Bergoglio e la crisi ucraina. Il Filo rosso che lega il vescovo argentino alle rivolte di Piazza Maidan a Kiev

Intervista al giornalista Aldo Maria Valli

Bergoglio e la crisi ucraina. Il Filo rosso che lega il vescovo argentino alle rivolte di Piazza Maidan a Kiev

Di Armando Savini, databaseitalia.it

Di seguito la mia intervista al giornalista Aldo Maria Valli, molto vicino a Mons. Viganò. Le domande sono il frutto di una riflessione scaturita dalla lettura di una sua intervista allo stesso Viganò qualche giorno fa (QUI).

  • Monsignor Viganò è il primo vescovo a prospettare l’ipotesi di nullità dell’elezione di Bergoglio, nullità che, se comprovata, potrebbe innescare il più grande reset della storia ecclesiastica, «un reset che ci riporterebbe provvidenzialmente allo status quo ante, con un Collegio cardinalizio composto solo dai cardinali nominati fino a Benedetto XVI». Da due anni a questa parte, alcuni canonisti hanno messo in discussione la validità dell’elezione di Bergoglio, dimostrando come Benedetto XVI sia ancora il legittimo papa, in quanto non avrebbe mai rinunciato espressamente al munus come richiesto dal Codice di diritto canonico, ma avrebbe semplicemente dichiarato lo stato di sede impedita, come ben documentato anche da Andrea Cionci (QUI). Crede che monsignor Viganò si riferisca a questa ipotesi, quando scrive che «occorre far luce sull’abdicazione di Benedetto XVI»?

Alcuni fra i canonisti che hanno studiato il testo della rinuncia di Benedetto XVI sottolineano che il papa distingue tra il munus (potremmo dire l’essere papa) e il ministerium (il fare il papa). Non voglio entrare in questa distinzione, rispetto alla quale, del resto, nemmeno gli esperti concordano. Osservo che, in ogni caso, Benedetto XVI ha sempre detto di aver rinunciato al pontificato ed ha egli stesso invitato a convocare un conclave per eleggere il successore. Non vedo margini per poter parlare di vizio di volontà, senza contare che Ratzinger dopo la rinuncia ha sempre riconosciuto Bergoglio come legittimo papa regnante. Tutto ciò non toglie che si debba indagare sul ruolo avuto dalla cosiddetta Mafia di San Gallo nel mettere oggettivamente in difficoltà Benedetto XVI, fino a porre le condizioni per la rinuncia. Nel mio libro Uno sguardo nella notte. Ripensando Benedetto XVI (Chorabooks, 2018) mostro come il papato di Joseph Ratzinger sia stato sottoposto ad attacchi sistematici, in un crescendo di aggressività tesa a mettere il pontefice in un angolo e a presentarlo come indifendibile presso l’opinione pubblica mondiale. Secondo monsignor Viganò (e io sono con lui), tale azione, da parte di quella che l’arcivescovo chiama deep church, si lega in modo evidente alle manovre del deep state: tutto si tiene, in un quadro che si configura come un autentico colpo di stato globale. La prova è che gli obiettivi di coloro che hanno lavorato per indebolire Benedetto XVI ed eleggere Francesco coincidono con quelli dei promotori del Nuovo Ordine Mondiale, e lo stesso si può dire per i mezzi utilizzati. A una lettura superficiale può sembrare ardito mettere in relazione l’elezione di Francesco e, per esempio, le rivolte di piazza Maidan a Kiev. In realtà si può verificare che i fenomeni vanno nella stessa direzione, con una regia che evidentemente ha una visione complessiva della realtà. Osservo anche che le misure adottate contro il Vaticano mediante l’esclusione dello Ior dal sistema Swift poco prima della rinuncia di Benedetto XVI (provvedimento che rese impossibile tutti i pagamenti da parte del Vaticano e mise la Santa Sede, in pratica, sullo stesso piano di uno Stato terrorista prefigurandone la rovina economica) coincide con le misure prese adesso contro le banche russe: è lo stesso tipo di interferenza ricattatoria.

