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Tulsi Gabbard: R.I.P.

 

PAUL CRAIG ROBERTS
paulcraigroberts.org

È un peccato che Tulsi Gabbard abbia ceduto alla lobby israeliana. Le forze dell’Impero l’hanno interpretato come un segno di debolezza e hanno deciso di distruggerla.

L’élite al potere considera la Gabbard una minaccia, proprio come era successo con Trump. La minaccia, in questo caso, è un attraente candidato politico che mette in discussione l’agenda dell’Impero. Trump aveva messo in dubbio l’ostilità nei confronti della Russia orchestrata dal complesso militare/di sicurezza. La Gabbard mette in discussione le guerre dell’Impero in Medio Oriente. Questi sono gli interrogativi che interferiscono con i programmi del complesso militare/di sicurezza e della lobby israeliana. Se la paura di Israele è ciò che aveva indotto la Gabbard a votare la linea AIPAC sul disegno di legge che proibisce le critiche ad Israele, non sarà certo in grado di rimanere fedele al suo programma che si oppone alle aggressioni di Washington in Medio Oriente. Israele è dietro a quelle aggressioni, perché fanno gli interessi israeliani.

Ma l’Impero non vuole correre rischi rischi. L’Impero le ha sguinzagliato contro l’intero battaglione delle prostitute della stampa. Josh Rogin (Washington Post), Joy Reid (MSNBC), Wajahat Ali (New York Times e CNN) e, naturalmente, i troll di Twitter pagati per diffamare e travisare i personaggi pubblici che l’Impero prende di mira. Anche Google ha aggiunto il suo peso all’offuscamento della Gabbard.

La Gabbard, che nel secondo “dibattito” tra i candidati del Partito Democratico per la nomina presidenziale democratica, aveva facilmente avuto ragione della spregevole Kamala Harris, è stata prontamente definita “un’apologista di Assad” ed una cospiratrice con la Russia che vuole entrare alla Casa Bianca come agente Putin. https://www.paulcraigroberts.org/2019/08/01/crazed-democrats-now-claim-it-is-tulsi-gabbard-who-is-in-conspiracy-with-putin/

I conflitti in Medio Oriente contro i nemici di Israele e la preparazione alle grandi guerre contro l’Iran, la Russia e la Cina sono il pane e il burro quotidiano della potente lobby militare/di sicurezza degli Stati Uniti. Tutto ciò che è importa a questa lobby sono i loro profitti, non se ci uccideranno tutti. In altre parole, la loro propaganda sulla protezione dell’America è una bugia. Ci mettono tutti in pericolo solo per avere nemici che giustifichino il loro enorme potere e il loro astronomico budget.

Chi è veramente al corrente dei fatti, come me e Stephen Cohen, ha per anni messo in guardia sul fatto che l’ostilità orchestrata contro la Russia sta producendo una Guerra Fredda molto più pericolosa di quella originale. In effetti, a partire dal criminale regime di George W. Bush, i trattati sul controllo degli armamenti, raggiunti con grandi sforzi politici dai leader statunitensi e sovietici, sono stati abbandonati da Washington. L’ultimo trattato che verrà rigettato da Washington, su ordine della lobby militare/di sicurezza, è il Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio (INF), negoziato dal presidente Ronald Reagan e dal leader sovietico Mikhail Gorbachev. Questo trattato vietava i missili che Washington poteva collocare in Europa al confine con la Russia, con cui avrebbe potuto attaccarla dandole poco o nessun tempo di reazione, e missili russi che potevano essere usati per attaccare gli stati fantoccio della NATO, in Europa e il Regno Unito. Il trattato aveva comportato l’eliminazione di 2.692 missili e un decennio di ispezioni di verifica che avevano soddisfatto entrambe le parti dell’accordo. Ma, improvvisamente, Washington si è ritirata dal trattato. Lo scopo principale di questa marcia indietro è consentire al complesso militare/di sicurezza di sviluppare e produrre nuovi missili a spese dei contribuenti, ma Washington vede anche un vantaggio militare insito nel ritiro dal trattato INF.

Washington, ovviamente, dà alla Russia la colpa del ritiro degli Stati Uniti, così come Washington incolpa tutti i paesi che intende attaccare. Ma è del tutto ovvio, anche per un idiota, che la Russia non ha alcun interesse ad abbandonare il trattato. I missili russi a raggio intermedio non possono raggiungere gli Stati Uniti. La Russia non ha alcun motivo di attaccare l’Europa, che non ha forze militari degne di nota. Sono i missili nucleari americani sul suolo europeo ad essere il problema.

