sociale sotto un’organizzazione ombrello, un precursore degli sforzi collettivi di raccolta fondi di oggi.” Nel 1950, Hiller era diventato direttore associato della Jewish Community Federation di Cleveland e, sei anni dopo, si era unito alla United Jewish Federation di Pittsburgh. Avrebbe trascorso altri nove anni in quella posizione prima di trasferirsi a Baltimora.

Nella sua autobiografia, Hiller aveva scritto dei suoi profondi rapporti con vari capi di Stato israeliani, affermando che: “Avevo foto di tutti i primi ministri israeliani, da David Ben Gurion a Menachem Begin. Ne avrei avute molte di più con Begin perché era l’attuale Primo Ministro. La mia foto preferita, tuttavia, (doveva essere appesa) è stata scattata a Washington D.C. ad una festa di gala in cui Marianne e io eravamo con l’ambasciatore di allora, Yitzhak Rabin, e sua moglie, Leah.”

Hiller era estremamente proattivo quando si trattava di selezionare candidati idonei e di alto livello per posizioni appropriate nelle organizzazioni della comunità ebraica, un compito che la Fondazione Wexner avrebbe poi riprodotto su larga scala attraverso i suoi vari programmi di borse di studio e successivamente applicato al mondo degli affari e del governo. Un esempio di questo abbinamento era stata la nomina di Larry Moses ad assistente del rabbino Maurice Corson. Corson (secondo il sito web della fondazione) è accreditato come co-fondatore della Fondazione Wexner con Leslie Wexner, nel 1983, e ne era stato il primo presidente. Al termine del mandato di Corson, Moses era subentrato come presidente della fondazione.

Maurice Corson e Leslie Wexner in una foto non datata, Fonte: Fondazione Wexner

Hiller aveva scritto nella sua autobiografia di aver “invogliato personalmente” Moses a diventare assistente del rabbino Corson, cosa che in seguito aveva portato Larry Moses a diventare vicepresidente esecutivo della Fondazione Wexner. All’età di 33 anni, ad Hillier si era presentata l’occasione di diventare membro dei Big 16, un gruppo informale delle 16 comunità più grandi del Nord America guidate da importanti membri esecutivi ebrei. Una delle persone che Hiller aveva messo in contatto con la Fondazione Wexner, Fern Katelman, avrebbe dovuto guidare la Federazione Big 16. Katelman aveva rifiutato questo prestigioso ruolo di leadership per diventare l’assistente di Larry Moses, alla Fondazione Wexner.

Hiller, nel ripercorrere la sua vita, aveva dichiarato: “Una delle relazioni più stimolanti che ho avuto è stata quella con la Fondazione Wexner (Leslie) di Columbus, Ohio, e New York City. Il rabbino Maurice Corson era il presidente della fondazione. Il mio rapporto con lui era iniziato a Baltimora, dove era stato nuovo rabbino di una delle più grandi sinagoghe conservatrici della città. Veniva da Filadelfia con un background e delle credenziali interessanti.”

Hiller prosegue scrivendo: “Lui [Corson], tuttavia, sembrava annoiato e a disagio con la routine di un rabbino di sinagoga. Quando lui e la congregazione avevano deciso di separarsi, lo avevo aiutato ad ottenere un posto da dirigente presso l’United Israel Appeal of Canada. Il suo operato era stato talmente buono che era stato richiamato negli Stati Uniti con un incarico esecutivo presso l’International B’nai B’rith. Leslie Wexner lo aveva conosciuto grazie al suo lavoro con il B’nai B’rith e, quando Les aveva a mettere insieme una fondazione vera e propria, aveva assunto il rabbino Corson come amministratore delegato.” Il B’nai B’rith è un'”organizzazione fraterna ebraica” fondata nel XIX secolo ed è considerata una società segreta, tanto che alcuni l’hanno paragonata alla massoneria.

Hiller aveva poi assistito Corson nelle fasi iniziali della creazione della Fondazione Wexner, mettendo insieme “un gruppo consultivo di spicco” che si riuniva a Columbus, in Ohio, e a New York. Hiller descrive l’assistenza a Corson nella creazione della fondazione, definendola: “una fondazione insolita con una propria agenda e programmazione.” Dopo diversi anni di servizio alla Fondazione Wexner, Hiller si era ritirato dal suo ruolo di consulente ed era stato sostituito da Philip Bernstein, ex dirigente del Council of Jewish Federations and Welfare Funds (CJF).

Ora ha senso cercare di saperne di più sul sul rabbino Maurice S. Corson. Corson era un importante educatore ebreo che, come riferito in precedenza, aveva già collaborato con diverse organizzazioni assistenziali ebraiche prima di essere cofondatore e poi presidente della Fondazione Wexner. Corson era stato ordinato rabbino nel 1960 dal Seminario Teologico Ebraico, dopo aver studiato all’Università di Cincinnati dove si era laureato nel 1955. Nel 1964, Corson era diventato presidente della Religious Education Society di Seattle, carica che aveva mantenuto fino al 1966.