La domanda è: i mezzi utilizzati per spingere Benedetto XVI a farsi da parte sono stati tali da rendere invalida la sua rinuncia e, di conseguenza, anche il conclave del 2013? Su questo dovrebbero concentrarsi gli sforzi degli specialisti decisi a lavorare per fare chiarezza.

  • Riguardo a eventuali brogli elettorali, monsignor Viganò ha parlato di conclave nullo. Ad oggi, la Santa Sede non ha mai respinto le accuse mosse da uno dei grandi elettori di Bergoglio, il cardinale Danneels, secondo cui i cardinali della «mafia di San Gallo» – come la chiamava lui stesso – erano presenti al conclave «nello spirito di San Gallo», cioè volti a portare a compimento i loro progetti destabilizzanti, pianificati durante le loro riunioni segrete. Qualora tale accusa trovasse riscontro, potremmo ritrovarci con dei cardinali (elettori) scomunicati, che avrebbero eletto invalidamente un cardinale a sua volta scomunicato, in quanto appartenente alla medesima mafia che lo avrebbe piazzato sul trono di Pietro. È, secondo lei, uno scenario verosimile? Bergoglio può essere definito a pieno titolo un «papa inflitto»?

Nella costituzione apostolica Universi dominici gregis (emanata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996 e riguardante la vacanza della sede apostolica e l’elezione del romano pontefice) si legge che è vietato ogni accordo pre-elettorale fra i cardinali. Inoltre, le procedure da seguire nelle votazioni sono precisate in modo minuzioso. Ora, noi sappiamo da diverse fonti (mai smentite da organi della Santa Sede) che l’elezione del cardinale Bergoglio sarebbe avvenuta la sera del 13 marzo 2013 in seguito a un terzo scrutinio. In proposito, la costituzione (n. 68) prevede: «Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione; se invece corrisponde al numero degli elettori, segue lo spoglio così come appresso». E al n. 69 leggiamo: «Qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido; tuttavia, in nessuno dei due casi viene annullata la votazione». Dunque, nel primo caso, si sarebbe dovuto procedere al terzo scrutinio. Se invece il caso verificatosi fosse stato il secondo, non si sarebbe dovuto procedere ad un terzo scrutinio. In entrambi i casi, ci sarebbe stata una violazione delle norme. Semplice vizio procedurale, dice qualcuno. Ma la Universi Dominici gregis (n. 76) precisa: «Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta». Dunque, o il Vaticano smentisce che ci siano state irregolarità, oppure, se non lo fa, possiamo pensare che l’elezione di Francesco sia invalida o quantomeno chiedere che si indaghi. E lo sarebbe anche se si dimostrasse che la Mafia di San Gallo ha operato per orientare i voti dei cardinali su un candidato. La Costituzione apostolica, infatti, parla chiaro: «Proibisco a chiunque, anche se insignito della dignità del Cardinalato, di contrattare, mentre il Pontefice è in vita e senza averlo consultato, circa l’elezione del suo Successore, o promettere voti, o prendere decisioni a questo riguardo in conventicole private» (n. 79). E ancora: «I Cardinali elettori si astengano, inoltre, da ogni forma di patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere, che li possano costringere a dare o a negare il voto ad uno o ad alcuni. Se ciò in realtà fosse fatto, sia pure sotto giuramento, decreto che tale impegno sia nullo e invalido e che nessuno sia tenuto ad osservarlo; e fin d’ora commino la scomunica latae sententiae ai trasgressori di tale divieto. Non intendo, tuttavia, proibire che durante la Sede Vacante ci possano essere scambi di idee circa l’elezione». Questo, dunque, il secondo fronte su cui occorre indagare: ci furono veri e propri accordi?