Washington, tuttavia, ha dei vantaggi ad uscire dal trattato INF. A tutto rischio dell’Europa, non dell’America, i missili nucleari a raggio intermedio di Washington di stanza in Europa posizionati ai confini della Russia consentono un attacco nucleare preventivo. A causa della vicinanza, il tempo di reazione è solo di un paio di minuti. I folli strateghi di Washington credono che, in questo modo, gran parte della capacità di rappresaglia russa verrebbe distrutta e che la Russia si arrenderebbe, invece di vendicarsi con forze diminuite e rischiare un secondo attacco.

Putin sottolinea questo pericolo, così come fanno i militari russi. I missili statunitensi al confine con la Russia sono, in realtà, una pistola carica con il grilletto molto sensibile puntata contro il mondo. A parte il fatto che un attacco atomico alla Russia è il probabile scopo dei criminali neoconservatori, si sa che i sistemi di allarme nucleare possono avere dei falsi allarmi. Durante la prima Guerra Fredda, entrambe le parti avevano lavorato per costruire fiducia, ma, da allora, il regime criminale di Clinton a Washington ha lavorato per distruggere tutti i rapporti di fiducia tra le due potenze nucleari dominanti. Tutto ciò che serve per cancellare la vita sulla Terra, grazie ai pazzi di Washington, è un falso allarme ricevuto dai Russi. A differenza dei falsi allarmi del passato, la prossima volta, ai Russi non resterà altra scelta che quella di crederci.

I missili nucleari a raggio intermedio non lasciano il tempo per una telefonata tra Putin e Trump. Il leader russo, che ha subito centinaia di insulti diplomatici, la demonizzazione della sua persona e del suo paese, sanzioni illegali, false accuse e minacce senza fine non potrà presumere che l’allarme sia falso.

Gli idioti di Washington e le prostitute della stampa hanno programmato la fine del mondo. Quando suonerà l’allarme, il leader russo non avrà altra scelta che quella di premere il pulsante.

Qualsiasi dubbio residuo del governo russo sulle intenzioni ostili di Washington nei confronti della Russia è stato dissipato dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Trump, il falco neoconservatore John Bolton. Bolton ha recentemente annunciato che l’ultimo accordo sul controllo degli armamenti, lo START, non sarà rinnovato da Washington nel 2021.

Pertanto, la fiducia tra le potenze nucleari, che era iniziata con il presidente John F. Kennedy e aveva raggiunto l’apice con Reagan e Gorbachev, è stata cancellata. Sarà una fortuna se il mondo sopravviverà alla distruzione della fiducia tra le due maggiori potenze nucleari.

Il governo americano di Washington è stato talmente rincretinito dalla sua sfrontata arroganza imperiale che non riesce assolutamente a rendersi conto della situazione pericolosa che, da solo, ha creato. Siamo tutti a rischio, ogni minuto della nostra vita, a causa del potere, contro cui il presidente Eisenhower ci aveva messo inutilmente in guardia più di mezzo secolo fa, del complesso militare/di sicurezza degli Stati Uniti, una forza potente ed organizzata, in grado di distruggere qualsiasi presidente americano che, con una politica di pace, costituisca una minaccia al suo budget e al suo potere.

Donald Trump ha una personalità forte, ma è stato sottomesso dalla lobby israeliana e dal complesso militare/di sicurezza. Come presidente in carica, Trump passa il suo tempo a twittare, mentre un attacco orchestrato dal complesso militare/di sicurezza e dal Partito Democratico, con la cooperazione al 100% dei media americani, cerca di farlo passare per un agente russo, ponendo le basi per una richiesta di impeachment.

Una forte personalità in quella che presumibilmente è la carica più potente del mondo, che però consente ai suoi avversari di bloccare tutto il suo primo mandato nel tentativo di incastrarlo e cacciarlo dall’ufficio è tutto ciò che dobbiamo sapere sul probabile destino di Tulsi Gabbard .

Paul Craig Roberts

Fonte: paulcraigroberts.org
Link: https://www.paulcraigroberts.org/2019/08/05/tulsi-gabbard-r-i-p/
05.08.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.