Nel decennio successivo, [Corson] aveva iniziato a lavorare ad Atlantic City per l’Organizzazione Sionista America e, poco dopo, era diventato Rabbino Maggiore della Congregazione Chizuk Amuna, posizione che avrebbe mantenuto dal 1976 al 1979. In quel periodo, Hiller aveva aiutato Corson ad ottenere una posizione esecutiva presso l’United Israel Appeal of Canada, dove aveva lavorato solo per un anno prima di entrare nel B’nai B’rith.

Una volta reclutato per ricoprire un ruolo di leadership all’interno dell’influente “società segreta,” Corson, tra il 1980 e il 1985, aveva assunto l’incarico di direttore dello sviluppo del B’nai B’rith International, con sede a New York. In questo stesso periodo, il consiglio di amministrazione del B’nai B’rith comprendeva Edmond Safra, un noto banchiere con stretti legami con Robert Maxwell e, in seguito, con Jeffrey Epstein; Edgar Bronfman, rampollo della famiglia Seagrams le cui fortune erano state a lungo legate al crimine organizzato e Max Fisher, un uomo d’affari di Detroit che aveva rilanciato l’Agenzia Ebraica, aveva lavorato come diplomatico “privato” per le questioni di Israele e, in seguito, sarebbe stato mentore di Leslie Wexner.

Come già detto, mentre Corson era al B’nai B’rith, aveva incontrato per la prima volta Leslie Wexner, che lo aveva convinto a co-fondare la Wexner Foundation (secondo la versione dei fatti riportata sul sito web della fondazione). Sebbene fosse stato reclutato da Wexner e avesse poi lasciato l’organizzazione B’nai B’rith, Corson, nel 1987, era diventato membro del comitato esecutivo della Commissione Hillel del B’nai B’rith a Washington.

Un’altra figura chiave che è importante menzionare è il cofondatore della Wexner Heritage Foundation, il rabbino Herbert A. Friedman. A seconda della parte del sito della Fondazione Wexner che si visita, la Fondazione è indicata come fondata nel 1983 o nel 1985. Tuttavia, Friedman è chiaramente indicato come cofondatore della fondazione e  presidente per un decennio.

La Wexner Heritage Foundation, secondo il suo sito web, era stata creata “per rafforzare i leader volontari della comunità ebraica nordamericana.” Ha dato vita al programma Wexner Heritage, che “fornisce ai giovani leader volontari ebrei nordamericani un programma biennale di apprendimento intensivo dell’ebraismo, approfondendo la loro comprensione della storia, dei valori e dei testi ebraici e arricchendo le loro capacità di leadership.”

Friedman era stato cappellano dell’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale e aveva anche servito come “consigliere per gli affari ebraici del generale Lucius D. Clay, comandante delle forze di occupazione americane in Germania.” In seguito era stato reclutato personalmente da David Ben-Gurion, il futuro primo Primo Ministro di Israele, per unirsi al gruppo paramilitare Haganah. L’Haganah era il precursore dell’esercito israeliano ed era armato in gran parte da reti legate alla criminalità organizzata. Secondo il New York Times, “come membro dell’Haganah, il rabbino Friedman aveva partecipato all’Aliyah Bet, il trasporto illegale di Ebrei europei in Palestina.”

Dal 1954 al 1971, Friedman era stato l’amministratore delegato dell’United Jewish Appeal (UJA) e, in questo ruolo, “aveva raccolto più di 3 miliardi di dollari per sostenere il nascente Stato di Israele.” Durante questo periodo, l’UJA era stata intimamente coinvolta nel rilancio dell’Agenzia Ebraica attuato da Max Fisher, mentore di Wexner, nel 1970. Fisher era anche intimamente coinvolto nel relativo United Israel Appeal (UJA). Per tutti gli anni ’80, Wexner era stato “uno dei maggiori contributori individuali allo United Jewish Appeal in America” e, dopo aver creato la Wexner Heritage Foundation con Friedman, Wexner era diventato vicepresidente dell’UJA.

Mentre Wexner svolgeva queste funzioni, era anche impegnato in incontri a porte chiuse con i più alti livelli della leadership israeliana, non solo sulla “filantropia,” ma anche sui suoi interessi commerciali. Un incontro specifico lo aveva visto confrontarsi con alti funzionari del governo israeliano su “interessi cinesi e israeliani” che collaboravano con la sua azienda, The Limited, per aprire fabbriche nelle alture occupate del Golan.