Il fallimento del pontificato di Bergoglio è sotto gli occhi di tutti e ormai viene ammesso anche “da sinistra”. Un recente memorandum che è circolato fra i membri del Collegio cardinalizio (firmato con lo pseudonimo Demos) lo dice a chiare lettere. Ma se l’invalidità dell’elezione di Francesco fosse svelata (o per vizio procedurale o perché ci furono accordi fra i cardinali) non ci sarebbe nemmeno bisogno di esaminare il fallimento nel dettaglio.

  • Ne Il mistero del male. Benedetto XVI e la fine dei tempi, Giorgio Agamben ha scritto: «L’abdicazione non può non evocare in questa prospettiva qualcosa come una discessio, una separazione della Chiesa decora dalla Chiesa fusca; e tuttavia Benedetto XVI sa che questa può e deve avvenire soltanto al momento della seconda venuta di Cristo, che è precisamente ciò che la bipartizione del corpo della Chiesa, agendo come katechon, sembra destinata a ritardare». Nel libro-intervista Benedetto XVI. Una vita, Peter Seewald riferendosi al libro di Agamben, chiede a Benedetto XVI se «la vera ragione delle sue dimissioni sia stata la volontà di risvegliare la coscienza escatologica», «una prefigurazione della separazione tra “Babilonia” e “Gerusalemme” nella Chiesa». La risposta di Benedetto XVI sembra confermare la domanda. Stando alle profezie di Garabandal, Benedetto XVI sarebbe l’ultimo papa o, perlomeno, «l’ultimo a rappresentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora», usando le parole di Seewald in Ultime conversazioni. Anche qui la risposta di Ratzinger è stata chiara: «Tutto può essere». Monsignor Viganò, riguardo al grande reset e alla pseudopandemia, ha detto che preannunciano il regno dell’Anticristo. Se Benedetto XVI chiude un’era e ne apre un’altra, siamo forse giunti alla fine dei tempi? È forse questo il tempo in cui il katechon viene tolto di mezzo perché si manifesti l’uomo dell’anomia?

Non mi sento in grado di rispondere. Nemmeno gli studiosi, d’altra parte, hanno raggiunto conclusioni unanimi su questioni tanto complesse. Mi limito a osservare che se Benedetto XVI si è fatto da parte per lasciare spazio a un papa più energico e in grado di governare, il progetto di Ratzinger è a sua volta fallito. La gestione Bergoglio è stata disastrosa sotto tutti gli aspetti. Non solo: con Bergoglio la Chiesa è diventata una sorta di reggicoda dell’Onu e di tutti gli altri centri di pensiero e di azione impegnati nell’imporre il Nuovo Ordine Mondiale. La vicenda della “psicopandemia” è stata, sotto questo aspetto, estremamente rivelatrice. Questi sono fatti, questa è ormai storia. Parafrasando il famoso detto “ci sarà pure un giudice a Berlino”, continuo a sperare, e a pregare, perché ci sia un testimone in Vaticano. Un porporato degno di questo nome, un monsignore che abbia un sussulto di coscienza. L’arcivescovo Viganò ha fatto e sta facendo molto: occorre evitare che venga isolato e screditato. È forse l’ultimo punto di riferimento che ci è rimasto.

Di Armando Savini, databaseitalia.it

Armando Savini è un economista, saggista, cultore di esegesi biblica e mistica ebraica. Dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in HR Management, si è occupato di scienza della complessità e delle sue applicazioni all’economia. Già cultore della materia in Politica economica presso la cattedra del Prof. Giovanni Somogyi alla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, è stato docente a contratto di storia economica, economia, HR management e metodi di ricerca per il business. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sovranità, debito e moneta. Quello che dovresti sapere e non ti hanno mai detto (‎2021); Miti, storie e leggende. I misteri della Genesi dal caos a Babele (Diarkos 2020); Le due sindoni (Chirico, 2019); Il Messia nascosto. Profezie bibliche alla luce della tradizione ebraica e cristiana (Cantagalli-Chirico, 2019); Maria di Nazaret dalla Genesi a Fatima (Fontana di Siloe, 2017); Risurrezione. Un viaggio tra fede e scienza (Paoline, 2016); Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità (Mondadori, 2009).

