Della necessità di una Nuova Cultura

Di Lorenzo Maria Pacini, ComeDonChisciotte.org

Non c’è più tempo da aspettare, il momento è propizio: stiamo vivendo una sorta di reclutamento su scala globale di coloro che hanno acquisito una consapevolezza interiore che sta portando già ad un agire esteriore. Il pensiero si fa azione. Le idee prendono una nuova forma e si gettano nel mondo attraverso di noi per rinnovarlo.

L’apice della postmodernità segna il punto di arrivo di un ciclo che termina con la decostruzione di tutto ciò che è stato considerato come solido e veritiero, manifestazione di tutti quei segni dei tempi di biblica memoria che, uniti, danno luogo alla società distopica contemporanea, nella quale sempre di più le ombre dell’umana irrazionalità divengono demoni incarnati pronti a divorare ogni dissenso e sopprimere qualsivoglia spiraglio di luce. L’essere umano, o ciò che ne rimane, ha smarrito la sua identità preferendo una proiezione virtuale tecnofluida; ha rinunciato alle tradizioni che lo legano ad una Storia e ad una Verità in favore dell’idolatria dell’ego; ha rifiutato il sacro metafisico andando ad incensare il sacro materialistico della scienza e del progresso; non sa più narrare il sé, perso com’è a cercare di capire i deboli fondamenti di un vuoto il cui orizzonte oscuro lo assorbe verso un oblio senza rinascita.

Se è vero che da lungo tempo ci era stato annunciato questo drammatico periodo storico, è altrettanto vero che siamo noi a dover realizzare quel cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Adesso, qui ed ora, ne abbiamo la missione, l’onore e l’onere, e nessun altro potrà fare la parte a cui siamo individualmente e comunitariamente chiamati. Per realizzare ciò, occorre considerare tre elementi imprescindibili: superare la Storia, pensare altrimenti, incarnare la radicalità.

Per quel che riguarda il primo punto, c’è bisogno oggi più che mai uscire dal Novecento. Il secolo breve è stato tanto veloce da non essere sufficientemente metabolizzato, così che oggi ancora ne paghiamo lo scotto e troviamo dovunque i suoi rigurgiti (senza voler offendere nessuno): si è trattato di un periodo storico che ha prodotto senza dubbio grandi geni e figure carismatiche, la cui immensità appare ancora oggi come un esempio per molti; ma è altrettanto vero che è proprio in virtù di quei drammatici e tempestivi cambiamenti che sono nati quegli eroi, adatti al loro momento e destinati ad una missione la cui contingenza spesso viene travisata, perché la secolarizzazione spirituale è stata anche una secolarizzazione degli atleti del pensiero armato, lasciando uno spaesamento ai posteri che ha provocato una ricerca spasmodica di figure iconiche, le quali, però, erano adatte e significative nel loro momento trionfante, mentre non lo sono più nell’attimo presente.

Oggi abbiamo bisogno di nuovi eroi di cui narrare le gesta, anzi, oggi dobbiamo essere noi a prendere il loro posto. Non è più possibile aspettare le rievocazioni baldanzose di nostalgiche vedove, che tentano di avvicinare i reduci canuti con proposte che ricalcano quelle già digerite – e spesso fallite – del passato, così come è utopico e follemente surreale sperare di combattere il sistema dall’interno o con le stesse armi e gli stessi linguaggi. Il nemico ci conosce e ci ha portati ad assumere certe forme, o meglio a rimanere ancorati e confinati entro certi contenitori che assomigliano più a recinti sperimentali e riserve di caccia, piuttosto che a gruppi sociali organizzati. Bisogna andare oltre.