In particolare, la Fondazione Wexner aveva avuto legami diretti e controversi con almeno un ex capo di Stato israeliano, Ehud Barak, intimamente coinvolto con Jeffrey Epstein e presunto partecipante alla sua operazione di sfuttamento della prostituzione. Come riportato da Israel Today nel 2019:

“I legami di Barak con la Fondazione Wexner erano diventati un problema solo dopo che il giornalista di destra Erel Segal aveva chiesto, lo scorso ottobre, di indagare sulla sovvenzione per la “ricerca” di 2,3 milioni di dollari che Barak aveva ricevuto dalla Fondazione Wexner, che, a sua volta, aveva beneficiato per anni dei contributi finanziari di Epstein. Secondo Segal, la sovvenzione in questione era stata concessa a Barak negli anni 2004-2006, quando non ricopriva alcuna carica pubblica. Barak insiste di non avere l’autorità di rivelare i dettagli di questa sovvenzione. Solo la Fondazione Wexner può farlo, se lo decide (ha scelto il silenzio).”

Sviluppare i leader

Istituito contemporaneamente alla Fondazione Wexner, il Wexner’s Heritage Program (WHP) aveva lo scopo di mettere in contatto gli Ebrei americani con lo Stato-nazione di Israele in continua espansione. Il programma era stato creato per “espandere la visione dei leader volontari ebrei, approfondire la loro conoscenza e la loro fiducia nell’ebraismo e ispirarli a esercitare una leadership trasformativa nella comunità ebraica.” La Fondazione definiva il programma come: “essenzialmente un programma di apprendimento ebraico e di sviluppo della leadership per i leader volontari del Nord America.”

Finora sono stati circa 2000 i “leader” che hanno preso parte al programma. Il WHP è un veicolo per standardizzare una determinata prospettiva sulla storia di Israele e sui testi ebraici. Il programma biennale è composto da 36 seminari serali, che si svolgono con cadenza bimestrale per periodi di quattro ore, e da tre brevi corsi estivi fuori sede, ospitati negli Stati Uniti o in Israele. Questi corsi estivi hanno una durata compresa tra i 5 e i 7 giorni e si svolgono durante tutto il programma.

Come altri programmi di leadership ben sponsorizzati, come il programma Young Global Leader del World Economic Forum, il Wexner Heritage Program si rivolge ad un gruppo di età molto specifico, mirando a professionisti di età compresa generalmente tra i 30 e i 45 anni. Tra i criteri più importanti richiesti ai partecipanti al programma vi è l’impegno dimostrato nei confronti dell’ebraismo, della comunità ebraica e/o di Israele e un’esperienza di leadership nella vita comunitaria ebraica.

Il sito web della Fondazione Wexner afferma che:

“I 2.300 Alumni del Wexner Heritage Program sono leader laici di primo piano a livello locale, nazionale e internazionale. Nelle 35 città in cui abbiamo riunito le coorti del WHP, praticamente ogni organizzazione comunitaria ebraica continua ad essere sostenuta dai nostri ex allievi. Diventano presidenti o direttori di sinagoghe, Federazioni, JCC, Hillels, scuole diurne, campi e altro ancora; spesso sono fondatori o presidenti di enti di finanziamento o di campagne annuali. Fanno parte dei consigli di amministrazione della JFNA, di 70 Faces Media, della Fondazione per i campi ebraici, di International Hillel, dell’AIPAC e di J Street; dell’Istituto Shalom Hartman, di Pardes, di Hadar e di tutti i seminari rabbinici degli Stati Uniti; del Jewish Education Project, di Prisma, del JDC e di molti altri.”

Vale la pena notare che, tra i gruppi citati, la Fondazione Wexner (e in particolare il programma Wexner Heritage) ha legami particolarmente stretti con l’AIPAC. Ad esempio, Elliot Brandt, direttore generale nazionale dell’AIPAC, è un ex allievo del programma Wexner Heritage e, in un discorso del 2018 alla conferenza politica dell’AIPAC di quell’anno, Brandt aveva osservato che “la maggior parte del consiglio nazionale [dell’AIPAC] è composto da ex allievi del Wexner Heritage, per non parlare dei suoi presidenti regionali e di alcuni dei suoi sponsor più impegnati.”

Elliot Brandt e Alan Dershowitz alla conferenza politica dell’AIPAC del 2017, Fonte: Screenshot

Gli stretti legami di Wexner con l’AIPAC assumono un tono diverso se si considera non solo la sua stretta associazione con Jeffrey Epstein, legato all’intelligence israeliana, ma anche il fatto che la stessa AIPAC ha legami controversi e di lunga data con l’intelligence israeliana. Ad esempio, l’AIPAC era stata al centro di uno scandalo di spionaggio israeliano negli Stati Uniti a metà degli anni ’80, e di nuovo nel 2004, quando un analista di alto livello del Pentagono era stato sorpreso a passare informazioni altamente riservate al governo israeliano tramite alti funzionari dell’AIPAC.

Nonostante le numerose prove, soprattutto in quest’ultimo caso, l’AIPAC stessa aveva evitato le accuse. Come aveva osservato all’epoca il giornalista Grant Smith, “il procuratore capo del Dipartimento di Giustizia per il caso di spionaggio [dell’AIPAC], Paul McNulty, è stato improvvisamente e inspiegabilmente promosso all’interno del Dipartimento di Giustizia dopo aver rinunciato ad incriminare penalmente l’AIPAC come società.” Anche le accuse contro gli specifici funzionari dell’AIPAC coinvolti erano state ritirate.