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link fonte: https://www.databaseitalia.it/bergoglio-e-la-crisi-ucraina-il-filo-rosso-che-lega-il-vescovo-argentino-alle-rivolte-di-piazza-maidan-a-kiev/

13.04.2022

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (15)

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    1. cedric 15 aprile 2022

      Fino al 1870 il papa era il sovrano temporale di uno stato indipendente ancorchè teocratico. Dopo l'aggressione sabauda ed il cambio di regime organizzato da Cavour lo Stato Sovrano Pontificio è stato relegato a enclave extranazionale, utile per i lavori sporchi.
      Prima del 1870 tutti i papi sono sempre stati sovrani temporali e solo a tempo perso guida spirituale: la religione aiuta a controllare il popolo riottoso.
      Tutti i papi, da Benedetto XV a Wojtyla (che ha finanziato il cambio di regime in polonia) si sono comportati ancora come sovrani temporali e non come guide spirituali. Ci ha provato Ratzinger ma l'hanno messo subito da parte.
      Bergoglio non è un prete ma è un gesuita ed il suo scopo è sradicare la curia romana (ma anche europea ed americana) eliminando tutte le connessioni e gli intrallazzi con le questioni secolari, politiche, finanziare o geostrategiche.
      A parecchi, laici e chierici, questo non piace perchè tutti i governanti vorrebbero un appoggio divino: un bel deus vult (quello delle crociate di ieri e di oggi) o anche un got mit uns (quello dei cavalieri teutoni di allora e di oggi) aiuta sempre nella guerra e negli affari.

    1. oriundo2006 15 aprile 2022

      Mi pare che l' articolo trascuri un fatto essenziale, che affonda le sue origini nelle vicende prima altomedievali e poi dell' evo moderno, come in parte già riferito in altro articolo qui su CDC: la parte ovest dell' Ucraina è ( in parte ) CATTOLICA UNIATA.
      Da lì provengono i banderisti di ieri e di oggi, da lì le sciagurate idee di pulizia etnica, ed è sempre in questo settore che i crociati occidentali ( chiamiamoli col loro nome ) tentano di portare avanti sia con la ridicola scissione del patriarcato ortodosso di Kiev sia con i pogrom l' idea antica di distruggere l' Ortodossia, prevalente nella parte ovest.
      Dà fastidio nei luoghi vicini al Tevere che ci possa essere un cristianesimo divergente su di un fatto teologico essenziale, ovvero il procedere dello 'spirito' non da parte del 'figlio' ma solo del 'padre' ( tutto minuscolo perchè in realtà è la lotta tra eresie nate millenni addietro ed i termini oggi non significano più molto ).
      Significa in termini semplici che l'Occidente 'cattolico' e poi 'protestante' ha deviato dalla legge del 'padre' per affidarsi ad una spiritualità distorta interpretata dal 'figlio', ovvero scivolando nelle tendenze 'moderniste' e di qui dandosi a quella spiritualità deviata che ha nome di lucifero, l' anticamera della negatività ontologica totale. Su questo non mi dilungo. Rammento solo, tanto per capire il filo nero che lega la chiesa cattolica alle vicende 'mondane', che il gesuita Bergoglio insieme a Draghi, ex studente presso i gesuiti a Roma, hanno fatto di tutto per lasciar distruggere la Grecia ortodossa, anzi per farlo in prima persona.
      Questo è per far capir che si può abbaiare alla luna contro Bergoglio ma queste tendenze distruttive albergano da sempre a Roma ( ricordate la IV crociata ? ), sede di una religione che si vuole padrona del mondo.