In secondo luogo, dobbiamo tenere presente che è alle stelle che noi puntiamo e non solo poeticamente, ma con la concretezza di chi si scopre essere chiamato a fare ciò che gli altri non fanno, assopiti dinamici di una società alienata e morta davanti allo schermo, mentre fuori gli accoliti della gaia scienza predispongono la grande liturgia dell’anti-messia pronto a fare il suo trionfale ingresso. Se superare la Storia significa lasciarsela alle spalle, bisogna però spingersi a pensare in maniera del tutto diversa, ed è questo forse il punto più problematico. Veniamo infatti da un retroterra culturale, quello dell’Occidente, che ha eretto colonne solide e inamovibili che sono state consacrate quali verità dogmatiche, non passabili in discussione, la cui venerazione ha portato ad estremizzarne la sacralità fino a dare vita a degenerazioni di ogni tipo. Ad un certo punto, ad inizio Novecento, tutta questa impalcatura considerata perfetta e indistruttibile, è cominciata a cadere sotto la sferza del nichilismo, dimostrandone la falsa solidità, simulacro di una cultura elettasi con superbia a modello ideale per il mondo intero.

Noi vogliamo essere oltre tutto questo. Non è più possibile continuare a pensare con le stesse categorie che sono valse per secoli e secoli, non perché siano sbagliate ma perché non sono più adatte a quel che stiamo vivendo. Bisogna pensare altrimenti, diversamente, esplorare gli orizzonti di una metafisica ancora caotica e ridefinire l’antropologia per un’umanità rinnovata al passaggio fra due ere.

A distanza di un secolo, comprendiamo meglio le parole del fu Friedrich Nietzsche, quando preconizzava l’oltreuomo, o superuomo, mostrando l’annichilimento come unica via di morte e resurrezione verso una nuova forma di umanità. Scrisse a tal proposito: «Io vi insegno l’oltreuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che avete fatto per superarlo? Tutti gli esseri hanno creato qualcosa al di sopra di sé e voi volete essere il riflusso in questa grande marea e retrocedere alla bestia piuttosto che superare l’uomo? Che cos’è per l’uomo la scimmia? Un ghigno o una vergogna dolorosa. E questo appunto ha da essere l’uomo per l’oltreuomo: un ghigno o una dolorosa vergogna» (F. Nietzsche, Cosí parlò Zarathustra, Longanesi, Milano 1979, p. 37).

È dalla cenere della decadenza postmoderna che abbiamo l’opportunità di rinascere quali nuovi eroi, gli oltreuomini della Nuova Cultura, coloro che varcano la postmodernità alla luce del sole di mezzanotte che splende, bruciando in una sorta di nigredo collettiva tutto quello che il vecchio mondo ha prodotto, ed aprendoci all’alba di una Nuova Era, mai vista prima e della quale intravediamo solo alcuni tratti e respiriamo i primi freschi venti di libertà.

Per fare ciò, e siamo qui al terzo elemento, per cioè condurre quante più persone verso questa trasmutazione eroica, l’unica via che il tempo ci consegna è quella immortale della politica intesa come prendersi cura del Bene Comune, con ci insegnava Aristotele sulla scorta di pensatori antichi, in un’ottica di ridefinizione della cultura. Stiamo parlando di un’azione che è estremamente concreta, non mera teoria astratta, realizzabile attraverso il riconoscimento in comunità organiche che condividono assieme il medesimo destino. In questo ritrovarsi fra consimili, già si sperimenta la forma dello Stato futuro, della vita sociale che verrà.

Si tratta di una visione del mondo e dell’azione che il mondo giudica come stoltezza e futilità, ma non c’è da preoccuparsi perché tale giudizio nasce da quell’ignoranza che è propria di coloro che, parafrasando il Mito della Caverna di Platone, sono stati convinti che la proiezione delle immagini sugli schermi sia la verità delle idee, perdendosi la bellezza autentica che si trova, invece, nel mondo reale. Realizzare questo significa incarnare una scelta radicale, totale e totalizzante, che non ammette titubanze e mollezze, perché vuol dire farsi carico del peso di una parte dell’intera umanità anche senza esserne coscienti. In fin dei conti, tutte le rivoluzioni della Storia sono avvenute grazie a pochi coraggiosi, che hanno saputo fare la differenza ed hanno dato una direzione.

Ecco perché possiamo dire di essere cartografi che stanno chini sulle mappe per tracciare nuove rotte, proprio perché navighiamo in un mare inesplorato del quale si hanno solo gli echi nelle narrazioni epiche, nelle estasi mistiche e nei lidi onirici, ma che ancora non ha visto l’impronta sempiterna dell’uomo.