Negli anni successivi al lancio del Wexner Heritage Program, erano seguite altre iniziative simili. Nel 1987, la Fondazione Wexner aveva annunciato che avrebbe iniziato a stanziare “3-4 milioni di dollari in sovvenzioni per il primo anno di un programma dedicato alla valorizzazione e al miglioramento della leadership professionale nella comunità ebraica nordamericana.”

Secondo l’Agenzia telegrafica ebraica, “Wexner ha dichiarato che un gruppo consultivo composto da importanti accademici e professionisti della comunità ebraica aveva raccomandato di concentrare l’attenzione su tre gruppi critici: rabbini, professionisti della comunità ed educatori.” Questi sforzi avrebbero portato, a tutti gli effetti, alla creazione, nel 1988, della Wexner Graduate Fellowship. La presidenza del Wexner Fellowship Committee era stata affidata al professor Henry Rosovsky.

Henry e Harvard

Henry Rosovsky era un economista dell’Università di Harvard. Come Wexner, e come molti altri collaboratori della Fondazione Wexner, Rosovsky era nato da genitori ebrei russi. Cresciuto parlando russo, tedesco e francese, nel 1940 Rosovsky era emigrato negli Stati Uniti d’America con i suoi genitori.

Durante la Seconda Guerra Mondiale aveva prestato servizio nel Corpo del controspionaggio dell’esercito statunitense. Nove anni dopo era stato naturalizzato cittadino statunitense. Nello stesso anno, aveva conseguito la laurea presso l’università pubblica di ricerca College of William and Mary a Williamsburg, in Virginia, e il dottorato di ricerca ad Harvard nel 1959.

Rosovsky aveva insegnato all’estero come visiting professor in Giappone, presso le Università Hito Subashi e Tokyo, e, successivamente, aveva insegnato studi giapponesi, economia e storia presso l’Università della California a Berkeley, fino al 1965. Aveva insegnato anche all’Università Ebraica di Gerusalemme in Israele, sempre come visiting professor, oltre a lavorare come consulente per il governo degli Stati Uniti, la Banca Asiatica di Sviluppo, la Banca Mondiale e l’UNESCO.

Nel 1965 Rosovsky si era stabilito ad Harvard per la sua carriera definitiva, portando con sé l’intenzione di far rifiorire l’ebraismo ad Harvard. Nel 1978, Rosovsky aveva contribuito a fondare il Centro di studi ebraici, guidato da Harry Wolfson, il primo presidente di un centro di studi ebraici in un college americano. Rosovsky era stato il primo ebreo a far parte del consiglio di amministrazione della Harvard Corporation. Anche la moglie di Rosovsky, Nitza Rosovsky, era presente ad Harvard e, nel 1986, durante le celebrazioni del 350° anniversario di Harvard, aveva un articolo intitolato “The Jewish Experience at Harvard and Radcliffe,” che ripercorreva la storia ebraica dell’università a partire dal 1720.

Henry Rosovsky in posa con il Primo Ministro israeliano Menachem Begin, Fonte: Harvard Hillel

Rosovsky aveva sviluppato uno stretto rapporto con alcuni membri chiave della facoltà di Harvard, tra cui il futuro segretario al Tesoro degli Stati Uniti e presidente di Harvard, Larry Summers. Nel 2017, Summers aveva dichiarato in un video tributo a Rosovsky quanto segue: “Trentacinque anni fa, mi era seduto nel suo ufficio come giovane matricola della facoltà di Harvard, e tremavo per la maestosità di tutto questo,” aveva detto. “Con il tempo mi sono sentito meno intimidito e ho imparato ad apprezzare la sua saggezza e la sua esperienza.”

Rosovsky era stato coinvolto nella Fondazione Wexner nel 1987, quando quest’ultima aveva annunciato la già citata iniziativa di reclutare, sostenere e mantenere “la più alta qualità di leadership professionale” nella comunità ebraica americana attraverso la concessione di sovvenzioni ad individui e istituzioni. Queste sovvenzioni individuali venivano assegnate come borse di studio della Fondazione Wexner e la Fondazione aveva nominato Rosovsky presidente del Comitato per le borse di studio.

Quando Wexner si era rivolto a lui, Rosovsky era già importante e ben collegato, con conoscenze che includevano politici e capi di Stato israeliani, come Menachem Begin e Yitzhak Rabin. A questo punto, Rosovsky veniva anche premiato pubblicamente per i suoi numerosi successi. Nel 1987, dopo che Wexner aveva lanciato alcune delle sue iniziative filantropiche, l’American Academy of Achievement – un’organizzazione educativa no-profit che premia alcune delle persone con i migliori risultati del Paese – aveva assegnato a Rosovsky il “Golden Plate Award.

