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Google spierà anche le tue mosse offline

FONTE: ZEROHEDGE.COM

Non è un segreto che Google controlli l’attività di shopping online degli utenti. Ora però li seguirà anche fuori di casa in ogni loro interazione.  Il gigante tecnologico ha annunciato un nuovo sistema per tener traccia degli acquisti fatti dagli utenti nei negozi con carte di credito, come pubblicato sul blog ufficiale della società.

L’azienda ha lanciato il nuovo strumento in occasione di Google Marketing Next, un evento annuale per gli inserzionisti in cui presenta le novità di marketing. La “gestione vendite di negozio” usa i dati provenienti dalle partnership di terze parti con Google, che catturano circa il 70% delle transazioni con carta di credito negli Stati Uniti. Il sistema poi filtra le informazioni e genera report inviati automaticamente ai commercianti che aderiscono. I rapporti misureranno l’efficacia degli annunci online, corrispondendo le transazioni fisiche alle pubblicità di Google.

Secondo l’Associated Pres:

“Google afferma che i propri computer si basano principalmente sulle informazioni di accesso, come gli indirizzi e-mail, per identificare le persone che fanno clic sugli annunci. Tali dati vengono poi collegati ad altre informazioni identificative compilate dai commercianti e dagli emittenti di carte di credito e debito. Così si capirà in quali casi gli annunci digitali inducono ad un acquisto offline”.

In pratica è una versione aggiornata della “misurazione visite in negozio”, attivata nel 2014 e aggiornata nel marzo 2017. Questo strumento utilizza un’avanzata tecnologia di apprendimento per analizzare grandi quantità di dati degli utenti, inclusi indirizzi e-mail, clic sugli annunci, cronologia e sondaggi.

Miro Copic, professore di marketing all’Università di San Diego, ha detto all’Associated Press che “le implicazioni sulla privacy sono abbastanza pesanti, per cui Google dovrà andarci coi piedi di piombo”.

 

Authored by Josie Wales via TheAntiMedia.org,

Fonte: www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2017-05-26/google-about-start-tracking-your-offline-behavior-too

26.05.2017
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    Io non ci vedo niente di nuovo. Si sa già che usando la carta di credito siamo tracciabili… e riintracciabili.

  • Hito

    Facebook sta facendo di “meglio” e progetta uno smartphone in grado di leggere i pensieri. Vi lascio immaginare le conseguenze… (e dopo che le avrete immaginate, potranno direttamente essere pubblicate :)) … Tempo fa ho visto un film, o una serie, di cui non ricordo il titolo e che ruotava attorno al concetto “I segreti sono peccati” sarebbe un’orttima finestra di Overton.
    Articolo qui: https://vigilantcitizen.com/latestnews/facebook-working-smartphone-can-read-thoughts/

    • robespierre

      I pensieri fortunatamente non saranno mai leggibili, semmai le intenzioni evidenziate e scritte.

      • Hito

        L’articolo che ho linkato dice che utilizzando l’intelligenza artificiale ed elaborati algoritmi bla, bla, bla, sia possibile; preciso che io sono d’accordo con te, più che altro per la volubilità della mente umana, ma prova ad immaginare… negli USA non avrebbero nemmeno fatto perdere il tempo alla gente per votare, tanto si sapeva che avrebbe vinto la Clinton! 😉

        • robespierre

          Infatti si e’ iniziato a parlare dell’intelligenza artificiale applicata a quella umana proprio in relazione a tentativi di prova negli USA. Comunque in effetti hanno cercato in tutti i modi di fare vincere la Clinton e… ha perso.

      • Gino2

        i pensieri sono però prevedibili e dal linguaggio del corpo si può “leggerli” con uno scarto ma neanche tanto.

        • Gino2

          Il problema vero sarà come farai a distinguere i pensieri che loro leggono facendoli apparire sul tuo telefonino o PC, e i pensieri che invece ti “suggeriranno” 😀 e qui io spero che il mio corpo sarà gia concime per vermi.

        • robespierre

          I pensieri possono essere talora prevedibili quando si conosca perfettamente una persona, ma la prevedibilita’ e’ relativa al modo di pensare univoco appunto di un essere umano. Noi umani, pero’, fortunatamente, non siamo sempre univoci, altrimenti saremmo costantemente ripetitivi e poi le variabili di un pensiero e di una considerazione sono infinite e dettate dalla singola situazione, dal singolo momento. Faccio un esempio: sono davanti ad una vetrina e mi posso fermare davanti ad essa anche perche’ in effetti in quel momento sono distratto (cio’ dunque non significa che sia interessato a qualcosa), perche’ si e’ fermata la persona che e’ con me o per la particolarita’ di un prodotto, ma questo non significa che tale prodotto poi mi interessi. Il linguaggio del corpo poi pure e’ assai variabile in rapporto pure esso a diversi fattori, per cui ritengo che talora ci si possa approssimare alle intenzioni di una persona, ma costantemente e’ alquanto difficile (fortunatamente).