    2. JHON 15 aprile 2022

      hai dimenticato di citare: " L'obolo di San Pietro", e il recente sinodo sull'Ammazzonia, sostituendo Cristo con la Pachamana, ecc.. ecc..

    1. clausneghe 15 aprile 2022

      Gli Ucraini in fuga da Mariupol fanno strage di civili.
      Video di oggi di Patrik Lancaster, tristezza infinita.
      Immagini disturbanti

    1. patmar111 15 aprile 2022

      Come mai Bergoglio andrebbe i Ucraina in guerra ma non gli passa per la mente di farsi un giro a Buenos Aires? Forse è più pericolosa l’Argentina che l’Ucraina per lui?

    1. Martin 15 aprile 2022

      Sicure ed alte fonti cattoliche argentine, comprensive dei suoi ex collaboratori, attestano come Bergoglio aveva trascorso gli anni (almeno 7) a Buenos Aires prima della sua elezione: al telefono, ogni giorno per almeno 5-6 ore, a partire dalle 6 di mattina, quasi sempre in conversazioni internazionali.
      L’obiettivo, secondo le medesime fonti, era evidente: farsi eleggere Papa. Questa strategia non e’ neanche lontanamente “pastorale”, ma eminentemente politica – come peraltro il suo Pontificato neoglobal.
      Alcune di queste fonti sospettano che Bergoglio abbia in realta’ perduto la fede diversi anni prima, quando a seguito di una grossa crisi personale si sottomise per diversi mesi a terapia psicoanalitica, con una psicologa argentina Ebrea e atea. A seguito di tale crisi, rimasta irrisolta, invece di dare delle scomodissime dimissioni, Bergoglio si sarebbe integralmente riciclato nel carrierismo politico-ecclesiale.
      Le medesime fonti riportano uno dei comportamenti strategici preferiti di Bergoglio, dal medesimo riconosciuto in alcuni rari momenti confidenziali: MAI esprimere la stessa posizione a diversi interlocutori, anzi fare attenzione ad esprimere posizioni sempre diverse, in modo che nessuno potra’ capire cosa effettivamente pensi e cosi’ anticipare le tue mosse.
      Se vi pare una posizione cristiana e pastorale……………………

    1. A.P. 15 aprile 2022

      Tutto ciò che riguarda la storia della chiesa, in particolare cattolica apostolica romana, deriva essenzialmente da un fattore eminentemente politico che intrecciandosi attraverso i secoli con il potere economico ha prodotto il mostro religioso che conosciamo oggi: un redivivo Gesù Nazoreo sarebbe inorridito di tutto questo. Ad essere più puntuali, già le eresie medievali e in parte anteriori avevano presagito che il potere temporale della chiesa fosse in combutta con il cosiddetto "anticristo" tant'è vero che il braccio secolare della chiesa, il "santuffizio", dovette intervenire per eradicarle di sana pianta.
      Ricordiamoci che Ratzinger era parte di questo organismo, non lasciamoci dunque sopraffare da queste querelle in seno al potere della chiesa: è un lotta di potere e solo di potere, due facce della stessa medaglia.
      Solo il popolo potrà riappropriarsi della vera fede, qualora ne sentisse il bisogno, cioè recuperare l'autentico messaggio di Gesù il Nazoreo di pace fratellanza e amore, ciò che la chiesa dottrinaria millanta, ma nel sottostante rimescola nel torbido per l'avidità del potere.

    2. Arthur 15 aprile 2022

      Anche io sono critico su molte cose, ma secondo me il tuo giudizio sulla Chiesa è eccessivo.
      È molto diffuso ed è purtroppo il triste risultato della martellante e falsa propaganda anticattolica ed anticlericale di stampo protestante ed illuministico-massonico.