Uno dei contatti più importanti di Rosovsky, che probabilmente interessava a Wexner, era il suo forte legame con Harvard Hillel. Quella che oggi viene chiamato “Harvard-Radcliffe Hillel,” l’Harvard Hillel è comunemente descritta come un’organizzazione di servizio che offre opportunità educative, culturali, religiose e sociali agli studenti e ai docenti ebrei. Rosovsky era stato uno dei principali artefici del trasferimento dell’Hillel da una semplice casa alla periferia del campus ad una sede nel cuore della vita di Harvard. Il successivo coinvolgimento di Wexner nell’Harvard Hillel avrebbe segnato anche l’ingresso di Epstein in quella che sarebbe diventata la sua controversa e intima relazione con la prestigiosa università.

Secondo un articolo del 2003 dell’Harvard Crimson sulle donazioni di Epstein all’Università, Rosovsky non solo era uno dei più stretti collaboratori di Epstein ad Harvard, ma era anche “il più vecchio amico del gruppo” di Epstein, essendo stato presentato a Rosovsky da Wexner intorno al 1991. Si tratta, in particolare, dello stesso anno in cui Epstein e Ghislaine Maxwell avevano iniziato la loro operazione di ricatto e sfruttamento della prostituzione.

Il 1991 era stato anche l’anno in cui il New York Times aveva riferito che quattro sponsor, tra cui Leslie Wexner e Jeffrey Epstein, si erano impegnati a raccogliere 2 milioni di dollari per la costruzione del nuovo centro studentesco di Harvard-Radcliffe Hillel. In quell’articolo, il Times indica Epstein come “presidente della Wexner Investment Company.” L’edificio era stato completato nel 1994 e chiamato Rosovsky Hall in onore di Henry Rosovsky. La Rosovsky Hall è un edificio di 19.500 metri quadrati, il cui completamento era costato 3 milioni di dollari e comprende un cortile con giardino, una sala studenti, una sala da pranzo, una biblioteca, uffici e sale polivalenti per il culto e le riunioni.

Dopo l’arresto di Epstein nel 2019, il direttore esecutivo di Hillel, il rabbino Jonah Steinberg, aveva affermato che Epstein aveva semplicemente “facilitato” un omaggio che, in realtà, era stato donato dai Wexner e non comprendeva fondi personali di Epstein. Tuttavia, una targa ormai scomparsa sull’edificio, citata dall’Harvard Crimson nel 2003, indicava sia Epstein che Wexner come donatori responsabili del finanziamento per la costruzione del centro.

Steinberg aveva fatto notare che Epstein aveva donato 50.000 dollari a Hillel nel 1991, lo stesso anno in cui era stata fatta la donazione per la costruzione della Rosovsky Hall. L’anno successivo, i registri dell’Ufficio per gli Affari e lo Sviluppo degli Alumni di Harvard rivelano che Epstein era stato corteggiato come potenziale donatore dall’Università, con i “dirigenti più anziani” di Harvard che avevano incontrato ufficialmente Epstein per “cercare il suo sostegno.” Non è chiaro cosa fosse scaturito esattamente da questo incontro, dal momento che la prima donazione ufficiale di Epstein ad Harvard era stata registrata nel 1998, e qusto solleva la possibilità che il sostegno possa essere stato dato in altri modi che non comportavano necessariamente donazioni dirette all’Università.

In effetti, quando, in seguito alla sua condanna del 2008, Harvard si era mossa per rifiutare le donazioni di Epstein, Epstein aveva continuato a donare indirettamente all’Università sponsorizzando direttamente diversi professori e un club sociale studentesco di Harvard. Epstein potrebbe aver contribuito in questo modo anche durante il periodo precedente, soprattutto se si considera che aveva già fatto una donazione all’Hillel di Harvard all’epoca della riunione del 1992.

Jeffrey Epstein parla con Larry Summers durante una cena del 2004 da lui organizzata per i più grandi nomi di Harvard. Nella foto anche Alan Dershowitz, tra gli altri. Fonte: Sott

Vale la pena di notare che la prima donazione “ufficiale” di Epstein ad Harvard, nel 1998, risale allo stesso anno in cui utilizzava il suo aereo privato, oggi meglio conosciuto al pubblico come “Lolita Express,” per trasportare l’allora vice segretario al Tesoro Lawrence “Larry” Summers. L’allora capo di Summers, il Segretario al Tesoro Richard Rubin, aveva precedentemente facilitato la prima visita ufficiale di Epstein alla Casa Bianca di Clinton, all’inizio del 1993. Summers sarebbe diventato presidente dell’Università di Harvard poco dopo la conclusione dell’amministrazione Clinton, nel luglio 2001. Durante il mandato di Summer, l’accesso di Epstein al campus di Harvard e a molti dei suoi professori più importanti era aumentato in modo esponenziale. Mentre era presidente di Harvard, Summers aveva continuato a volare sull’aereo di Epstein.

