Covid, Europa in allarme. (Molti positivi, pochi decessi)

Francia, Germania, Regno Unito e Spagna tornano in stato di allarme, dopo i numeri degli ultimi giorni.

Vediamo le situazioni: in Francia 50 dipartimenti sono dichiarati “zona di circolazione attiva del virus”, codificati come “zona rossa”. 50 distretti su 101, ma dal punto di vista geografico si tratta di un territorio che rappresenta più della metà del territorio francese.

Più che allarme, si tratta di preallarme, dato che di per sè non implica ancora nulla. Ma da qui in poi i prefetti avranno poteri straordinari riguardo all’attuazione di misure anticovid. Quindi ancora nessuna misura applicata, ma ovviamente c’è da restare collegati per conoscere i futuri provvedimenti. 

Il ministro Speranza è allarmato dai dati francesi e ha firmato un’ordinanza per obbligare al test ai cittadini provenienti “da Parigi e altre aree della Francia con significativa circolazione del virus Sars-CoV-2».

In Germania continua a aumentare il numero dei positivi, in 24 ore quasi 2.300 nuove infezioni, la cifra più alta dal 24 aprile. Il dato va però contestualizzato, perché il Paese sta effettuando il doppio dei test rispetto a quel periodo, ma l’allerta è alta.

In Regno Unito è già dalla scorsa settimana che si parla di nuovi lockdown, imposti a livello locale dove i numeri fanno più paura, e l’ordine di chiusura  partirà da domani e colpirà circa 15 milioni di persone.

In Spagna l’allarme riguarda la situazione della capitale. Oltre 850mila persone infatti rientreranno in lockdown in 37 distretti sanitari della regione di Madrid. Si potrà comunque andare a scuola, a lavoro e uscire per esigenze sanitarie. Non si potrà stare in più di 6 persone in nessun luogo, come accade in Regno Unito.

I numeri dei contagiati sono in aumento un po’ ovunque, anche qui da noi. Ma non facciamoci prendere dal panico. È chiaro che siamo ancora molto lontani dai numeri esplosi a inizio pandemia. E se andiamo a controllare i dati di EuroMomo, l’osservatorio europeo sulla mortalità, vediamo che non solo il numero di morti di queste settimane è ai livelli di quello degli anni scorsi, ma anche un po’ più basso. Siamo ora alla settimana numero 37 e contiamo 46mila morti, contro i 47 mila morti degli anni scorsi. È un dato che va preso con le pinze, perchè ha bisogno di tre settimane per essere confermato, ma per il momento è almeno confortante.

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