          • Gino2

            Vengo e mi spiego. La lettura del linguaggio del corpo si basa sul principio che molto spesso (molto piu spesso di quello che si crede) mentiamo a noi stessi. Cioè il pensiero “conscio” non corrisponde a quelli “inconscio” che si manifesta in azioni e espressioni “involontarie”.
            Se hai letto l’articolo in cui si parla della lettura del pensiero, stanno mettendo a punto (o hanno gia) un sistema che associa determinati “pattern” cerebrali a diversi “mood”, emozioni. Quando un particolare mosaico di neuroni si attiva e viene associato ad una emozione (pensiero) viene registrato e cosi man mano tarato. Il software leggerà le diverse aree del cervello che si attivano componendo “mosaici” diversi e li associerà a diversi pensieri/emozioni E questo al di la del pensiero “conscio”. Puoi fermarti in una vetrina e consciamente pensare di non essere interessato ma se il tuo linguaggio del corpo e il tuo cervello dirà che invece lo sei, il software lo leggerà. E ciò si basa proprio sulla “ripetitività” del nostro pensiero/pensare che avviene secondo schemi prevedibili e registrabili.

            (Bisogna altresì prestare attenzione al fatto che i “tuoi pensieri” non sono “tuoi”.E’ molto difficile e accettare questo fatto ma per capire e approfondire si può pensare al fatto che pensi ciò che pensi perchè vivi in una certa società e in un dato tempo. Vuoi fare l’ingegnere e questo è comunque un pensiero indotto se pure nella tua libertà di scelta.
            INfatti se fossi nato in un altro contesto o in un altro tempo penseresti magari a fare il pastore.
            Il pensiero è meno “liibero” e meno “creativo” di quanto si pensi……bisognerebbe indagarlo bene per comprendere cosa è e perchè è prevedibile e ripetitivo….)

          • robespierre

            Capisco cosa tu intenda, ma rimango ancora alquanto scettico. Il ns. cervello e’ costituito da un complesso intricatissimo ed assai numeroso di neuroni che ricevono e trasmettono impulsi nervosi. Comprendo che tante volte gli impulsi e le risposte dell’organismo siano le stesse, ma fortunatamente non sempre. Semmai mi preoccupa il sistema di microsonde sottocutanee che si sta sperimentando e che potrebbe leggere od addirittura condizionare e trasformare il pensiero (questo pero’ nelle intenzioni, in realta’ e’ ancora da dimostrare). Se ci pensi il ns. modo di ragionare e comportarci e’ variabile, certo condizionato da societa’ e relativo periodo di vita, pero’ si puo’ essere anche quasi totalmente immuni da questo condizionamento e dai messaggi subliminali che societa’ e pubblicita’ lanciano. Ritengo che menti libere ce ne siano ancora (fortunatamente).

          • Postadelmaga

            non penso che siamo ancora in grado di leggere/modificare il pensiero
            Mentre penso sia alla portata della tecnologia odierna creare un sistema bastato su AI che, una volta istruita nel modo descritto sopra, interpretando il nostro linguaggio corporeo, possa ‘indovinare’ con un discreto margine di errore il nostro pensiero.

            AI funziona fondamentalmente in maniera statistica, si danno in pasto all’AI dei dati grezzi, si chiede all’AI di dare un responso e si dice all’AI se ha indovinato … l’algoritmo che sta dietro l’AI impara che i dati che presentano certi pattern hanno una certa probabilita’ di avere un certo significato.

          • robespierre

            Ti comprendo, pero’ cio’ fortunatamente e’ ancora sulla carta. Il ns. stesso linguaggio corporeo puo’ essere interpretato, ma fortunatamente non sempre e talora solo pochissime volte, essendo le variabili infinite. Esso puo’ infatti rispondere anche a dati input mentali che determinano solo tic, che di fatto nulla significano, in quanto non definibili. Secondo me e’ piu’ facile, cosa che di fatto sta gia’ accadendo, con pubblicita’ subliminale o messaggio di massa, definire, condizionare o variare il modus operandi di diversi individui, quelli piu’ condizionabili, vedi varie mode di fatto imposte (esempio piu’ lampante sono gli smartphone, il piu’ delle volte acquistati ed utilizzati solo in risposta a mode e tendenze). Questo per dirti che l’essere umano e’ altamente volubile e l’esempio stesso delle mode ne e’ la prova piu’ lampante, per cui gli algoritmi, basati su formule statiche, secondo me difficilmente riusciranno con continuita’ ad essere a comprenderlo. Altro fattore, questo si’ purtroppo obiettivo e pericoloso, sono i microchip sottocutanei, che riescono a recepire ed analizzare tutti gli input cerebrali. ergo a comprenderli, analizzarli ed associarli ad atteggiamenti, intenzioni e movimenti dell’uomo. Li stanno sperimentando gia’ in alcuni Stati, ufficialmente per rendere abili le persone a svolgere date operazioni in maniera automatica, senza l’uso di fattori esterni, vedi badge o schede magnetiche. Di fatto il vero l’obiettivo e’ il controllo dell’essere umano in ogni sua intenzione od attivita’ e alla lunga (o forse purtroppo anche in breve tempo) cio’ potrebbe veramente finire col condizionare il sistema nervoso centrale, anche perche’ di fatto non sappiamo quali siano tutte le funzioni di tali badges.