Sviluppare giovani leader globali

Sebbene i legami di Epstein con Harvard fossero stati messi sotto esame, nello stesso periodo anche Wexner aveva aumentato drasticamente le sue donazioni ad Harvard. Tuttavia, il ruolo che questo potrebbe aver avuto nel facilitare i legami di Epstein con l’università è stato ampiamente ignorato dai media tradizionali.

Anche prima della donazione di Wexner ed Epstein all’Hillel di Harvard, nel 1991, l’attività filantropica di Wexner per lo “sviluppo dei leader” era intrecciata con l’Università di Harvard. Nel 1989, l’anno successivo al lancio della Wexner Graduate Fellowship, era stato creato il programma Wexner Israel Fellowship per “sostenere in modo specifico fino a 10 funzionari pubblici israeliani di spicco che stanno conseguendo il Master in Pubblica Amministrazione (MC/MPA) di metà carriera presso la Harvard Kennedy School.”

Secondo il sito web della Fondazione Wexner: “L’obiettivo della borsa di studio è fornire alla prossima generazione di dirigenti pubblici israeliani una formazione avanzata in materia di leadership e gestione pubblica. Più di 280 funzionari pubblici israeliani hanno partecipato alla Israel Fellowship, tra cui leader che sono diventati direttori generali di ministeri governativi, generali e comandanti delle forze armate israeliane e consiglieri del primo ministro.” Nell’ambito del programma, i partecipanti “incontrano alti funzionari del governo statunitense.” I Wexner Israel Fellows, inoltre, “si impegnano a tornare in Israele e a rimanere nel settore pubblico per almeno tre anni dopo aver completato il programma.”

Affermazioni simili si trovano nei media israeliani. Ad esempio, Israel 21c nel 2002 aveva dichiarato quanto segue sul programma:

“Diversi laureati del Wexner sono diventati direttori generali di ministeri governativi. Altri hanno raggiunto le più alte sfere dell’esercito, del servizio sanitario e dell’istruzione. Ma alla fine, per Israele, il valore del programma non sta nei titoli dei suoi partecipanti, ma nella qualità della leadership esercitata da queste persone ad ogni livello.”

Nello stesso articolo si legge che l’interesse di Wexner nell’ospitare questo programma alla Kennedy School di Harvard “è per la qualità dell’esposizione internazionale che esso consente. Attira da tutto il mondo dirigenti del settore pubblico del massimo livello e i partecipanti israeliani si trovano seduti accanto ad ex presidenti e ai futuri primi ministri di ogni continente. Inoltre, crea una rara opportunità di relazioni pubbliche di alta qualità, in quanto i futuri leader mondiali sono esposti ad alcuni dei migliori e più impegnati individui che Israele possa offrire.”

Tra i 10 ex alunni della prima classe del Wexner Israel Fellows c’era Shay Avital, una figura di spicco nell’esercito israeliano che aveva prestato servizio sotto il fratello di Benjamin Netanyahu, Yonatan Netanyahu. Tra gli altri ex alunni figuravano Avinoam Armoni, ex consigliere speciale di Teddy Kollek e dei primi ministri israeliani; Moshe Lador, ex procuratore di Stato israeliano; Arik Raz, ex governatore della regione israeliana di Misgav; Uzi Vogelman, attuale giudice della Corte suprema di Israele; Eduardo Titelman Goren, economista cileno che aveva svolto un ruolo importante nella gestione dell’industria mineraria cilena del rame (la più grande del mondo) e Yossi Tamir, direttore generale del JDC-Israel, “la principale organizzazione umanitaria ebraica globale.”

Un altro alunno interessante di questa prima classe era stato Amos Slyper, poi vicedirettore generale dell’Ufficio del Controllore di Stato in Israele, responsabile della revisione contabile dei ministeri e degli uffici governativi israeliani. Durante il mandato di Slyper, il consulente legale di quell’ufficio era Nurit Israeli, un alunno della seconda classe di Wexner Israel Fellows.

Come si evince solo dalla prima classe di borsisti, i programmi del Wexner Israel Fellow e la sua attiva comunità di ex allievi avevano conferito a Wexner un notevole potere presso importanti personalità israeliane che occupavano posizioni di rilievo nel governo e nell’industria. Anni dopo il lancio, questa iniziativa si era ampliata fino ad includere il programma Wexner Senior Leaders, che “sfrutta la formazione e la borsa di studio della Harvard Kennedy School per rafforzare la leadership del servizio pubblico israeliano e stimolare progetti innovativi e collaborativi tra dipartimenti e agenzie governative.” Il programma cerca in particolare candidati provenienti da “posizioni di alto livello all’interno del settore del servizio pubblico israeliano, compresa la funzione pubblica, il governo locale, le agenzie governative e le forze di sicurezza.”