      Per quanto riguarda le eresie medievali, erano semplicemente un enorme cumulo di fesserie di ignoranti esaltati.
      Meno male che sono scomparse.
      Ciò che al riguardo si può rimproverare a Santa Romana Chiesa sono i metodi coercitivi e violenti, ovviamente inaccettabili.

      Infine, il messaggio di Gesù non è pace, fratellanza e amore.
      Questa è una storiella che trasforma gli insegnamenti di Gesù in un qualcosa di fumettistico.

      Che il "popolo" possa recuperare la vera fede, mah...
      Se per popolo intendiamo alcuni soggetti ispirati, ok, ma questo vale sia per un credente fedele (laico) che per un consacrato (ecclesiastico), poiché la comprensione profonda della Buona Novella è il risultato di un dono dello Spirito che soffia dove vuole.
      Se per popolo intendiamo un soggetto sociale o comunità o congrega, lasciamo perdere.

    3. Rnamessaggero 15 aprile 2022

      "Buona Novella è il risultato di un dono dello Spirito che soffia dove vuole.": è lo spirito che sceglie chi vuole, il prescelto non può fare ciò che vuole dando la colpa allo spirito. In ogni caso, se è vero che occorre pregare nella stanza più nascosta di casa propria, tutto il plateale è fuori spirito, cattolico o protestante che sia. Il quanto si accorda, a mio parere, con ciò che riferisce @A.P.

      La Buona Novella è tale, perché apre una via diretta a Dio senza intermediari, da più di 2000 anni risulta molto evidente il fatto, tutto il resto è anticristo, volendo essere pignoli. Non puoi superare il maestro, al massimo, ne fai la stessa fine ma non un passo avanti nell' insegnamento.

    4. LuxIgnis 15 aprile 2022

      Si prega di nascosto e non platealmente perché lo Spirito è oscuro. E' nel silenzio, nell'oscurità, nelle pause che si trova. E' la madre oscura da cui tutto proviene a cui tutto va. Il più grande peccato è averlo reso luce visibile, poiché non lo è.
      Sia ben chiaro oscuro non vuol dire negativo o male vuol dire...oscuro.
      E' la vera luce che è invisibile. Quella visibile è già un'imitazione.
      P.S. In fisica la luce è invisibile, altrimenti il cosmo sarebbe illuminato come una stanza quando si accende la lampadina, invece è buio.

    1. Arthur 14 aprile 2022

      Il fatto che i canonisti non siano d'accordo non ha alcuna importanza.
      Ciò che conta è il diritto canonico e le leggi della Chiesa.
      Qui di seguito i fatti incontrovertibili.

      1.
      La rinuncia di Benedetto XVI è nulla poiché non ha rinunciato al munus, bensì al ministerium.
      Al riguardo il Codice di Diritto Canonico parla chiaramente: l'abdicazione, per essere valida, deve esprimere chiaramente, secondo il diritto e la forma richiesta (rite manifestetur), la volontà di rinunciare al munus.
      Ratzinger non solo non rinuncia al munus, ma la sua declaratio è piena zeppa di errori, quindi non sono rispettati né i requisiti sostanziali (rinuncia al munus), né i requisiti formali ovvero l'osservanza della forma prescritta che nel Diritto Canonico (derivante in parte dal Diritto Romano) deve avere un rigore liturgico.

      2.
      Se Ratzinger dovesse aver subito pressioni o minacce, la sua rinuncia sarebbe nulla anche per questo motivo.

      3.
      In conseguenza di ciò che è illustrato al punto 1 (ed eventualmente al punto 2) il conclave che ha eletto Bergoglio è nullo.
      Quindi Bergoglio non sarebbe un pontifice legittimo, ma un antipapa.