  • Annibale Mantovan

    Google sarà la FINE dell’ umanità! Gli uomini non si rendono che non possono esistere giganti come Google. Le normative antitrust…qualcuno ne ha mai sentito parlare? Dove l’ autority antitrust?…in vacanza pagata da Google? Google non deve esistere, insieme a Microsoft, Yahoo, Amazon e tanti altri giganti troppo grandi per gli uomini. E’ la fine del libero mercato e del capitalismo!

    • Denisio

      Se il risultato fosse la fine di quello che viene definito “libero mercato” e dell’infame sistema capitalista allora google avrebbe fatto un grande favore all’umanità. La realtà invece è che il capitalismo si nutre e continua imperturbato la sua storia GRAZIE a questi sistemi infami di omologazione e di sperequazione.

      • natascia

        Pesce grande divora pesce piccolo. Fino a che il troppo grande non si spiaggera’ . Con buona pace per Google e tutte le sue meraviglie.

        • Denisio

          stavolta ci spero ma la vedo dura, le regole le plasmano a loro piacimento e le attuali “governance” fondate sulla dittatura tecnocratica sono proprio le fondamenta del potere dispotico con cui agiscono e non è facile far deragliare un treno che corre su binari solidi…

    • Postadelmaga

      Sono d’accordo ma nello specifico Google investe i propri soldi in maniera + lungimirante e utile all’umanita’ di molte altre compagnie/governi

  • vocenellanotte

    Scusate l’OT ma ho letto stamattina su RT della morte di Brezinsky. Dopo David, adesso Zbigniev, presto anche George. Forse il mondo sarà un po’ migliore.

  • Maria Grazia De Nardi

    Sempre dalla parte dei commercianti! MAI DALLA PARTE DEGLI UTENTI!

  • Invisible man

    A tal proposito, restando in tema “matrix/grande fratello” io credo che tutte queste aziende cibernetiche (e non) siano state “prescelte” (quando non create ad hoc) e “spinte” dal governo americano per secondi fini (quelli di cui polemizziamo). Anche e soprattutto con una martellante campagna mediatica, criptopubblicitaria studiata a tavolino. È forse facebook il primo social network?
    Non mi pare proprio. È forse il migliore? Forse oggi, nel 2008 (epoca faceboom) non saprei. È forse Google il primo motore di ricerca? Eh ma ha un sistema avanzato di ricerca blablablablabla… Tutte stronzate… La maggior parte di noi non capisce una mazza VERAMENTE di informatica, smanettoni compresi. È forse whatsapp il migliore servizio di messaggi istantanei? Forse oggi, non so, ma quando già era da tempo sulla cresta dell’onda c’era (c’è) telegram, che lo surclassava, già criptato da un pezzo, potevi mandare tutti i tipi di file, ma i media non se lo filavano di striscio. E Steve Jobs? Comune mortale (infatti è morto), l”uomo che non ha inventato nulla, mitizzato manco fosse un semidio greco? E poi fateci caso, so’ quasi tutti ebrei. No? Ditemi che ne pensate, se ci avete pensato anche voi.

    • Sergio Tomasi

      Ebreo liscia il pelo ad ebreo.

  • clausneghe

    Con me Google casca male.
    Può spiarmi e rispiarmi, ma se il suo intento è cavarmi quattrini, non ci riuscirà, perchè nemmeno a rivoltarmi come un calzino non mi casca un soldino. Sono al verde, da anni.
    Quindi ciccia e vaffanulo Mr. Bill succhia sangue di tigre Gates.
    Ciao.

  • fastidioso

    IO non comprerò mai iente on line !!!!!!!!!!!!
    Google si può attaccare al tram.
    Dimenticavo…ho eliminato il telefonino.

    • Gino2

      fino a che non sarai costretto

  • DisadAzione

    Più sono grandi ..più sono deleterie.
    La grandezza.. dopo un certo punto non paga più ..distrugge.
    Almeno su questo pianeta.

  • cedric

    Tutto sommato nulla di nuovo, stanno cercando nuovi metodi per vendere qualcosa in un momento in cui parecchi non hanno più quattrini neanche per mangiare. Per assurdo i più interessati a che la faccenda abbia successo sono i cinesi, ormai gli unici a produrre qualcosa, tutti gli altri sono semplici trasportatori e venditori che vivono di percentuali.

    E’ divertente che il capitalismo/consumismo attraversi una fase in cui sempre più gente riduce i consumi, se le cose continuano così come al solito sopravviveranno i contadini abituati a mangiare bacche e radici ed ovviamente anche il grano ed il mais che nascondono in cantina per non farselo rubare dai federali e dai briganti…