Quindi, anche prima della donazione del 1991 da parte di Wexner ed Epstein, Wexner stava attivamente portando israeliani di spicco, molti dei quali all’apice della carriera nell’apparato di sicurezza nazionale israeliano o nel settore pubblico, a studiare alla Kennedy School di Harvard. Negli anni successivi, Wexner sarebbe diventato una delle forze guida di questa particolare scuola e avrebbe avuto un’influenza ancora maggiore sullo “sviluppo dei leader” dell’istituzione.

Poco prima che Larry Summers diventasse presidente di Harvard, Leslie Wexner, attraverso la Wexner Foundation, aveva finanziato la creazione del Center for Public Leadership (CPL) della Harvard Kennedy School. Il CPL è descritto come “il principale luogo di formazione per i leader pubblici emergenti negli Stati Uniti.”

Il direttore di lunga data del CPL, che probabilmente era stato scelto su indicazione diretta di Wexner, è David Gergen, consigliere degli ex presidenti Nixon, Ford, Reagan e Clinton. Gergen ha avuto anche una carriera parallela nel giornalismo e, alla fine degli anni ’80, “era stato redattore capo di U.S. News & World Report, lavorando con l’editore Mort Zuckerman.” Zuckerman era uno stretto collaboratore di Epstein e aveva acquistato il New York Daily News dopo la morte del precedente proprietario, Robert Maxwell. Gergen è anche un membro di lunga data del Council on Foreign Relations e della Commissione Trilaterale, di cui faceva parte anche Epstein.

I contributi di Wexner al CPL di Harvard avevano raggiunto 19,6 milioni di dollari nel 2006 e oltre 42 milioni nel 2012. In particolare, durante questo periodo, anche Jeffrey Epstein – uno dei più stretti collaboratori di Wexner fino alla loro separazione tra il 2007 e il 2008 – stava stringendo importanti rapporti e ottenendo un accesso senza precedenti alla scuola.

Nel 2006, quando i Wexner avevano annunciato un’ulteriore donazione di 6,8 milioni di dollari al CPL, Gergen era stato citato dall’Harvard Crimson nei seguenti termini:

“È stato un grande privilegio personale lavorare con Les e Abigail Wexner in questa mezza dozzina di anni, all’Università e altrove. Sono entrambi leader a pieno titolo – persone con una visione, un’immaginazione e una forte dedizione al miglioramento della qualità della vita pubblica. Sono stati partner meravigliosi.”

Nel 2014, Gergen aveva partecipato al gala per il 30° anniversario della Fondazione Wexner, che aveva ospitato una sessione in cui era stato intervistato a lungo l’ex primo ministro israeliano Shimon Peres.

Prima del secondo arresto di Epstein, il CPL, dominatoda Wexner, aveva visto alcuni soci di Epstein, come Glenn Dubin e Leon Black, insinuarsi nei suoi organi di vertice. Ad esempio, Dubin era diventato membro del consiglio consultivo del CPL, co-presieduto da Leslie e Abigail Wexner. Sia Wexner che Dubin avevano subito pressioni per uscire da quel consiglio dopo il secondo arresto e la successiva morte di Epstein e ne erano usciti nel febbraio 2020. All’epoca, l‘Harvard Crimson aveva notato che Patricia Bellinger, il capo dello staff dell’allora presidente di Harvard, Lawrence Bacow, era stata aggiunta al consiglio di amministrazione della L Brands di Wexner (l’attuale denominazione sociale di The Limited).

Sempre all’epoca, Dubin era stato nominato nei documenti del tribunale come uno degli uomini con cui Virginia Giuffre era stata costretta a fare sesso mentre era sotto il controllo di Epstein, e un altro era il professore emerito di legge di Harvard, Alan Dershowitz. Inoltre, come aveva osservato il Crimson, un “ex manager di casa Dubin, Rinaldo Rizzo, ha raccontato il suo incontro con una ragazza di 15 anni presumibilmente controllata da Epstein e portata a casa dei Dubin nel 2005.” Nel 2010, Dubin aveva donato 5 milioni di dollari al CPL per creare una propria borsa di studio finalizzata allo “sviluppo di leader,” chiamata Dubin Graduate Fellowships for Emerging Leaders.

Un altro esempio: Leon Black, della Apollo Global Management e la cui fondazione familiare “filantropica” è stata gestita per anni da Epstein, faceva parte del consiglio direttivo del CPL. Black, tuttavia, non si era dimesso dal suo incarico dopo che lo scandalo Epstein era diventato di interesse nazionale. Tuttavia, dopo che Wexner e Dubin avevano lasciato le loro posizioni nel consiglio consultivo, il legame di Black con Epstein era stato messo sotto scrutinio dai media e da un'”indagine interna” da parte di Apollo. Dal 2022, Black non figura più sul sito web del CPL come membro del suo consiglio direttivo.