      4.
      Per quanto riguarda la scomunica in cui sarebbero incorsi i cardinali della cosiddetta Mafia di San Gallo, questa non inficia la legittimità del conclave ma soltanto l'elezione di Bergoglio.
      Mi spiego.
      La scomunica non influisce sull'elettorato attivo di un cardinale, ma solo su quello passivo; questo significa che un cardinale, benché scomunicato, non perde il diritto di poter partecipare ad un conclave, ma non può essere eletto poiché non è possibile eleggere alcune categorie di persone: i non battezzati, gli scismatici, gli eretici, gli scomunicati, gli apostati e infine le donne, poiché queste non possono conseguire alcuna potestà ecclesiastica secondo il Diritto Canonico ed il Diritto Divino.
      Ne consegue, pertanto, che Bergoglio, se scomunicato, poteva partecipare al conclave (e lo stesso vale per gli altri cardinali eventualmente scomunicati insieme a lui), ma non poteva ovviamente essere eletto.
      Questo sarebbe un altro motivo della nullità della sua elezione.

      Amen.

    1. Rnamessaggero 14 aprile 2022

      Tra Bergoglio e il Benedetto quindici e rotti, non saprei, li butto giù dall' aereo tutti e due.
      Interessantissimo da leggere l' articolo, quando la materia accenna al diritto canonico, estendo sempre di un pò il confine della faziosità fetido cavillosa, un oggi o un domani potrebbe tornarmi sempre utile.
      A me basta un papa che ignora i bombardamenti pluriannuali sul Donbas per capire con che razza di morbo ominide abbiamo a che fare, comunque non credo vi sia differenza tra Bergoglio in Vaticano e Selensky in Ucraina, potrebbero tranquillamente scambiarsi i ruoli, dubito che per qualcuno, a parte gli ammazza virus anche con idrossiclorochina, farebbe differenza.

      P.S.

    1. clausneghe 14 aprile 2022

      Vedo in foto il gesuita nero general papocchio Bergoglio maneggiare le famigerate bandiere dei fanatici assassini Ucraini.
      Se pensa di andare a Kiev a baciare e benedire quelle bandiere è facile che si avveri quella famosa profezia che lo vorrebbe ucciso assieme ai suoi cortigiani da uomini armati.
      Nella profezia non è specificato se erano anche barbuti, sennò fare il paro con Kadyrov, che puta caso vuole andare a Kiev, è un attimo.

      p.s. Tanto per capire cosa rappresenta la bandiera che tiene goffamente tra le mani come fosse un paramento, vi linko il recentissimo video di Rangeloni da Mariupol distrutta.

    2. Martin 15 aprile 2022

      Sicure ed alte fonti cattoliche argentine, comprensive dei suoi ex collaboratori, attestano come Bergoglio aveva trascorso gli anni (almeno 7) a Buenos Aires prima della sua elezione: al telefono, ogni giorno per almeno 5-6 ore, a partire dalle 6 di mattina, quasi sempre in conversazioni internazionali.
      L'obiettivo, secondo le medesime fonti, era evidente: farsi eleggere Papa. Questa strategia non e' neanche lontanamente "pastorale", ma eminentemente politica - come peraltro il suo Pontificato neoglobal.

      Alcune di queste fonti sospettano che Bergoglio abbia in realta' perduto la fede diversi anni prima, quando a seguito di una grossa crisi personale si sottomise per diversi mesi a terapia psicoanalitica, con una psicologa argentina Ebrea e atea. A seguito di tale crisi, rimasta irrisolta, invece di dare delle scomodissime dimissioni, Bergoglio si sarebbe integralmente riciclato nel carrierismo politico-ecclesiale.

      Le medesime fonti riportano uno dei comportamenti strategici preferiti di Bergoglio, dal medesimo riconosciuto in alcuni rari momenti confidenziali: MAI esprimere la stessa posizione a diversi interlocutori, anzi fare attenzione ad esprimere posizioni sempre diverse, in modo che nessuno potra' capire cosa effettivamente pensi e cosi' anticipare le tue mosse.
      Se vi pare una posizione cristiana e pastorale........................

    3. clausneghe 15 aprile 2022

      Infatti, Egli è un mentitore.

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