È vero: non è per tutti. Molti sono caduti prima di noi ed altri cadranno. La dittatura del pensiero che stravolge e deforma mostruosamente l’umana essenza non attende certo il nostro comodo, ma procede spietata con una mefistofelica logica ad assuefare ed avvelenare gli ultimi cuori rimasti.

Davanti a questo, noi vogliamo far splendere un grande risveglio. Tutto è ordinato ad una perfezione il cui valore ci sarà chiaro solo al termine della missione, e persino coloro che lottano in direzione opposta sono funzionali alla caduta delle maschere ed al superamento del reclutamento, memori che la luce ha bisogno dell’oscurità per splendere.

È così che possiamo comprendere, e realizzare, la Nuova Cultura da cui nasce già un nuovo mondo, mentre varchiamo la dimensione della pre-futurità in un Caos che è in realtà la primordiale scaturigine di una vita nuova, che sentiamo già nostra e che faremo trionfare gloriosamente.

Di Lorenzo Maria Pacini, ComeDonChisciotte.org

Lorenzo Maria Pacini, classe 1994, toscano di nobile famiglia, è sempre stato un ribelle del pensiero. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Filosofia e Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Ferrara con una tesi in Estetica della Musica, perfezionandosi poi in Bioetica all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, per proseguire con la laurea Magistrale in Filosofia, nel ramo della Politica con una tesi sul Platonismo politico in A. Dugin all’Università degli Studi di Parma. Successivamente ha proseguito gli studi presso l’Istituto Europeo di Psicologia Positiva di Madrid, specializzandosi in Mindfulness e Gestione Emotiva. Scrittore poliedrico sin da adolescente per varie realtà, editore in collaborazione con diverse case editrici, ha cominciato la propria esperienza giornalistica come Capo Redattore de Il Pensiero Forte, per poi divenire Vicedirettore de Il Corriere delle Regioni e fondare, nel 2021, Idee&Azione. Professore di Filosofia e Sociologia presso UniDolomiti di Belluno, la SSML San Domenico di Roma e la Libera Accademia degli Studi– Istituto di Neuroscienze Dinamiche Erich Fromm di Bellinzona, continua a formarsi e studiare, perché la vita è un meraviglioso cammino di libertà.


Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

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VincenzoS1955
Utente CDC
4 Luglio 2021 12:32

Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi ma sventurata la terra che non produce gli Eroi: sembrerebbe una contraddizione ma non lo è affatto…
Più che di una nuova cultura direi che c’è bisogno di un ritorno alle radici genuine dei nostri avi. Ad un modo di vivere spontaneo e armonioso legato ai ritmi della Natura ma con la “conoscenza”, anzi con la saggezza di adesso acquisita attraverso il sapere e l’esperienza, che ci consenta di non ripetere gli orrori (si, proprio orrori e non errori: non ho sbagliato parola) commessi. Un ritorno alla Terra…

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da VincenzoS1955
Individualista
Utente CDC
4 Luglio 2021 13:12

Non ho ben capito se l’articolo sia un pretesto per farci leggere il curriculum vitae di uno scrittore poliedrico e ribelle, nonché di nobili origini…

VincenzoS1955
Utente CDC
Risposta al commento di  Individualista
4 Luglio 2021 14:59

La politica esageratemente individualistica, narcisistica e l’edonismo insieme al liberismo portano alla morte della società e la nostra è una società morente per questo motivo. Il “Bene Comune” è il bene supremo che si deve difendere a tutti i costi e non può essere assolutamente subordinato a quello individuale.
Il Bene Comune è quell’aspetto dello stato sociale che permette tanto ai singoli quanto ai gruppi di raggiungere più speditamente le loro legittime e ragionevoli aspirazioni.

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da VincenzoS1955
emilyever
Utente CDC
Risposta al commento di  VincenzoS1955
4 Luglio 2021 17:30

Ci starei un po’ attenta: è nell’affermazione del bene comune sopra quello individuale che ci impongono e impongono ai nostri giovani e ai bambini di vaccinarsi.