Nel 2006 era stato pianificato che il CPL, finanziato da Wexner, collaborasse con il programma Young Global Leaders (YGL) del World Economic Forum. Il World Economic Forum, che si autodescrive come il principale facilitatore di “partenariati pubblico-privato” su scala globale, aveva originariamente creato quello che nel 1992 sarebbe diventato YGL, con il nome di Global Leaders of Tomorrow. Il programma era stato ribattezzato YGL nel 2004.

Negli ultimi anni, il Forum e il suo programma YGL in alcuni ambienti hanno acquitato una pessima nomea, in particolare dopo che una clip del presidente del Forum, Klaus Schwab, era diventata virale. In tale clip, Schwab afferma quanto segue sul programma YGL:

“Devo dire che ho citato nomi come la signora Merkel, persino Vladimir Putin e così via, tutti sono stati Young Global Leaders del World Economic Forum. Ma ciò di cui siamo veramente orgogliosi ora con le giovani generazioni, come il Primo Ministro Trudeau, il Presidente dell’Argentina e così via, è che penetriamo nei gabinetti… È vero in Argentina ed è vero in Francia ora…”

In particolare, questo filmato proviene da una discussione del 2017 tra Klaus Schwab e David Gergen del CLP, svoltasi alla Harvard Kennedy School. Nell’introduzione a tale discussione, vengono evidenziati gli stretti legami tra la Harvard Kennedy school e il World Economic Forum e viene anche menzionato il fatto che anche i partecipanti al YGL sono presenti e frequentano la Harvard Kennedy school per una sessione esecutiva. Gergen, oltre ai suoi numerosi ruoli e incarichi, è anche ex membro del consiglio di amministrazione della Schwab Foundation for Social Entrepreneurship, che Klaus Schwab aveva co-fondato con la moglie nel 1998, ed è anche un collaboratore del World Economic Forum.

Il CPL aveva iniziato con l’ospitare una sessione esecutiva per i partecipanti alla Young Global Leader per consentire “ai giovani leader globali di avere una maggiore opportunità di formare connessioni e legami personali che incoraggeranno i leader a lavorare insieme, in più settori, per risolvere questioni e problemi internazionali in futuro.”

Queste sessioni esecutive erano “progettate e ospitate dalla Kennedy School of Government” e una parte significativa dei fondi raccolti era collegata alla Clinton Global Initiative (CGI). Nel 2007, gli avvocati difensori di Epstein avevano sostenuto che il oro cliente aveva svolto un ruolo importante nello sviluppo della CGI, scrivendo ai procuratori federali che “il signor Epstein faceva parte del gruppo originale che aveva concepito la Clinton Global Initiative, che viene descritta come un progetto che ‘riunisce una comunità di leader globali per ideare e portare avanti soluzioni innovative ad alcune delle sfide più pressanti del mondo’.”

All’epoca, la direttrice esecutiva del CPL, alle dipendenze di David Gergen, era Betsy Meyers, ex consigliere senior del presidente Clinton, in particolare per le questioni femminili. La Meyers aveva anche svolto un “ruolo critico nello sforzo di rielezione di Clinton nel 1996.” La corruzione che circonda la campagna per la rielezione di Clinton in quell’anno e i legami di Epstein con la corruzione sono uno dei punti chiave del mio prossimo libro.

L’ormai famigerata citazione di Klaus Schwab “penetrare nei gabinetti” può offrire un’idea dell’interesse che Leslie Wexner aveva coltivato nel corso dei decenni per lo “sviluppo di leader” nelle comunità ebraiche americane, in Israele e altrove. In quasi 40 anni di attività, incentrata sulla formazione di uomini e donne influenti nella società ebraica americana, nel governo e nel settore privato israeliano, le idee e le politiche di cui Wexner aveva beneficiato a livello personale e professionale sono state instillate in generazioni di leader e personaggi influenti, che poi hanno influenzato molti altri. Nel caso specifico dei Wexner Israel fellows, Wexner era stato in grado di “penetrare” nei posti chiave del governo israeliano, e persino nell’apparato di sicurezza nazionale/intelligence, con persone sponsorizzate da lui che avevano poi partecipato a corsi che erano stati plasmati da e che riflettevano le opinioni di Wexner.

Negli ultimi vent’anni, Wexner è diventato uno dei principali sponsor della Harvard Kennedy School, ottenendo gli stessi risultati, ma questa volta con i leader che operano e hanno un’influenza molto al di fuori dei confini della comunità ebraica globale.

Le ragioni esatte di Wexner nello stabilire e mantenere questa legittima ma in ogni caso massiccia operazione di influenza, parallela a quella di Epstein basata sul ricatto, non sono mai state rese esplicite.

Tuttavia, nello speculare sul perché volesse plasmare i potenti, attuali e futuri potenti, vale la pena considerare i legami meno noti di Wexner, tra cui quelli con il crimine organizzato e con Jeffrey Epstein.

Whitney Webb

Fonte: unlimitedhangout.com
Link: https://unlimitedhangout.com/2022/08/investigative-reports/leslie-wexners-young-global-leaders/
08.08.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

 

 

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