VincenzoS1955
Utente CDC
Risposta al commento di  emilyever
4 Luglio 2021 18:51

Infatti specialmente questi vaccini non hanno niente a che vedere con il Bene Comune, anzi vengono usati da un’oligarchia plutocratica per lucrare, piegare e controllare le masse.
Paradossalmente, i vaccini in genere, insieme agli antibiotici, alla fine hanno contibruito a mettere a rischio l’intera umanità (è un concetto un po difficile d’accettare da un cittadino qualunque) la quale mai in altre epoche storiche si è trovata così vicina all’annichilimento, quando pure altri tipi di [vere] pandemie imperversavano decimando la popolazione e non vi erano vaccini o antibiotici di sorta. Eppure da quei drammatici frangenti l’umanità si è sempre ripresa proprio perché rinnovata nel suo tessuto sociale.

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da VincenzoS1955
Patrizia Ligabò
Redazione CDC
4 Luglio 2021 14:41

Vorrei ringraziarti per aver scritto questo bellissimo articolo : di speranza, di ripresa della vita, e delle nostre responsabilità. I bisogni degli umani non sono cambiati affatto rispetto ad un tempo. sono gli stessi seppur in un panorama completamente diverso. Il Bene comune va assolutamente recuperato, e diminuita la dimensione egoica, narcisistica ed individualista.

Papaconscio
Utente CDC
4 Luglio 2021 15:38

Non posso che unirmi a questo anelito alla Nuova Cultura, non foss’altro che per l’uso della È al posto della E’

uparishutrachoal
Utente CDC
4 Luglio 2021 16:25

La nuova cultura c’è già da millenni..basta saperla vedere..cosa difficile perché la gente è orba..o per nascita o per interesse..

Rnamessaggero
Utente CDC
4 Luglio 2021 17:07

Il mito dell’ uomo che supera l’ uomo di Nietzsche , in contrapposizione a quanto già detto dall’ uomo Gesu ai propri : consiglia di non seguirlo con l’ intento di superare il maestro perché al massimo si può arrivare a farne la stessa fine . A Zaratustra preferisco Siddharda , quest’ ultimo manda a quel paese tutti i maestri perché almeno capisce che è fondamentale farlo , non dimostra di essere un uomo che supera l’ uomo , supera altri uomini e resta uomo , di questi tempi è ancora un gran traguardo . Occore fare occorre fare , tutti farologi ferrati , mi spiace , non vuole essere una critica all’ autore il cui entusiamo e preparazione trovo gradevoli . Dal mio punto di vista , che lascio come contributo , occorre azione nella non azione , concetto taoista mi pare e da come lo interpreto è molto più efficace una osservazione cosciente e costante dei fenomeni che un intervento diretto . Trovo molto efficace l’ operato di CDC , l’ osservazione attiva da parte di uomini che non pretendono di superare l’ uomo ma quantomeno di esserlo . Gli eroi sono i padri e le madri di… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da Rnamessaggero
Bertozzi
Utente CDC
4 Luglio 2021 17:33

Bisogna aspettare che finisca l’epoca delle pensioni, appena non ce ne sarà più per nessuno potrà nascere il nuovo, forse, fino ad allora dimenticatevelo.

Rugge
Admin CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
4 Luglio 2021 17:36

Quando finirà l’epoca delle pensioni sarà già iniziata l’epoca del reddito di cittadinanza universale…

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  Rugge
4 Luglio 2021 17:58

O schiavitù universale, diretta conseguenza dell’epoca dei pensionati.

Violetto
Utente CDC
5 Luglio 2021 10:03

siamo noi a dover realizzare quel cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”

Sempre molto diffidente con tutto ciò.

abc
Utente CDC
5 Luglio 2021 12:34

Interessante ma forse a lato di contenuti che cercano di definire le cose profonde che tutti vogliamo da sempre manca un pò di essenzialità e semplicità di sintesi insomma sicuramente a causa degli studi e dell’impostazione dell’autore .

abc
Utente CDC
5 Luglio 2021 12:37

un esercizio per semplificarsi la mente potrebbe essere esprimere il tutto con una lingua di cui conosciamo poche parole,l’effetto è assicurato.

robotz77
Utente CDC
6 Luglio 2021 1:20

Una delle migliori supercazzole che ho avuto il piacere di leggere da un bel po’ di tempo a questa parte! Non ha detto assolutamente niente, ma lo ha fatto benissimo!

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